Fuori Cobolli Gigli, Blanc presidente esecutivo

Non è tutta colpa sua!

Non è tutta colpa sua!

La notizia è circolata ormai da ieri pomeriggio. Mi sono preso un pò di tempo per riflettere e buttare giù 2-3 considerazioni personali, spinto dalle vostre richieste via email. Da dove cominciare? Innanzitutto dai doverosi ringraziamenti, formali, come sempre in questi casi. Mettendo da parte per un attimo “Calciopoli”, sulla quale tornerò più tardi, posso dire che Giovanni Cobolli Gigli è stato un presidente sui generis, atipico, molto “televisivo”, presente in Lega, consigliere, uomo-immagine per le tv e tifoso sempre presente a vedere la Juventus in tribuna e a metterci la faccia nel pre e nel post-partita. Il suo compito, almeno da un punto di vista mediatico, l’ha svolto sufficientemente bene, assumendo di fatto il ruolo di “parafulmini” della Società, pronto a subire (era pagato per quello, per carità!) tutte le critiche degli ancora inferociti bianconeri che dalla cacciata di Giraudo & Moggi in poi hanno trovato in lui un bersaglio perfetto per la propria rabbia. Mai una parola fuori posto, una ottima dialettica (non me la sento di incolparlo di non aver parlato il “calcese”: Cobolli Gigli parla italiano, una lingua che non tutti comprendono, purtroppo.. ma che preferisco al Corvinese o al Moggese, per capirci), grande rispetto ed educazione con tutti. Certo, gli si imputano alcune gaffes o presunte tali (dalle foto con Moratti alle frasi sull’ispirarsi allo stile di Facchetti, fino ai “27 Scudetti”, ecc..), quel suo non rivelare mai niente di mercato (anzi, spesso ha detto il contrario, forse giocando un pò..) e quel suo essere “pacato” anche dopo aver subito gravi torti arbitrali, ma personalmente credo troppi castelli di carta si siano costruiti sul nulla. Queste sono  infatti semplicemente “parole”, e tali devono essere considerate. Così come lo sono il dichiarare di voler essere “simpatici”, o di voler creare e rispettare un “codice etico”, che sono entrambe precise direttive che il Cobolli ha semplicemente ereditato da chi l’ha preceduto. Piuttosto passiamo ai “fatti”: Calciopoli. La linea difensiva scelta, il ritiro del ricorso al Tar, l’atteggiamento conciliatore adottato subito dopo, il totale diniego della precedente gestione e quel voler rimarcare sempre un concetto di novità e trasparenza, portata a volte fino all’eccesso, non sono e non possono secondo me essere scelte a lui imputabili. Sono tutte conseguenze, queste, della strategia difensiva scelta dal club che, invece di combattere punto per punto e ribattere alle accuse (come avremmo preferito tutti noi), ha scelto la politica del patteggiamento, dell’ “accettiamo la pena, ma ora siamo cambiati e siamo diversi dai cattivi di prima, quindi voltiamo pagina e lasciateci in pace”. Una strategia, ripeto, che non credo sia nata con Cobolli Gigli, e che non credo nemmeno sia nata all’interno di un ambito esclusivamente sportivo. Non credo che un presidente appena eletto e senza “poteri” più grandi (come chessò un Sant’Albano) extrasportivi avesse insomma l’autorità e la forza da poter decidere, da solo, questioni così vitali (anche per il patrimonio della Società e degli azionisti, e mi riferisco a quelli “grandi”, con centinaia di milioni di euro in ballo). Erano probabilmente scelte “più grandi di lui”, un gioco a scacchi giocato nei piani alti. Non me la sento perciò di condannarlo per responsabilità che evidentemente non ha, così come non mi pare corretto che si usi un “parafulmine” vendendo favole. Non è tutta colpa sua.. Ciò detto, e torniamo alla cronaca, era già da un pò di tempo che si era cominciato a disegnare sulla carta un riassetto che prevedesse l’uscita di scena del presidente, oltre che quello di Giampiero Montali. Da questa estate, per la precisione, quando l’uomo designato a prendere il posto dell’ex tecnico della Nazionale di pallavolo (destinato a lasciare la Juventus, come anticipato da relativa “cinguettata”) sembrava dovessere essere Beppe Marotta, corteggiato fino alla lite con Garrone, ma non abbastanza da portarlo subito a Torino subito. Cobolli Gigli aveva cominciato ad avere dei dissidi personali con Jean-Claude Blanc (così si mormora..) da qualche mese, ed aveva già da un pò di tempo cominciato a guardarsi attorno, cercando di nuovo qualche contatto, mai perso, col mondo dell’editoria. Ieri è arrivata l’ufficializzazione del “cambio” da parte di John Elkann in persona. Lo saluto e lo ringrazio, perciò. Non è stato un presidente da ricordare, ma nemmeno da insultare. Ma guardiamo avanti. Per conoscere gli altri cambiamenti del CdA bisognerà aspettare il 12 ottobre: per Tuttosport ci sarà l’ingresso di due figli “d’arte” come Giugiaro Jr. e Grande Stevens Jr., mentre per Sky sono possibili gli ingressi di Giovanni Minoli (quello di Mixer e La Storia Siamo Noi, si) e della Christillin. Aspetterei per capirne un pò di più, anche perchè John Elkann parla di “confusione” fatta sui giornali, quasi a voler preannunciare qualche sorpresa. In ogni caso andrà rivisto il “Comitato Sportivo”, attualmente composto solo da Montanaro e Blanc (e quindi ormai di fatto inutile), e andrà rivista anche la procedura operativa per gli acquisti, se è vero che, come si dice a Torino, c’era bisogno dell’approvazione formale sia del Presidente che dell’Amministratore Delegato per gli acquisti di una certa importanza (un metodo scelto per “controllare” eventuali abusi di potere “Moggiani” col sistema della firma congiunta di due cariche separate, e con l’approvazione formale anche del Comitato Sportivo, per gli acquisti faraonici). Con la riunione delle tre cariche e lo svuotamento dell’organo consultivo, potrete bene intuire, tutto il potere esecutivo passa nelle mani di una sola persona, Jean-Claude Blanc, che, sebbene già in pratica  “facesse tutte cose lui”.., ora potrà farlo anche “in teoria”. Una responsabilità molto grande, ma evidentemente c’è tanta fiducia in lui. Di recente, il francese ha ottenuto un bonus per il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati (sia in sede sportiva che amministrativa), ed è in trattativa con una serie di sponsor che – si dice – porteranno valanghe di soldi alla Società bianconera. Sembra passata una vita da quando, durante la presentazione di Ciro Ferrara, l’AD – stizzito dalle domande su Marotta – glissava ferocemente e rianalizzava tutti i successi personali quasi a voler lanciare un messaggio, diretto ed indiretto al tempo stesso, di potercela fare “da solo”. Era un Blanc sotto pressione, quello. Pronto ad esplodere. Che si assunse contro il parere di tantissimi suoi “sottoposti” l’onere e la responsabilità dell’esonero di Ranieri, e che capì, probabilmente, che avrebbe dovuto cominciare a fare le cose “in prima persona” perchè era in ballo persino la sua posizione. Invece di esplodere però è venuto fuori il carattere e l’operatività che da sempre lo caratterizzano, e per i quali era famoso. Quasi cinque mesi dopo siamo infatti alla conclusione di questo percorso in cui si è visto un Blanc nuovo, deciso, “aggressivo”, impegnatissimo, mettere a segno una ottima campagna acquisti, presentare un ottimo bilancio con ottimi ricavi e far tornare nella gente l’impressione che la Juventus sia “forte”, e che sia tornata quella mentalità da vincenti (sconfitta e critiche di Palermo a parte) che probabilmente un pò si era persa negli anni passati. Spetterà a lui continuare sull’ottimo lavoro di questi ultimi mesi, e l’augurio è che possa raccogliere i frutti del suo lavoro non solo a livello economico, ma anche sportivo. Ogni altro commento lo rimando al 12 ottobre prossimo. Sono curioso anche io, molto.

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    • IloveJuventus
    • 7 ottobre 2009

    Speriamo bene!! Grazie a Giovanni Cobolli per il suo lavoro in questi 3 anni.

    • Antonio Corsa (ACB)
    • 8 ottobre 2009

    Due concetti veloci: 1) non è certo colpa sua se è “incompetente”. Semmai è colpa di chi lo ha messo lì. 2) un Presidente di una Società (SpA) di calcio deve capirne innanzitutto di Società, poi di bilanci e solo alla fine – ma non è necessario – di calcio (ammesso che Cobolli non ne capisca, e non abbiamo davvero elementi per dirlo). Non confondiamo i ruoli. Romy Gai mica ti sapeva dire quanto fosse forte Alex Teixeira del Brasile U20, e Antonio Giraudo quando divenne l’A.D. della Juventus sapeva fare i conti, mica la campagna acquisti (e non era neanche juventino!). Insomma eventuali responsabilità in questo settore sono del DS Secco e del suo superiore Blanc (in qualità di DG). Per il resto il Presidente e l’Amministratore Delegato non hanno tra le funzioni quella di fare il calciomercato. Tutto qui. Semmai un problema della struttura societaria che si era data la Juventus poteva essere questo confine labile tra le competenze del Presidente e quelle dell’Amministratore Delegato. Ai tempi di Giraudo comandava Giraudo, ed era chiaro. Ora probabilmente c’erano due galli nel pollaio, e se n’è fatto fuori uno.

    • lubemark
    • 8 ottobre 2009

    Analisi abbastanza corretta, Antonio ma francamente non mi mancherà perchè al di là del fatto che certe scelte obrobriose (come quella di non difendersi davanti alla giustizia sportiva) siano passate almeno inizialmente sopra di lui, a meno che nel suo mandato non cvi fosse scritto che nei primi tre anni la juve non poteva vincere lo scudetto neanche per sbaglio, certi errori non sono tollerabili da un manager della sua esperienza: la scelta(peraltro assolutamente esacrabile)di "ripartire dal basso" imponeva logicamente che per la ricostruzione ci si affidasse a persone di provata competenza nessun presidente con le palle conoscendo la propria e altrui (mi riferisco all' AD blanc) carenze specifiche avrebbe accettato di conferire l'incarico di DS a un novellino quale era in quel momento Alessio Secco.Prima di effetuare anche una sola operazione di mercato bisognava acquisire un responsabile dell'area tecnica adeguato al compito improbo che lo aspettava, a costo di pagarlo a peso d'oro. Avremmo evitato la svendita di ibracadabra al nemico, la cessione di mutu sottocosto ai violacei e le successive disastrose campagne acquisti. Se Cobolli non era in grado di capire questo rubava lo stipendio, se pur avendolo capito non era in grado di pretenderlo era, con tutto il rispetto un fantoccio. La mia Juve non ha bisogno di fantocci. intendiamoci le stesse colpe ce le ha anche il nuovo presidente esecutivo ma almeno lui ha otenuto qualche risultato sul piano delle entrate (sponsor) e degli investimenti (stadio)

    • Antonio Corsa (ACB)
    • 8 ottobre 2009

    Secco è stato “firmato” dalla precedente gestione (straordinaria). E’ DS della Juventus dal 26 maggio 2006. Cobolli Gigli è presidente della Juventus dal 29 giugno 2006.

    • lubemark
    • 8 ottobre 2009

    mi sembra che non ci siamo capiti,quello che volevo dire antonio è che la responsabilità di non aver preso un responsabile area tecnica (si chiami dg, dt o ds poco importa)di provata esperienza è in primis di cobolli e poi di blanc (se hanno speso fior di milioni per i giocatori potevano spenderne qualcuno per uno tra corvino, marotta, sartori, sabatini, leonardi, marino. il non averlo fatto è loro esclusiva responsabilità. Il manager è un gestore di risorse umane e finanziarie. le dimissioni di moggi avevano aperto una voragine che doveva essere colmata per quanto possibile. scegliere come ds un apprendista ancorchè volonteroso significa essere incompetenti (come manager bada bene non come conoscitori di calcio)per non dire di peggio.

    • lubemark
    • 8 ottobre 2009

    beh se la gestione straordinaria aveva toppato sul punto c'era tutto il tempo per rimediare, aver lasciato secco in quel posto equivale ad averlo nominato.ti voglio fare una domanda metti caso che domani ti offrano un prestigioso incarico che ti porta a triplicare il tuo stipendio, però ti tocca occuparti di qualcosa di cui ne sai poco o nulla, credo che la prima cosa che chiederesti sarebbe di poter av ere uno o piu coollaboratori di tua fiducia. i top managers cambiano spesso settore con disinvoltura se attratti da un'opportunità di carriera ma lo possono fare a ragion veduta nel momento in cui possono scegliersi il loro team…

    • Antonio Corsa (ACB)
    • 9 ottobre 2009

    Si. Solo che il Presidente non è incaricato della nomina del team.

    • lubemark
    • 9 ottobre 2009

    domanda chi ha scelto il capo degli osservatori? chi ha scelto il responsabile del settore giovanile? chi ha scelto lo staff medico e i preparatori atletici? forse mi dirai il comitato sportivo (che era composto se non erro da cobolli, blanc, montanaro e montali) ma in quello cobolli aveva un certo peso in qualità di presidente, o il suo compito era puramente istituzionale?

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