Inter-Palermo: qualcuno deve pur dirlo…

L'erede..

L'erede..

Bella partita quella di San Siro ieri sera…. Otto goal, grandi azioni, grandi protagonisti, telecronisti entusiasti e applausi a scena aperta per tutti. Talmente bella che c’e’ la fastidiosa impressione che piu’ che a una partita di calcio si sia assitito ad un recita ben orchestrata. Io non sono uno che ama i complotti, non mi piace andare a indagare nelle pieghe di una partita, non considero i fuorigioco millimetrici e i rigori “televisivi”. Preferisco guardare una partita nel suo complesso e cerco di fare le mie deduzioni su cio’ che si vede in campo e da quando si discosta da un andamento che ritengo “normale”. L’impressione che molte squadre italiane di livello medio/basso (come il Palermo) si “scelgano” in anticipo le partite in cui impegnarsi l’ho sempre avuta. E se si esaminano una diecina di campionati e’ anche molto facile capire quali siano e pure come le varie “alleanze” cambino con il tempo. Il patto di ferro Udinese/Milan e’ certificato (oltre che dall’osservazione di molte partite) anche da intercettazioni telefoniche. Il piu’ recente accordo tra Genoa e Inter e’ anch’esso sotto gli occhi di tutti e si evita di parlarne apertamente solo per evitare guai. Cosi’ come non erano sfuggite all’attenzione della gente le “carinerie” reciproche tra il Siena e la Juventus della triade. Ma torniamo a Inter-Palermo; si era subito cominciato male, grazie a quel birbaccione di Mourinho che non perde occasione per fare i suoi “mind games”. C’era poi anche l’orribile precedente dell’anno scorso in cui Zenga regalo’ di fatto le due partite che gioco’ contro l’Inter da allenatore del Catania (e che gli sono di fatto costate il posto). Ma veniamo alla partita. La prima cosa strana e’ la formazione del Palermo; come tutti sanno Balzaretti e’ infortunato e bisogna sostituirlo. Anche perche’ da quelle parti incrocera’ la maggiore arma offensiva dell’Inter, cioe’ Maicon. Che cosa fa Zenga? Sostituisce Balzaretti con uno sconosciuto giovane rumeno, il povero Melinte, che e’ palesemente inadeguato al ruolo; infatti il ragazzo commette un rigore assurdo al 4′ e poi praticamente scompare, consentendo a Maicon di agire per tutto il primo tempo come attaccante aggiunto (e il 4-0 alla fine del primo tempo e’ persino una punizione lieve). Attenzione stiamo parlando di un tempo intero, quando dopo 5′ e’ chiaro a tutti che da quella parte il Palermo ha un buco grande quanto un cratere lunare. Ed e’ estremamente strano che un allenatore scafato come Zenga non si accorga di questo, ne’ provi in alcun modo a rimediare per un tempo intero. Comunque nel primo tempo l’Inter maramaldeggia (ovacion, orejas y rabo tambien) e si va all’intervallo tra gli applausi. Si rientra in campo e ci si accorge subito che qualcosa e’ cambiato; evidentemente i giocatori del Palermo (primo fra tutti un incazzatissimo Miccoli) hanno deciso che perdere va bene, ma fare figure di guano molto, molto meno. Il Palermo comincia a giocare e l’Inter ovviamente e’ sorpresissima (i patti erano altri, si vede); nella confusione generale l’Inter perde le misure e becca 3 goal in 18′ (non una bella cosa da vedere, tra l’altro). A questo punto le premesse per la rimonta dell’anno ci sono tutte; San Siro e’ gelato, l’Inter e’ in confusione, il Palermo e’ galvanizzato e noi osservatori neutrali (ehm) siamo tutti incollati allo schermo, consci di essere testimoni di una possibile rimonta storica. Ma in uno spettacolo ben orchestrato il copione deve anche avere svolte inattese; sorprendentemente il Palermo smette di giocare. Non solo ma Zenga dalla panchina si sbraccia invitandoli a stare tutti indietro e abbassare il ritmo. Ovviamente l’Inter si risistema e alla fine fa pure il quinto goal; allora il Palermo comincia di nuovo ad attaccare e sfiora un paio di volte il quarto. La partita finisce tra gli applausi e il Palermo esce a testa alta da San Siro. Tutto bello, tutto emozionante, tutto gradevole; se non ci fosse questo piccolo tarlo del dubbio che agisce nel cervello e che ci costringe a porci il seguente interrogativo: “Ma non e’ che ci hanno preso tutti per il C…o?”

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    • Numero7
    • 31 ottobre 2009

    Ci fosse stato uno Juve-Palermo di questo tipo pre-calciopoli si sarebbero aperte una ventina di inchieste…

    • LarryLurex
    • 31 ottobre 2009

    Zenga come hai scritto è da quando era al Catania che è solito mettersi a 90° non appena si trova davanti l'Inter. E vista la persona, non me ne stupisco nemmeno. Il doppio cambio Bertolo-Pastore e Nocerino-Simplicio sul 5-3 è emblematico.

    • sonosempreio
    • 31 ottobre 2009

    Vedo che li conosci bene queste "tattiche". Cos'è tutta la scuola rubentina di una vita?

    • sogno
    • 31 ottobre 2009

    quando l'allievo supera il maestro….coda di paglia?!

    è gia una hit di successo:

    han comprato l'uomo ragno
    chi sia stato gia' si sa
    forse quelli della saras , paladini di onesta'
    hanno comprato l'uomo ragno
    e si sa anche il perche'
    prendera' lui il posto che e' gia' stato del Lacche'

    • Antonio Corsa (ACB)
    • 31 ottobre 2009

    😀

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