Onore al Bordeaux, la squadra più forte del girone.

Il guerriero Alou Diarra..

Il guerriero Alou Diarra..

Personalmente, già dai pronostici post-sorteggio, avevo messo tutti in guardia sulla bontà della squadra francese, che seguo con costanza da oltre un anno e che ritenevo già pronta al grande salto. Non mi aspettavo che la crescita potesse essere così verticale e spettacolare, ma non mi sorprende. Blanc (inteso come Laurent) ha dimostrato di essere un grandissimo allenatore, che ha dato un gioco ai suoi, che ha saputo alternare (senza gli isterismi tattici di Ferrara) uno schieramento guardingo in trasferta allo splendido gioco d’attacco ammirato molto spesso in casa, dove è da 2 anni che, se escludiamo la sconfitta subita in settimana in Ligue-1, non finisce un match con 0 punti. Non lo dico con intenti polemici (per criticare la Juventus), ma perchè convinto: si sono dimostrati superiori.

In difesa ha impressionato per costanza e leadership il difensore centrale 25enne Mickaël Ciani, prelevato in estate per 4 milioni dal Lorient che non solo ha saputo sostituire benissimo il 31enne senegalese Souleymane Diawara (finito al Marsiglia di Deschamps), ma che si è anche scoperto goleador mettendo a segno due importantissime reti contro il Maccabi Haifa e il Bayern Monaco, che hanno pesato tantissimo sulla classifica finale. Oltre a lui hanno ben figurato i due terzini, il destro Matthieu Chalmé e il mancino Benoît Trémoulinas. A centrocampo ha funzionato alla perfezione la coppia formata da Fernando Menegazzo (chi lo ha visto giocare in Italia probabilmente faticherà a credere che quello ammirato in Francia sia lo stesso giocatore: Blanc lo ha arretrato davanti alla difesa, e lui ha saputo ricostruirsi una carriera ad alti livelli dopo le delusioni italiane..) e soprattutto dal capitano e leader Alou Diarra, giocatore per il quale impazzisco da tempo e che in estate speravo potesse essere acquistato dalla Juventus (col senno di poi aumentano di tanto i miei rimpianti..). Alou è un vertice basso di centrocampo completo, che è insuperabile in difesa, molto bravo anche in velocità (ricorderete come all’andata mise il guinzaglio persino allo scattante Giovinco), uomo spogliatoio amato da tutti i compagni e capacissimo di guidare un intero reparto con la sua determinazione (per chi non se lo ricordasse era in campo anche nella finale di Berlino con i Blues…). Oltre ai due citati c’è poi l’ex milanista Gourcuff, giocatore gravemente “perso” dalla squadra meneghina che è esploso l’anno scorso e che si è ormai affermato anche con la maglia della Nazionale francese, di cui è diventato assieme ad Henry il leader. Trequartista Zidaneggiante, è un perfezionista, cerca sempre di migliorarsi, si allena tantissimo in allenamento, non si accontenta mai. Farà strada. Infine in attacco c’è un giocatore che Arsene Wenger adora e che si chiama Marouane Chamakh, che abbiamo seguito a lungo questa estate e che andrà in scadenza l’anno prossimo: non è un bomber, ma è un attaccante “completo”, che sa correre con e senza palla, che dà del tu al pallone e che – vedi il gol segnato oggi – può metterla dentro anche di testa.

Insomma un organico di primo livello, una squadra con degli automatismi perfetti, pericolosissima su calcio piazzato (7 gol da corner o punizione messi a segno in questo girone di Champions: un dato impressionante), con un allenatore concreto, che sa difendersi ma anche attaccare, e che probabilmente – essendo l’età media delle sue stelle ancora relativamente bassa – farà parlare ancora di sè sia nel resto della competizione che negli anni a venire. Onore a loro dunque, che si sono dimostrati i più forti di tutti vincendo due volte col Bayern Monaco e facendo 4 punti (a 1) contro di noi. Il rispetto per questo sport passa anche e soprattutto per il rispetto degli avversari e per il riconoscere loro i meriti, quando dimostrano di essere superiori. Chapeau.

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  1. Effettivamente stasera ho invidiato i tifosi del Bordeaux, complimenti…

    • Numero7
    • 26 novembre 2009

    Dopo Zenga e Mazzarri, anche Blanc ha dato lezione di tattica a Ciro. Purtroppo.

    • briga
    • 27 novembre 2009

    Diarra è il giocatore che invidio al Bordeaux…

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