Toglietemi questo dubbio: siamo il paese più civile d'Europa o semplicemente quello più sordo?

Confermo: aveva (stra)ragione lui..

Confermo: aveva (stra)ragione lui..

Considerazioni flash: dei cori razzisti di Bordeaux abbiamo già parlato, e non vi è giustificazione alcuna. Nessuna. Mi premeva però, a questo punto, analizzare la situazione più a 360°. Vedere cosa finora è emerso in Italia nei referti provenienti da arbitro e altri specifici funzionari AIA e FIGC presenti sul campo. Vi premetto che sarà – almeno per me – sorprendente.

– 3° giornata
Siena – 10.000 euro di sanzione per reiterati cori di insulto e intimidazione verso un avversario.

– 7° giornata
Cagliari – Il Giudice Sportivo considerato che sostenitori della soc. Cagliari, al 2° del primo tempo, come riferito dai collaboratori della Procura Federale, intonavano un coro costituente espressione di discriminazione razziale nei confronti di un calciatore avversario; rilevato che tale comportamento deve ritenersi sanzionabile ex art. 11, n. 3 CGS; preso atto altresì che altri sostenitori, in numero prevalente, hanno immediatamente e chiaramente manifestato la propria dissociazione da tale riprovevole comportamento; ricorrendo, pertanto, la condizione di non sanzionabilità prevista dall’art. 13, n.1, lett. a) b) d) ed e) CGS; delibera di non adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti della Soc. Cagliari per il comportamento dei suoi sostenitori in premessa indicato.

– 12° giornata
Inter – 10.000 euro per avere esposto durante la gara per circa due minuti uno striscione insultante nei confronti del Presidente dell’UEFA.

– 13°giornata
Juventus – 20.000 euro per reiterati cori insultanti e incitanti alla violenza nei confronti di un giocatore tesserato per altra Società.

Vi è come vedete un caso accertato e conclamato di insulti razzisti, alla settima giornata. Ma nessuno ha mosso un dito, nessun media si è scandalizzato, nessun parlamentare (quelli non mancano mai di farsi sentire) ha proposto “pene più severe della multa”, nessuno ha difeso il giocatore (dovrebbe essere Luciano) vittima degli insulti. Non ha fatto notizia. Non solo. Ma gli altri casi di cori con insulti conclamati di intimidazione o incitanti alla violenza sarebbero stati solo 2. Nulla è emerso chessò sui buuu di Bologna contro Balotelli. Nulla è emerso chessò sui buuu di Roma contro Seedorf. Nulla è emerso dei paragoni dei tifosi interisti che da sempre definiscono i cugini milanisti degli “ebrei”. Nulla è emerso chessò delle bandiere del Che o Naziste (con tutte le differenze del caso, per carità), con relativi cori politici inneggianti alla violenza che spesso sentiamo negli stadi. Nulla è emerso degli slogan inneggianti all’Heysel dei tifosi Viola a Torino qualche settimana fa. E la lista sarebbe lunghissima (basta intervistare qualche ultras di una squadra a caso della Serie A che potrebbe sciorinare una serie infinita di situazioni moralmente inaccettabili).

E allora: io sono più che favorevole a sanzionare le squadre (Juventus compresa) le cui tifoserie si rendano protagoniste di cori razzisti (o anche solo incitanti alla violenza). Non voglio giustificare nessuno (non vale la regola del “lo fanno anche gli altri, quindi..”), però la mia riflessione è questa: se si vuole combattere veramente il fenomeno e creare una migliore cultura sportiva (e non solo) in Italia, è bene che qualcuno si sturi le orecchie e, senza ipocrisia, racconti veramente le cose per quelle che sono. Capello ci ha provato, ma subito – da Petrucci in giù – lo si è azzittito difendendo la nostra “superiorità” a certi discorsi. Ebbene, ora basta. Togliamo il velo di ipocrisia e cerchiamo davvero di risolvere una volta per tutte questa piaga dello sport italiano.

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    • mino
    • 27 novembre 2009

    il potere è di chi lo ha. La federcalcio tu credi sia libera? io non credo. c'è sempre il potente più potente che determina l'indirizzo politico/sportivo dell'andazzo. e tu credi che solo perchè paghi il biglietto conti qualcosa? illuso. il potere è di chi lo ha!

    • barone
    • 28 novembre 2009

    D'accordo su tutto tranne che su una cosa. C'è una "lieve" differenza tra la bandiera del Che e quella Nazista (croce celtica o svastica che sia): la seconda rappresenta apologia di reato la prima no.

    • Antonio Corsa (ACB)
    • 28 novembre 2009

    Non è importante (nel mio post, intendo) chi o cosa rappresentano quelle bandiere, ma l'uso che se ne fa. Se pure per te il Che è stato una figura positiva (e certamente, leggi alla mano, c'è una differenza con il mostrare croci celtiche e svastiche) e da rispettare, quando poi in suo nome o sventolando la sua bandiera vengono intonati cori violenti, altamente politicizzati e inneggianti alla lotta allo Stato, alla Polizia, alla morte degli avversari e alla discriminazione di chi non la pensa come chi lancia quei gridi allora si compie (ripeto: relativo al mio discorso) la stessa cosa. Non era un paragone politico in senso stretto.

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