Ciro, ricorda come eravamo. Si è persa l'umiltà, il DNA

Che grinta..

Che grinta..

Leggo dalle statistiche che lo avete apprezzato, glielo avete scritto, e me lo avete scritto anche via email/facebook. L’articolo di Alessandra sul DNA è stato a mio avviso illuminante, più di tanti altri discorsi. Una volta il nostro DNA era quello della squadra operaia (anche quando si sollevava l’Intercontinentale), della “sfavorita”, di quella che “se non corriamo perdiamo”, dei Porrini, dei Torricelli, dei Dimas, dei Birindelli, dei Conte, dei Nedved, degli Zambrotta, dei Pessotto, dei Di Livio, dei Montero, dei Davids, dei Deschamps, dei Padovano, dei Boksic, della classe operaia (che non vuol dire gente scarsa, assolutamente!!) in Paradiso. Era la squadra che aveva sì i Del Piero, i Camoranesi, gli Zidane, gli Ibrahimovic e compagnia bella, ma questi erano i finalizzatori, gli “artisti” inseriti in uno “zoccolo duro” (cit.) composto da gente che era disposta a correre per due, a dare tutto, a superare i propri limiti e a lottare. Era la Juventus che faceva paura perchè se alla vigilia di un match clou si faceva male qualcuno, si era convinti che anche le riserve avrebbero potuto sopperire, perchè c’era lo spirito giusto. Tutti fondamentali, nessuno indispensabile. Era la Juventus che se il giorno prima mezza squadra era a letto con l’influenza, andavi a Manchester e te la giocavi alla pari con lo United, con Zaleyeta e un paio di Primavera all’esordio. Perchè sapevi lottare. Una squadra dai nervi saldi, in grado di vincere ai supplementari (Barcellona-Juventus, Juventus-Real Madrid), di vincere in trasferta, di non perdere mai. Di vincere due Scudetti a Milano. Si poteva pure perdere (e in Europa è successo spesso), ma non così. L’errore più grande questa estate credo sia stato proprio il volersi allontanare dal DNA “passato”, storico. E’ da quando siamo risaliti in A che sento parlare di “registi”, di “trequartisti”, di “giocatori di qualità”, di “brasiliani”.. di “ricerca del gioco”, di “abbandono definitivo del 442”, di “rivoluzione” (3 in 3 anni, si va verso la quarta), di “giovani”.. ma la realtà è che così facendo si è persa quella che da sempre è la nostra caratteristica, e che da sempre ci ha portato a vincere qualcosa: l’umiltà. Si è perso di vista il contorno, focalizzandosi solo sull’acquisto del “top player”. Spesso sbagliando, tra l’altro. La realtà è che la squadra pare non avere cuore, non quel cuore bianconero e quella fame di vittorie alle quali eravamo abituati. Non c’è gente che corre per due. Che sbaglia mandando in tribuna un cross ma che impreca contro se stessa tornando in difesa a testa bassa. Che non riesce a fare due palleggi consecutivi col piede debole ma che in mezzo dovevi passare sul suo cadavere prima di andare a tirare. Che non si squagliava come neve al sole dopo aver subito gol. Che le rimonte da 2-0 a 3-2 le faceva lei, e non le subiva, in casa. Ciro: tu la conosci bene, la Juventus. Abbiamo perso la nostra identità. Lavoriamo per tornare Juve.

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    • Alessandro Greco
    • 9 dicembre 2009

    …ricordo un aneddoto….
    champions…celta vigo – juve 4-1
    davids montero espulsi….e gli altri con il sangue agli occhi….se si deve perdere qst è il modo!!!

    • Ganjasmokas
    • 9 dicembre 2009

    Ciao nè…….tanto lo sapevamo tutti che al massimo potevate vincere la coppa danette di Danone…….Bacioni

    • din don dan
    • 9 dicembre 2009

    Signori, poche storie: organizzazione e disciplina.
    Mancano ‘ste cosine.

    • Alessandra Roversi
    • 9 dicembre 2009

    Voglio aggiungere che il problema del "DNA" e' che quelli che dovrebbero essere referenti, fare da faro della squadra trasmettono il proprio DNA alla squadra. Diego e' uno che a Roma si metteva la mano sulla maglia e sul cuore, ma che a eliminazione consumata era in panchina che se la rideva… Io non avevo mai vista una cosa così.

    Era più bella la Juventus di Montero che teneva appeso Inzaghi per il collo contro il muro dopo il gol "rubato" da quest'ultimo a un Del Piero che non segnava più. Ora non voglio fare paragoni odiosi, ma alla Juventus deve esserci il gioco maschio e poi il resto e quindi il "Jogo Bonito" diventa un accessorio, un optional che se non c'è si vince uguale. Chi azzarderebbe a dire che il 3-1 contro il Madrid, la Juve non è ha fatto un bel calcio? Eppure in realtà la cosa più bella non fu quel gol delizioso di Del Piero che metteva a sedere Hierro, ma Figo che non saltava Birindelli. Ecco, un Pallone d'Oro che non riusciva a superare uno che venne spesso definito come quello che "se non giocava alla Juve, faceva tutta la carriera in serie B".

    Ora mi chideranno "Stai dicendo che preferisci Birindelli a Diego?". E risponderò: "ma lo sapete che il Birindo fece un gol pazzesco anche in Europa e un assist pazzesco? Per riferimenti, chiedere in Spagna".

  1. Ma infatti non è che si auspica una squadra di "scarpari". Si parla di grinta. Ce l'aveva pure Nedved, pure Davids, ce l'ha Sissoko.. servono i guerrieri con il sangue agli occhi. Vedete la foto di Conte. E poi quella di Melo…

    • Marco 1979
    • 9 dicembre 2009

    i buoni giocatori senza la giusta guida rimangono giocatori normali
    i buoni giocatori con la giusta guida diventano ottimi calciatori

    i grandi giocatori con la giusta guida arrivano nell'olimpo dei più grandi
    i grandi giocatori senza la giusta guida resistono un anno e poi cambiano aria..e lo fanno principalmente per loro.

    ora, la scelta è: cambiare la guida per ottenere il massimo da tutti o avere una squadra di potenziali fenomeni/grintosi (ricostruendo il dna) ma che ora giocano come il lecce?

    • roky79
    • 10 dicembre 2009

    l'unico guerriero che vedo in campo che mi potrebbe far ricordare quegl'anni è il solo chiello quest'anno, mentre l'anno scorso c'era anche nedved.

    mi viene da piangere, stanno letteralmente facendo i bisognini sulla nostra storia. 😦

    • mc1719
    • 10 dicembre 2009

    E' anche colpa di noi tifosi: uno come Molinaro che è tutto cuore viene regolarmente fischiato appena entra in campo perchè non è brasiliano…….

    • garrison
    • 10 dicembre 2009

    Non condivido del tutto. Ai giocatori odierni nn manca grinta, DNA vincente, "garra" alla sudamericana. O meglio può mancare anche quella, ma non é la componente fondamentale. Ma con tutta la grinta che volete nn si possono ringiovanire DP, Trez, Cannavaro e Camo. Non si può rendere Legrottaglie un difensore iperconcentrato. Non é certo x mancanza di cuore che Melo sbaglia regolarmente ogni passaggio. Ad Amauri non manca di sicuro la tenacia ma questo non lo renderà mai un attaccante veloce in grado di attaccare la profondità. La squadra va ripensata tatticamente, ringiovanita con idee fresche e competenza sul mercato, Ferrara e Secco non sono in grado. Troviamo chi é capace di farlo (l'anno prox ovviamente quest'anno salviamo il salvabile), poi pensiamo alla grinta ed al DNA.

    • Juza77
    • 10 dicembre 2009

    Concordo in molto aspetti con quanto dice Garrison……
    Volevamo il gioco? Si è cambiato, e come ogni rivoluzione che si rispetti, i risultati non si possono vedere immediatamente.

    Pazienza! [cit.]

    • Antonio Corsa (ACB)
    • 10 dicembre 2009

    Scusate eh, ma la Juve di Lippi giocava forse peggio? Non avevamo forse 3 punte (Vialli-Del Piero-Ravanelli) e un regista (Sousa)? Non avevamo un trequartista (Zidane) e due attaccanti (di cui uno Del Piero?). Non si giocava in verticale, esprimendo un calcio a tratti fenomenale? Non era gioco quello? Mica si giocava di rimessa! Si andava all'estero e si faceva la gara. E allora cosa c'entra il modulo se prendi gol e – come ammesso da Legrottaglie – senti il colpo e ti sgretoli? Secondo me è proprio una questione di grinta, di voglia di vincere, di personalità, di determinazione, di attributi. Poi possiamo anche pensare ai moduli.

    • Marco 1979
    • 10 dicembre 2009

    le ultime 3 righe di questo post di antonio è quello che dico da ottibre

    • garrison
    • 10 dicembre 2009

    Antonio: ok, ma la grinta e la mentalità dove si comprano? Chi te le trasmette? Per moltissimi juventini il problema era Ranieri, con la sua mentalità da "perdente". Bhé eccoci qui con uno che, di certo, la mentalità da vincente ce l'ha, se non altro x averla dimostrata un sacco di volte in campo. La Juve di Lippi era anche grinta ma non certo solo. E poi aveva giocatori nel fiore della carriera (mi ricordo giusto Carrera un po' + avanti e poi Vierchowood), non era l'odierno mix con giocatori da "cimitero degli elefanti".

    • maurizio pierdomenico
    • 10 dicembre 2009

    Lasciamo perdere questa favola del DNA che va molto di moda. Sono calciatori professionisti ben retribuiti che DEVONO fare il loro lavoro. Sono loro che fanno grande un allenatore non il contrario. Esempio: Spalletti è un incapace? Non credo, quindi fino a che i giocatori lo hanno seguito era un mago e praticava il miglior calcio d’Italia. Ciò per dire che penso che i calciatori della Juve (non so il motivo) non seguano Ferrara. Non mi raccontate che vanno in confusione sui moduli… non facessero i calciatori! Ma pensate veramente che Del Piero, Treseguet ecc. si confondano o non comprendano i moduli? Diego (non ho mai condiviso l’acquisto non per il valore assoluto) ha creato squilibri interni, sta bruciando Giovinco (che comunque non penso sia un campione assioluto) e creando problemi a Del Piero e Camoranesi (il vero trequartista della squadra).

    • garrison
    • 10 dicembre 2009

    @Antonio: sono d’accordissimo sull’inserire quelli che dici al momento. La stagione può essere salvata ancora alla grande, anche se non credo allo scudetto (Europa League invece alla portata forse). Ma in prospettiva x me sarebbe un errore pensare di poter risolvere tutto invocando grinta, cuore, umiltà ecc.. Serve gente brava, fuori e dentro il campo.

  2. @garrison
    Antonio: ok, ma la grinta e la mentalità dove si comprano? Chi te le trasmette?

    Questo è compito dell'allenatore.

  3. @garrison: Hai Del Piero che è anziano ma hai Giovinco e De Ceglie che potrebbero giocare a sinistra come esterni alti. Hai Trezeguet che è un over30 ma hai anche Immobile se sei insoddisfatto del francese. Hai Camoranesi ma hai anche Tiago che potresti provare a recuperare. E Grosso l'hai chiesto tu (Ferrara). E c'hai Poulsen che sta giocando meglio di Melo. In difesa stai lanciando Càceres. Insomma qui non si chiedono i miracoli, ma meritocrazia. Dentro gente che corre e che ha voglia, che trasmette sensazioni positive, che non è depressa, che può dare una mano subito.

    @maurizio: il problema Diego è palese. Ne parlo nel post precedente. Dobbiamo prenderne atto. O ne viene fuori o lo si fa fuori. Perchè se uno gioca bene ma sbilancia la squadra una sistemazione gliela si trova.

  4. Servono entrambe le cose.

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