Indagini Finanza: spuntano anche altre Società indagate, ma è vietato farne il nome…

bocca cucitaChi l’avrebbe mai detto! Il giorno dopo, the day after, a pioggia (di cosa lo lasciamo intuire..) terminata, lo “scoop” sulle indagini della Guardia di Finanza de La Stampa assume contorni… diversi! Giusto il tempo di farci un bell’articolo, di farci insultare per bene da tutta Italia (Juventini compresi, eh, perchè poi siamo fantastici anche noi..) e subito è pronta, il giorno dopo, la solita acqua che spegne sul nascere il fuoco. Complimenti per la serietà. E per l’omertà sui due “grandi club” per i quali l’intelligence del quotidiano torinese ha funzionato a singhiozzo.
Sempre da La Stampa, v 2.0

Il club: «Contratti regolari per agenti»
Beretta: «Servono norme uniformi»
T. CAIRATI – M. NEROZZI

TORINO
Le violazioni fiscali ipotizzate a carico della Juve, in seguito a una verifica della Guardia di Finanza, sono state contestate anche ad altre società di serie A, tra le quali due grandi club. Dell’argomento, che riguarda il pagamento delle provvigioni agli agenti, s’è parlato ieri a Milano, nel corso di una riunione informale delle società in Lega: all’ordine del giorno c’era la discussione per definire ordinamento e parametri della futura serie A, ma l’importanza dell’argomento l’ha infilato nei discorsi tra i dirigenti. Alla fine, ne ha parlato anche Maurizio Beretta, presidente della Lega: «Non entro nel merito delle situazioni che riguardano la Juve – ha detto – ma certamente il tema di avere regole uniche e di restare compatti ci sta. E in questo spirito la Lega si sta muovendo». Beretta non entra nel merito ma è chiaro che l’argomento potrebbe riguardare quasi tutti i club: «La Juve sa come operare e come ha operato. In una fase futura sarà bene avere dei modelli operativi condivisi. Così come è un valore rinegoziare l’accordo collettivo con l’associazione italiana calciatori. Su questo è stato aperto formalmente un tavolo di discussione».Sintesi brutale: in seguito all’accertamento, la Procura di Torino contesta violazioni fiscali a carico dell’allora presidente bianconero Cobolli Gigli e dell’ad Blanc per aver inserito al passivo del bilancio il pagamento di agenti che, invece, avrebbero curato gli interessi dei giocatori. Una retribuzione, un costo cioè, ingiustificato, secondo l’accusa. La società bianconera è però convinta di aver sempre agito rispettando le leggi, ed è certa di poterlo dimostrare: «In questi anni infatti – si legge in una nota del club – la Juventus ha stipulato regolari contratti con professionisti i cui compensi sono sempre stati pagati a fronte di attività svolte nell’interesse della società». L’agente, sostanzialmente, viene retribuito per la sua opera di consulenza e intermediazione, consentendo al club di raggiungere un accordo con il giocatore prescelto. Tutto documentalmente dimostrabile, secondo la società di corso Galileo Ferraris: «La Juventus ha ragione di credere che quanto sopra sarà dimostrato nelle opportune sedi, come si è già verificato in altre occasioni».

Cobolli e Blanc – si legge ancora nella nota – hanno ricevuto «un invito a presentarsi per illustrare la propria posizione in relazione alle ipotesi di violazioni fiscali in materia di Iva contestate per gli anni fiscali 2005, 2006 e 2007 (di cui alle dichiarazioni Iva 2006, 2007 e 2008)». Certi di poter chiarire la correttezza dell’operato, «sin d’ora possono dichiarare di avere sempre osservato la legge e i regolamenti sportivi, attenendosi anche alle direttive della Federcalcio e della Fifa». Tuttavia, essendo arrivata una contestazione, l’impressione è che possa esserci un problema interpretativo, o comunque un assetto normativo da ripensare, rispetto al calcio nel suo insieme. Non a caso, la Juve ha segnalato alla Lega le contestazioni che potenzialmente coinvolgono l’intero «sistema calcio», anche per affrontare unitariamente casi analoghi. Sull’argomento, per esempio, anche i regolamenti per gli agenti di Federcalcio e Fifa non sono proprio univoci. L’articolo 19, comma 4, della Fifa permette infatti alla società di pagare dopo la conclusione del contratto l’agente del giocatore: ovviamente in nome del calciatore e previo il suo consenso (scritto). Possibilità vietata invece dalle norme Figc. Dalla prossima volta, un gruppo di lavoro dei club si ritroverà per trovare «modalità convenzionali – è stato detto nella riunione – e per essere uniformi e trasparenti». Il rischio è che le contestazioni si allarghino a tutte le squadre: «Una bomba a orologeria».

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    • bolero712000
    • 12 febbraio 2010

    la notizia appare gravemente tendenziosa gia' a una prima analisi….

    non esistono due grandi club in Italia….

    • VanCocque
    • 12 febbraio 2010

    Ma ci meravigliamo anche? Lo sapevamo già che non ci sono limiti alla vergogna…

    • Zin3din3
    • 12 febbraio 2010

    Informazione di parte e volutamente omettendo i nomi se non è stampa di regime questa io non so come definirla.

    VERGOGNA

  1. Senza parole…

    • lubemark
    • 13 febbraio 2010

    secondo me le altre 2 sono lazio e roma cioè le altre società quotate in borsa, in quanto quelle non quotate l'iva sulle provvigioni non la pagano perchè ovviamente pagano in nero (tanto per loro il falso in bilancio è pressochè depenalizzato)

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