Analisi tattica di Juventus vs Palermo (primo stop con Zaccheroni…)

PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI

Le due squadre si schierano in maniera speculare: 4 difensori in linea, centrocampo a rombo e due punte. Per il Palermo Sirigu in porta; Cassanim Kjaer, Bovo e Balzaretti in difesa; Liverani, Migliaccio, Nocerino e Pastore a centrocampo; Miccoli ed Hernandez in attacco.

46 Sirigu
16 Cassani, 24 Kjaer, 5 Bovo, 42 Balzaretti
11 Liverani
8 Migliaccio, 9 Nocerino
6 Pastore
90 Hernandez, 10 Miccoli

Per la Juventus in porta Manninger; in difesa Grygera, Cannavaro, Chiellini e De Ceglie; a centrocampo Felipe Melo a supporto di Candreva, Sissoko e Diego; in attacco Del Piero e Trezeguet.

10 Del Piero, 17 Trezeguet
28 Diego
22 Sissoko, 26 Candreva
4 Felipe Melo
29 De Ceglie, 3 Chiellini, 5 Cannavaro, 21 Grygera
12 Manninger

Di seguito una diapositiva in cui sono ben visualizzati i rombi di centrocampo contrapposti, le linee difensive e le due punte schierate.

diapo01

SVILUPPI TATTICI DEL MATCH

Come evidenziato nella diapositiva precedente, le due squadre si affrontano a specchio. La novità per la Juventus, rispetto al match contro il Bologna, sta nella disposizione dei tre giocatori offensivi, con Diego in posizione arretrata rispetto alle due punte, Del Piero e Trezeguet. Come vediamo nella diapositiva seguente, in fase difensiva Diego copre le uscite dei difensori del Palermo verso Liverani; la copertura di Liverani è sicuramente una ragione del ritorno al trequartista classico.

diapo02

Un’altra ragione della posizione di Diego, potrebbe essere ricercata nella necessità di Trezeguet di avere un compagno di reparto più vicino (Del Piero) vista la sua minore capacità., rispetto ad Amauri, di giocare come punta centrale unica. Il primo tempo vede un notevole predominio territoriale della Juventus, con una netta prevalenza dei bianconeri nel possesso palla. La posizione di Diego, riesce realmente ad oscurare Liverani, fulcro del gioco rosanero, che addirittura, un paio di volte, perde pericolosamente palla nella propria trequarti. L’esclusione del gioco di Liverani abbassa la qualità della manovra del Palermo, spesso costretto a scavalcare il centrocampo con lanci lunghi di Kjaer e Bovo; su tali lanci la difesa juventina non va mai in affanno. La situazione tattica taglia i rifornimenti a Pastore e le corrette distanze tra reparti e tra i giocatori consentono alla Juve una riconquista della palla piuttosto agevole. I problemi bianconeri nascono nella fase di possesso palla. Il Palermo, aspetta la Juventus nella propria metà campo e la circolazione della palla fino agli ultimi 30 metri è agevolata da questo atteggiamento dei rosanero. Purtroppo, il possesso palla della Juve, mostra i problemi visti in tante altre partite della stagione, anche in era pre-Zaccheroni: spaziature non ottimali, scarsi e lenti movimenti senza palla con conseguente scarsa creazione di spazi a sua volta malamente attaccati. Problemi che uniti alla non eccelsa tecnica di quasi tutti i calciatori juventini in campo, creano un mix indigeribile di circolazione lenta e sterile del pallone. Gli unici pericoli creati: cross sbagliato di Candreva, colpo di testa di Trezeguet su cross da trequarti campo, ripartenza breve su errore macroscopico di Liverani con triangolo Del Piero, Trezeguet, Diego, concluso sciaguratamente con un piattone dal brasiliano. Insomma, tra i pericoli creati, non c’è nessuna manovra convincente. Alcuni esempi di non efficace distribuzioni e spaziature in campo.

diapo03diapo04

Nelle diapositive precedenti, si vede De Ceglie abbastanza libero di portare palla, ma senza nessuno da servire davanti a se, vista la posizione centrale di Diego e Del Piero (Trezeguet è ancora più avanti in posizione, anch’esso centrale). Sissoko, invece di attaccare la profondità, movimento necessario a “portare via” Migliaccio, si ferma; Migliaccio può con tranquillità uscire su De Ceglie che non ha una sola possibilità di giocata in avanti ed è pertanto costretto a fermarsi e ricominciare. Di tali situazioni è piena la partita. A destra il problema delle soluzioni di gioco è, per tutto il match, ancora più evidente. Da quel lato si allarga, e spesso riceve, Candreva. Ma dal suo lato, nessuna punta si allarga: Del Piero si apre quasi sempre a sinistra, Trezeguet gravita solo ed esclusivamente in zona centrale. Grygera raramente si sovrappone e quando lo fa, lo fa con un ritardo tale che la difesa del Palermo, riesce con semplicità ad assorbire questo movimento. L’unica soluzione è talvolta un taglio di Diego dal centro verso la zona destra dell’attacco.E se Candreva ha solo una soluzione, quello che succede è che quasi sempre riceve aperto a destra, abbastanza libero, alza la testa ed è quindi costretto a ricominciare il gioco per vie centrali. L’esempio visto con le diapositive e la descrizione dell’intera partita di Candreva sono solo degli esempi di sviluppi, anzi meglio, di non-sviluppi della manovra Juve, che quindi per tutto il primo tempo non concretizza una buona fase di riconquista palla.

Nel secondo tempo due fattori cambiano decisamente le carte in tavola:

  1. l’arrivo della fatica nelle gambe, già non brillanti, dei giocatori della Juve;
  2. la scelta del Palermo di alzare il pressing, attuato già sui difensori bianconeri.

Il calo fisico della Juventus, appare nel secondo tempo evidente. In una squadra dai tempi e dalle spaziature sbagliate in possesso palla e di scarsa qualità tecnica, ciò porta, inevitabilmente a incrementare notevolmente gli errori tecnici, spesso forzati dal pressing ora deciso del Palermo.  Su tali errori il Palermo costruisce ripartenze che mandano in crisi la Juventus. Andiamo in ordine cronologico a vedere degli esempi di quanto detto. Primo esempio: Chiellini pressato da Miccoli apre verso la propria destra.

diapo05

La palla giocata da Chiellini è di bassa qualità, a metà tra Candreva e Grygera, spaziati a loro volta male in campo. A causa di ciò Grygera subisce con più facilità il pressing alto di Nocerino e gioca una palla in verticale per liberarsi dalla pressione.

diapo06diapo07

Bovo recupera palla e rilancia immediatamente per Miccoli; Grygera sbaglia perché taglia verso il centro cercando la palla, invece di scappare dietro, e Miccoli anticipa tutti e serve Nocerino che si trova in un 2 contro 1 col solo Chiellini a ballare tra lui ed Hernandez. Fortunatamente Nocerino sbaglierà grossolanamente il passaggio verso Hernandez

diapo08diapo09diapo10

Secondo esempio: Candreva appoggia dietro verso Sissoko, ma sbaglia (uno dei tanti errori tecnic dei giocatori juventini durante la partita) e serve Hernandez.

diapo11

Hernandez, libero, porta palla; Cannavaro è costretto ad uscire ed Hernandez serve Miccoli

diapo12

Miccoli riceve, si gira e serve Pastore che arriverà a tirare solo davanti a Manninger che salverà la propria porta.

diapo13

Nelle diapositive seguenti un esempio di pressing del Palermo sui difensori del Palermo. Grygera è costretto a girarsi e servire Cannavaro, che pressato, serve Chiellini costretto a ricevere correndo verso la propria porta e quindi non in posizione ideale per giocare la palla, ma, piuttosto, in posizione ideale per subire il pressing avversario che puntualmente arriva.. Chiellini, pressato, a sua volta cerca De Ceglie anticipato dalla pressione di Migliaccio.

diapo14diapo15diapo16diapo17

Infine ultimo di tantissimi possibili esempi, il gol di Budan. Manninger gioca la palla a Grygera, che non è correttamente posizionato col corpo (dovrebbe stare con le spalle rivolte verso la porta avversaria, in maniera tale da potere, immediatamente dopo il controllo, alzare la testa e guardare avanti)

diapo18

Grygera riceve girato verso la propria porta a causa della sua non corretta posizione del corpo, avanti non c’è nessuno disponibile a ricevere, Cannavaro non si stacca indietro (non vuole ricevere il pallone…); unica soluzione possibile: lo sciagurato retropassaggio che Budan intercetta.

diapo19

COMMENTO

Nel primo tempo la Juventus controlla il Palermo e grazie alla compattezza della squadra e al buon lavoro su Liverani, riconquista la palla con facilità. I problemi nascono quando la palla è tra i piedi dei giocatori bianconeri. La circolazione della palla era notevolmente migliorata a Bologna (la buonissima, a mio parere, prestazione a casa dei felsinei viene ulteriormente rivalutata dal risultato vittorioso fuori casa contro il Genoa dei rossoblu, una della squadre più calde del momento), ma con l’Ajax e il Palermo sono tornati i vecchi difetti. Già descritti in precedenza: spaziature e tempi di gioco errati, pochi ed inefficaci movimenti senza palla, tecnica individuale rivedibile di quasi tutti i giocatori, pensiero lento. Sommiamo tutti questi fattori ed abbiamo il primo tempo sterile e, con la forzatura del pressing sui difensori e l’arrivo della fatica, il disastroso secondo tempo. Rossi nella ripresa decide di andare a pressare i difensori della Juve e la manovra, già lenta e farraginosa, si ingolfa definitivamente. Anche un semplice giro palla per i 4 difensori della Juve è un problema: la scarsa educazione dei piedi dei giocatori juventini., unita all’errata posizione in campo e del corpo per ricevere la palla, comportano inevitabilmente pessima qualità dei palloni giocati. A centrocampo e in attacco, il discorso è facile e sa ormai di stantio: giocatori in possesso palla, dotati di scarsa velocità di pensiero, di tecnica non sopraffina e con poche soluzioni di passaggio a disposizione. Risultato: manovra asfittica. E appena arriva la fatica, il numero di errori cresce esponenzialmente. Mi ripeto: in un centrocampo a tre l’accoppiata Melo/Sissoko è insostenibile. Non a caso a Bologna, le mezzali erano Brazzo e Marchisio. L’ultima partita decente di Ciro Ferrara con il rombo: Juventus-Napoli di coppa. Melo in mezzo e mezzali Salihamidzic e De Ceglie, non grossa tecnica, anzi, ma almeno movimenti sensati a creare ed attaccare spazi. La presenza di Trezeguet nel rombo, accentua i problemi di scorrevolezza della manovra: non tiene palla, non è un riferimento per i compagni, non si apre. La qualità e l’incisività di Diego negli ultimi 20 metri è, almeno fino ad adesso, insospettabilmente insufficiente. Cosa fare? Molti dei problemi sono strutturali e traggono origine nella genesi della squadra. Difficilmente risolvibili a marzo. Il discorso sarebbe lunghissimo. Limitiamolo in quest’articolo al rombo (o comunque il sistema che prevede 3 centrocampisti), il modulo scelto ieri, non discutendo se questa in realtà sia la soluzione più efficace e non discutendo di altre ipotesi. Ne riparleremo. La mia personale opinione è che, schierati con il rombo non possiamo permetterci assieme Melo e Sissoko (si è capito?) e probabilmente nemmeno Trezeguet. Si scelga: uno dei due (ma anche nessuno se ci fosse Poulsen…) come mediano, e mezzali da scegliere tra gli altri centrocampisti. Il contributo dei terzini in fase di possesso palla, con un centrocampo a tre è vitale. Come terzino destro schierare uno tra Caceres e Salihamidzic perché a destra (a sinistra con De Ceglie le cose vanno meglio) Grygera non avanza con i tempi e l’intensità giusti. Per onestà intellettuale bisogna pur dire che ieri, soluzioni alternative in mezzo al campo non ce ne erano davvero. Il recupero degli infortunati è l’unica maniera per potere scegliere e migliorare la condizione atletica, che, come ripetuto fino alla nausea da chi scrive, rimane assolutamente deficitaria. E se non si cresce atleticamente, addio qualificazione Champions League, addio Europa League.

  1. Presto online la seconda parte. Vi ricordo di votare Ok e di condividere (anche tramite facebook) il link se vi è piaciuto.

    • mario90
    • 1 marzo 2010

    io credo che la juve abbia imposto gioco per i primi 30-40 min.. e sia mancato il guizzo finale.. il rigore non concesso ha cambiato la partita..

    per il resto come scritto, la fatica e il pressing del palermo sono stati determinanti..

    • MASKERED
    • 1 marzo 2010

    troppe scuse! il calo fisico ha un perchè: CORRIAMO MALE! abbiamo una sola strada finche non recupera amauri alex unica punta candreva alle spalle. l' analisi mi sembra un po troppo scolastica.

      • Antonio Corsa (ACB)
      • 1 marzo 2010

      E' l'analisi di un allenatore che vede degli errori e li riporta. La tua è una soluzione, non un'analisi. Una cosa diversa 🙂

      Magari facci un articolo.

        • MASKERED
        • 1 marzo 2010

        hai ragione antò ma a me fare l' analisi dopo la partita sembra un po troppo facile anche se fabio è molto bravo per carità… credo che sia piu interessante per un allenatore fare una "analisi-previsionale" cioè cercare di prevedere gli attegiamenti delle 2 squadre punti deboli e punti di forza a cosa stare attenti e su cosa puntare per fare male all aversario… dire:

        1. l’arrivo della fatica nelle gambe, già non brillanti, dei giocatori della Juve;
        2. la scelta del Palermo di alzare il pressing, attuato già sui difensori bianconeri.

        dopo la partita mi sembra piuttosto banale, ovvio. ma questa non vuole essere una critica negativa è solo che per quanto mi riguarda sono cose scontate.
        l' altra cosa interessante sarebbe quella di capire il perchè di certe cose… e le possibili soluzioni…
        l' articolo? non sono bravo a scrivere lo sai…. ma ORA CI PROVO….

        • Antonio Corsa (ACB)
        • 1 marzo 2010

        Enrì ma tu parti già da una conoscenza del calcio giocato "alta". Il blog è per tutti 😉

        Per l'articolo non ti preoccupare, ti aiuto. Ogni qualvolta volete parlare di "calcio" sono al solito disponibilissimo ad ospitarvi e a darvi una "casa" virtuale qui. 🙂

      • elia
      • 1 marzo 2010

      Forse perchè non sono un esperto, ma a me queste analisi piacciono proprio perchè sono chiare, precise e "didattiche". Analisi che sono in grado di farmi scoprire aspetti tattici della partita che, durante la sua visione, mi sfuggono o che comunque non riesco a vedere chiaramente.

      Le soluzioni…bè di quelle se giri nei forum ce ne sono a bizzeffe (si sà che ogni italiano ritiene di essere un allenatore)

    • LeRoi
    • 1 marzo 2010

    Avevo un dubbio, come abbiamo visto nel primo tempo Diego ha giocato in marcatura su Liverani, con buoni effetti sul (non) gioco del Palermo.
    Nel secondo, invece, mi pare che Zac abbia riproposto le tre punte, lasciando libero Liverani.
    Potrebbe essere stato un errore piuttosto pesante dal punto di vista tattico (al netto di tutte le giuste considerazioni su aspetto fisico e panchina corta)

    • elia
    • 1 marzo 2010

    Cmq ineressante che oltre agli errori tattici riportati dall'articolo si sottolinei per due volte la scarsa qualità tecnica della squadra…

    • fabio91
    • 1 marzo 2010

    secondo me nel primo tempo la juve è stata in partita ma non ha concretizzato il dominio territoriale
    e nel secondo tempo come accade dall'inizio della stagione siamo calati
    il palermo è stato furbo e ci ha aspettati nella sua metà campo per poi avviare il contropiede e andare a vincere la partita

    quindi il problema principale è la scadente condizione fisica dovuta anche al fatto che giovedi sera abbiamo giocato in europa league e al fatto che domenica sera avevamo pochissimi giocatori in panchina

    • 1 XI 1897
    • 1 marzo 2010

    Grazie per tutti questi spunti, mi chiedevo una cosa:

    mi sembra che sia necessario (parlando del primo tempo) distinguere la prima mezzora dall'ultimo quarto d'ora. Questo non per sterile pignoleria ma per non attribuire comportamenti sbagliati a una fase (la prima mezzora) in cui quei comportamenti erano al massimo saltuari.
    Forse sarà un caso ma le due diapositive che mostrano De Ceglie impossibilitato a fare qualunque cosa sono del 32'minuto (cioè oltre quella fatidica mezzora di discreto possesso palla).

    Questo per dire che forse quei primi 30 minuti (pur con tutti i limiti qui brillantemente esposti) potrebbero essere una buona base su cui lavorare. Sembra una affermazione ma in realtà è una domanda 🙂

    • Andy
    • 1 marzo 2010

    Fatica fisica e psicologica alla fine sono sempre le cause delle nostre debacle, aldilà dei problemi strutturali innegabili. Ma perchè? Qualcuno sa spiegarmi perchè siamo così in difficoltà su questi piani?

    • Fabio Barcellona
    • 1 marzo 2010

    @ Maskered.
    L’analisi tattica di una partita non mi pare una cosa banale. La partita è il momento in cui misuri la bontà del tuo lavoro in allenamento. Come in ogni processo, le azioni di miglioramento possono avvenire solo dopo una fase in cui si fa una verifica delle difficoltà e degli errori. E questa verifica la fai solo in partita, facendone un’analisi tecnico-tattica e psico-fisica. Insomma se non sai quello che non funziona, non lo puoi aggiustare. E il campo, la partita, è l’unica cosa che ti fornisce dati reali in questa scienza ampiamente inesatta che è il calcio. Per questo non mi pare banale, e tu, che da quanto ho capito, non sei affatto digiuno di calcio giocato, lo sai bene.
    Per quella che tu chiami “analisi previsionale” sarebbe anch’essa stimolante, ma, personalmente, il tempo che dedico a vedere calcio in tv non mi consente di conoscere a sufficienza squadre diverse dalla Juve. Insomma riesco solo a guardare con un minimo di attenzione la Juve, e i commenti sulle altre squadre, per me, non supererebbero di molto le chiacchere da bar sport. Prova a farlo tu, sarebbe un ulteriore arricchimento per il blog.
    Ciao, Fabio

      • MASKERED
      • 2 marzo 2010

      Caro Fabio la mia non era una critica anzi.. so bene quanto possa servire analizzare le partite dopo averle giocate ma nel caso specifico ritengo alcuni concetti ormai per me troppo banali… ANCHE E SOPRATTUTTO PERCHè è dall' inizio dell' anno che sono SEMPRE E SISTEMATICAMENTE GLI STESSI IO DOPO LA PARTITA AMICHEVOLE CONTRO IL VILLAREAL AVEVO AIMè CAPITO COME SAREBBE ANDATA A FINIRE (C' HO I TESTIMONI)!!
      PURTROPPO non ho tutto sto tempo nenache io… mi piace interagire qui con te, con voi, non appena posso…

        • Fabio Barcellona
        • 2 marzo 2010

        Non sai quanto piacerebbe anche a me non descrivere sempre gli stessi errori…:(

        • MASKERED
        • 2 marzo 2010

        ehehehe TI CAPISCO…. cmq lo ribadisco le schede sono bellissime e da conservare per chi aspira un giorno ad insegnare calcio… 😀

  2. Seconda parte online.

  3. Corriamo male e c’è un perchè: la squadra è troppo lunga!
    Mai una volta che Cannavaro tiene alta la difesa, mai!
    Legrottaglie è un maestro in questo e, guarda caso, con lui in campo soffriamo pochissimo. Perchè gioca in modo intelligente, tenendo alta la difesa e guidandola con sapienza.
    Cannavaro non lo fa. Semplice.

    • claper
    • 2 marzo 2010

    Ben vengano queste analisi, anche se possono sembrare banali ai lettori più esperti. Trovo che siano le cose più interessanti, e più ben fatte, di tutto quanto si scriva sulla Juve. Complimenti, davvero, e non smettere.

    Una domanda: la situazione con Hernandez che riparte su appoggio sbagliato di Candreva, con Cannavaro che esce incontro, con il seguente appoggio su Miccoli che poi gira sul corridoio che si è creato alla sua destra – ai miei tempi, la difesa avrebbe temporeggiato cercando di ridurre lo spazio alle sua spalle, con il LIBERO attento a comandare la linea e a chiudere gli eventuali buchi. Domanda: senza voler tornare al LIBERO, non pensi che forse Cannavaro avrebbe fatto bene ad aspettare l’uomo, indietreggiando, dando tempo ai centrocampisti di tornare, e ai suoi compagni di linea di organizzarsi, e di stringere verso il pericolo, e a Manninger di valutare da dove sarebbe arrivato il maggior pericolo?
    Grazie e complimenti.

      • iancurtis
      • 2 marzo 2010

      Ho giocato pochissimo a calcio ed ero uno scarpone, ma fin da piccolo mi insegnavano a non “andare sotto” all’attaccante se non ero più che sicuro di essere coperto, e allo stesso tempo a non “scappare” andando a chiudere buchi immaginari per poi lasciare libero l’uomo con la palla.
      Mi sorprende vedere fior di professionisti commettere quelli che già allora erano considerati errori…

      • Fabio Barcellona
      • 2 marzo 2010

      Non solo ai tuoi tempi…Cannavaro avrebbe dovuto temporeggiare.

        • iancurtis
        • 2 marzo 2010

        Ecco, appunto. Il fatto che proprio Cannavaro, il difensore più esperto, commetta un errore simile, può significare due cose:
        1) pensava di arrivarci e non si rende conto che il fisico non è più quello di una volta, oppure
        2) si è fatto prendere dalla foga e non ha pensato a quello che faceva.
        Entrambe le ipotesi denotano un preoccupante stato confusionale.

    • Rodolfo Santovito
    • 2 marzo 2010

    Complimenti per l'analisi. Ovviamente la delusione c'è, anche se è una delle sconfitte che ritengo meno "nette",perchè a seguito di 2 settimane di partite ogni 3 giorni; certo, infortuni,insufficienze atletiche-tecniche(gol miccoli) e cali di concetrazione(gol grygera…budan) pongono la realtà dei fatti chiara e limpida.
    Una stagione che andrà sudata fino alla fine per ottenere almeno un4°posto

    • GDS
    • 3 marzo 2010

    Analisi corretta e molto bella! Complimenti!
    Speriamo che la vadano anche i calciatori.
    Ottima l'osservazione sul gol di Budan. L'errore macroscopico è di Grygera, ma sbaglia anche Cannavaro, che non si "stacca" e non va ad aiutare il compagno, come di solito accade.
    Confermo anche io l'impressione su Melo e sissoko insieme, ma secondo me non sono in grado di giocare insieme nemmeno con il 4-4-2. Forse nel 4-2-3-1 potrebero, altrimenti nisba!
    Cmq l'analisi è molto utile. Focalizza molto bene, con l'aiuto delle diapositive le situazioni tattiche e gli errori.
    OTTIMO!

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