Archive for the ‘ Giovani promesse ’ Category

Giovani promesse: Daniel Adejo (Reggina)

adejoData di nascita: 7 agosto 1989
Nato a: Kachia (NIG)
Nazionalità: Nigeriana
Ruolo: Esterno di centrocampo/terzino
Club: Reggina (Serie B – ITA)
Valutazione: 2-3 mln di euro

LA CARRIERA
Daniel Adejo inizia la propria carriera scorrazzando tra formazioni dilettantistiche prima di essere notato dal tecnico delle giovanili della Reggina, Simone Giacchetta, nel 2007. Viene subito aggregato alla squadra primavera con la quale disputa per due stagioni il campionato di categoria e si mette particolarmente in mostra nell’edizione 2009 del Torneo di Viareggio. Esordisce in Serie A l’1 marzo 2009 in Reggina-Fiorentina (1-1), sostituendo all’83’ Alessio Sestu e mostrando da subito grande personalità. Il 22 marzo gioca la sua prima partita da titolare in Serie A allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, in Inter-Reggina (3-0). Da quel momento sarà con alterne fortune uno dei titolari degli amaranto fino a fine stagione. Attualmente è titolare nella formazione dello stretto, la cui guida è stata affidata da poche settimane al tecnico Breda. Ha preso parte con la Nigeria al mondiale Under 20.

CARATTERISTICHE
Sin da quando ha mosso i primi passi nel calcio italiano tra formazioni dilettantistiche di varie categorie, Daniel Adejo ha preferito la posizione di centrocampista laterale destro, pur non disdegnando il ruolo di interno. Il suo punto di forza è la straripante possenza fisica che si sviluppa in una buona velocità e un’ottima progressione. Abile anche in fase difensiva, è nelle proposizioni in avanti che mostra il meglio di sé, mostrando spesso buona tempistica anche nell’inserimento in area di rigore. Pur non avendo ancora segnato un gol nel calcio professionistico, si propone spesso in attacco anche sulle palle da fermo poiché è dotato di un buono stacco di testa e di un discreto tiro da fuori. Nell’attuale stagione di Serie B, il giovane nigeriano è cresciuto notevolmente anche per via delle defezioni nella rosa amaranto che lo hanno costretto ad arretrare in difesa e a migliorare la fase nella quale è meno “abile”. Dal punto di vista tecnico non è mai stato dotato di particolari spunti, ma l’esperienza di quasi metà campionato di A e il campionato in corso di B stanno limando quelli che potrebbero essere i suoi limiti.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Non amo fare paragoni, anche perché ciascun giocatore assomiglia solo a sé stesso, quindi per quanto mi è dato di vedere Daniel Adejo può diventare un ottimo laterale particolarmente adatto ad un modulo che preveda la difesa a 3. Nell’attuale Reggina di Breda ricopre il ruolo di terzino destro nella difesa a 4 amaranto, mentre nella nazionale spesso fa il terzo centrale nella difesa a 3. Tanta duttilità, dunque, per un calciatore che nasce e preferisce giocare ala destra con poche propensioni alla difesa, ma che sta imparando e bene la fase di ripiego.  Se dovessi calarlo nella realtà bianconera, ipotizzando un riscatto e accentramento di Caceres, potrebbe fare benissimo il terzino fluidificante “alla Zambrotta”. Su di lui sono puntati gli occhi di alcuni importanti club inglesi e spagnoli, ma il prezzo per il momento non è ancora lievitato: al termine di questo campionato di B, se dovesse avere prestazioni costanti molto probabilmente lascerà lo Stretto.

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Giovani promesse: Filippo Boniperti (Juventus)

Filippo BonipertiData di nascita: 27 settembre 1991
Nato a: Torino
Ruolo: Centrocampista/attaccante esterno

LA CARRIERA
Filippo, nipote del presidente onorario della Juventus Giampiero Boniperti, è nato a Torino il 27 settembre 1991.  Figlio d’arte (il padre ha fatto panchina con la prima squadra in un paio di occasioni agli inizi degli anni Ottanta, per poi virare con successo nel campo borsistico..), frequenta l’ultimo anno del liceo linguistico. E’ arrivato alla Juventus nel 1997 con Dario Romano: prima squadra i pulcini di Franco Perri. Una vita in bianconero. L’ex calciatore del Toro Ferri scoprendolo dribblare i ragazzi dei suoi Pulcini sul sintetico del Fioccardo lo voleva granata, ma non sapeva di avere a che fare con un Boniperti. A 14 anni ha partecipato ad uno stage con la U-15 e la cosa si è ripetuta lo scorso dicembre con la U-19 di Massimo Piscedda. Il suo esordio con la Primavera – una storia da raccontare – è avvenuto lo scorso marzo. Fino al venerdì sapeva di dover giocare con la “sua” Berretti: a dare una mano alla Primavera sarebbe dovuto andare solo il suo compagno di squadra Walter Carta. Poi però la Federazione spagnola non ha concesso il benestare per giocare a Yago Falquè (che aveva saltato per infortunio una convocazione con l’Under-19) e Massimiliano Maddaloni, comunque squalificato (tecnicamente lo ha fatto esordire Dodo Sormani) ha deciso di convocarlo, giocando in un ruolo simile all’ex talento della cantera del Barcellona. Scelta azzeccatissima. Dopo 60 minuti di equilibrio totale col Modena, Filippo fa il suo ingresso in campo e realizza una indimenticabile tripletta. Tre gol, uno diverso dall’altro: in girata su azione d’angolo, con una sassata da fuori e con un rimpallo fortunoso da dopo aver colpito un clamoroso palo su pallonetto. Da quest’anno fa parte effettiva della rosa della Primavera a disposizione di mister Bruni, e sta continuando il suo processo di crescita che pare essere senza fine. A fine gennaio Ciro Ferrara l’ha convocato (panchina) assieme ai compagni Marrone e Giandonato nella sua ultima partita da allenatore, la sfida a San Siro contro l’Inter.A differenza dei compagni, però, Filippo non ha ancora avuto l’onore di esordire in prima squadra. Il nonno gli parla poco, per non mettergli pressioni addosso. «Un paio di volte l’anno vado a vederlo di persona – dice il nonno Giampiero -, ma non voglio condizionare nessuno, prima di tutti lui, l’allenatore, i tifosi, di entrambe le squadre. L’ho visto subito che aveva stoffa, nel giardino di casa mia, toccava la palla con tutti e due i piedi, la accarezzava, se uno ha giocato a calcio capisce….». Se lo dice lui c’è da fidarsi.

CARATTERISTICHE TECNICHE
Filippo è un esterno offensivo che può giocare sia centrocampista che seconda punta. Calcia sia di destro che di sinistro e unisce una buona tecnica individuale ad un fisico discreto (180 cm per 74 kg di peso: per un ragazzino della sua età, non sono male…). E’ dotato di un buon dribbling e, dall’anno scorso, sotto la guida del “guru” delle giovanili bianconere Maurizio Schincaglia, ha lavorato molto sulla conclusione a rete, probabilmente uno dei suoi pochi difetti. Quest’anno, invece, con mister Luciano Bruni, ha lavorato più sull’aspetto tattico: prima era un solista, mentre ora pian piano sta iniziando a capire come giocare per il collettivo. Ha una forte personalità e grande grinta, probabilmente eredità del nonno. Ha iniziato attaccante per poi essere spostato a centrocampo e, da quattro anni a questa parte, è tornato in attacco, soprattutto a sinistra. Può perciò giocare indifferentemente in entrambi i reparti, preferibilmente esterno, ma il meglio di sè lo dà comunque giocando vicino agli attaccanti, per sfruttare il suo tiro e il suo dinamismo. E’ dotato di un buon allungo e – grazie ai suoi movimenti senza palla e ai suoi “tagli” – si ritrova spesso libero per concludere a rete.

IMPRESSIONI E CARATTERISTICHE
Essendo già bianconero, non posso che augurargli di crescere e di dimostrare il suo valore.

Giovani promesse: Haris Seferovic (Fiorentina)

Haris Seferovic bigData di nascita: 22 febbraio 1992
Luogo di nascita: Sursee (Svizzera)
Nazionalità: Svizzera (seconda nazionalità bosniaca)
Ruolo: centravanti
Club: Fiorentina
Scadenza contratto: –
Valutazione: 50mila euro

LA CARRIERA
Haris Seferovic nacque il 22 febbraio del 1992 a Sursee, un piccolo comune sito nel distretto omonimo, Canton Lucerna. Di nazionalità svizzera, quindi, Haris possiede un doppio passaporto: la sua famiglia infatti è originaria di Sanski Most, comune nel nord-ovest della Bosnia. Nonostante la possibilità di optare per le rappresentative nazionali dello stato ex jugoslavo, comunque, Seferovic non sembra aver mai avuto dubbi ed ha scelto senza esitazioni di rappresentare lo stato in cui è nato. Scelta che ha pagato, finora: solo pochi mesi fa, infatti, Haris ha avuto l’onore di issarsi, assieme ai suoi compagni di nazionale, sul tetto del mondo. E’ stata proprio la rappresentativa elvetica under 17 a conquistare il Mondiale di categoria disputatosi lo scorso novembre: dopo aver eliminato, tra gli altri, anche la nostra Italia, – nonché campioni in carica – nigeriani proprio grazie ad un suo goal, raggiungendo un traguardo storico per il piccolo stato alpino.Seferovic e compagni si sono imposti anche sui padroni di casa. Seferovic che, tra l’altro, si è anche potuto togliere un’altra soddisfazione non da poco: oltre a tornare in patria con tanto di titolo mondiale, infatti, il giovanissimo puntero di discendenza bosniaca ha dato gran mostra di sè vincendo (assieme allo spagnolo Borja, al nigeriano Emmanuel ed all’uruguagio Gallegos) il titolo di capocannoniere del torneo giovanile iridato grazie alla realizzazione di 5 reti nel corso della competizione. Haris che è quindi una delle stelle del calcio giovanile elvetico (ha giocato nelle under 15, 16, 17 e 18), ma non solo ormai. Al di là del suo passato internazionale, quindi, vediamo anche quali sono stati i suoi passi nella sua carriera di club. Il ragazzo, ancora bambino, iniziò a tirare i primi calci ad un pallone nella squadretta del suo paese, il Sursee, all’età di sette anni. Dopo cinque stagioni, quindi, l’approdo al Lucerna, club molto più importante e titolato di quello in cui aveva giocato sino ad allora. Il ragazzo comincia quindi a far parlare di sè nei tre anni passati nella squadra capace di vincere un titolo nazionale una ventina d’anni prima. Così nel 2007 piomba su di lui il Grassophers, destinazione che non si può rifiutare: le ultime due stagioni e mezzo, quindi, Haris le passa nella Juventus svizzera. Qui arriva anche ad esordire in prima squadra: è il 26 aprile 2009 e lui scende in campo in un match di campionato disputato contro il Neuchatel Xamax. Da lì in poi farà altre due presenze ufficiali in prima squadra, venendo quindi nominato, proprio ad inizio anno, miglior giovane del suo Cantone. In precedenza, tra l’altro, aveva vinto i premi come miglior giocatore under 19 bosniaco e come miglior giovane svizzero, entrambi risultati raggiunti nel 2009. Giusto ieri, infine, il terzo trasferimento della sua vita: Seferovic lascia Zurigo e sbarca in Italia, più precisamente a Firenze. Corvino ha infatti individuato in lui il rinforzo giusto per la sua Primavera: con Mutu prossimo ad una squalifica (che potrebbe arrivare a 4 anni) per doping Prandelli dovrebbe promuovere a tutti gli effetti in prima squadra il giovane senegalese Babacar, che lascerebbe quindi un vuoto non indifferente al centro dell’attacco della principale formazione giovanile Viola. Buco che, quindi, verrebbe colmato proprio dal giovane elvetico, che dovrebbe passare i prossimi sei mesi aggregato alla Primavera. Attenzione, però: difficile che nell’acquistarlo Corvino abbia valutato esclusivamente l’apporto che Haris avrebbe dato nell’immediato. Lui, infatti, è ritenuto uno dei migliori talenti di svizzera ed è un giocatore che indubbiamente potrà far bene anche tra i professionisti. E questo, inutile dirlo, Corvino lo sa.

CARATTERISTICHE
Seferovic è una prima punta forte fisicamente, dotata di un buon mancino e bravo a muoversi negli spazi. Sa infatti sfruttare in maniera molto intelligente il suo fisico (centottantacinque centimetri per circa settantacinque chili di peso) per proteggere palla quando attaccato, lottare su ogni pallone anche contro i difensori più arcigni e farsi largo nelle maglie della retroguardia avversa a furia di spallate. La sua potenza fisica, tra l’altro, si traduce anche in una discreta potenza di calcio: Haris, infatti, ha un mancino sì preciso, ma anche piuttosto potente. E proprio il suo piede sinistro è uno dei suoi punti forzi: dotato di una buona tecnica di tiro sa abbinare, come detto, potenza e precisione per creare delle traiettorie imparabili che fendendo l’aria si infilino alle spalle dei portieri avversari. Infine ha tra i suoi punti di forza tanto la capacità di muoversi negli spazi quanto di crearli, così come un ottimo fiuto per il goal. Da una parte, infatti, sa attaccare molto bene lo spazio portando scompiglio nelle altrui difese e mettendo in difficoltà i reparti arretrati contro cui si trova a giocare, che nel controllarlo non possono mai abbassare la guardia. Dall’altra sa, proprio grazie alla forza fisica che lo contraddistingue, creare spazi quando questi non ci sono andando, come già detto in precedenza, a lottare spalla a spalla contro ogni difensore. Il suo fiuto del goal, infine, lo rende un bomber molto capace ed implacabile. Davvero tante qualità importanti per una prima punta.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
La stella più luminosa della nazionale svizzera fresca vincitrice del Mondiale under 17 non era certo lui. In Nigeria, infatti, a brillare sopra tutto e tutti fu Nassim Ben Khalifa, trequartista/seconda punta che di Seferovic era il compagno tanto in nazionale quanto nel club. Proprio il talentuoso svizzero di origine tunisina è stato il vero trascinatore di quella squadra. Che, comunque, senza i goal di Haris difficilmente sarebbe arrivata sul gradino più alto del podio. Il fatto che fosse Nassim il giocatore più interessante del lotto, comunque, non deve certo portare a pensare che questo ragazzo non valga nulla. Anzi. Oggi come oggi, è quasi inutile dirlo, risulta essere uno degli attaccanti più interessanti della sua annata. E non limitandoci al territorio svizzero, ma proprio a livello mondiale. Corvino, insomma, dopo aver acquistato Adem Ljajic ha messo a segno un altro ottimo colpo in prospettiva futura: certo, nessuno può assicurarci con certezza che Seferovic diventi una punta di prima grandezza, ma le possibilità che possa tornare utile alla prima squadra sono davvero notevoli. Che sia proprio Seferovic, quindi, l’attaccante destinato a rimpiazzare Gabriel Omar Batistuta nel cuore dei tifosi Viola?

(Credits: Sciabolatamorbida)

Giovani promesse: Danijel Aleksic (Genoa)

aleksicData di nascita: 30 aprile 1991
Luogo di nascita: Pola (Jugoslavia, attuale Croazia)
Nazionalità: Serba
Ruolo: punta
Club: FK Vojvodina
Scadenza contratto: 30 giugno 2011
Valutazione: 3 milioni

LA CARRIERA
Danijel nacque il 30 aprile del 1991 a Pola, città di più di sessantamila abitanti sita nella Regione Istriana. Nonostante sia nato in Croazia, però, ha passaporto serbo in quanto che sua madre era originaria proprio della Serbia, spostatasi un paio di mesi prima della nascita di Danijel a causa dei forti conflitti etnici che arroventarono i Balcani in quel periodo. Aleksić, che non conobbe mai il padre naturale, iniziò a tirare calci ad un pallone a sette anni, quando cioè entrò a far parte del settore giovanile del Veternik. Quattro anni più tardi, quindi, il passaggio al Vojvodina, club fondato nel 1914 nella città serba di Novi Sad. Dopo cinque stagioni passate a giocare nelle formazioni giovanili arrivò, il 5 maggio del 2007 (a sedici anni appena compiuti) il debutto in prima squadra: Milovan Rajevac, allenatore del suo club, decise infatti di lanciarlo in un match che vede il Vojvodina opposto a niente meno che la Stella Rossa di Belgrado. Questo esordio così precoce lo rende quindi il secondo più giovane esordiente nella storia della SuperLiga serba: meglio di lui, infatti, è riuscito a fare solo Slavko Perovic, attuale punta della Stella Rossa che esordì nella stagione 2004/2005 nell’FK Obilic quando aveva ancora solo 15 anni e 10 mesi. La prima rete nel massimo campionato serbo arrivò quasi un anno più tardi: il 2 aprile del 2008 il suo Vojvodina si impose 4 a 1 al Karađorđe Stadium contro l’Hajduk Kula e lui realizzò una delle reti che permisero alla sua squadra di vincere così facilmente. L’inizio della stagione successiva fu invece bagnato da una rete giunta niente popò di meno che contro la Stella Rossa. Proprio in quel periodo la sua fama, in patria, stava raggiungendo livelli molto importanti tanto che il suo nome iniziò a venire accostato costantemente ai due maggiori club serbi: la Stella Rossa stessa ed il Partizan. Tutto inutile, però. I dirigenti del club di Novi Sad misero infatti subito in chiaro che non avrebbero ceduto il ragazzo ad un club serbo, ma solo all’estero. In risposta a queste dichiarazioni arrivarono quindi immediate le attenzioni di Real Madrid e Villareal il cui interesse venne però gelato dalle dichiarazioni rilasciate lo scorso maggio dal ragazzo che nel corso di un’intervista rilasciata a blic.rs esplicitò le sue preferenze riguardo ad una possibile partenza: i campionati in cima alla sua lista dei desideri erano l’Eredivisie e la Bundesliga. Forse anche per questo motivo non se ne fece nulla quando, almeno secondo il Daily Mail, il Manchester City offrì sei milioni di sterline per portarlo in Inghilterra. E’ di ieri, invece, la notizia che vuole il ragazzo ad un passo dal Genoa con i grifoni lesti a bruciare l’interesse di tutti i top club interessati a lui (i media hanno recentemente fatto i nomi di CSKA Mosca, Milan, Inter, Amburgo, Chelsea ed Arsenal oltre a quelli dei club già citati in precedenza). Vedremo nelle prossime ore come si evolveranno le cose. Dopo Ljajic, quindi, un altro 91 serbo potrebbe sbarcare in Serie A. Detto delle vicissitudini legate ai club in cui ha giocato e di quelli che vorrebbero acquisirne le prestazioni sportive non possiamo quindi ignorare la sua carriera internazionale: nonostante la giovanissima età, infatti, Danijel Aleksić ha già una discreta carriera alle spalle in quanto a nazionali giovanili e, inoltre, ha già esordito anche in nazionale maggiore. Facendo tra l’altro segnare un record non indifferente: Danijel è stato infatti l’unico giocatore capace di giocare in quattro differenti rappresentative in uno stesso anno: dal maggio al dicembre 2008 raccolse presenze nell’under 17, 19, 21 ed in nazionale maggiore, compiendo quindi un risultato non indifferente. Ma ripercorriamo le cose tappa per tappa: nel 2007 fu capitano dell’under 16 serba mentre l’anno successivo lo diventò dell’under 17, squadra con cui disputò gli Europei in Turchia dove si distinse come miglior marcatore della competizione realizzando ben sette goal in nove partite (match di qualificazione compresi). Come se non bastasse sempre quell’anno fece le prime apparizioni con le under 19 (con cui disputò poi gli Europei d’Ucraina l’anno seguente, dove si mise in mostra come una delle migliori punte europee della nuova generazione) e 21. Il tutto condito dal debutto, arrivato a soli 17 anni, in nazionale maggiore: a Belek, Turchia, Radomir Antic decise infatti di farlo scendere in campo in un match amichevole contro la Polonia, facendolo quindi diventare uno dei più giovani debuttanti di sempre. Ad oggi Danijel Aleksić ha raggranellato 57 presenze ed 11 reti con il proprio club (Coppa Serba e competizioni europee comprese) oltre a diverse presenze con le nazionali giovanili del proprio paese (dove, assieme al neo viola Adem Ljajic, è considerato uno degli astri nascenti del calcio serbo) e, come detto, all’esordio in nazionale maggiore.

CARATTERISTICHE
Discretamente dotato fisicamente (181 centimetri per ottanta chili scarsi) Aleksić è una punta capace di disimpegnarsi egregiamente in qualsiasi posizione offensiva lo si metta: per quanto ad oggi sia una seconda punta fatta e finita, infatti, rende anche come prima punta e come rifinitore, questo perché ad una tecnica di base invidiabile abbina grande carattere, generosità infinita e ottima mobilità. Dotato di un calcio potente e preciso Danijel fa del fiuto del goal una delle sue caratteristiche principali. Valido anche nel gioco aereo da il suo meglio in acrobazia: famosissimo, in questo senso, un suo goal in rovesciata siglato nel corso degli ultimi campionati europei under 19. Leader a trecentosessanta gradi ha già dimostrato di avere carattere da vendere sia per quanto riguarda il perseguimento dei suoi obiettivi personali che per quanto concerne la guida di una squadra. Non a caso è già stato capitano tanto dell’under 16 quanto dell’under 17 ed è sicuro che in futuro vestirà ancora in molte occasioni quella fascia.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Il calcio serbo sembra stia vivendo una sorta di seconda giovinezza: dopo aver avuto in passato una sorta di vuoto generazionale sta ora tornando a sfornare giocatori di valore assoluto che potrebbero quindi rinverdire i fasti di una nazione che ha dato al mondo molti giocatori che hanno contribuito a scrivere la storia del calcio europeo. E se Ljajic è indubbiamente uno di questi si può dire altrettanto per Aleksić, giovane il cui futuro ad alto livello sembra assicurato. Può quindi essere questo l’ultimo momento utile ad acquistarlo. E’ infatti indubbio che nell’arco di un’annetto lascerà Novi Sad per migrare verso qualche campionato e qualche club più importante rispetto a quelli in cui gioca ora. A quel punto, quindi, la sua valutazione inizierà a gonfiarsi naturalmente. La sua valutazione oggi parrebbe essere stata posta sui tre milioni di euro, anche se l’eventuale asta che potrebbe scatenarsi su di lui potrebbe portare il Vojvodina a spillare molti più soldi di quelli che in questo momento ci si potrebbe aspettare di ricavare. Tra qualche stagione, comunque, difficilmente potrebbe bastare una decina di milioni per assicurarsi l’acquisizione del suo cartellino.

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Giovani promesse: Adem Ljajic (Fiorentina)

adem ljajcicData di nascita: 29 settembre 1991
Luogo di nascita: Novi Pazar
Nazionalità: Serba
Ruolo: ala, trequartista
Club: Fiorentina
Scadenza contratto: 30 giugno 2014
Valutazione: 8 milioni

CARRIERA
Adem Ljajić è nato il 29 settembre del 1991 a Novi Pazar, città di circa cinquantamila abitanti del distretto di Raška, provincia della Serbia Centrale. A soli quattordici anni, quindi, entra nelle giovanili del Partizan, squadra che lo lancerà, di lì a qualche anno, nel grande calcio. Nel 2008, infatti, fa le sue prime apparizioni in prima squadra, ivi comprese un paio di partite in Champions League. Non ancora maggiorenne, quindi, Adem inizia a calcare i campi della più importante tra tutte le manifestazioni per club europee. Nei due anni passati in prima squadra, quindi, il ragazzo prende sempre più confidenza con il campo, totalizzando quasi sessanta presenze totali con la maglia del club di Belgrado. Il tutto condito da dodici reti. Ma non solo: nei suoi anni passati nella capitale serba, infatti, Ljajić diventa uno dei punti di forza delle varie rappresentative giovanili nazionali con cui mette in mostra tutto il suo talento giocando, tra l’altro, l’Europeo under 17 di ormai due anni fa. Ma non solo: una volta lasciata quella squadra, infatti, diventa prima una delle colonne dell’under 19 e, in netto anticipo sui tempi, entra in pieno a far parte dell’attuale under 21, dove esordisce il 7 settembre 2008 contro l’Ungheria. L’ottobre di quell’anno, quindi, entra nelle mire dello United: Ferguson ed i dirigenti dei Red Devils, infatti, monitorano sempre con grande attenzione la situazione dei migliori giovani di tutto il mondo ed un talento come quello di Adem non poteva certo sfuggire loro. Proprio per questo gli viene offerto di passare un periodo di prova a Manchester al termine del quale, era il 2 gennaio 2009, viene diramato un annuncio: Ljajić e Tosic, due tra i migliori prospetti serbi, lasciano il Partizan per venire ingaggiati dallo United. Ma se il secondo raggiungerà subito l’Inghilterra e si aggregherà da subito ai nuovi compagni il primo resterà al Partizan, compiendo solo, di tanto in tanto, qualche viaggio fino a Manchester dove allenandosi con la prima squadra dello United potrà essere visionato dai tecnici del club inglese. Nonostante fosse già stato presentato proprio nel corso del gennaio 2009, però, si scoprì poi che il suo non fu un acquisto a titolo definitivo con relativo parcheggio in Serbia, ma solo un’opzionamento. Adem, insomma, sarebbe rimasto a tutti gli effetti un giocatore del Partizan che ne cedeva solo un’opzione allo United e si rendeva disponibile a collaborare con la società inglese (mandando il giocatore a fare regolari “controlli” in quel di Manchester, ad esempio). Il mese scorso, quindi, lo United ha annunciato, a sorpresa, la rinuncia all’opzione sul ragazzo, che sarebbe quindi rimasto a Belgrado. Niente United per lui. A detta dei dirigenti di Manchester, infatti, la monitorizzazione lungo il corso di quei dodici mesi li ha portati a capire che Adem non sia superiore ad alcuni suoi coetanei già tesserati dal club inglese. Da qui la decisione, appunto, di non esercitare l’opzione su di lui, lasciando decadere il tutto. A quel punto Ljajić è tornato a tutti gli effetti un giocatore di proprietà esclusiva del Partizan e, come tale, acquistabile da tutte le squadre. Su di lui si sono subito avventate diverse squadre. A spuntarla, però, è stata la Fiorentina, che giusto ieri ne ha ufficializzato l’acquisto: 8 milioni di euro alla società serba e un contratto di quattro stagioni e mezzo al ragazzo che nel corso della sua brevissima carriera vanta già un campionato ed una coppa serba oltre al titolo di miglior giovane della lega serba, tutti trofei e riconoscimenti ottenuti la scorsa stagione.

CARATTERISTICHE
Essendo un’ala va da sè che le sue armi migliori siano relative alla rapidità di corsa ed alla capacità di controllo del pallone, anche quando si è lanciati a velocità folli. Ljajić, infatti, ama partire largo per cercare di mettere a ferro e fuoco le difese avversarie grazie ai suoi numeri. Destro naturale, tra le due fasce preferisce proprio quella che gli permette di arrivare sul fondo e crossare con facilità ma non disdegna nemmeno di giocare sull’out opposto, magari puntando ad accentrarsi per arrivare al tiro più che a puntare il fondo. Giocatore di fascia, dunque, ma con velleità di trequartista: nonostante dia il meglio di sè proprio giocando a ridosso della linea laterale in questi due anni passati in prima squadra ha più volte dimostrato di sapersi destreggiare bene anche come trequartista, anche se le sue caratteristiche lo portano a giocare largo per tendenza naturale.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Adem Ljajić è indubbiamente uno dei migliori prospetti dell’intero calcio dell’est europeo, zona che in questi ultimi anni si sta dimostrando fucina di grandi talenti. In particolar modo le repubbliche ex jugoslave stanno sfornando giovani dal talento notevole che si stanno facendo apprezzare in tutta Europa: da quel Zoran Tosic passato allo United proprio in contemporanea alla definizione dell’opzione dello United su Adem, passando per i vari Jovetic, Subotic, Dzeko e tanti altri. Tra i tanti, appunto, Adem è uno dei più interessanti. Per quanto, avendo da poco compiuto diciotto anni, debba ancora maturare molto. Se Jovetic, appena arrivato a Firenze, lo si poteva considerare già pronto a giocare in prima squadra in quanto ad un grande talento abbinava anche una maturità non indifferente ecco che il discorso cambia un po’ per Ljajić, ragazzo che appare sicuramente più immaturo e bisogno di ulteriore tempo per crescere prima di potersi imporre. Il tutto per cercare di non bruciare un talento invidiabile che potrebbe renderlo, in futuro, un giocatore di prima fascia. Ljajić che, comunque, ha poco a che vedere con Kakà, giocatore cui è paragonato dai media (come riportato nel titolo di questo pezzo): se il campione di Brasilia era un trequartista moderno a tutto tondo, infatti, Adem è un’ala con caratteristiche ben definite, paragonabile al brasiliano, forse, solo per il fatto che ha anch’egli un fisico piuttosto slanciato. A consigliarne l’acquisto, forse solo indirettamente, era stato, tra l’altro, un ex Partizan oggi di proprietà della Fiorentina, quel Nikola Gulan che solo un paio di settimane fa si espresse così riguardo ad Adem: “Classe ‘91, del Partizan Belgrado, da dove veniamo anche io e Jovetic. E’ un trequartista esterno che può giocare sia a destra che a sinistra, anche se predilige la fascia destra, un po’ la posizione di Marchionni e Santana: le sue doti migliori sono la velocità e il dribbling”.

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Giovani promesse: Sebastian Gallegos (Atletico Madrid)

Sebastian GallegosData di nascita: 1 Settembre 1992
Nato a: Parigi
Nazionalità: Uruguagia
Ruolo: Trequartista o ala
Club: Atletico Madrid B (SPA)
Scadenza contratto:
Valutazione: 10/15 mln di euro

CARRIERA:
Nato il primo settembre del 1992 Sebastian Augustin Gallegos Berriel è uno dei nomi nuovi di calcio uruguagio sempre più alla ricerca di talenti capaci di riportare una nazione bi-campione Mondiale sul tetto del mondo. Tira i primi calci ad un pallone nel Triente ma già da quando era poco più che un bambino il suo nome inizia a girare con insistenza nel suo paese e viene visionato dagli osservatori dei principali club uruguagi. Dapprima a farsi sotto con grande insistenza sono Penarol e Nacional, che paiono disposte a fare di tutto per assicurarsi le prestazioni di quello che molti in patria definiscono il nuovo Schiaffino. Poi, però, il ragazzo decide di approdare al Danubio, squadra di cui è sempre stato tifoso, dove comincerà a mettersi in mostra sin dalla tenera età di 12 anni. Nel giugno 2007, ancora quindicenne, viene quindi contattato dai dirigenti del Barcellona, i cui osservatori, sparagliati in ogni angolo del mondo, erano letteralmente rimasti stregati dai colpi di classe del ragazzo. Portato in fretta e furia in Catalogna, quindi, supera brillantemente ogni provino e gli viene offerto un contratto che gli permetterebbe di entrare a far parte di una cantera prestigiosa come quella blaugrana. Continua a leggere

Giovani promesse: Fran Merida (Arsenal)

meridaData di nascita: 4 Marzo 1990
Nato a: Barcellona
Nazionalità: Spagnola
Ruolo: Centrocampista centrale/Trequartista
Club: Arsenal (ING)
Scadenza contratto:
Valutazione: non in vendita

LA CARRIERA
Fran Merida tira i primi calci ad un pallone a soli 5 anni, nell’Hospitalet de Llobregat, squadra di un paese appena fuori Barcellona. Dopo 3 anni viene notato e prelevato dal Barça, con il quale compie tutta la trafila delle giovanili fino all’età di 15 anni, quando a causa di controversie contrattuali, decide di abbandonare il club nel quale è cresciuto. Il ragazzo stringe i contatti con Joseba Diaz (già procuratore di Fabregas) che inizia ad offrirlo a tutti i migliori club d’Europa e Fran, alla ricerca di una squadra che possa soddisfare le proprie ambizioni in termini di contratto, comincia ad allenarsi in solitario e lontano da ogni tipo di pressione in una squadra di Vitoria (Paesi Baschi). Dopo essere stato scartato dal Real Madrid a causa della mancanza di applicazione negli studi, la grande offerta arriva dall’Arsenal. La squadra di Londra già da qualche anno gode delle straordinarie prestazioni di Cesc Fabregas e vede in Merida un altro potenziale talento per il futuro. “L’Arsenal mi fece un’ottima offerta e mi considero contento e soddisfatto della mia scelta”, assicura il giovane centrocampista, che firma con i Gunners appena compiuti i 16 anni (come prescrive la legge). I Gunners aprono le porte della loro prestigiosa Academy al talentino iberico e Merida viene aggregato alla formazione giovanile. Tuttavia dopo poche apparizioni in cui manifesta grandi doti tecniche ma anche una rapida ed ammirevole capacità d’ambientazione, gli inglesi concordano che un talento come il suo debba almeno entrare a far parte della squadra riserve, in attesa di effettuare il grande salto in prima squadra. Nel frattempo Fran conquista il titolo europeo e sfiora la vittoria del mondiale con l’Under 17 spagnola. Al termine del primo anno passato tra giovanili e riserve dell’Arsenal, Merida colleziona 33 presenze impreziosite da 9 gol. Il 25 settembre 2007 debutta in prima squadra al 91’minuto nella vittoria per 2-0 dei Gunners sul Newcastle in Curling Cup, subentrando anche nei turni successivi contro Sheffield United e Blackburn Rovers. E’ allora che, a 17 anni compiuti, Wenger lo blinda con il primo vero contratto della sua vita e lo mette sul mercato in cerca di una piazza che potesse farlo giocare e crescere. Alla Real Sociedad lo notano e scatta l’intuizione: ‘quello là potrebbe farci comodo nella rincorsa verso la promozione’. I Gunners valutano la proposta e danno l’ok al prestito. Il talento scuola Barça diventa protagonista, con un goal e sei assist in 14 partite. Niente Liga per i baschi, ma l’esperienza, da un punto di vista individuale, si rivela comunque positiva. Di rientro a Londra viene impiegato con il contagocce da Wenger, ma una nuova vetrina per lui è rappresentata prima dalla fallimentare esperienza nell’Europeo U19 (gioca, male, assieme al nostro Yago e la Spagna viene eliminata subito), ed infine dal Mondiale U20 in corso di svolgimento in Egitto, dove realizza una prestigiosa doppietta alla Nigeria eliminando gli africani e vendicando la sconfitta di un paio di anni prima. Anche in questa competizione però l’amarezza di una eliminazione precoce, nonostante un grande mondiale disputato, sarà tanta.

CARATTERISTICHE
Ovunque si parli di Fran Merida spunta puntuale il nome di Cesc Fabregas. Inevitabile che sia così, in fondo. Entrambi catalani, entrambi competitivi già in giovane età, entrambi cresciuti tra Barcellona e Arsenal. E simili, quasi identici nel mondo di stare in campo. La stellina della Spagna Under 20 ricorda molto il suo compagno di squadra nei Gunners, dal punto di vista tecnico, tattico e atletico. Il fisico non è imponente, ma conta poco. A Fran basta il suo metro e settantacinque per resistere ai contrasti più duri, il resto lo fa il suo piede sinistro. Proprio come il più illustre collega, a centrocampo può giocare praticamente ovunque: in posizione centrale, da regista, oppure più avanzato a ridosso delle punte. Anche sulla fascia, se necessario (da trequartista esterno destro pronto ad accentrarsi, come fatto nell’Europeo U-19..): ha buon passo, e può sfruttare il suo dribbling per rientrare e concludere verso la porta avversaria. Il tiro è il suo pezzo forte: potente, preciso, pericoloso da ogni distanza. Anche su calcio piazzato, ovviamente. Pregevole la sua visione di gioco, da centrocampista maturo più che da sbarbatello 19enne, caratteristica che – unita alla sua spiccata personalità – gli consente di giocare da vero leader a centrocampo. Proprio per il suo essere già maturo nonostante l’età, in tanti si sono messe sulle sue tracce con l’intenzione di strapparlo all’Arsenal. Juventus e Milan incluse, seppur in maniera molto soft. Lista di estimatori destinata a crescere durante il Mondiale in Egitto, anche se uno così, Arsene Wenger, non se lo farà soffiare facilmente..

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Dare per me, tifoso Gunners da sempre, un giudizio su un giocatore dell’Arsenal è sempre difficile, avendo visto molti di questi ragazzi “crescere” alla corte di Wenger sin da ragazzini. Che dire di Merida: uno che alla sua età ha già 450.000 risultati di ricerche su google non può definirsi una “scoperta”, perciò mi limiterò, semplicemente (e ringrazio Sergio Chiesi e Alberto Agnello per aver approfittato delle loro schede) a dire che si tratta di un talento cristallino, sicuramente quello più “importante” della intera manifestazione assieme a quello del suo connazionale Asenjo (uno che ormai definire “promessa” è riduttivo), e che è destinato, col parere concorde di praticamente quasi tutti i talent scouts europei, ad aver un gran bel futuro. Gli tributo perciò l’ennesima vetrina con questa scheda aspettando di poterne gustare le sue gesta anche nel club londinese di cui sono un supporter.

(Credits: Sergio Chiesi e Alberto Agnello di Goal.com)

Generazione di fenomeni: Silvano Raggio Garibaldi

Silvano-Raggio-GaribaldiData di nascita: 27 Marzo 1989
Nato a: Chiavari
Ruolo: Centrocampista centrale
Club: Genoa
Scadenza contratto:
Valutazione: non in vendita

LA CARRIERA:
Silvano Raggio Garibaldi è considerato da molti un predestinato e gli addetti ai lavori non sono stati sorpresi quando nel 2007 è stato uno dei migliori nel Genoa Primavera di Vincenzo Torrente che si aggiudicò il prestigioso Torneo di Viareggio. Da quel momento, per il giovane centrocampista si sono spalancate le porte della prima squadra. Ha esordito in Serie A a 19 anni, il 13 aprile 2008 in Genoa-Torino (3-0), giocando solo 10 minuti. Nel match successivo si ritaglia una altro scampolo di partita, entrando al 75′ contro il Siena. Il match si concluderà con la vittoria per 1 a 0 del Genoa. Durante l’estate del 2008 viene ceduto in prestito in Serie B al Pisa: un’esperienza tutt’altro che esaltante poiché debutterà solo 1º novembre 2008, collezionerà in totale 6 presenze e la società toscana per giunta retrocederà in serie C. Per quel che riguarda le nazionali giovanili, partecipa all’Europeo Under 19 nel luglio 2008, segnando un gol nella finale, persa per 3-1 contro la Germania. Come “consolazione” è stato inserito dalla UEFA nella lista dei 10 migliori giocatori del torneo. Nel giugno 2009 viene inserito nella lista dei convocati della Nazionale Under 20 per partecipare ai Giochi del Mediterraneo. Il 1º luglio segna contro la Libia il gol che manda la sua squadra in finale. Attualmente è impegnato  nel Mondiale Under 20 in Egitto e si è distinto per due buone prestazioni e un gol decisivo con Trinidad & Tobago.

CARATTERISTICHE:
Alto 1,78 m e con un peso forma di 62 Kg, Silvano Raggio Garibaldi (il cui gemello gioca anch’egli nel Genoa, come estremo difensore) è un centrocampista “rognoso”, quelli di cui in Italia abbiamo una lunga tradizione e della quale il miglior esponente attuale è Gennaro Gattuso. Nonostante non abbia un fisico eccelso è, riesce molto spesso a vincere i duelli fisici ed è dotato anche di una buona corsa. Il suo punto forte sono i recuperi e le cosiddette “randellate”, nel senso buono del termine, anche se non ha mai disdegnato le incursioni in attacco, che nella sua carriera giovanile gli hanno consentito di mettere a segno gol di buona fattura (ma quasi sempre decisivi). Non è fortissimo di testa, ma dispone di una discreta tecnica di base e un tiro abbastanza preciso e potente, anche se la conclusione dalla distanza non gli ha dato tantissime soddisfazioni.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE:
Durante i primi due match dei mondiali Under 20 in corso di svolgimento in Egitto, Silvano Raggio Garibaldi si è reso protagonista di due ottime prestazioni. Nella prima partita con il Paraguay, è emerso da un livello qualitativo abbastanza basso per quel che riguarda gli azzurri, dimostrando in alcuni frangenti di poter reggere addirittura il centrocampo da solo. Nel secondo incontro del girone di qualificazione contro Trinidad&Tobago, invece, si è reso protagonista anche di buone incursioni in attacco, una delle quali gli ha consentito di mettere a segno un importantissimo gol anticipando sul tempo il difensore avversario. Questi due match sono l’emblema di un giovane che, nato come centrocampista di contenimento, sta sviluppando buone doti propositive, tanto da renderlo molto eclettico. Con le dovute proporzioni (poiché Claudio sta crescendo in modo esponenziale partita dopo partita), Raggio Garibaldi potrebbe essere il Marchisio del Genoa e sono sicuro che Gasperini – che lo ha già aggregato diverse volte alla prima squadra – lo chiamerà presto al confronto con i big di Serie A.

Giovani promesse: Odion Ighalo (Udinese)

ighalo bigData di nascita: 16 Giugno 1989
Nato a: xxx (NIG)
Nazionalità: Nigeriana
Ruolo: Centravanti
Club: Udinese (ITA), in prestito al Granada (SPA)
Scadenza contratto: xxx
Valutazione: non in vendita

LA CARRIERA:
Odion Jude Ighalo è nato in Nigeria nel 1989. I primi calci ad un pallone lì ha dati in patria, come da prassi. Inizia nel settore giovanile del Prime, poi passa al Julius Berger, uno dei club più prestigiosi della Nigeria. Gente come Yekini, Oliseh e West è cresciuta da quelle parti, tanto per fare qualche nome. Appena 17enne, Ighalo riesce ad impressionare gli osservatori del Lyn, formazione norvegese con una particolare predilezione per i talenti Made in Africa (vi dice niente il nome di John Obi Mikel?). Il clima rigido di Oslo non ricorda esattamente quello di casa, ma Odion quasi non ci bada. In venti apparizioni, sono nove i suoi centri. Uno ogni due partite, praticamente. Media realizzativa da bomber che attira gli occhi di mezza Europa su di lui. Ci prova prima il Brann, ma il Lyn di venderlo in patria proprio non ne vuole sapere. Allora si fa sotto l’Ajax, società in cui di talenti se ne intendono. Ma l’offerta non convince la dirigenza norvegese, che reputa invece soddisfacente la proposta che giunge da Udine a fine luglio 2008: poco meno di tre milioni di euro, e Ighalo si trasferisce in Friuli per una nuova tappa del suo viaggio verso la gloria. Una stagione per apprendere (con esordio e goal in Serie A), poi la cessione in prestito al Granada durante l’ultima estate. Nel frattempo una partecipazione al Mondiale U-17, poi ai Campionati Africani U-20 e infine ai Mondiali U-20 in Egitto, questi ultimi sfortunati.

CARATTERISTICHE:
Il fisico possente (188 cmq per 70 kg di pura potenza) gli consente di farsi rispettare sulle palle aeree e nel corpo a corpo con i difensori avversari,  e lo ha avvantaggiato senza dubbio in ogni competizione con i pari età alla quale ha preso parte. Oltre alla potenza e ai muscoli, però, Odion è discretamente veloce, ed è molto mobile, amando svariare su tutto il fronte offensivo. E’ un mancino, ma tira discretamente anche col destro, anche da fuori. Ha una ottima tecnica individuale per cui non è raro vederlo andare via in dribbling, o fare giocate di classe con controlli di palla sorprendenti. Grazie al piede educato riesce, oltre a proteggere bene il pallone, anche a servire discretamente i compagni di squadra che si inseriscono dalle retrovie e a cambiare il gioco anche di prima, se necessario. In Norvegia ha segnato gol davvero molto belli, mostrando una completezza di repertorio impressionante. E anche a Udine, in allenamento, ha fatto vedere belle cose mostrando ottimo potenziale.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Che Odion fosse forte erano in molti a sostenerlo, specie in Friuli. Non a caso è stato il capitano di quella Nigeria U20 che in molti consideravano una delle squadre favorite alla vittoria finale, in Egitto. Purtroppo per lui però la manifestazione internazionale si è rivelata un vero incubo, con l’eliminazione nei gironi e due pesanti sconfitte contro Venezuela e Spagna (senza segnare). Sicuramente ne è uscito ridimensionato, assieme a tutti i suoi compagni, ma le qualità sia tecniche che caratteriali sono comunque tali che un giorno il ragazzo potrebbe realisticamente ambire a tornare alla base e a guadagnarsi un pò di spazio nell’Udinese e, chissà, avere anche una carriera a buoni livelli. Per ora però c’è l’Andalusia, la Segunda Divisiòn (l’equivalente della ex C1 italiana) e l’avventura nel nuovo club della famiglia Pozzo ad attenderlo, con l’obiettivo di portare il club di Granada in Serie B. In futuro si vedrà. Impressioni personali: il ragazzo ci sa fare, ma essendo già di proprietà dell’Udinese (che raramente lascia partire i suoi giovani se non per ponti di oro..), le possibilità che venga realmente preso in considerazione per un acquisto sono minime. Era forse uno dei 2-3 ragazzi che avevo più curiosità di vedere in Egitto ma, come detto, non c’è stata la possibilità, per le Super Eagles, di superare il primo girone e, per il ragazzo, di mettersi realmente in mostra. Peccato. Ma sono sicuro che ne risentiremo parlare.

(Credits: Goal.com)

Giovani promesse: Giuliano (Internacional)

giuliano2Data di nascita: 31 Maggio 1990
Nato a: Curitiba (BRA)
Nazionalità: Brasiliana
Ruolo: Trequartista centrale/esterno
Club: Internacional (BRA)
Valutazione: 8 mln di euro

LA CARRIERA:
Giuliano Victor de Paula è nato a Curitiba, nello stato di Paranà, al Sud del Brasile. Ha iniziato a giocare a calcio nel Paranà Clube, nel 2007, faticando ad emergere completamente e finendo per giocare nel Campeonato di Serie B. Si è comunque potuto mettere in mostra con la Nazionale Sub17 verdeoro, con la quale ha partecipato ai Sudamericani del 2007 in Ecuador e ai Mondiali dello stesso anno in Korea. Fino al settembre 2008 sembrava però destinato a non esplodere, relegato in un piccolo club e senza la necessaria vetrina nazionale per mettersi in luce. I successivi 3 mesi gli hanno cambiato la vita. Una serie di prodezze in Serie e soprattutto la partecipazione al SudAmericano Sub20 in Venezuela giocato a livelli altissimi, gli sono valsi un contratto con l’Internacional di Porto Alegre, prestigioso club del Brasile che l’ha chiamato per l’anno solare 2009. Ancora una volta, infatti, è stato proprio il Brasile a metterlo in mostra, e le sue qualità non sono passate inosservate. A Porto Alegre, dopo aver avuto un piccolo ruolo nella vittoria del Campeonato Gaucho, ad aprile, Giuliano ha improvvisamente trovato spazio nel Brasilerao in corso di svolgimento, riuscendo, grazie a infortuni e squalifiche dei compagni, ad avere una chance e a sfruttarla in pieno. Con lui O Colorado hanno spiccato il volo per raggiungere il secondo posto, un punto dietro il Palmeiras nella lotta per il titolo. Il ragazzo ha tuttavia dovuto lasciare la squadra per aggregarsi nuovamente alla Nazionale Sub20 impegnata in Egitto, e spera di mettersi in mostra in maniera definitiva anche al grande pubblico.

CARATTERISTICHE:
Giuliano è alto 177 cm per 70 kg di peso forma. E’ fondamentalmente un trequartista centrale, il classico numero 10 brasiliano, che ama giocare dietro il centravanti e svariare per tutto il campo scrollandosi di dosso le eventuali marcature a uomo e andandosi a cercare la palla in prima persona. Non di rado torna fino a centrocampo ed è lui che fa ripartire la manovra fungendo da vero e proprio playmaker. Usa solamente il destro, ma lo fa in maniera deliziosa: è in grado di battere punizioni a giro, corner, sa tirare da fuori ma anche fare lanci di 30 metri tagliando il campo e servendo un compagno smarcatosi dalla parte opposta. Dà come detto del tu al pallone, ma è molto concreto, non si perde in inutili dribbling (i classici doppi passi dei brasiliani che credono di avere talento), ama dare e ricevere triangolazioni (ha un ottimo tempismo negli inserimenti), tiene palla solo il tempo di pensare a come creare una azione pericolosa, senza rallentare quasi mai il gioco. Come modo di gioco, per capirci, ricorda molto il nostro Diego (giocatore a tutto campo) al quale unisce la concretezza di Kakà. Certo, non è ancora lontanamente paragonabile alla classe dei due numeri 10 più forti del Brasile, ma è certamente sulla buona strada per diventarne l’erede. Pur non essendo uno specialista della fase difensiva, inoltre, partecipa comunque al pressing e copre gli spazi discretamente bene, non facendo quindi giocare la sua squadra con un uomo in meno. Cioè che impressiona è la sua abilità tattica, la sua capacità di svariare e di essere sempre al posto giusto, senza mai sparire dal gioco. E questa, per un 19enne, è una qualità unica.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Questo è senza ombra di dubbio il mio pallino, tra i verdeoro, da quando un anno fa mi è stato segnalato da una amica venezuelana che lo aveva seguito al SudAmericano. Ogni volta che lo rivedo, e penso ad un erede di Diego e Kakà, è lui che mi viene immediatamente in mente. E’ un giocatore di quelli come piacciono a me, molto “freddi”, tosti, senza fronzoli, ma dotato comunque di grande leadership (è capitano della Sub20) e di classe da vendere. Su di lui c’è già, giustamente, mezza Europa, e credo che a breve si scatenerà un’asta selvaggia per portarlo nel Vecchio Continente. Il ragazzo certamente merita tutte queste attenzioni, e sono sicuro che ne sentiremo parlare a breve.