Archive for the ‘ Giovani promesse ’ Category

Generazione di fenomeni: Silvano Raggio Garibaldi

Silvano-Raggio-GaribaldiData di nascita: 27 Marzo 1989
Nato a: Chiavari
Ruolo: Centrocampista centrale
Club: Genoa
Scadenza contratto:
Valutazione: non in vendita

LA CARRIERA:
Silvano Raggio Garibaldi è considerato da molti un predestinato e gli addetti ai lavori non sono stati sorpresi quando nel 2007 è stato uno dei migliori nel Genoa Primavera di Vincenzo Torrente che si aggiudicò il prestigioso Torneo di Viareggio. Da quel momento, per il giovane centrocampista si sono spalancate le porte della prima squadra. Ha esordito in Serie A a 19 anni, il 13 aprile 2008 in Genoa-Torino (3-0), giocando solo 10 minuti. Nel match successivo si ritaglia una altro scampolo di partita, entrando al 75′ contro il Siena. Il match si concluderà con la vittoria per 1 a 0 del Genoa. Durante l’estate del 2008 viene ceduto in prestito in Serie B al Pisa: un’esperienza tutt’altro che esaltante poiché debutterà solo 1º novembre 2008, collezionerà in totale 6 presenze e la società toscana per giunta retrocederà in serie C. Per quel che riguarda le nazionali giovanili, partecipa all’Europeo Under 19 nel luglio 2008, segnando un gol nella finale, persa per 3-1 contro la Germania. Come “consolazione” è stato inserito dalla UEFA nella lista dei 10 migliori giocatori del torneo. Nel giugno 2009 viene inserito nella lista dei convocati della Nazionale Under 20 per partecipare ai Giochi del Mediterraneo. Il 1º luglio segna contro la Libia il gol che manda la sua squadra in finale. Attualmente è impegnato  nel Mondiale Under 20 in Egitto e si è distinto per due buone prestazioni e un gol decisivo con Trinidad & Tobago.

CARATTERISTICHE:
Alto 1,78 m e con un peso forma di 62 Kg, Silvano Raggio Garibaldi (il cui gemello gioca anch’egli nel Genoa, come estremo difensore) è un centrocampista “rognoso”, quelli di cui in Italia abbiamo una lunga tradizione e della quale il miglior esponente attuale è Gennaro Gattuso. Nonostante non abbia un fisico eccelso è, riesce molto spesso a vincere i duelli fisici ed è dotato anche di una buona corsa. Il suo punto forte sono i recuperi e le cosiddette “randellate”, nel senso buono del termine, anche se non ha mai disdegnato le incursioni in attacco, che nella sua carriera giovanile gli hanno consentito di mettere a segno gol di buona fattura (ma quasi sempre decisivi). Non è fortissimo di testa, ma dispone di una discreta tecnica di base e un tiro abbastanza preciso e potente, anche se la conclusione dalla distanza non gli ha dato tantissime soddisfazioni.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE:
Durante i primi due match dei mondiali Under 20 in corso di svolgimento in Egitto, Silvano Raggio Garibaldi si è reso protagonista di due ottime prestazioni. Nella prima partita con il Paraguay, è emerso da un livello qualitativo abbastanza basso per quel che riguarda gli azzurri, dimostrando in alcuni frangenti di poter reggere addirittura il centrocampo da solo. Nel secondo incontro del girone di qualificazione contro Trinidad&Tobago, invece, si è reso protagonista anche di buone incursioni in attacco, una delle quali gli ha consentito di mettere a segno un importantissimo gol anticipando sul tempo il difensore avversario. Questi due match sono l’emblema di un giovane che, nato come centrocampista di contenimento, sta sviluppando buone doti propositive, tanto da renderlo molto eclettico. Con le dovute proporzioni (poiché Claudio sta crescendo in modo esponenziale partita dopo partita), Raggio Garibaldi potrebbe essere il Marchisio del Genoa e sono sicuro che Gasperini – che lo ha già aggregato diverse volte alla prima squadra – lo chiamerà presto al confronto con i big di Serie A.

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Giovani promesse: Odion Ighalo (Udinese)

ighalo bigData di nascita: 16 Giugno 1989
Nato a: xxx (NIG)
Nazionalità: Nigeriana
Ruolo: Centravanti
Club: Udinese (ITA), in prestito al Granada (SPA)
Scadenza contratto: xxx
Valutazione: non in vendita

LA CARRIERA:
Odion Jude Ighalo è nato in Nigeria nel 1989. I primi calci ad un pallone lì ha dati in patria, come da prassi. Inizia nel settore giovanile del Prime, poi passa al Julius Berger, uno dei club più prestigiosi della Nigeria. Gente come Yekini, Oliseh e West è cresciuta da quelle parti, tanto per fare qualche nome. Appena 17enne, Ighalo riesce ad impressionare gli osservatori del Lyn, formazione norvegese con una particolare predilezione per i talenti Made in Africa (vi dice niente il nome di John Obi Mikel?). Il clima rigido di Oslo non ricorda esattamente quello di casa, ma Odion quasi non ci bada. In venti apparizioni, sono nove i suoi centri. Uno ogni due partite, praticamente. Media realizzativa da bomber che attira gli occhi di mezza Europa su di lui. Ci prova prima il Brann, ma il Lyn di venderlo in patria proprio non ne vuole sapere. Allora si fa sotto l’Ajax, società in cui di talenti se ne intendono. Ma l’offerta non convince la dirigenza norvegese, che reputa invece soddisfacente la proposta che giunge da Udine a fine luglio 2008: poco meno di tre milioni di euro, e Ighalo si trasferisce in Friuli per una nuova tappa del suo viaggio verso la gloria. Una stagione per apprendere (con esordio e goal in Serie A), poi la cessione in prestito al Granada durante l’ultima estate. Nel frattempo una partecipazione al Mondiale U-17, poi ai Campionati Africani U-20 e infine ai Mondiali U-20 in Egitto, questi ultimi sfortunati.

CARATTERISTICHE:
Il fisico possente (188 cmq per 70 kg di pura potenza) gli consente di farsi rispettare sulle palle aeree e nel corpo a corpo con i difensori avversari,  e lo ha avvantaggiato senza dubbio in ogni competizione con i pari età alla quale ha preso parte. Oltre alla potenza e ai muscoli, però, Odion è discretamente veloce, ed è molto mobile, amando svariare su tutto il fronte offensivo. E’ un mancino, ma tira discretamente anche col destro, anche da fuori. Ha una ottima tecnica individuale per cui non è raro vederlo andare via in dribbling, o fare giocate di classe con controlli di palla sorprendenti. Grazie al piede educato riesce, oltre a proteggere bene il pallone, anche a servire discretamente i compagni di squadra che si inseriscono dalle retrovie e a cambiare il gioco anche di prima, se necessario. In Norvegia ha segnato gol davvero molto belli, mostrando una completezza di repertorio impressionante. E anche a Udine, in allenamento, ha fatto vedere belle cose mostrando ottimo potenziale.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Che Odion fosse forte erano in molti a sostenerlo, specie in Friuli. Non a caso è stato il capitano di quella Nigeria U20 che in molti consideravano una delle squadre favorite alla vittoria finale, in Egitto. Purtroppo per lui però la manifestazione internazionale si è rivelata un vero incubo, con l’eliminazione nei gironi e due pesanti sconfitte contro Venezuela e Spagna (senza segnare). Sicuramente ne è uscito ridimensionato, assieme a tutti i suoi compagni, ma le qualità sia tecniche che caratteriali sono comunque tali che un giorno il ragazzo potrebbe realisticamente ambire a tornare alla base e a guadagnarsi un pò di spazio nell’Udinese e, chissà, avere anche una carriera a buoni livelli. Per ora però c’è l’Andalusia, la Segunda Divisiòn (l’equivalente della ex C1 italiana) e l’avventura nel nuovo club della famiglia Pozzo ad attenderlo, con l’obiettivo di portare il club di Granada in Serie B. In futuro si vedrà. Impressioni personali: il ragazzo ci sa fare, ma essendo già di proprietà dell’Udinese (che raramente lascia partire i suoi giovani se non per ponti di oro..), le possibilità che venga realmente preso in considerazione per un acquisto sono minime. Era forse uno dei 2-3 ragazzi che avevo più curiosità di vedere in Egitto ma, come detto, non c’è stata la possibilità, per le Super Eagles, di superare il primo girone e, per il ragazzo, di mettersi realmente in mostra. Peccato. Ma sono sicuro che ne risentiremo parlare.

(Credits: Goal.com)

Giovani promesse: Giuliano (Internacional)

giuliano2Data di nascita: 31 Maggio 1990
Nato a: Curitiba (BRA)
Nazionalità: Brasiliana
Ruolo: Trequartista centrale/esterno
Club: Internacional (BRA)
Valutazione: 8 mln di euro

LA CARRIERA:
Giuliano Victor de Paula è nato a Curitiba, nello stato di Paranà, al Sud del Brasile. Ha iniziato a giocare a calcio nel Paranà Clube, nel 2007, faticando ad emergere completamente e finendo per giocare nel Campeonato di Serie B. Si è comunque potuto mettere in mostra con la Nazionale Sub17 verdeoro, con la quale ha partecipato ai Sudamericani del 2007 in Ecuador e ai Mondiali dello stesso anno in Korea. Fino al settembre 2008 sembrava però destinato a non esplodere, relegato in un piccolo club e senza la necessaria vetrina nazionale per mettersi in luce. I successivi 3 mesi gli hanno cambiato la vita. Una serie di prodezze in Serie e soprattutto la partecipazione al SudAmericano Sub20 in Venezuela giocato a livelli altissimi, gli sono valsi un contratto con l’Internacional di Porto Alegre, prestigioso club del Brasile che l’ha chiamato per l’anno solare 2009. Ancora una volta, infatti, è stato proprio il Brasile a metterlo in mostra, e le sue qualità non sono passate inosservate. A Porto Alegre, dopo aver avuto un piccolo ruolo nella vittoria del Campeonato Gaucho, ad aprile, Giuliano ha improvvisamente trovato spazio nel Brasilerao in corso di svolgimento, riuscendo, grazie a infortuni e squalifiche dei compagni, ad avere una chance e a sfruttarla in pieno. Con lui O Colorado hanno spiccato il volo per raggiungere il secondo posto, un punto dietro il Palmeiras nella lotta per il titolo. Il ragazzo ha tuttavia dovuto lasciare la squadra per aggregarsi nuovamente alla Nazionale Sub20 impegnata in Egitto, e spera di mettersi in mostra in maniera definitiva anche al grande pubblico.

CARATTERISTICHE:
Giuliano è alto 177 cm per 70 kg di peso forma. E’ fondamentalmente un trequartista centrale, il classico numero 10 brasiliano, che ama giocare dietro il centravanti e svariare per tutto il campo scrollandosi di dosso le eventuali marcature a uomo e andandosi a cercare la palla in prima persona. Non di rado torna fino a centrocampo ed è lui che fa ripartire la manovra fungendo da vero e proprio playmaker. Usa solamente il destro, ma lo fa in maniera deliziosa: è in grado di battere punizioni a giro, corner, sa tirare da fuori ma anche fare lanci di 30 metri tagliando il campo e servendo un compagno smarcatosi dalla parte opposta. Dà come detto del tu al pallone, ma è molto concreto, non si perde in inutili dribbling (i classici doppi passi dei brasiliani che credono di avere talento), ama dare e ricevere triangolazioni (ha un ottimo tempismo negli inserimenti), tiene palla solo il tempo di pensare a come creare una azione pericolosa, senza rallentare quasi mai il gioco. Come modo di gioco, per capirci, ricorda molto il nostro Diego (giocatore a tutto campo) al quale unisce la concretezza di Kakà. Certo, non è ancora lontanamente paragonabile alla classe dei due numeri 10 più forti del Brasile, ma è certamente sulla buona strada per diventarne l’erede. Pur non essendo uno specialista della fase difensiva, inoltre, partecipa comunque al pressing e copre gli spazi discretamente bene, non facendo quindi giocare la sua squadra con un uomo in meno. Cioè che impressiona è la sua abilità tattica, la sua capacità di svariare e di essere sempre al posto giusto, senza mai sparire dal gioco. E questa, per un 19enne, è una qualità unica.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Questo è senza ombra di dubbio il mio pallino, tra i verdeoro, da quando un anno fa mi è stato segnalato da una amica venezuelana che lo aveva seguito al SudAmericano. Ogni volta che lo rivedo, e penso ad un erede di Diego e Kakà, è lui che mi viene immediatamente in mente. E’ un giocatore di quelli come piacciono a me, molto “freddi”, tosti, senza fronzoli, ma dotato comunque di grande leadership (è capitano della Sub20) e di classe da vendere. Su di lui c’è già, giustamente, mezza Europa, e credo che a breve si scatenerà un’asta selvaggia per portarlo nel Vecchio Continente. Il ragazzo certamente merita tutte queste attenzioni, e sono sicuro che ne sentiremo parlare a breve.

Giovani promesse: Alan Kardec (Vasco da Gama)

alan kardecData di nascita: 12 Gennaio 1989
Nato a: Barra Mansa (BRA)
Nazionalità: Brasiliana
Ruolo: Centravanti
Club: Vasco da Gama (BRA), in prestito all’Internacional (BRA)
Scadenza contratto: xxx
Valutazione: xxx

LA CARRIERA:
Alan Kardec de Souza Pereira Junior è nato a Barra Mansa nello stato di Rio de Janeiro, in Brasile. Ha iniziato a 11 anni nelle giovanili del Vasco da Gama per rimanerci fino al 2007 quando, il 14 febbraio, è arrivato il debutto con la prima squadra nella Copa do Brasil. Due mesi dopo, l’11 aprile, è arrivato per lui anche il primo centro nel match contro il Botafogo, terminato 4-4 e valido per il Campeonato Carioca. Il 21 luglio ha segnato il primo gol nel Campeonato Brasilerao. Il 2007 si è chiuso con 26 partite e 8 gol, bottino impressionante per un 18enne. L’anno successivo si è ripetuto a buoni livelli realizzando 2 gol in 19 partite di Serie A. Nel gennaio del 2009 ha partecipato ai Campionati Sudamericani Sub20 disputatisi in Venezuela, finendo il torneo con un bottino di due gol (ad Uruguay e Argentina, importantissimi) in otto partite. A settembre, è arrivato il prestito all’Internacional di Porto Alegre, per poter giocare titolare e con continuità tutte le partite. Lo stesso mese per lui c’è stata la vetrina del Mondiale U-20 d’Egitto, in corso di svolgimento, dove potrà definitivamente dimostrare il suo valore davanti alle telecamere di tutto il mondo.

CARATTERISTICHE:
Alan è un centravanti alto (188 cm) e dal fisico asciutto (75 kg) che si disimpegna nel ruolo di centravanti. Pur essendo brasiliano, fa della concretezza la sua caratteristica principale, non amando perdersi in inutili dribbling o decentrarsi per stare lontano dall’area di rigore, il suo habitat naturale. In patria lo chiamano “O Matador”, soprannome che lo descrive perfettamente. La qualità principale di questo ragazzo è sicuramente il colpo di testa, in cui eccelle: è dotato infatti sia di una incredibile elevazione (ricorda un pò quella di Amauri, per fare un paragone con un nostro giocatore) sia di una ottima tecnica e tempismo che gli permettono di sfruttare al massimo ogni cross, corner o calcio di punizione con palla messa in mezzo. Pur essendo così alto, ha dei piedi molto educati e riesce ad effettuare uno straordinario lavoro di sponda anche con i piedi, oltre che di testa, e risulta perciò utilissimo per far salire la squadra e liberare al tiro i compagni in aiuto da dietro. Si fa inoltre sentire anche dando una mano in difesa sulle situazioni di palla inattiva andando a saltare di testa.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Che fosse bravo lo si era già intuito in Venezuela, al SudAmericano Sub20. In Egitto si è presentato in perfetta forma, galvanizzato dalla nuova esperienza che lo attende a Porto Alegre (giocherà assieme a Giuliano, altro talento da seguire), e determinato a guidare i verdeoro alla vittoria finale. Non so quale sia la sua valutazione allo stato attuale, ma sono sicuro che saranno in molti gli osservatori ad aver scritto il suo nome sui taccuini alla voce “comprare”. Vi devo dire la verità: è un giocatore che mi piace , magari meno appariscente di altri centravanti impegnati nella manifestazione, ma così concreto e forte nel gioco aereo che davvero il ragazzo è da seguire e possibilmente opzionare se dovesse confermarsi anche nell’Internacional. E’ infatti esattamente il tipo di centravanti che non stanca mai, qualunque sia il modulo tattico che utilizzi, perchè è in grado di fare reparto da solo e segnare gol a grappoli (basta che gli arrivi qualche cross decente). Non è il tipo che, in caso di difficoltà, torna indietro a prendersi palla o che sa svariare e allargarsi per liberarsi del marcatore e aprire il gioco, ma avesse anche queste qualità, oltre a quelle già citate, sarebbe un fenomeno assoluto. Se dovesse migliorare nel fisico (vanno messi un pò di muscoli, senza perdere la buona velocità che lo caratterizza) potrebbe davvero trasformarsi in una versione senza i no-look pass e i doppi passi sulla fascia di Amauri, in grado di prenderla sempre di testa e dare una dimensione nuova all’attacco grazie alla sua elevazione.

Giovani promesse: Sebastien Corchia (Le Mans)

corchia bigData di nascita: 1 Novembre 1990
Nato a: Noisy le Sec (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Terzino destro
Club: Le Mans (FRA)
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: 2/3 mln di euro

LA CARRIERA:
Sébastien ha iniziato la sua carriera da calciatore del Camp des Loges, il centro di allenamento giovanile del PSG. Dopo 7 anni trascorsi nel club della capitale, è stato scelto per far parte della prestigiosa accademia di Clairefoitaine e, dopo un solo anno, il Le Mans gli ha fatto firmare un contratto giovanile aggregandolo alla squadra giovanile. La promozione in prima squadra è avvenuta nella stagione 2008/09, la passata, quando – il 14 febbraio 2009 – ha esordito partendo da titolare contro il Nizza giocando i suoi primi 67 minuti nella Ligue-1.  Terminerà la sua stagione d’esordio con 9 presenze. Il primo maggio 2009 ha firmato il suo primo contratto da professionista legandosi al club del Le Mans fino al 2012. Dopo un ottimo Europeo U-19 disputato coni Blues, il nuovo allenatore del Le Mans Paulo Duarte ha deciso per quest’anno di lanciarlo definitivamente come terzino destro titolare del club. Con i Blues, comunque, l’avventura era iniziata già con la U-17, per poi essere proseguita con la U-18 e la U-19. Il 27 agosto 2009, a 19 anni, è stato selezionato dalla U-21 per i match di qualificazione all’Europeo U-21 del 2011 contro la Slovenia del 4 settembre e contro l’Ucraina dell’8 settembre. E’ stato già osservato a lungo dalla Juventus, già dal 2008 durante la sua prima stagione. Il suo idolo è Paolo Maldini e sogna di vestire un giorno proprio i colori della nostra squadra.

CARATTERISTICHE:
Corchia è un terzino destro “moderno”, molto veloce, dal buon cross, che ama avanzare in attacco sovrapponendosi al compagno centrocampista per mettere in mezzo palloni invitanti e, ogni tanto, tagliare dentro e cercare la giocata. Fisicamente è alto 175 centimetri per 65 kg di peso: è leggerino, senza dubbio, e deve mettere su qualche muscolo in più. E’ però molto veloce, e questo gli permette di coprire l’intera fascia sia in attacco che in difesa. Discreto difensore, riesce a tenere l’uomo abbastanza discretamente, ed ha la grinta necessaria per sopperire alle sue lacune fisiche. Tecnicamente parlando, è un terzino molto interessante, che spesso ama scambiarsi di posizione col centrocampista destro della sua squadra o sovraggiungere da dietro mettendo immediatamente degli invitanti palloni in mezzo. Durante i corner difensivi si piazza subito fuori l’area, mentre in quelli offensivi resta arretrato per coprire il maggior spazio possibile grazie alla sua velocità. E’ un destro naturale, unico piede che usa.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Che fosse bravo lo avevo notato subito, dalla prima volta che l’ho visto giocare. Agli ultimi Europei U-19, in particolare, l’ho proposto nella Top-11 del Torneo (clicca qui) senza esitazione alcuna, perchè nel ruolo aveva davvero una marcia in più rispetto ai suoi colleghi. La Juventus come detto lo ha seguito a lungo, lui lo sa, ed è anche per questo che in ogni partita cerca di mettercela tutta. A 19 anni è già un U-21 e, vista la carenza di buoni giocatori nel ruolo, in molti scommettono che presto arriverà anche il salto nella formazione di Domenech. E’ un giocatore, lo dico chiaramente, che acquisterei senza se e senza ma, per farlo crescere progressivamente da noi (non è che abbiamo chissà quali fenomeni sulla fascia destra..) anche perchè coi francesi storicamente c’è un feeling particolare, a Torino, e lui potrebbe davvero rappresentare un bell’investimento. Piace molto a Castagnini. E pure a me.

Giovani promesse: Ryad Boudebouz (FC Sochaux)

boudebouzData di nascita: 19 Febbraio 1990
Nato a: Colmar (FRA)
Nazionalità: Francese/Algerina
Ruolo: Trequartista centrale/esterno
Club: FC Sochaux (FRA)
Scadenza contratto: 2013
Valutazione: 2/3 mln di euro

LA CARRIERA:
Ryad è nato a Colmar, in Francia, ma si sente Algerino come i suoi genitori tanto che, recentemente, era arrivato a dichiarare che, qualora avesse ricevuto la garanzia di essere convocato in futuro tra i “grandi”, sarebbe stato disposto a cambiare Nazionale lasciando i Blues e passando a quella africana. Il passaporto è comunque doppio, per cui giocherebbe in tutta Europa come comunitario, a prescindere da questa scelta. Ha giocato a partire dall’età di 10 anni nell’ SR Colmar, squadra locale, e si è unito al centro di formazione dell’FC Sochaux, il suo attuale club, all’età di 12 anni. Con le giovanili del Sochaux ha vinto la Coppa Gambardella (l’equivalente della Coppa Italia Primavera) nel 2007. Ha firmato il suo primo contratto da professionista nell’estate del 2008 (un triennale poi rinnovato fino al 2013) e ha fatto il suo debutto in Ligue-1 il 4 ottobre 2008 allo Stade du Ray di Nizza pareggiando 1-1 (era l’ottava giornata). L’8 novembre 2008 ha segnato il suo primo gol in campionato contro il Le Mans contribuendo contemporaneamente in modo determinante alla prima vittoria della stagione alla sua squadra. Da allora, un pò a sorpresa (non se l’aspettava) è stato stabilmente convocato in prima suqadra nonostante fosse ancora 18enne ed ha finito per collezionare alla fine 25 presenze (di cui 13 da titolare) con 3 gol e attirare al solito le attenzioni di Arsenal e Manchester United. Con la Nazionale U-20 francese ha già collezionato 17 presenze (con 2 gol e 1 assist), ma è con la U-19 che si è messo in mostra al recente Europeo di Ucraina, trascinando i Blues fino alla semifinale persa contro l’Inghilterra. Per partecipare al torneo ha dovuto rifiutare la convocazione della U-21, arrivata precocemente già a 18 anni per una amichevole contro la Danimarca, ma ci tornerà a giocare sicuramente. In estate è stato colpito dalla influenza A dopo una vacanza a Miami, negli Stati Uniti, ma si è già ripreso regolarmente.

CARATTERISTICHE:
Boudabouz è un trequartista che può giocare sia a destra che a sinistra, oltre che dietro le punte. Mancino di piede (ma calcia anche col destro), è dotato di ottima tecnica, buona corsa e un buon tempismo negli inserimenti. E’ un calciatore moderno, più adatto alla fase offensiva che a quella difensiva (per capirci 1 solo cartellino giallo rimediato in 25 partite, lo scorso anno), tanto che spesso nel suo club agisce subito a ridosso degli attaccanti da fantasista vero. Nella U-19 ha giocato a destra, pur essendo mancino, per lasciar spazio da quella parte a Brahimi. Fisicamente è alto 177 centimetri per 67 kg: è assai leggerino, e muscolarmente deve lavorare ancora molto per costruirsi un vero fisico da atleta. In Francia molti lo hanno già paragonato a Ben Arfa. Come l’ex talento del Lione infatti ha un gran bel dribbling (negli ultimi 2 anni si è limitato tantissimo, escludendo dal suo repertorio tutti quei tocchi leziosi e inutili che di solito chi è dotato tecnicamente fa vedrere per mettersi in mostra) e un talento tale che ha già messo il numero 10 sulle spalle, a Montbéliard, ed è già diventato l’idolo dei tifosi.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Lui ha i piedi per terra. Dopo essere stato contatto da Wenger e Ferguson, la scorsa estate, ha preferito restare a Montbéliard: nel suo programma infatti, concordato con genitori e manager, c’è il passaggio prima ad un grosso club francese come Lione, Marsiglia e Bordeaux, e poi il grande salto verso l’Inghilterra o la Spagna, i suoi tornei preferiti (l’Italia naturalmente non piace più a nessuno). Personalmente ho un debole per questo ragazzo, e me ne sono innamorato all’Europeo U-19 di Ucraina 2009, tanto da inserirlo nella top-11 della Manifestazione. Sono fermamente convinto che il ragazzo abbia un grande talento e che possa un giorno ambire a grandi palcoscenici internazionali.

Giovani promesse: Yacine Brahimi (Rennes)

brahimiData di nascita: 8 Febbraio 1990
Nato a: Parigi (FRA)
Nazionalità: Francese/Algerina
Ruolo: Trequartista centrale/esterno
Club: Rennes (FRA), ma in prestito in Ligue-2
Scadenza contratto: 2011
Valutazione: 5/8 mln di euro

LA CARRIERA:
Fino a qualche mese fa lo conoscevano in pochissimi, ma è diventato uno dei giocatori più chiacchierati e desiderati di Francia dopo essere stato definito da tutti, compreso il sottoscritto, il giocatore più interessante emerso dagli ultimi Europei U-19. Nato l’8 febbraio 1990 a Parigi (ha doppio passaporto francese ed algerino) iniziò la sua carriera di giovane calciatore all’ASB Montreuil dove arrivò a 7 anni e dove rimase sino al 2001, quando decise di passare al CO Vincennes. Altri quattro anni e l’approdo alla prima squadra della capitale francese, quel PSG che sta investendo moltissimo sul proprio settore giovanile. A 13 anni, però, la decisione di lasciare il PSG per trasferirsi all’Institut National du Football de Clairefontaine, centro tecnico nazionale aperto nel 1988 e diretto dalla Federazione calcistica Francese che ha come mission proprio quella di far crescere al meglio, tanto tecnicamente quanto umanamente, i migliori prospetti d’oltralpe. Di qui, infatti, sono passati negli anni giocatori importanti come Nicolas Anelka, Thierry Henry, Hatem Ben Arfa, Philippe Christanval, Richard Dutruel, Jean-Luc Ettori, Jacques e Ricardo Faty, William Gallas, Jerome Rothen, Louis Saha, Blaise Matuidi, Abou Diaby ed altri. Insomma, buona parte della creme del calcio giovanile francese. Dopo tre anni al centro di formazione di Clairefontaine, poi, il salto definitivo: siamo nel 2006 e Yacine sceglie Rennes come luogo ove completare la propria formazione. Lo scorso 23 giugno, quindi, la firma sul suo primo contratto da professionista, giusto una decina di giorni prima di finire in prestito al Clermont Foot (dove indosserà la casacca numero 26 e giocherà con l’ex juventus Carlo Vecchione), società che disputerà il prossimo campionato di Ligue 2 e che lo aspetta a braccia aperte. A livello di Nazionali, invece, Brahimi (in passato già punto fisso dell’under 17, dove disputò 12 partite realizzando una rete, oltre che nel giro di under 16 e 18), è stato come detto la stella assoluta della formazione U-19 con i suoi 12 goal in 18 partite, score assolutamente straordinario per un centrocampista pur con caratteristiche spiccatamente offensive come le sue.

CARATTERISTICHE:
Yacine è un trequartista classico, che all’ultimo Europeo ha giocato però esterno sinistro nel 442, molto offensivo. Mancino. 175 centimetri d’altezza per 65 chilogrammi di peso, pur essendo leggerino e non molto alto, il ragazzo sfrutta però questa condizione per divenire un furetto inarrestabile: tecnica, dribbling e velocità, infatti, non gli mancano e lo rendono quell’incursore micidiale che si sta facendo apprezzare con le rappresentative giovanili, tanto nazionali quanto di club. Non solo dribbling e goal nel suo bagaglio tecnico: come tutti i centrocampisti offensivi, è ottimo anche in rifinitura. Chi lo ha potuto apprezzare agli ultimi Europei ha visto una serie impressionante di doppi passi (la specialità della casa: lo prova sempre per saltare l’uomo), addirittura di tacchi, di dribbling ma, cosa ancora più impressionante, gli ha visto fare passaggi filtranti (pur giocando defilato) interessantissimi, assists e, davanti alla porta, ha potuto ammirare la sua freddezza. Insomma il bagaglio tecnico c’è tutto, ed è abbondante. Manca solo che lo metta in mostra definitivamente in Ligue-1, l’anno prossimo.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Come detto il Rennes si è trovato fra le mani, forse un pò inaspettatamente, un potenziale crack, uno dei giocatori in questo momento più apprezzati e chiacchierati di Francia. Prima dell’Europeo infatti, forse senza credere molto in lui, lo avevano dato in prestito in Ligue-2 e, dopo la sua esplosione, saranno stati in tanti a mordersi le mani per aver perso il treno. Ora sul ragazzo ci sono già diversi clubs europei (per fare un nome c’è il Real Madrid che si è già interessato più volte, oltre al solito Arsenal), e strapparlo a fine stagione non sarà facile, ma giocando in Ligue-2 il suo cartellino comunque dovrebbe essere ancora accessibile, sotto i 10 mln di euro. Che dire.. in quel ruolo noi abbiamo Diego Ribas da Cunha, un fenomeno, e Sebastian Giovinco, una promessa. Il modulo di Ferrara invece non prevede esterni offensivi, per ora. Vale allora lo stesso discorso già fatto per altri giocatori di talenti: se dovessimo in futuro optare per il 4231, Brahimi, largo a sinistra, potrebbe davvero essere una idea stimolante. Sempre che non si scateni, come prevedibile, una vera asta per accaparrarselo. Per ora però il ragazzo avrà modo di esprimere il suo potenziale nella B francese, e sicuramente a Rennes lo rivorranno per provarlo anche in prima squadra. I tempi non sono brevi, perciò, ma è comunque un ragazzo che ha impressionato e che merita di essere seguito.

(Credits: Sciabolata morbida)

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