Archive for the ‘ Partite di Coppa ’ Category

Europa League: Juventus vs Ajax 0-0 (ora sotto col Fulham…)

juventus ajaxLa Juventus scende in campo nella serata di giovedì per provare a difendere la vittoria per 2-1 ad Amsterdam. Per ottenere il passaggio del turno, infatti, basterebbe anche solo un pareggio per la squadra di Zaccheroni, che si dimostra però subito decisissimo ad ottenere il punteggio pieno. Basta leggere la formazione schierata dal tecnico di Meldola per capire che la Juventus non scende in campo per fare da spettatrice e tirare a campare sperando in un pareggio. I Bianconeri si schierano infatti con un 4-3-1-2 con Manninger in porta al posto dell’infortunato Buffon (e Pinsoglio, premiato come miglior portiere dell’ultimo Viareggio, a fargli da secondo), Grygera, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie in difesa, Sissoko, Melo e Marchisio a centrocampo schierati dietro a Diego trequartista che a sua volta gioca alle spalle di Amauri e Del Piero. Jol per provare a ribaltare il risultato dell’andata schiera invece la sua squadra, priva della stellina Suarez, con un 4-3-3 con Stekelenburg in porta, Van Der Wiel, Alderweid, Verthongen ed Oleguer in difesa, De Jong, De Zeeuw ed Enoh a centrocampo ed Eriksen, Pantelic e Sulejmani in attacco.

CRONACA
Dopo due minuti di gioco la Juventus si fa subito vedere dalla parti di Stekelenburg: De Ceglie porta palla ed appoggia a Sissoko che gira palla in mezzo. Diego però decide di non intervenire sul pallone, facendo velo ed agevolando l’intervento di Marchisio, che arriva arrembante a calciare di prima intenzione, trovando però la pronta risposta del portiere orange. Le due squadre si fronteggiano quindi con continui capovolgimenti di fronte, ma poco dopo il quarto d’ora è la Juve a portarsi vicina al goal: sugli sviluppi di un angolo, infatti, Sissoko devia il pallone di testa facendolo schiantare sul palo, con Trezeguet che non riesce poi a metterci la zampata non trovando il tap-in vincente. Al ventitreesimo è l’Ajax ad avere un’occasione d’oro: sempre sugli sviluppi di un angolo il portiere austriaco della Juventus, Manninger, esce male, non trattenendo il pallone. Così facendo, quindi, facilità l’intervento di Verthongen, che conclude però male sparando il pallone out. Il match scorre comunque senza particolari sussulti. Le due squadre lottano infatti tantissimo in mezzo al campo, non risparmiandosi anche colpi al limite – quando non oltre – del regolamento. Il tutto, però, a discapito dello spettacolo, che stenta a decollare sacrificato ad un agonismo ed un voler battagliare portato all’estremo. Alle mezz’ora la Juve torna quindi a farsi vedere sugli sviluppi di un angolo: questa volta sono Chiellini prima e Legrottaglie poi a provarci di testa, con gli olandesi che si salvano prima con Enoh e poi con Eriksen sempre sulla linea. Di lì a poco arriva invece da una punizione l’occasione di passare, ma la mischia che ne segue si risolve in un nulla di fatto, con gli olandesi che riescono a salvarsi non si sa bene come. A cinque dal termine la Juventus prova invece a passare con una ripartenza: Del Piero prende palla nella propria metà campo e sale conducendola al piede per poi effettuare un lancio di una quarantina di metri a liberare Diego. Il fantasista brasiliano, quindi, dopo aver controllato il pallone s’accentra per cercare lo spazio per trovare la via del goal, senza però riuscirvi. Il suo tiro è infatti rimpallato dal rientrante Eriksen. In apertura di ripresa è l’Ajax a farsi pericoloso. Ancora una volta la scintilla arriva da un calcio piazzato, più precisamente un corner: sugli sviluppi dello stesso Pantelic colpisce di testa girando il pallone verso la porta di Manninger, senza però trovarla. La palla, infatti, si spegne alta sopra la traversa. I Lanceri sono comunque molto più attivi della prima frazione. Al cinquantaduesimo, quindi, è Eriksen a provarci, ma la sua conclusione da fuori è bloccata da Manninger. Al sessantatreesimo è ancora Pantelic a farsi notare. Il suo tiro da fuori, però, si spegne ancora alto sopra la traversa di Manninger. Al settantesimo è invece Del Piero a provarci, direttamente su punizione: il pallone, deviato dalla barriera, diventa insidioso, ma Stekelenburg lo controlla uscire sopra la traversa. Negli ultimi venti minuti gli ospiti prendono ulteriore campo. Dopo aver giocato molto meglio degli avversari nel primo tempo, infatti, i Bianconeri lasciano che l’Ajax esca dal proprio guscio nella ripresa, sino a questo finale di gara in cui sembra esserci una sola squadra in campo. O quasi. Il robusto possesso palla di questi minuti, comunque, si traduce in un nulla di fatto: l’Ajax non produce infatti grandissime palle goal con la difesa di casa bravissima a chiudere ogni spazio. Poco prima dello scadere, quindi, la Juventus prova, con un colpo di testa di Trezeguet, a chiudere il match con una vittoria. A rispondere alla punta francese, però, ci pensa Stekelenburg, che agguanta il pallone. A tempo già ampiamente scaduto è invece Emanuelson, subentrato una ventina di minuti prima a Pantelic, a provarci. Il suo sinistro in corsa è però chiuso troppo e fa terminare il pallone a lato.

COMMENTO
Alla Juventus basterebbe un pareggio ma, come ampiamente prevedibile, gli uomini di Zaccheroni dimostrano di non volersi accontentare di quello. Proprio per questo creano diverse palle goal nel primo tempo, specialmente da situazioni di palla inattiva. Non riuscendo però mai a trovare il goal. La ripresa ha invece un padrone differente: l’Ajax. I Lanceri, però, a differenza di quanto successo nel primo tempo ai Bianconeri tengono si di più il pallino del gioco ma non riescono a creare quanto fatto dai padroni di casa nella prima frazione. Ecco quindi che le due squadre si spartiscono i due tempi equamente, anche se ai punti, forse, meriterebbe qualcosina di più la Juventus. Cui basta comunque il pareggio che scaturisce da questa gara per passare. Ora la Juventus dovrà incontrare il Fulham. Londra, quindi, aspetta i Bianconeri a braccia aperte.

MVP
Trovare un migliore in campo in un pareggio come questo non è semplicissimo. La partita è infatti piuttosto scialba, senza particolari sussulti. Le due squadre costruiscono sì qualche palla goal, ma niente di trascendentale. In particolar modo nessuno dei ventotto giocatori scesi in campo oggi giocano in maniera particolarmente migliore rispetto agli altri. Giusto per premiare qualcuno, quindi, decido di dare la palma di man of the match a De Ceglie: il giovane terzino italiano sta infatti iniziando a giocare sempre meglio da quando è arrivato Zaccheroni sulla panchina Bianconera. Anche nella serata di oggi la sua prestazione è ampiamente più che sufficiente: gioca in maniera molto pulita dietro, corre un sacco (come del resto è solito fare sempre) e prova anche a spingere quando possibile, in particolar modo nella prima frazione (quella fondamentalmente dominata dalla sua squadra). Oggi come oggi, quindi, ha ragionissima il tecnico di Meldola nel preferirlo al Campione del Mondo Grosso. Che però, esattamente come Cannavaro (cui sta venendo spesso preferito Legrottaglie), potrebbe finire con l’essere titolare al Mondiale sudafricano. Con De Ceglie a guardare il tutto da casa. Le stranezze della vita!

TABELLINO
Juventus vs. Ajax o – 0
Juventus: Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Felipe Melo, Marchisio; Diego (70′ Camoranesi); Amauri (15′ Trezeguet), Del Piero (86′ Candreva). A disposizione: Pinsoglio, Cannavaro, Zebina, Paolucci. Allenatore: Zaccheroni
Ajax: Stekelenburg; Van der Wiel, Alderweireld, Vertonghen, Oleguer; De Jong, De Zeeuw, Enoh (77′ Rommedahl); Eriksen, Pantelic (74′ Emanuelson), Sulejmani (64′ Suk). A disposizione: Vermeer, Gabri, Anita, Lodeiro. Allenatore: Martin Jol
Arbitro: L. Duhamel (Francia)
Assistenti: S. Duhamel, Capelli (Francia)
Quarto Uomo: Buquet (Francia)
Assistenti di porta: Thual, Turpin (Francia)

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Europe League: Ajax vs Juventus 1-2 (doppietta di Amauri)

amauri doppiettaAjax – Juventus è una sfida dal sapore antico. Una sfida tra due nobili del calcio europeo. Ajax – Juventus è stata infatti, in un passato ormai lontano, per ben due volte una finale di Champions. La prima si giocò il 30 maggio del 1973 allo stadio Crvena Zvedza di Belgrado: la Juventus, guidata in panchina da Čestmír Vycpálek, scese in campo con un undici molto forte ed affiatato formato da Zoff, Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Causio (poi rilevato da Cuccureddu), Capello, Anastasi, Altafini e Bettega ma cedette al cospetto del grande Ajax di Johann Crujff, che vinse quell’anno la sua terza Coppa dei Campioni consecutiva. La seconda venne invece disputata il 22 maggio del 1996 allo Stadio Olimpico di Roma. In quel caso a guidare la squadra era Marcello Lippi, che per l’occasione schierò: Peruzzi, Pessotto, Torricelli, Ferrara, Vierchowood, Paulo Sousa (poi rilevato da Di Livio), Deschamps, Conte (sostituito a fine primo tempo da Jugovic), Vialli, Del Piero e Ravanelli (che lasciò il posto a Padovano a tredici minuti dalla fine dei tempi regolamentari). A spuntarla fu proprio la Juventus, che s’impose ai rigori contro l’Ajax di Van der Sar, Davids, Kanu, Litmanen e dei gemelli De Boer. Non una partita come tante, quindi. Però certo, le due squadre che si devono affrontare per i sedicesimi di finali di Europa League sono solo lontane parenti di quelle che disputarono quelle due finali. Tant’è che nel leggere le formazioni odierne non si può non pensare che queste due squadre sia nobili sì, ma decadute se si fa un paragone con le squadre che furono… Per provare ad espugnare Amsterdam Zaccheroni si affida a buona parte dei suoi titolari, decidendo di schierare così un inedito 4312: Buffon in porta, linea a quattro composta da Zebina, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie, Marchisio sul centrosinistra, Sissoko sul centrodestra, Melo e centrale e Diego trequartista dietro la confermatissima coppia Amauri – Del Piero, reduce dalle tre reti segnate nello scontro con il Genoa. Dal canto suo Martin Jol risponde con Stekelenburg tra i pali, una linea a quattro composta da Van der Wiel, Oleguer, Alderweireld e Verthonghen, un centrocampo presidiato da De Jong, De Zeeuw ed Enoh ed un attacco composto da Emanuelson, Sulejmani e la stellina Suarez.

CRONACA
La partita è segnata sin dall’inizio da un certo equilibrio. Equilibrio che viene però spezzato dopo un quarto d’ora, quando cioè, sugli sviluppi di una punizione a favore dei Bianconeri, i Lanceri partono in contropiede con Sulejmani che dopo una sgroppata di cinquanta metri riesce a trovare lo spunto per bruciare in area Zebina e freddare Buffon, sbloccando subito il risultato. Cinque minuti dopo essere passati in svantaggio gli uomini di Zaccheroni provano a reagire: Diego pennella per Amauri che salta bene, non riuscendo però a dare grande forza al pallone, facile preda di Stekelenburg. Sul ribaltamento di fronte i Lanceri guadagnano una punizione che è battuta da Suarez: la punta uruguayana non riesce comunque ad impensierire il portierone Azzurro. La Juventus comunque dimostra di essere viva: al venticinquesimo minuto Del Piero manovra al limite dell’area avversaria e libera con un tocco felpato un accorrente Diego, visto con la coda dell’occhio dal capitano Bianconero. Il tiro del fantasista Carioca, però, porta solo a guadagnare un angolo. Un paio di minuti dopo Buffon dimostra il perché è il miglior portiere del mondo: Suarez si presenta a tu per tu con lui, che resta però in piedi sino all’ultimo per distendersi poi a disinnescare la conclusione dell’avversario. Tutto inutile comunque, secondo l’arbitro Suarez aveva commesso fallo su Legrottaglie in partenza. Fallo che, a dire il vero, non pareva esserci. E’ comunqe ancora il centrale Bianconero a rendersi protagonista: giusto il tempo che la lancetta dei secondi faccia un giro completo del quadrante e Legrottaglie interviene in area per chiudere l’avanzata di Sulejmani, che cade a terra. Per l’arbitro non c’è nessun fallo dell’ex Chievo: ammonizione per l’ala serba. A quel punto la Juventus decide di fare sul serio. Del Piero dimostra a tutti di non essere ancora un ex giocatore: dopo un tunnel ad Alderweid effettua un tacco con cui fa passare il pallone tra due avversari per servire De Ceglie che crossa subito imbeccando Amauri sul secondo palo. Questa volta la punta Verdeoro riesce a dare potenza al pallone ed incrociandolo sul secondo palo trova il pareggio. L’Ajax comunque risponde subito presente: De Zeeuw invita Van der Wiel a salire, il terzino destro orange effettua un cross al volo di prima intenzione che Chiellini chiude però prontamente in angolo. Poco dopo è invece Suarez a farsi pericoloso: dopo un tunnel su Zebina mette in mezzo un pallone che è liberato in angolo da Melo. Sugli sviluppi del corner lo stesso mediano brasiliano si perde Alderweild che è libero di colpire di testa, mettendo di poco a lato. Poco prima del quarantesimo l’Ajax meriterebbe di usufruire di un rigore: Chiellini controlla infatti Suarez in maniera palesemente irregolare, cercando di tenerlo a sè, per non perderne il contatto, strattonandolo ripetutamente per la maglia. L’arbitro però non ravvisa alcuna manovra scorretta da parte del difensore pisano. A chiudere la prima frazione di gioco ci pensa Alessandro Del Piero: si incarica di battere una punizione dal limite dell’area, non trovando però la porta con Stekelenburg che controlla in tutta tranquillità, lasciando scorrere la palla sul fondo.

La ripresa si apre subito con un pericolo per la porta juventina: un’azione di De Jong porta infatti Emanuelson a calciare dal limite, il suo diagonale viene però stretto troppo e fa terminare il pallone sul fondo. E’ l’Ajax, ancor più che nel primo tempo, a fare la partita. Al cinquattottesimo, però, è la Juve a raddoppiare: Del Piero è servito a sinistra e pennella un cross mancino che trova puntuale all’appuntamento Amauri, che dopo essersi sbloccato in campionato dimostra di voler tornare a segnare con continuità incornando la sua personale doppietta. Al sessantunesimo accade una cosa che potrebbe pesare molto nell’economia del passaggio del turno: Suarez fa prima un’entrataccia su Grygera per poi lamentarsi anche con l’arbitro, che l’ammonisce. Ed è un giallo molto pesante, perché costringerà il cannoniere sudamericano a saltare il match di ritorno. Due minuti e De Jong sfiora la rete tirando fuori dal cilindro una gran giocata: il tiro del centrocampista orange, scoccato da più di trenta metri da fermo, non fa altro che sfiorare, però, il palo alla destra di Buffon. Sarebbe stato sicuramente un grandissimo goal, qualora fosse sfilato dalla parte opposta del palo. Al sessantottesimo è invece il capitano dei Lanceri a rendersi pericoloso, mettendo in mostra tutta la sua tecnica: entrato in area si libera lo spazio per il tiro e prova a battere Buffon, che respinge però di pugno, non facendosi bucare. Al settantottesimo l’Ajax colpisce un palo clamoroso: Suarez entra in area e calcia incrociando sul secondo palo, Chiellini devia il pallone che termina giusto sui piedi di De Jong, che calcia un siluro di prima intenzione colpnendo in pieno il palo poco sotto all’incrocio dei pali, con Buffon assolutamente freddato. Il forcing dell’Ajax continua quindi per tutto l’ultimo quarto d’ora di gioco, con la retroguardia juventina che riesce però, di riffa o di raffa, a salvarsi e portare a casa una vittoria importantissima per la vittoria di questo torneo.

COMMENTO
Il primo tempo scorre sulla falsariga di un certo equilibrio sostanziale, solo minimamente sbilanciato in favore dei padroni di casa. E’ infatti l’Ajax a produrre qualcosina di più, anche se non abbastanza per poter chiudere la prima frazione in vantaggio. Primo tempo che segna l’inizio e la fine della partita di Zebina: il difensore francese, schierato come centrale di destra da Zaccheroni, disputa infatti una partita su livelli davvero bassi, meritandosi la sostituzione nell’intervallo. Nella ripresa le cose non cambiano. Non fosse che è la Juve a trovare la rete, portandosi a casa una vittoria forse insperata, di sicuro almeno parzialmente immeritata. I padroni di casa meriterebbero infatti almeno il pareggio. Anzi, strameriterebbero. Perché, in realtà, per quanto prodotto sarebbero dovuti essere loro a vincere, se proprio un vincitore doveva esserci. Che la vittoria col Genoa abbia sbloccato la Juventus? Che sia in arrivo un periodo positivo per la squadra Bianconera? Lo scopriremo solo vivendo, come diceva Battisti. Di sicuro c’è che una vittoria come questa fa morale ed avvicina molto la Juventus al passaggio agli ottavi. Un’ultima nota di colore: vedere a fine partita i tifosi olandesi intonare cori di ringraziamento e sostegno verso i propri beniami la dice lunga sulla differenza che c’è, in media, tra la pseudo-cultura sportiva italiana e quella che possiamo trovare in molti paesi all’estero.

MVP
Non si può dire giochi una partita memorabile, ma alla fine la sua classe pesa come un macigno su di una vittoria che, come abbiamo detto, è importantissima per diversi motivi. Dopo un match come questo, e senza nulla togliere all’autore dei due goal, il premio di migliore in campo non può che essere dato ad Alessandro Del Piero. Perché è vero che a buttarla in rete, in entrambe le occasioni, è Amauri. Ma è altrettanto vero che sono due giocate di Del Piero a rendere possibili i goal. Il secondo goal viene da un cross fatto col conta giri dal Capitano. Il primo arriva invece da un traversone di De Ceglie, liberato però da una grande giocata di Del Piero. Chi se la fosse persa può godersela nel video: tunnel d’esterno su di un difensore e colpo di tacco a beffare due avversari e liberare il proprio compagno al cross. Classe pura.

TABELLINO
Ajax vs. Juventus
Marcatori: 16′ Sulejmani, 31′, 58′ Amauri
Ajax: Stekelenburg; Van der Wield, Oleguer, Alderweireld, Vertonghen; De Zeuuw, Eyong Enoh (41′ st Suk), De Jong; Suarez, Sulejmani (34′ st Rommedahl), Emanuelson (28′ st Eriksen). A disp.: Vermeer, Anita, Ogararu, Lodeiro. All.: Jol
Juventus: Buffon; Zebina (1′ st Grygera), Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Melo, Marchisio; Diego (35′ st Trezeegut); Del Piero, Amauri (25′ st Salihamidzic). A disp.: Manninger, Grosso, Candreva, Giovinco. All.: Zaccheroni
Arbitro: Bebek (Cro)
Ammoniti: Legrottaglie, Marchisio, Diego, Sulejmani, Oleguer, Suarez
Espulsi: 47′ st Salihamidzic

(Credits: SciabolataMorbida)

Coppa Italia: Inter vs Juventus 2-1 (una eliminazione da rimpianto)

mario balotelliProprio come cinque giorni fa contro la Roma. La Juventus lascia il campo con una sconfitta immeritata, allo scadere, dopo aver disputato una buona gara. Al Meazza, la buona sorte dura 10 minuti, il tempo di aiutare Diego sul gol (errore di Toldo). Nella ripresa, palo di Chiellini sullo 0-1, deviazione decisiva della barriera bianconera sul pareggio di Diego, prima del gol partita di Balotelli al 44’. Dopo il 3-0 sul Napoli, la squadra di Ferrara si ferma ai quarti di finale. Ad affrontare la Fiorentina nella doppia semifinale sarà quindi l’Inter. Per i bianconeri è un’altra competizione che va in archivio. Restano il campionato (domenica c’è il posticipo con la Lazio) e l’Europa League, in attesa del doppio incontro con l’Ajax.

LA PARTITA
Per la sfida del Meazza, Ferrara punta su una sorta di 4-4-1-1. Davanti a Buffon (32 anni oggi), difesa con Grygera, Cannavaro, Chiellini e Grosso. A centrocampo Candreva, Sissoko, Felipe Melo e De Ceglie. Diego alle spalle di Amauri. Dopo la sfortuna, spesso a fianco dei bianconeri in quest’ultimo periodo, il match inizia sotto una buona stella. Al primo vero affondo, al 10’, Diego scaglia un destro che si infila in porta dopo un incredibile errore di Toldo che si fa sfuggire il pallone. L’Inter reagiste subito con un tiro di Balotelli respinto da Buffon e poi con Maicon che mette alto dopo essere arrivato solo davanti alla porta. La difesa bianconera si compatta sui tentativi nerazzurri e prova spesso a far ripartire la manovra. I bianconeri si rifanno vivi alla mezz’ora quando Amauri si conquista una punizione dal limite, ma il tiro di Diego è debole e questa volta Toldo non si fa sorprendere. Il primo tempo si chiude con le proteste nerazzurro per intervento di mano di Felipe Melo su cross di Thiago Motta, ma Damato ha optato per l’angolo. Ripresa. Si torna in campo con i bianconeri avanti 1-0 e con Sissoko regolarmente al suo posto. L’Inter prova subito a partire forte, ma la prima occasione è per Diego che sfiora il palo con un diagonale da fuori area. Ancora più pericoloso il colpo di testa di Chiellini che colpisce il palo sul cross di Diego. Mourinho prova a correre ai ripari e manda dentro anche Milito al posto di Cambiasso, rendendo ancora più offensiva la sua squadra. I bianconeri continuano a difendersi e a provare a ripartire negli spazi che i nerazzurri sono costretti a lasciare. Come succede al 24’ quando Diego prova la rovesciata dopo il cross di De Ceglie. La fortuna, che aveva aiutato sul gol di Diego, volta ancora le spalle ai bianconeri. Dopo il palo di Chiellini, si mette anche sul pareggio dell’Inter. Sneijder batte una punizione che, deviata dalla barriera, mette fuori causa Buffon e permette a Lucio di mettere dentro da un metro. La squadra di Ferrara non si perde d’animo e con Candreva – in crescita – sfiora il nuovo vantaggio con una botta da fuori area. Nell’Inter entra Muntari per Pandev. La gara è aperta a ogni soluzione. Al 39’, un’altra deviazione della barriera su punizione di Sneijder costringe Buffon alla deviazione. Ma al 44’ arriva la beffa per i bianconeri: Thiago Motta ci prova da fuori, Buffon respinge, ma il primo ad arrivare sul pallone è Balotelli che insacca da due passi. È il gol che decide la qualificazione e punisce immeritatamente i bianconeri. Neppure l’ingresso in campo di Paolucci per De Ceglie cambia la sostanza. Finisce 2-1 e per la Juventus è il capolinea in Coppa Italia. Nel modo più beffardo.

IL TABELLINO
INTER-JUVENTUS 2-1 (0-1)
RETI: 10’ pt Diego, 26’ st Lucio, 44’ st Balottelli.
INTER: Toldo; Maicon, Materazzi, Lucio, Santon;
Zanetti, Cambiasso (16’ st Milito), Thiago Motta; Sneijder (48’ st Cordoba); Balotelli, Pandev (35’ st Muntari). A disposizione: Julio Cesar, Samuel, Quaresma, Arnautovic. All. Mourinho.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Candreva, Felipe Melo, Sissoko, De Ceglie (47’ st Paolucci); Diego; Amauri. A disposizione: Manninger, Zebina, Legrottaglie, Marrone, Boniperti, Yago. All. Ferrara.
ARBITRO: Damato di Barletta.
AMMONITI: 42’ pt Maicon, 4’ st Chiellini, 25’ st Felipe Melo, 31’ st Cannavaro.

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Coppa Italia: Juventus vs Napoli 3-0 (e ora pronti per l'Inter..)

del piero napoli Nel momento più difficile, la Juve ritrova se stessa e offre una prestazione da applausi. Napoli spazzato via e quarti di finale di Coppa Italia contro l’Inter conquistati. All’Olimpico è la serata di Diego e Del Piero. Il brasiliano segna il primo gol davanti ai suoi tifosi, colpisce un palo, apre l’azione del raddoppio e si procura il rigore del tris. E proprio contro il Napoli, squadra che ha avuto un altro Diego (Maradona) il suo idolo. Il capitano firma la doppietta in pochi minuti e chiude i giochi, prima su imbeccata di Caceres e poi dal dischetto. Un ottimo segnale in vista della gara di domenica a Verona in cui sarà chiamato a sostenere l’attacco vista l’assenza di Amauri.

LA CRONACA
Per l’esordio nel trofeo nazionale, Ciro Ferrara deve fare i conti con tante assenze e le scelte sono quasi obbligate. Si torna al rombo con Diego dietro le punte che sono Del Piero e Amauri. Davanti a Manninger, difesa a quattro con Caceres, Legrottaglie, Chiellini e Grosso. A centrocampo, Salihamidzic, Felipe Melo e De Ceglie. L’avvio è di marca ospite ma il primo pericolo è tutto bianconero. Sugli sviluppi di un angolo, si accende una mischia davanti a Iezzo. C’è anche il dubbio che il pallone sia anche entrato, ma Romeo fa proseguire e poi annulla un gol di Diego per fuorigioco. Al 15’ ci prova Del Piero su punizione: palla a lato. La pressione iniziale dei partenopei si fa meno decisa e i bianconeri prendono metri importanti di campo. Alla fine, al 24’, arriva il gol del vantaggio. De Ceglie e Salihamidzic costruiscono un’azione che Diego finalizza con un sinistro da appena dentro l’area. Per il brasiliano è il primo gol all’Olimpico. Il gol è un toccasana per i bianconeri che non si accontentano. Sugli sviluppi di una punizione, ci prova Grosso ma non trova la porta con il sinistro. Più clamorosa l’occasione capitata a Del Piero alla mezz’ora. Rinaudo commette lo stesso errore di Contini nella gara di campionato rinviando tra i piedi del capitano che però batte debolmente tra le braccia di Iezzo. Al 40’ altro guizzo. Diego di tacco per Caceres che sgroppa a destra e crossa ma il tocco è troppo lungo per Amauri. Il primo tempo finisce 1-0 a favore di una buona Juve. Ripresa. Ferrara cambia Grosso con Grygera. I bianconeri partono bene e si procurano subito un angolo con Caceres. Diego si conferma in serata e al 4’ fa ammonire Cigarini dopo una discesa personale. Il Napoli ha un sussulto ma Denis non trova la deviazione vincente a due passi da Manninger. La risposta è affidata due volte a Del Piero. Il capitano ci prova prima con il sinistro e poi con un difficile colpo di tacco che non trova la porta. Al quarto d’ora, Mazzarri corre ai ripari. Fuori l’ultimo arrivato Dossena e dentro Hamsik, protagonista dell’ultima sfida giocata a Torino in campionato. Ma è la Juve a farsi vedere: gran discesa di De Ceglie che impegna Iezzo, Del Piero prova sulla respinta ma non trova la porta. Al 20’ altro cambio: fuori Hofer e dentro Maggio. Ma ancora una volta sono i bianconeri a rendersi pericolosi. Legrottaglie per Del Piero che smista di tacco per Diego che sfiora la doppietta e colpisce un clamoroso palo a portiere battuto. Stessa sorte per il bolide di Hamsik che si stampa sulla traversa nonostante il disperato tentativo di Manninger. L’occasione mette in allarme la squadra di Ferrara e Felipe Melo va vicino al raddoppio, fermato proprio al momento di battere a rete. Intanto Mazzarri butta dentro anche Quagliarella al posto di Campagnaro, un difensore, per cercare il tutto per tutto. Ma il gol arriva nella porta di Iezzo. Diego apre per Caceres che centra uno splendido cross basso su cui si avventa Del Piero: 2-0 e qualificazione più vicina. Il Napoli si getta in avanti e con Quagliarella conquista un angolo. Ma con gli ampi spazi che si creano la Juve va a nozze. Diego parte da solo, Contini lo mette giù in piena area: rigore ed espulsione del difensore. Del Piero non sbaglia e chiude definitivamente in conti quando manca meno di dieci minuti alla fine. Ferrara manda dentro Zebina per un ottimo Caceres e subito dopo Immobile per Del Piero. Finisce 3-0. Proprio come l’anno scorso, la Juve inizia la corsa in Coppa Italia con un tris (nel 2009 al Catania) ed estromette nuovamente i partenopei dal trofeo. Ora sotto con l’Inter al Meazza, a fine mese.

IL TABELLINO
Coppa Italia 2009/10 – ottavi di finale, gara unica
JUVENTUS-NAPOLI 3-0 (1-0)
RETI: 24’ pt Diego, 31’ st e 37’ st rig. Del Piero
JUVENTUS: Manninger; Caceres (38’ st Zebina), Legrottaglie, Chiellini, Grosso (1’ st Grygera); Salihamidzic, Felipe Melo, De Ceglie; Diego; Del Piero (40’ st Immobile), Amauri. A disposizione: Chimenti, Fabio Cannavaro, Giandonato, Rossi. All. Ferrara.
NAPOLI: Iezzo; Campagnaro, Rinaudo, Contini; Zuniga, Gargano, Cigarini, Dossena (15’ st Hamsik);
Hoffer (20’ st Maggio), Denis, Datolo. A disposizione: Gianello, Paolo Cannavaro, Pazienza, Aronica, Quaglierella. All. Mazzarri.
ARBITRO: Romeo di Verona.
ESPULSI: 38’ st Contini.
AMMONITI: 25’ pt Contini, 26’ pt Salihamidzic, 42’ pt De Ceglie, 4’ st Cigarini.

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(Credits: Juventus.com)

Juventus vs Bayern Monaco 1-4 (meritatamente eliminati)

Passano meritatamente loro...

Passano meritatamente loro...

Per la gara che vale gli ottavi, Ferrara perde Chiellini e Sissoko ma non Buffon che stringe i tempi per provare a dare l’ultimo contributo prima dell’intervento al menisco. Juve in campo con Caceres, Legrottaglie, Cannavaro e Grosso in difesa, Camoranesi, Felipe Melo e Marchisio a centrocampo, Diego a fare da trequartista dietro le punte Del Piero e Trezeguet. Il Bayern rinuncia inizialmente a Robben, fuori Ribery e Toni. Continua a leggere

Bordeaux vs Juventus 2-0 (si decide tutto con il Bayern)

Vince Blanc..

Vince Blanc..

Per il decisivo match del Chaban-Delmas, Ciro Ferrara propone dall’inizio Del Piero largo a sinistra (nel ruolo occupato ultimamente da Giovinco), Sissoko al fianco di Felipe Melo e cambia Cannavaro con Legrottaglie. Per il resto i bianconeri si presentano con la stessa squadra che ha battuto l’Udinese domenica sera: Caceres e Grosso i terzini, e Diego e Camoranesi a inventare per l’unica punta Amauri. Continua a leggere

Maccabi Haifa – Juventus 0 – 1 (Vittoria non brillante ma meritata)

Camoranesi "simbolo" Juve..

Camoranesi in condizione super

PRESENTAZIONE
La Juve arriva in Israele a caccia di tre punti fondamentali per il proprio futuro in Champions. Ferrara decide quindi di variare un poco la sua formazione rispetto al match contro il Napoli: in difesa Grygera e Cannavaro lasciano il posto a Caceres e Legrottaglie mentre l’infortunato Giovinco è rilevato da Tiago.

CRONACA
Il primo quarto d’ora è giocato su ritmi piuttosto alti, in special modo dalla Juventus. Dopo sei soli minuti Diego riceve al limite da Poulsen e calcia in maniera potente, ma Davidovitch chiude in angolo. Subito dopo Amauri è pescato in area da un lancio millimetrico di Melo, ma ancora una volta il portiere della squadra di casa chiude in angolo, questa volta in uscita. Al nono, quindi, Diego subisce fallo e va a battere una bella punizione da 29 metri, con il solito Davidovitch ottimo nel distendersi e mettere in angolo. Tre soli minuti più tardi è invece un evanescente Tiago, che sbaglierà molti dei palloni toccati, a ricevere sulla trequarti per andare poi a calciare mollemente tra le braccia di Davidovitch. In tutto questo la squadra di casa è poco più che spettatore non pagante: i giocatori del Maccabi, infatti, fanno molto poco, subendo la manovra juventina e faticando a costruire. In special modo, poi, i giocatori isreaeliani dimostrano grossi limiti nella rifinitura delle azioni. Da lì alla mezz’ora, comunque, si vedrà poco altro. Dopo una sorta di iniziale sfuriata Bianconera, infatti, i ritmi si abbasseranno notevolmente e la partita si farà meno piacevole. Al 27′ un break di Melo ci ridesterà dal sonno profondo in cui stavamo piombando: il centrocampista brasiliano sale bene e libera Camoranesi al cross con un tacco molto elegante. Sul pallone centrato dall’italoargentino, però, non arriva, per pochi centimetri, Amauri, che quindi grazia Davidovitch. A questo punto il Maccabi ha uno scatto d’orgoglio e inizia ad alzare la testa, facendosi vedere dalle parti di Buffon. L’occasione più ghiotta dell’intera partita, quindi, il Maccabi la costruirà poco prima della mezz’ora quando sugli sviluppi di un corner la difesa italiana si dimenticherà il frizzante Dvalishvili che sarà però chiuso in due tempi da un grande Buffon, autore di una vera prodezza in questa situazione. Dvalishvili che ci prova un solo minuto più tardi, ma il suo colpo di testa finirà a lato. Diego, stasera sempre al centro della manovra Bianconera, verrà quindi ben imbeccato sulla trequarti da Camoranesi e dopo aver saltato secco un avversario scaricherà una frustata verso la porta di Davidovitch, col pallone che si spegnerà però a lato. Dvalishvili ci riproverà quindi subito dopo dal limite, ma anch’egli risulterà troppo impreciso. Al 32′ sarà il invece il solito Diego a creare ed imbeccare Amauri, che verrà però chiuso in angolo dal sempre ottimo Davidovitch. Dopo la mezz’ora, quindi, la partita sembra risvegliarsi ed intorno al quarantesimo la squadra di casa ci proverà in un paio d’occasioni: prima Dvalishvili concluderà dal limite ma guadagnerà solo un angolo dovuto ad una tempestiva chiusura di Caceres, poi Arbeitman sarà involontariamente liberato da Diego ma verrà prontamente anticipato da Buffon in fallo laterale. Continua a leggere

Juventus vs Maccabi 1-0 (in attesa di periodi migliori…)

Una testata di Chiellini vale tre punti fondamentali

Chiellini porta a casa 3 punti fondamentali

PRESENTAZIONE
Per la sfida con il Maccabi, Ferrara cambia modulo e alcuni elementi. Dentro con un 4-2-3-1 in cui il ruolo di punta spetta a Trezeguet, alla 300ª in bianconero. Cifra tonda anche per Cannavaro (100) che si piazza in difesa con Zebina, Chiellini e Grosso. Coperti da Felipe Melo e Sissoko. A fare da trequartisti ci pensano Camoranesi, Diego e Giovinco. Gli israeliani arrivano a Torino senza la punta di diamante Katan, ma scendono in campo senza timori reverenziali, come chiesto dal tecnico Levi alla vigilia. E l’avvio è emblematico con Buffon costretto a un miracolo sul colpo di testa di Dvalishvili. La risposta bianconera non si fa attendere con Trezeguet steso all’ingresso in area: l’arbitro Benquerença opta per la punizione e non per il rigore come richiesto da Diego e compagni. Ci prova Grosso di potenza e Davidovitch ci mette i pugni.

LA CRONACA
Il terreno è scivoloso a causa della pioggia. Diego e Giovinco provano ad andar via palla al piede e sono messi giù dagli interventi della difesa israeliana. Proprio Sebastian crea un pericolo fuggendo a destro e non trovando per poco Trezeguet a centro area. Il francese ha voglia di festeggiare la 300ª con un gol e con sfiora il vantaggio con un tocco d’esterno. Giovinco è una spina nel fianco del Maccabi e un suo slalom al 25 crea scompiglio, prima che il destro di Sissoko esca a lato. Ogni tanto si rivedono anche gli israeliani: alto il tiro di Refaelov. Teixeira si prende il cartellino giallo per un fallo su Giovinco. Al 35’ Ferrara deve operare il primo cambio. Zebina si fa male, al suo posto entra Caceres. La Juventus ci prova fino alla fine del tempo ma senza riuscire a creare un vero pericolo. Ripresa. Levi propone subito due cambi: fuori Masilela e Arbeitman, dentro Ghadir e Zaguri. Ma le sostituzioni non portano bene agli israeliani che capitolano alla prima occasione: Diego scodella in area una punizione da sinistra e Chiellini stacca in maniera decisiva. Il vantaggio galvanizza i bianconeri. Soprattutto Diego che prima smarca Giovinco e poi sfiora un gol capolavoro con un pallonetto che supera di poco la traversa. Spettacolo al 10’: tutto di prima, Giovinco, Diego, Grosso e tocco di Trezeguet parato da Davidovitch. Un minuto dopo, destro di Giovinco e altra parata del numero uno israeliano. Con la Juve che domina, il tecnico Levi opera il terzo cambio: Dutra per Rafaelov. Anche Ferrara deve rimettere mano alla sua formazione e ancora una volta per colpa di un infortunio: Felipe Melo si fa male in un contrasto e lascia il posto a Poulsen. Il Maccabi resta anche in dieci dopo l’espulsione proprio dell’ultimo entrato Dutra, per un brutto fallo su Chiellini. Al 36’ arriva il momento di Amauri, in campo per Trezeguet. Intanto Buffon deve compiere la seconda grande parata, ancora su Dvalishvili. Gli israeliani hanno un sussulto e tentano il tutto per tutto per cercare il pari, anche con l’uomo in meno. I bianconeri non vogliono correre rischi e il raddoppio sembra cosa fatta quando Diego smarca Camoranesi, ma il tiro dell’italo-argentino colpisce il palo. Il finale regala ancora emozioni. Davidovitch nega il raddoppio a Giovinco su punizione, ma Buffon è ancora più strepitoso a fermare Ghadir in contropiede. Nella prima vittoria europea della stagione, c’è tanto del numero uno, decisivo quanto Chiellini.

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Bayern Monaco vs Juventus 0-0 (un punto che vale oro)

DiegoPRESENTAZIONE
Il 30 settembre è ormai giorno di gare per la Juventus. Per il quarto anno consecutivo si scende in campo e Ferrara sembra voler credere nella tradizione. Davanti schiera Iaquinta – autore di una doppietta nel 2008 contro il Bate Borisov – e Trezeguet, in gol sia nel 2006 (doppietta in casa del Piacenza) che nel 2007 (stoccata a tempo scaduto nel derby con il Torino). Dietro i due, gioca Diego, uno che l’Allianz Arena la conosce bene per i suoi trascorsi nel Werder Brema. Per il resto, Camoranesi, Felipe Melo e Marchisio a centrocampo. In difesa Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Grosso (un altro che in Germania ha lasciato un segno nei Mondiali del 2006). Buffon in porta.

LA CRONACA
In un’Allianz Arena esaurita, le due squadre partono a mille. Soprattutto i tedeschi che vanno vicini al gol con il giovane Muller (autore di una doppietta con il Maccabi). La Juventus entra in partita con il passare dei minuti ed è Diego il più attivo. L’ex Werder ha una tradizione favorevole a Monaco e prova a ribadirlo con due tiri in pochi minuti ma senza esito. Più pericolosa la giocata di Ribery che sfugge a Grygera e Chiellini ma mette alto il pallonetto sull’uscita di Buffon. Il francese è l’uomo in più del Bayern e per fermarlo servono spesso le maniere forti. Camoranesi si prende il giallo. Ma l’italo-argentino è protagonista anche in avanti, quando impegna Butt con un destro da fuori area. Bella anche la girata di Trezeguet che per poco non trova la porta. Prima del riposo, Van Gaal perde Robben che deve lasciare il posto a Olic. La Juventus non porta bene all’olandese, sconfitto due volte lo scorso anno quando era al Real Madrid.All’intervallo è 0-0, risultato con cui si apre la ripresa. Il Bayern riparte in avanti ma non con la stessa veemenza del primo tempo. Buffon deve intervenire solo in uscita e i bianconeri si affacciano dalle parti di Butt. Al 15’ Ferrara toglie Diego e mette Poulsen ma la Juve non perde pericolosità. Al 20’ Iaquinta ruba il tempo a Van Buyten e prova la girata senza vedere l’inserimento di Trezeguet.Al 29’ sia Ferrara che Van Gaal cambiano i loro attaccanti. Amauri per Trezeguet nella Juve, Gomez per Klose nel Bayern. Ma l’occasione migliore capita ancora a Iaquinta. Al 36’ controllo e girata con pallone a lato di un soffio. La squadra di Ferrara ha un finale in crescendo, soprattutto dal punto di vista fisico. Il pressing sui portatori di palla impedisce ai tedeschi di farsi pericolosi.Entra anche Tiago per Camoranesi. I bianconeri battono un angolo all’ultimo secondo, ma il risultato non cambia più. Lo 0-0 finale diventa il primo pareggio tra Juventus e Bayern. Un punto utile per restare in corsa, anche se ora sarà necessario fare sei punti contro il Maccabi (battuto nel finale in Francia) per riavvicinare Bayern e Bordeaux, avanti a quota quattro.

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Champions League 1° Turno: Juventus vs Bordeaux 1-1 (raggiunti con un gol in fuorigioco)

BordeauxPRESENTAZIONE
Per la sua prima sfida europea da allenatore, Ciro Ferrara deve fare a meno di Del Piero, Diego, Chiellini, Sissoko, Salihamidzic e Grygera. Il tecnico conferma gran parte della squadra che ha vinto in casa Lazio. Giovinco merita la nuova chance da trequartista. Iaquinta e Cannavaro tornano titolari. Tiago vince il ballottaggio con Camoranesi. La squadra si schiera così con Buffon in porta, difesa con Caceres, Legrottaglie, Cannavaro e Grosso. Marchisio, Felipe Melo e Tiago a centrocampo. Giovinco a dare supporto a Iaquinta e Amauri. Nel Bordeaux, occhi puntati sull’ex milanista Gourcuff e sul promettente Chamakh. Il duello Ferrara-Blanc, ex compagni ai tempi del Napoli, è una sfida nella sfida.

LA CRONACA
Piove su Torino e a trovare per primi il giusto grip sono i francesi. Al 3’ Buffon è subito costretto a un mezzo miracolo sull’ex Siena Fernando Menegazzo. La risposta bianconera è affidata a un tiro da lontano di Marchisio che finisce alto. Più spettacolare la combinazione da angolo tra Giovinco, Iaquinta e Tiago, ma sfera ancora sopra la traversa. I bianconeri entrano con sempre più insistenza nel match e al 20’ Iaquinta per poco non piazza il vantaggio su lancio di Marchisio. Al 22’ altro pericolo. Tutto parte da una palla rubata di Legrottaglie, Giovinco innesca Amauri ma Carrasso è ancora pronto. Giovinco è una spina nel fianco dei difensori del Bordeaux che spesso sono costretti al fallo per fermarlo. Alla mezz’ora SuperSeba ci prova da lontano, ma il tiro è troppo centrale. Al 35’ cross di Caceres da destra, Amauri stacca più in alto di tutti ma il suo colpo di testa è preda di Carrasso. Il portiere francese mette i brividi alla sua difesa quando manca l’uscita sull’angolo di Giovinco: Amauri non ci arriva per un soffio. E’ l’ultima emozione di un primo tempo che si chiude in parità. Ripresa. Squadre in campo con gli stessi effettivi e ancora con il Bordeaux più intraprendente. Legrottaglie e Buffon devono subito sventare un paio di pericoli. Nulla in confronto a quello che riesce a fare Iaquinta: parte da solo, salta anche Carrasso e da posizione impossibile non trova la porta. Il portiere francese si fa male nell’azione e pochi minuti dopo lascia il campo al vice Ramé. Il nuovo entrato deve subito disimpegnarsi su una punizione a giro di Grosso. E’ l’antipasto del vantaggio che arriva al 18’. Strepitoso Cannavaro nel rubare palla e lanciare Iaquinta nel corridoio: destro in corsa e palla in rete. L’attaccante calabrese torna al gol in Europa nella stessa porta – e con un tiro simile – a quello che aveva segnato a marzo nella sfortunata gara con il Chelsea. Vincenzo è scatenato e due minuti dopo costringe Ciani al fallo e all’ammonizione. Cannavaro invece deve lasciare il campo, al suo posto Zebina. Buffon completa il capolavoro dei Campioni del Mondo salvando ancora su Fernando. Una settimana dopo Italia-Bulgaria, nello stesso stadio, gli italiani trascinano anche la Juventus. Con l’ingresso di Zebina, Caceres si sposta al centro, nel ruolo ricoperto al Barcellona. Felipe Melo sfiora in raddoppio con una botta che Ramé mette a fatica in angolo. Pericolo anche dalla bandierina con i francesi che allontanano a fatica. Ora la Juve domina e Ramé si salva d’istinto anche su Amauri. Al 28’ scatta l’ora di Camoranesi, in campo per un positivo Giovinco. E due minuti dopo, beffardo, arriva il pari del Bordeaux. Sugli sviluppi di una punizione da sinistra, il pallone arriva a Plasil che insacca sul secondo palo. Il ceco lascia il campo subito dopo ed entra Gouffran. La squadra di Blanc prende coraggio dopo il pareggio e per poco Chamakh non trova il bis, fermato ancora da Buffon. Al 41’ ci prova anche Gourcuff: palla altissima. Un minuto dopo è Poulsen a provarci, ma il danese non trova la porta. Molto più clamorosa quella del 43’ con Marchisio che colpisce la traversa su assist di Caceres e successiva ribattuta alta ancora di Poulsen. Non succede altro fino alla fine, nonostante i bianconeri ci provino fino alla fine del quarto minuto di recupero. A distanza di un anno, questa volta in cammino europeo parte con un solo passo, ma il tempo per recuperare non mancherà.

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