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Amichevole: Al-Ittihad vs Juventus 2-2 (bagno di folla saudita)

Del Piero in azione

Del Piero in azione

Festa doveva essere e festa è stata. A Jeddah, la Juventus si prende un doppio bagno di calore, quello climatico (visti i quasi 30 gradi, rispetto all’inverno torinese) ma soprattutto quello del pubblico saudita che gremisce lo stadio Prince Abdullah Alfaisal. L’ultima uscita del 2009 bianconero – e la prima di Roberto Bettega dopo il ritorno alla Juve – si chiude con un pareggio per 2-2. Succede tutto nel primo tempo. Vantaggio dei padroni di casa con Khariri. Risultato ribaltato dai gol di Giovinco e Poulsen, entrambi propiziati da Del Piero. Prima dell’intervallo il pari definitivo di Aissa. Continua a leggere

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Amichevole: Milan vs Juventus 1-1 (6-5 d.c.r) (Trofeo Luigi Berlusconi al Milan)

DiegoLA PARTITA:
Rigori croce e delizia dell’estate bianconera. Dopo aver ceduto la Peace Cup contro l’Aston Villa e ipotecato il Trofeo Tim battendo l’Inter, la Juventus non riesce a portare a casa il Trofeo Berlusconi, superato dagli undici metri dal Milan. Al 90’ era 1-1 con i gol di Diego e Pato. La serata bianconera va in archivio nel segno del brasiliano. Nuovamente in campo dopo la prima uscita di fine luglio contro il Seongnam e, oggi come allora, da protagonista. Numeri importanti, una condizione in crescendo e ancora un gol a tenere la media di uno a partita. Non male. Soprattutto alla luce del fatto che ora si fa sul serio. Al Meazza si è chiusa la stagione delle amichevoli e dei tornei. Ora sotto con il campionato. Domenica sera, all’Olimpico è atteso il Chievo Verona. In palio i tre punti, più importanti di qualsiasi trofeo estivo. Come da previsione, il Trofeo Berlusconi diventa la passerella per Diego. Il brasiliano torna in campo dopo la prima uscita in Andalusia contro il Seongnam e si piazza dietro le punte che sono Iaquinta e Trezeguet, con Amauri in panchina e Del Piero rimasto precauzionalmente a riposo per un affaticamento. Davanti a Buffon, una difesa a quattro con Grygera, Legrottaglie, Cannavaro e De Ceglie. Positivo il ritorno in campo di De Ceglie, per la prima volta titolare dopo lo spezzone offerto proprio contro il Milan pochi giorni prima a Pescara. A completare l’undici, il centrocampo formato da Salihamidzic, Felipe Melo e Marchisio. Tutti gli occhi sono puntati su Diego, anche quelli dei rossoneri che lo prendono subito di mira con interventi piuttosto decisi. Il primo cartellini arriva invece per Legrottaglie, per un fallo su Pato. E’ una sfida molto fisica, giocata soprattutto a centrocampo. A darle una scossa ci prova il Milan con Pirlo che al 18’ colpisce la traversa con un gran tiro da fuori. La Juve fa girar bene palla e al 26’ Grygera si trova smarcato a destra e crossa: Trezeguet commette fallo su Zambrotta. Due minuti dopo la Juventus passa, proprio con il suo uomo più atteso: Diego carica il destro che si incassa alle spalle di Storari grazie alla decisiva deviazione di Thiago Silva. Secondo gol in altrettante uscite per il brasiliano che si conferma un innesto azzeccato. Il Milan reagisce con una conclusione ravvicinata di Gattuso, dopo un’azione d’angolo, che finisce però a lato. Più pericoloso il tiro di Huntelaar che trova però i pugni di Buffon a negargli il pareggio. Il primo tempo si chiude così sull’1-0 per i bianconeri. Ripresa. Ferrara opera subito due cambi. Fuori De Ceglie e Iaquinta, dentro Molinaro e Amauri. Il brasiliano entra come una furia e si rende subito protagonista di un’azione personale che per poco Diego non trasforma nel raddoppio. E’ una bella Juve quella della ripresa. Diego continua a incantare e al 9’ ribalta l’azione, serve l’inserimento di Molinaro il cui tocco per Trezeguet è buono, ma il francese viene anticipato di poco. Il Milan risponde con Flamini, ma il suo destro è facile preda per Buffon. Al 12’ ci prova Marchisio con il suo inserimento da dietro ma viene fermato proprio sul dischetto del rigore. Primi cambi anche Leonardo, fuori Huntelaar e Gattuso, dentro Borriello e Abate. Forzato invece quello di Ferrara: Grygera non ce la fa, dentro Zebina. Al 24’ il Milan trova il sussulto giusto e pareggia con Pato che insacca di testa su cross proprio di Abate. Continuano i cambi. Così esce Diego, tra gli applausi, al suo posto c’è Yago. Lo spagnolo che ritrova il Milan dopo le belle cose fatte vedere pochi giorni fa al Trofeo Tim. Ci prova Salihamidzic: palla alta. Si avvicinano i rigori e Leonardo si gioca la carta Inzaghi, il top scorer assoluto del Trofeo Berlusconi. Ferrara risponde con Poulsen per Salihamidzic. Le due squadre ci provano con le forze residue ma la lucidità, complice anche il gran caldo, comincia a mancare. Allo scadere ci prova Ronaldinho ma non trova la porta. Nonostante i quattro minuti di recupero, l’1-1 non si sblocca più. Per la terza volta da inizio stagione, la Juventus si dovrà giocare un trofeo a rigori. Rigori che, come a Siviglia, non portano bene ai bianconeri. Decisivo l’errore del giovane Yago al primo tiro. Perfette le altre nove conclusioni che non cambiano così l’esito, il Trofeo Berlusconi resta a Milano.

IL COMMENTO DI NUMERO7:
La Juventus perde solo ai calci di rigore, ma dal mio punto di vista la serata bianconera è stata negativa. Per quel che riguarda il gioco la squadra si è espressa abbastanza male, e a livello tattico, io che sono stato sempre uno dei più convinti critici di Ranieri, devo dire che vedo meno certezze dello scorso anno. Mi riservo, ovviamente, di valutare l’operato di Ciro Ferrara negli appuntamenti che contano, ma il trofeo Berlusconi è stato ogni anno un banco di prova importante sia per la Juventus che per i rossoneri. Il tecnico bianconero a fine partita conferma di aver strutturato una Juventus indipendente da Diego, ma il campo ieri sera ha detto esattamente il contrario. Al di là del fantasista brasiliano (autore con la collaborazione di Tiago Silva del vantaggio, immeritato, dei bianconeri), la Juventus ha fatto davvero poco, di fronte ad un Milan tutt’altro che trascendentale. La costruzione di gioco dei bianconeri è stata molto lenta e in fase d’attacco spesso la squadra è salita in blocco (e male), prestando il fianco agli ispirati Ronaldinho e Pato (quest’ultimo ha letteralmente umiliato Legrottaglie in più di un’occasione). Disastrosa la prestazione di Felipe Melo (a sua discolpa ci sono i frequenti viaggi e i numerosi match a cui è stato costretto negli ultimi tempi) che ha fatto vedere davvero il peggio di sé: come gli ho spesso visto fare l’anno scorso si è reso protagonista di un paio di passaggi in orizzontale al limite dell’area (roba che ti insegnano a non fare sin dai pulcini) e di dribbling al limite della follia a partire dall’area piccola di Buffon (al quarto tentativo, il brasiliano è riuscito a consegnare il pallone ai rossoneri che hanno ringraziato e insaccato con Pato). Nel reparto difensivo la nota lieta è stato un Cannavaro letteralmente super, che ha in più di un’occasione salvato il risultato con interventi miracolosi degni di un atleta integro sia dal punto di vista fisico che mentale; mentre i laterali (Grygera e De Ceglie prima, e Zebina e Molinaro poi) hanno sofferto in fase difensiva e non hanno mai inciso in fase offensiva (se si esclude una sgroppata nel finale di Molinaro servito da uno scatenato Diego). Al di là della sconfitta ai rigori, ribadisco, la Juventus ha creato poco gioco e non ha mai servito a dovere le punte: Trezeguet è stato praticamente un ectoplasma (si è fatto notare solo per un paio di palloni ciccati) e Iaquinta molto generoso, ma poco concreto. Il solo Amauri – entrato al primo minuto della ripresa al posto dell’attaccante calabrese – ha preso qualche iniziativa interessante (sempre in collaborazione con Diego), ma dopo qualche minuto Tiago Silva gli ha preso le misure e l’entusiasmo infuso alla squadra dall’italo-brasiliano è andato presto scemando. Uscito Diego, poi, sostituito dal giovane Yago (che sbaglierà anche il rigore decisivo ai fini dell’assegnazione del trofeo) si è spenta definitivamente la luce.

IL MIGLIORE IN CAMPO:
Diego Ribas Da Cuna è solo al 50% della condizione, ma è sicuramente la nota più positiva della serata. Pur conoscendone le qualità, nessuno immaginava che, nonostante le condizioni fisiche precarie, riuscisse ad incidere così tanto nel match. Mobile all’inverosimile, arretra spesso quasi fino al limite dell’area per prendere palla e portare su la squadra. Nell’1 contro 1 è devastante (chiedere la conferma a Gattuso che ancora lo sta rincorrendo per il campo) ed oltre ad  essere un maestro nella gestione della palla, è anche forte fisicamente: non perde un contrasto e lo stesso Ferrara rimarca a fine gara lo strapotere fisico di questo talento alto solo un paio di centimetri in più di Giovinco.

IL TABELLINO:
MILAN (4-3-1-2): Storari; Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski (25′ st Antonini); Gattuso (14′ st Abate), Pirlo, Flamini; Ronaldinho; Pato (33′ st Inzaghi), Huntelaar (14′ st Borriello). A disposizione: Roma, Onyewu, Favalli, Kaladze, Oddo. All. Leonardo.
JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Grygera (14′ st Zebina), Cannavaro, Legrottaglie, De Ceglie (1′ st Molinaro); Marchisio, Felipe Melo, Salihamidzic (38′ st Poulsen); Diego (26′ st Yago); Trezeguet, Iaquinta (1′ st Amauri). A disposizione: Manninger, Ariaudo. All. Ferrara.
Arbitro: Orsato
Marcatori: 28′ Diego, 24’st Pato
Ammoniti: Legrottaglie (J)
I Rigori: Yago (J) parato, Pirlo (M) gol, Trezeguet (J) gol, Ronaldinho (M) gol, Felipe Melo (J) gol, Borriello (M) gol, Marchisio (J) gol, Inzaghi (M) gol, Amauri (J) gol, Thiago Silva (M) gol.

LE INTERVISTE POST-PARTITA:
Ciro Ferrara: «I miei ragazzi sono venuti qui per vincere. Non ci siamo riusciti ai rigori ma è stata una partita equilibrata e credo che il risultato di parità sia giusto. Usciamo a testa alta e abbiamo ritrovato un giocatore importante come Diego. Diego ha grandissime qualità sia in fase di possesso palla e anche in fase di non possesso. È anche molto potente dal punto di vista fisico. Stasera non poteva essere al 100% della condizione ma è andato deciso nei contrasti e ha dimostrato di essere un duro. Del Piero ha avuto un fastidio alla schiena prima dell’ultima partita. Sembrava stesse meglio ma abbiamo preferito non rischiarlo».
Marcello Lippi: «La Juventus quest’anno vincerà lo scudetto»

Guarda gli highlights del match.
Guarda l’intervista a Ciro Ferrara.
Guarda le interviste a David Trezeguet e Vincenzo Iaquinta.
Guarda l’intervista ad Amauri.

Amichevole: Trofeo Tim con Juventus, Inter e Milan (Juventus 5 pt vincitrice)

Trofeo TIMLa Juventus si è aggiudicato per la prima volta il Trofeo Tim e, al di là del gioco, ha dimostrato una solidità caratteriale, quasi autoritaria, che può risultare determinante nel corso di una stagione. Questo aspetto è quello che ha maggiormente caratterizzato le due mini sfide con Inter e Milan; proprio grazie a una maggiore “calma mentale”, infatti, i bianconeri sono riusciti ad avere ragione prima dell’Inter – seppure in maniera fortunosa – e poi di un Milan che non è riuscito mai a metterli in difficoltà. Difesa attenta, centrocampo solido, attacco ficcante: questa la Juventus che ha impressionato contro i rossoneri, seppur priva di Diego e Del Piero. Contro l’Inter non è stato così perchè la squadra di Mourinho ha più grinta e gioco dei rossoneri ed ha messo spesso in difficoltà gli juventini, tanto che ai punti si sarebbe aggiudicata il confronto con i bianconeri. Ma ciò che fa difetto all’Inter è, in questo momento, quel controllo dei nervi – o quella calma – che, invece, hanno consentito ai vincitori del Trofeo di aggiudicarsi entrambi i confronti. Complessivamente l’Inter ha dimostrato di essere la squadra da battere nella corsa allo scudetto, ma deve stare attenta a controllarsi, a cominciare dal tecnico, troppo impulsivo. Però ha gioco e personalità e gli inserimenti di Etòo e Lucio (stasera mancava anche Zanetti) non possono che incrementare il suo alto potenziale. La Juventus può darle molto fastidio e potrebbe sfruttare l’imprevedibilità dei suoi giovani, apparsi di valore anche questa sera e capaci di inserirsi con personalità in un contesto nel quale non mancano fuoriclasse. Chi sta peggio di tutti è il Milan. Leonardo invoca ancora pazienza e ripete che la preparazione è stata viziata da tournee certamente remunerative, ma inopportune sotto il profilo tecnico. C’è molta verità in questo, ma c’è ancora moltissimo da lavorare sia sul campo sia in fase di rafforzamento. Il gioco è sempre prevedibile; Ronaldinho continua a non convincere e le “spinte laterali” invocate dal tecnico non si sono ancora viste. L’impressione è che non basteranno l’avanzamento di Pirlo e l’intesa – che sembra esserci – tra Pato e Huntelaar. Nella serata che ha riservato poche stelle – tutte e tre le squadre hanno lasciato alcuni pezzi da novanta a riposo – ha brillato Amauri, autore di due reti. Ma hanno fatto molto bene anche Balotelli (ancora nervoso, ma sempre stupidamente fischiato dai pochi, soliti antisportivi) e Iaquinta. Note positive anche da Nesta, che appare sulla strada del recupero completo. Dei due debuttanti in assoluto nel calcio italiano, Roma e Huntelaar, il primo ha destato qualche perplessità mentre il secondo ha fornito un’impressione migliore. Ciro Ferrara soddisfatto dopo il successo del trofeo Tim: «La serata è andata molto bene per noi al di là del risultato. Abbiamo incontrato due squadre che saranno in lotta per il campionato. Il risultato non deve ingannare: Ho visto un Inter molto, molto forte. Gol subiti? Ne abbiamo presi quattro in una partita. Oggi solo uno. Comunque io sono soddisfatto abbiamo fatto un mese di lavoro molto buono e intenso. La squadra si è comportata bene». (Tuttosport.com)

Amichevole: Svizzera vs Italia 0-0 (Azzurri rimandati)

CamoranesiPRESENTAZIONE:
A Basilea Italia e Svizzera si incontrano per un’amichevole di preparazione in vista dei prossimi impegni ufficiali (qualificazioni mondiali). Lippi schiera la formazione che ha provato più volte durante la settimana con Buffon tra i pali, Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Criscito sulla linea difensiva e un centrocampo a 4 con Camoranesi, Pirlo, Palombo e Marchisio. In attacco il tandem Gilardino e Giuseppe Rossi. Gli svizzeri rispondono con un 4-4-2 speculare a quello italiano con Benaglio tra i pali, la linea difensiva costituita da Degen, Senderos, Grichting e Magnin; centrocampo folto con Padalino, Huggel, Inler e Barnetta; in attacco il capitano Frei e il naturalizzato N’Kufo.

IL COMMENTO DI NUMERO 7:
Lippi è soddisfatto. Io no. Una nazionale che non segna da quasi 300 minuti e che non dà segni di ripresa a partire dal post europeo, per me non ha nulla di cui essere soddisfatti. A dire il vero, gli azzurri ieri sera sono partiti alla grande, con Marchisio propositivo sulla fascia sinistra (ha sui piedi un’occasione d’ora, ma come sappiamo fare gol non è una delle sue capacità migliori) e Zambrotta che sulla destra sembra una vera e propria spina nel fianco degli svizzeri. Nei primi 20 minuti gli azzurri costruiscono tanto e subiscono davvero pochissimo: Gilardino sfrutta in modo pessimo due ottime occasioni da gol, Giuseppe Rossi si dà un gran da fare (anche se deve capire il ragazzo che a calcio si gioca in 11 e cercare di saltare 4-5 uomini non sempre riesce) e a centrocampo sembra che Lippi abbia messo su una vera e propria diga, con il solo Camoranesi in ombra (il bianconero uscirà nel corso del primo tempo per una botta alla caviglia lasciando il campo a Pepe). Basta poco, però, per consentire agli svizzeri di prendere fiducia, e ci pensa Chiellini (ufficialmente non presentabile al momento, la Juventus dovrebbe puntare almeno per inizio campionato sulla coppia Legrottaglie-Cannavaro) con un paio di svarioni clamorosi a mettere gli avversari in condizione di pungere. I cambi della ripresa servono a poco o nulla: Iaquinta riesce a rendersi pericoloso solo con azioni personali, Quagliarella non impensierisce Senderos e Co. e il centrocampo appare in affanno. Il solo D’Agostino, entrato al posto di Pirlo, riesce a pennellare un paio di palloni interessantissimi, ma non sfruttati dai compagni. L’impressione è che il centrocampo azzurro non possa prescindere più dal talento dell’Udinese, vista la scarsa vena di Pirlo. In definitiva una nazionale deludente, a mio avviso, contro un avversario tutt’altro che trascendentale. Gli azzurri ormai sembrano vivere una sorta di incantesimo dal quale neanche Lippi riesce a tirarli fuori, un incantesimo che a dire il vero è ancora più evidente se si prendono in considerazione le squadre di club: secondo recenti statistiche il campionato italiano sarebbe il 5° per livello tecnico, al pari della prima divisione Greca. Statistiche che possono lasciare il tempo che trovano, ma che possono anche far riflettere. Nota della serata: Fabio Cannavaro ha onorato per la 127esima volta la maglia azzurra come solo un lottatore come lui sa fare.

LA SORPRESA:
Derdiyok. Gioca 10 minuti scarsi, ma dimostra nei pochi palloni che ha a disposizione di che pasta è fatto. Classe ’88, di origini turche, è stato seguito per un anno dal DS del Napoli Pierpaolo Marino, prima di passare dal Basilea al Bayer Leverkusen. Nonostante sia fisicamente “massiccio” è dotato di un’ottima accelerazione (lo ha dimostrato nel contropiede fulmineo che negli ultimi minuti stava per regalare la vittoria agli Svizzeri, se non ci fosse stato San Buffon), buona tecnica di base, ma soprattutto grande personalità: riesce in un paio di occasioni ad uscire da doppie e triple marcature in scioltezza e con numeri di classe. Ho avuto modo di vederlo sin qui solo in un paio di occasioni, ma mi ha sempre ben impressionato. Se deve esplodere, però, deve fare in fretta. Ha 21 anni compiuti e nel calcio, spesso, sono già troppi.

Guarda gli highlights e le interviste.

Amichevole: Juventus vs Villarreal 1-4 (figuraccia!)

CiruzzoPRESENTAZIONE:
Settima amichevole in 18 giorni per la Juventus di Ciro Ferrara, questa volta organizzata nella splendida cornice di Salerno (indimenticabile l’affetto del pubblico) contro “i sottomarini” del Villarreal. I bianconeri sono reduci da una buona Peace Cup, ma proprio in questa settimana hanno cominciato i lavori di carico e, giusto la vigilia del match, hanno persino affrontato una doppia seduta di allenamento a Vinovo. Manca la brillantezza, perciò, e lo si sapeva dall’inizio. Queste ad ogni modo le formazioni scese in campo:

13 Manninger
15 Zebina, 33 Legrottaglie, 5 Cannavaro, 19 Molinaro
16 Camoranesi, 4 Felipe Melo, 8 Marchisio
20 Giovinco
10 Del Piero, 17 Trezeguet

22 Rossi, 12 Nilmar
10 Cani, 6 Eguren, 11 Ibagaza, 8 Cazorla
5 Capdevila, 4 Godin, 2 Gonzalo, 17 Javi Venta
13 Diego Lopez

ANALISI TATTICA:
La Juventus scende in campo con il consueto centrocampo a rombo con Giovinco al posto di Diego: formazione ormai in fase finale di rodaggio, insomma, con poche novità tattiche. Dalla parte opposta, ed era la prima volta che personalmente vedevo il Villarreal quest’anno, ho notato come, nonotante il cambio di allenatore, il modulo è rimasto – fedele – sempre il 442. La novità più rilevante credo sia avvenuta a metà campo, con Ibagaza che è – almeno per questa partita – passato al centro (l’anno scorso, specie dopo l’infortunio di Cazorla, giocava esterno sinistro “alla Nedved” modello Marcello Lippi, nel senso che ogni azione si accentrava facendo di fatto il trequartista centrale aggiunto), con un mastino come Eguren al fianco e con Cani (spostato a sinistra) e Cazorla esterni, molto offensivi. In difesa la solita coppia centrale formata da Godin (che in Nazionale di fatto viene preferito da Tabarez al nostro Càceres lì in mezzo) e da Gonzalo Rodriguez, capitano. In avanti al solito due punte molto mobili e brave con i piedi, in grado di cambiarsi spesso posizione e di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Non è cambiato poi molto da quando c’era Pellegrini..

LA PARTITA:
C’è davvero poco da commentare. Diciamo che a mio avviso abbiamo ricevuto uno “schiaffo salutare”, come titola giustamente Tuttosport. La squadra era imballata, c’era poca copertura in difesa (il solo Camoranesi ha provato per non più di 20 minuti a coprire di più centralmente, affiancando Melo), in attacco Del Piero e Trezeguet erano davvero troppo imballati e abbiamo sofferto più del normale sulle fasce laterali. Inutile, a mio avviso, proseguire con pagelle e analisi più dettagliate: la Juventus non era in campo, semplicemente. Giornata di ferie, quindi passiamo direttamente ai commenti degli amici collaboratori. Prima, però, una sola nota di merito per Nilmar (il ragazzo ha davvero un ottimo talento sul quale lavorare.. se son rose fioriranno) e per il nostro Càceres che, evidentemente, aveva più voglia dei suoi compagni all’esordio (ma che il talento lo avesse ve lo avevo già anticipato nella scheda!).

IL COMMENTO DI NUMERO7:
La Juventus non ha i terzini. Mi basterebbe questa affermazione per attirarmi più di una simpatia. In realtà, sarebbe troppo semplicistico trarre questo tipo di conclusioni. Che la Juventus abbia subito molte azioni dalle fasce ieri sera (un po’ una costante in questo precampionato) è comunque un dato di fatto. A mio avviso l’equivoco sta nel modulo, poiché il calcio insegna che si attacca in 11 e si difende in 11 e se si va in affanno spesso e volentieri la colpa non la si può attribuire solo ai difensori. Il modulo 4-3-1-2 tanto voluto a furor di popolo, ha delle implicazioni tattiche che se non soddisfatte, ovviamente, portano a risultati scadenti. In primis, giocare con 3 centrocampisti “centrali” implica la presenza in campo di due terzini fluidificanti di livello: Zebina anche ieri sera ha evidenziato i soliti limiti, portando palla, distraendosi in più di un’occasione e non “fluidificando”; Molinaro, sarà per i problemi fisici che ha avuto si è ulteriormente involuto, disimparando a fare quelle poche cose che gli riuscivano bene, cioè i ripieghi difensivi e le diagonali. A centrocampo non è vero (come ho già letto qua e là) che sia “tutta colpa di Melo”: è vero, se pressato il giocatore va in difficoltà, ma mi sembra altrettanto ovvio che appena il centrocampista centrale venga messo sotto pressione, debbano esserci almeno due compagni che si propongono per l’alleggerimento. Cosa che ieri sera non ho mai vista fare, anzi l’impressione che ho avuto è stata: “diamo la palla a Melo e poi cavoli suoi!”. Per giocare a 3 a centrocampo ci voglio, poi gli uomini giusti e dopo ieri sera posso dire ufficialmente che Marchisio incontra notevoli difficoltà nel giocare a 3, così come aveva già evidenziato nelle partite precedenti (mentre Tiago sembra adattarsi meglio al ruolo). Camoranesi, lo conosciamo, ha delle serate no ma mi sembra sia pure comprensibile. Il 4-3-1-2, inoltre, ha ragione di esistere se Diego è in campo: Giovinco è troppo discontinuo all’interno di un match e a certi livelli pause di gioco troppo lunghe non si possono permettere, altrimenti si rischia come ieri sera di creare occasioni gol solo tramite calci da fermo. Gli attaccanti possono essere Alex e David, Amauri e Iaquinta, ma qualunque sia l’accoppiata se non ci sono le premesse c’è poco da fare… Inutile dimenarsi in attacco se i palloni giocabili arrivano con il contagocce. Da questo punto di vista, infatti, ho visto ieri sera una Juve alla Ranieri, una Juve che certa a tutti i costi di tenere la linea in difesa (ma non ci riesce), una Juve che cerca disperatamente di far girare velocemente la palla (ma non ci riesce), una Juve involuta in tutte le fasi, quindi. Ferrara ha molto ancora da lavorare, è evidente e credo, al di là di qualsiasi frase fatta, che questa sconfitta sia salutare per tornare con i piedi per terra, evitare di fare tanti proclami e lavorare sodo. I risultati verranno da sé.

IL COMMENTO DI O_PROF:
Mi è stato chiesto di commentare l’incommentabile, ovvero una partita di calcio che in realtà non c’è stata. Si puo’ discutere per giorni se fosse opportuno organizzare un incontro del genere in questo momento, soprattutto perchè la Juventus è in evidente fase di carico. Ma fare considerazioni tecniche su quello che si è visto stasera è francamente impossibile, perchè troppa era la differenza di condizione tra le due squadre. La Juve ha giocato molto finora e sta caricando questa settimana; probabilmente cominceranno lo scarico poco prima del Trofeo Berlusconi per essere quasi pronti il 23. Viceversa il Villarreal si gioca l’Europa tra una settamana nella doppia sfida di playoff di Europa Leagua. Tra l’altro sono stati pure sfigati perchè invece di una squadra cipriota o norvegese gli è capitata una discreta squadretta olandese (il NAC Breda) e sanno che per passare dovrano correre. Infatti questa è la caratteristica principale del Villarreal; una squadra composta per lo più da giocatori piccoli, leggeri, veloci e molto tecnici che fa girare la palla in continuazione. Man mano che la stagione va avanti cominciano a trovare squadre in forma che fisicamente li sovrastano e questa è la ragione per cui in Liga sono nelle posizioni di rincalzo. Per chiarire, il Siviglia da noi battuto nella Peace Cup è parecchio più forte del Villareal. Solo che in quel caso le condiioni di forma erano paragonabili. Ma se tu pretendi di giocare contro il Villareal con tutti i giocatori avvitati in terra (perche’ questa era la situazione stasera) allora inevitabilmente vai incontro a figuracce. L’unica critica da possibile è che potevano organizzare una partita diversa.

IL PROTAGONISTA:
Robert Pires, francese dai 36 anni suonati. Dopo sei anni solari trascorsi all’Arsenal, con cui ha collezionato 189 presenze e 62 gol, il francese si è trasferito nel 2006 in Spagna per “svernare”. A quanto pare, però, il Campione del Mondo 2000 e Campione d’Europa 1998 ha ancora molto da dare al calcio internazionale. Dal punto di vista della tenuta fisica, infatti, mi ricorda tanto Pavel Nedved. Forse ha un carattere un po’ più peperino rispetto al ceko ex bianconero, ma la tempra è quella del campione. Altrimenti non si spiegherebbe l’impegno e la sagacia tattica che l’ex nazionale francese ha messo in campo anche ieri sera contro i bianconeri per una semplice amichevole di mezza estate. E non mi riferisco solo alla posizione e alla classe mostrata rispettivamente nel primo e nel secondo gol del francese, ma sul suo atteggiamento complessivo: sempre attivo, seppur non mobilissimo come ai tempi d’oro, giostra sul centrodestra e distribuisce palloni ai compagni quasi sempre con il contagiri; si propone in attacco e ripiega spesso a dare una mano in fase difensiva. Insomma, ce ne fossero ancora di giocatori “vecchio stampo” come lui…

IL TABELLINO:
JUVENTUS (4312): Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Molinaro; Camoranesi, Felipe Melo, Marchisio; Giovinco; Del Piero, Trezeguet. A disp. Chimenti, Pinsoglio, Ariaudo, Caceres, Chiellini, Tiago, Marrone, Salihamidzic, Zanetti, Amauari, Iaquinta, Iago. All. Ferrara
VILLARREAL (442): Diego Lopez; Capdevila, Godin, Gonzalo, Javi Venta; Cani, Eguren, Ibagaza, S. Cazorla; Rossi, Nilmar. A disp. Oliva, Fuentes, Angel, Marcano, Pires, D. Fuster, Marcos Senna, Bruno, Escudero, Llorente, J. Pereira. All. Valverde
ARBITRO: Damato di Barletta. Guardalinee: Lanciani e Rossomando

Guarda l’intervista post-partita a Ciro Ferrara.

Guarda la sintesi del match.

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Finale Peace Cup 2009: Juventus vs Aston Villa 0-0 (3-4 ai calci di rigore)

L'Aston Villa vince la Peace Cup 2009Ringrazio ancora una volta l’amico e collaboratore Numero7 che ha redatto questo articolo in mia assenza (ndACB)

PRESENTAZIONE
Finale di Peace Cup tra Juventus e Aston Villa che in semifinale hanno battuto rispettivamente Real Madrid e Porto. Ferrara schiera l’ormai “classico” 4-3-1-2 con Buffon tra i pali, la linea difensiva costituita da destra verso sinistra da Zebina, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro. A centrocampo Melo centrale a fare da perno e Camoranesi e Marchisio ai suoi fianchi. Giovinco dietro le punte Trezeguet e Iaquinta. Il Villa si presenta quasi con la stessa formazione che ha affrontato il Porto, se si fa eccezione per Heskey squalificato: Carew a fare la punta centrale con il giovane Albrighton a furoreggiare ulla fascia; le chiavi del gioco, invece, sono affidate al capitano Reo Cocker e  all’eterna promessa ex Chelsea Sidwell.

CRONACA PRIMO TEMPO
Parte forte la Juventus che con un Giovinco particolarmente pimpante va al tiro già al primo minuto: alto sulla traversa. I bianconeri di Ferrara sembrano voler mettere in chiaro subito come si svolgerà la partita: si gioca palla a terra con circolazione rapida. Gli inglesi sono abbastanza sorpresi, non riescono a fare quello che gli riesce meglio – ripartenze veloci – e cercano di difendersi alla meno peggio. Il fulcro del gioco è Felipe Melo, che difende, recupera palla con facilità impressionante e riparte di slancio. Al 2° minuto è lo stesso Giovinco che inventa per Iaquinta che non sembra crederci tanto e non riesce a raccogliere un assists invitante in profondità. Al 4° si affaccia in avanti l’Aston Villa con un’azione solitaria di Ashley Young che tira in bocca a Buffon. Dopo 30 secondi è Reo Cocker a cercare di sorprendere il portiere bianconero, ma con pretese velleitarie. Al 12° Felipe Melo, in costante crescendo, sale verso la trequarti e scocca a sopresa un fendente rasoterra di poco a lato. L’Aston Villa comincia a prendere coraggio e al 26° una ripartenza costringe Melo al fallo a centrocampo: giallo un po’ troppo eccessivo. Il brasiliano n. 4, però, continua a tamburo battente mostrando tutto il suo repertorio: lancio millimetrico per Camoranesi che mette al centro di testa per Iaquinta che a tu per tu con il portiere incorna incredibilmente a lato. Al 38° sale in cattedra il norvegese Carew che con una punizione impegna Buffon (il tiro sarebbe comunque andato fuori). Al 40° Grygera subentra ad un Molinaro apparso spento e un po’ acciaccato. Pochi secondi e salla parte del neo entrato Ceko si affaccia il giovane Albrighton (ne sentiremo parlare) con un tiro secco che Buffon respinge non senza difficoltà. Tanto Aston Villa nei minuti finali del tempo, con Carew che al 42° mette alto di testa, anche se il guardalinee aveva già sbandierato.  Prima del fischio finale del tempo, su angolo di Giovinco, Iaquinta schiaccia di testa ma il pallone finisce sopra la traversa.

CRONACA SECONDO TEMPO
Ritmo più blando da parte della Juventus nel secondo tempo, la manovra è più prevedibile e l’Aston Villa sembra aver preso le misure. Al 50° è Marchisio ad affacciarsi dalle parti di Guzan con un tiro che viene deviato in angolo da un difensore inglese. Al55° è il difensore dei Villans Lichj a impensierire Buffon che in uscita rischia di farsi male. Al 56° entra Zanetti per Marchisio e il numero 6 ha un buon impatto sulla partita. Al 57° Zebina si invola bene sulla fascia e dal fondo mette al centro per Trezeguet che spara alle stelle. Dopo 10 minuti è Grygera a mettere un buon cross dalla sinistra per Iaquinta che di testa mette alto. Un minuto dopo lo stesso Iaquinta servito da Giovinco si allarga sulla destra ma spara alto. Al 71° un pasticcio degli inglesi favorisce Trezeguet che con il portiere al limite dell’area tira debolmente, sulla respinta arriva Zanetti ma un difenzore dei Villans ci mette ancora una pezza. Al 75° Chiellini, fin qui ottimo, respinge debolmente centrale e Bannan da poco entrato tira di contro balzo di poco alla sinistra di Buffon. Al 78° è Camoranesi, anche stasera molto ispirato a servire Zebina che si incunea centralmente in area e scocca il tiro ma Guzan respinge. Tre minuti più tardi è lo stesso Camoranesi ad inventare per Iaquinta che tenta un pallonetto sul portiere in uscita: alto. All’85° ancora Iaquinta si invola sulla fascia destra, cerca di mettere al centro ma il difensore inglese respinge con  la mano: il braccio è molto vicino al corpo e l’arbitro lascia correre.Passano 2 minuti e Camoranesi si conquista una punizione dal limite: posizione invitante ma Giovinco spara alto. All’89° entra Alex Del Piero per Camoranesi: il capitano fa in tempo a battere una punizione (alta) e ad inventare un assist per Zebina che entrato in area tira incredibilmente alto.

TEMPI SUPPLEMENTARI
Si va all’over time, e la Juventus si presenta a trazione anteriore: in campo ci sono ora Trezeguet, Del Piero, Amaurie Iaquinta. I bianconeri sono padroni del campo, ma non riescono ad incidere: le idee sono annebbiate dalla stanchezza, brilla il solo Zanetti, purtroppo non supportato dal resto dei compagni. Piccolo giallo nel finale quando l’arbitro fischia con 4 minuti di anticipo la fine delle ostilità, spedendo le due squadre velocemente ai rigori.

CALCI DI RIGORE
Dal dischetto va a segno subito Bannan (Buffon intuisce e sfiora, palla); Iaquinta, il primo dei bianconeti tira debolmente e Guzan para; Sidwell spara alto e Trezeguet dà la parità ai suoi. Terzo turno che si apre con la conclusione vincente di Louwry e quella di Amauri, 2-2. Ashely Young spiazza Buffon, ma il neo acquisto Felipe Melo riagguanta gli inglesi. All’ultimo tiro dagli undici metri Buffon para facilmente, ma Del Piero che potrebbe dare la vittoria ai suoi, calcia un rigore inguardabile e si va ad oltranza. Cuellar non fallisce, Legrottaglie spara alto e l’Aston Villa si aggiudica la Peace Cup e i 2 mln di euro di premio.

IL COMMENTO DI NUMERO 7
La Juventus poteva e doveva far sua questa Peace Cup. Per come era iniziata la partita, con un Giovinco pimpante e un Felipe Melo praticamente insuperabile e molto ispirato, sembrava che i bianconeri potessero fare un sol boccone dei Villans. Invece, la serata di poca vena di Iaquinta e Trezeguet (praticamente nullo per 70 minuti) ha reso le cose più complicate, poiché con il passare dei minuti i carichi di lavoro si sono fatti sentire causando mancanza di lucidità negli elementi chiave. Dal punto di vista del gioco gli inglesi raramente sono riusciti a fare quello che riesce loro meglio: ripartenze veloci con palla a terra, anche se alcune azioni personali di Ashley Young e dell’interessante giovane Albrighton hanno infilato ai fianchi la difesa bianconera con un po’ troppa semplicità. Poche note negative comunque e tante positive, a mio avviso. Un Chiellini in miglioramento rispetto alle ultime uscite, che sembra ancora una volta trovarsi meglio con Legrottaglie piuttosto che con Cannavaro. Ottimo Felipe Melo, che dimostra di aver raggiunto già un discreto stato di forma (il calo alla distanza è più che naturale), e un incontenibile Camoranesi che, come contro il Real Madrid, fa il bello e il cattivo tempo su tutto il fronte del centrocampo. Male il reparto offensivo con Trezeguet che latita per quasi tutta la partita: riesce a mettersi in mostra solo in un paio di occasioni con risultati scadenti (sparacchia alto da vicino un ottimo assist di Zebina, non approfitta di uno svarione dei Villans con Cuzan fuori dai pali e, nei supplementari è protagonista di una rovesciata debole e prevedibile). Anche Iaquinta non è lucido sotto porta e neanche l’ingresso di Del Piero e Amauri riescono a dare la sferzata decisiva al reparto offensivo. La lotteria dei rigori ci vede sconfitti, poiché Alex sbaglia il rigore decisivo calciandolo centrale (così come tante altre volte aveva calciato nella sua carriera): non me la sento di fargliene un torto, anche se forse nessuno più di me teneva alla conquista di questo trofeo. Anzi qualcuno c’è: Jean Claude Blanc, che con i 2 mln di euro di premio intendeva probabilmente pagare qualcuno degli ingaggi onerosi che abbiamo sul groppone (1 mln lo abbiamo cmq vinto, ndACB). Credo che, comunque, Ciro Ferrara e i tifosi bianconeri possano essere soddisfatti dell’andamento di questa tournè spagnola.

LA SORPRESA
Albrighton: classe 1989, ala destra dalla buona tecnica, ottimo passo e capacità di svariare anche su altri fronti dell’attacco. Fa impazzire Molinaro così come due sere fa aveva fatto ammattire il terzino sinistro del Porto. Parte da destra, poi il tecnico Martin O’Neill lo sposta a sinistra per poi riportarlo a destra. Per avere soli 20 anni ha già un’ottima personalità, raramente gli si vede fare giocate fini a sé stesse. Non è fumoso tanto per intenderci (niente finte, doppi passi o roba del genere), ma tanta concretezza, ottima capacità di crossare ed è dotato anche di un discreto tiro in porta.

Guarda gli highlights
Guarda i calci di rigore

Semifinale Peace Cup 2009: Juventus vs Real Madrid 2-1 (Cannavaro, Salihamidzic)

Tiago e C.RonaldoPRESENTAZIONE:
Seconda semifinale della Peace Cup 2009, di fronte due delle formazioni più prestigiose al mondo: la Juventus di Ferrara e il Real Madrid di Pellegrini, entrambe molto rafforzate rispetto all’anno scorso e intenzionate a fermare il dominio incontrastato di Inter e Barcellona nei rispettivi campionati. La vincente della sfida troverà l’Aston Villa (battuto il Porto 2-1) in finale. Per capitan Del Piero l’ennesima occasione di farsi apprezzare dagli intenditori di calcio spagnoli dopo l’indimenticabile standing ovation della passata stagione del Bernabeu. Spiccano i diveri assenti: per la Juventus mancano Zebina (squalificato), Marchisio e Diego, oltre a Càceres che ancora non è disponibile (Poulsen e Almiron sono invece stati volontariamente lasciati a Torino); per i Blancos la lista è più lunga e comprende gente del calibro di Kakà, De la Red, M.Diarra, Garay, Albiol, Arbeloa, Sergio Ramos e Casillas. Van Nilsterooy, Huntelaar, Heinze (prossimo il suo passaggio al Marsiglia) e Van Der Vaart in tribuna per scelta tecnica. Prima del match osservato un minuto di silenzio per ricordare lo scomparso Bobby Robson, al quale va anche il mio ultimo saluto. Queste le formazioni iniziali:

25 Dudek (p)
22 Miguel Torres, 3 Pepe, 21 Metzelder, 15 Drenthe
6 L.Diarra
9 C.Ronaldo, 14 Guti, 23 Granero
19 Benzema, 7 Raúl

11 Amauri, 10 Del Piero
20 Giovinco
30 Tiago, 4 Felipe Melo, 16 Camoranesi
7 Salihamidzic, 3 Chiellini, 5 Cannavaro, 21 Grygera
1 Buffon (p)

CRONACA DEL PRIMO TEMPO:
Al 3′ Giovinco guadagna un calcio di punizione da posizione interessante dopo essere andato a prendere palla sulla sinistra (steso da Torres): calcia capitan Del Piero, stacca di testa solissimo Cannavaro che insacca in avvio il gol dell’1-0 per la Juventus. Per il Real errore nel fuorigioco di Cristiano Ronaldo che marcava Chiellini dimenticandosi di salire. Un minuto dopo è Raul che servito in area manca il gol. Partenza a razzo del match. Al 10′ è ancora la Juventus che in velocità con Amauri servito alla grande da Del Piero sfiora il gol con un bel diagonale di sinistro di poco fuori. Al 14′ primo giallo del match per Felipe Melo reo di una entrata dura su Cristiano Ronaldo. Al 16′ Guti vince un rimpallo fortunato con Cannavaro al limite dell’area, si ritrova il pallone tra i piedi davanti a Buffon ma spara sul portiere in uscita. Al 19′ Granero mette in mezzo basso dalla sinistra, Benzema al volo con un lob d’esterno destro serve il taglio dentro di Metzelder ma il pallonetto del difensore a saltare Buffon in uscita è troppo alto. Al 20′ Raul viene servito in area spalle alla porta (specialità della casa) con una palla filtrante, controlla, prova a girarsi, ma Cannavaro è bravissimo a non farsi superare e a recuperare palla. Al 22′ nuova occasione per il capitano del Real che questa volta riesce a girarsi sempre su Cannavaro ma tira di pochissimo fuori (fantastico il n.7 in questo fondamentale, probabilmente il migliore al mondo). Al 24′ Cristiano Ronaldo batte fuori una punizione dalla sua mattonella. Al 25′ Pepe, sulla destra, effettua un retropassaggio folle sul quale si avventa Amauri che salta Dudek in uscita e si vede respingere il successivo diagonale (sarebbe entrato) da Metzelder in scivolata. Sempre al 25′ arriva anche il primo giallo del Real con Granero che trattiene Camoranesi per la maglia. Al 34′ giallo anche per Drenthe, sempre per una brutta entrata sull’argentino. Al 40′ Raul viene ancora una volta servito in area, questa volta dalle parti di Chiellini che, a differenza di Cannavaro, è molto meno bravo nel marcarlo e lo atterra commettendo fallo in area di rigore: se ne incarica C.Ronaldo che batte Buffon per il gol dell’1-1. Al 43′ è ancora Benzema ad essere servito al limite dell’area: Chiellini è colpevolmente in ritardo nella chiusura e permette un comodo tiro al francese che per fortuna spara fuori. Male Chiellini anche in questa occasione. Il primo tempo si chiude sull’1-1.

CRONACA DEL SECONDO TEMPO:
La ripresa comincia con qualche minuto di ritardo perchè c’è un cambio di arbitro (!). Ferrara inserisce a inizio ripresa Legrottaglie per Cannavaro, molto bene oggi. Al 49′ tacco di Del Piero che serve Giovinco in area, il folletto bianconero aggira Metzelder (portato a scuola) sulla sinistra e mette in mezzo un pallone delizioso per Camoranesi che colpisce di testa ma non riesce a insaccare guadagnando però un corner. Batte Del Piero sul primo palo per Salihamidzic che, col suo taglio classico (marchio di fabbrica) sul primo palo stacca e batte Dudek anticipando Benzema. Al 51′ Cristiano Ronaldo in uno contro uno (in ritardo Tiago) salta per la prima volta Salihamidzic “piuttosto nettamente” (eufemismo: che numero, ragazzi!) e tira a rete: Buffon devia male centralmente sui piedi di Raul che si gira in un fazzoletto (lo ripeto, ma fa niente: straordinario in questo fondamentale!) e conclude dritto sul palo alla sinistra di Buffon. Al 52′ bellissimo lancio di Camoranesi per Del Piero che viene fermato solo contro Dudek per un fuorigioco che non c’era. Al 54′ punizione per il Real con Guti che da 40 metri mette in mezzo per Metzelder che sfiora col ginocchio costringendo Buffon ad un tuffo spettacolare (grande parata di istinto). Al 60′ fuori Giovinco per Cristiano Zanetti. Cinque minuti dopo è Iaquinta ad entrare per Del Piero, che aveva cominciato a boccheggiare. Il ritmo cala vistosamente, e cominciano i cambi anche per il Real: al 72′ entrano Higuain e Negredo per Benzema e Raul; ed entra anche Marrone per Felipe Melo (male oggi) nella Juventus. Al 74′ giallo a Camoranesi per un fallo su Drenthe. All’ 80′ ultimo cambio per il Real che fa entrare Gago per Guti. All’ 81′ Tiago riceve da Grygera e prova la botta da fuori di destro che colpisce in pieno il palo riequilibrando i conti con la sfortuna. All’89’ giallo per Grygera che entra a gamba tesa su C.Ronaldo (cartellino arancione, a essere buoni). Al 91′ ancora il Real che spinto dalla sua stella Cristiano Ronaldo (miglior giocatore al mondo, se non fosse chiaro) cerca il pareggio: Pepe che imbeccato in area di rigore fallisce di testa il gol del pareggio (resta a metà strada Buffon, da rivedere). Al 93′ l’ultimo brivido con Buffon che non trattiene un cross non irresistibile di Granero, ma recupera in tempo evitando la frittata su C.Ronaldo. Il portoghese e Salihamidzic se le promettono negli spogliatoi, ma la partita finisce sul 2-1 per la Juve.

ANNOTAZIONI TATTICHE:
In occasione del gol della Juventus, sul calcio di punizione di Del Piero, il Real è schierato a zona con Diarra, Pepe, Metzelder e Torres strettissimi che perdono volontariamente Cannavaro, Amauri e Salihamidzic (tutti e tre in fuorigioco), ma più esterno c’è C.Ronaldo che marca a uomo Chiellini e tiene tutti in gioco. Errore suo. La Juventus è disposta con un 4312 e imposta la gara soprattutto preoccupandosi della fase difensiva: Camoranesi sulla destra in particolare svolge un lavoro straordinario in copertura andando sempre ad aiutare Grygera e non permettendo quasi mai che il terzino bianconero si trovi in inferiorità causa sgroppate di Drenthe. Dalla parte opposta Tiago è meno presente difensivamente perchè Torres sale poco, ed è perciò Chiellini costretto ad andare ad aiutare Salihamidzic, con Tiago che copre in mezzo, perchè sia C.Ronaldo sia Benzema amano partire da destra. In avanti sono Amauri (grandissimo lavoro di copertura) e Giovinco i due che si sacrificano tornando indietro: la mosca atomica in particolare ripiega ogni volta che Guti, il regista del Real, prova a portare palla. Del Piero resta quasi sempre il più avanzato. Nel Real Madrid Raul è l’unico centravanti d’area con Benzema e C.Ronaldo che si scambiano spesso posizione fra loro alle sue spalle, esterni. Al 15′ Ronaldo si sposta a sinistra, lasciando a Benzema la destra (ma il francese combinerà ben poco). Nel secondo tempo Cristiano Ronaldo comincia di nuovo a destra, con Benzema piuttosto incolore a sinistra. Al 60′ esce Giovinco ed entra Cristiano Zanetti, come detto, ma, contrariamente da quanto sostenuto dai cronisti di La7, la Juventus non passa come si potrebbe pensare al 442 ma sposta Melo a destra (al posto di Camoranesi), C.Zanetti al centro e avanza l’argentino vertice alto del rombo, mantenendo il 4312. Camoranesi gioca tra le linee, più avanzato, e, dopo un primo tempo straordinario in copertura, disputa un secondo tempo straordinario come creatore di gioco, meritandosi la palma di migliore in campo. Il modulo resta lo stesso anche quando al 72′ entra Marrone per il brasiliano. Al 72′ è il Real che prova a mischiare le carte togliendo un ottimo Raul e inserendo due punte come Negredo e Higuain. Il modulo diventa un 4132 con Lassana davanti alla difesa, Ronaldo a destra, Guti (poi Gago) al centro, Granero a sinistra e i due nuovi entrati in avanti.

COMMENTO DELLA PARTITA:
Primo tempo fantastico per la Juventus che, dopo aver trovato il gol in apertura, ha giocato 45′ difensivi superlativi soprattutto grazie al lavoro di grande sacrificio di Camoranesi, Giovinco e Amauri. In mezzo imperioso Cannavaro (in difesa a uomo sul centravanti avversario, quel Raul che, credetemi, è davvero difficile da marcare) e ottimi i due terzini che riescono a tenere sempre l’uno contro uno (grazie al lavoro di copertura soprattutto di Camoranesi (Granado sulla destra non scende mai). Bene in avanti i tre, con Amauri e Giovinco molto impegnati anche in difesa, e Del Piero altruista. Dietro la lavagna un irritante Felipe Melo, davvero troppo superficiale in mezzo al campo, e Chiellini, che dimostra nell’unica occasione che gli capita Raul a tiro di non avere la classe di Cannavaro (e potete chiamarlo pure “mercenario”, Fabio, ma io me lo tengo stretto). Nel secondo tempo parte subito all’attacco la Juventus, mostrando un piglio diverso e l’intenzione di portare a casa il risultato. Meritato il gol. Straordinario ancora una volta Camoranesi, migliore in campo, che avanzato dietro le punte crea gioco. L’ingresso di Cristiano Zanetti per Melo equilibra il centrocampo, e Tiago, grande condizione fisica la sua, cresce imperiosamente fino a cogliere il palo. Amauri fantastico per 90′ a fare a sportellate. Iaquinta entra al  65′ per Del Piero ma non incide come avrebbe potuto. Nota finale: è assurdo che una partita del genere si sia giocata su un campo di beach soccer!

LE PAGELLE:
BUFFON 6+: due parate strepitose, due interventi maldestri. Alti e bassi, ma non ha colpe sull’unico gol del Real, e rimedia con fortuna e bravura ai suoi errori.
GRYGERA 6.5: non sale nemmeno una volta, ok, ma lo vogliamo dire che non si è fatto saltare una sola volta da C.Ronaldo e Benzema? Dovrebbe fare una statua a Camoranesi.
CHIELLINI 5: eh. Se scrivo che è in involuzione qualcuno si arrabbia. Non lo scrivo, ma nell’unica occasione in cui gli capita Raul a tiro lo stende riaprendo il match.
CANNAVARO 7: imperioso, maestoso, perfetto. E non chiamatelo più “mercenario”. Preparate il rinnovo, piuttosto.
SALIHAMIDZIC 6.5: in difesa viene saltato una sola volta (anche se finirà su youtube in qualche centinaia di video dedicati a C.Ronaldo), ma ha il merito di provare a spingere e di trovare il gol-partita.
FELIPE MELO 5: irritante. Non aggiungo altro.
TIAGO 6.5: nel primo tempo svolge meno lavoro di copertura rispetto a Camoranesi. Cresce moltissimo nella ripresa e, nel finale, dimostra di essere anche in grande condizione correndo per 2. Sfortunato in occasione del palo.
CAMORANESI 8: partita perfetta, come già spiegato in sede di commento. Una lezione di calcio sia difensiva che offensiva.
GIOVINCO 6.5: si sacrifica molto tornando a coprire su Guti, e in attacco ha 2-3 spunti interessanti che permettono a Camoranesi e ad Amauri di andare alla conclusione pericolosamente. Lo premio per l’umiltà e il sacrificio.
DEL PIERO 6+: il meno mobile dei 3 davanti. Quest’anno lo vedo molto altruista, passa benissimo la palla, non si intestardisce nel dribbling e non diventa un corpo estraneo quando riceve palla. Bene. Cala vertiginosamente nella ripresa e viene giustamente sostituito.
AMAURI 6.5: partita mostruosa per sacrificio, corsa, lotta. Copre moltissimo per 90′, ritornando ad ogni azione. Ferrara gli deve una cena.
LEGROTTAGLIE 6: sicuro. Guida subito Chiellini, che con lui ritrova tranquillità (vuoi vedere che Sacchi……)
C.ZANETTI 6+: si mette in mezzo e subito si vede la differenza con il Felipe Melo di oggi..
MARRONE e IAQUINTA sv.

INTERVISTE POST-PARTITA:
FERRARA: «Vittorie come queste aiutano sicuramente a creare la mentalità vincente e noi stiamo lavorando soprattutto per questo. Sono contento per il risultato e per la prestazione. Ho visto tutti molto carichi fin dall’allenamento di stamattina e non potevo chiedere di più ai ragazzi. Ora siamo finale e pensiamo già alla gara di domenica».
CANNAVARO: Segnare fa sempre piacere. Non ho esultato solo per rispetto ai miei ex compagni. Quella di oggi è stata una partita tosta, difficile, come ogni volta in cui si affronta il Real. Il campo non ci ha aiutati, ma siamo riusciti a fare una buona prestazione e siamo contenti di aver raggiunto la finale. Juve più squadra? Direi di sì. Il Real è sempre stato così, anche quando c’ero io. In partite difficili come queste, si affida spesso alle giocate dei singoli».

Guarda la sintesi del primo tempo.
Guarda la sintesi del secondo tempo.

Le nostre avversarie: Bayern vs Milan 4-1 (Semifinale AudiCup 2009)

BayernPRESENTAZIONE
All’Allianz Arena di Monaco la squadra di casa e il Milan si affrontano per la semifinale dell’AudiCup 2009. Partita secca: chi vince raggiunge giovedì in finale il Manchetser United di Sir Alex Ferguson. Chi perde, affronterà il Boca Juniors nella finale di consolazione.

IL COMMENTO DI NUMERO7
Molto peggio di quanto mi aspettassi il Milan di Leonardo. Sbadato in difesa, improduttivo a centrocampo e innocuo in attacco. Il Bayern di Monaco si presenta in campo con una formazione rimaneggiata e priva della stella Ribery, ma con il ventenne Tomas Muller a scorrazzare pericolosamente verso tutto il versante avversario. Lo stesso Muller impiega poco a capire che la difesa rossonera equivale al burro e la infila facilmente su un cross proveniente della destra. Dopo aver preso il gol il Milan sbanda ancora pericolosamente: Altintop, che non è un fulmine di guerra, parte palla al piede pericolosamente ed in un’occasione riesce addirittura a saltare 4 uomini (Nesta ridicolizzato), ma Storari ci mette una pezza (e non solo in questa occasione). Il Bayern insomma fa il bello e il cattivo tempo: Ronaldinho non punge e Pato sembra quasi giocare con il freno a mano tirato; Abate prova a fare alcune delle sue solite sgroppate ma si infrange spesso contro il muro alemanno. Flamini viene spesso preso di filata dagli avversari e Pirlo, lento e impacciato, non riesce a produrre azioni di qualità per la sua squadra. Dall’altra parte del campo, invece, c’è un Van Bommel che è il vero dominatore del fulcro del gioco: costruisce e spezza, molto spesso anche con le cattive. Ottima la prestazione di Lahm (il motivo principale che mi ha spinto a guardare il match, prima di scoprire Muller) che con il compagno di fascia fanno letteralmente impazzire i malcapitati Jankulowski e Favalli. Gomes, che non è un fulmine di guerra, salta spesso troppo facilmente i centrali rossoneri e Leonardo sembra guardare lo spettacolo impotente dalla panchina. Nel secondo tempo Borriello rileva Ronaldinho, entra Gattuso e i centrali difensivi lasciano il posto a Kaladze e Onyewu: stesso risultato. Anzi peggio. Il Milan subisce 3 gol nella ripresa intervallati solo dalla punizione di Pirlo che si insacca centrale solo grazie alla netta complicità del portiere Butt. C’è poco altro da aggiungere, il Milan non c’è: 5 sconfitte nelle ultime 5 gare contro avversari di un certo livello, non avvengono per caso. Leonardo (o Tassotti, chi guidi davvero la squadra non è ben definito) non sa che pesci pigliare; la società, invece, saprebbe che pesci pigliare, ma non ha i soldi per farlo.

IL MIGLIORE: Tomas Muller
Mi metto davanti al televisore per studiare Lahm e invece… Scopro questa seconda punta classe 1989, 1.86 m di altezza che fa letteralmente impazzire la difesa del Milan. All’inizio mi sembra legnoso e gracile fisicamente, una brutta copia del già non bellissimo Peter Crouch. Con il passare dei minuti mi accorgo, però, che il ragazzo ha grinta da vendere e soprattutto qualità. Segna il gol dell’1-0 con un netto anticipo sul difensore milanista, fa il vice Ribery, porta palla con personalità e serve in alcuni frangenti degli ottimi palloni a Gomes (che ne l frattempo faceva ballare la difesa rossonera neanche fosse Ibrahimovic) e chiude il match con il 4-1. Il giovane parte da lontano, ma sa anche finalizzare, ha buona tecnica di base e se si irrobustisce fisicamente ci troveremo davvero molto presto di fronte ad un campione a tutti gli effetti.

IL PEGGIORE: Ronaldinho
A differenza di quanto visto nelle precedenti uscite, Leonardo lo piazza in attacco di fianco a Pato, anche se nel corso del match arretra spesso per dettare il passaggio. Il risultato, comunque, non cambia: non salta un uomo che è uno, non incide con i suoi passaggi e non sembra mai riuscire ad impensierire i difensori tedeschi. In alcuni frangenti addirittura spaesato e intimorito. Un ectoplasma.

IL TABELLINO
BAYERN MONACO (4-3-1-2): Butt 5; Lahm 7, Van Buyten 6.5 (19′ st Demichelis 6), Badstuber 6.5 (19′ st Breno 6), Braafheid 6 (1′ st Schweinsteiger 7); Altintop 6.5 (19′ st Tymoschuk 6), Van Bommel 6 (19′ st Ottl 6), Pranjic 6; Sosa 6.5; Gomez 6 (35′ st Sene 6.5), Muller 7.5. All. Van Gaal (A disposizione: Rensing, Gorlitz)
MILAN (4-4-2): Storari 5.5; Zambrotta 5.5 (29′ st Antonini 6), Nesta 5 (19′ st Onyewu 5.5), Thiago Silva 5 (29′ st Kaladze 5), Favalli 5 (19′ st Oddo); Abate 6 (19′ st Di Gennaro), Flamini 6, Pirlo 6, Jankulovski 5 (1′ st Gattuso 6); Pato 5, Ronaldinho 5 (1′ st Borriello 6). All. Leonardo
Marcatori: 12′ pt e 45′ st Muller (BM), 34′ st Schweinsteiger (BM), 36′ st Pirlo (M), 44′ st Sene (BM)
Ammonito: Van Bommel (BM)

Guarda la sintesi della partita.

Amichevole Peace Cup 2009: Juventus vs Seongnam 3-0

DiegoUn ringraziamento a Numero 7 che ha curato il pezzo per me, non avendo potuto vedere la partita in diretta (ndACB)

PRESENTAZIONE:
Secondo Match di Peace Cup per i bianconeri di Ciro Ferrara che nel primo turno hanno battuto gli spagnoli del Siviglia per 2-1. Debutto dal primo minuto per il grande colpo di mercato della Juventus, Diego, a cui il mister affida il compito di servire le punte. La Juventus si schiera con Buffon tra i pali, Zebina e Sahliamidzic a coprire le fasce difensive, mentre la coppia centrale di difesa è formata da LeGrottaglie e Chiellini. A centrocampo, da destra verso sinistra, Camoranesi  Zanetti e Tiago con Diego dietro le punte Trezeguet e Iaquinta.

PRIMO TEMPO:
Pronti via, al 3° minuto Diego imbecca al volo Iaquinta che viene fermato in dubbio fuorigioco. Al 9° minuto è ancora Diego, un po’ imballato, a servire Iaquinta che si invola verso il portiere Koreano ma conclude debolmente e centrale. I Koreani hanno evidenti limiti tecnici, ma fanno girare bene la palla e al 28° riescono per la prima volta ad impensierire la difesa bianconera con un’azione terminata con un tiro fuori del numero 15 Han Dong Won. Un minuto dopo è lo stesso Han Dong a farsi ammonire per un’entrataccia su Tiago da cartellino arancione. Al 34° Iaquinta si accinge ad entrare in area dal vertice sinistro ma viene steso da Sasa: altro giallo Al 37° sono di nuovo i koreani ad affacciarsi dalle parti di Buffon con un tiro fuori di molto dal palo sinistro. Al 39° Diego imbecca Camoranesi che quasi in affanno rimette al volo al centro per Iaquinta che, approfittando di un’uscita avventata del portiere avversario, insacca di coscia. 1-0! Nulla più succede fino alla fine del primo tempo.

SECONDO TEMPO:
Il secondo tempo ricomincia con lo stesso piglio del primo, con Felipe Melo in campo al posto di Zanetti. Al 3° minuto Camoranesi si invola e imbecca David Trazeguet che a tu per tu con il portiere mette alto. Al 7° minuto un rimpallo in area koreana fa sì che il pallone rimbalzi tra i piedi di Diego che lo accarezza per due volte con la suola destra e mette a segno di piatto sinistro. 2 a 0! Al 12° minuto Zebina parte in solitaria sulla fascia, ma perde banalmente il pallone ed entra a piedi uniti sull’avversario calpestandogli lo stinco: fallo da rosso, ma l’arbitro lo grazia sventolandogli un giallo. Al 15° minuto giunge il momento di Giovinco che sostituisce un buonissimo Diego, mentre Molinaro prende il posto di Zebina (Sahliamidzic passa da sinistra a destra). Al 20° Molina approfitta di una disattenzione di Chiellini e va vicino al gol dell’1-2. Si fa vedere di nuovo Trezeguet che al 23° gira di testa un ottimo cross dalla destra di Iaquinta, ma il portiere koreano mette in angolo in tuffo. Un minuto dopo, una stupenda combinazione Camoranesi-Giovinco, sulla destra, porta il giovane bianconero a mettere un cross perfetto che Legrottaglie insacca da pochi passi di testa. 3-0! Si riaffaccia in avanti il Seongnam, ma Molina sparacchia alto. Al 31° entra Ariuado per Legrottaglie e pochi secondi dopo Chimenti per Buffon. La partita cala vistosamente, ma al 36° la Juve sbanda e i koreani falliscono da pochi metri un’occasione gol clamorosa. Al 37° Camoranesi fa vedere il peggio di sé: si avventura in mezzo a tre avversari, perde palla e rifila ad un’ avversario un calcio di frustrazione: solo giallo, dice l’arbitro. Al 42° l’ultimo brivido per i bianconeri su una punizione che Chimenti respinge malamente: ci pensano Chiellini e Ariaudo a sventare la mianaccia.

LE PAGELLE:
BUFFON s.v.: fa poco più che lo spettatore non pagante, ma nelle azioni pericolose degli avversari sembra sempre essere piazzato correttamente.
ZEBINA 6: Al solito grandi sgroppate e qualche leggerezza di troppo. Ormai lo conosciamo: certo che con avversari ben più tosti dei koreani dà qualche palpitazione di troppo.
LEGROTTAGLIE 7: tonico Nicola, mostra come al solito una grande intesa con Chiellini. Chiude in sicurezza in diverse occasioni pericolose ed è sempre concentrato. Buona la prima.
CHIELLINI 6.5: con Legrottaglie sembra essere perfettamente a suo agio, e mi sembra anche ovvio. Certo non si trova a lottare con fulmini di guerra ma sembra attento e deciso nelle chiusure. Cala alla distanza.
SALIHAMIDZIC 6: fa il suo compitino prima sulla sinistra e poi sulla destra. Nelle prime battute subisce un po’ troppo l’avversario, ma gli prende le misure e si fa rispettare.
CAMORANESI 6: croce e delizia come al solito. Nel primo tempo sbaglia un po’ troppi passaggi, ma nella ripresa è protagonista di ottime iniziative. Un voto in meno per il calcione da rosso rifilato ad un avversario per frustrazione. Sarebbe ora di smetterla.
ZANETTI 6.5: sventaglia magistralmente un paio di palloni e fa da collante tra la difesa e Diego. Con Tiago sembra aver trovato un ottimo affiatamento.
TIAGO 6.5: positivo come nelle altre apparizioni di questi giorni. Il portoghese sembra a suo agio nel rombo di Ferrara e dà l’impressione di potersi realmente giocare un posto da titolare quest’anno.
DIEGO 7: Imballato, e si vede. Anche se questo non gli impedisce di elargire a piene mani assist soprattutto per Iaquinta, che in un’occasione sciupa malamente. Mette a segno un gol tipico del suo repertorio ed esce tra gli applausi. Per essere l’esordio, e considerando che in questi giorni ha avuto qualche problemino fisico, possiamo essere più che soddisfatti.
TREZEGUET 5.5: incespica un paio di volte malamente sul pallone e sbaglia qualche retropassaggio di troppo. Cerca di farsi vedere, anche ripiegando spesso ma tocca davvero pochi palloni riuscendo ad incidere molto poco nel match. Ha sui piedi due ottime occasioni: una la sciupa malamente (non è da lui), nell’altra è il portiere avversario a dire di no.
IAQUINTA 6.5: sbaglia un gol facile facile, ma ha il merito di trovarsi al posto giusto nell’occasione dell’1-0. Sembra già aver raggiunto un buono stato di forma. Si muove tanto, e si vede.
CHIMENTI 5: respinge goffamente una punizione centrale mettendo in serio pericolo la porta bianconera. Per fortuna Chiellini sbroglia.
GIOVINCO 7: sostituisce un buonissimo Diego, ma Sebastian è già in forma e lo dimostra andando sempre incontro ai compagni per dettare il passaggio. Pregevole il duetto con Camoranesi che porta al gol di LeGrottaglie. Ci sarà molto, ma molto, utile nel corso di questa lunga e faticosa stagione.
FELIPE MELO 6: di benvenuto più che altro. Trotterella evidentemente imballato per il campo e cerca più che altro di tenere la posizione. Non incide, ma non si potrebbe chiedere di più dopo solo pochi giorni di ritiro.

IL TABELLINO:
JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon (Dal 33′ st Chimenti); Zebina (dal 15′ st Molinaro), Legrottaglie (Dal 32′ st Ariaudo), Chiellini, Salihamidzic; Camoranesi, Zanetti (Dal 1′ st Melo), Tiago (dal 25′ st Marrone); Diego (Dal 15′ st Giovinco); Trezeguet, Iaquinta. All. Ferrara.
SEONGNAM (4-4-2): Sung Ryong Jung; Sung Hwan Kim, Ognenovski Byung Kuk Cho, Hack Yong Jang; Dong Won, Han, Ho Lee, Jung, Woo Kim, Ban; Dong Geong, Cho, Radonzic. All.: Ta­eng Yon, Shinl.
Arbitro: Teixeira (Spagna)

LE INTERVISTE POST-PARTITA:
FERRARA: «Sono contento del risultato ma c’è ancora qualcosa da migliorare. Alla fine del primo tempo non ero contento e gliel’ho anche detto ai ragazzi. Nella ripresa invece c’è stata una buona prestazione. L’esordio di Diego? Me lo auguravo così. Le sue qualità le conosciamo tutti, anche lui deve ancora crescere ma potrà dare tanto a questa squadra. Ora la semifinale. Il nostro obiettivo è di vincere questa Peace Cup, anche se dovremo giocare trovare il Real in semifinale».
FELIPE MELO: «Abbiamo ottenuto la vittoria contro una squadra dura che solo due giorni fa aveva pareggiato con il Siviglia. Da quando ho raggiunto i miei nuovi compagni ho lavorato molto. Sono contento dell’accoglienza che ho ricevuto e l’inserimento sta andando ancora meglio di quanto immaginavo. Ho subito capito di essere arrivato in una grande famiglia e questo è importante. Ci attende una stagione lunga e, anche grazie a Diego, possiamo arrivare in alto. Lo Scudetto è un sogno, ma stiamo lavorando per questo».
LEGROTTAGLIE: «Un esordio con gol, meglio di così non potevo proprio iniziare la stagione. Sono felice, è stato il premio per il duro lavoro che sto facendo in questi giorni, da quando mi sono aggregato ai compagni. Un giocatore della mia stazza fatica sempre di più ad entrare in condizione. Diego? E’ eccezionale, tutti conosciamo le sue qualità e sappiamo che con noi potrà fare davvero bene».

Guarda la sintesi della partita.

Le nostre avversarie: Real Madrid vs Al-Ittihad 1-1 (Peace Cup 2009)

Cristiano RonaldoPRESENTAZIONE:
Per noi è la possibilità di vedere i nostri probabili prossimi avversari di semifinale di Peace Cup, per tutti gli altri è il debutto di Cristiano Ronaldo (e Benzema) al Bernabeu. Pellegrini schiera Dudek in porta; in difesa Drenthe a sinistra, Miguel Torres a destra, Metzelder e Garay al centro; Lassana Diarra e Gago davanti alla difesa con Sneijder e C.Ronaldo esterni; in avanti Raul e Benzema. L’Al-Ittihad risponde con Zaid in porta; Alrahab, Fallatah e Alshamrani in difesa; Aboshgair, Hazzazi, Aboucherouane e Almukhaini a centrocampo e Alsaqri, Almontashari e Alnumare in attacco. Da notare l’esclusione (neanche in panchina) di Huntelaar e Van Der Vaart per “decisione tecnica”. Kakà, non ancora disponibile, è in tribuna ad osservare i compagni.

LA PARTITA:
Il Real fa la partita, ma per i primi 20 minuti, a conti fatti, sono i sauditi a rendersi maggiormente pericolosi in contropiede: al 5′ è Aboucherouane che impegna Dudek con un sinistro da fuori respinto, mentre al 19′ è Hazzazi servito in area con un cross basso a mancare di un soffio l’impatto col pallone davanti al portiere. Nel frattempo il Real costruisce una sola nitida palla gol con Raul imbeccato da Drenthe in area (colpo di testa alle stelle) e si limita a tirare da fuori, senza fortuna, con Benzema, Sneijder e Cristiano Ronaldo. Al 24′ l’esordio dei famosi “tuffi” di Cristiano Ronaldo, che cerca il primo (non c’era) rigore. Un minuto dopo l’azione più bella dell’incontro la sviluppano ancora Drenthe e Raul, che impegna il portiere Zaid con un tiro al volo di sinistro da applausi. Passano i minuti e comincia a salire l’intesa fra il capitano madridista e la stella portoghese: giocate spettacolari fra i due che però non portano al gol. Al 27′ sono ancora gli arabi, al solito molto concreti, a trovare la conclusione pericolosa (Dudek respinge con le ginocchia coprendo il suo palo), mentre il Real continua ad affidarsi esclusivamente a tiri dalla distanza. Al 38′ di nuovo Ronaldo che, in onore dei Campionati di Roma di nuoto, prova un altro tuffo in area, ma l’arbitro non è un fan di quello sport, evidentemente. Un minuto dopo ancora Aboucherouane mostra alla stella portoghese come resistere a un contatto e saltare Drenthe in area in grande stile: il tiro di Alnumare, servito splendidamente, finisce alle stelle. Sul finale però il portoghese si riscatta al solito con una conclusione da fuori, ma questa volta impegnando il portiere (davvero bravo) che devia in corner. L’ultima azione pericolosa è di Miguel Torres che sugli sviluppi di un corner spara alto. Nel secondo tempo Pellegrini inserisce il gigante della cantera Asus per Garay. Al 55′ arriva il gol che sblocca il risultato: Benzema serve con un lungolinea Raul in area, controllo di sinistro e gol di destro girandosi in un fazzoletto. Bellissimo. Il Real magicamente si sveglia e comincia a giocare meglio, affidandosi sempre di più al suo capitano. Ma da calcio fermo arriva il pareggio dei gialloneri: cross in mezzo e Aboucherouane, sempre lui, insacca di testa svettando in maniera imperiosa anticipando Gago. Un minuto dopo Pellegrin procede ad un triplo cambio: entrano Guti, Higuain e Robben per Cristiano Ronaldo, Gago e Benzema. I 20.000 del Bernabeu applaudono. Al 69′ Dudek in tuffo devia in corner un gran tiro di Alnumare. Al 75′ entra “il pirata” Granero per Sneijder. Gli ultimi 15′ scorrono senza particolari sussulti fino all’88’ quando il numero 8 dell’Al-Ittihad ha la palla del 2-1 solo davanti al portiere, ma spara al lato. Disperazione per la panchina saudita che odorava già il colpaccio, e sospiro di sollievo per il pubblico per la figuraccia evitata. Il Real è sulle gambe e ci prova al solito solo da lontano con Higuain e Robben, ma non basta. Finisce 1-1.

COMMENTI:
Il Real si schiera teoricamente – come sempre fatto da Pellegrini – con un 442, ma è un modulo “camaleontico” (come direbbe Ranieri), con Ronaldo che, in fase d’attacco, va ad affiancare Benzema davanti con Raul subito dietro (una sorta di 433 camuffato). L’unico “fisso” è Lassana Diarra che si piazza stabilmente davanti alla difesa. L’intenzione del tecnico ex Villarreal è al solito quella di giocare molto rapido, di far correre la palla e di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria con tagli senza palla e tanto movimento. Non sarà facile rivoluzionare una squadra di solito piuttosto lenta e innamorata della palla, ma Pellegrini è un tecnico testardo. Ogni volta che i “bianchi” provano triangolazioni veloci danno l’impressione di poter entrare facilmente in area senza che vi sia modo di fermarli, ma per giocare in questo modo (come ad esempio ho visto tante volte fare all’Arsenal) serve una perfetta condizione fisica, e al Real ancora manca. E’ per questo che più che azioni programmate e schemi si vedono quasi esclusivamente tiri da lontano, quasi tutti fiacchi. Dalla parte opposta, i sauditi sono tremendamente concreti, pochi fronzoli e, a conti fatti, sono più pericolosi dei galattici. Come detto, hanno loro la chance più concreta per fare il 2-1, ma la sprecano malamente.

I SINGOLI:
Discreta prova di Drenthe in attacco, mentre in difesa al solito è andato in difficoltà quando puntato in uno contro uno (non lo tiene mai). Bene Gago (pressing alto, tante palle recuperate) gol a parte, Lassana Diarra (anche qualità oltre alla solita quantità) e Raul (“il solito” Raul, e auguri a chi dovrà togliergli il posto!). Per i sauditi menzione particolare per il portiere Zaid e per l’ottimo Aboucherouane.

Guarda la sintesi della partita.