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Viareggio Cup: Juventus vs Atalanta 2-0 (è Finale!)

viareggio semifinaleJuventus ed Atalanta si giocano l’accesso alla finalissima in quel di Viareggio sotto un timido sole, con delle condizioni atmosferiche quindi molto migliori rispetto a quelle avute solo due giorni prima, durante i quarti di finale. I Bianconeri, grandi favoriti della vigilia, si presentano con un ruolino di marcia intonso e potendo contare su di un grande attacco (15 reti segnate) ed una difesa quasi impenetrabile (1 rete subita). Per l’occasione Bruni schiera il solito Pinsoglio tra i pali difeso dalla coppia Alcibiade-De Paola affiancati da Crivello e Bamba sulle fasce. Giandonato e Pirrotta i mediani, Esposito, Iago e Belcastro sulla trequarti ed Immobile, capocannoniere del torneo al pari del milanista Beretta, unica punta. Dal canto suo Bonacina risponde con il suo classico 4-3-3 con Gabbiadini, eroe del quarto contro il Palermo, punta centrale supportato da Meduri e Crncic.

CRONACA
Dopo una decina scarsa di minuti è l’Atalanta a farsi vedere: Gabbiadini mette una palla in mezzo bassa su cui s’avventa Meduri che prova a girare di prima intenzione, venendo però subito contrato da Crivello che gli stoppa il pallone giusto al momento del tiro, vanificando l’azione. Tre minuti e Iago si mangia un’occasione d’oro: Esposito scende sulla destra e crossa in mezzo trovando sul secondo palo Iago, che però spizza solo il pallone non inquadrando la porta e non concretizzando un goal che sembrava fatto. Al diciassettesimo i due trequartisti Bianconeri invertono le parti, ma il copione non cambia: questa volta è Iago a vestire i panni dell’assistman e dopo una discesa centrale allarga il gioco su Esposito che, puntato il diretto avversario, si crea lo spazio per concludere, non trovando però lo specchio di porta. Giusto dieci minuti dopo il goal fallito da Iago l’Atalanta costruisce una palla goal nitida, che pareggia il conto delle occasioni d’oro: Gabbiadini prende d’infilata la retroguardia Bianconera ed una volta portatosi in area si libera di Alcibiade con una sportellata per concludere poi a botta sicura verso la porta, trovando però la pronta risposta di Pinsoglio, che fa suo il pallone. Al ventottesimo prova quindi a farsi rivedere Esposito che dopo aver ricevuto palla centralmente salta un avversario portandosi la palla sull’esterno e dopo essersi allargato, creandosi lo spazio per il tiro, batte a rete, non inquadrando però lo specchio di porta. Alla mezz’ora Gabbiadini si mangia un’altra ottima occasione: la punta bergamasca viene messa in movimento da un rimpallo avvenuto sulla trequarti, che lo libera completamente solo davanti a Pinsoglio. Ancora una volta però il centravanti atalantino dimostra di non avere un grande sangue freddo, sparando contro al portiere in uscita. Dopo trentatre minuti di gioco si fa vivo anche Immobile, piuttosto spento ed abbandonato un po’ a sè stesso fino a quel momento: dopo aver controllato al limite dell’area, quindi, la punta campana calcia con rabbia verso la porta atalantina, trovando però la pronta respinta di un Rossi piazzato ottimamente. Il goal è comunque nell’aria ed arriva sei minuti più tardi, grazie ad un buco difensivo. Su di un lancio lungo, infatti, uno dei centrali della difesa atalantina prova ad intervenire per allontanare il pallone, bucandolo però clamorosamente e spianando la strada a Iago, che a quel punto si trova a tu per tu con Rossi. Per il fantasista spagnolo è un gioco da ragazzi saltare il portiere della Dea per poi depositare tranquillamente in rete. Poco dopo è ancora Gabbiadini ad avere un’occasione d’oro: infilatosi sul filo del fuorigioco si porta in area e, con una discreta libertà, arriva a calciare verso la porta avversaria. Ancora una volta, però, il tiro è molle ed è facile preda di un Pinsoglio che deve ringraziare e non poco il centravanti avversario per i tanti errori compiuti nel primo tempo.

Dopo dodici minuti dall’inizio della ripresa è ancora un errore individuale a punire la Dea: Crncic fa un retropassaggio molto approssimativo che mette in netta difficoltà De Leidi che non raggiungendo il pallone lascia che Immobile gli si infili alle spalle in velocità per puntare la porta. Una volta entrata in area, quindi, la punta Bianconera è atterrata proprio dal centrale atalantino che dopo aver regalato il goal dell’1 a 0 a Iago regala un rigore ad Immobile e la superiorità numerica ai suoi avversari. Dagli undici metri, quindi, Immobile spiazza Rossi e festeggia il settimo goal del suo torneo, cosa questa che lo porta a diventare capocannoniere in solitaria. Al ventisettesimo Esposito ed Immobile dialogano bene ma sul passaggio di ritorno della punta Bianconera arriva la chiusura in diagonale di Colombo, che anticipa Esposito. Sulla ripartenza l’Atalanta si rende pericolosa con Pandiani, subentrato poco prima ad uno stanco Gabbiadini, che dopo aver percorso molti metri palla al piede converge in area e resistendo alla pressione di Alcibiade prova a battere Pinsoglio, che si dimostra però ancora una volta pronto a chiudere il proprio specchio di porta in faccia agli avanti Nerazzurri. Alla mezz’ora Giandonato verticalizza per Immobile che s’infila sulla trequarti avversaria e calcia con potenza, trovando però la pronta opposizione di Rossi. Un battito di ciglia ed è Esposito a provarci, ma il suo collo esterno scheggia la traversa e si spegne sul fondo. Dieci minuti più tardi è ancora Esposito a provarci quando dopo essere entrato in area di rigore va, dopo una finta, a calciare verso la porta di Rossi, venendo però contrato da un difensore. E’ comunque sempre lui a mantenere il possesso del pallone, vincendo un rimpallo. Ma sprecando tutto con un pessimo tentativo di rabona, che lo porta a cadere goffamente a terra senza nemmeno toccare il pallone. Un paio di minuti ed è Boniperti, ben liberatosi di Kone, a cercare la via del goal, ma il suo tiro di collo interno si spegne alto sulla traversa.

COMMENTO
La partita non è quel monologo Bianconero che ci si aspettava ad inizio partita. Il ruolino di marcia praticamente perfetto della Juventus unito alla non irresistibilità atalantina – che già contro il Palermo dimostrò di essere una squadra che subiva particolarmente il maggior tasso tecnico degli avversari – lasciavano preludere ad una partita che sarebbe stata dominata dalla squadra di Torino e che la Dea avrebbe potuto far propria solo dimostrando grande compattezza in fase difensiva ed unendo alla stessa qualche giocata dei singoli. Il primo tempo dà invece dimostrazione del contrario. E’ proprio l’Atalanta a partire meglio, prendendo possesso del campo da subito con il giusto cipiglio e dimostrandosi molto più prodiga nella costruzione del gioco. A mancare, quindi, sono proprio le giocate dei singoli. Quel Gabbiadini che si era dimostrato risolutore nei quarti di finale con quella splendida rete che valse l’accesso alla semifinale si mangia tre occasioni nitide, che se realizzate avrebbero chiuso il match già dopo i primi quarantacinque minuti. E proprio un altro errore di un singolo, nello specifico di De Leidi, punisce oltremodo un’Atalanta che non meritava di passare in svantaggio in quel momento: è proprio il difensore atalantino, infatti, a bucare in maniera tanto grossolana quanto clamorosa una palla su cui sarebbe dovuto intervenire con ben altra sicurezza, spianando quindi la strada a Iago. Juventus che dal canto suo pare risentire più dell’Atalanta delle fatiche di questi giorni: arrivati alla sesta partita in tredici giorni molti dei giocatori Bianconeri, Immobile su tutti, dimostrando di essere piuttosto appesantiti dai tanti match disputati in un così breve lasso di tempo. Sono proprio gli errori dei singoli, comunque, a fare la differenza: la Juventus pur giocando una partita piuttosto sottotono rispetto alle proprie possibilità gioca con grande tranquillità, senza strafare ma, soprattutto, senza commettere svarioni. Al contrario l’Atalanta si macchia di alcuni errori davvero gravi, che affossano la squadra. Gabbiadini si mangia tre occasioni nitidissime, Crncic fa un assist al bacio a… Immobile e De Leidi prima buca un pallone sanguinosissimo, poi, ma lì cercava di mettere una pezza ad un errore altrui, si fa espellere regalando un rigore allo stesso Immobile. Davvero troppo per pensare di vincere. Vivissimi complimenti, comunque, ad un’Atalanta che nonostante dimostri di non essere più, in questo momento, uno dei settori giovanili al vertice in Italia porta la sua Primavera a fare tantissima strada in questo Viareggio, probabilmente anche più di quanto da essi stessi pronosticato.

MVP
Migliore in campo oggi risulta essere Carlo Pinsoglio: il portiere Bianconero, che molti a Torino pensano possa essere l’erede di Buffon tra qualche anno (tanto che tempo fa si parlava di un interessamento per Fiorillo, poi messo a tacere proprio dalle grandi prestazioni di questo ottimo portiere), disputa infatti una grande partita risultando più volte decisivo e diventando un vero e proprio incubo per Gabbiadini che dopo aver deciso da par suo la sfida contro il Palermo trova sulla sua strada un limite invalicabile: Pinsoglio. Un portiere questo che, secondo la mia opinione, meritava già lo scorso anno il premio come miglior portiere di questa competizione, poi dato proprio a Fiorillo. Che sia questo l’anno buono? La concorrenza di Addario, comunque, potrebbe farsi sentire. Honorable mention per Simone Esposito: l’ala destra juventina è in assoluto il giocatore più brillante tra i suoi ed è quello che in più occasioni prova a pungere. I due cannonieri della squadra, Immobile e Belcastro, risultano infatti essere un po’ appesantiti dalle tante partite giocate in questi pochi giorni, mentre la stellina spagnola, Iago, dimostra ancora di non attraversare un grandissimo momento e non incanta come in altre circostanze. E’ quindi proprio lui a farsi carico di dare brio alla fase offensiva juventina, e lo fa con una buona prestazione, cui manca solo il goal. Ma quella traversa grida ancora vendetta.

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Atalanta vs Juventus 2-5 (Camoranesi fa il Mago)

Camoranesi spettacolare

Camoranesi spettacolare

PRESENTAZIONE
Ferrara ripropone ancora il 4-2-3-1. Davanti a capitan Buffon, Caceres confermato a destra, Cannavaro in campo per la 400ª volta in Serie A, Chiellini e Grosso completano il reparto. Davanti alla difesa ancora Poulsen e Felipe Melo. Giovinco ritorna a fianco di Diego e Camoranesi, schierati dietro l’unica punta Trezeguet.

CRONACA
La sfida inizia sotto la pioggia e all’insegna dell’equilibrio. Anche nelle occasioni da rete. Il primo tiro è di Camoranesi da fuori area: Consigli mette in angolo. La risposta atalantina è con Tiribocchi che mette a lato sull’uscita di Buffon. La Juventus cresce con il passare dei minuti. La prima scossa arriva intorno alla mezz’ora quando Trezeguet insacca di testa su perfetto cross di Caceres, ma il francese è in fuorigioco. Tutto rimandato di poco. I bianconeri piazzano un uno-due da ko. Anzi, Camoranesi piazza un uno-due da ko segnando una doppietta nel giro di appena un minuto (tra il 36’ e il 37’), prima di testa su cross di Grosso, poi con il destro a giro dal limite. Per l’italo-argentino continua il gran momento dopo le reti con Sampdoria e Maccabi e la sua uscita prematura con il Napoli si è fatta sentire non poco sette giorni fa. Al riposo si va così con il doppio vantaggio, anche grazie a Buffon che salva su un tiro da fuori di Guarente. Ripresa. Non ci sono cambi all’inizio. L’Atalanta prova a partire forte, ma è soprattutto una Juve che gioca in scioltezza a fare la partita. L’avvio è una girandola di emozioni. A innescarla è l’Atalanta che riapre la gara con Valdes che parte da solo in contropiede e batte Buffon. La squadra di Ferrara vuole esorcizzare subito il fantasma di una nuova rimonta subita e si getta in avanti. In tre minuti, i bianconeri segnano per ben tre volte. I primi due gol sono annullati per fuorigioco, prima a Felipe Melo e poi a Poulsen. Ma il terzo è buono ed è un capolavoro, ancora di Felipe Melo che insacca con una gran botta da fuori area: 1-3.  L’Atalanta paga un po’ il conto. Tra i bergamaschi sembra che il solo Valdes non si arrenda. Proprio da un suo tiro che esce di poco parte la reazione dei padroni di casa che al 26’ trovano il 3-2 con Ceravolo che si inserisce da destra e trova l’angolo lontano. Ferrara opera il primo cambio. Esce Giovinco ed entra De Ceglie. I timori svaniscono subito dopo il 40’. Ancora un uno-due, questa volta da ko definitivo. Prima segna Diego, con un esterno sinistro su cross di Camoranesi. Poi arriva la rete più attesa, quella di David Trezeguet, la numero 167 in bianconero, come l’icona Omar Sivori. Una ricorrenza in più per rendere ancora più speciale la serata bergamasca. Continua a leggere

Randazzo: quando lo scandalo non fa notizia..

AtalantaOrmai la conosciamo tutti la storia: se c’è di mezzo la Juventus, anche una multa per divieto di sosta non pagata da un nostro tesserato diventa un caso nazionale, da portare in Parlamento. Quando invece ci sono vicendo sospette di partite vendute e irregolarità sportive barra illeciti riguardanti altre squadre.. un bel “chissenefrega” è il commento più elegante. Lo sappiamo, noi siamo diversi. E ci piace così, temuti perchè migliori. Però, per dovere di cronaca, registro come l’ex storico DG dell’Atalanta, Giacomo Randazzo, abbia tirato fuori in un suo libro celebrativo dei trentanni passati lavorando per la società bergamasca, un episodio risalente al 2000. Riassumo. Partita di Coppa Italia: Atalanta-Pistoiese, risultato 1-1. L’ufficio indagini della Figc mandò a processo i giocatori Banchelli, Doni, Siviglia, Gallo e Zauri. La sen­tenza di primo grado fu di colpevolezza per tutti tranne per Doni che fu assolto, ma l’appello ribaltò tutto con l’assoluzio­ne di tutti i calciatori coinvolti. L’Atalan­ta commentò: «Giustizia è fatta» e tra i suoi dirigenti c’era proprio Randazzo. Ma l’ex direttore scrive nel suo libro: “In tutta chiarezza ho il grandis­simo dubbio che l’illecito sia stato com­messo e, aggiungo, che sia stato com­messo con il coinvolgimento di altri gio­catori e, forse degli stessi allenatori del­le due squadre”. Quanto dovevo vi ho detto. Ora lo possiamo dire pure in coro: chissenefrega!

(Credits: Tuttosport)