Posts Tagged ‘ Balotelli ’

Pillole varie dal mondo del pallone..

capello terryTra il tragico e il comico..

VIAREGGIO – Stiamo seguendo come blog la manifestazione, e in particolare le partite della Juventus. Ma ieri è accaduta una cosa grave, che dovrebbe far riflettere tutti. La partita tra Sampdoria e Club Nacional di Montevideo disputata presso il campo La Sciorba di Genova è iniziata nonostante la richiesta dei giocatori di rimandarla per le condizioni ostili (vento, freddo polare e neve). L’arbitro ha deciso di farla disputare ugualmente nonostante i -2° e il risultato è stato che due giocatori sono finiti in ospedale e tre curati dal medico della Sampdoria per principio di assideramento. Tecnicamente si chiama “gelicidio” (pioggia ghiacciata, acqua che tocca terra e ghiaccia all’istante, insieme al vento), ma si è sfiorato un altro…. cidio! La Samp, intanto, ha già comunicato che non si presenterà alla gara programmata per oggi alle 15 presso lo stadio “Benelli” di Lido di Camaiore con inizio dal 1′ del primo tempo. Questo per tutelare la salute e l’integrità fisica dei propri calciatori. Applausi. E non ce ne vogliano gli amici del Siena, vittime sacrificali di tale protesta.

TERRY – In Inghilterra è da diversi giorni che impazza la “questione Terry”. Il capitano dei Blues e dei Leoni inglesi è stato colto in fallo (..) avendo portato avanti per mesi una relazione extraconiugale con la moglie di Wayne Bridge, suo ex compagno di squadra nel Chelsea al quale fece anche da testimone di nozze. Una brutta storia. Certo, conoscendo JT non una storia imprevedibile, viste le 8 (accertate) relazioni extraconiugali consumate negli ultimi 18 mesi, e visto il background familiare non proprio esaltante (il padre è stato colto a spacciare, mentre la madre a rubare in un supermarket.. e lui stesso pare sia un malpagatore, con debiti ovunque e un comportamento non certo esaltante). Ma il punto è un altro: John gode di un carisma illimitato,  a Londra. Tutto sembra essergli permesso. Queste cose si sapevano da tempo.. ma nessuno ha mai pensato realmente potesse essere messo in discussione. Lui stesso, fino a ieri mattina, continuava a dirsi sicuro di mantenere la fascia di capitano, nonostante la convocazione ufficiale di Capello che chiedeva chiarimenti. Alle 15 il famoso incontro con l’ex tecnico bianconero si è consumato a Wembley. Dodici minuti, c’è chi li ha contati. Alcuni dicono undici. Sono comunque bastati al tecnico friulano per liquidarlo. “Sacked”, in inglese. “Dopo una lunga riflessione, ho deciso di togliere a John la fascia di capitano dell’Inghilterra. Come capitano della nazionale, ha sempre tenuto un comportamento estremamente positivo. Ma ci sono altri fattori di cui ho dovuto tener conto e ho preso questa decisione per tutelare la squadra”. Comunicato ufficiale compreso. Benvenuto nel meraviglioso mondo di “Don” Fabio Capello, John. A proposito: il nuovo capitano scelto da Capello è Rio Ferdinand del Manchester United. Per non farsi mancare nulla, ecco l’elenco delle sue malefatte riportato dalla Gazzetta…

RANIERI – A proposito di Capello, sottolineo con un pizzico di malizia come Ranieri sia arrivato a quota 18 partite consecutive senza sconfitte: 15 vittorie e 3 pareggi. Liedohlm a parte (ma era un altro calcio, altri tempi), il record lo detiene proprio Fabio Capello, stagione 2003/04, con 20 partite utili consecutive. Che dire.. meglio non dire niente!

FAIR PLAY IRANIANO – Guardate questo video. Il protagonista si chiama Amin Motavassel Zadeh, nome che scorderemo dopo 10 secondi. Il gesto però è di quelli che fanno riflettere. Col portiere a terra a seguito di uno scontro di gioco, l’attaccante – invece di approfittarne – butta il pallone fuori. Applausi-bis. Però poi uno si ferma un secondo, riflette, ripensa alle motivazioni lette nel sito degli Ju29ro sul giudizio in rito abbreviato a Giraudo e il pensiero torna a quel gol di Mannini con De Santis a terra, segnato nonostante tutto. E alla rissa del dopo-partita, culminata con un pugno di Jankulovski ad un giocatore del Brescia. Per i giudici fu un rosso “premeditato” richiesto dalla “Cupola”. Solo in Italia.

NEURONI – «Lui ha tanti milioni di neuroni e allenandosi insieme a Zanetti, Cambiasso, Materazzi e Samuel può solo che migliorare. Se uno lavora con loro e non riesce ad imparare vuol dire che ha un solo neurone». Così uno straordinario Mourinho descrive McDonald Mariga. Chiaro il riferimento a Mario Balotelli. Suggerimento per gli ultras bianconeri: “Balotelli ha 1 neurone” si può dire, non è razzismo. C’è il precedente. Grazie Mou.

CONFUSIONE – Daspo di un anno: questo il provvedimento scelto dal questore di Sassari nei confronti del giocatore dell’Olbia Giuseppe Giglio, dopo l’aggressione al portiere Simone Aresti avvenuta nell’intervallo del derby tra Alghero e Olbia. Ma Giglio di mestiere fa il calciatore, e quindi potrà continuare a giocare regolarmente. Niente spalti, ma solo in campo. Geniale.

PROCURE – «Proporrò l’istituzione di una commissione di inchiesta su Calciopoli». Marco Beltrandi, parlamentare del Partito Democratico (Radicale), ha annunciato l’iniziativa nel corso della trasmissione ‘La Juve è sempre la Juve’, in onda su T9, e condotta dagli amici Antonello Angelini e Massimo Zampini (per stavolta la pubblicità è gratuita…). Il deputato, ha spiegato: «Ho intenzione di presentare alla commissione cultura della Camera, che si occupa di sport, un progetto di legge per istituire una commissione di inchiesta su Calciopoli. Su una vicenda di questo rilievo, anche la politica, non sovrapponendosi ai processi, deve chiarire cosa è successo». Nelle scorse settimane Beltrandi aveva presentato una interrogazione in commissione vigilanza, sulla mancata presenza dell’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo nelle trasmissioni Rai che si sono occupate del processo di Napoli. Ne parlavo oggi al bar con il solito barista interista: “In Parlamento dovrebbero occuparsi di cose più serie”. Facile la risposta: “Perchè, in Procura?”.

TAMPONAMENTO – È cominciata male la trasferta della Juventus a Livorno. Ieri sera il pullman che trasportava la squadra bianconera all’Hotel Palazzo, dove è alloggiata, ha tamponato una volante della polizia che la stava scortando lungo il tragitto urbano sulla Variante Aurelia. Nello scontro, come riporta stamani il quotidiano Il Tirreno, hanno avuto la peggio i poliziotti, uno dei quali si è fatto refertare in ospedale per un colpo di frusta. Nessun danno, invece, a bordo del pullman tra i giocatori e lo staff dei bianconeri. L’incidente è stato provocato dalla stessa volante della polizia che ha improvvisamente arrestato la marcia per un guasto meccanico e l’autista del pullman, Riccardo Scaletta, non ha fatto in tempo a frenare urtandola piuttosto violentemente sul retro. Chi ben comincia…

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Le vere ragioni per cui Cassano e Balotelli non andranno al Mondiale

nazionaleSi parla tanto, nei media, del presunto ostracismo di Marcello Lippi nei confronti di Antonio Cassano e Mario Balotelli, in Nazionale. C’è chi fantastica di ripicche personali, di pugni e botte da orbi col figlio (per carità, magari è anche vero.. ma non c’entra!), di disprezzo del ct nei confronti dell’Inter, e chi più ne ha più ne metta. Posso accettare tutto, ma non che queste cose le scriva un giornalista sportivo. Finchè si resta in ambito di chiacchierata da bar dello sport, cornetto alla mano, si può sentire tutto, pure che Lippi è la causa di ogni male nel mondo, e che sia scarso come allenatore. Siamo pur sempre sessanta milioni di allenatori, no? Poi bevi un caffè, paghi il conto e comincia la tua giornata lavorativa. Ma da gente che conosce questo mondo dal di dentro no, non lo accetto. La frattura insanabile di Antonio Cassano con la Nazionale è addirittura anteriore al Lippi-bis, e si è consumata all’ultimo Campionato Europeo (in panca Roberto Donadoni, che pure lo faceva giocare..). E’ lì – questo è quanto circola davvero negli ambienti genovani – che è successo qualcosa (fatti loro, la politica di questo blog la conoscete…) che di fatto ha probabilmente estraniato il giocatore dalla maglia azzurra, almeno finchè l’allenatore sarà Marcello Lippi. Una frattura con quello che Lippi definisce lo “zoccolo duro”, sul quale da sempre punta, e che tante soddisfazioni gli ha dato in carriera. Continuare a proporre Cassano in Nazionale, ancora oggi, è davvero qualcosa di insensato proprio per questo motivo. Non è una scelta tecnica, ma di opportunità. Lippi non lo convoca non per qualche motivo misterioso (ho letto persino “perchè è troppo forte e farebbe ingelosire i compagni”… come se il desiderio di un allenatore non fosse quello di vincere), ma per preservare l’integrità del gruppo e dello spogliatoio, fondamentale. Lo avevo scritto spesso, avendo un “uccellino” anche a Genova, come lo slogan “Cassano è cambiato” trasmesso a reti unificate da giugno fosse un bluff. Cassano non è mai cambiato. Nè sono diminuiti i suoi capricci, le sue serate fino a tardi, la sua anarchia tattica, il suo partecipare a fasi alterne (modalità diplomatica on) ad allenamenti senza palla e sedute tattiche. Chiedere a Mazzarri, che ha pagato per lui. O a Del Neri, che lo ha messo fuori rosa stanco dei soliti comportamenti (e la Samp è rinata, compattandosi). Chi finora ha continuato ad insultare Lippi dall’alto di chissà quale competenza calcistica dovrebbe quantomento fare marcia indietro (le scuse sono utopia, siamo pure sempre in Italia..).

Stesso discorso per Mario Balotelli. Oh, intendiamoci: calcisticamente parlando un fenomeno. Probabilmente, non esagero, il miglior giovane italiano di sempre. Voglio dire: ricordo pochi calciatori nostrani così forti già a 19 anni, così talentuosi, così fisicamente pronti e con tanta autostima e convinzione nei propri mezzi. Nessun dubbio, neanche uno, sulle sue capacità tecniche. Nè sulla sua Nazionalità (italiana). Non ho alcun dubbio neanche sulle qualità di Antonio Cassano,  attualmente la miglior seconda punta italiana, talento alla mano, del nostro Campionato (non me ne voglia il sempreverde Del Piero). Però si parla di altro. Lippi non convocherà neanche il nerazzurro almeno finchè non maturerà abbastanza per capire di non essere più un ragazzino viziato, ma un elemento di un gruppo. D’altra parte è stato Mourinho, per primo, a metterlo di fatto fuori rosa, facendolo allenare con la Primavera a mò di punizione. E spesso il tecnico di Setubal, uno che non guarda in faccia a nessuno, è stato durissimo con lui. Un giorno ho parlato con un calciatore di colore (quindi togliamo di mezzo ogni riferimento al razzismo, già in premessa!), un campione già affermato, che mi ha detto una cosa nei suoi confronti: “Mario è un giocatore che se ti avvicini ti insulta, e lo fa sapendo che se reagisci avrà ottenuto il suo scopo”. Lo stesso motivo per cui dopo un gol non esulta, avendo sempre un atteggiamento polemico (persino a San Siro). O lo fa andando a beccare il pubblico avversario. Inoltre, e lo abbiamo visto sia in Campionato che in Coppa Italia, è un giocatore scorrettissimo, che simula in maniera premeditata e vergognosa, e non è mai punito godendo di una pericolosa immunità arbitrale (pericolosa perchè finchè non verrà punito non capirà mai che non può sempre cavarsela solo per il colore della pelle o per quello della maglia..). Giocatori del genere è il gruppo Italia stesso, prima che il suo selezionatore Marcello Lippi, che non li accetta. E il paragone con Marco Materazzi, altro giocatore discusso convocato agli ultimi Mondiali da Marcello Lippi, non regge per il fatto che Marco – lo so che pochi ci crederanno – è una persona splendida che sa far gruppo e si fa volere bene. Pur essendo stato spesso in carriera “scoordinato” (…). Non ha mai avuto quell’aria di superiorità nei confronti dei compagni, nè è mai venuto meno alle regole del gruppo. Prova provata del fatto che c’è spazio per tutti, se si accettano alcune semplici regole.

L’augurio è perciò che entrambi i calciatori possano maturare e farlo in fretta (specie Cassano, che è quasi 10 anni più grande di Balotelli, fra le tante cose..), perchè sarebbero sicuramente fondamentali tecnicamente per alzare il livello della nostra Nazionale. Ma, per piacere, quando da domani vi ritroverete a prendere il cornetto parlando col sapientone di turno che inventerà l’ennesima teoria complottistica per spiegare queste non convocazioni, ricordatevi di questi semplici concetti.

Coppa Italia: Inter vs Juventus 2-1 (una eliminazione da rimpianto)

mario balotelliProprio come cinque giorni fa contro la Roma. La Juventus lascia il campo con una sconfitta immeritata, allo scadere, dopo aver disputato una buona gara. Al Meazza, la buona sorte dura 10 minuti, il tempo di aiutare Diego sul gol (errore di Toldo). Nella ripresa, palo di Chiellini sullo 0-1, deviazione decisiva della barriera bianconera sul pareggio di Diego, prima del gol partita di Balotelli al 44’. Dopo il 3-0 sul Napoli, la squadra di Ferrara si ferma ai quarti di finale. Ad affrontare la Fiorentina nella doppia semifinale sarà quindi l’Inter. Per i bianconeri è un’altra competizione che va in archivio. Restano il campionato (domenica c’è il posticipo con la Lazio) e l’Europa League, in attesa del doppio incontro con l’Ajax.

LA PARTITA
Per la sfida del Meazza, Ferrara punta su una sorta di 4-4-1-1. Davanti a Buffon (32 anni oggi), difesa con Grygera, Cannavaro, Chiellini e Grosso. A centrocampo Candreva, Sissoko, Felipe Melo e De Ceglie. Diego alle spalle di Amauri. Dopo la sfortuna, spesso a fianco dei bianconeri in quest’ultimo periodo, il match inizia sotto una buona stella. Al primo vero affondo, al 10’, Diego scaglia un destro che si infila in porta dopo un incredibile errore di Toldo che si fa sfuggire il pallone. L’Inter reagiste subito con un tiro di Balotelli respinto da Buffon e poi con Maicon che mette alto dopo essere arrivato solo davanti alla porta. La difesa bianconera si compatta sui tentativi nerazzurri e prova spesso a far ripartire la manovra. I bianconeri si rifanno vivi alla mezz’ora quando Amauri si conquista una punizione dal limite, ma il tiro di Diego è debole e questa volta Toldo non si fa sorprendere. Il primo tempo si chiude con le proteste nerazzurro per intervento di mano di Felipe Melo su cross di Thiago Motta, ma Damato ha optato per l’angolo. Ripresa. Si torna in campo con i bianconeri avanti 1-0 e con Sissoko regolarmente al suo posto. L’Inter prova subito a partire forte, ma la prima occasione è per Diego che sfiora il palo con un diagonale da fuori area. Ancora più pericoloso il colpo di testa di Chiellini che colpisce il palo sul cross di Diego. Mourinho prova a correre ai ripari e manda dentro anche Milito al posto di Cambiasso, rendendo ancora più offensiva la sua squadra. I bianconeri continuano a difendersi e a provare a ripartire negli spazi che i nerazzurri sono costretti a lasciare. Come succede al 24’ quando Diego prova la rovesciata dopo il cross di De Ceglie. La fortuna, che aveva aiutato sul gol di Diego, volta ancora le spalle ai bianconeri. Dopo il palo di Chiellini, si mette anche sul pareggio dell’Inter. Sneijder batte una punizione che, deviata dalla barriera, mette fuori causa Buffon e permette a Lucio di mettere dentro da un metro. La squadra di Ferrara non si perde d’animo e con Candreva – in crescita – sfiora il nuovo vantaggio con una botta da fuori area. Nell’Inter entra Muntari per Pandev. La gara è aperta a ogni soluzione. Al 39’, un’altra deviazione della barriera su punizione di Sneijder costringe Buffon alla deviazione. Ma al 44’ arriva la beffa per i bianconeri: Thiago Motta ci prova da fuori, Buffon respinge, ma il primo ad arrivare sul pallone è Balotelli che insacca da due passi. È il gol che decide la qualificazione e punisce immeritatamente i bianconeri. Neppure l’ingresso in campo di Paolucci per De Ceglie cambia la sostanza. Finisce 2-1 e per la Juventus è il capolinea in Coppa Italia. Nel modo più beffardo.

IL TABELLINO
INTER-JUVENTUS 2-1 (0-1)
RETI: 10’ pt Diego, 26’ st Lucio, 44’ st Balottelli.
INTER: Toldo; Maicon, Materazzi, Lucio, Santon;
Zanetti, Cambiasso (16’ st Milito), Thiago Motta; Sneijder (48’ st Cordoba); Balotelli, Pandev (35’ st Muntari). A disposizione: Julio Cesar, Samuel, Quaresma, Arnautovic. All. Mourinho.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Candreva, Felipe Melo, Sissoko, De Ceglie (47’ st Paolucci); Diego; Amauri. A disposizione: Manninger, Zebina, Legrottaglie, Marrone, Boniperti, Yago. All. Ferrara.
ARBITRO: Damato di Barletta.
AMMONITI: 42’ pt Maicon, 4’ st Chiellini, 25’ st Felipe Melo, 31’ st Cannavaro.

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Contro la Roma con la Curva Sud chiusa. Mariella Scirea: "Non c'è rispetto per mio marito"

stadio olimpico torinoOltre alle multe pecuniarie “collezionate” quest’anno dalla Juventus, ora arriva anche la squalifica. Purtroppo, meritata.

Il giudice sportivo ha deciso la chiusura della Curva Sud dello stadio ‘Olimpico‘ di Torino per la prossima gara in casa della Juventus contro la Roma di Claudio Ranieri. Il provvedimento si è ritenuto necessario in seguito ai reiterati cori razzisti intonati da alcuni sostenitori bianconeri, ed è stata adottato dopo la gara di Coppa Italia che la formazione di Ciro Ferrara ha vinto 3-0 contro il Napoli. Il giudice sportivo ha spiegato che “al rientro delle squadre negli spogliatoi per l’intervallo, sostenitori della Soc. Juventus, collocati nel settore denominato ‘Curva-Sud’, indirizzavano ad un calciatore tesserato per altra Società un coro costituente espressione di discriminazione razziale“. Il giudice ha preso in considerazione “la specifica e reiterata recidività”. Sulla sanzione hanno influito anche circostanze esimenti: “La non reiterazione nel corso della gara del comportamento discriminatorio, la sua riferibilità esclusiva ad uno specifico settore dello stadio e la concreta cooperazione offerta dalla Società alle forze dell’ordine a fini preventivi e dissuasivi”.

Mariella amara: «Quei cori senza rispetto per Scirea»
«Non c’è stato rispetto per la società, per questo nome, per questa curva»

TORINO, 15 gennaio – La vedova Scirea interviene a Sky Sport sulla squalifica della Curva della Juventus dedicata al marito e simbolo juventino Gaetano, in seguito ai cori razzisti contro Balotelli. «Ho avuto un attimo di destabilizzazione. Sono un po’ delusa, amareggiata. Sappiamo che gli stadi non sono dei teatri ma non devono neanche diventare dei centri dove si fa della violenza, una violenza anche verbale. I cori contro Balotelli ci sono stati, probabilmente non sono dei cori razzisti, ma sicuramente non dovevano essere urlati. Uno stadio che porta il nome di mio marito significa sì un privilegio ma credo che porti anche delle grosse responsabilità soprattutto per coloro che partecipano al tifo della squadra. Ho avuto un bellissimo rapporto con i tifosi juventini che in questi 20 anni sono stati vicinissimi alla mia famiglia, a me e a mio figlio. Ho avuto degli ottimi rapporti anche con i capi ultras e devo ammettere la nostra impotenza e la mia grande delusione. Non c’è stato rispetto per la società e in modo particolare per questo nome, per questa curva, che ha rappresentato e rappresenta un giocatore che ha dimostrato durante la sua carriera grande onestà intellettuale e sportiva. Questo i tifosi non l’hanno capito o forse l’hanno dimenticato».

Le è piaciuto il gesto della società che non ha voluto presentare ricorso contro la chiusura della Curva Scirea, a dimostrazione che la Juventus ripudia ogni forma di razzismo?

«Io sono d’accordissimo con la società. Parto però da un presupposto: probabilmente dovremmo fare degli appelli ai legislatori e a coloro che mettono delle regole. Una società di calcio non deve subire soggettivamente questi cori e questa violenza da parte dei propri tifosi. Probabilmente, se venisse rivista un attimo questa legge, sarebbe anche un deterrente perché credo che in questo momento questi cori e questi atteggiamenti siano dettati non tanto da cori razzisti ma da una rivalsa nei confronti della società. E per questo non capisco perché la società debba essere punita».

Tuttosport.com

Ancora cori razzisti contro Balotelli: vergogna senza fine

ultrasPiù che la squadra o Ciro Ferrara, ancora una volta a disonorare la tifoseria bianconera di tutta Italia ci hanno pensato alcuni razzisti “da curva”. Nei minuti finali del primo tempo di Juventus-Napoli, infatti, come riportato da Tuttosport, sono iniziati nella curva Scirea – ancora una volta – cori contro Mario Balotelli. Lo speaker dello stadio Olimpico torinese, che ha invitato i tifosi bianconeri al fair play ricordando che ogni vero sportivo rifiuta il razzismo, per tutta risposta e’ stato ricoperto da una bordata di fischi e dal bis del coro «Non ci sono negri italiani». Ancora una volta atteggiamenti stupidi, ingiustificati e da condannare fermamente. La “maglia” la devono onorare tutti, anche i tifosi che si vantano di essere gli unici “proprietari” della stessa.

Cori razzisti contro Sissoko. Sono gli ultras del Cagliari i veri razzisti!

E' nero pure lui, ma non nerazzurro..

E' nero pure lui, ma non nerazzurro..

Commentare la parita oggi sarà più difficile del solito, vista la mediocrità della prestazione offerta dai bianconeri al Sant’Elia. La rabbia è tanta, potrebbero scappare dei giudizi sin troppo negativi. Ma questo mi sento di commentarlo “a caldo”, perchè tanto si è parlato di Juventini razzisti (ingiustamente nel caso di Udine, giustamente in quello di Bordeaux). Proprio per questo non va fatta passare in secondo piano la notizia battuta dall’ANSA secondo la quale, durante la partita, gli ultras del Cagliari avrebbero ripetutamente intonato “buuu” nei confronti di Momo Sissoko (episodio già verificatosi l’anno scorso all’Olimpico di Roma contro la Lazio). Nè lo speaker dello stadio, nè l’arbitro hanno ritenuto di dover intervenire. Momo ha un colore che lo accomuna a Balotelli: il nero. L’altro (l’azzurro) no. Non vorrei fosse questa la vera discriminazione. Anche perchè quest’anno è la seconda volta, dopo quelli contro Luciano in Cagliari-Chievo, che gli ultras sardi hanno intonato cori discriminatori contro un giocatore di colore. Ma in prima pagina ci finisce solo la tifoseria bianconera.. avremmo forse dovuto ritirare la squadra?

Toglietemi questo dubbio: siamo il paese più civile d'Europa o semplicemente quello più sordo?

Confermo: aveva (stra)ragione lui..

Confermo: aveva (stra)ragione lui..

Considerazioni flash: dei cori razzisti di Bordeaux abbiamo già parlato, e non vi è giustificazione alcuna. Nessuna. Mi premeva però, a questo punto, analizzare la situazione più a 360°. Vedere cosa finora è emerso in Italia nei referti provenienti da arbitro e altri specifici funzionari AIA e FIGC presenti sul campo. Vi premetto che sarà – almeno per me – sorprendente. Continua a leggere

Vergogna! Nessuna scusa questa volta.

Questo non è tifo!

Questo non è tifo!

Trecento ultras presenti allo stadio di Bordeaux per assistere al match di Champions League evidentemente non avevano altro di meglio da fare che intonare ancora una volta il coro «Se saltelli, muore Balotelli» e dedicare per 90° una serie infinita di cori contro l’Inter e il giocatore di colore. Il ds Alessio Secco, raccontano le cronache, è andato immediatamente sotto la curva per far cessare i cori, anche perché c’è il serio rischio di una squalifica in campo internazionale. Quando l’altoparlante ha ricordato che «su questo campo è bandito il razzismo», in tutta risposta, si è levato un coro ancora più pesante: «Un negro non può essere italiano». Era lo stesso coro che l’anno scorso portò alla squalifica del campo della Juventus, poi commutata in match a porte chiuse. Continua a leggere

Mourinho e Moratti, non così!

I moralizzatori..

I moralizzatori..

Stamattina mi è capitato di leggere il bellissimo editoriale di Tuttosport a firma dell’ottimo Alvaro Moretti (giornale molto interessante nel complesso quello di oggi, che tratta molto bene questa tematica e che quindi consiglio di acquistare), e non posso che sottoscriverlo. Esistono le regole, dice il tecnico portoghese. Vero. Però è giusto anche dire quali e poi applicarle, senza tirarle in ballo a casaccio con toni quasi minacciosi. Vediamole assieme.. Continua a leggere

Ci risiamo: cori contro Balotelli, ed è caso Nazionale!

Sto con Mario, ma diciamola tutta..

Sto con Mario, ma diciamola tutta..

Puntuali come un orologio svizzero, anche questa settimana sono arrivati i soliti cori contro Balotelli. Naturalmente ogni “domenica” ed in ogni campo è così (compresa la gara di ieri col Bologna), ma il “caso Nazionale” nasce ovviamente solo quando un coro viene urlato all’Olimpico di Torino. Se poi la prossima gara interna è Juventus-Inter, e c’è la possibilità – sollevando un vespaio – di far giocare a porte chiuse l’incontro, apriti cielo! Però questa storia deve una volta per tutte finire. Cominciamo allora a dirci le cose per quelle che sono. Lo scrivo in premessa, così nessuno potrà strumentalizzare le mie parole: i cori intonati ieri erano vergognosi, sbagliati, da non sottoscrivere, e non sono una cosa di cui vantarsi. Ciò detto, è però il caso di mettere i puntini sulle i. Continua a leggere