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Analisi tattica di Bologna vs Juventus

GLI SCHIERAMENTI INIZIALI

Al Dall’Ara il Bologna, reduce da cinque risultati utili consecutivi (tre vittorie, di cui due in trasferta, e due pareggi, tra i quali quello casalingo col Milan), schiera il suo ormai collaudato 4-4-2. Davanti Viviano, la linea difensiva è costituita da destra a sinistra da Zenoni, Portanova, Moras e Raggi. I quattro di centrocampo, sempre da destra a sinistra sono Buscè, Mudingayi, Guana e Casarini; di punta Adailton e Zalayeta. La Juventus, si oppone al Bologna con un inedito 4-3-3. I terzini sono Grygera e De Ceglie. I due centrali difensivi Legrottaglie e Chiellini. Il vertice del triangolo di centrocampo è Felipe Melo, con Brazzo Salihamidizic a destra e Claudio Marchisio a sinistra. In attacco Diego parte dal centro-destra, Del Piero del centro-sinistra con Amauri in posizione di centravanti. Di seguito la numerazione e la disposizione tattica.

BOLOGNA: (1) Viviano, (21) Zenoni [28′ s.t. (89)Savio], (13) Portanova, (18) Moras, (84) Raggi, (24) Buscè, (26) Mudingayi [38′ s.t. (8) Mingazzini], (14) Guana, (32) Casarini, (85) Adailton [16′ s.t. (20) Gimenez], (25) Zalayeta. (Colombo, Britos, Appiah, Succi). All. Colomba.

JUVENTUS: (1) Buffon; (21) Grygera, (33) Legrottaglie, (3) Chiellini, (29) De Ceglie, (7) Salihamidzic, (4) Felipe Melo, (8) Marchisio [8′ s.t. (22) Sissoko], (28) Diego [16′ s.t. (26) Candreva], (11) Amauri, (10) Del Piero [41′ s.t. (16) Camoranesi]. (Manninger, Cannavaro, Grosso, Trezeguet). All. Zaccheroni.

intro tattica

SVILUPPI TATTICI DEL MATCH

Il Bologna gioca un 4-4-2 piuttosto scolastico, con gli esterni Buscè e Casarini che lavorano sulle fasce senza, di norma, tagli verso il centro del campo e due interni di grossa sostanza quali Mudingayi e Guana. Il gioco del Bologna si sviluppa prevalentemente in verticale e la circolazione di palla è abbastanza ridotta. La forza della squadra è una ottima condiziona atletica generale, una grossa aggressività in fase difensiva e la velocità nei ribaltamenti di fronte. Zaccheroni schiera quello che di fatto si può definire un 4-3-3 e non un 4-3-1-2. Per tutto il tempo in cui è rimasto in campo, Diego, difatti, ha agito, sia in fase offensiva che in fase difensiva da punta, posizionandosi in partenza sul centro-destra del fronte di attacco juventino. Dal lato opposto del campo Del Piero agiva occupando prevalentemente il centro-sinistra, lasciando Amauri in posizione centrale.

Iniziamo analizzando i movimenti del terzetto di attacco, e, in particolare quelli di Diego. Partiamo proprio del gol realizzato dal brasiliano, frutto di una grande azione personale, ma nato da un movimento che pare proprio codificato in allenamento. Come si vede in figura 2, l’azione parte da Chiellini, sul fronte sinistro dello schieramento difensivo bianconero. Si noti la posizione di Diego, defilato a destra. Il movimento di Del Piero è in verticale, andando incontro al pallone.

Fig 02

Il pallone di Chiellini è verso Amauri che viene incontro. Diego comincia a tagliare verso il centravanti.

Fig 03

Amauri riceve e serve Diego sul taglio. Da qui parte l’azione personale di Diego che porterà al gol.

fig 04b

Da notare che il movimento di Diego gli consente due cose fondamentali:

  1. ricevere la palla, non già rivolto verso la nostra porta, ma guardando già la porta avversaria;
  2. ricevere la palla alle spalle dei due interni del Bologna, Mudingayi e Guana (fig. 3).

Che sia un movimento codificato si può osservare dalle prossime due diapositive (4 e 5) dove si nota il medesimo sviluppo dell’azione offensiva. In questo caso è interessante notare il movimento di Del Piero, sempre in verticale, ma stavolta a cercare la profondità.

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I movimenti offensivi del capitano e di Diego sono abbastanza diversi. Il primo si muove più spesso in verticale, sia ricevendo la palla addosso, andando incontro al portatore, sia ricercando la profondità. Movimenti tipici di una punta. Il brasiliano si muove essenzialmente con tagli orizzontali e/o diagonali, cercando di ricevere palla alle spalle degli interni del Bologna, trovandosi così in posizione “classica” di mezzapunta.

Su azione offensiva che parte dal lato destro, invece, Diego, da posizione di centro-destra si apre (sempre movimenti orizzontali e/o diagonali) creando lo spazio per l’inserimento della mezzala (Brazzo). In Diapositiva 6 e 7 lo sviluppo tipico con Grygera in possesso palla (6) e piccolo taglio esterno di Diego a ricevere e attacco dello spazio da parte di Salihamidzic (7). Di questi movimenti è piena la partita.

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Nella diapositiva 8, un’ulteriore esempio della disposizione offensiva della Juve.

diapositiva 08

La fase difensiva ha uno sviluppo abbastanza classico da 4-3-3 e molto diverso da quello descritto nella partita contro l’Ajax. Il terzetto offensivo rimane in posizione (fig. 9), con le punte esterne che in genere escono sui terzini avversari (in fig. 9, Del Piero). Sul pallone servito dal terzino all’interno di centrocampo esce la mezzala (Fig. 10; in questo caso Marchisio su Mudingayi).

diapositiva 09diapositiva 10

In genere la squadra, tranne alcuni casi specifici, preferisce ripiegare e non effettuare un pressing offensivo, privilegiando la densità nella propria metà campo. La scarsa predisposizione al palleggio del Bologna ha limitato al massimo gli squilibri dovuti al veloce spostamento del pallone da destra a sinistra contro un centrocampo a tre.

Interessante invece ciò che accade all’ingresso di Candreva al posto di Diego. Sono solo 4 minuti, ma sufficienti a notare un grosso cambiamento, che porta al gol. La squadra, con l’ingresso di Candreva, torna a 4-3-1-2 col nuovo entrato in posizione di mezza punta e Del Piero avvicinato ad Amauri. L’utilizzo di Candreva come  trequartista, viste le caratteristiche diverse da Diego, è essenzialmente quello di attaccare gli spazi creati dalle punte. E, subito, ecco il gol.

In fig. 11 si vede Brazzo, in possesso di palla; Del Piero taglia dietro la prima punta (Amauri) con un movimento tipico da seconda punta, Candreva è alle loro spalle.

diapositiva 11

Alex riceve, da il tempo di inserimento a Candreva che attacca lo spazio (fig. 12) e realizza.

diapositiva 12

Non vedremo più questo movimento perché subito dopo il gol del vantaggio, Zac preferisce schierarsi (come ad Amsterdam) con un canonico 4-4-2, con Brazzo e Candreva sulle fasce e Sissoko e Melo in mezzo (fig.13).

diapositiva 13

IL GOL SUBITO

Il gol subito è sostanzialmente filgio di un errore individuale di De Ceglie. E’ vero che in partenza c’è un errore di Melo, che, eccessivamente irruente (unica volta in partita) attacca Adailton che si trova spalle alla porta e si fa saltare sbagliando il tempo del pressing (figg. 14 e 15).

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Brazzo si trova così in mezzo a due avversari e sceglie di concedere il passaggio verso l’esterno di Adailton verso Raggi (fig. 16). A mio parere sarebbe stato meglio coprire questo passaggio e indirizzare Adailton verso il centro, verso Diego.

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Sul cross, tuttavia, siamo abbastanza coperti, con Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie che marcano i giocatori del Bologna (Fig. 17)

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Purtroppo De Ceglie, non ha contatto fisico con Buscè, e, attirato dal pallone, perde anche il contatto visivo, non taglia fuori e si fa infilare alle spalle dall’esterno bolognese.

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COMMENTO

A mio parere una buona partita della Juve, contro una delle squadre più in palla del campionato, sebbene priva di Di Vaio (grave assenza). Per quasi tutto il primo tempo la Juve, senza strafare è padrona del campo, non corre alcun pericolo, e oltre al gol, colpisce un palo con Diego e, in genere, non soffre il Bologna. La fine del primo tempo mostra qualche campanello di allarme, che si concretizza ad inizio secondo tempo con il gol subito. Poi, fino al raddoppio di Candreva, continua la sofferenza (clamoroso palo di Gimenez), ma, dopo il gol del 2-1, schierandosi con il 4-4-2 la Juve contiene bene e va più vicino al 3-1 (gol annullato, giustamente, a Melo e occasionissima in contropiede per Candreva) di quanto il Bologna vada vicino al pareggio. La ricerca di questo calo alla fine del primo tempo è imputabile a detta di Zaccheroni (e come non potrei non essere d’accordo) a un abbassamento di ritmo dei giocatori bianconeri. In tal modo il Bologna ha fatto valere la propria arma migliore, appunto il ritmo elevato e l’aggressività. Questo riporta alla considerazione che la crescita atletica della squadra rimane un passaggio fondamentale per giocare un buon calcio.

Tante cose interessanti si sono viste. Ampiamente descritti sono stati i movimenti offensivi di Diego. Il primo e unico pallone ricevuto dal brasiliano in posizione centrale, spalle alla porta e in posizione piuttosto bassa, è stato al 6° minuto del secondo tempo (guardarsi la registrazione…). Casualmente (ma non troppo…) in quest’occasione Diego ha provato a girarsi, ma ha subito la pressione degli interni di centrocampo del Bologna è ha perso palla. Se consideriamo che fino a un mesetto fa il 70% dei palloni ricevuti erano di questo tipo e che ieri ne ha ricevuto solo uno, capiamo l’enorme differenza e il lavoro fatto per permettere al brasiliano di ricevere, come detto, già orientato verso la porta avversaria e alle spalle degli interni, tra le due linee avversarie. Il bottino è di un gol e un palo. Ottimo, direi. Un grosso lavoro sui movimenti per permettere a Diego di fare ciò che un po’ tutti gli chiedevano: essere più incisivo e presentarsi maggiormente in zona gol. Chiaramente non bastava dirgli di stare più vicino alla porta…I movimenti di Del Piero, dal lato opposto del campo erano più verticali; posizioni di partenza simili, movimenti diversi, a rispettare e sfruttare le caratteristiche dei giocatori all’interno di un’organizzazione di squadra. E sempre nell’ottica di rispettare e sfruttare le caratteristiche individuali, l’ingresso di Candreva, cambia le carte in tavola; si posiziona da trequartista per attaccare gli spazi creati dalle due punte. Infine, sebbene qualcuno potrà storcere in naso pensando a un’ottica eccessivamente rinunciataria, corretto, a mio parere, il passaggio al 4-4-2 una volta passati in vantaggio. Si deve fare conto di quello che si è e di come si sta. C’era un calo fisico evidente in corso, giusto coprire meglio gli spazi. E in fin dei conti i risultati hanno dato ragione a Zaccheroni. Che mostra di pensare unicamente a fare giocare al meglio la squadra, senza grossi timori reverenziali. Fuori Grosso e Cannavaro, perché Legrottaglie e De Ceglie gli danno più garanzie. Fuori Diego, stanco (lui è uno di quelli che ha giocato sempre), anche se aveva fatto, fino a quel momento, una bellissima partita. Lo stesso dicasi per Marchisio.

Insomma, come già detto nel commento della partita contro l’Ajax, la mano del mister c’è, si vede con molta evidenza e in sole 5 partite ha già cambiato tanto e ha fatto diventare una squadra la Juventus. Oltretutto, secondo me, grossa soddisfazione a Vinovo per i due gol, figli di movimenti pensati. Se ci fosse una crescita atletica, assolutamente necessaria, questa, accompagnata al lavoro di Zaccheroni, potrebbe farci vedere tante belle cose da qui a fine stagione.

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La "fotomoviola" di Bologna vs Juventus

Tre episodi in analisi questa settimana: il gol di Candreva, quello annullato a Felipe Melo e il rosso diretto di Raggi. Iniziamo.

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Come si può notare dalla fotosequenza, il tocco di mani di Del Piero non c’è. Lo stop è di ginocchia, e la palla non tocca mai le braccia del capitano bianconero. Vi faccio inoltre notare la posizione di Moras, il n. 18 del Bologna. E’ a un metro e mezzo da Del Piero, e vede frontalmente lo stop. Lui più di tutti avrebbe potuto vedere una irregolarità, ma non lo fa. Così come non lo fanno nè Guana (il 14 qui sotto), nè Raggi (84, sopra).

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L’unico che alzerà il braccio sarà Portanova, cmq di spalle a Del Piero, quindi non attendibile (diciamo che è un gesto praticamente automatico). Anche dopo il gol, nessun giocatore del Bologna protesterà per il tocco di mani. Le polemiche, al solito, nascono tutte dopo, come visto col Genoa. Passiamo ora al gol annullato a Felipe Melo. L’arbitro fischia perchè ravvisa un fuorigioco di Del Piero giudicato in posizione “attiva”.

felipe melo 2

Il pallone invece finirà dietro, e l’accorrente brasiliano insacchera di destro a Viviano battuto. Decisione che ci può stare. Chiudiamo rapidamente mostrando il motivo del rosso diretto a Raggi.

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Un intervento da dietro, con la palla lontana, e dritto sulla gamba di Felipe Melo. Un raptus di follia di Raggi a tempo quasi scaduto. Molto simile a quello dell’andata, quando a fine gara rischiò di spezzare una gamba a Marchisio, non venendo in quel caso punito.

Campionato: Bologna vs Juventus 1-2 (e siamo quarti…)

candreva zittisce bolognaLa Juventus arriva a Bologna per provare a prolungare la propria striscia positiva dopo le vittorie con Genoa ed Ajax. Per farlo, quindi, confermatissimo il ritrovato tandem offensivo Amauri-Del Piero, supportati dal solito centrocampo a cinque con i due fluidificanti e Diego trequartista. Il Bologna risponde invece con un 4-5-1 con il solo Zalayeta di punta, supportato da Adailton libero di svariare alle sue spalle lungo tutto il fronte dell’attacco.

LA CRONACA
La Juventus ci mette solo quattro minuti a sbloccare il risultato: Diego entra centralmente e calcia giusto dal limite, con Viviano che risponde senza riuscire a trattenere il pallone, mettendo però una pezza di piede anche sul tap-in di Amauri. Sull’ennesima ribattuta, quindi, è Diego stesso ad avventarcisi, ribadendo il pallone in rete firmando l’1 a 0. E’ comunque solo una fiammata. Le due squadre, infatti, si limitano per lo più a controllarsi, con la Juventus che costruisce qualcosa di più, ma senza strafare né pungere con continuità. Bisogna quindi aspettare il diciannovesimo minuto per trovare un’altra fiammata. Questa volta è il Bologna a rendersi pericoloso sugli sviluppi di un’azione insistita che porta Zalayeta a colpire di tacco al volo dal limite dell’area piccola, non trovando però lo specchio di porta. La partita inizia però a scaldarsi. Tre minuti e la Juve ha una doppia occasione: la prima è sui piedi di Marchisio che calcia da fuori trovando però la pronta risposta di Viviano che ancora una volta, però, non trattiene il pallone. Ci pensa così, esattamente come una ventina di minuti prima, Diego a piombare sulla respinta, anche se questa volta la sua conclusione colpisce prima il palo e poi la coscia del portiere felsineo che, con non poca fortuna, si rifugia in angolo. Poco oltre la mezz’ora è invece Buscè a rendersi pericoloso su di una punizione battuta da Adailton. L’ex capitano empolese, però, non arriva sul pallone, mettendo solo paura alla retroguardia Bianconera. E’ allora lo stesso Adailton, al trentacinquesimo, a provarci: il suo calcio di punizione da qualcosa meno di venticinque metri fredda Buffon, infrangendosi però contro la traversa. L’altra occasionissima della prima frazione di gioco giunge nel recupero: Buscè attacca dalla destra ed offre un cross basso all’accorrente Guana che batte praticamente un rigore in movimento, non trovando lo specchio di porta. Il 4 è il numero magico di questa partita: al quarto minuto era arrivato il goal di Diego, al quarto minuto della ripresa arriva il pareggio di Buscè: Raggi crossa da sinistra senza che nessuno, attaccanti né difensori, intervengano sul pallone. Nel contempo De Ceglie si dimentica di Buscè che può quindi arrivare sul secondo palo a ribadire in rete una respinta del montante stesso, bucando Buffon. Nonostante il pareggio, comunque, il ritmo non sale. La Juventus, infatti, limita al massimo il suo pressing, non andando mai a pressare il portatore di palla. Così al sessantatreesimo il Bologna costruisce una comoda palla goal: lancio in area per Zalayeta che dopo una lotta serrata con Chiellini libera Gimenez con un bel tacco il quale dopo aver saltato Buffon calcia a porta vuota, colpendo però il palo e trovando l’opposizione in scivolata di Grygera, con Buffon che torna poi con un colpo di reni ad anticipare il tap-in della punta avversaria. Passano due minuti e la Juventus torna in vantaggio: Del Piero torna, dopo Amsterdam, a vestire le vesti dell’assistman e dopo aver ricevuto al limite taglia dentro il pallone per Candreva che si infila nella difesa avversaria per bucare poi Viviano con un bel diagonale che non lascia scampo al portiere bolognese. Al settantesimo la Juventus chiuderebbe i conti con Felipe Melo, ma l’arbitro giudica influente la posizione di Del Piero, che aveva fatto scorrere il passaggio di Amauri proprio per il centrocampista carioca, ed annulla per fuorigioco. A dieci dal termine è invece Candreva, liberato da un lancio di un compagno, ad avere la possibilità di chiudere il match. Entrato in area palla al piede, però, tenta un pallonetto improbabile con Viviano che gli si stava parando davanti, riuscendo quindi a disinnescargli la conclusione. L’ultima occasione, quella che chiude proprio il match, l’ha quindi Amauri che dopo aver controllato palla in area ruota sul piede perno per calciare verso la porta bolognese, trovando però la pronta risposta, in due tempi, di Viviano.

COMMENTO
Il facile vantaggio juventino può aver illuso qualcuno. La realtà dei fatti è che dei passi avanti rispetto all’epoca Ferrara sono stati fatti, ma non così consistenti da portare questa squadra ad essere una Squadra. La Juventus, infatti, ha poco gioco e fatica ad esprimersi. La fatica dell’impegno di Europa League, tra l’altro, inizia a farsi sentire moltissimo nel secondo tempo, tanto che dopo il pareggio molti giocatori sembrano assolutamente statici e bloccati sulle proprie gambe. Il tutto fino a che Alessandro Del Piero, ancora lui, tira fuori un altro numero dal cilindro, servendo Candreva e sbloccando il risultato. Da lì la partita, che sarebbe potuta cambiare se Gimenez non avesse fallito un’occasionissima a porta vuota, è tutta in discesa e sarà la Juventus a farsi più pericolosa, riuscendo a sfruttare i varchi creatisi nella retroguardia felsinea.

MVP
Questa volta, rispetto al solito, voglio premiare non un giocatore ma quella persona che non può far altro che limitarsi a dare indicazioni dalla panchina. Perché è indubbio, la cura Zaccheroni, foss’anche solo per l’impatto psicologico dato dal cambiare allenatore, sta funzionando. In più Zac ha un merito: aver azzeccato i cambi. Uno, in particolare. Perché a decidere il match è un giocatore, Candreva, che aveva iniziato la partita in panchina.

TABELLINO
Bologna vs. Juventus 1 – 2
Marcatori: 4′ Diego, 49′ Buscè, 65′ Candreva
Bologna: Viviano; Zenoni (28′ st Savio), Portanova, Moras, Raggi; Buscé, Guana, Mudingayi, Casarini; Adailton (15′ Gimenez), Zalayeta. A disp.: Colombo, Santos, Britos, Mingazzini, Succi. All.: Colomba.
Juventus: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini; Salihamidzic, Melo, Marchisio (9′ st Sissoko), De Ceglie; Diego (15′ st Candreva); Amauri, Del Piero (42′ st Camoranesi). A disp.: Manninger, Cannavaro, Grosso, Trezeguet. All.: Zaccheroni.
Arbitro: Banti
Ammoniti: Marchisio (J), Portanova (B)
Espulsi: 45′ st Raggi (B) per fallo violento

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Le avversarie: il Bologna di Franco Colomba

franco colomba bolognaSTATISTICHE
Il Bologna si trova in una discreta posizione di classifica con 28 punti, a 5 lunghezze dalla zona retrocessione. Il merito è soprattutto delle ultime prestazioni, avendo i rossoblu collezionato ben 11 punti nelle ultime 5 partite, ottimo ruolino di marcia per una squadra che lotta per la salvezza, e non solo. Squadra prettamente “casalinga”, il Bologna ha raccolto il maggior numero di punti in casa con 5 vittorie (contro Bari, Livorno, Siena, Palermo ed Udinese), 3 pareggi e 4 sconfitte. Gli emiliani hanno inoltre un ottimo equilibrio tra reti fatte (25) e subite (31, meglio della Juve che ne ha subite 32) e concedono molto meno fuori casa che tra le mura amiche. Non perdono dal 10 gennaio scorso (1-0 col Cagliari al Dall’Ara), sconfitta che ha chiuso il periodo peggiore della stagione per gli uomini di Colomba che venivano da un solo punto raccolto in 4 partite.

LA STORIA DEL MATCH
Il primo successo a Bologna nella storia ha visto la Juventus prevalere 1-0 e questo punteggio è diventato un classico nel corso del tempo, verificatosi in dieci circostanze. A inaugurare la serie è la rete di Munerati nel 1929/30. Il bis si ha nel 1953/54 e il match-winner è il danese Praest, che colpisce al decimo della ripresa. Due anni dopo tocca ad Angelo Caroli andare in gol nel giorno del suo esordio in maglia juventina. Il futuro scrittore-giornalista segna nei minuti iniziali del secondo tempo, in una stagione che vede i rossoblu piazzarsi prima dei bianconeri. Dieci anni dopo, nel 1966, è il brasiliano Cinesinho a decidere la sfida. La gara si fa ricordare però per ben tre cartellini rossi: escono anzitempo Leoncini per la Juve e Bulgarelli e Haller per il Bologna. Il tedesco sarà poi un elemento di spicco della Vecchia Signora negli anni a venire. Nel 1976/77 è Causio a entrare nel tabellino dei marcatori, dopo appena tre minuti di gioco. La sfida del 1990/91, che vede il ritorno dell’ex Gigi Maifredi nella città delle due torri da allenatore della Juve, si risolve dal dischetto. Roberto Baggio realizza dagli undici metri al ventesimo della ripresa. Non altrettanto fa l’ungherese Detari dieci minuti dopo. Si va poi all’aprile del 1997. Il gol che fissa il risultato è una prodezza personale di Boksic, imprendibile per la difesa avversaria. Si prosegue nel nuovo millennio con la tradizione. Il 22 febbraio 2004 il Bologna viene condannato da un’incursione vincente di Iuliano. Dieci mesi dopo è Pavel Nedved su calcio di punizione a fare la differenza. Infine, l’ultimo 1-0 favorevole alla Juventus si ha nel 2006/07, campionato di serie B. Decide Zalayeta, oggi in forza proprio al Bologna, anche se non mancano polemiche perché neanche la moviola riesce a decidere se il pallone calciato dall’uruguagio abbia effettivamente varcato per intero la linea di porta.

L’ALLENATORE
Franco Colomba allena il Bologna dal 20 ottobre scorso, essendo subentrato a mister Papadopulo dopo 8 partite; i rossoblù a quel punto avevano raccolto soltanto 6 punti. Nelle ultime 16 partite il tecnico toscano ha invece portato la squadra a conquistare 22 punti raggiungendo cosi una discreta posizione di classifica.La scorsa stagione, Colomba ha allenato l’Ascoli sostituendo mister Chiarenza (ex Primavera Juve) a dicembre, e, con una squadra che si trovava in piena zona retrocessione, è riuscito, con una serie di ottime partite, a portare i bianconeri quasi in zona playoff, rovinando però l’ottimo lavoro svolto con le ultime prestazioni di una squadra che sembrava ormai appagata dalla serie di risultati utili. Di lui si ricorda una salvezza straordinaria ottenuta con la Reggina nel 2000 e una retrocessione l’anno successivo dopo lo spareggio col Verona.

FORMAZIONE
Il Bologna gioca con un 4-4-2 molto quadrato. In porta ci sarà Viviano e davanti a lui i 4 saranno probabilmente Zenoni a destra, Portanova e Moras centrali e Raggi a sinistra (vista la squalifica di Lanna). A centrocampo, le uniche certezze sono i due interni Guana e Mudingay, mentre i dubbi riguardano le fasce laterali visto che Gimenez si è allenato a parte per tutta la settimana e Modesto è fermo per una lesione muscolare: a meno di un recupero lampo dell’uruguaiano, sulla destra agirà Buscè e a sinistra ci sarà Casarini. In attacco, il Bologna ha perso il suo uomo migliore, Marco Di Vaio, che starà fuori un mese circa per uno strappo alla coscia: al suo posto verrà impiegato con tutta probabilità l’ex Zalayeta (ancora in comproprietà con la Juve) e con lui Adailton, 5 gol per lui in questa stagione.

IMPRESSIONI
Il Bologna è una buona squadra abile nel contenere la manovra avversaria e sfruttare la velocità nel ripartire. Oggi la formazione di Colomba è una squadra decisamente solida, capace di mettere in difficoltà chiunque. Lo sanno bene Fiorentina (sconfitta in casa per 2-1) e Milan (fermato sullo 0-0 al Meazza). Quello di Colomba è un 4-4-2 molto rigido impostato su una difesa solida grazie all’esperienza di Portanova, ed un centrocampo fatto di muscoli che agisce da vero e proprio schermo con Guana e Mudingay, due giocatori molto bravi nell’interdizione che garantiscono tantissima quantità. Nelle ripartenze viene sfruttata invece la velocità degl’esterni con giocatori di corsa e di inserimento. L’imprevedibilità della manovra è data dalla posizione di Adailton (ottimo il suo agire tra le linee di centrocampo e difesa avversaria) e dalla velocità di Di Vaio abile nel dare profondità.I giocatori che hanno impressionato di più nelle ultime partite sono stati Di Vaio e Gimenez, che però con tutta probabilità entrambi non saranno del match: sicura l’assenza del centravanti, probabile quella dell’esterno. Un giocatore da tenere d’occhio è sicuramente Adailton, si muove spesso tra le linee e non dà punti di riferimento, l’attaccante brasiliano è bravissimo nell’uno contro uno e nella giocata in profondità. L’ex Zalayeta invece è un giocatore diverso da Di Vaio, più fisico e meno rapido (3 gol in 16 partite per lui quest’anno): è il classico attaccante di manovra bravissimo nella protezione della palla e nel far salire la squadra.

Campionato: Juventus vs Bologna 1-1 (raggiunti nel recupero…)

diego bolognaPer la gara con gli emiliani, Ciro Ferrara rispolvera la Juventus brasiliana. Tornato a disposizione Diego e confermati Melo e Amauri, va in campo una formazione con Buffon in porta, difesa a quattro con Zebina, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro. A centrocampo Camoranesi, Felipe Melo e Marchisio. Diego si piazza dietro le punte Amauri e Trezeguet. Il Bologna si affida in particolare a due attaccanti che hanno contribuito in passato ai successi bianconeri: Marco Di Vaio e Marcelo Zalayeta.

LA CRONACA
I bianconeri dimostrano di voler subito risolvere la pratica, anche per risparmiare qualche energia in vista della sfida di mercoledì in casa del Bayern Monaco. Nei primi tre minuti arrivano subito due calci d’angolo. Diego e Camoranesi prendono in mano le redini del gioco e imbastiscono le manovre d’attacco. Il primo tiro in porta è firmato Marchisio: parato da Viviano. Stesso copione al 12’ con il portiere ospite che blocca su Amauri. Decisamente più difficile l’intervento dell’estremo difensore bolognese su Trezeguet che controlla con il petto e batte col destro a incrociare. Il francese ha fame di gol e per poco non lo trova in scivolata dopo l’imbeccata a destra di Zebina. E’ una Juve che ci prova da ogni zona del campo, dal centro e dalle fasce, ma è difficile trovare varchi nella difesa bolognese, coperta da ben nove uomini. Il bunker emiliano crolla al 24’ merito di una giocata tutta “made in France”. Zebina buca a destra e costringe Viviano alla respinta corta su cui si avventa il solito Trezeguet: 1-0. Sbloccata la gara, per poco non arriva anche il raddoppio, merito di Diego che si infila centralmente ma non trova la battuta, fermato dal rientro dei difensori. Il Bologna inizia a farsi vivo dalle parti di Buffon, anche se il numero uno non deve mai intervenire con interventi decisivi. Ma sono ancora i bianconeri a creare i maggiori pericoli con una combinazione Diego-Camoranesi e con un’uscita a vuoto di Viviano su cui Amauri non riesce ad approfittarne per poco. Prima di tornare negli spogliatoi, il Bologna va in gol ma Russo annulla per un fuorigioco segnalato dal suo assistente. All’intervallo è 1-0 grazie a Trezeguet. Ripresa. Si riparte con gli stessi 22. E si riparte con la Juve subito in avanti con Amauri che sfiora in raddoppio di testa. Quando il Bologna prova ad affacciarsi in avanti, rischia in contropiede. Come al 9’ quando Diego e Marchisio gestiscono un’azione che il brasiliano non riesce a concretizzare come vorrebbe. Papadopulo opera il primo cambio al 10’ con Tedesco al posto di Valiani. Ferrara risponde cinque minuti dopo con Giovinco che fa rifiatare il rientrante Diego. Il giovane fantasista ha sempre fatto bene all’Olimpico contro i rossoblu e al primo pallone toccato crea un pericolo servendo Melo che impegna Viviano con un destro da fuori. Il Bologna diventa ancora di più a trazione anteriore dopo l’ingresso in campo di Osvaldo per Vigiani. E i rossoblu creano subito l’occasione più ghiotta con Di Vaio che si invola a destra e mette fuori sull’uscita di Buffon. Bissata un attimo dopo da una ancora più clamorosa con Chiellini che salva sulla linea sul destro del solito Di Vaio. Fortunatamente per i bianconeri, Papadopulo toglie proprio l’attaccante romano e mette Adailton per il terzo e ultimo cambio. Ferrara risponde con Caceres al posto di uno Zebina che esce meritatamente tra gli applausi. Il Bologna però è più mai in partita e al 26’ Buffon deve compiere la prima parata della sua partita, volando un tiro da fuori di Tedesco, sulla respinta Adailton mette alto. La Juve risponde con un destro di Giovinco fuori di poco. Sebastian ci prova anche un momento dopo ma colpisce Amauri e l’azione sfuma. Con il Bologna che ha alzato il suo baricentro, anche Trezeguet e Giovinco rientrano a turno per dare il loro aiuto in fase difensiva. Camoranesi prova a chiudere i giochi ma non trova la porta con un destro da fuori. Al 39’, dopo che Guana aveva sfiorato il palo, arriva il momento di Del Piero, dentro per Amauri. Il capitano taglia finalmente quota 400 in Serie A e il suo ingresso per poco non coincide con il raddoppio ma il colpo di testa di Camoranesi colpisce il palo. Del Piero è il più fresco e da un suo scatto nasce un’occasione che Giovinco non riesce a sfruttare per la chiusura della difesa emiliana. E così nel finale arriva la beffa, firmata da Adailton che insacca con una volée di destro a pochi passi da Buffon. Proprio in pieno recupero, a rovinare la gioia dei bianconeri che già cominciavano ad assaporare la vetta solitaria del campionato. Vetta solo sfiorata. Con il punto conquistato, la squadra di Ferrara stacca Inter e Fiorentina e resta dietro la Sampdoria capolista solitaria. Proprio a tre giorni dalla gara di mercoledì a Monaco di Baviera contro il Bayern.

IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO
Fantasmi dal passato riaffiorano all’Olimpico di Torino. Niente di irreparabile per carità, ma ciò che è accaduto ieri durante Juventus-Bologna mi sa tanto di déjà vù… Si gioca maluccio, si va in vantaggio comunque, e alla fine si viene raggiunti da una cosiddetta “piccola”. Due punti persi, che non vorrei dover rimpiangere più avanti. Dopo il match di Marassi, in cui si è vista una Juve spumeggiante (e che meritava ampiamente i tre punti), con Ferrara che ha azzeccato tutte le mosse nella partita a scacchi contro Gasperini, ci si aspettava qualcosina in più contro gli emiliani. D’altronde, lo avevo anticipato prima del match: vietato dare per scontata una goleada contro gli uomini di Papadopulo. OK il turn over, c’erano troppi uomini stanchi come Grosso e Iaquinta, ma lo spirito secondo il quale cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia, non si è visto. Molinaro al limite della tolleranza, è stato in affanno per tutta la partita, tanto da costringere Ferrara nel secondo tempo a passare ad un 4-4-2 con Giovinco a fare il “Nedved”. Parola grossa ovviamente, il piccolo fantasista bianconero ancora una volta è stato protagonista di una prestazione opaca, chiamato a sostituire Diego dopo circa 60 minuti. il Bologna si è presentato a Torino per fare la sua partita, ed ha portato a casa un punto strameritato (secondo Papadopulo il Bologna avrebbe invece strameritato i 3 punti), ma credo che i demeriti bianconeri alla fine siano superiori ai meriti rossoblu. La Juventus concretizza poco con le piccole, con un Amauri che forse avrebbe bisogno di un paio di turni di riposo. Assieme a Diego si è rivisto Del Piero, il quale potrà dare una grossa mano proprio in quella fase realizzativa che si sta rivelando uno dei nostri punti deboli. Una nota su Felipe Melo: sicuramente uno dei migliori in campo, ma nel recupero ha fatto una delle sue “Melonate”. Come ha rimarcato anche Ferrara, ha macchiato una prestazione eccellente con un errore “da ragazzi”. Forse la gestione migliore di un pallone a 1 minuto e 20 secondi dalla fine avrebbe potuto dare un verso differente al finale di partita. Ma si tratta di un episodio, e negli ultimi 10 minuti ne abbiamo avuti a favore diversi, altrimenti gli emiliani avrebbero pareggiato già prima. Chiellini santo subito. Capitolo chiuso, si pensa al Bayern, nella speranza che chi doveva farlo abbia ricaricato le pile e Diego abbia messo minuti nelle gambe per tornare in Germania da protagonista.

IL COMMENTO DI ANDREA RANALDO
La cura Ferrara, per quanto intensiva, non sembra aver totalmente debellato il morbo precedentemente noto come Ranierite. Data la cronicità del male, urge un intervento serio e chirurgico, perché gli Scudetti si vincono proprio portando a casa partite di questo tipo. L’occasione era di quelle ghiottissime: dopo la debacle nerazzurra di Marassi, la sfida interna con il Bologna appariva ai più come una mera formalità. Un eccesso di superbia che, ancora una volta, ha coinvolto i giocatori bianconeri. Sembra di rivivere l’incubo della scorsa stagione, in cui ogni qual volta i bianconeri erano chiamati al salto in alto in classifica, puntualmente venivano riportati coi piedi per terra da prestazione imbarazzanti, e risultati striminziti. Oggi, una volta passati in vantaggio con la zampata del ritrovato Trezeguet, la squadra ha evidenziato i limiti del passato, rimettendo i remi in barca, e subendo passivamente un Bologna non certo tambureggiante. Sarà stata colpa della seconda divisa, forse, ma parafrasando Bergomi, questa volta i nostri avversari blaugrana sono stati lontani parenti del calcio champagne del Barcellona. Il Genoa, evidentemente, non ha fatto scuola… Emerge, a questo punto, la necessità di un brusco cambio di rotta: è a livello mentale, più ancora che fisico, che la Juventus sembra aver mollato la presa. Prova ne è che, a sprazzi, qualche trama interessante è stata creata anche negli ultimi minuti, in cui è mancata, però, la stoccata decisiva. Esempio lampante è il contropiede portato avanti da Del Piero proprio allo scoccare del 90’: il Capitano ruba palla sulla trequarti, si invola verso l’area emiliana, ed appoggia sulla sinistra dove arriva di gran carriera Sebastian Giovinco. Il talentino bianconero, però, ribadisce di non essere uomo da salto di qualità, e si fa respingere un comodo assist a centro area per Trezeguet. Ennesima conferma di come Giovinco, pur dotato di qualità interessanti, sia ancora lontano dal potersi consacrare come campione a livello assoluto. O forse, anche come semplice alternativa ai titolari… Alternativa che, difficilmente, potrà ancora essere Molinaro: il vice-Grosso ha disputato una partita incolore, macchiata dal clamoroso buco sul gol del pareggio. E’ vero che tutto nasce da un’errata apertura di Felipe Melo a metà campo, ma è altrettanto vero che il terzino si perde troppo ingenuamente Adailton alle spalle. Un errore che costa 2 punti importantissimi alla Juve, e probabilmente anche la poca fiducia che Ferrara sembra nutrire nei suoi confronti. Obbligatorio, a questo punto, voltare immediatamente pagina. E’ forse un bene che già mercoledì la Juventus sia chiamata alla prova del nove contro il Bayern Monaco, ma occorrerà tenere altissima la concentrazione, perché i bavaresi sono in grado di colpire ad ogni minima disattenzione. Dopo il pareggio casalingo contro il Bordeaux, la sfida di Monaco diventa già di vitale importanza: un altro passo falso, infatti, rischierebbe di mettere a serio repentaglio la qualificazione agli ottavi; e non può essere tollerato…

TABELLINO
JUVENTUS-BOLOGNA 1-1 (1-0)
RETI: 24’ pt Trezeguet, 47’ st Adailton.
JUVENTUS: Buffon; Zebina (21’ st Caceres), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Melo, Marchisio; Diego (15’ st Giovinco); Amauri (39’ st Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Manninger, De Ceglie, Poulsen, Iaquinta. All. Ferrara.
BOLOGNA: Viviano; Raggi, Britos, Portanova, Lanna; Vigiani (17’ st Osvaldo), Mingazzini, Guana, Valiani (10’ st Tedesco); Di Vaio (21’ st Adailton), Zalayeta. A disposizione: Colombo, Zenoni, Santos, Mudingay. All. Papadopulo.
ARBITRO: Russo di Nola.
AMMONITI: 22’ st Viviano, 40’ st Raggi, 42’ st Giovinco.

LA FOTOMOVIOLA

(Credits: per la cronaca e il tabellino Juventus.com)

La fotomoviola di Juventus-Bologna

Commento

Rigore netto non concesso alla Juventus sullo 0-0: Chiellini viene servito in area dagli sviluppi di un calcio di punizione e Raggi lo placca evitandogli il contatto col pallone. Come potete vedere il difensore bianconero non usa le braccia, e la cintura è unicamente del bolognese.

Commento

Cross per Di Vaio, Molinaro in ritardo cerca di intervenire da dietro e appoggia il braccio destro sulla nuca di Di Vaio, che cade. Il rigore ci può stare, nonostante la caduta sia eccessiva e i piedi siano già pronti alla caduta. Poco fair play di Di Vaio, ma ripeto il tocco c’è.

Commento

Contatto molto dubbio e di difficile interpretazione di Molinaro in area. Questo è il momento del contatto: il difensore bianconero è sbilanciato dopo il salto e ha gli occhi chiusi perchè pensa ad un contatto con Vigiani. Non vede assolutamente la palla, che gli carambola sul dietro della spalla. Per me non è rigore.

Commento

Segna un gol nel finale del primo tempo il Bologna, ma l’arbitro annulla giustamente per offside. Gran bel fischio e fermo immagine con dedica a Papadopulo e Sconcerti.

Commento

Amauri lanciato a rete da un lungo passaggio di Molinaro fa a sportellate con Britos e cade a terra. Sky non mostra replay, quindi è ingiudicabile. Non sarebbe ad ogni modo stato un fallo da rosso diretto perchè, come si può notare, anche se la sportellata inizia prima (quando i due sono soli) al momento del presunto contatto (che imho non c’è) Portanova ha recuperato. Ad ogni modo non sembra fallo.

Commento

Entrata killer nel finale di Raggi su Marchisio. Piede nettamente a martello sul ginocchio del centrocampista della Nazionale: ci poteva stare il rosso.