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Campionato: Juventus vs Palermo 0-2 (torna la sconfitta…)

palermo miccoliJuventus e Palermo scendono in campo per provare a contendersi tre punti fondamentali per la corsa Champions. Per cercare di arrivare alla vittoria Zaccheroni si affida ad un 4-3-1-2 con Manninger e Trezeguet al posto degli infortunati Buffon ed Amauri. Dal canto suo Rossi risponde con un 4-3-1-2 con Sirigu, neo convocato da Lippi in nazionale, in porta e la coppia Miccoli-Hernandez di punta.

CRONACA
E’ la Juve a farsi vedere in apertura: al settimo minuto prima è Candreva liberato da Diego e chiuso in angolo dalla scivolata di un difensore, poi è Melo sugli sviluppi di un angolo. Entrambe le occasioni si risolvono però in un nulla di fatto. Cinque minuti più tardi sono invece due ex juventini ad imbastire un’azione interessante: Balzaretti porta palla a sinistra e centra basso per Nocerino che dopo aver stoppato palla calcia centralmente dal limite, non mettendo in grande difficoltà il portiere austriaco che sostituisce Buffon. Al ventunesimo la Juventus va vicinissima al vantaggio: Candreva si allarga sulla destra per crossare in mezzo. Il centrocampista ex Livorno colpisce però male il pallone e ne esce una traiettoria che invece di tagliare l’area di rigore si dirige dritta e filata verso il primo palo, mettendo in seria difficoltà Sirigu. Che, però, riesce a recuperare la posizione e distendendosi a mano aperta salva la sua porta. Alla mezz’ora è invece Diego a provarci sugli sviluppi di un’iniziativa di Del Piero. Il trequartista brasiliano, appena dentro il limite dell’area, calcia però di interno provando a piazzare il pallone ma scoccando un tiro molle facile preda del portiere Rosanero. In apertura di ripresa la Juventus prova a farsi vedere subito. E’ Sissoko a ricevere al limite e scoccare un tiro verso la porta avversaria, che non trova però però lo specchio. Al cinquantacinquesimo arriva la prima grande occasione della partita: a costruirla sono gli ospiti con una ripartenza fulminante. Un errore in fase di appoggio da parte di Candreva libera infatti il contropiede Rosanero con Miccoli che lancia nello spazio Pastore il quale giunto in area calcia con potenza verso la porta juventina, trovando però la pronta respinta di Manninger, molto reattivo nel salvarsi in angolo. Il goal è comunque nell’aria ed arriva cinque minuti più tardi: Miccoli riceve al limite dell’area e scocca un tiro che un tempo avremmo definito alla Del Piero, facendo girare la palla giusto sotto il secondo incrocio, freddando Manninger e togliendo la ragnatela da sotto la traversa. Tre soli minuti e la Juventus pareggerebbe: sugli sviluppi di un corner Cannavaro riuscirebbe infatti a girare in porta il pallone dell’1 a 1. Il tutto non ci fosse stato Del Piero in posizione di fuorigioco davanti a Sirigu. Dopo un attimo di esitazione l’arbitro annulla giustamente il goal del capitano Azzurro. Altri tre minuti ed è Chiellini, questa volta, a provarci. Ben coordinatosi, però, il centrale Bianconero non riuscirà a trovare lo specchio della porta, riuscendolo solo a sfiorare. Al settantesimo è invece Del Piero a provarci, da qualcosa più di venti metri. Il suo tiro fa però terminare il pallone sulla parte esterna della rete, non trovando la via del goal. Quattro minuti e il Palermo arriva vicino al raddoppio: Miccoli serve Cavani largo sulla destra, la punta uruguagia dopo essere rientrata prova a calciare di sinistro, spedendo però il pallone alto oltre la traversa. All’ottantesimo, quindi, il Palermo chiude la partita: Grygera riceve palla in zona difensiva e sentendosi pressato sente il pallone scottare tra i suoi piedi provando quindi ad offrirlo a Manninger. Il suo passaggio è però troppo corto e sul pallone si avventa Budan che salta facilmente il portiere austriaco per entrare poi in porta col pallone.

COMMENTO
Partita bruttina e monotona quella disputatasi in serata a Torino. Le due squadre, ma in particolare quella di casa, mancano infatti di intensità ed il gioco che ne esce è piuttosto lento e molle, sicuramente non godibile. Il Palermo si prodiga nel provare a costruire qualcosa di più, anche grazie alla buona forma dei propri fluidificanti, per altro entrambi ex della partita. Però nel farlo non riesce comunque a costituire vero pericolo per la retroguardia Bianconera, tanto che nel corso dei primi quarantacinque minuti non riuscirà a costruire vere e proprie palle goal. Stessa cosa dicasi, per altro, per la Juventus: l’occasione più pericolosa del primo tempo è infatti un cross sbagliato da Candreva. Bene ma non benissimo, direbbe qualcuno. Nel secondo tempo la partita sale un po’ di tono e cominciano a vedersi le prime palle goal. Due di queste vengono concretizzate da Miccoli (autore di una conclusione balistica di pregevolissima fattura) e Budan (lestissimo ad approfittare di una leggerezza in fase di disimpegno di Grygera. Palermo che raggiunge quindi una vittoria tutto sommato meritata e che, soprattutto, grazie a questi tre punti sale al quarto posto a quota 43 punti, superando proprio i malcapitati Bianconeri. Rosanero che sarebbero quindi oggi qualificati alla prossima edizione della Champions League.

MVP
Dopo aver realizzato un goal del genere il titolo di migliore in campo non si può che dare ad uno dei tanti ex di questo match: il Romario del Salento, Fabrizio Miccoli. La punta di Nardò disputa infatti una partita molto solida dando un grande contributo alla sua squadra e realizzato un goal, come detto, di pregevolissima fattura. Un tiro di interno destro pilotato atto ad infilarsi proprio sotto all’incrocio dei pali, battendo senza appello il malcapitato Manninger.

TABELLINO
Serie A 2009/10 – 7ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 28 gennaio 2010

JUVENTUS-PALERMO 0-2 (0-0)
RETI: 15’ st Miccoli, 36’ st Budan.
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (35’ st Grosso); Candreva, Felipe Melo, Sissoko; Diego (44’ st Zebina); Del Piero (35’ st Paolucci), Trezeguet. A disposizione: Pinsoglio Legrottaglie, Marrone, Immobile. All. Zaccheroni.
PALERMO: Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Migliaccio (40’ st Blasi), Liverani, Nocerino; Pastore; Miccoli (35’ st Budan), Hernandez (23’ st Cavani). A disposizione: Benussi, Goian, Bertolo, Simplicio. All. Rossi.
ARBITRO: Valeri di Roma.
AMMONITI: 6’ pt Candreva, 21’ st Cassani, 29’ st Sissoko.

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Campionato: Juventus vs Genoa 3-2 (prima vittoria di Zac…)

amauriLa Juventus scende in campo davanti al proprio pubblico per provare a porre fine ad un periodo di crisi nerissima. I Bianconeri, infatti, non hanno ancora trovato la vittoria in questo girone di ritorno: l’ultima partita terminata portandosi a casa i tre punti risale addirittura al 6 gennaio scorso, penultima di andata, quando arrivò il 2 a 1 di Parma. Ancora peggio vanno le cose se pensiamo all’ultima vittoria casalinga, che risale ad un mese prima: era il 6 dicembre e la Juve s’impose col medesimo risultato sull’Inter. Per provare ad interrompere questa serie assolutamente negativa di risultati Zaccheroni schiera i suoi con l’ormai classico 3-4-1-2 che vede il solito Buffon in porta ed una linea composta da Zebina, Legrottaglie e Chiellini a protezione del portierone della nazionale. I fluidificanti sono invece Caceres e De Ceglie mentre in mediana vengono posti Sissoko e Candreva. Il trequartista è, ovviamente, Diego, mentre in attacco sono confermatissimi, nonostante il loro rendimento sia ampiamente insufficiente quest’anno, Amauri e Del Piero. Il Genoa, di contro, giunge a Torino per provare a continuare la propria striscia positiva, giunta a tre partite: dopo la sconfitta della prima giornata di ritorno contro la Roma, infatti, sono arrivate le vittorie con Atalanta e Chievo, inframezzate dal pareggio di Napoli. Per provare ad allungare questa striscia, quindi, Gasperini schiera il suo tipico 3-4-3 con Amelia tra i pali protetto da Papastathopoulos, Dainelli e Bocchetti. Criscito e Mesto i fluidificanti, Zapater e Rossi i mediani. Sculli e Suazo sono invece gli esterni offensivi, con Acquafrsca unica vera punta. Gasperini che dimostra anche di credere molto nei giovani della Primavera aggregandone ben tre alla propria panchina: Polenta, difensore uruguagio che può giocare tanto centrale quanto terzino sinistro, Gucher, centrale di centrocampo appena acquistato dal Frosinone, ed El Shaarawy, trequartista o esterno offensivo, stellina dell’under 17 Azzurra.

LA CRONACA
Dopo poco più di due minuti di gioco il Genoa si rende subito pericoloso: Papastathopoulos scende arrembantemente sulla destra e dopo aver superato in velocità Chiellini, che non riesce a stargli dietro, crossa un pallone sul secondo palo su cui ci si fionda Acquafresca, anticipato però in angolo da Zebina. Al nono i Rossoblù vanno vicinissimi al goal: capitan Rossi riceve ad una ventina di metri dalla porta difesa da Buffon e dopo aver stoppato scocca un fendente che si schianta, dritto per dritto, poco sotto l’incrocio dei pali, graziando il portierone Azzurro che pur essendosi allungato in tuffo non era riuscito a raggiungere il pallone. Il goal è comunque nell’aria ed arriva al quindicesimo minuto di gioco: la difesa Bianconera si fa infilare come fosse burro, Acquafresca riceve palla in area e scarica poco più indietro in direzione di Rossi che calcia di prima intenzione e beffa un non certo impeccabile Buffon, firmando l’1 a 0. Tre minuti e la Juventus ci prova, flebilmente: sugli sviluppi di un angolo è Candreva a provarci da fuori, ma il suo tiro è scoccato senza potenza e risulta essere facile preda di Amelia. Al ventitreesimo è invece Sissoko a provarci. Il suo fendente dalla distanza non trova lo specchio della porta. A quel punto il Genoa prova a chiudere il match: Sculli e Bocchetti scambiano a velocità supersonica sulla fascia con l’esterno offensivo Rossoblù che porta un cross in mezzo su cui piomba Acquafresca, la cui girata non inquadra la porta. Sul ribaltamento di fronte la Juventus guadagna una punizione da più di 25 metri. Del Piero si incarica della battuta, ma il suo tiro è centrale e viene parato con tranquillità e sicurezza da Amelia. A dieci minuti dal termine Amauri effettua un’azione caparbia portandosi in area palla al piede. Venuto a contatto, spalla a spalla, con un difensore si lascia andare, recriminando poi per un rigore, inesistente, non concessogli. Ammonizione sacrosanta per simulazione che non gli viene però comminata. Amauri che si fa comunque perdonare a tre minuti dal termine: Caceres si libera di due avversari e pennella un cross in mezzo su cui arriva di gran carriera la punta carioca che svetta più alto di tutti ed incorna con rabbia bucando Amelia.

In apertura di ripresa il neo entrato Fatic guadagna una punizione dopo aver provato a spuntare in velocità su Zebina, che non ha potuto far altro che fermarlo fallosamente. Sugli sviluppi del calcio piazzato Papastathopoulos va a colpire in area, senza però riuscire a trovare la porta. Al sessantunesimo è però la Juventus a passare: dopo aver riconquistato palla con una caparbietà d’altri tempi chiude un triangolo al limite con Diego, bravissimo a restituirgli il pallone con un tacco filtrante. Giunto a tu per tu con Amelia, quindi, il tocco d’esterno e la gioia per un goal giunto in una partita giocata sin lì non certo su alti livelli dal capitano Juventino. Il Genoa però pareggia subito, sfruttando un erroraccio di Buffon che non trattenendo un cross che gli era terminato tra le braccia facilita l’intervento di Rossi, abile a segnare la doppietta. La Juve però non ci sta. Al sessantaquattresimo è quindi Sissoko a piombare su di una respinta corta della difesa genoana, arrivando a titare di prima intenzione senza però trovare lo specchio di porta. Dieci minuti più tardi è invece Dainelli a cercare  la via della rete ma il colpo di testa dell’ex capitano Viola, giunto sugli sviluppi di un corner, termina a lato. Al settantaseiesimo il fattaccio: Del Piero è lanciato in profondità, ma sembra partire in fuorigioco. La terna comunque non fischia ed il capitano Bianconero si lancia verso l’area avversaria venendo toccato alle spalle da Papastathopoulos. Fuori area. L’arbitro, però, decide di assegnare un rigore che sembra proprio non esserci e pare essere frutto di due errori del direttore di gara. Sul dischetto si presenta Del Piero stesso, Amelia intuisce ma non arriva sul pallone. 3-2. Un battito di ciglia e Diego prova a chiudere il match: ricevuto palla al limite dell’area si accentra per poi scaricare un destro verso la porta Rossoblù, che viene però neutralizzato da Amelia. A cinque dal termine Zapater effettua un cross da destra che attraversa tutta l’area di rigore senza che né Buffon né gli avanti Rossoblù riescano ad intervenire sul pallone, con la palla che scorre sino a spegnersi sul fondo. Il forcing finale da parte del Genoa si esaurirà quindi in un nulla di fatto e i Bianconeri potranno festeggiare, dopo più di due mesi, il ritorno alla vittoria davanti al proprio pubblico.

IL COMMENTO
Il goal subito dopo un solo quarto d’ora di gioco è una doccia fredda per la Juventus e, soprattutto, i suoi tifosi. E’ proprio in quel momento, infatti, inizia a montare un malcontento strisciante che di lì a qualche minuto si trasforma in aperta contestazione che porta i supporters Bianconeri ad iniziare un fitto lancio di ordigni esplosivi diretti al settore di stadio occupato dai tifosi Rossoblù. L’arbitro, colpevolmente, non interrompe la partita provando a riportare la calma sulle gradinate. Certo che con queste condizioni ambientali non c’è da stupirsi se la gente abbandona gli stadi… In chiusura di tempo, però, le cose si calmano un po’, con il pareggio firmato da Amauri. La ripresa scorre poi su di un livello discreto, con le due squadre che dimostrano di voler ottenere entrambe il bottino pieno e s’inseguono per tutti e quaranticinque gli ultimi minuti di gioco. Alla fine a fare la differenza risulta essere un erroraccio dell’arbitro, che regala il rigore della vittoria ai Bianconeri. Juventus che torna quindi alla vittoria dopo poco più di un mese, e chissà che questa cosa non sblocchi la squadra di Corso Galileo Ferraris.

MVP
Migliore in campo, nonostante la sconfitta, risulta essere Marco Rossi, capitano del Genoa. Il centrocampista nativo di Seravezza viene schierato interno di centrocampo anziché fluidificante destro e gioca una gran partita mischiando con grande sapienza qualità e quantità. Rossi che parte subito fortissimo e dopo nove soli minuti di gioco sfiora il goal, colpendo un palo dalla distanza che fa tremare la porta e tutti i supportes juventini. La doppietta che segnerà poi ne suggellerà quindi la grande prestazione, che lo porterà, appunto, ad essere il migliore in campo.

TABELLINO
Juventus vs. Genoa 3-2
Marcatori: 15′ e 63′ Rossi, 42′ Amauri, 61′ e 77′ Del Piero
Juventus: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Caceres, Candreva (21′ st Marchisio), Sissoko, De Ceglie; Diego (35′ st Salihamidzic); Amauri (47′ st Giovinco), Del Piero. A disposizione: Manninger, Grygera, Grosso, Paolucci. All.: Zaccheroni
Genoa: Amelia; Papasthatopoulos, Dainelli, Bocchetti; Mesto, Rossi, Zapater, Criscito (44′ st Aleksic); Sculli, Acquafresca (1′ st Fatic), Suazo (22′ st El Shaarawy). A disposizione: Scarpi, Gucher, Polenta, Milanetto. All.: Gasperini
Arbitro: Mazzoleni
Ammoniti: Bocchetti, Rossi, Acquafresca, Papasthatopoulos, Sissoko, Candreva, Amauri, Zebina, Salihamidzic

(Credits: SciabolataMorbida)

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Livorno vs Juventus 1-1 (un altro punticino)

legrottagliePartita importantissima quella che va in scena all’Armando Picchi. Per la prima volta in stagione, infatti, i Bianconeri, forti delle idee del nuovo allentore, scendono in campo con una inedita difesa a tre composta da Chiellini, Legrottaglie e Cannavaro con Caceres e Grosso ad agire sugli esterni da fluidificanti e Melo-Candreva in mediana a supporto di Diego trequartista. In attacco confermatissima, più per necessità che per meriti, la coppia Amauri-Del Piero. Grandissima curiosità quindi per vedere la prima partita di questa nuova Juve, opposta ad un Livorno che si presenta con un modulo quasi speculare con  Rubinho in porta difeso da uno schermo composto da Perticone, l’ex Knezevic e Diniz. I fluidificanti labronici sono invece Raimondi e Vitale, schierati al fianco del trio Pulzetti, Mozart e Filippini. Lucarelli e Bellucci, infine, le punte.

LA CRONACA
Dopo due soli minuti di gioco Vitale sfrutta un errore di Caceres e si infila sulla destra della difesa juventina volando palla al piede fino ad entrare in area per centrare basso un pallone su cui piomba Chiellini in chiusura: palla spazzata in angolo. E’ comunque il Livorno, nei primissimi minuti, a provarci di più: sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto sull’out sinistro i labronici recapitano la palla a Filippini che, dalla trequarti, prova a sparare direttamente in porta, non trovando però lo specchio della stessa. Giusto un paio di minuti scarsi ed è Pulzetti a provarci con un tiro dal limite che si spegne però poco a lato del palo della porta difesa dal portiere Azzurro. Sul ribaltamento di fronte Candreva effettua un break centrale che lo porta a saltare ben quattro avversari per scaricare poi all’accorrente Caceres che spreca però la grande azione del compagno con un brutto cross che termina giusto tra le braccia di Rubinho. Dopo i primissimi minuti giocati a spron battuto il ritmo di gioco cala in maniera fisiologica già poco dopo il decimo. Nonostante questo la partita resta molto maschia con Melo e Candreva su tutti protagonisti di diversi interventi ben oltre i limiti regolamentari. Al venticinquesimo arriva il goal dei padroni di casa: Vitale, tutto solo, effettua un traversone da sinistra pescando un Filippini in versione Bierhoff. Il piccolo centrocampista Amaranto, infatti, viene perso dai difensori Bianconeri e svetta al limite dell’area piccola incornando con vigore il pallone dell’1 a 0. Alla mezz’ora gli ospiti guadagnano una punizione sui venti metri, posizione centralissima. E’ capitan Del Piero ad incaricarsi della battuta: calcio piazzato battuto discretamente bene ma palla troppo lenta che è facile preda. Pochi minuti e il Livorno torna a farsi pericoloso con Bellucci che dopo aver ricevuto palla in area si coordina bene e calcia, non trovando però lo specchio di porta. Poco prima del quarantesimo la Juventus creerà una situazione di pericolo per via di un’uscita maldestra dell’estremo difensore Amaranto, che uscirà bucando un corner battuto dalla sua destra. Nessuno dei giocatori Bianconeri portatisi in area, però, riuscirà ad intervenire in maniera efficace sul pallone, sprecando quella che è una delle migliori occasioni del primo tempo juventino. La migliore in assoluto arriverà poco più di due minuti più tardi, su di una punizione battuta dalla trequarti da Diego che pennellerà un cross per Legrottaglie che svettando più alto di tutti andrà ad incornare il pallone bucando l’estremo difensore brasiliano. In apertura di ripresa la Juventus effettua il primo tiro su azione: Diego è lanciato nello spazio e dopo essere entrato in area scarica il pallone indietro in direzione dell’accorrente Candreva, il cui tiro è però facilmente parato da Rubinho. Sembra il preambolo di un secondo tempo totalmente diverso dal primo, ma è solo un fuoco di paglia: la partita tornerà infatti a scorrere su ritmi piuttosto lenti, senza grande intensità. A risentirne sarà, ovviamente, il gioco e lo spettacolo. Poco prima del sessantesimo Caceres stopperà a centrocampo una ripartenza portata da Filippini e ribalterà velocemente il fronte d’attacco con Grosso che dopo aver ricevuto palla oltre la trequarti campo pennellerà un lancio in area per Amauri che dopo aver stoppato aiutandosi con un braccio concluderà a lato con l’arbitro che, comunque, annulla la conclusione della punta verdeoro ravvisando il netto fallo della stessa. Una decina di minuti più tardi, a conferma dei ritmi non certo frenetici e della noiosità del match, è Mozart, guarda caso sugli sviluppi di un calcio piazzato, a provarci da fuori, trovando però la deviazione di Amauri in angolo. Dal corner Pulzetti si metterà in movimento palla al piede saltando Caceres e convergendo in area per scaricare poi all’accorrente Filippini che questa volta, al contrario di quanto successo nel primo tempo, non troverà la porta. A recupero inoltrato Lucarelli veste i panni di Maradona in versione mano de Dios e sugli sviluppi di un calcio piazzato prova a trovare la rete con una deviazione di braccio, non riuscendo nemmeno a trovare lo specchio di porta e venendo poi giustamente ammonito dall’arbitro. Poco più tardi Marchini si scatena e dopo aver saltato secco Chiellini va a concludere di mezza punta esterna, non riuscendo però a superare un sempre attentissimo Buffon.

IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI
Il cambio di modulo non giova al club di Corso Galileo Ferraris: la fase difensiva, nonostante i tre centrali ed i due fluidificanti con spiccate doti difensive, entra spesso in affanno contro i non irresistibili avanti Amaranto. Quella offensiva non dimostrerà di sentire i benefici del nuovo approccio tattico con i soliti problemi di Amauri e Del Piero di finalizzazione ed un Diego che, come quasi sempre in questa stagione, fatica ad incidere. Proprio per questo, e non poteva essere differente vista la qualità di gioco espressa nel primo tempo, il goal del pareggio juventino viene firmato da un difensore su calcio da fermo. Davvero non poteva essere diversamente. Se da una parte bisogna giustamente condannare quanto messo in mostra dalla Juventus nei primi quarantacinque minuti dall’altra non si può non fare i complimenti alla squadra di casa, brava a sfruttare i passaggi a vuoto degli ospiti mettendo in campo molta grinta ed ancora più voglia di vincere, fattori questi che li portano a trovare il vantaggio ed a giocare in maniera molto più convincente rispetto agli avversari la quasi totalità della prima frazione di gioco. Nella ripresa le cose cambiano, ma in peggio. Il Livorno, in qualche modo, si adegua al gioco messo in mostra dagli avversari, ciò qualcosa di tendente al nulla cosmico. Così nel secondo tempo le emozioni calano ulteriormente e va in scena una partita piuttosto monotona, bruttina e con la noia a farla da padrone. Zaccheroni che è quindi in serie positiva da quando è a Torino. Sì, è palesemente una battuta: pareggiare contro Lazio e Livorno è qualcosa di assolutamente negativo e la prospettiva di tornare in Champions si allontana sempre di più.

TABELLINO
Livorno vs. Juventus 1 – 1
Marcatori: 26′ Filippini42′ Legrottaglie
Livorno: Rubinho; Perticone, Knezevic, Diniz; Raimondi (15’st Marchini), Filippini, Pulzetti (36′ Moro), Mozart, Vitale; Lucarelli, Bellucci. A disposizione: De Lucia, Esposito, Marchini, Pieri, Bergvold, Moro, Danilevicius, Tavano. All.: Cosmi
Juventus: Buffon; Legrottaglie, Cannavaro (6’st Zebina), Chiellini; Caceres, Felipe Melo, Candreva, Grosso (34′ Grosso), Diego; Del Piero (38’st Giandonato), Amauri.  A disposizione: Manninger, Zebina, De Ceglie, Marrone, Yago, Giovinco, Paolucci. All.: Zaccheroni
Ammoniti: Mozart, Perticone, Cannavaro, Lucarelli
Espulsi: Melo (doppia ammonizione)

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(Credits: SciabolataMorbida)

Campionato: Juventus vs Lazio 1-1 (Zac comincia con un pari…)

del pieroJuventus–Lazio non è solo il posticipo della ventiduesima giornata di Serie A, ma è anche, e soprattutto, il debutto di mister Alberto Zaccheroni sulla panchina dei bianconeri. Debutto, tra l’altro, che avviene proprio contro una squadra già allenata in passato dal tecnico di Meldola: la Lazio. Correva la stagione 2001/2002 quando dopo poche giornate dall’inizio del campionato l’ex allenatore del Milan, squadra con cui vinse un campionato, subentrò in corso d’opera a Dino Zoff, rimosso dall’incarico. Ed è una coincidenza molto particolare quella che vede Zaccheroni esordire a Torino proprio contro la Lazio. Quel famoso anno in Biancoceleste, infatti, passò alla storia per quanto successo l’ultima giornata di campionato: battendo un Inter lanciatissima verso uno scudetto che pareva già cucito sul petto la Lazio consegnò quel campionato nelle mani della Vecchia Signora che deve quindi, indirettamente, proprio al tecnico emiliano uno dei suoi più recenti successi. Grande curiosità riguardo a questo debutto sorge soprattutto in relazione all’idea di calcio che Zaccheroni portò avanti almeno fino al 2007, data in cui si esaurì il suo ultimo incarico. La sua difesa a tre uomini, schieramento assolutamente poco consono quando si parla di grandi squadre, è infatti un marchio di fabbrica importante. Essendo arrivato solo da un paio di giorni in Corso Galileo Ferraris, però, il tecnico di Meldola non ha osato cambiare così a fondo lo schieramento tattico prevalentemente utilizzato fino a quel momento dal suo predecessore. Proprio per questo motivo ecco la Juventus schierarsi con l’ormai classico 4-3-1-2, con Manninger al posto dello squalificato Buffon – espulso nella sconfitta contro la Roma – in difesa dei pali, Grygera terzino destro con De Ceglie sull’out opposto e la coppia Chiellini-Cannavaro centralmente; a centrocampo Candreva lanciato dal primo minuto con Melo e Sissoko e dietro a Diego, in attacco spazio a capitan Del Piero ed Amauri. Dal canto suo, invece, Ballardini è in cerca di punti salvezza e per provare a trovare il punteggio pieno effettuando il colpaccio nel capoluogo piemontese si presenta con un modulo speculare a quello della squadra di casa: Muslera tra i pali, Diakitè, Stendardo, Radu e Kolarov in sua difesa, Dabo, Baronio e Firmani in mediana, Mauri sulla trequarti ed il duo argentino Cruz-Zarate in avanti.

LA PARTITA
Il primo tempo vede i bianconeri condurre il gioco costantemente nella metà campo avversaria. Fin dai primi minuti tocca al trio offensivo cercare di portare la squadra in vantaggio: al 5’ da Amauri a Del Piero, palla per Diego che da centro area indirizza verso la porta, senza però creare troppi problemi a Muslera. Al 7’ ci prova Candreva con una conclusione dal limite che termina sul fondo. I bianconeri continuano ad attaccare e al 12’ Del Piero prova a sfruttare un bell’assist di Sissoko, ma il suo tiro termina fuori. La Juventus ha l’occasione per portarsi in vantaggio al 21’ quando Diego prova una conclusione insidiosa che costringe il portiere alla deviazione in angolo. La Lazio, che finora non si è mai avvicinata alla porta bianconera, prova a rendersi pericolosa al 25’: su punizione corta di Baronio palla a Kolarov, che dalla distanza spedisce lontano dalla porta difesa da Manninger. La squadra di Zaccheroni continua a far gioco e tenta di mettere in difficoltà la difesa avversaria su azione e su calci piazzati, come accade con Diego al 35’. Sul fronte biancoceleste da segnalare un tiro insidioso di Mauri al 38’ che costringe Manninger a respingere in angolo. Il primo tempo si chiude con una conclusione di Candreva da fuori area che termina sul fondo. C’è più convinzione nelle offensive bianconere che aprono il secondo tempo e che nel primo quarto d’ora producono un gran tiro di Candreva parato in angolo, un palo colpito da Diego, una punizione di Del Piero respinta dalla barriera e una seconda conclusione rasoterra del capitano neutralizzata da Muslera. La Lazio si fa vedere in avanti e conquista una punizione dalla sinistra dell’area di rigore che Baronio batte e Chiellini respinge. Poi è ancora la Juventus a portarsi in avanti a caccia del vantaggio che arriva al 25’ su calcio di rigore assegnato dall’arbitro Saccani per atterramento in area di Del Piero. E’ lo stesso capitano a battere dal dischetto: impeccabile. Juventus in vantaggio (1-0). Arrivano le prime sostituzioni: due per la Lazio, Rocchi e Lichtsteiner per Dabo e Firmani, e una per la Juventus, Caceres per Felipe Melo. Il gioco riprende e la Lazio si porta subito in avanti, guadagnando un calcio di punizione: batte Kolarov e Mauri trova la deviazione vincente (1-1). Ritrovata la parità, Ballardini opera l’ultimo cambio: fuori l’autore del gol e dentro Siviglia. Manca ormai poco alla fine della partita, i bianconeri provano a rifarsi avanti, ma la difesa della Lazio blocca tutte le iniziative degli uomini di Zaccheroni, che si gioca come ultima carta l’ingresso di Paolucci al posto di Del Piero. Nei cinque minuti di recupero il risultato non cambia.

IL COMMENTO DI ANTONIO CORSA (ACB)
Non si poteva certo pretendere miracoli dal buon Zaccheroni dopo appena un paio di allenamenti. La squadra scende in campo con il classico “rombo” alla Ferrara, almeno sulla carta, con De Ceglie e Grygera esterni, i soliti Cannavaro e Chiellini in mezzo, Melo davanti alla difesa, Candreva sul centrosinistra con Sissoko sul centrodestra, e con Diego dietro Amauri e Del Piero. Si è però visto qualcosa di diverso, soprattutto nel primo tempo, quando la squadra ha corso molto alla ricerca di quel gol che non è arrivato. Tra le novità più positive, c’è finalmente il ritorno al pressing: la squadra ha aggredito i portatori di palla avversari, ha evitato quei ribaltamenti di gioco tanto letali quando si utilizza questo modulo ed ha tenuto la difesa sempre piuttosto alta, almeno fino al gol laziale. De Ceglie ha giocato altissimo, di fatto sulla linea di centrocampo, lasciando tre difensori dietro, e dando la possibilità a Candreva di accentrarsi per provare la conclusione o l’uno-due di destro. Si è notato, rispetto al passato, un attacco a più uomini, con 5 (Amauri, Del Piero, Diego, Candreva e Sissoko) quasi sempre a supporto dell’azione d’attacco, oltre al terzino ex Primavera, bravissimo a spingere come sempre e a mettere bei cross in mezzo. Per 45′ si sono viste triangolazioni e movimenti senza palla che da tempo non si vedevano a Torino, soprattutto grazie a Sissoko e Candreva, due che possono fare questo tipo di gioco sia passando la palla che ricevendola loro stessi. Fondamentale è perciò il movimento senza palla, i tagli, le diagonali, le sovrapposizioni. Tutto fatto piuttosto bene, finchè il fiato è stato sufficiente. Nel secondo tempo, il ritmo è naturalmente calato, ma paradossalmente è arrivato prima il palo di Diego (in grande ripresa: è questo il suo gioco!), poi il rigore (parentesi: Alex ha prima simulato con un tuffo piuttosto imbarazzante in area, poi è scivolato in occasione del rigore – inventato – andando ad esultare dopo il gol. Per carità, il momento è talmente brutto che atti eroici e di classe probabilmente erano inopportuni.. ma almeno sottolineamoli, per onestà intellettuale). Dopo l’1-0 del Capitano, la squadra ha continuato a fare il proprio gioco, subendo però un gol a freddo su ennesima disattenzione difensiva (Chiellini non sale in tempo tenendo in gioco Mauri che anticipa Grygera, spostato nel frattempo a sinistra con Caceres a destra). E’ qui che si è tornati alla realtà, con la squadra incapace di reagire, bloccata psicologicamente, forse timorosa di subire l’ennesima rimonta e l’ennesima beffa stagionale. Alla fine, nonostante i 5 minuti di recupero, è stata parità. Un punto da raccogliere e portare a casa. Arriveranno tempi migliori. Per ora la “prima” di Zac è discreta, ma servirà almeno un mesetto per raddrizzare la situazione e lavorare soprattutto sulla mente e sull’autostima dei ragazzi. Note positive della serata: Diego, sicuramente in netta crescita, ma anche Candreva (questo è il suo gioco), Melo (al quale non è stato chiesto di fare il regista..) e De Ceglie.

IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI
Se il primo tempo del match disputato nel pomeriggio tra Milan e Livorno era stato soporifero, altrettanto possiamo dire della partita giocata in serata a Torino. In realtà il match è un minimo più godibile grazie al fatto che la Juventus porta un forcing pressoché costante lungo tutto il corso della frazione, ma, di contro, non si ha la possibilità di vedere nemmeno un goal. Il tutto perché la Juventus porta sì pressione nella trequarti avversaria, ma è un agire sterile, che non si traduce in grosse occasioni da goal. Questo soprattutto per il fatto che a fare da contraltare ad un Diego che pare si stia ritrovando ci sono due punte – Del Piero ed Amauri – abbastanza avulsi dal gioco ed ancora sottotono. Da parte sua la Lazio fa davvero poco: qualche tentativo sporadico in ripartenza e nulla più, provando a rendersi pericolosa praticamente solo tramite calci piazzati piuttosto velleitari. Il secondo tempo è invece più interessante della prima frazione, con una Juve che riesce ad implementare gli sforzi per arrivare al goal. Rete che viene però trovata solo grazie ad un rigore inventato di sana pianta dall’arbitro Saccani, la cui prestazione è sicuramente sotto la soglia della sufficienza. Il goal un po’ casuale – almeno rispetto all’andamento del match – realizzato da Mauri sega quindi le gambe ai giocatori della squadra di casa, spegnendo quindi ogni interesse nei confronti di una partita che da lì in avanti non offrirà più grandi sussulti venendo giocata da una squadra ormai sulle gambe – la Juve – e da un’altra che si può dire già più che soddisfatta del pareggio immeritato piovutogli dal cielo. Il migliore in campo non può che essere, a mio avviso, Diego: il trequartista verdeoro torna infatti a giocare su buoni livelli, mettendosi in bella mostra. Molto generoso come al solito riesce stavolta ad implementare la propria prestazione con quell’efficacia nelle giocate smarrita ormai da tempo. Vera e propria spina nel fianco della formazione ospite il ragazzo di Ribeirão Preto sembra poter tornare sui livelli delle primissime partite di questo campionato. Così fosse, forse, la Juve potrebbe aver trovato quel giocatore che sia capace di guidarla, assieme al nuovo tecnico, fuori da una crisi che pare essere interminabile come l’inverno. (Credits: SciabolataMorbida)

IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO
Meglio un punto che niente. E ultimamente siamo tornati quasi sempre a casa con… niente. Un punto che muove la classifica e che mi fa sperare che in situazioni estreme in futuro potremo anche pareggiare e non per forza perdere. Mi sarei aspettato una vittoria, non tanto di orgoglio o di nervi, ma una vittoria dovuta al celeberrimo “cul de Zac”. Ma quest’anno gira talmente tutto storto che saremmo capaci di qualsiasi cosa. Devo dire, però, che la prestazione è stata incoraggiante: come ha detto lo stesso Zaccheroni, non è facile giocare contro compagini che si schierano in modo speculare alla tua squadra, nonostante ciò la Juventus ha coperto molto bene gli spazi, soffrendo pochissimo e creando un discreto numero di occasioni. Gli errori in fase di impostazione sono stati i soliti, endemici: si cerca sempre la giocata verticale e non si apre quasi mai sulle fasce. Ho molta fiducia però nel “tattico”  Zaccheroni e credo che buona parte dei piccoli difetti saranno colmati. Gli altri, quelli legati ai singoli e alle loro bizze, si dovranno esorcizzare in altro modo. C’è poco altro da commentare al match, una partita non certo bella da vedere, ma nemmeno da buttare. Nella media, insomma, di un campionato di Serie A tecnicamente e tatticamente mediocre. La Lazio, contrariamente a quanto detto dagli addetti ai lavori: merita ampiamente la posizione che ha, anzi per come gioca meriterebbe di contendere l’ultimo posto al Siena. Per questo motivo, credo che ci siano ampi margini per giocarsela con Roma (fortunata), Milan (affannato) e Napoli (arruffone)  per un posto in Champions. Zaccheroni, ci proverà, e quanto si è visto (e sentito) in pochi giorni ha già capito che deve prendere in mano una situazione difficile soprattutto dal punto di vista ambientale. Le sue parole “devo essere molto vigile in questo spogliatoio” sta a testimoniare il fatto che succedevano (e spero non succedano più) cose strane in un abiente che si è sempre contraddistinto per rigore e serietà. Siamo la Juve e abbiamo tante giornate ancora per dimostare di esserlo ancora. Con Zaccheroni.

IL TABELLINO
JUVENTUS-LAZIO
RETI: 25’st Del Piero (rig.), 33’st Mauri
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie, Sissoko, Felipe Melo (31’st Caceres), Candreva, Diego, Amauri, Del Piero (44’st Paolucci). All. Zaccheroni. A disposizione: Chimenti, Legrottaglie, Zebina, Giovinco, Marrone, Paolucci.
LAZIO: Muslera, Diakité, Stendardo, Radu, Kolarov, Dabo (26’st Rocchi), Baronio, Firmani (31’st Lichtsteiner), Mauri (36’st Siviglia), Cruz, Zarate. All. Ballardini. A disposizione: Berni, Luciani, Sevieri, Makinwa, Rocchi.
ARBITRO: Saccani
AMMONITI: 24’pt Baronio, 35’pt Melo, 22’st Diakité, 46’st Grygera
SPETTATORI: 20.899
INCASSO: 422.625

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Juventus vs Roma 1-2 (ormai non fa più notizia…)

roma juventusAll’Olimpico di Torino si scontrano due squadre che attraversano momenti molto diversi: da una parte la Juventus è in grossa crisi tanto che dopo un inizio quantomeno accettabile è finita addirittura fuori dalla zona Champions. Dall’altra, invece, una Roma cui la cura Ranieri ha dato i suoi frutti tanto da iniziare a macinare gioco e risultati. Per lo scontro contro la sua ultima squadra, quindi, Ranieri decide di schierare la coppia Juan-Burdisso a difesa di Julio Sergio e Vucinic in supporto a Toni. Per provare a ritrovare la via della vittoria, invece, Ferrara rimette in campo Grygera terzino destro e ritrova Sissoko in mediana. Panchina, invece, per il nuovo arrivato Candreva.

LA CRONACA
Dopo meno di tre minuti di gioco Toni fa un gesto verso la panchina. L’espressione del suo volto dice tutto: il polpaccio non gli permette di continuare. La partita è appena iniziata, quindi, e Ranieri si trova subito a dover sprecare un cambio. All’ottavo minuto è Salihamidzic, un po’ a sorpresa titolare al posto del più quotato Candreva, a farsi vedere: il bosniaco riceve palla sulla trequarti e punta la porta, arrivando a calciare poco oltre il limite dell’area. Conclusione però infelice, con il pallone che termina piuttosto lontano dallo specchio di porta. Tre minuti più tardi è invece Vucinic che riceve palla sul vertice destro dell’area e dopo essersi liberato bene di un avversario conclude in maniera discreta, non trovando però la porta e colpendo solo l’esterno della rete. Al tredicesimo è invece Marchisio a rendersi pericoloso: la mezz’ala Bianconera riceve in area e conclude un’azione insistita dei suoi con un bel tiro a giro che non trova la porta solo di poco, sfiorando il palo e spegnendosi sul fondo. Sulla traiettoria, tra l’altro, stava per intervenire Del Piero la cui deviazione sarebbe probabilmente stata decisiva. Cinque minuti ed è Totti, subentrato all’infortunato Toni, a farsi vedere: il tiro scoccato dal Pupone, però, termina alto sulla traversa e non impensierisce un attento Gigi Buffon cui il freddo, a giudicare dalla maglietta smanicata che indossa, non sembra fare alcuna paura. Subito dopo è la Juventus, in questa sorta di ping-pong iniziale, a farsi vedere: Grygera crossa in mezzo dove Amauri è però disturbato da Cassetti e non riesce a trovare la porta di testa. Al venticinquesimo è invece Juan a salvare la Roma: Diego prova infatti a tagliare la difesa Giallorossa con un ottimo filtrante a giro che terminerebbe giusto sul piede dell’accorrente Amauri. Il centrale romanista, però, non ci sta ed anticipa il proprio connazionale in angolo. L’azione successiva è ancora Bianconera: questa volta è Del Piero ad avere l’intuizione giusta, ma Marchisio non riesce a raggiungere il pallone. Alla mezz’ora Grosso scodella un ottimo cross in mezzo all’area su cui è Amauri a svettare. La sua testata, però, spinge la palla oltre il palo. Un paio di minuti ed è Salihamidzic a provarci, sempre di testa, sugli sviluppi di un angolo. Il risultato è però lo stesso. Al trentasettesimo è da una punizione battuta da Diego che nascono i pericoli per la retroguardia Giallorossa: sul cross effettuato dal trequartista brasiliano, infatti, è Del Piero a spizzare con la fronte, non riuscendo però a deviare la palla di quel tanto che serva a far terminare il pallone nello specchio della porta. Ad un paio di minuti dal termine la Juve segna, ma l’arbitro annulla per fuorigioco (che sembra esserci). L’azione, comunque, è davvero meritevole e va raccontata: Marchisio vede Del Piero partire tagliando alle spalle dei difensori e lo serve con un ottimo lancio che pesca il capitano Bianconero in area. Alessandro stoppa quindi magistralmente il pallone per poi battere Julio Sergio con un tocco morbido. Tutto inutile, ma azione davvero pregevole. La ripresa si apre con lo stesso equilibrio che aveva aperto la prima frazione. A spezzarlo, però, ci pensa Del Piero: Diego dà dentro, Juan devia il passaggio facendo impennare il pallone che finisce giusto al capitano Bianconero, implacabile nel battere il portiere avversario siglando l’1 a 0. Di lì in poi resta comunque un equilibrio discreto per diverso tempo, con la Juve che non riesce più a essere padrona del campo come buona parte del primo tempo, riuscendo a costruire ancora meno. Al sessantasettesimo il fattaccio: Chiellini esce palla al piede allungandosi troppo il pallone e permettendo il recupero del pallone da parte romanista. Verticalizzazione immediata per Taddei che entrato in area punta Grosso, venendo atterrato dal terzino Azzurro. Sul dischetto si presenta quindi Totti che segna nonostante Buffon intuisca la traiettoria arrivando a sfiorare il pallone. Due goal in questa frazione di gioco, ma partita la cui intensità è calata fortemente all’intervallo tanto da diventare, nonostante le segnature, molto più monotona del primo tempo. Al settantacinquesimo Marchisio scocca un tiro dal limite, il tutto sugli sviluppi di un’azione insistita da parte dei Bianconeri. Il centrocampista torinese, però, non trova la porta. Poco dopo è invece ancora Amauri, sempre di testa, a provarci. Nessuna difficoltà per Julio Sergio, però, che para sicuro. A otto minuti dal termine la Juventus resta in dieci: la Roma parte in contropiede e Riise si infila tra le maglie della difesa avversaria costringendo Buffon ad uscire quasi sulla trequarti intervenendo senza pensarci due volte. Il fallo è netto, l’espulsione sacrosanta. Del Piero deve quindi lasciare spazio a Manninger. Totti realizza il rigore del pareggio. In pieno recupero, quindi, la Roma colpisce: Pizarro recupera palla a centrocampo e crossa lungo, pescando Riise sul secondo palo. Il terzino norvegese salta quindi indisturbato di testa bucando il malcapitato Manninger.

IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI
Vittoria in extremis per la Roma, sconfitta pesante, pur immeritata, per la Juventus. I padroni di casa hanno infatti giocato un primo tempo sicuramente più gagliardo rispetto agli avversari, andando via via a guadagnare metri fino a prendere il dominio più o meno netto del campo. Dominio che, però, non si tramuta in goal, lasciando quindi le due squadre in perfetta parità sino al termine della prima frazione. Nella ripresa l’intesità della gara scende e così anche l’interesse nei confronti della stessa. Nonostante questo arrivano comunque tre reti. La faccia dei giocatori juventini tanto al goal di Riise quanto al triplice fischio finale è significativa: gli sguardi vacui stanno a dimostrare il senso di smarrimento di tutto un ambiente che non sa più che pesci pescare. Per quanto io sia ampiamente contrario alla politica sempre più in voga nello Stivale degli esoneri facili penso che sia ormai davvero lapalissiano: Ferrara, che già andava rimosso dopo la pesantissima sconfitta contro il Bayern con relativa eliminazione, va sostituito, anche solo per dare una scossa all’ambiente. Prima vittoria contro i Bianconeri, invece, per Ranieri, che mai prima di oggi era riuscito, nel corso della sua lunga carriera, a battere la Juventus. Ed è sicuramente una vittoria dolcissima per lui, che non deve aver preso benissimo, per quanto mascheri ottimamente il tuo con il suo inconfondibile aplomb, l’esonero dello scorso anno. Difficile trovare un migliore in campo, a maggior ragione dopo la mediocrità vista nella ripresa da parte di entrambe le squadre. E se anche Chiellini, notoriamente sempre tra i migliori in campo quest’anno, si lascia andare ad uno svarione non indifferente non si sa davvero più a che santo votarsi. La palma da MVP se la aggiudica, quindi, Pizarro. Partita certo non sopra le righe la sua, che fa comunque in maniera discreta il suo compitino. Risultando però assolutamente decisivo: sul primo goal è lui a rubare palla a Chiellini verticalizzando per Taddei, che andrà a guadagnare il rigore del pareggio. Sempre lui, poi, si ripeterà a fine partita su Sissoko, pennellando poi un cross perfetto per Riise. Più che sufficiente a renderlo il migliore in campo, oggi.

IL TABELLINO
JUVENTUS-ROMA 1-2
RETI: 6’ st Del Piero, 23’ st rig. Totti, 48’ st Riise.
JUVENTUS: Buffon; Grygera (31’ st Candreva), Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Sissoko, Marchisio, Salihamidzic; Diego; Amauri (45’ st Paolucci), Del Piero (38’ st Manninger). A disposizione: Zebina, Cannavaro, De Ceglie, Yago. All. Ferrara.
ROMA: Julio Sergio; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Taddei, De Rossi, Pizarro; Perrotta; Vucinic, Toni (8’ pt Totti). A disposizione: Doni, Mexes, Motta, Brighi, Cerci, Menez. All. Ranieri.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
ELPULSI: 38’ st Buffon.
AMMONITI: 15’ st De Rossi, 16’ st Burdisso, 22’ st Grosso, 26’ st Taddei, 41’ st Salihamidzic.

(Credits: SciabolataMorbida)

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Campionato: Juventus-Milan 0-3 (de profundis…)

ronaldinhoLA CRONACA
Finisce nel peggiore dei modi il girone d’andata bianconero. La squadra di Ferrara perde 3-0 all’Olimpico contro il Milan nel big match del 19° turno. I rossoneri passano grazie a un gol di Nesta nel primo tempo e alla doppietta di Ronaldinho nella ripresa. Serata da dimenticare per Chiellini e compagni, quasi mai pericolosi e anche sfortunati, soprattutto nelle azioni dei primi due gol, entrambi nati da calcio d’angolo. Al giro di boa, la Juventus chiude al terzo posto a pari merito con il Napoli. Proprio i partenopei saranno mercoledì a Torino per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Per l’ultima d’andata, Ferrara ripropone quella che è la Juve targata 2010, quindi con uno schieramento 4-4-1-1. Davanti a Manninger, Grygera e Cannavaro sostituiscono lo squalificato Caceres e Legrottaglie, Chiellini e Grosso confermati negli altri due ruoli di difesa. Centrocampo in fotocopia con Salihamidzic, Poulsen, Felipe Melo e Marchisio. Diego a fare da supporto ad Amauri. Tanto Brasile in campo, visto la presenza di Ronaldinho, Dida e Thiago Silva nel Milan. Contro una delle squadre più in forma del campionato, la Juventus parte molto aggressiva con pressing e raddoppio su ogni portatore di palla. I primi 10 minuti sono di studio, anche se dal piede di Diego partono un paio di piazzati che la difesa rossonera allontana a fatica. L’ex Werder è in palla e intorno al 12’ crea due azioni pericolose sfumate di un soffio. Il Milan cresce con il passare dei minuti. È Borriello il più cercato dai compagni e Chiellini e Cannavaro sono costretti ad alzare la soglia di attenzione. Ma oltre un paio di corner, i rossoneri non si fanno mai vedere dalle parti di Manninger. Ronaldinho protagonista al 28’ con un gran controllo e l’assist per Borriello, fermato in angolo da Chiellini. Dagli sviluppi del corner, arriva il gol con Nesta che insacca da distanza ravvicinata. La squadra di Ferrara parte subito al contrattacco. Conquista un paio di angoli e sul secondo si accende una mischia che Dida sbroglia con qualche affanno. Prima del riposo, è Manninger a dover intervenire sul tiro da fuori di Thiago Silva. All’intervallo è 1-0 per i rossoneri. Ripresa. I bianconeri partono a mille e sugli sviluppi di un angolo, Amauri fa la sponda per Chiellini che non trova la deviazione vincente. Il difensore livornese ci prova un attimo dopo di testa, ma Dida è piazzato. Dopo un quarto d’ora di tentativi senza effetto, Ferrara lancia nella mischia Del Piero al posto di Salihamidzic. L’ingresso del capitano dà la scossa. Marchisio si prova da fuori e si procura l’ennesimo angolo. Un attimo dopo, altro cambio ma forzato. Poulsen si fa male: dentro De Ceglie. Anche la fortuna volta le spalle ai bianconeri. Su un altro angolo, proprio De Ceglie devia il pallone nella sua porta dopo un tocco di Ronaldinho. La partita finisce qui. I bianconeri tentano almeno a riaprirla ma arriva il tris, ancora con Ronaldinho a pochi minuti dalla fine. Prima della fine, Dida evita anche il possibile 3-1 con la punizione di Del Piero. Il Milan espugna l’Olimpico e fa chiudere ai bianconeri in girone d’andata nel peggiore dei modi.

IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO
“I’so capa tost”. Parola di Ciro Ferrara. Me n’ero accorto. D’altronde non è che ci volesse poi tanto. Sono bastate un paio di settimane. Quelle iniziali, durante le quali avevamo messo a segno un buon filotto di vittorie, ma senza mostrare in campo un minimo di gioco, con limiti tecnico-tattici evidenti. E la “capa tost” è stata evidente sin da subito con l’emarginazione dalla rosa di elementi potenzialmente utili per il famoso “progetto”. Quindi delle due l’una: o abbiamo fatto una campagna acquisti fallimentare, portando a casa fior di bidoni come Felipe Melo e Diego, o Ferrara è una sorta di Re Mida alla rovescia che trasforma in melma tutto quanto gli capiti sotto le mani. Neanche la vittoria di Parma mi aveva illuso: portare a casa tre punti senza mai tirare in porta ti capita rare volte nel calcio moderno. Il vecchio/nuovo 4-4-2 con l’abulico Diego di punta (a proposito, qualcuno gli insegni cortesemente a battere i calci d’angolo) non è servito a raddrizzare la stagione. Come a Parma, sono pochi a salvarsi dal naufragio totale. Inutile fare considerazioni sui singoli allora, poiché il bilancio sarebbe impietoso: escludendo il salva tutto Chiellini, si potrebbe dire che Grosso mi fa rimpiangere Molinaro, che Melo mi fa rimpiangere Galia, Marchisio lo stiamo perdendo mandandolo sempre più per le terre, mentre Amauri sempre più predicatore del deserto ha smarrito definitivamente la retta via. Le ha provate tutte le combinazioni il buon Ciro: rombo, trapezio, cubo e cilindro. Niente da fare, l’unica costante è stata la confusione. La stessa che regna nella società di Elkann, guidata dall’uno e trino Blanc, dall’inesperto Secco e dall’espertissimo (ma in tutt’altre materi fuorché quelle calcistiche), Castagnini. Ora fa bene Ciro a non volersi dimettere, ci è stato messo su quella panchina e vuole portare a termine il suo mandato. Mandatelo via se ne siete capaci. Allo scoppio di Calciopoli, ebbi a dire che temevo che la Juventus facesse la fine della Pro Vercelli, senza mai più vincere nulla, se non dopo la cessione della società a qualcuno che a livello sportivo (puntualizziamo, per quello commerciale/amministrativo questa proprietà se la cava più che bene) ne capisca di più. Spero sempre di sbagliarmi, ma la via intrapresa è proprio quella.

IL TABELLINO
JUVENTUS-MILAN 0-3 (0-1)
RETI: 29’ pt Nesta, 27’ st e 42’ st Ronaldinho.
JUVENTUS: Manninger; Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Salihamidzic (15’ st Del Piero), Poulsen (18’ st De Ceglie), Felipe Melo, Marchisio; Diego, Amauri. A disposizione: Chimenti, Zebina, Legrottaglie, Tiago, Immobile. All. Ferrara.
MILAN: Dida; Abate, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Gattuso (20’ st Flamini), Pirlo; Ambrosini; Beckham, Borriello (39’ st Huntelaar), Ronaldinho. A disposizione: Storari, Favalli, Kaladze, Jankulovski, Inzaghi. All. Leonardo.
ARBITRO: Damato di Barletta.
AMMONITI: 31’ pt Poulsen, 28’ st Ambrosini, 34’ st Amauri.
NOTE: spettatori 24.165 per un incasso di € 703.860,29.

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Campionato: Juventus vs Catania 1-2 (Notte fonda)

Banchetta anche il Catania

Banchetta anche il Catania

Clima teso in casa bianconera: la squadra, infatti, è contestata sia nel momento dell’arrivo allo stadio (dove i giocatori, sul proprio pullman, sono oggetto di insulti e lancio di uova da parte di una ventina di tifosi) che all’interno dello stesso (con i tifosi in curva che danno le spalle al campo al momento dell’inizio del match). Clima che non è certo il massimo per disputare un match di campionato in una situazione già delicata. E da subito è chiara la differenza di tranquillità tra le due squadre: nonostante occupi l’ultimo posto in classifica, infatti, il Catania gioca con calma olimpica Continua a leggere

Campionato: Bari vs Juventus 3-1 (Lezione provinciale)

Alle stelle!

Alle stelle!

La Juventus si presenta a Bari per riscattare la cocente delusione portata dall’ultimo match giocato contro il Bayern Monaco e che ha sancito, con una pesantissima sconfitta, l’eliminazione bianconera dalla Champions. Per farlo, quindi, Ferrara si affida ad Amauri e Trezeguet in avanti con Diego a supporto. A centrocampo, invece, viene schierato un po’ a sorpresa Tiago come mezz’ala sinistra, al fianco di Poulsen e Marchisio. In difesa, infine, Caceres continua saldamente ad occupare la corsia di destra, con Molinaro schierato sull’out opposto. Continua a leggere

Juventus vs Napoli 2-3 (brutta battuta d'arresto)

La Juve scivola col Napoli..

La Juve scivola col Napoli..

PRESENTAZIONE
Ferrara ripropone il modulo e gran parte della squadra protagonista della cinquina sulla Sampdoria. Un 4-2-3-1 con Buffon in porta (a poche ore dalla nascita di David Lee), difesa con Grygera, Fabio Cannavaro, Chiellini e Grosso. Felipe Melo e Poulsen subito davanti. Confermato il “trio fantasia” formato da Camoranesi, Diego e Giovinco, schierato alle spalle dell’unica punta che è Trezeguet.

CRONACA
L’avvio bianconero è veemente e dopo neppure 20 secondi Giovinco si presenta solo davanti a De Sanctis ma non trova la porta con il diagonale sul palo lontano. Il Napoli reagisce e crea due mezzi pericoli con Lavezzi che pesca prima Denis e poi Maggio, ma i suoi compagni non sono all’altezza della giocata dell’argentino. La gara diventa equilibrata con accelerazioni da una parte e dall’altra. Il Napoli prova a pescare il jolly con un gran sinistro di Aronica destinato al sette, ma Buffon è pronto e salva da campione. Una parata provvidenziale alla luce di quello che succede al 35’: Grygera calibra il cross da destra e Trezeguet incorna da fuoriclasse, senza dare scampo a De Sanctis. Un gol arrivato dopo che Ferrara era stato costretto al primo cambio. Camoranesi fuori per un taglio al capo dopo uno scontro aereo e dentro Tiago, al rientro. Al riposo si va quindi sull’1-0 per i bianconeri. Ripresa. Si parte con gli stessi 22 che avevano finito la prima frazione. Il Napoli ha una fiammata, fermata da Grygera, ma deve salvarsi su un tocco sottomisura di Tiago pescato da Giovinco. Il portoghese ci riprova dopo una combinazione con Felipe Melo, ma De Sanctis para. Il raddoppio arriva però subito dopo, all’8’. Trezeguet crossa da sinistra, Contini sbaglia completamente il rinvio di testa mettendo il pallone sui piedi di Giovinco che insacca col destro da due passi. Mazzarri prova a correre ai ripari. Toglie Campagnaro (appena ammonito per un fallaccio su Giovinco) e mette Datolo. Il cambio porta bene e dopo pochi secondi arriva il 2-1 con Hamsik che si fa trovare libero sul secondo palo e batte senza scampo Buffon. È il 14’: gara riaperta. Più che mai riaperta al 20’ quando proprio Datolo trova il modo di spingere la palla in rete dopo una prodezza di Buffon su azione d’angolo. Ferrara allora gioca la carta Amauri (un ex) per Poulsen. Ma a colpire è ancora una volta il Napoli con Hamsik che insacca la doppietta dopo un contropiede portato avanti da Lavezzi. Il tempo a diposizione per trovare un nuovo pareggio è poco e i bianconeri si gettano in avanti ma è difficile trovare spazi. Entra anche De Ceglie per Giovinco. I bianconeri tentano fino all’ultimo minuto dei cinque minuti di recupero, ma rimediano solo l’espulsione di Amauri dopo una rissa accesasi nell’area partenopea. La squadra di Ferrara conosce la prima sconfitta interna, proprio alla vigilia della fondamentale trasferta di martedì a Tel Aviv contro il Maccabi.

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Siena vs Juventus 0-1 (decide la "solita" incornata)

Continua il digiuno di Amauri

Due gol in due partite per Amauri

PRESENTAZIONE
Ferrara per la gara contro i toscani torna in avvio al 4-3-1-2, schierando diverse novità, per dosare le energie in un momento di tanti impegni tra campionato e Champions League. Il tecnico bianconero rispetto ai convocati della vigilia non può contare su Iaquinta, vittima di un risentimento muscolare accusato nell’ultimo allenamento. L’attaccante si accomoda in tribuna, lasciando spazio a Trezeguet e Amauri. A sostengo delle punte il brasiliano Diego, mentre a centrocampo oltre a Poulsen e Felipe Melo c’è De Ceglie, preferito a Camoranesi. In difesa riposa Cannavaro, sostituito da Legrottaglie che fa coppia con Chiellini. Confermato Grygera a destra, sulla sinistra torna Molinaro. Il Siena presenta una formazione molto simile a quella prevista alla vigilia, anche per Giampaolo (squalificato e sostituito in panchina da Micarelli) un 4-3-1-2, con l’unica novità di Terzi in difesa preferito a Rosi. In attacco la coppia Maccarone-Calaiò.

LA CRONACA
Nei primi minuti di gioco si vede poco o nulla, a parte qualche tentativo di rendersi pericolosa da parte della squadra di Ferrara, i cui attaccanti però vengono pescati in fuorigioco in più di un’occasione, mentre sull’altro fronte è Calaiò a provare a mettere in difficoltà la difesa bianconera, che però fa buona guardia, in particolare con Chiellini che al 18’ si esibisce in un bell’anticipo sull’attaccante senese. Dopo i primi venti minuti piuttosto blandi, il ritmo comincia a crescere e la Juventus prova a rendersi pericolosa. Al 23’ Amauri arretrato al limite dell’area serve De Ceglie che avanza verso la porta, l’aggancio non è facile, l’esterno bianconero ce la fa, ma poi di sinistro manda fuori. De Ceglie è uno dei più attivi in fase offensiva e dai suoi piedi parte pochi minuti dopo una buona azione che però sfuma su tiro impreciso di Diego dal limite dell’area. Nel momento in cui la Juventus aumenta la pressione, Jajalo riesce a smarcarsi e prova la conclusione da circa trenta metri che termina di poco alta sopra la traversa. Al 41’, su una punizione di Diego, Chiellini, che dopo il gol in Champions anche oggi avanza spesso sui calci piazzati, prova a battere il portiere, ma il suo colpo di testa finisce sul fondo. Un primo tempo senza grosse emozioni termina con un brivido finale: Jajalo smarca Ekdal che in area prova il pallonetto per superare Buffon, ma il numero uno risponde da par suo. La ripresa inizia con Caceres in campo al posto di Grygera. L’uruguaiano si mette subito in evidenza per un bell’anticipo in area su Jajalo, uno dei giocatori più vivaci nella manovra offensiva del Siena. Altro cambio per Ferrara al 9’: esce Molinaro, la cui posizione viene subito occupata da De Ceglie, ed entra Camoranesi. La Juventus prova ad avanzare con insistenza, ma grossi pericoli per la porta di Curci non ce ne sono, a parte il palo colpito nei primi minuti di gioco sugli sviluppi di un colpo di testa di Amauri che Chiellini cerca di mandare in porta, ma l’arbitro aveva fermato tutto per fuorigioco. Al 18’ Chiellini, uno dei migliori in campo sia in fase offensiva che difensiva, anticipa in modo perfetto Calaiò, su un contropiede messo in moto dall’ex Ekdal. Al 26’ la svolta: su punizione di Diego, Amauri di testa mette in rete il gol del vantaggio bianconero (1-0). Il Siena sostituisce Calaiò con Reginaldo, che prova subito a rilanciare la manovra dei toscani, ma viene fermato da Chiellini, come poi Maccarone da Caceres. La Juventus però si tiene stretti i tre punti e nell’ultima frazione di gara mantiene un buon possesso palla e prova ad arrotondare il punteggio con Trezeguet che fa movimento in avanti e Diego che, prima di uscire nel finale per lasciare spazio a Sissoko, prova una conclusione che però viene deviata incidentalmente dallo stesso Trezeguet e termina sul fondo.

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