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Analisi tattica di Juventus vs Ajax (piccolo passo indietro…)

GLI SCHIERAMENTI INIZIALI

Per questa partita di ritorno le squadre presentano qualche novità, sia di uomini che di schemi, rispetto all’andata. L’Ajax modifica il 4-3-1-2 dell’andata in un 4-2-3-1; Stekelenburg in porta, Van Der Wiel, Alderweireld, Oleguer e Verthongen, da destra a sinistra, i 4 della linea difensiva. Novità a centrocampo, dove, al posto del rombo dell’andata, viene schierata la coppia di interni De Zeeuw, Enoh e in posizione più avanzata il trio Pantelic (a destra), De Jong (al centro) e il giovanissimo Eriksen (a sinistra) alle spalle del goleador dell’andata, Sulejmani. In realtà per tutta la partita i 4 giocatori offensivi hanno spesso cambiato posizione: fermo restando De Jong alle spalle della punta centrale, Jol ha spesso variato, mettendo Eriksen a destra, Pantelic centravanti e Sulejmani a sinistra.

La Juve, almeno in partenza, si schiera con il 4-3-3 di Bologna, con l’unica variante di Marchisio spostato da mezzala sinistra a mezzala destra e Sissoko, che sostituisce Salihamidizic sul centro-sinistra.

In fig. 1 lo scacchiere iniziale del match e, di seguito, la numerazione dei giocatori.

introduzione2

JUVENTUS: (13) Manninger, (21) Grygera, (33) Legrottaglie, (3) Chiellini, (29) De Ceglie, (22) Sissoko, (4) Melo, (8) Marchisio, (28) Diego [71í (16) Camoranesi], (11) Amauri [15í (17) Trezeguet], (10) Del Piero [87í (26) Candreva] – [(41) Pinsoglio, (5) Cannavaro, (15) Zebina, (27) Paolucci]. All. Zaccheroni

AJAX: (1) Stekelenburg (2) Van der Wiel, (19) Alderweireld, (3) Oleguer, (5) Vertonghen, (40) De Zeeuw, (21) Enoh [78í (28) Rommedahl), (9) Pantelic [74í (8) Emanuelson], (22) De Jong, (51) Eriksen, (10) Sulejmani [64′ st (39) Suk]. – [(12) Wermeer, (23) Anita, (18) Gabri, (45) Lodeiro). All. Jol

SVILUPPI TATTICI DEL MATCH

L’interpretazione del 4-2-3-1 dell’Ajax, specie in virtù delle ottime doti di palleggio dei lancieri, mette in grossa difficoltà, almeno per la prima mezzora, la Juventus. Gli olandesi, infatti, a differenza di quanto fatto dal Bologna domenica scorsa, provano (e riescono) a giocare la palla a partire dai propri difensori. Il giro palla dei 4 difensori ha efficacia contro i tre attaccanti della Juve che, del resto, come è costume di queste ultime uscite della Juve, non sviluppano pressing in zona offensiva. Amauri (o Trezeguet) balla tra i due centrali, mentre Del Piero e Diego, dopo la prima fase di gioco in cui la palla viene fatta scorrere tra i difensori dell’Ajax, vengono scavalcati alle spalle dai terzini, Van der Wiel e Verthongen; quest’ultimo, in controtendenza con quanto fatto ad Amsterdam, dove era rimasto bloccato per tutta la partita, in fase di possesso palla alza parecchio la propria posizione. E proprio dal lato di Verthongen nascono tutti i problemi della Juventus, anche e soprattutto per le capacità balistiche di Alderweireld. Il centrale belga, infatti, è capace con battute di 50 metri di trovare lo sganciamento di Verthongen dal lato opposto del campo.

In fig. 2 è mostrata la giocata che più volte nel primo tempo ha messo in difficoltà la Juve. La palla è al n. 19 Alderweireld; il centravanti juventino balla tra lui e Oleguer. Del Piero è scavalcato alle spalle dal terzino destro Van Der Wiel, Diego dal terzino sinistro Verthongen. Sissoko è costretto a uscire su Van der Wiel e conseguentemente “trascina” con se Melo e Marchisio. Risultato di questi movimenti è lo spazio lasciato libero a Verthongen, l’uomo più lontano dal pallone. Ma, sfortunatamente per la Juve, Alderweireld è capace, come detto, di trovare il compagno con lunghe e precise gittate di 50 metri. A questo punto Diego è preso alle spalle e Marchisio troppo lontano e accentrato per contrastare efficacemente il terzino olandese. Si viene a formare così un 2 contro 1 in fascia sinistra, in cui Grygera deve affrontare Verthongen e Eriksen.

schema2

Fortunatamente, dal lato opposto, Oleguer non possiede le stesse qualità di calcio del compagno di reparto. In questa maniera, con un possesso di palla a carico dei difensori e un repentino cambio di gioco da destra a sinistra, l’Ajax ha tenuto in scacco la Juve per tutta la prima mezzora. Come sarebbe stato possibile contrastare tale tendenza di gioco? Una soluzione tra le tante sarebbe potuta essere quella di contrastare i terzini dell’Ajax con Diego e Del Piero. In altre parole, il brasiliano e il capitano avrebbero dovuto sacrificarsi, ripiegare sull’avanzamento di Van Der Wiel e Verthongen e non farsi attaccare quindi alle spalle. Ciò avrebbe comportato però un notevole dispendio fisico per i due, che del resto, servono freschi per altre fasi di gioco. Zaccheroni, intorno alla mezzora decide allora di tornare al rombo classico, con Del Piero e Trezeguet di punta e Diego alle loro spalle a contrastare o a mettere in zona d’ombra i centrocampisti bassi dei lancieri.

Lo sviluppo difensivo della Juve dalla mezzora in avanti è mostrato in fig. 3. Del Piero e Trezeguet escono sui centrali olandesi, Diego contrasta e/o mette in zona d’ombra i centrali di centrocampo. Sui terzini dell’Ajax escono Sissoko e Marchisio. Questo schieramento difensivo funziona meglio rispetto al precendente perchè:

  • consente di contrastare efficacemente Van Der Wiel e soprattutto Verthongen
  • riesce a mettere maggiormente sotto pressione Oleguer e, soprattutto Alderweireld.

schema3

Per completare la disamina sul sistema difensivo adottato dalla Juve occorre fare notare che, con l’entrata di Camoranesi, i bianconeri si schierano con un classico 4-4-2, con l’italoargentino e Marchisio sulle fasce e Melo e Sissoko in mezzo. Per il resto, ancora una volta, Zaccheroni sembra privilegiare la compattezza e la densità nella propria metà campo a soluzioni difensive che prevedano uno spostamento in avanti del baricentro della squadra. Il 4-4-2 è utilizzato per la terza volta consecutiva nel finale di partita a difesa del risultato.

Per quanto riguarda la fase offensiva, lo sviluppo del gioco è stato alquanto farraginoso. Le direttrici principali, almeno in partenza, prevedevano, con palla in possesso del terzino, un movimento ad aprirsi della mezzala e un movimento incontro della punta del lato, con la possibilità per il  terzino di avere almeno due soluzioni distinte di gioco (A e B in fig. 4). Un paio di volte, la palla da Grygera a Diego ha portato il brasiliano a ricevere, accentrarsi e trovare il cambio di gioco verso De Ceglie, che, per merito di questo rapido ribaltamento di fronte, trovava spazio avanti a se e riusciva a rendersi pericoloso. Dal lato opposto questa soluzione non generava, in genere, spostamenti del lato di gioco, a causa anche di una maggiore timidezza negli sganciamenti di Grygera. Dal lato sinistro maggiore efficacia, avevano le sovrapposizioni di De Ceglie, dopo la palla giocata a Sissoko o a Del Piero.

schema4

Queste soluzioni si sono notevolmente ridotte col passaggio al rombo, che, sebbene abbia meglio protetto la squadra, ha inaridito il gioco bianconero, peraltro non brillante dallíinizio. Tutto il secondo tempo ha invece visto un gioco offensivo basato quasi esclusivamente sulle ripartenze, che si sono comunque rivelate molto poco efficaci.

COMMENTO

Un passo indietro della Juve rispetto alla partita d’andata e soprattutto a quella con il Bologna. Le capacità di palleggio dell’Ajax, rivelano i limiti difensivi di un 4-3-3 che con il Bologna erano stati coperti dalla incapacità a fare gioco dei 4 difensori felsinei. Come ampiamente illustrato, i terzini dell’Ajax (in particolare Verthongen) attaccano alle spalle Del Piero e Diego e da ciò nasce lo sbilanciamento di tutta la squadra. Del resto appare complicato chiedere ai due, con continuità, profondi ripiegamenti difensivi. Col rombo la squadra difende un pò meglio, ma il possesso palla rimane all’Ajax per due motivi principali. Il primo motivo è da ricercare nella precaria condizione fisica della squadra; il secondo consiste nella scarsissima, almeno oggi, capacità di gestire un’efficace possesso palla. In un centrocampo a rombo, dove mancano i riferimenti esterni che danno soluzioni e facilitano la manovra, sono di fondamentale importanza i tempi di gioco senza palla e le capacità tecniche. In quest’ottica c’è da chiedersi se Sissoko e Melo, in questo sistema, possano davvero coesistere; se la squadra può permettersi di giocare con il rombo con due giocatori che mancano di tempi e tecnica.  E tanto per dire qualcosa di impopolare, le migliori partite col rombo sono state quelle di inizio anno, con Melo in mezzo e Marchisio e, udite udite, Tiago come mezzali. Si, proprio Tiago, che in mezzo a mille innegabili e macroscopici difetti, aveva almeno un pregio: sapeva giocare senza palla nel centrocampo a tre e si rivelava un facilitatore della manovra. Bisogna comunque dire che un passo indietro, prima o poi era prevedibile. La squadra presa da Zac aveva l’encefalogramma piatto e non si poteva immaginare una crescita ininterrotta e senza difficoltà o passi indietro. Fortunatamente il passo indietro è avvenuto nella migliore situazione possibile, in vantaggio di punteggio nel doppio confronto e contro una squadra talmente leggera in attacco da non riuscire minimamente a sfruttare i vantaggi tattici derivanti dalle proprie capacità di palleggio. Di positivo c’è la compattezza della squadra e della linea difensiva, il fatto di non avere preso (finalmente) gol e l’imbattibilità di Zaccheroni. Per il resto, si deve tornare a Vinovo a lavorare duro, tenendo presente che, a parere di chi scrive, senza una condizione fisica migliore, sarà difficile migliorare il gioco della squadra.

Clicca qui per vedere l’analisi tattica dell’andata

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Europa League: Juventus vs Ajax 0-0 (ora sotto col Fulham…)

juventus ajaxLa Juventus scende in campo nella serata di giovedì per provare a difendere la vittoria per 2-1 ad Amsterdam. Per ottenere il passaggio del turno, infatti, basterebbe anche solo un pareggio per la squadra di Zaccheroni, che si dimostra però subito decisissimo ad ottenere il punteggio pieno. Basta leggere la formazione schierata dal tecnico di Meldola per capire che la Juventus non scende in campo per fare da spettatrice e tirare a campare sperando in un pareggio. I Bianconeri si schierano infatti con un 4-3-1-2 con Manninger in porta al posto dell’infortunato Buffon (e Pinsoglio, premiato come miglior portiere dell’ultimo Viareggio, a fargli da secondo), Grygera, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie in difesa, Sissoko, Melo e Marchisio a centrocampo schierati dietro a Diego trequartista che a sua volta gioca alle spalle di Amauri e Del Piero. Jol per provare a ribaltare il risultato dell’andata schiera invece la sua squadra, priva della stellina Suarez, con un 4-3-3 con Stekelenburg in porta, Van Der Wiel, Alderweid, Verthongen ed Oleguer in difesa, De Jong, De Zeeuw ed Enoh a centrocampo ed Eriksen, Pantelic e Sulejmani in attacco.

CRONACA
Dopo due minuti di gioco la Juventus si fa subito vedere dalla parti di Stekelenburg: De Ceglie porta palla ed appoggia a Sissoko che gira palla in mezzo. Diego però decide di non intervenire sul pallone, facendo velo ed agevolando l’intervento di Marchisio, che arriva arrembante a calciare di prima intenzione, trovando però la pronta risposta del portiere orange. Le due squadre si fronteggiano quindi con continui capovolgimenti di fronte, ma poco dopo il quarto d’ora è la Juve a portarsi vicina al goal: sugli sviluppi di un angolo, infatti, Sissoko devia il pallone di testa facendolo schiantare sul palo, con Trezeguet che non riesce poi a metterci la zampata non trovando il tap-in vincente. Al ventitreesimo è l’Ajax ad avere un’occasione d’oro: sempre sugli sviluppi di un angolo il portiere austriaco della Juventus, Manninger, esce male, non trattenendo il pallone. Così facendo, quindi, facilità l’intervento di Verthongen, che conclude però male sparando il pallone out. Il match scorre comunque senza particolari sussulti. Le due squadre lottano infatti tantissimo in mezzo al campo, non risparmiandosi anche colpi al limite – quando non oltre – del regolamento. Il tutto, però, a discapito dello spettacolo, che stenta a decollare sacrificato ad un agonismo ed un voler battagliare portato all’estremo. Alle mezz’ora la Juve torna quindi a farsi vedere sugli sviluppi di un angolo: questa volta sono Chiellini prima e Legrottaglie poi a provarci di testa, con gli olandesi che si salvano prima con Enoh e poi con Eriksen sempre sulla linea. Di lì a poco arriva invece da una punizione l’occasione di passare, ma la mischia che ne segue si risolve in un nulla di fatto, con gli olandesi che riescono a salvarsi non si sa bene come. A cinque dal termine la Juventus prova invece a passare con una ripartenza: Del Piero prende palla nella propria metà campo e sale conducendola al piede per poi effettuare un lancio di una quarantina di metri a liberare Diego. Il fantasista brasiliano, quindi, dopo aver controllato il pallone s’accentra per cercare lo spazio per trovare la via del goal, senza però riuscirvi. Il suo tiro è infatti rimpallato dal rientrante Eriksen. In apertura di ripresa è l’Ajax a farsi pericoloso. Ancora una volta la scintilla arriva da un calcio piazzato, più precisamente un corner: sugli sviluppi dello stesso Pantelic colpisce di testa girando il pallone verso la porta di Manninger, senza però trovarla. La palla, infatti, si spegne alta sopra la traversa. I Lanceri sono comunque molto più attivi della prima frazione. Al cinquantaduesimo, quindi, è Eriksen a provarci, ma la sua conclusione da fuori è bloccata da Manninger. Al sessantatreesimo è ancora Pantelic a farsi notare. Il suo tiro da fuori, però, si spegne ancora alto sopra la traversa di Manninger. Al settantesimo è invece Del Piero a provarci, direttamente su punizione: il pallone, deviato dalla barriera, diventa insidioso, ma Stekelenburg lo controlla uscire sopra la traversa. Negli ultimi venti minuti gli ospiti prendono ulteriore campo. Dopo aver giocato molto meglio degli avversari nel primo tempo, infatti, i Bianconeri lasciano che l’Ajax esca dal proprio guscio nella ripresa, sino a questo finale di gara in cui sembra esserci una sola squadra in campo. O quasi. Il robusto possesso palla di questi minuti, comunque, si traduce in un nulla di fatto: l’Ajax non produce infatti grandissime palle goal con la difesa di casa bravissima a chiudere ogni spazio. Poco prima dello scadere, quindi, la Juventus prova, con un colpo di testa di Trezeguet, a chiudere il match con una vittoria. A rispondere alla punta francese, però, ci pensa Stekelenburg, che agguanta il pallone. A tempo già ampiamente scaduto è invece Emanuelson, subentrato una ventina di minuti prima a Pantelic, a provarci. Il suo sinistro in corsa è però chiuso troppo e fa terminare il pallone a lato.

COMMENTO
Alla Juventus basterebbe un pareggio ma, come ampiamente prevedibile, gli uomini di Zaccheroni dimostrano di non volersi accontentare di quello. Proprio per questo creano diverse palle goal nel primo tempo, specialmente da situazioni di palla inattiva. Non riuscendo però mai a trovare il goal. La ripresa ha invece un padrone differente: l’Ajax. I Lanceri, però, a differenza di quanto successo nel primo tempo ai Bianconeri tengono si di più il pallino del gioco ma non riescono a creare quanto fatto dai padroni di casa nella prima frazione. Ecco quindi che le due squadre si spartiscono i due tempi equamente, anche se ai punti, forse, meriterebbe qualcosina di più la Juventus. Cui basta comunque il pareggio che scaturisce da questa gara per passare. Ora la Juventus dovrà incontrare il Fulham. Londra, quindi, aspetta i Bianconeri a braccia aperte.

MVP
Trovare un migliore in campo in un pareggio come questo non è semplicissimo. La partita è infatti piuttosto scialba, senza particolari sussulti. Le due squadre costruiscono sì qualche palla goal, ma niente di trascendentale. In particolar modo nessuno dei ventotto giocatori scesi in campo oggi giocano in maniera particolarmente migliore rispetto agli altri. Giusto per premiare qualcuno, quindi, decido di dare la palma di man of the match a De Ceglie: il giovane terzino italiano sta infatti iniziando a giocare sempre meglio da quando è arrivato Zaccheroni sulla panchina Bianconera. Anche nella serata di oggi la sua prestazione è ampiamente più che sufficiente: gioca in maniera molto pulita dietro, corre un sacco (come del resto è solito fare sempre) e prova anche a spingere quando possibile, in particolar modo nella prima frazione (quella fondamentalmente dominata dalla sua squadra). Oggi come oggi, quindi, ha ragionissima il tecnico di Meldola nel preferirlo al Campione del Mondo Grosso. Che però, esattamente come Cannavaro (cui sta venendo spesso preferito Legrottaglie), potrebbe finire con l’essere titolare al Mondiale sudafricano. Con De Ceglie a guardare il tutto da casa. Le stranezze della vita!

TABELLINO
Juventus vs. Ajax o – 0
Juventus: Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Felipe Melo, Marchisio; Diego (70′ Camoranesi); Amauri (15′ Trezeguet), Del Piero (86′ Candreva). A disposizione: Pinsoglio, Cannavaro, Zebina, Paolucci. Allenatore: Zaccheroni
Ajax: Stekelenburg; Van der Wiel, Alderweireld, Vertonghen, Oleguer; De Jong, De Zeeuw, Enoh (77′ Rommedahl); Eriksen, Pantelic (74′ Emanuelson), Sulejmani (64′ Suk). A disposizione: Vermeer, Gabri, Anita, Lodeiro. Allenatore: Martin Jol
Arbitro: L. Duhamel (Francia)
Assistenti: S. Duhamel, Capelli (Francia)
Quarto Uomo: Buquet (Francia)
Assistenti di porta: Thual, Turpin (Francia)

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Analisi tattica: Ajax vs Juventus 1-2 (Europa League)

GLI SCHIERAMENTI INIZIALI

La Juventus si presenta all’Amsterdam Arena schierandosi con un inatteso 4-3-1-2 al posto del pronosticato, e ultimamente utilizzato, 3-4-1-2. Davanti a Buffon, la linea dei 4 difensori è costituita da destra a sinistra da Zebina (preferito a Grygera), Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie (preferito a Grosso). Il rombo di centrocampo vede Melo vertice basso, Sissoko a destra, Marchisio a sinistra e Diego vertice alto. Le due punte sono Amauri e Del Piero. L’Ajax rinuncia al collaudato 4-3-3 e schiera anch’esso un rombo a centrocampo, anche se, come vedremo in seguito, le interpretazioni dei due moduli sono abbastanza diverse. Stekelenburg va in porta. I terzini sono Van der Wiel a destra e Verthongen a sinistra; i due centrali Alderweireld e Oleguer. In mezzo Enoh gioca davanti la difesa, con al fianco, a destra De Zeeuw e a sinistra Emanuelson. La mezza punta è il mobilissimo De Jong. In attacco Suarez e Sulejmani.

Di seguito la numerazione per le figure.

AJAX: (1) Stekelenburg, (2) Van der Wiel, (19) Alderweireld, (3) Oleguer, (5) Vertonghen, (40) De Zeeuw, (21) Enoh [41 st (39) Suk), (8) Emanuelson [27′ st (51) Eriksen], (22) De Jong, (16), Suarez, (10) Sulejnami [30′ st (28) Rommedahl]

JUVENTUS: (1) Buffon, (15) Zebina [1′ st (21) Grygera], (33) Legrottaglie, (3) Chiellini, (29) De Ceglie, (22) Sissoko, (4) Melo, (8) Marchisio, (28) Diego [30′ st (17) Trezeguet], (11) Amauri [25′ st (7) Salihamidzic], (10) Del Piero.

figura1

SVILUPPI TATTICI DEL MATCH

Il 4-3-1-2 dell’Ajax mostra specifiche direttrici su cui sviluppare il gioco offensivo. In possesso palla, infatti, i lancieri alzano moltissimo Van der Wiel (mentre dall’altro lato Verthongen rimane piuttosto bloccato), allargano in fascia sinistra Urby Emanuelson con De Zeeuw che invece resta in posizione centrale, disponendosi di fatto con un 3-4-1-2, in cui le due punte, Suarez e Sulejmani tendono ad allargarsi e ad aprire gli spazi centrali ottimamente attaccati dal dinamico De Jong. In fase di non possesso gli olandesi ripiegano con una disposizione più ortodossa, con i 4 difensori schierati ed Enoh, a fare da schermo, spesso sulle orme di Diego. Nel 4-3-1-2 della Juve la fase di non possesso appare orientata ad evitare i veloci cambi di gioco che in genere mettono in difficoltà la squadre schierate con il rombo e che in particolare sono spesso stati letali per il rombo di Ciro Ferrara. A questo scopo, la squadra, in fase di non possesso, adotta due comportamenti ben  precisi:

a) aspetta nella propria metà campo l’Ajax, preferendo la densità in una zona di campo più ridotta a un pressing offensivo;
b) allarga, in fase di non possesso le due punte, lasciando che a fare gioco siano i due centrali dell’Ajax e tiene Diego in posizione centrale, il quale prova a mettere in ombra De Zeeuw e Enoh al fine di non far ricevere loro palla.

In fig. 2 sono mostrati gli schieramenti in fase di non possesso palla della Juventus.

figura2

Il piano difensivo di Zaccheroni, funziona in linea di massima bene, ma mostra alcune sbavature. I pericoli vengono sostanzialmente dagli uno contro uno che l’Ajax riesce a creare sulle fasce, in particolare sulla fascia destra difensiva della Juventus, dove Emanuelson, e, molto più spesso, Suarez, che ama allargarsi da quella parte, si trovano più volte a puntare Zebina, peraltro non brillantissimo. La causa di questa falla difensiva è da ricercarsi, in gran parte, nei movimenti difensivi di Sissoko. Il maliano, infatti, quando la palla è all’altezza della linea di  centrocampo, nella zona di destra dell’Ajax, non trova, per tutta la partita (o meglio, per tutto il tempo in cui la Juve si schiera con il rombo a centrocampo), la distanza giusta da tenere da Felipe Melo. Troppo schiacciato sul brasiliano e troppo irruento e fuori tempo nel cercare il pressing su De Zeeuw o Enoh che ricevono palla dalla loro destra e che hanno gioco facile a saltarlo e a ribaltare il gioco sulla sinistra. A questo punto Momò è troppo lontano da Zebina per aiutarlo in raddoppio. Impietoso, da questo punto di vista, è il raffronto con l’altra mezzala, Marchisio. Quest’ultimo, infatti, sul giro palla proveniente dal lato opposto, si posiziona in maniera tale da marcare sia Van der Wiel alle sue spalle che il centrocampista basso che riceve la palla; quando poi esce in pressing sugli interni dell’Ajax che ricevono palla dalla loro sinistra, se non riesce ad andare in contrasto, riesce comunque a fare in modo che il ribaltamento del lato dell’attacco sia impedito o comunque rallentato. L’intelligenza di Marchisio riduce il numero di volte in cui De Ceglie si trova uno contro uno con un avversario, quasi sempre coadiuvato nella fase difensiva dal buon Claudio. Il giro palla dell’Ajax, è talvolta facilitato da una certa indolenza di Diego a svolgere il ruolo difensivo cui è deputato e che, se svolto al meglio, eviterebbe certe uscite alte delle mezzali. Ottimo il lavoro di Amauri e Del Piero, così come quello di Melo, che, più volte, rimedia ai pericolosissimi uno contro uno sulla destra della difesa bianconera posizionandosi nel cuore dell’area, tra Chiellini e Legrottaglie (inevitabilmente attirato all’esterno dall’uno contro uno) e sbrogliando la situazione.

In fase offensiva il gioco della Juve si sviluppa secondo una logica abbastanza evidente e abbastanza differente rispetto al rombo di Ferrara. Una delle due punte (ovviamente quasi sempre, per caratteristiche, Del Piero) si allarga molto a ricevere palla, aprendo la difesa avversaria e dando lo sbocco laterale e profondo necessario in un centrocampo a rombo, dove vengono a mancare gli esterni offensivi. Anche Diego, si muove in maniera diversa: solo raramente prende la palla bassa a centrocampo e raramente la riceve dagli altri centrocampisti spalle alla porta, in posizione centrale. Piuttosto, invece, si apre anche lui per cercare di ricevere senza la pressione dei marcatori avversari e per aprire il gioco evitando l’imbottigliamento centrale. Questa logica porta ai due gol e all’azione più pericolosa della Juventus. I due gol nascono infatti da un movimento verso l’esterno di Del Piero. L’azione più pericolosa, il tiro di Diego al 26° minuto del primo tempo su assist del capitano, nasce da Del Piero che riceve palla allargandosi a destra e che con tale movimento “apre” la difesa avversaria, e da  Diego che si sovrappone esternamente.

In vantaggio per 2-1, Zaccheroni preferisce non rischiare più gli uno contro uno sulle fasce, unica fonte di pericolo per la difesa juventina, assieme alle ripartenze da calci piazzati a favore in fase offensiva (vedi gol subito) schierandosi con un classico 4-4-2, sostituendo Amauri con Salihamidizic. Ciò consente di raddoppiare ed aiutare Grygera con Brazzo e De Ceglie con Marchisio, piazzato esterno sinistro, con Sissoko e Melo in mezzo.

IL GOL SUBITO

Ennesimo (purtroppo) gol subito da palla inattiva in favore nostro in fase offensiva. Analizziamolo assieme, Nell’occasione del gol, un calcio di punizione calciato da Diego dal lato corto dell’area dell’Ajax, i lancieri spostano tutti e dieci i giocatori movimento dentro la propria area. La Juve manda in area di rigore Amauri, Del Piero, Sissoko, Melo, Legrottaglie e Chiellini, per un totale di 6 uomini. Marchisio rimane al limite dell’area, leggermente spostato sulla propria destra, De Ceglie circa 15 metri fuori dall’area leggermente orientato a sinistra. Il solo Zebina, presidia la zona di centrocampo. Atteggiamento abbastanza spregiudicato, ma giustificabile dal fatto che l’Ajax non tiene nessun giocatore alto. La palla è giocata da Diego in orizzontale su un taglio ad uscire di Del Piero (evidentemente uno schema), ma la palla rimbalza fuori area dove Marchisio viene anticipato e saltato e parte il contropiede avversario portato da Suarez. Tutto sommato, la squadra, ripiega decentemente e Zebina, correttamente orienta il passaggio di Suarez verso Sulejmani. Qui però il francesce compie un errore di tattica individuale, temporeggiando come la situazione richiede, ma a non accorcia mano a mano che l’attaccante si avvicina alla porta e, dentro l’aerea, si trova a distanza eccessiva da Sulejmani e consente al serbo di calciare in porta. Probabilmente, viste le difficoltà evidenziate anche in questa partita, sarebbe più opportuno, in queste occasioni, anche in assenza di attaccanti avversari, presidiare la metà campo con due uomini.

COMMENTO

Dopo due partite giocate con il 3-4-1-2, la Juve torna ai 4 difensori in linea e al rombo a centrocampo. Inevitabile quindi il raffronto con il rombo adottato con Ciro Ferrara. Finalmente in fase di non possesso sembrano esserci dei compiti precisi e un piano difensivo. Il piano prevede di orientare il gioco degli avversari verso il centro del campo, aprendo i nostri due attaccanti e lasciando l’onere dell’inizio della manovra ai centrali difensivi avversari, facendo lavorare Diego sulle linee di passaggio verso i centrocampisti bassi dell’Ajax. Questo sostanzialmente per evitare lo sviluppo del gioco avversario sulle fasce, foriero di sbilanciamenti del nostro centrocampo a tre. Il piano è parzialmente riuscito. I problemi, come già scritto, nascono fondamentalmente da Sissoko, che non riesce a trovare i tempi giusti delle uscite sui portatori di palla avversari e le distanze giuste per operare in marcatura. Qui, purtroppo, a parere di chi scrive, si tratta di un problema strutturale del maliano. Per riuscire a coprire tutta la larghezza del campo con soli tre centrocampisti e una mezza punta sono necessarie capacità ottimali di scelta tra aggressione, temporeggiamento e orientamento delle giocate avversarie. Non sono le doti migliori di Sissoko. Può solo tamponare queste sue lacune ovviando con una condizione fisica che gli consenta di sopperire ai suoi errori. E in questo momento Momò non è particolarmente in forma. Ovviamente, in un centrocampo a 4 i discorsi sulle capacità e l’importanza difensiva di Sissoko sarebbero totalmente diversi.

In ogni caso, c’è (finalmente…) un piano difensivo e si vede. Da migliorare ed affinare; ma c’è.

Discorso analogo può essere fatto per la fase offensiva. Poche cose, semplici, ma necessarie ed efficaci: aprire il campo con Del Piero, Diego, ma anche con Marchisio e De Ceglie. Ne ha beneficiato in primis Amauri, che finalmente ha avuto due palloni giocabili e la manovra di tutta la squadra. Anche Melo, ottimo in fase difensiva perché maggiormente coperto dai movimenti della squadra, grazie a pochi e ordinati movimenti dei compagni ha limitato al massimo i palloni sprecati (Prandelli docet…). Anche in questa fase, i maggiori problemi sono nati dai movimenti di Sissoko, che per le proprie caratteristiche ha grosse difficoltà ad andare sull’esterno. Ma come detto per la fase difensiva, esiste un progetto e sembrano chiare le cose da fare.

In quattro partite Zac non ha mai perso e ha vinto le ultime due. Visto come eravamo messi, è davvero tutto grasso che cola. C’è da migliorare tanto (la qualità del gioco offensivo, i meccanismi difensivi, la condizione atletica generale….), ma si vede che il mister sta lavorando e la squadra sembra finalmente una squadra allenata.

Fabio Barcellona

Europe League: Ajax vs Juventus 1-2 (doppietta di Amauri)

amauri doppiettaAjax – Juventus è una sfida dal sapore antico. Una sfida tra due nobili del calcio europeo. Ajax – Juventus è stata infatti, in un passato ormai lontano, per ben due volte una finale di Champions. La prima si giocò il 30 maggio del 1973 allo stadio Crvena Zvedza di Belgrado: la Juventus, guidata in panchina da Čestmír Vycpálek, scese in campo con un undici molto forte ed affiatato formato da Zoff, Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Causio (poi rilevato da Cuccureddu), Capello, Anastasi, Altafini e Bettega ma cedette al cospetto del grande Ajax di Johann Crujff, che vinse quell’anno la sua terza Coppa dei Campioni consecutiva. La seconda venne invece disputata il 22 maggio del 1996 allo Stadio Olimpico di Roma. In quel caso a guidare la squadra era Marcello Lippi, che per l’occasione schierò: Peruzzi, Pessotto, Torricelli, Ferrara, Vierchowood, Paulo Sousa (poi rilevato da Di Livio), Deschamps, Conte (sostituito a fine primo tempo da Jugovic), Vialli, Del Piero e Ravanelli (che lasciò il posto a Padovano a tredici minuti dalla fine dei tempi regolamentari). A spuntarla fu proprio la Juventus, che s’impose ai rigori contro l’Ajax di Van der Sar, Davids, Kanu, Litmanen e dei gemelli De Boer. Non una partita come tante, quindi. Però certo, le due squadre che si devono affrontare per i sedicesimi di finali di Europa League sono solo lontane parenti di quelle che disputarono quelle due finali. Tant’è che nel leggere le formazioni odierne non si può non pensare che queste due squadre sia nobili sì, ma decadute se si fa un paragone con le squadre che furono… Per provare ad espugnare Amsterdam Zaccheroni si affida a buona parte dei suoi titolari, decidendo di schierare così un inedito 4312: Buffon in porta, linea a quattro composta da Zebina, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie, Marchisio sul centrosinistra, Sissoko sul centrodestra, Melo e centrale e Diego trequartista dietro la confermatissima coppia Amauri – Del Piero, reduce dalle tre reti segnate nello scontro con il Genoa. Dal canto suo Martin Jol risponde con Stekelenburg tra i pali, una linea a quattro composta da Van der Wiel, Oleguer, Alderweireld e Verthonghen, un centrocampo presidiato da De Jong, De Zeeuw ed Enoh ed un attacco composto da Emanuelson, Sulejmani e la stellina Suarez.

CRONACA
La partita è segnata sin dall’inizio da un certo equilibrio. Equilibrio che viene però spezzato dopo un quarto d’ora, quando cioè, sugli sviluppi di una punizione a favore dei Bianconeri, i Lanceri partono in contropiede con Sulejmani che dopo una sgroppata di cinquanta metri riesce a trovare lo spunto per bruciare in area Zebina e freddare Buffon, sbloccando subito il risultato. Cinque minuti dopo essere passati in svantaggio gli uomini di Zaccheroni provano a reagire: Diego pennella per Amauri che salta bene, non riuscendo però a dare grande forza al pallone, facile preda di Stekelenburg. Sul ribaltamento di fronte i Lanceri guadagnano una punizione che è battuta da Suarez: la punta uruguayana non riesce comunque ad impensierire il portierone Azzurro. La Juventus comunque dimostra di essere viva: al venticinquesimo minuto Del Piero manovra al limite dell’area avversaria e libera con un tocco felpato un accorrente Diego, visto con la coda dell’occhio dal capitano Bianconero. Il tiro del fantasista Carioca, però, porta solo a guadagnare un angolo. Un paio di minuti dopo Buffon dimostra il perché è il miglior portiere del mondo: Suarez si presenta a tu per tu con lui, che resta però in piedi sino all’ultimo per distendersi poi a disinnescare la conclusione dell’avversario. Tutto inutile comunque, secondo l’arbitro Suarez aveva commesso fallo su Legrottaglie in partenza. Fallo che, a dire il vero, non pareva esserci. E’ comunqe ancora il centrale Bianconero a rendersi protagonista: giusto il tempo che la lancetta dei secondi faccia un giro completo del quadrante e Legrottaglie interviene in area per chiudere l’avanzata di Sulejmani, che cade a terra. Per l’arbitro non c’è nessun fallo dell’ex Chievo: ammonizione per l’ala serba. A quel punto la Juventus decide di fare sul serio. Del Piero dimostra a tutti di non essere ancora un ex giocatore: dopo un tunnel ad Alderweid effettua un tacco con cui fa passare il pallone tra due avversari per servire De Ceglie che crossa subito imbeccando Amauri sul secondo palo. Questa volta la punta Verdeoro riesce a dare potenza al pallone ed incrociandolo sul secondo palo trova il pareggio. L’Ajax comunque risponde subito presente: De Zeeuw invita Van der Wiel a salire, il terzino destro orange effettua un cross al volo di prima intenzione che Chiellini chiude però prontamente in angolo. Poco dopo è invece Suarez a farsi pericoloso: dopo un tunnel su Zebina mette in mezzo un pallone che è liberato in angolo da Melo. Sugli sviluppi del corner lo stesso mediano brasiliano si perde Alderweild che è libero di colpire di testa, mettendo di poco a lato. Poco prima del quarantesimo l’Ajax meriterebbe di usufruire di un rigore: Chiellini controlla infatti Suarez in maniera palesemente irregolare, cercando di tenerlo a sè, per non perderne il contatto, strattonandolo ripetutamente per la maglia. L’arbitro però non ravvisa alcuna manovra scorretta da parte del difensore pisano. A chiudere la prima frazione di gioco ci pensa Alessandro Del Piero: si incarica di battere una punizione dal limite dell’area, non trovando però la porta con Stekelenburg che controlla in tutta tranquillità, lasciando scorrere la palla sul fondo.

La ripresa si apre subito con un pericolo per la porta juventina: un’azione di De Jong porta infatti Emanuelson a calciare dal limite, il suo diagonale viene però stretto troppo e fa terminare il pallone sul fondo. E’ l’Ajax, ancor più che nel primo tempo, a fare la partita. Al cinquattottesimo, però, è la Juve a raddoppiare: Del Piero è servito a sinistra e pennella un cross mancino che trova puntuale all’appuntamento Amauri, che dopo essersi sbloccato in campionato dimostra di voler tornare a segnare con continuità incornando la sua personale doppietta. Al sessantunesimo accade una cosa che potrebbe pesare molto nell’economia del passaggio del turno: Suarez fa prima un’entrataccia su Grygera per poi lamentarsi anche con l’arbitro, che l’ammonisce. Ed è un giallo molto pesante, perché costringerà il cannoniere sudamericano a saltare il match di ritorno. Due minuti e De Jong sfiora la rete tirando fuori dal cilindro una gran giocata: il tiro del centrocampista orange, scoccato da più di trenta metri da fermo, non fa altro che sfiorare, però, il palo alla destra di Buffon. Sarebbe stato sicuramente un grandissimo goal, qualora fosse sfilato dalla parte opposta del palo. Al sessantottesimo è invece il capitano dei Lanceri a rendersi pericoloso, mettendo in mostra tutta la sua tecnica: entrato in area si libera lo spazio per il tiro e prova a battere Buffon, che respinge però di pugno, non facendosi bucare. Al settantottesimo l’Ajax colpisce un palo clamoroso: Suarez entra in area e calcia incrociando sul secondo palo, Chiellini devia il pallone che termina giusto sui piedi di De Jong, che calcia un siluro di prima intenzione colpnendo in pieno il palo poco sotto all’incrocio dei pali, con Buffon assolutamente freddato. Il forcing dell’Ajax continua quindi per tutto l’ultimo quarto d’ora di gioco, con la retroguardia juventina che riesce però, di riffa o di raffa, a salvarsi e portare a casa una vittoria importantissima per la vittoria di questo torneo.

COMMENTO
Il primo tempo scorre sulla falsariga di un certo equilibrio sostanziale, solo minimamente sbilanciato in favore dei padroni di casa. E’ infatti l’Ajax a produrre qualcosina di più, anche se non abbastanza per poter chiudere la prima frazione in vantaggio. Primo tempo che segna l’inizio e la fine della partita di Zebina: il difensore francese, schierato come centrale di destra da Zaccheroni, disputa infatti una partita su livelli davvero bassi, meritandosi la sostituzione nell’intervallo. Nella ripresa le cose non cambiano. Non fosse che è la Juve a trovare la rete, portandosi a casa una vittoria forse insperata, di sicuro almeno parzialmente immeritata. I padroni di casa meriterebbero infatti almeno il pareggio. Anzi, strameriterebbero. Perché, in realtà, per quanto prodotto sarebbero dovuti essere loro a vincere, se proprio un vincitore doveva esserci. Che la vittoria col Genoa abbia sbloccato la Juventus? Che sia in arrivo un periodo positivo per la squadra Bianconera? Lo scopriremo solo vivendo, come diceva Battisti. Di sicuro c’è che una vittoria come questa fa morale ed avvicina molto la Juventus al passaggio agli ottavi. Un’ultima nota di colore: vedere a fine partita i tifosi olandesi intonare cori di ringraziamento e sostegno verso i propri beniami la dice lunga sulla differenza che c’è, in media, tra la pseudo-cultura sportiva italiana e quella che possiamo trovare in molti paesi all’estero.

MVP
Non si può dire giochi una partita memorabile, ma alla fine la sua classe pesa come un macigno su di una vittoria che, come abbiamo detto, è importantissima per diversi motivi. Dopo un match come questo, e senza nulla togliere all’autore dei due goal, il premio di migliore in campo non può che essere dato ad Alessandro Del Piero. Perché è vero che a buttarla in rete, in entrambe le occasioni, è Amauri. Ma è altrettanto vero che sono due giocate di Del Piero a rendere possibili i goal. Il secondo goal viene da un cross fatto col conta giri dal Capitano. Il primo arriva invece da un traversone di De Ceglie, liberato però da una grande giocata di Del Piero. Chi se la fosse persa può godersela nel video: tunnel d’esterno su di un difensore e colpo di tacco a beffare due avversari e liberare il proprio compagno al cross. Classe pura.

TABELLINO
Ajax vs. Juventus
Marcatori: 16′ Sulejmani, 31′, 58′ Amauri
Ajax: Stekelenburg; Van der Wield, Oleguer, Alderweireld, Vertonghen; De Zeuuw, Eyong Enoh (41′ st Suk), De Jong; Suarez, Sulejmani (34′ st Rommedahl), Emanuelson (28′ st Eriksen). A disp.: Vermeer, Anita, Ogararu, Lodeiro. All.: Jol
Juventus: Buffon; Zebina (1′ st Grygera), Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Melo, Marchisio; Diego (35′ st Trezeegut); Del Piero, Amauri (25′ st Salihamidzic). A disp.: Manninger, Grosso, Candreva, Giovinco. All.: Zaccheroni
Arbitro: Bebek (Cro)
Ammoniti: Legrottaglie, Marchisio, Diego, Sulejmani, Oleguer, Suarez
Espulsi: 47′ st Salihamidzic

(Credits: SciabolataMorbida)

Le avversarie: l'Ajax di Martin Jol (Europa League)

luisito suarezLA SQUADRA
La squadra del tecnico Martin Jol, reduce dalle esperienze all’estero nel Tottenham (2004-07) e nell’Amburgo (2008-09) che si sono concluse con un esonero doloroso e un addio prematuro,  pratica il “solito” 433 che da anni a questa parte contraddistingue la squadra di Amsterdam. L’ultima partita giocata, sabato scorso in serale, è stata disputata dai Lancieri in trasferta contro l’SC Heerenveen, club del nord dell’Olanda dove nei media locali si vociferà l’anno prossimo Guus Hiddink andrà ad allenare. Costretto a rinunciare in partenza agli indisponibili Vertonghen (squalificato) ed Emanuelson (stiramento), mister Jol ha schierato la seguente formazione:

1 Stekelenburg
2 van der Wiel, 19 Alderwiereld, 3 Oleguer, 23 Anita
6 Lindgren, 40 de Zeeuw, 22 de Jong
28 Rommendahl, 9 Pantelic, 16 Suarez

Con il danese Rommendahl largo a destra e Luisito Suarez, stella e capitano della squadra, largo a sinistra, e con Oleguer, 30enne ex Barcellona, al centro della difesa assieme ad Alderwiereld. Pallino della regia a de Zeeuw, con un grande gioco sulle fasce e ripartenze veloci. A onore di cronaca, la partita non è stata brillantissima, causa anche il terreno di gioco in non perfette condizioni. Alla fine il risultato è stato 2-0, col secondo gol arrivato solo nel recupero e con gli avversari in 10 da 15 minuti. Il punto debole della squadra di Jol è sicuramente la difesa, non insuperabile, mentre centrocampo e attacco sono, come sempre, due reparti molto ben organizzati e ricchi di talento, come tradizione vuole.

I GIOCATORI
Conosciamoli meglio rapidamente:

  • STEKELENBURG: da quasi 10 anni portiere dei Lancieri. Ha raccolto di fatto l’eredità di van der Saar. Gli somiglia fisicamente, essendo altissimo (194 cm). E’ un discreto portiere, riserva in Nazionale.
  • VAN DER WIEL: terzino destro giovanissimo prodotto dal vivaio biancorosso. Discreto terzino, tiene la posizione e spinge abbastanza.
  • ALDERWIERELD: giovane centrale prodotto anche lui dal vivaio. A volte è un pò troppo sicuro di sè palla al piede, commettendo errori banali. Alto, è però superabile in velocità. Si fa saltare spesso. Non in formissima.
  • OLEGUER: lo conosciamo per il suo trascorso al Barcellona. E’ un discreto difensore, di esperienza, che ultimamente sta disputando buone prestazioni.
  • ANITA: giovane terzino di colore ex vivaio anche lui. (Molto) Basso e rapido, è stato riciclato da attaccante di destra del 433 a terzino sinistro, con discreti risultati. Raramente arriva sul fondo, preferendo difendere. Nell’ultimo match è stato però saltato con facilità da tale Roy Beerens. Insomma, non insuperabile.
  • ROMMENDAHL: esterno destro offensivo danese di grande esperienza (31 anni). Molto veloce palla al piede, mette in mezzo numerosi cross e sa anche andare a concludere, avendo realizzato due gol nelle ultime due gare disputate dall’Ajax.
  • LINDGREN: centrocampista svedese piuttosto difensivo. Tiene la posizione coprendo i compagni. Capace di lanci lunghi e precisi.
  • DE ZEEUW: se vogliamo il faro della squadra. Nonostante sia leggermente sovrappeso, è un centrocampista a tutto tondo, in grado sia di impostare sia, soprattutto, di inserirsi senza palla diventando di fatto un attaccante aggiunto a far coppia con Pantelic. Può battere le punizioni e tirare da fuori.
  • DE JONG: giovanissimo. E’ un centrocampista dalle lunghe leve in grado di ricoprire più ruoli. Sa anche inserirsi e fa tanto movimento senza palla.
  • LUIS SUAREZ: la stellina della squadra. Ama giocare largo, per sfruttare i suoi letali uno contro uno e accentrarsi. Può giocare sia a destra (quando gioca Emanuelson a sinistra) che a sinistra (con Rommendahl). Vede tantissimo la porta, avendo già realizzato 23 gol in 23 presenze stagionali (avete letto bene)
  • PANTELIC: centravanti serbo di grande esperienza, ex Herta Berlino, arrivato come parametro zero. Vede abbastanza la porta (8 gol in 15 partite) e sa anche fornire preziosi assist (suo l’assist a Rommendahl nell’ultimo match contro l’SC Heerenveen).

Questi invece i giocatori, non impiegati nell’ultimo match, ma che potrebbero giocare contro di noi:

  • VERTONGHEN: di solito è titolare fisso. Contro l’SC Heerenveen era squalificato, ma dovrebbe rientrare al posto di Oleguer al centro della difesa. Giovanissimo, belga come il compagno di reparto Alderwiereld, e anche lui prodotto del vivaio.
  • EMANUELSON: di solito titolare al posto di Rommendahl, gioca largo a sinistra con Luisito Suarez spostato a destra.
  • ENOH: il primo camerunense nella storia dell’Ajax, è stato spessissimo preferito da Martin Jol a de Jong. Ovviamente ha grande corsa e immensi polmoni, ed è uno dei favoriti del pubblico per la sua grinta e per la sua umiltà nel campo che lo porta a dare sempre tutto.

LA STAGIONE
Dopo un avvio non certo esaltante, l’Ajax, partito con l’obiettivo di vincere l’Eredivisie, si trova attualmente al terzo posto a 9 punti dalla capolista PSV e a 6 dal Twente, che ha battuto con un sonoro 3-0 all’Amsterdam ArenA 10 giorni fa. E’ in ripresa. La sua stagione è letteralmente a due facce: irresistibili in casa, si sciolgono come neve al sole in trasferta (“è un fatto psicologico”, cit. Jol). Nell’ultima gara sono finalmente riusciti a “sbloccarsi” dopo una lunga serie senza vittorie esterne, andando a conquistare i 3 punti sul difficile campo dell’SC Heerenveen. Giovedì sarà molto dura vincere all’ArenA, ma – visti i risultati in trasferta – ci potrebbe andare bene anche un bel pareggio, magari con gol.

Sorteggio Europa League: di nuovo i lancieri sulla strada della Juventus

Di nuovo con i lancieri!

Chi si rivede!

Sarà l’Ajax il prossimo avversario della Juventus nei sedicesimi di finale di Europa League. I bianconeri, retrocessi dalla competizione “regina” ad opera del Bayern Monaco, se la vedranno con uno degli avversari storici, e che hanno comunque generato grandi emozioni negli animi bianconeri. Un sorteggio tutto sommato buono, se si considera che tra i papabili avversari c’erano club del calibro del Liverpool o dell’Atletico Madrid. Certo, poteva anche andarci meglio, ma nel calcio moderno mai credere di trovare squadre materasso… Continua a leggere