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L'Italia si prepara all'Europeo under 19 di Francia 2010

Federico Macheda, la stellina

Federico Macheda, la stellina

Avrà inizio tra pochi giorni l’avventura degli Azzurrini under 19 del nuovo corso in vista dell’Europeo di categoria che si svolgerà il prossimo luglio in Francia. Poco dopo la fine del Mondiale under 20 e mentre è ancora in corso di svolgimento quello under 17, quindi, il calcio giovanile italiano si trova a dover affrontare una nuova sfida: quella del raggiungimento della fase Elite del Campionato Europeo under 19, fase da cui usciranno poi le squadre qualificate all’Europeo stesso. La nostra squadra, allenata dal tecnico federale Massimo Piscedda, è inserita nel gruppo 1 del turno preliminare assieme a San Marino (paese che ospiterà le gare di questo gruppo), Eire ed Albania. Tra il 13 ed il 18 novembre prossimi, quindi, gli Azzurrini si troveranno a dover fronteggiare queste tre squadre, tutt’altro che ostiche sulla carta, per sopravanzare il turno. Qualificazione alla Fase Elite che sembra comunque scontata: a passare il turno, infatti, saranno le prime due qualificate dei tredici gironi sorteggiati, più le due migliori terze. E se già è difficile pensare che una squadra con le potenzialità di questa under 19 possa finire dietro ad una delle nostre tre avversarie credere che i nostri ragazzi possano essere sopravanzati da addirittura due tra queste tre squadre sembra essere davvero troppo. Le 28 squadre che si qualificheranno alla Fase Elite (che si disputerà tra il primo marzo ed il 31 maggio prossimi), poi, saranno a loro volta divise in sette gruppi da quattro squadre che vedranno approdare alla fase finale dell’Europeo solo le sette finaliste (cui si aggiungerà la Francia, qualificata di diritto come paese ospitante). Alcuni gironi della fase eliminatoria sono già stati giocati: l’Inghilterra, ad esempio, trascinata dalle giocate di Nathan Delfouneso, cresciuto nell’Academy Villans, e dai goal di Jacob Mellis, centrocampista cresciuto nello Sheffiled United da cui venne prelevato nel 2007 dal Chelsea che lo ha poi prestato al Southampton quest’estate, ha vinto tutte e tre gli incontri del gruppo due (3 a 1 alla Finlandia e alla Slovenia, 2 a 0 alla Slovacchia) guadagnandosi un tranquilla qualificazione alla Fase Elite. Stessa cosa dicasi per Croazia e Serbia. I primi, trascinati dai goal di Franko Adrijašević (centrocampista in forza alle giovanili dell’Hajduk Spalato), Anton Maglica (attaccante dell’under 19 dell’NK Osijek) e Mato Ivanović (centrocampista della formazione riserve dello Slavia Praga, club con cui ha firmato un contratto sino a giugno 2014), autori di due reti a testa, non hanno avuto difficoltà a regolare Estonia (battuta 3 a 0 all’esordio), Lituania (2 a 1) e Svizzera (1 a 0) vincendo così facilmente il gruppo 4. I secondi, invece, hanno fatto leva su di una difesa imbattibile (con il portiere, il 17enne Marko Dmitrovic della Stella Rossa di Belgrado, capace di mantenere la propria imbattibilità nel corso di tutte e tre le gare disputate) e, forti di un Marko Šćepović (cresciuto nel Partizan che lo ha poi prestato ad un suo club satellite, il Teleoptik) in condizioni strepitose – tanto da realizzare quattro reti in tre partite – i serbi hanno dominato il loro gruppo regolando Bielorussia, Far Oer e Grecia rispettivamente 5 a 0, 3 a 0 e 1 a 0. Continua a leggere

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Giovani promesse: Fran Merida (Arsenal)

meridaData di nascita: 4 Marzo 1990
Nato a: Barcellona
Nazionalità: Spagnola
Ruolo: Centrocampista centrale/Trequartista
Club: Arsenal (ING)
Scadenza contratto:
Valutazione: non in vendita

LA CARRIERA
Fran Merida tira i primi calci ad un pallone a soli 5 anni, nell’Hospitalet de Llobregat, squadra di un paese appena fuori Barcellona. Dopo 3 anni viene notato e prelevato dal Barça, con il quale compie tutta la trafila delle giovanili fino all’età di 15 anni, quando a causa di controversie contrattuali, decide di abbandonare il club nel quale è cresciuto. Il ragazzo stringe i contatti con Joseba Diaz (già procuratore di Fabregas) che inizia ad offrirlo a tutti i migliori club d’Europa e Fran, alla ricerca di una squadra che possa soddisfare le proprie ambizioni in termini di contratto, comincia ad allenarsi in solitario e lontano da ogni tipo di pressione in una squadra di Vitoria (Paesi Baschi). Dopo essere stato scartato dal Real Madrid a causa della mancanza di applicazione negli studi, la grande offerta arriva dall’Arsenal. La squadra di Londra già da qualche anno gode delle straordinarie prestazioni di Cesc Fabregas e vede in Merida un altro potenziale talento per il futuro. “L’Arsenal mi fece un’ottima offerta e mi considero contento e soddisfatto della mia scelta”, assicura il giovane centrocampista, che firma con i Gunners appena compiuti i 16 anni (come prescrive la legge). I Gunners aprono le porte della loro prestigiosa Academy al talentino iberico e Merida viene aggregato alla formazione giovanile. Tuttavia dopo poche apparizioni in cui manifesta grandi doti tecniche ma anche una rapida ed ammirevole capacità d’ambientazione, gli inglesi concordano che un talento come il suo debba almeno entrare a far parte della squadra riserve, in attesa di effettuare il grande salto in prima squadra. Nel frattempo Fran conquista il titolo europeo e sfiora la vittoria del mondiale con l’Under 17 spagnola. Al termine del primo anno passato tra giovanili e riserve dell’Arsenal, Merida colleziona 33 presenze impreziosite da 9 gol. Il 25 settembre 2007 debutta in prima squadra al 91’minuto nella vittoria per 2-0 dei Gunners sul Newcastle in Curling Cup, subentrando anche nei turni successivi contro Sheffield United e Blackburn Rovers. E’ allora che, a 17 anni compiuti, Wenger lo blinda con il primo vero contratto della sua vita e lo mette sul mercato in cerca di una piazza che potesse farlo giocare e crescere. Alla Real Sociedad lo notano e scatta l’intuizione: ‘quello là potrebbe farci comodo nella rincorsa verso la promozione’. I Gunners valutano la proposta e danno l’ok al prestito. Il talento scuola Barça diventa protagonista, con un goal e sei assist in 14 partite. Niente Liga per i baschi, ma l’esperienza, da un punto di vista individuale, si rivela comunque positiva. Di rientro a Londra viene impiegato con il contagocce da Wenger, ma una nuova vetrina per lui è rappresentata prima dalla fallimentare esperienza nell’Europeo U19 (gioca, male, assieme al nostro Yago e la Spagna viene eliminata subito), ed infine dal Mondiale U20 in corso di svolgimento in Egitto, dove realizza una prestigiosa doppietta alla Nigeria eliminando gli africani e vendicando la sconfitta di un paio di anni prima. Anche in questa competizione però l’amarezza di una eliminazione precoce, nonostante un grande mondiale disputato, sarà tanta.

CARATTERISTICHE
Ovunque si parli di Fran Merida spunta puntuale il nome di Cesc Fabregas. Inevitabile che sia così, in fondo. Entrambi catalani, entrambi competitivi già in giovane età, entrambi cresciuti tra Barcellona e Arsenal. E simili, quasi identici nel mondo di stare in campo. La stellina della Spagna Under 20 ricorda molto il suo compagno di squadra nei Gunners, dal punto di vista tecnico, tattico e atletico. Il fisico non è imponente, ma conta poco. A Fran basta il suo metro e settantacinque per resistere ai contrasti più duri, il resto lo fa il suo piede sinistro. Proprio come il più illustre collega, a centrocampo può giocare praticamente ovunque: in posizione centrale, da regista, oppure più avanzato a ridosso delle punte. Anche sulla fascia, se necessario (da trequartista esterno destro pronto ad accentrarsi, come fatto nell’Europeo U-19..): ha buon passo, e può sfruttare il suo dribbling per rientrare e concludere verso la porta avversaria. Il tiro è il suo pezzo forte: potente, preciso, pericoloso da ogni distanza. Anche su calcio piazzato, ovviamente. Pregevole la sua visione di gioco, da centrocampista maturo più che da sbarbatello 19enne, caratteristica che – unita alla sua spiccata personalità – gli consente di giocare da vero leader a centrocampo. Proprio per il suo essere già maturo nonostante l’età, in tanti si sono messe sulle sue tracce con l’intenzione di strapparlo all’Arsenal. Juventus e Milan incluse, seppur in maniera molto soft. Lista di estimatori destinata a crescere durante il Mondiale in Egitto, anche se uno così, Arsene Wenger, non se lo farà soffiare facilmente..

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Dare per me, tifoso Gunners da sempre, un giudizio su un giocatore dell’Arsenal è sempre difficile, avendo visto molti di questi ragazzi “crescere” alla corte di Wenger sin da ragazzini. Che dire di Merida: uno che alla sua età ha già 450.000 risultati di ricerche su google non può definirsi una “scoperta”, perciò mi limiterò, semplicemente (e ringrazio Sergio Chiesi e Alberto Agnello per aver approfittato delle loro schede) a dire che si tratta di un talento cristallino, sicuramente quello più “importante” della intera manifestazione assieme a quello del suo connazionale Asenjo (uno che ormai definire “promessa” è riduttivo), e che è destinato, col parere concorde di praticamente quasi tutti i talent scouts europei, ad aver un gran bel futuro. Gli tributo perciò l’ennesima vetrina con questa scheda aspettando di poterne gustare le sue gesta anche nel club londinese di cui sono un supporter.

(Credits: Sergio Chiesi e Alberto Agnello di Goal.com)