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Stile Juve, stile Bologna. Melo: "Dedico la vittoria a Ferrara". Buscè: "Complotto!"

Davvero molto bella questa intervista al brasiliano, che pare pian pianino stia ritrovando una buona continuità di rendimento. Ve la pubblico integrale, perchè vale più di tanti articoli.

“Questa vittoria la dedico anche a Ciro Ferrara, perchè lui.. la gente in questo mese ha parlato che io ho litigato con lui quando ancora era qua, che non mi voleva bene, però è tutto il contrario: lui è uno che mi ha aiutato tanto qui alla Juve. Abbiamo perso tutti insieme, però questa vittoria la dedico a lui”.

E, dopo questa pagina bella, apriamone una pietosa e patetica. Autore: Buscè.

«Abbiamo fatto una grande prestazione e quando le cose vanno così ci sta di vincere anche contro una grande squadra: il rammarico è questo. Tra l’altro, la sconfitta è arrivata su un episodio dubbio: dal campo ho visto che Del Piero ha controllato il pallone con le mani prima di lanciarlo a Marchisio (era Candreva, ndr), e come me l’hanno visto un po’ tutti; tra l’altro, arbitro e guardalinee erano anche vicini e lo stesso Del Piero ha lanciato un cenno a Portanova come per dire che avevamo ragione noi ma se l’arbitro ha lasciato correre non poteva farci niente. Sono cose che lasciano perplessi, perché nel dubbio alla fine vengono favorite le squadre più forti: gioco da vent’anni e otto volte su dieci le cose vanno in questo modo. In questo caso, poi, l’episodio non era dubbio: secondo me era proprio lampante, plateale, praticamente Del Piero ha fatto un bagher pallavolistico, e a parti inverse l’arbitro avrebbe fermato l’azione. Però siamo contenti della nostra prestazione».

Vi rimando alla fotomoviola per ulteriori commenti.

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Situazione traghettatore: riassunto delle puntate precedenti

panchinaQuanto segue è un sunto delle ultime cinguettate, degli ultimi articoli e degli ultimi posts nei vari forums del web. Per chi si fosse perso qualcosa..

18 GENNAIO 2010
Così nell’articolo ricostruzione sulla situazione di Ciro Ferrara:

Vertice in Sede per discutere di Alessio Secco e Ciro Ferrara. Il primo sarebbe stato per ora confermato, mentre si sarebbe discusso più che altro col secondo. Ciro è parso molto provato e arrabbiato: la sua coscienza è a posto, perchè sta veramente dando il massimo. E’ molto dispiaciuto con amici e colleghi della Sede, perchè non riesce a capire come fare per raddrizzare la situazione, nonostante le stia provando tutte. In mattinata, in Sede sono circolate voci su una proposta formalizzata a Ciro: l’affiancamento di Claudio Gentile fino a fine stagione, come tutor (potete immaginare il morale del tecnico napoletano..). E’ seguito un vertice dove Ferrara, sconfortato, si è confrontato con la dirigenza. All’uscita, con lo sguardo spento, alla domanda di un giornalista di Mediaset “Tutto ok?”, ha semplicemente annuito. Per ora resta.

20 GENNAIO 2010
Anche questo nell’articolo ricostruzione sulla situazione di Ciro Ferrara:

Da quanto raccolto oggi da “volatili” vari, pare la situazione del tecnico napoletano sia ormai piuttosto “compromessa”. La dirigenza, che dietro i falsi attestati di stima avrebbe già chiesto all’allenatore di rassegnare le dimissioni più volte (richiesta respinta), sarebbe orientata, in caso di ulteriore sconfitta, a rompere definitivamente i rapporti, sempre con la speranza che siano Ciro & co. a farsi da parte. I nervi sarebbero, nonostante le apparenze, piuttosto tesi tra l’intero staff tecnico e la dirigenza (ma che a nessuno venga in mente di pensare a scazzottate e cose simili: ce li vedete Blanc o Bettega che fanno i “Rocky”? Parliamo di confronti dialettici..), con accuse reciproche, come spesso accade in questi casi. Difficile attribuire responsabilità oggettive (probabilmente le hanno un pò tutti) agli uni o agli altri, ma la Società pare comunque abbia preso atto di come così le cose non possano continuare, perchè si rischia davvero tanto in termini sportivi (e non). L’anno scorso Ranieri fu esonerato perchè perse la squadra di mano. Oggi Ciro, così come Ranieri, non vuole mollare. E’ convinto di aver fatto tutto per bene, e di non essere il maggiore responsabile della situazione. Si rifiuta di passare la mano perchè, come il tecnico di Testaccio, crede in se stesso e nel suo lavoro (come è giusto che sia, altrimenti non avrebbe accettato un incarico così difficile come il suo). Nessuno si aspetti comunque nomi eclatanti come eventuali sostituti del napoletano: al momento, l’ipotesi più realistica resta quella del traghettatore. L’impressione è che questo fine settimana sarà piuttosto importante per la stagione della Juventus, non solo perchè si gioca contro Ranieri, non solo perchè i tre punti in palio peseranno tantissimo.

Si è cominciato a capire per la prima volta come la situazione fosse definitivamente compromessa, e come la dirigenza si fosse già seriamente cominciata a muovere. Per dei motivi non riferibili (nè riferiti). Il tutto nonostante vari media continuassero a sostenere l’idea di proseguire col tecnico napoletano fino alla fine. Ciò ha portato da allora, e cioè dal mercoledì prima della partita con la Roma, a far vivere a Ferrara una situazione paradossale di sfiduciato in panca. Sfiducia poi manifestatasi platealmente il sabato successivo con la sconfitta in Campionato con la Roma di Ranieri.

E veniamo quindi alle ultime..

24 GENNAIO 2010
E’ il giorno dopo la sconfitta con la Roma. In un vertice pomeridiano con la dirigenza bianconera al completo, John Elkann manifesta tutto il suo disappunto e la sua rabbia, chiedendo a Blanc che si trovi una soluzione in tempi rapidi.

25 GENNAIO 2010
Mentre Bettega e Secco sono a Vinovo, Blanc in segreto va nella sede della Exor a riferire direttamente alla proprietà, e poi si riunisce nuovamente con i suoi collaboratori per discutere di possibili scenari.

26 GENNAIO 2010
In mattinata, in Sede si presentano alcuni ultras (presenza pacifica, per carità!) che dialogano con un dirigente bianconero. In serata, c’è un incontro tra l’avvocato Briamonte (colui che si occupa dei “contratti”, alla Juventus) e Alberto Zaccheroni, tecnico più vicino alle posizioni e al gradimento di Jean-Claude Blanc. Incontro che ha posto di fatto le basi per un accordo.

27 GENNAIO 2010
Nella prima mattinata, come riportato su Twitter, si è sparsa voce tra vari volatili che fosse ormai “fatta” per un allenatore, e che ci fosse pure “un accordo firmato”. Sempre in mattinata, la Gazzetta dello Sport ha parlato di un incontro a Torino tra Bettega e Gentile, al quale sarebbe stato offerto il ruolo di traghettatore dal suo amico ex compagno (10 anni) di squadra. Due piste parallele, perciò. Alternative. Una seguita da Bettega, e una seguita dall’avvocato Briamonte e più gradita a Blanc. Poco prima della conferenza stampa di Ferrara, verso le 16, una “talpa” rivela a giornalisti e presenti (tra i quali evidentemente qualche uccellino..) che fosse stato già tutto definito con Alberto Zaccheroni. Esattamente come scritto in una twitterata in tempo reale. Subito dopo (cronologicamente è provabile), Federico Ferri su Sky parla per la prima volta di “accordo raggiunto” con Zaccheroni e di panchina affidata al tecnico ex Inter, Milan e Torino (fra le altre) dal match con la Lazio (successivo a quello di Coppa Italia a San Siro con l’Inter). Fonte probabilmente identica, visto il tempismo simile.

La parole “fine” la metterà probabilmente direttamente John Elkann. Per ora tutti a Milano.

(aggiornamenti a seguire..)

Situazione Ferrara: esonerato di fatto

ciro ferrara juventus

Importante: quanto segue è un mix di voci e cinguettate raccolte sia dai media che da “uccellini” torinesi. Non le si prenda necessariamente come una verità assoluta, perchè seppure il sottoscritto abbia stima e fiducia delle proprie fonti, si tratta di informazioni di seconda mano e non fatti “vissuti” personalmente dal sottoscritto. Il nome del blog è volutamente “ironico”, così come il termine “cinguettate”, perchè comunque, pur essendo la Juventus una passione vera e forte per molti, non si deve comunque mai prendersi troppo sul serio.

DOMENICA 24 GENNAIO
Confermato nel pomeriggio un vertice per discutere della “questione allenatore”. Probabili novità.

SABATO 23 GENNAIO
Dopo l’ennesima sconfitta, questa volta contro la Roma di Claudio Ranieri, nè Blanc nè Bettega si presentano ai microfoni. Nessuno parla. Del Piero, intervistato, dice che nessun dirigente ha parlato con la squadra, ma solo Ferrara. Il quale non accenna minimamente ad eventuali dimissioni.

MERCOLEDI’ 20 GENNAIO
Da quanto raccolto oggi da “volatili” vari, pare la situazione del tecnico napoletano sia ormai piuttosto “compromessa”. La dirigenza, che dietro i falsi attestati di stima avrebbe già chiesto all’allenatore di rassegnare le dimissioni più volte (richiesta respinta), sarebbe orientata, in caso di ulteriore sconfitta, a rompere definitivamente i rapporti, sempre con la speranza che siano Ciro & co. a farsi da parte. I nervi sarebbero, nonostante le apparenze, piuttosto tesi tra l’intero staff tecnico e la dirigenza (ma che a nessuno venga in mente di pensare a scazzottate e cose simili: ce li vedete Blanc o Bettega che fanno i “Rocky”? Parliamo di confronti dialettici..), con accuse reciproche, come spesso accade in questi casi. Difficile attribuire responsabilità oggettive (probabilmente le hanno un pò tutti) agli uni o agli altri, ma la Società pare comunque abbia preso atto di come così le cose non possano continuare, perchè si rischia davvero tanto in termini sportivi (e non). L’anno scorso Ranieri fu esonerato perchè perse la squadra di mano. Oggi Ciro, così come Ranieri, non vuole mollare. E’ convinto di aver fatto tutto per bene, e di non essere il maggiore responsabile della situazione. Si rifiuta di passare la mano perchè, come il tecnico di Testaccio, crede in se stesso e nel suo lavoro (come è giusto che sia, altrimenti non avrebbe accettato un incarico così difficile come il suo). Nessuno si aspetti comunque nomi eclatanti come eventuali sostituti del napoletano: al momento, l’ipotesi più realistica resta quella del traghettatore. L’impressione è che questo fine settimana sarà piuttosto importante per la stagione della Juventus, non solo perchè si gioca contro Ranieri, non solo perchè i tre punti in palio peseranno tantissimo.

MARTEDI’ 19 GENNAIO
Allenamento teso a Vinovo.

LUNEDI’ 18 GENNAIO
Vertice in Sede per discutere di Alessio Secco e Ciro Ferrara. Il primo sarebbe stato per ora confermato, mentre si sarebbe discusso più che altro col secondo. Ciro è parso molto provato e arrabbiato: la sua coscienza è a posto, perchè sta veramente dando il massimo. E’ molto dispiaciuto con amici e colleghi della Sede, perchè non riesce a capire come fare per raddrizzare la situazione, nonostante le stia provando tutte. In mattinata, in Sede sono circolate voci su una proposta formalizzata a Ciro: l’affiancamento di Claudio Gentile fino a fine stagione, come tutor (potete immaginare il morale del tecnico napoletano..). E’ seguito un vertice dove Ferrara, sconfortato, si è confrontato con la dirigenza. All’uscita, con lo sguardo spento, alla domanda di un giornalista di Mediaset “Tutto ok?”, ha semplicemente annuito. Per ora resta.

DOMENICA 17 GENNAIO
Nonostante la sconfitta per 1-0 a Verona, Ferrara ribadisce di non voler mollare e di non pensare a dimissioni: “Se il problema è l’allenatore, la Società me lo dirà. Finora nessuno mi ha detto niente”. Nel dopopartita, Roberto Bettega e Jean-Claude Blanc lo confermano ancora una volta.

VENERDI’ 15 GENNAIO
Intervistato all’uscita da una riunione della Lega a Milano, il presidente della Juventus smentisce la presenza di Hiddink a Torino (”qualche ristorante ha trovato un modo di farsi pubblicità”), ribadendo così piena fiducia in Ciro Ferrara.

MERCOLEDI’ 13 GENNAIO
Si è svolto oggi, nel pomeriggio, un CDA straordinario. Non è dato sapere cosa sia stato discusso, ma sicuramente si è parlato della situazione sportiva della squadra, del mercato e della direzione tecnica della squadra, fra le altre cose. In serata, dopo la vittoria contro il Napoli in Coppa Italia, il vicedirettore generale Roberto Bettega ha confermato Ciro Ferrara. «Ferrara? Il nostro lavoro va avanti, i dubbi sul tecnico venivano più da altre parti che non da noi». In giornata, si era sparsa voce che Guus Hiddink fosse già a Torino, complice anche una intervista rilasciata dal titolare del ristorante “Da Angelino”, che a Diretta Stadio, su TeleLombardia, rivelava i retroscena dell’episodio. Secca la smentita del procuratore, che nega divertito. E’ mistero.

MARTEDI’ 12 GENNAIO
La dirigenza bianconera al completo (presente anche Alessio Secco) si è presentata in mattinata a Vinovo. L’allenamento sul campo è stato rimandato perchè si è svolta una lunga riunione tecnica dove sono stati analizzati gli errori di Juventus-Milan. Ferrara è rimasto diversi minuti a colloquio con Bettega e Blanc. La riunione tecnica si è protratta per alcune ore, tanto da rendere necessario lo slittamento della conferenza stampa pre-partita inizialmente prevista alle 12:30. Queste le parole dell’allenatore davanti ai giornalisti: «Ieri mi facevano notare che sono come Rocky, in questo momento: prendo cazzotti, pieno di sangue ma continuo a dire ‘non fermarti’ all’avversario, ed è così: non c’è niente che possa buttarmi giù in questo momento. Detto questo mi dispiace per la situazione di delusione che stiamo vivendo». «Io credo che la società faccia delle valutazioni, e la fretta non è mai produttiva. Conosco il pensiero della società, ma sono altrettanto grande da poter capire che il destino di ogni allenatore è legato ai risultati. Quindi se i risultati non ci sono la società prenderà i provvedimenti che riterrà più giusti e più idonei per cambiare una tendenza negativa. Se questo dovesse passare per l’esonero dell’allenatore non la prenderei come una sconfitta. Assolutamente. La prenderei come una crescita». «In squadra ho giocatori forti giocatori con personalità e non credo che si facciano condizionare dalla situazione del proprio allenatore. Loro devono essere certi che il loro tecnico è pienamente consapevole di quello che sta cercando di fare con tanta voglia per cambiare le cose, consapevoli che se continuiamo in questa maniera possiamo venirne fuori. So perfettamente che quando mi sono seduto su questa panchina ho provocato anche parecchia invidia, ma non ho mai pensato minimamente ‘Chi me l’ha fatto fare’». «Quest’anno si è battuto il record di esoneri, trovare una società che mantiene una certa linea non capita spesso. Napoli? Può capitare che proprio nelle emergenze ci possa essere una reazione. Napoli è la mia città ed è stata la mia squadra per tanti anni, non ho mai pensato che proprio contro il Napoli potrei perdere questa panchina. Penso solo a passare il turno». Intanto Cees van Nieuwenhuizen, procuratore di Guus Hiddink, è stato intervistato dal sito russo “Sport-Express” e ha negato con forza qualsiasi contatto tra il suo assistito e i bianconeri. “Fino a quando non si farà chiarezza sul futuro di Guus in qualità di allenatore nella nazionale russa, noi non trattiamo con nessuno. Il tecnico si incontrerà con la federazione russa, alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima. Hiddink a Torino da giovedì? Si tratta di un’assurdità colossale, Non so da dove i giornalisti prendano queste invenzioni, ma posso garantire che con la dirigenza della Juventus non abbiamo avuto mai nessun contatto”.

LUNEDI’ 11 GENNAIO
In mattinata Alessio Secco, a Fiumicino, annuncia che il silenzio stampa prosegue, aggiungendo “Dell’allenatore non parlo. E’ l’ora dei fatti!”. Lasciato intorno alle 13.30 il centro sportivo di Vinovo, il vice dg juventino Bettega si è invece recato nel primo pomeriggio in sede per incontrare il presidente Blanc. Sul tavolo, l’esonero di Ferrara. Dopo la disfatta di ieri, i vertici bianconeri non hanno rilasciato dichiarazioni. Per la prima volta nessuno ha speso una parola per Ferrara al quale, secondo alcune indiscrezioni, il club avrebbe chiesto di rassegnare le dimissioni, richiesta respinta. Il favorito per rimpiazzare l’ex difensore bianconero sulla panchina juventina è l’olandese Guus Hiddink. Perde quota invece l’ipotesi di un traghettatore come Zoff. A quanto pare, comunque, ogni decisione sarà rimandata a domani, in occasione di una riunione tra tutti i dirigenti bianconeri convocata in corso Galileo Ferraris. Data però la vicinanza con l’impegno in Coppa Italia contro il Napoli, mercoledì sera all’Olimpico, Ferrara dovrebbe sicuramente mantenere il timone della Juve ancora per una partita. La svolta tecnica potrebbe dunque arrivare giovedì.

DOMENICA 10 GENNAIO
Prima del match decisivo con il Milan, la Juventus annuncia il silenzio stampa. La squadra di Ferrara gioca male e rimedia un pesantissimo 0-3 in casa. Nel dopo-match, nessun dirigente bianconero parla. Ciro viene lasciato a gestire da solo le conferenze post-partita, litigando con Maifredi a Controcampo e mostrando il volto provato. Nella notte si susseguono voci su un possibile esonero, ma il mister bianconero nega annunciando ufficialmente di non volersi dimettere “Perchè io sono fatto così: non mi dimetto!”. Circolano voci di un possibile summit del lunedì per decidere il da farsi.

Il pesce puzza dalla testa

blanc elkannMe lo ripeteva sempre, mio nonno: “Antonio caro, il pesce puzza dalla testa…”. Quanto c’aveva ragione! Mi riferisco al fatto che, se una Società non è forte, compatta, energica, decisa, non si può pretendere lo siano i suoi “dipendenti”. Scoperta dell’acqua calda, sicuramente, ma intanto lo scrivo. Anno 2009, marzo. La Juventus di Claudio Ranieri esce dalla Champions League, eliminata in casa dal Chelsea. Fino ad allora lo spogliatoio, guidato dai senatori, era rimasto coeso, legato dalla voglia di provare a portare a casa un trofeo prestigioso. C’erano problemi eh, ma si era deciso di metterli da parte fino a fine stagione, per il bene della squadra. L’eliminazione dalla Coppa, perciò, fa venire meno anche l’ultimo motivo per non litigare. Si scoperchia il vaso di Pandora, e lo spogliatoio si spacca definitivamente. Non tutti, ma alcuni, cominciano ad attaccare, anche duramente, le scelte dell’allenatore. Uno su tutti (ma non sarà l’unico), David Trezeguet, attacca il mister di Testaccio per averlo sostituito contro i londinesi. La Società non interviene. Ranieri sì e, il giorno dopo, convoca una conferenza stampa e risponde così: «Un po’ mi sento tradito, più dall’uomo Trezeguet che dal giocatore, ed è la cosa peggiore. Inspiegabile, da bambino viziato». La Società, ancora una volta, muta. Il giorno dopo, parla il presidente Giovanni Cobolli Gigli: «Trezeguet resterà certamente, ha un contratto, ed è uno dei quattro campioni del nostro attacco». Ranieri, intanto, autonomamente, lo mette di fatto fuori rosa, facendolo allenare ma non facendolo più giocare. Passa qualche giorno e lo strappo, pubblico, si consuma con Mauro German Camoranesi. Stessa situazione. Si arriva alla semifinale di Coppa Italia, per molti (fra gli altri per il membro del CdA e del comitato sportivo Montali) sarà decisivo vincere questo trofeo, per tornare ad assaporare la gioia di un trionfo, anche se il meno prestigioso possibile. Ranieri, uno che allena calcio da 30 anni, lascia fuori per scelta tecnica Del Piero, Trezeguet e Camoranesi, con la squadra già dilaniata (come per tutto l’anno) dagli infortuni. Ovviamente alla “scelta tecnica” non ci crede nessuno. A due dalla fine, eliminati da tutto anche dalla Coppa nazionale, Jean-Claude Blanc prende la decisione di esonerare il tecnico romano, che pur aveva ancora tutta la possibilità (e contro le riserve di Lazio e Siena ci sarebbe riuscito) di centrare il terzo o addirittura, come fatto poi da Ferrara, il secondo posto in Campionato (ricordo a tutti che all’ultima giornata c’era pur sempre lo scontro tra le dirette concorrenti Milan e Fiorentina, che matematicamente ci avrebbe avvantaggiato verso una delle due).

Comincia l’era Ferrara. Poi proseguita anche in estate, con la conferma per la stagione in corso e la promozione del suo staff made in Naples.

E’ passato qualche mese, ma pare, almeno a leggere Tuttosport, la situazione sia nuovamente compromessa, con una spaccatura dello spogliatoio e gente che non dà tutto per il mister. Ancora una volta, la Società non interviene, se non, timidamente, per confermare la fiducia all’allenatore. Certo, dopo 18 CdA, dopo riunioni tecniche, summit anti-crisi, proposte imbarazzanti di tutors e cose varie, ma non si conoscono, ad oggi, decisione “punitive” prese verso alcun componente della rosa giocatori, nè dello staff tecnico. Siamo nel periodo forse più buio degli ultimi 30-40 anni, eppure a colpirmi è proprio questo silenzio, più che i risultati (quelli fanno parte del calcio: puoi perdere, pareggiare o vincere. O, nel caso dell’Inter, vincere perdendo, ma loro sono speciali..).

E allora la domanda è: ma siamo stati sfortunati a beccare due allenatori (non parliamo di Deschamps: lui ci ha pensato da solo a farsi fuori) malvisti dallo spogliatoio? E’ solo, come nel caso degli infortuni, una terribile “sfiga”?

Oppure c’è dell’altro? Vi lascio con una domanda/provocazione: Don Fabio Capello da Londra credo sia universalmente riconosciuto come l’allenatore più “con gli attributi” in giro al mondo. Il vero “sergente di ferro”. Secondo voi senza una dirigenza schierata energicamente dalla sua parte e pronto a proteggerlo sempre e comunque avrebbe potuto, faccio un esempio, mettere in panca Del Piero? O fare entrare a metà ripresa Camoranesi e toglierlo dopo 5′ con tanto di umiliazione pubblica? (e schierarlo poi la partita dopo, facendolo correre come un pazzo?). Avrebbe potuto dire a Buffon che si sarebbe dovuto riguadagnare il posto? O ad Appiah lo avrebbe potuto cancellare dalla rosa per mesi? Queste cose le avrebbe potute fare solo “perchè è un duro”? O lo spogliatoio se lo sarebbe “mangiato vivo” anche a lui, senza qualcuno che, allenamento dopo allenamento, facesse capire che forse non sarebbe stato opportuno? Se con Ranieri e Ferrara la situazione è stata “tesa”, con Capello è stata una polveriera, e i giocatori tutti giocavano solo per i trofei, chiedendo in molti casi la cessione a fine campionato. Eppure si è vinto. Eppure è uscito poco o niente di quel periodo. Eppure la Società ha saputo trasformare la “rabbia” in qualcosa di propositivo, in voglia di dimostrare qualcosa.

Con questa dirigenza, secondo voi, con Capello in panchina, come sarebbe andata a finire?

Juventus: ha vinto il gruppo

spirito juventusRoberto Bettega: «Abbiamo vinto bene, ben schierati in campo. Inseguiamo da anni la decima Coppa Italia e ci proveremo anche questa volta. È stata una vittoria di squadra ed è proprio quello che vogliamo: essere una squadra in tutti i casi, quando si vince e quando si perde. Il mercato? Qualcosa faremo, ma più importante sarà recuperare al più presto gli infortunati. Certamente veniamo da una situazione non facile, ma nulla è perduto. Riprendiamo a lavorare con alacrità ed impegno, ci sono ancora obiettivi importanti e una società come la Juventus non può mollare a questo punto della stagione. Dobbiamo sempre guardare avanti».

Diego Ribas: «Sono contento della mia prestazione, ma stasera ha vinto la squadra, così come quando si perde, perdiamo tutti. Se giochiamo bene come collettivo, anche i singoli riescono a dare il massimo. Ci siamo aiutati di più e anche gli automatismi hanno funzionato. La chiacchierata di ieri negli spogliatoi ci è servita e ci ha fatto capire che dobbiamo essere ancora più uniti. Speriamo che da questo momento inizi una nuova era per noi. Ferrara? Ha dimostrato di essere un allenatore con delle qualità e il nostro compito è quello di lavorare per aiutarlo».

Ciro Ferrara: «Stasera mi sono piaciuti proprio tutti. Abbiamo avuto qualche difficoltà nei primi dieci minuti, con il Napoli che spingeva sulle fasce, ma poi ci siamo messi bene in campo, compatti ed attenti. Con un modulo di gioco che privilegiava le caratteristiche naturali dei giocatori in campo, ma che poteva anche comportare qualche rischio, ci siamo guadagnati un 3-0 che fa bene a tutto l’ambiente. Certo la strada è ancora lunga, sarà importante recuperare un po’ di energie, visto che oggi eravamo proprio in pochi».

Alex Manninger: «Ci voleva questa vittoria. Abbiamo disputato una partita pulita, senza rischi, contro una squadra che in campionato era più in forma di noi. Dobbiamo prenderla come punto di riferimento per ripartire. Abbiamo fatto un po’ di autocritica in questi giorni ed è servito. A nessuno di noi piaceva come stavamo giocando in questi ultimi tempi. L’obiettivo era terminare la gara senza prendere gol e ci siamo riusciti. Sapevamo che, con la qualità che abbiamo in attacco, in quel caso non avremmo fallito».

Basta fare un rapido giro sul sito ufficiale della Juventus per scoprire il tema principale delle interviste post-partita dei bianconeri. Si torna a parlare di gruppo, di giocare tutti assieme, di vincere di squadra. Concetti che – a parole – vengono rimarcati quasi ossessivamente. La formazione di Ciro Ferrara ha scelto di uscire fuori dalla crisi così, compattandosi, chiarendosi, remando tutti assieme verso la stessa direzione. Senza pensare che possa arrivare un santone a risolvere ogni problema con una bacchetta magica, ma lavorando, lavorando, lavorando. Lo si era scritto più volte, in questo blog, che sarebbe stata solo questa l’unica vera soluzione ai mali bianconeri. Più che un problema tattico (a proposito: si è giocato col rombo “puro”, con una ottima prestazione di Felipe Melo e di Diego), alla Juve c’era un problema di compattezza, determinazione, convinzione nei propri mezzi, voglia di vincere assieme. Al di là di possibili dissapori personali. Così è stato. C’è voluto un lungo chiarimento di un paio di ore, ieri, a porte chiuse. Fuori anche Ciro Ferrara, Roberto Bettega, Jean-Claude Blanc: non servivano. Non è mai stato (solo) un problema di schemi. Questi sono campioni, in grado di fare molto meglio. Ci si è chiariti, qualcuno ha alzato pure la voce, ci si è incoraggiati, si è fatta una grossa autocritica.

«Ci serve continuità. La Juve che perde non è la vera Juventus. Siamo una squadra che vince, abituata a vincere, che deve ricominciare a macinare vittorie».

Dice bene Salihamidzic, uno dei leaders silenziosi del gruppo. La vera Juve non era quella. E’ ora di dimostrarlo. Con o senza Ferrara.

Crisi nera, urge un reset totale e un bagno di umiltà

Game over?

Game over?

Per favore, ditemi che esiste il bottone “reset” dietro lo scatolo, come per i modem. Che si può tornare alle impostazioni di fabbrica. Perchè, se esiste, questo è il momento di premerlo. Non importa se a guidare la Juventus dopo la sosta sarà ancora Ferrara (credo di sì) o no, ma urge immediatamente che ci si fermi tutti un secondo, si tiri un grosso sospiro di sollievo e si riparta da zero, mettendo in freezer il “progetto” di questa estate per salvare il salvabile e uscirne fuori il prima possibile, prima di andare incontro al disastro definitivo. Perchè si può anche non vincere niente, ma così è un gioco al massacro, con metà Continua a leggere

Ferrara al bivio: serve una scelta chiara, e serve che le stelle diano una mano

Non basta!

Non basta!

Volevo pure io, rapidamente, dire la mia sulla situazione della Juventus e sui due punti in cui secondo me, al di là dei discorsi tattici che metterei per un momento da parte, la Juventus dovrebbe migliorare. La strada intrapresa da Ferrara è quella della ricerca costante del gioco, anche in trasferta. Se vogliamo, possiamo prendere l’Arsenal di Arsene Wenger a modello, che è la squadra che secondo me più si avvicina come mentalità a quella bianconera (o meglio noi siamo quella che più di tutte tenta di emularne la filosofia, che forse è più corretto da scrivere..). Continua a leggere

Bordeaux vs Juventus 2-0 (si decide tutto con il Bayern)

Vince Blanc..

Vince Blanc..

Per il decisivo match del Chaban-Delmas, Ciro Ferrara propone dall’inizio Del Piero largo a sinistra (nel ruolo occupato ultimamente da Giovinco), Sissoko al fianco di Felipe Melo e cambia Cannavaro con Legrottaglie. Per il resto i bianconeri si presentano con la stessa squadra che ha battuto l’Udinese domenica sera: Caceres e Grosso i terzini, e Diego e Camoranesi a inventare per l’unica punta Amauri. Continua a leggere

Analisi tattica: Juventus vs Napoli (gli errori commessi)

Minuto 7 del primo tempo. Azione d’attacco del Napoli. Guardate Maggio..

Felipe Melo sbaglia l'appoggio per Camoranesi e regala palla ad Aronica. Notate le posizioni di Maggio, larghissimo e altissimo a destra, e di Lavezzi (che poi si inserirà). In difesa Cannavaro ha Denis e Chiellini ha Hamsik.

Felipe Melo sbaglia l'appoggio per Camoranesi e regala palla ad Aronica. Notate le posizioni di Maggio, larghissimo e altissimo a destra, e di Lavezzi (che poi si inserirà). In difesa Cannavaro ha Denis e Chiellini ha Hamsik.

Lavezzi taglia subito dentro con un gran movimento dettando il passaggio (che arriverà) ad Aronica. Camoranesi "indica" a Cannavaro di occuparsi del taglio, Chiellini scala su Denis e Grosso su Hamsik. A destra ancora liberissimo Maggio. Nè Melo, nè Poulsen nè Giovinco (che è rimasto in avanti) se ne preoccupano.

Lavezzi taglia subito dentro con un gran movimento dettando il passaggio (che arriverà) ad Aronica. Camoranesi "indica" a Cannavaro di occuparsi del taglio, Chiellini scala su Denis e Grosso su Hamsik. A destra ancora liberissimo Maggio. Nè Melo, nè Poulsen nè Giovinco (che è rimasto in avanti) se ne preoccupano.

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Lavezzi va sul fondo e serve con un rasoterra Maggio che intanto taglia dentro completamente indisturbato.

A questo punto il "disastro" difensivo è già compiuto. Grosso si volta e capisce che Maggio è solo. Lascia Hamsik (vedete come è solo!) e si butta in scivolata alla disperata per fermare l'ex doriano. Per fortuna, e solo per fortuna, l'esterno napoletano sparerà in mezzo di prima intenzione mancando la mira.

A questo punto il "disastro" difensivo è già compiuto. Grosso si volta e capisce che Maggio è solo. Lascia Hamsik (vedete come è solo!) e si butta in scivolata alla disperata per fermare l'ex doriano. Per fortuna, e solo per fortuna, l'esterno napoletano sparerà in mezzo di prima intenzione mancando la mira.

Fortuna, dicevo. Perchè poi Chiellini si perde pure Denis, che non ci arriva per un soffio...

Fortuna, dicevo. Perchè poi Chiellini si perde pure Denis, che non ci arriva per un soffio...

Questo è esattamente uno dei più grossi limiti (nessun modulo è perfetto.. forse solo il 442 per quanto riguarda la fase difensiva) del 4231 (ma anche del 4312, come già abbiamo avuto modo di notare). Gli esterni sono difficilissimi da marcare, e nell’arco di 90° non si riesce – neanche a questi livelli – ad azzeccare tutte le diagonali e tutte le chiusure. Certo, l’anno scorso, col 442 (non) camaleontico, avremmo avuto Nedved a chiudere su Maggio.. ma probabilmente avremmo tirato 4-5 volte in porta e non 12. La coperta è corta, o si sceglie un 442 difensivo (facendo un calcio brutto: e allora la discriminante diventano solo i risultati ottenuti), oppure si cerca – come fatto da Ferrara – un modulo più offensivo, ma queste sono le conseguenze (già viste col Palermo). Faccio solo notare che i problemi maggiori quest’anno li hai avuto proprio contro Bayern Monaco, Fiorentina, Palermo.. squadre da 442 o cmq che hanno spostato il trequartista (Pastore e Jovetic) sull’esterno, creando superiorità numerica lì. Ormai credo lo abbiano capito in tanti.. Dall’altra parte, invece, Mazzarri difende sì con 3 difensori, ma i due esterni di centrocampo (Maggio e Aronica) in realtà fanno i terzini nella fase difensiva trasformandosi il modulo in un 541.

Piuttosto chiaro..

Piuttosto chiaro..

Altre azioni pericolose del Napoli analizzate:

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Denis si invola palla al piede, con Lavezzi molto largo che scatta in avanti.

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Dopo aver saltato con un contrasto Chiellini, Lavezzi attira su di sè Cannavaro (che giustamente scala) e Denis al centro taglia e riceve. Poi scivolerà da solo in area (problema di grip con gli scarpini) vanificando una azione pericolosissima. Ma anche qui è fortuna.

I movimenti non paiono sbagliati. In questo caso c’è Grosso che era andato in attacco, c’è Chiellini che scala terzino ma si fa saltare di netto. La diagonale di Cannavaro e Grygera è cmq corretta, per quanto possibile. Altra azione pericolosissima del Napoli: il colpo di testa da corner di Denis, che tutto solo mette a lato. Vediamo assieme..

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Come si vede chiaramente da qui Poulsen prende Maggio, Fabio Cannavaro prende Denis e Chiellini prende Paolo Cannavaro.

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E' perciò Cannavaro che "perde" Denis lasciandolo solo di concludere. Bello schema Napoli che sfrutta bene i blocchi a centroarea.

Non sarà l’unica volta che Cannavaro perderà Denis. Ecco un altro esempio, poco dopo, con l’Argentino ancora impreciso solo davanti a Buffon (anche qui fortuna..)

Ringraziamo Denis per l'errore..

Ringraziamo Denis per l'errore tutto solo..

Chiudiamo la carrellata di errori del primo tempo, dopo aver segnalato l’uscita di Camoranesi e la sostituzione con Tiago (tatticamente non cambia nulla nel primo tempo), con questo calcio d’angolo “horror”.. con protagonista proprio il portoghese.

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Giovinco segue il giocatore del Napoli che si avvicina al battitore del corner, lasciando un vuoto al centro. Tiago è inizialmente davanti a Gargano..

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.. ma si addormenta concedendo al napoletano di ricevere e presentarsi da solo contro Buffon per la conclusione per fortuna a lato. Dormita del portoghese, che non si muoverà da quella mattonella per tutta l'azione.

Chiudo l’analisi di questo primo tempo con una bella diapositiva dall’alto che mostra gli schieramenti tattici delle due squadra dal 35mo in poi.

Il 4231 della Juve (rosso) contro il 4312 del Napoli (blu)

Il 4231 della Juve (rosso) contro il 4312 del Napoli (blu)

Non so se si riesce a capire bene, ma ho messo le linee rosse per la Juventus (vedete il 4231 piuttosto chiaramente con Tiago a destra nei tre come Camo prima di lui) e quelle blu per il Napoli (che difende a 4 con Aronica scalato in difesa dalla mezzora del primo tempo) che gioca con Hamsik dietro Lavezzi e Denis.

E veniamo al secondo tempo e alle note dolenti.. Mi limito per questioni di spazio e di tempo alla sola analisi dei tre gol subiti.

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Melo tenta goffamente di controllare un rinvio di un difensore non riuscendoci e consegnando di fatto palla a Denis. Guardate in alto Grygera che tiene Lavezzi a uomo. Notate in alto che non si vede traccia di Datolo, che è ancora in difesa..

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Denis tiene palla, Grygera controlla ancora Lavezzi, mentre Hamsik scatta in avanti. Di Datolo ancora nessuna traccia.

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Eccolo Datolo in alto, che si inserisce e viene visto bene da Denis. Da notare Grygera, Chiellini e Melo che si girano e vedono Datolo perdendo l'uomo (Grygera era su Lavezzi e Chiellini su Denis)

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Guardate ora che succede. Datolo avanza e Melo, Grygera e Cannavaro si buttano su di lui per chiudere, lasciando Lavezzi in mezzo (che anticipa Chiellini) e Hamsik solissimo a destra. Grosso giustamente taglia al centro per chiudere il taglio di Lavezzi. Ma dalla sua parte Giovinco è lontanissimo..

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Datolo arriva sul fondo con Melo e Grygera che tentano di fermarlo senza riuscirci: cross dentro dove Cannavaro e Chiellini si buttano su Lavezzi, Grosso resta in mezzo e dalla parte opposta Hamsik solo soletto può ricevere ed insaccare.

Da lì Hamsik non può sbagliare..

Da lì Hamsik non può sbagliare..

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Analisi tattica post-Siena: 3 cambi di modulo in 90° (ma mancano gli interpreti..)

Lavori in corso..

Lavori in corso..

Contro il Siena, mister Ferrara inizia col 4312 col famoso centrocampo “a rombo”. Melo, che in settimana aveva fatto ripetizioni tattiche per muoversi correttamente rispetto alla palla e coprire meglio la maggior parte del campo (bisogna sempre muoversi tenendo come riferimento la palla e i pali della porta, ndACB), gioca con De Ceglie a sinistra e Poulsen a destra. Entrambi hanno svolto tatticamente piuttosto bene il loro ruolo con riferimento alla fase difensiva (buoni anche i movimenti a scalare), allargandosi anche correttamente in quella offensiva (certo, poi i piedi sono altra cosa..), anche se – parere personale – per svolgere al meglio quel ruolo servono proprio quelle qualità che ai due mancano, ossia l’inserimento senza palla, gli accentramenti palla al piede per fornire assist o fare spazio ai terzini, l’aggressione degli spazi quando Melo o Diego prendono palla (e Ferrara gliel’ha ripetuto spesso, durante la partita.. Ma non basta chiederlo per trasformarli in Lucho e Nasri..). Centrocampo dunque ok: i problemi sono arrivati da altri settori. Innanzitutto dalla difesa, dove Molinaro da una parte  (mi spiace umanamente tantissimo per lui, ma non è più proponibile a questi livelli) e Grygera dall’altra (che è un terzino/centrale che per caratteristiche, vedi l’anno scorso, è più portato a giocare molto stretto, vicino ai centrali) non hanno spinto a sufficienza (o con sufficiente qualità) per supportare il centrocampo. Altro problema: Diego. Il brasiliano ha di fatto giocato “alla Pirlo”, molto arretrato, non facendo quasi mai avanzare Melo palla al piede e non dialogando a sufficienza con gli attaccanti. Difetto di personalità, probabilmente (perchè dietro è più facile giocare: ti pressano meno, ti puoi limitare – con i suoi piedi – al compitino, e non devi mai saltare l’uomo). Indicativo in tal senso un dato statistico che ho raccolto: il suo primo dribbling al limite dell’area (ha guadagnato punizione) a saltare un avversario è avvenuto al 41° del pt, il suo secondo al 26° del st. Non è questo che deve fare un trequartista da centrocampo a rombo, assolutamente. Continua a leggere