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Riepilogo week end di calcio internazionale: il girone Europeo

Anelka eroe nazionale

Anelka eroe nazionale

Giornata di spareggi ieri. Impegnate fra le altre la Francia contro l’Irlanda del Trap nel big match di giornata. Vediamo di analizzarli tutti uno ad uno, ricordando che mercoledì prossimo ci saranno le gare di ritorno che decideranno le quattro qualificate mancanti del girone europeo. Continua a leggere

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Domenech, capolinea. Avanti un altro.

DomenechIl quotidiano Le Parisien, citando una fonte interna allo spogliatoio della nazionale, ha parlato di un vero e proprio ammutinamento esploso venerdì pomeriggio nel centro tecnico di Clairefontaine, durante la riunione tecnica prima dell’ultimo allenamento alla vigilia della sfida contro la Romania. Dopo un ennesimo attacco di Domenech ai giocatori, “Spero di vedervi oggi in allenamento meglio di ieri, perché sono rimasto a bocca asciutta, non ho visto gente con la voglia di dare tutto per questa partita cruciale”, in un silenzio carico di tensione ha preso la parola Thierry Henry, capitano e miglior marcatore di sempre della nazionale francese: “Anche noi abbiamo qualcosa da dirle e parlo a nome del gruppo. Anche noi siamo rimasti a bocca asciutta. Ci annoiamo durante i suoi allenamenti. Sono 12 anni che sto in nazionale e non ho mai vissuto questa situazione. Non sappiamo come giocare, come metterci, come organizzarci. Non sappiamo che fare. Non abbiamo un modo di giocare, un’idea da seguire, un’identità. No, non va!”. In pratica una esecuzione. Testa tagliata. Il tutto a una settimana dal match contro la Serbia, a Belgrado, che vorrebbe dire, in caso di sconfitta, addio definitivo al primo posto e spareggi. Antic intanto, tecnico della Serbia, non ci va leggero. Presente al match, ha rilasciato queste poche parole alla stampa francese: “La mia sensazione è che la Francia non abbia alternative per superare l’assenza di Franck Ribéry. Dietro Escude sembrava lento. I francesi hanno giocato meglio nella prima metà di gara, ma questo è il risultato di una scelta tattica del coach rumeno”. Insomma, semmai ce ne fosse bisogno (60.000 biglietti venduti da tempo, una Nazione, la Serbia, paralizzata in attesa del match di Belgrado..), il clima si fa ancora più bollente. Per Le Parisien la Francia non ha scampo, tanto che Domenech dovrebbe lasciare già giovedì, all’indomani del match, per permettere ai Blues di preparare ed affrontare le rimanenti partite e gli eventuali spareggi. E si fa già il nome del successore; anzi, dei successori: un duo composto da Gerard Houiller e Alain Boghossian. Auguri. Di sicuro in tanti, specie i francesi italiani (Trezeguet?) e dell’Arsenal (è nota l’antipatia a pelle fra Domenech e Wenger, che si riversava anche sui giocatori francesi di Londra..) non verseranno lacrime. E nemmeno io, tifosi di entrambi e del calcio francese.

(Credits: Gazzetta.it, Le Parisien)

Giovani promesse: Sebastien Corchia (Le Mans)

corchia bigData di nascita: 1 Novembre 1990
Nato a: Noisy le Sec (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Terzino destro
Club: Le Mans (FRA)
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: 2/3 mln di euro

LA CARRIERA:
Sébastien ha iniziato la sua carriera da calciatore del Camp des Loges, il centro di allenamento giovanile del PSG. Dopo 7 anni trascorsi nel club della capitale, è stato scelto per far parte della prestigiosa accademia di Clairefoitaine e, dopo un solo anno, il Le Mans gli ha fatto firmare un contratto giovanile aggregandolo alla squadra giovanile. La promozione in prima squadra è avvenuta nella stagione 2008/09, la passata, quando – il 14 febbraio 2009 – ha esordito partendo da titolare contro il Nizza giocando i suoi primi 67 minuti nella Ligue-1.  Terminerà la sua stagione d’esordio con 9 presenze. Il primo maggio 2009 ha firmato il suo primo contratto da professionista legandosi al club del Le Mans fino al 2012. Dopo un ottimo Europeo U-19 disputato coni Blues, il nuovo allenatore del Le Mans Paulo Duarte ha deciso per quest’anno di lanciarlo definitivamente come terzino destro titolare del club. Con i Blues, comunque, l’avventura era iniziata già con la U-17, per poi essere proseguita con la U-18 e la U-19. Il 27 agosto 2009, a 19 anni, è stato selezionato dalla U-21 per i match di qualificazione all’Europeo U-21 del 2011 contro la Slovenia del 4 settembre e contro l’Ucraina dell’8 settembre. E’ stato già osservato a lungo dalla Juventus, già dal 2008 durante la sua prima stagione. Il suo idolo è Paolo Maldini e sogna di vestire un giorno proprio i colori della nostra squadra.

CARATTERISTICHE:
Corchia è un terzino destro “moderno”, molto veloce, dal buon cross, che ama avanzare in attacco sovrapponendosi al compagno centrocampista per mettere in mezzo palloni invitanti e, ogni tanto, tagliare dentro e cercare la giocata. Fisicamente è alto 175 centimetri per 65 kg di peso: è leggerino, senza dubbio, e deve mettere su qualche muscolo in più. E’ però molto veloce, e questo gli permette di coprire l’intera fascia sia in attacco che in difesa. Discreto difensore, riesce a tenere l’uomo abbastanza discretamente, ed ha la grinta necessaria per sopperire alle sue lacune fisiche. Tecnicamente parlando, è un terzino molto interessante, che spesso ama scambiarsi di posizione col centrocampista destro della sua squadra o sovraggiungere da dietro mettendo immediatamente degli invitanti palloni in mezzo. Durante i corner difensivi si piazza subito fuori l’area, mentre in quelli offensivi resta arretrato per coprire il maggior spazio possibile grazie alla sua velocità. E’ un destro naturale, unico piede che usa.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Che fosse bravo lo avevo notato subito, dalla prima volta che l’ho visto giocare. Agli ultimi Europei U-19, in particolare, l’ho proposto nella Top-11 del Torneo (clicca qui) senza esitazione alcuna, perchè nel ruolo aveva davvero una marcia in più rispetto ai suoi colleghi. La Juventus come detto lo ha seguito a lungo, lui lo sa, ed è anche per questo che in ogni partita cerca di mettercela tutta. A 19 anni è già un U-21 e, vista la carenza di buoni giocatori nel ruolo, in molti scommettono che presto arriverà anche il salto nella formazione di Domenech. E’ un giocatore, lo dico chiaramente, che acquisterei senza se e senza ma, per farlo crescere progressivamente da noi (non è che abbiamo chissà quali fenomeni sulla fascia destra..) anche perchè coi francesi storicamente c’è un feeling particolare, a Torino, e lui potrebbe davvero rappresentare un bell’investimento. Piace molto a Castagnini. E pure a me.

Giovani promesse: Ryad Boudebouz (FC Sochaux)

boudebouzData di nascita: 19 Febbraio 1990
Nato a: Colmar (FRA)
Nazionalità: Francese/Algerina
Ruolo: Trequartista centrale/esterno
Club: FC Sochaux (FRA)
Scadenza contratto: 2013
Valutazione: 2/3 mln di euro

LA CARRIERA:
Ryad è nato a Colmar, in Francia, ma si sente Algerino come i suoi genitori tanto che, recentemente, era arrivato a dichiarare che, qualora avesse ricevuto la garanzia di essere convocato in futuro tra i “grandi”, sarebbe stato disposto a cambiare Nazionale lasciando i Blues e passando a quella africana. Il passaporto è comunque doppio, per cui giocherebbe in tutta Europa come comunitario, a prescindere da questa scelta. Ha giocato a partire dall’età di 10 anni nell’ SR Colmar, squadra locale, e si è unito al centro di formazione dell’FC Sochaux, il suo attuale club, all’età di 12 anni. Con le giovanili del Sochaux ha vinto la Coppa Gambardella (l’equivalente della Coppa Italia Primavera) nel 2007. Ha firmato il suo primo contratto da professionista nell’estate del 2008 (un triennale poi rinnovato fino al 2013) e ha fatto il suo debutto in Ligue-1 il 4 ottobre 2008 allo Stade du Ray di Nizza pareggiando 1-1 (era l’ottava giornata). L’8 novembre 2008 ha segnato il suo primo gol in campionato contro il Le Mans contribuendo contemporaneamente in modo determinante alla prima vittoria della stagione alla sua squadra. Da allora, un pò a sorpresa (non se l’aspettava) è stato stabilmente convocato in prima suqadra nonostante fosse ancora 18enne ed ha finito per collezionare alla fine 25 presenze (di cui 13 da titolare) con 3 gol e attirare al solito le attenzioni di Arsenal e Manchester United. Con la Nazionale U-20 francese ha già collezionato 17 presenze (con 2 gol e 1 assist), ma è con la U-19 che si è messo in mostra al recente Europeo di Ucraina, trascinando i Blues fino alla semifinale persa contro l’Inghilterra. Per partecipare al torneo ha dovuto rifiutare la convocazione della U-21, arrivata precocemente già a 18 anni per una amichevole contro la Danimarca, ma ci tornerà a giocare sicuramente. In estate è stato colpito dalla influenza A dopo una vacanza a Miami, negli Stati Uniti, ma si è già ripreso regolarmente.

CARATTERISTICHE:
Boudabouz è un trequartista che può giocare sia a destra che a sinistra, oltre che dietro le punte. Mancino di piede (ma calcia anche col destro), è dotato di ottima tecnica, buona corsa e un buon tempismo negli inserimenti. E’ un calciatore moderno, più adatto alla fase offensiva che a quella difensiva (per capirci 1 solo cartellino giallo rimediato in 25 partite, lo scorso anno), tanto che spesso nel suo club agisce subito a ridosso degli attaccanti da fantasista vero. Nella U-19 ha giocato a destra, pur essendo mancino, per lasciar spazio da quella parte a Brahimi. Fisicamente è alto 177 centimetri per 67 kg: è assai leggerino, e muscolarmente deve lavorare ancora molto per costruirsi un vero fisico da atleta. In Francia molti lo hanno già paragonato a Ben Arfa. Come l’ex talento del Lione infatti ha un gran bel dribbling (negli ultimi 2 anni si è limitato tantissimo, escludendo dal suo repertorio tutti quei tocchi leziosi e inutili che di solito chi è dotato tecnicamente fa vedrere per mettersi in mostra) e un talento tale che ha già messo il numero 10 sulle spalle, a Montbéliard, ed è già diventato l’idolo dei tifosi.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Lui ha i piedi per terra. Dopo essere stato contatto da Wenger e Ferguson, la scorsa estate, ha preferito restare a Montbéliard: nel suo programma infatti, concordato con genitori e manager, c’è il passaggio prima ad un grosso club francese come Lione, Marsiglia e Bordeaux, e poi il grande salto verso l’Inghilterra o la Spagna, i suoi tornei preferiti (l’Italia naturalmente non piace più a nessuno). Personalmente ho un debole per questo ragazzo, e me ne sono innamorato all’Europeo U-19 di Ucraina 2009, tanto da inserirlo nella top-11 della Manifestazione. Sono fermamente convinto che il ragazzo abbia un grande talento e che possa un giorno ambire a grandi palcoscenici internazionali.

Giovani promesse: Yacine Brahimi (Rennes)

brahimiData di nascita: 8 Febbraio 1990
Nato a: Parigi (FRA)
Nazionalità: Francese/Algerina
Ruolo: Trequartista centrale/esterno
Club: Rennes (FRA), ma in prestito in Ligue-2
Scadenza contratto: 2011
Valutazione: 5/8 mln di euro

LA CARRIERA:
Fino a qualche mese fa lo conoscevano in pochissimi, ma è diventato uno dei giocatori più chiacchierati e desiderati di Francia dopo essere stato definito da tutti, compreso il sottoscritto, il giocatore più interessante emerso dagli ultimi Europei U-19. Nato l’8 febbraio 1990 a Parigi (ha doppio passaporto francese ed algerino) iniziò la sua carriera di giovane calciatore all’ASB Montreuil dove arrivò a 7 anni e dove rimase sino al 2001, quando decise di passare al CO Vincennes. Altri quattro anni e l’approdo alla prima squadra della capitale francese, quel PSG che sta investendo moltissimo sul proprio settore giovanile. A 13 anni, però, la decisione di lasciare il PSG per trasferirsi all’Institut National du Football de Clairefontaine, centro tecnico nazionale aperto nel 1988 e diretto dalla Federazione calcistica Francese che ha come mission proprio quella di far crescere al meglio, tanto tecnicamente quanto umanamente, i migliori prospetti d’oltralpe. Di qui, infatti, sono passati negli anni giocatori importanti come Nicolas Anelka, Thierry Henry, Hatem Ben Arfa, Philippe Christanval, Richard Dutruel, Jean-Luc Ettori, Jacques e Ricardo Faty, William Gallas, Jerome Rothen, Louis Saha, Blaise Matuidi, Abou Diaby ed altri. Insomma, buona parte della creme del calcio giovanile francese. Dopo tre anni al centro di formazione di Clairefontaine, poi, il salto definitivo: siamo nel 2006 e Yacine sceglie Rennes come luogo ove completare la propria formazione. Lo scorso 23 giugno, quindi, la firma sul suo primo contratto da professionista, giusto una decina di giorni prima di finire in prestito al Clermont Foot (dove indosserà la casacca numero 26 e giocherà con l’ex juventus Carlo Vecchione), società che disputerà il prossimo campionato di Ligue 2 e che lo aspetta a braccia aperte. A livello di Nazionali, invece, Brahimi (in passato già punto fisso dell’under 17, dove disputò 12 partite realizzando una rete, oltre che nel giro di under 16 e 18), è stato come detto la stella assoluta della formazione U-19 con i suoi 12 goal in 18 partite, score assolutamente straordinario per un centrocampista pur con caratteristiche spiccatamente offensive come le sue.

CARATTERISTICHE:
Yacine è un trequartista classico, che all’ultimo Europeo ha giocato però esterno sinistro nel 442, molto offensivo. Mancino. 175 centimetri d’altezza per 65 chilogrammi di peso, pur essendo leggerino e non molto alto, il ragazzo sfrutta però questa condizione per divenire un furetto inarrestabile: tecnica, dribbling e velocità, infatti, non gli mancano e lo rendono quell’incursore micidiale che si sta facendo apprezzare con le rappresentative giovanili, tanto nazionali quanto di club. Non solo dribbling e goal nel suo bagaglio tecnico: come tutti i centrocampisti offensivi, è ottimo anche in rifinitura. Chi lo ha potuto apprezzare agli ultimi Europei ha visto una serie impressionante di doppi passi (la specialità della casa: lo prova sempre per saltare l’uomo), addirittura di tacchi, di dribbling ma, cosa ancora più impressionante, gli ha visto fare passaggi filtranti (pur giocando defilato) interessantissimi, assists e, davanti alla porta, ha potuto ammirare la sua freddezza. Insomma il bagaglio tecnico c’è tutto, ed è abbondante. Manca solo che lo metta in mostra definitivamente in Ligue-1, l’anno prossimo.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Come detto il Rennes si è trovato fra le mani, forse un pò inaspettatamente, un potenziale crack, uno dei giocatori in questo momento più apprezzati e chiacchierati di Francia. Prima dell’Europeo infatti, forse senza credere molto in lui, lo avevano dato in prestito in Ligue-2 e, dopo la sua esplosione, saranno stati in tanti a mordersi le mani per aver perso il treno. Ora sul ragazzo ci sono già diversi clubs europei (per fare un nome c’è il Real Madrid che si è già interessato più volte, oltre al solito Arsenal), e strapparlo a fine stagione non sarà facile, ma giocando in Ligue-2 il suo cartellino comunque dovrebbe essere ancora accessibile, sotto i 10 mln di euro. Che dire.. in quel ruolo noi abbiamo Diego Ribas da Cunha, un fenomeno, e Sebastian Giovinco, una promessa. Il modulo di Ferrara invece non prevede esterni offensivi, per ora. Vale allora lo stesso discorso già fatto per altri giocatori di talenti: se dovessimo in futuro optare per il 4231, Brahimi, largo a sinistra, potrebbe davvero essere una idea stimolante. Sempre che non si scateni, come prevedibile, una vera asta per accaparrarselo. Per ora però il ragazzo avrà modo di esprimere il suo potenziale nella B francese, e sicuramente a Rennes lo rivorranno per provarlo anche in prima squadra. I tempi non sono brevi, perciò, ma è comunque un ragazzo che ha impressionato e che merita di essere seguito.

(Credits: Sciabolata morbida)

Generazione di fenomeni: Etienne Capoue

Etienne CapoueData di nascita: 11 Luglio 1988
Nato a: Niort (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Libero/centrocampista difensivo
Club: Tolosa (FRA)
Scadenza contratto: 2013
Valutazione: 8/10 mln di euro

LA CARRIERA:
Étienne Capoue, 6 anni più piccolo del fratello Aurélien che gioca nel Nantes (e cugino di Jean-Michel, a Cannes negli anni ’90..), è nato a Niort, pur essendo la sua famiglia originaria della Guadalupa. Ha iniziato la carriera giocando per la squadra della sua città, la Chamois Niortais e in altre squadre minori della Deux-Sèvres, prima di essere tesserato nel 2003 dall’Angers Sporting Club de l’Oues. Qui si è messo in mostra nelle giovanili del club ed ha attirato l’attenzione di diversi clubs di Ligue-1, in particolare Lille, Auxerre, Bordeaux e Tolosa. Sono stati proprio questi ultimi a strapparlo alla concorrenza dopo avergli proposto un provino di una settimana e un contratto giovanile nell’agosto del 2005. A Tolosa, Étienne ha iniziato prima nella selezione U-18 (nel 2006) e, l’anno dopo ha collezionato 8 presenze nella squadra riserve (che in Francia milita nell’equivalente della nostra C2). A metà della stagione 2007-08 è stato promosso in prima squadra dal manager Alain Casanova, facendo il suo esordio ufficiale l’8 dicembre 2007 nella vittora per 1-0 contro il Lille, dalla panchina. La settimana dopo la conferma è avvenuta, questa volta dal primo minuto, contro il PSG in un’altra vittoria, questa volta per 2-1, ed infine poco dopo è arrivato anche il debutto in Coppa UEFA contro lo Spartak Mosca (2-1 anche qui). Continua a leggere

Generazione di fenomeni: Moussa Sissoko (Tolosa)

moussa sissoko tolosaNome: Moussa Sissoko
Nato a: Le Blanc-Mensil (Francia)
Il: 16/08/1989
Cittadinanza: Francese
Ruolo: Centrocampista difensivo
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: 20 mln di €

LA CARRIERA
Lo so, uno legge M. Sissoko, centrocampista di colore, maglia n.22, di origini Maliane, pettinatura “fantasiosa” e pensa immediatamente al nostro Momo. No, questo è un altro, si chiama Moussa ed è nato a 12km da Parigi (anche se appunto da una famiglia di origini Africane) e gioca nel Tolosa. Inizia a tirare i primi calci ad un pallone nell’US Aulnay, piccola società di Aulnay-sous-Bois, cittadina adiacente alla sua città natale; arrivatovi alla tenera età di 8 anni vi resterà per tre stagioni, prima di passare ad una società più importante dopo che era stato individuato come ragazzino potenzialmente interessante da uno scout. A 14 anni avviene il grande salto: Moussa lascia i dintorni di Parigi per trasferirsi nel sud della Francia. Accetta infatti le avances del Tolosa, club che non godendo di disponibilità economiche illimitate decide proprio ad inizio decennio di seguire il modello Arsenal, andando ad investire pesantemente sul settore giovanile (tant’è che due anni dopo verrà aggregato al settore giovanile anche Etienne Capoue, altro pezzo pregiato dell’under 21 francese). Dopo tre stagioni e mezza passate nelle giovanili del TFC, quindi, a Moussa viene fatto firmare, nel gennaio del 2007, il suo primo contratto da professionista. Il luglio successivo, poi, viene definitivamente promosso in prima squadra, cui è aggregato già a partire dalla preparazione. Il mese successivo arriva subito l’esordio in Europa, ed è un esordio importante: Moussa gioca solo 7 minuti nel terzo turno qualificatorio che il suo Tolosa affronta contro il Liverpool, ma tanto gli basta per mettere subito in mostra tutta la sua grinta, che lo porta anche a prendere un’ammonizione. Panchinaro ad inizio stagione si guadagnerà il posto grazie ad un’ottima costanza nell’impegnarsi in allenamento e ad alcune buone prove sul campo. Nel 2 a 0 contro l’Auxerre, poi, arriva anche la sua prima rete tra i professionisti. Al termine della stagione, quindi, lo score di Moussa farà segnare 30 gare disputate (22 delle quali da titolare) con una rete realizzata. La stagione successiva (la scorsa), invece, Moussa la gioca ancora meglio (il suo score conterà 34 presenze in campionato, 24 delle quali da titolare, con 4 reti realizzate più 6 presenze ed 1 rete in Coppa) tanto da meritarsi, a fine stagione, l’inserimento tra le nomination dei migliori giovani della Ligue 1 (premio che sarà vinto da Eden Hazard). Questa stagione potrebbe fungere da definitiva rampa di lancio anche per la Nazionale di Domenech. Con i Blues infatti, dopo aver collezionato diverse presenze a livello giovanile con la U-16, la U-17 e la U-18, ha esordito nel settembre 2008 con la U-21 (12 presenze e 1 gol per lui) e, nell’agosto del 2009, è arrivata la convocazione anche dei grandi per un match di qualificazione ai Mondiali del 2010 contro le Faroe.

CARATTERISTICHE
Troppe le similitudini, dal nome al fisico, per non paragonarlo al collega Juventino. Entrambi giocano infatti da mediano ma il giocatore del Tolosa può vantare una maggiore qualità nei propri piedi, maggiore propensione al lancio e al passaggio e un miglior timing negli inserimenti offensivi senza palla che lo rendono spesso pericoloso, molto più di Momo. La naturalezza con cui unisce un fisico da corazziere (186 centimetri per 83 chilogrammi di peso) ed un atletismo straripante ad una discreta capacità tecnica è impressionante. Pur essenndo un “all-arounder” di centrocampo, ad ogni modo, le sue caratteristiche migliori restano quelle di interdizione e rottura del gioco avversario, anche se impressionano pure la capacità di coordinarsi per calciare in corsa. Se riuscirà quest’anno a migliorare la sua tecnica di base, potrebbe davvero diventare una futura stellina. aspetto in cui può crescere molto. E’ già straordinario, invece, nella progressione: ha doti atletiche eccellenti e una rara potenza unità ad una velocità fuori dalla norma.

IMPRESSIONI
Ci troviamo di fronte ad un centrocampista fisicamente impressionante, in grado di spezzare le difese avversarie con azioni solitarie palla al piede (proprio come il nostro Momo, che però tende spesso a perderla..) e al tempo stesso di andare ad aggredire i possessori di palla avversaria anche in modo energico e spesso falloso. In estate il Tottenham si è fatto avanti con una offerta ufficiale di circa 14 mln di euro (avrebbe dovuto prendere il posto di Zokora nelle intenzioni di mr. Redknapp), ma si è sentito rispondere “30” (inteso come milioni). A queste cifre naturalmente non c’è mercato, ma l’anno passato lo si poteva acquistare per una decina di milioni. Ora toccherà aspettare almeno un paio di anni, perchè il Tolosa ha deciso di costruire attorno a lui e a Capoue una formazione in grado di raggiungere l’Europa, e farà di tutto per arrivarci.

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(Credits: Sciabolatamorbida, LaRoma24.it, Gazzetta.it)

Generazione di fenomeni: Blaise Matuidi

Blaise MatuidiData di nascita: 9 Aprile 1987
Nato a: Tolosa (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Centrocampista difensivo
Club: Saint Ethienne (FRA)
Scadenza contratto: 2011
Valutazione: 5 mln di eur

LA CARRIERA:
Nato da padre Angolese e madre francese, è cresciuto assieme ai suoi quattro fratelli a Fontenay-sous-Bois, nei sobborghi di Parigi. Da bambino ha cominciato a frequentare la scuola calcio del Club Olympique Vincennois. Più avanti, nel 1995, quando aveva dodici anni, è stato notato da alcuni osservatori e ha fatto l’ingresso nel centro federale di Clairefontaine. Nel 2003 ha giocato nella Primavera del Creteil e nel 2004 è stato preso dal Troyes: il 23 novembre dello stesso anno ha esordito in Ligue 2, in occasione della vittoria (2-1) sul terreno del Gueugon. Matuidi partì dalla panchina e trovò spazio nel corso della ripresa, al 18’, al posto di Nicolas Florentin. Il tecnico del Troyes era Jean-Marc Furlan, decisivo nella crescita di Matuidi. Nel 2004-05 il giovane mediano è stato impiegato soltanto due volte e ha recitato un ruolo di contorno nella promozione del Troyes. Ma l’anno seguente (2005-06), sempre alle dipendenze di Furlan, che ora guida lo Straburgo in seconda divisione, Mautidi è diventato titolare: trentuno partite in Ligue 1. Il mediano è rimasto al Troyes anche nel campionato successivo: trentacinque partite di buon livello, nonostante la retrocessione in Ligue 2 della società azzurra. Acquistato per trecentomila euro, Matuidi  si appresta a disputare la terza stagione nel Saint Etienne di Alain Perrin, ex Sochaux e Lione. Continua a leggere

Generazione di talenti: Mamadou Sakho

SakhoData di nascita: 13 Febbraio 1990
Nato a: Parigi (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Difensore centrale/Terzino destro
Club: PSG (FRA)
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: non in vendita

LA CARRIERA:
Cresciuto nella periferia parigina da una famiglia di immigrati senegalesi, ha trovato il suo riscatto sociale nel calcio. Quarto di sette figli, infatti, lui stesso ammette di essere stato salvato da questo sport, perchè – testa dura e ribelle – a quest’ora sarebbe probabilmente in prigione (o peggio), senza una motivazione “pulita” nella vita e una educazione alle regole. Regole che ha sempre mal sopportato, rischiando più volte di essere “tagliato” dal suo club per il comportamento non certo da professionista tenuto fuori dal campo. Fondamentale per lui perciò è stato dare i primi calci ad un pallone, del Paris FC (club semiprofessionistico della capitale che milita nelle serie minori) già a 7 anni, per poi, a 12, effettuare il grande salto per i “cugini” professionisti del PSG iniziando la sua lunga avventura nel club 2 volte campione di Francia. Qui l’ambientamento è stato come detto difficile, specie quando, a 14 anni, è venuto a mancare improvvisamente suo padre, la sua guida. Dopo un periodo si sbandamento, il ragazzo ha deciso di buttarsi completamente anima e corpo nell’avventura calcistica, maturando rapidamente tanto da diventare, da bullo pericoloso e quasi sempre punito, a leader dentro e fuori dal campo. Dopo 6 anni di duro lavoro di “formazione” nella scuola del club, il talento era troppo forte per non fare il passo successivo. Continua a leggere

Semifinale Europei U-19: Francia vs Inghilterra 3-1 (dts)

Brahimi contrastato da DrinkwaterPRESENTAZIONE:
Prima Semifinale dell’Europeo U-19 tra la sorpresa, la Francia, e una conferma, l’Inghilterra. Entrambe le formazioni giungono alla fase ad eliminazione diretta imbattute. Inghilterra favorita per i bookmakers, ma Francia che, come ho già avuto modo di osservare, è squadra di buona fattura con ottime individualità. La vincente si giocherà il titolo contro Ucraina o Serbia.

16 Pillot (p)
3 Corchia, 14 Peybernes, 5 El Kaoutari, 12 Makonda
13 Boudebouz, 15 Guilavogui, 4 N’Diaye, 18 Brahimi
9 Riviere, 11 Gueye

7 Welbeck
10 Delfouneso, 11 Lansbury, 12 Murphy
4 Gosling, 8 Drinkwater
16 Bennett, 18 Briggs, 5 Walker, 2 Trippier
1 Steele (p)

LA PARTITA:
Francia padrona del centrocampo in avvio grazie alla coppia di centrali dalle doti fisiche straordinarie per questi livelli formate da N’Diaye e Guilavogui, molto fisici. Il gioco si sviluppa soprattutto sulla sinistra dalle parti di Brahimi, vera stellina della manifestazione. L’Inghilterra, molto più tecnica a centrocampo, fatica a trovare gioco e per tutto il primo tempo riesce ad arrivare alla conclusione solo su punizione. Il primo gol arriva meritato in apertura dopo 8′ con Brahimi che riceve largo a sinsitra, si accentra, doppio passo a superare Walker e palla comoda comoda in mezzo per Gueye che in diagonale di sinistra insacca. Davvero un bel giocatore il n.18 francese di proprietà del Rennes, destinato a mio avviso ad una bella carriera. Al 35′ punizione dal limite battuta per l’Inghilterra ed erroraccio dell’arbitro che vede un fallo di mano in barriera ed estrae il giallo sbagliando uomo: il tocco era stato di Peybernes, già ammonito proprio in occasione del fallo di punizione. Sugli sviluppi della stessa, al 37′, è proprio il gioiellino dell’Arsenal a trovare una sassata dal limite che si insacca nel sette e porta il risultato in parità. La Francia sente il colpo psicologicamente, ma il risultato non cambia e si va al riposo. Nel secondo tempo la Francia sostituisce Guilavogui, irruento e già ammonito, con Le Tallec, un attaccante, passando ad un modulo con tre attaccanti e due mezzepunte col solo ‘Diaye a proteggere la difesa. Dopo un paio di azioni pericolose non conretizzate dalla Francia, è l’Inghilterra, al 60′, a mostrare finalmente le doti tecniche superiori dei suoi centrocampisti con Drinkwater che chiede e ottiene un uno-due al limite dell’area con Welbeck (piede educato nonostante la stazza) e di sinistro impegna Pillow che con un miracolo devia in corner. Al 63′ l’Inghilterra sostituisce un negativo Murphy, mai visto, con Joseph Mattock (tatticamente non cambia nulla) mentre la Francia ridisegna la squadra con Partouche, esterno destro di centrocampo, che prende il posto dell’autore del goal Gueye. E’ un 442 con Partouche a destra, N’Diaye e Boudebouz in mezzo e Brahimi a sinistra, e con Riviere e Le Tallec in avanti. In pratica la formazione vista contro la Spagna. Al 64′ è Welbeck che si vede in area: finta, controfinta dalla sinistra e tiro-cross fortissimo messo in mezzo dagli sviluppi del quale ancora Lansbury impegna Pillow. Un minuto dopo è ancora il centravanti dello United protagonista: chiede e ottiene un uno-due con Lansbury al limite dell’area, riceve in area ma viene anticipato da Peybernes (in maniera regolare secondo il direttore di gara). L’azione prosegue con la palla che giunge a Delfouenso praticamente a due passi dalla linea di porta, ma l’arbitro interrompe per fuorigioco: la regia Ucraina non ama le moviole, ma ad occhio il fuorigioco non sembrava esserci, essendo stato l’ultimo tocco del difensore. Altro errore grave dell’arbitro ai danni dell’Inghilterra, penalizzata abbastanza quest’oggi. Al 73′ la possibile svolta del match: Corchia, già ammonito, stende Drinkwater al limite dell’area (infortunandosi anche ad una spalla) e  viene espulso lasciando la Francia in 10 per i restanti 20 minuti circa, con Partouche che scala a fare il terzino destro. La punizione è ancora una volta battuta da Lansbury, il migliore dei suoi, che impegna un ottimo Pillow che devia in tuffo. Tra il 76′ e l’81’ tre cambi: escono Welbeck e Briggs per l’Inghilterra ed entrano Ranger e Hoyte; nella Francia entra Nelson per Peybernes. L’Inghilterra, forte della superiorità numerica, cercherà invano fino alla fine dei regolamentari il gol della vittoria, che non arriverà. Si va ai supplementari. Pronti via ed è subito gol: Mattock chiede palla in area, la riceve, gran controllo, tiro, ennesimo miracolo di Pillow e palla respinta che giunge sui piedi di Delfouenso, fino a quel momento da prendere a schiaffi, che diventa – miracolo del calcio – l’eroe di giornata. E lo diventa ancora di più quando, sul finire del primo supplementare, riceve in area e salta come birilli prima il numero 5 francese, poi il portiere, realizzando un gol da fenomeno quale viene dipinto. Francia eccessivamente penalizzata dal rosso, e Inghilterra che si sveglia in tempo per aggiudicarsi la Finale. Il calcio sa essere spietato, lo sappiamo.

I SINGOLI:
Nella Francia da segnalare l’ottima prova di Pillow, il portiere, autore di una grande partita. Un altro giocatore che conoscevo e che mi aveva impressionato è Corchia, terzino destro (nonostante indossi la casacca numero 3) molto offensivo che ama inserirsi, sovrapporsi e andare al cross. Oggi non una grande partita per lui, bloccato molto in difesa. Tra l’altro ha rimediato un doppio-giallo al 70′ e un infortunio alla spalla (che non sembra grave). Giornata storta. Interessante a sinistra Makonda, terzino sinistro di colore molto rapido, attento in difesa. Buoni anche i due centrocampisti centrali, N’Diaye (ricorda Desailly) e Guilavogui (più simile al nostro Sissoko), entrambi con una stazza impressionante per i pari-età. Infine mi hanno impressionato il mancino (ma gioca a destra per lasciare la corsia sinistra a Brahimi) Boudebouz, molto tecnico e completo e naturalmente la stella assoluta Brahimi. Da apprezzare il sacrificio diRiviere, centravanti “alla Iaquinta”, un motorino perpetuo sempre a cercare la profondità, pronto a fare a spallate e a fare reparto da solo. Ha giocato poco ma è da seguire anche l’esterno destro Partouche, rapidissimo, già visto altre volte. Nell’Inghilterra gli unici due ad impressionarmi sono stati il centravanti Welbeck e Lansbury: il primo è un centravanti di colore di proprietà del Manchester United che ha già trovato spazio (specie in F.A. Cup) nei Red Devils l’anno scorso, il secondo è un trequartista centrale “moderno” (gran tiro, buona corsa, tanto movimento.. alla Gerrard, per capirci) di proprietà dell’Arsenal di Wenger. L’altra stella della squadra, Delfouenso, è da prendere a schiaffi per 90′ ma nel supplementare decide il match con due gol. Che dire: i giocatori di classe sono quelli capaci proprio di imprese simili. Evidentemente lo è davvero.

MIGLIORE IN CAMPO:
Nel primo tempo, specie in avvio, è stato ancora una volta Brahimi a salire in cattedra per la Francia. Un assist davvero bello per lui e tante giocate di classe. L’impressione, ogni volta che tocca palla, è che possa costituire un “danno” per le difese avversarie. Cala nel secondo tempo, ma lascia comunque il segno. Per la Francia bene anche Pillow, il portiere, autore di 2-3 interventi salva-partita. Nell’Inghilterra, come detto, i migliori sono Lansbury e Wellbeck, davvero bravi quest’oggi. E naturalmente Delfouenso.