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La fotomoviola: non era rigore, però dateci un taglio!

Cominciamo subito dalla posizione di Del Piero:

rigore revised 4

E’ regolare, come risulta chiaramente da questa diapositiva (il buon Gasperini cambi moviolista). Passiamo quindi rapidamente al motivo del rigore:

rigore del piero 01

Purtroppo questa è l’unica inquadratura “laterale” di Sky, l’unica che permetta di vedere il contatto. Già, perchè se si fanno vedere 4-5 replay tutti frontali, in nessuno di questi si potrà vedere cosa succede dietro al sedere di Del Piero, evidentemente non trasparente. Ad ogni modo, zoommando sull’inquadratura lontana, il contatto, come si può notare, c’è, ed è fra il ginocchio destro di Papastathopoulos e il tallone sinistro di Del Piero. Detto questo, ma non c’era bisogno di fotomoviola, è chiaro che sia un metro fuori dall’area, e che non fosse rigore.

rigore del piero 03

Ultimo fotogramma dedicato alla veemente reazione dei rossoblù che – come si vede dal contributo esclusivo – hanno assalito l’arbitro Mazzoleni in 50, spingendolo, indicando tutti la posizione di Del Piero fuori dall’area, schiaffeggiando il capitano della Juve per simulazione, ecc ecc… Vero? No? Dite che si vede Dainelli sconsolato (allargherà le braccia a dire “non è possibile!”) e Bocchetti che guarda con aria schifata Papasthatopoulos? Sarà un montaggio..

Però tanto è bastato a mezza Italia, da Gasperini a Preziosi passando per gli immancabili (non sia mai!) Mourinho e Serse Cosmi per parlare di tuffi, gomblotti (aridatece Biscarde!), stile Juve e sistema Moggi. E per dire che Del Piero avrebbe dovuto dire che era fuori area (quando neanche il difensore greco se n’è accorto in diretta).

Cabaret.

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Campionato: Juventus vs Genoa 3-2 (prima vittoria di Zac…)

amauriLa Juventus scende in campo davanti al proprio pubblico per provare a porre fine ad un periodo di crisi nerissima. I Bianconeri, infatti, non hanno ancora trovato la vittoria in questo girone di ritorno: l’ultima partita terminata portandosi a casa i tre punti risale addirittura al 6 gennaio scorso, penultima di andata, quando arrivò il 2 a 1 di Parma. Ancora peggio vanno le cose se pensiamo all’ultima vittoria casalinga, che risale ad un mese prima: era il 6 dicembre e la Juve s’impose col medesimo risultato sull’Inter. Per provare ad interrompere questa serie assolutamente negativa di risultati Zaccheroni schiera i suoi con l’ormai classico 3-4-1-2 che vede il solito Buffon in porta ed una linea composta da Zebina, Legrottaglie e Chiellini a protezione del portierone della nazionale. I fluidificanti sono invece Caceres e De Ceglie mentre in mediana vengono posti Sissoko e Candreva. Il trequartista è, ovviamente, Diego, mentre in attacco sono confermatissimi, nonostante il loro rendimento sia ampiamente insufficiente quest’anno, Amauri e Del Piero. Il Genoa, di contro, giunge a Torino per provare a continuare la propria striscia positiva, giunta a tre partite: dopo la sconfitta della prima giornata di ritorno contro la Roma, infatti, sono arrivate le vittorie con Atalanta e Chievo, inframezzate dal pareggio di Napoli. Per provare ad allungare questa striscia, quindi, Gasperini schiera il suo tipico 3-4-3 con Amelia tra i pali protetto da Papastathopoulos, Dainelli e Bocchetti. Criscito e Mesto i fluidificanti, Zapater e Rossi i mediani. Sculli e Suazo sono invece gli esterni offensivi, con Acquafrsca unica vera punta. Gasperini che dimostra anche di credere molto nei giovani della Primavera aggregandone ben tre alla propria panchina: Polenta, difensore uruguagio che può giocare tanto centrale quanto terzino sinistro, Gucher, centrale di centrocampo appena acquistato dal Frosinone, ed El Shaarawy, trequartista o esterno offensivo, stellina dell’under 17 Azzurra.

LA CRONACA
Dopo poco più di due minuti di gioco il Genoa si rende subito pericoloso: Papastathopoulos scende arrembantemente sulla destra e dopo aver superato in velocità Chiellini, che non riesce a stargli dietro, crossa un pallone sul secondo palo su cui ci si fionda Acquafresca, anticipato però in angolo da Zebina. Al nono i Rossoblù vanno vicinissimi al goal: capitan Rossi riceve ad una ventina di metri dalla porta difesa da Buffon e dopo aver stoppato scocca un fendente che si schianta, dritto per dritto, poco sotto l’incrocio dei pali, graziando il portierone Azzurro che pur essendosi allungato in tuffo non era riuscito a raggiungere il pallone. Il goal è comunque nell’aria ed arriva al quindicesimo minuto di gioco: la difesa Bianconera si fa infilare come fosse burro, Acquafresca riceve palla in area e scarica poco più indietro in direzione di Rossi che calcia di prima intenzione e beffa un non certo impeccabile Buffon, firmando l’1 a 0. Tre minuti e la Juventus ci prova, flebilmente: sugli sviluppi di un angolo è Candreva a provarci da fuori, ma il suo tiro è scoccato senza potenza e risulta essere facile preda di Amelia. Al ventitreesimo è invece Sissoko a provarci. Il suo fendente dalla distanza non trova lo specchio della porta. A quel punto il Genoa prova a chiudere il match: Sculli e Bocchetti scambiano a velocità supersonica sulla fascia con l’esterno offensivo Rossoblù che porta un cross in mezzo su cui piomba Acquafresca, la cui girata non inquadra la porta. Sul ribaltamento di fronte la Juventus guadagna una punizione da più di 25 metri. Del Piero si incarica della battuta, ma il suo tiro è centrale e viene parato con tranquillità e sicurezza da Amelia. A dieci minuti dal termine Amauri effettua un’azione caparbia portandosi in area palla al piede. Venuto a contatto, spalla a spalla, con un difensore si lascia andare, recriminando poi per un rigore, inesistente, non concessogli. Ammonizione sacrosanta per simulazione che non gli viene però comminata. Amauri che si fa comunque perdonare a tre minuti dal termine: Caceres si libera di due avversari e pennella un cross in mezzo su cui arriva di gran carriera la punta carioca che svetta più alto di tutti ed incorna con rabbia bucando Amelia.

In apertura di ripresa il neo entrato Fatic guadagna una punizione dopo aver provato a spuntare in velocità su Zebina, che non ha potuto far altro che fermarlo fallosamente. Sugli sviluppi del calcio piazzato Papastathopoulos va a colpire in area, senza però riuscire a trovare la porta. Al sessantunesimo è però la Juventus a passare: dopo aver riconquistato palla con una caparbietà d’altri tempi chiude un triangolo al limite con Diego, bravissimo a restituirgli il pallone con un tacco filtrante. Giunto a tu per tu con Amelia, quindi, il tocco d’esterno e la gioia per un goal giunto in una partita giocata sin lì non certo su alti livelli dal capitano Juventino. Il Genoa però pareggia subito, sfruttando un erroraccio di Buffon che non trattenendo un cross che gli era terminato tra le braccia facilita l’intervento di Rossi, abile a segnare la doppietta. La Juve però non ci sta. Al sessantaquattresimo è quindi Sissoko a piombare su di una respinta corta della difesa genoana, arrivando a titare di prima intenzione senza però trovare lo specchio di porta. Dieci minuti più tardi è invece Dainelli a cercare  la via della rete ma il colpo di testa dell’ex capitano Viola, giunto sugli sviluppi di un corner, termina a lato. Al settantaseiesimo il fattaccio: Del Piero è lanciato in profondità, ma sembra partire in fuorigioco. La terna comunque non fischia ed il capitano Bianconero si lancia verso l’area avversaria venendo toccato alle spalle da Papastathopoulos. Fuori area. L’arbitro, però, decide di assegnare un rigore che sembra proprio non esserci e pare essere frutto di due errori del direttore di gara. Sul dischetto si presenta Del Piero stesso, Amelia intuisce ma non arriva sul pallone. 3-2. Un battito di ciglia e Diego prova a chiudere il match: ricevuto palla al limite dell’area si accentra per poi scaricare un destro verso la porta Rossoblù, che viene però neutralizzato da Amelia. A cinque dal termine Zapater effettua un cross da destra che attraversa tutta l’area di rigore senza che né Buffon né gli avanti Rossoblù riescano ad intervenire sul pallone, con la palla che scorre sino a spegnersi sul fondo. Il forcing finale da parte del Genoa si esaurirà quindi in un nulla di fatto e i Bianconeri potranno festeggiare, dopo più di due mesi, il ritorno alla vittoria davanti al proprio pubblico.

IL COMMENTO
Il goal subito dopo un solo quarto d’ora di gioco è una doccia fredda per la Juventus e, soprattutto, i suoi tifosi. E’ proprio in quel momento, infatti, inizia a montare un malcontento strisciante che di lì a qualche minuto si trasforma in aperta contestazione che porta i supporters Bianconeri ad iniziare un fitto lancio di ordigni esplosivi diretti al settore di stadio occupato dai tifosi Rossoblù. L’arbitro, colpevolmente, non interrompe la partita provando a riportare la calma sulle gradinate. Certo che con queste condizioni ambientali non c’è da stupirsi se la gente abbandona gli stadi… In chiusura di tempo, però, le cose si calmano un po’, con il pareggio firmato da Amauri. La ripresa scorre poi su di un livello discreto, con le due squadre che dimostrano di voler ottenere entrambe il bottino pieno e s’inseguono per tutti e quaranticinque gli ultimi minuti di gioco. Alla fine a fare la differenza risulta essere un erroraccio dell’arbitro, che regala il rigore della vittoria ai Bianconeri. Juventus che torna quindi alla vittoria dopo poco più di un mese, e chissà che questa cosa non sblocchi la squadra di Corso Galileo Ferraris.

MVP
Migliore in campo, nonostante la sconfitta, risulta essere Marco Rossi, capitano del Genoa. Il centrocampista nativo di Seravezza viene schierato interno di centrocampo anziché fluidificante destro e gioca una gran partita mischiando con grande sapienza qualità e quantità. Rossi che parte subito fortissimo e dopo nove soli minuti di gioco sfiora il goal, colpendo un palo dalla distanza che fa tremare la porta e tutti i supportes juventini. La doppietta che segnerà poi ne suggellerà quindi la grande prestazione, che lo porterà, appunto, ad essere il migliore in campo.

TABELLINO
Juventus vs. Genoa 3-2
Marcatori: 15′ e 63′ Rossi, 42′ Amauri, 61′ e 77′ Del Piero
Juventus: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Caceres, Candreva (21′ st Marchisio), Sissoko, De Ceglie; Diego (35′ st Salihamidzic); Amauri (47′ st Giovinco), Del Piero. A disposizione: Manninger, Grygera, Grosso, Paolucci. All.: Zaccheroni
Genoa: Amelia; Papasthatopoulos, Dainelli, Bocchetti; Mesto, Rossi, Zapater, Criscito (44′ st Aleksic); Sculli, Acquafresca (1′ st Fatic), Suazo (22′ st El Shaarawy). A disposizione: Scarpi, Gucher, Polenta, Milanetto. All.: Gasperini
Arbitro: Mazzoleni
Ammoniti: Bocchetti, Rossi, Acquafresca, Papasthatopoulos, Sissoko, Candreva, Amauri, Zebina, Salihamidzic

(Credits: SciabolataMorbida)

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Le avversarie: il Genoa di Gasperini

gasperini genoaSTATISTICHE
Il Genoa in classifica si trova attualmente in settima posizione assieme alla Juve con 35 punti conquistati in 23 partite. Per loro lo stesso numero di vittorie, pareggi e sconfitte dei bianconeri (rispettivamente 10-5-8). I liguri hanno però stranamente la seconda peggior difesa del campionato con 36 reti subite (dopo il Siena con 42), risultato dovuto evidentemente al tipo di calcio espresso dagli uomini di Gasperini: la squadra crea molto e concede altrettanto, sia in casa che in trasferta.  La squadra ha due facce: tra le mura amiche ha realizzato ben 8 vittorie (solo Inter e Roma hanno fatto meglio) ed hanno perso solo in un’occasione, il 5-0 con l’Inter che ricordiamo bene; in trasferta, invece, i rossoblu hanno raccolto solo due vittorie (contro Bologna e Atalanta) e due pareggi (Palermo e Napoli).

L’ALLENATORE
Gianpiero Gasperini è, a mio avviso, uno dei migliori allenatori della Serie A, facendo giocare alla sua squadra un calcio molto divertente e spettacolare. L’allenatore piemontese è cresciuto nella Juve sia come giocatore, facendo tutta la trafila nel settore giovanile che come allenatore, avendo allenato Giovanissimi, Allievi e avendo portato la Primavera bianconera a vincere il Viareggio nel 1994. E’ un allenatore molto preparato che sfrutta un modulo particolare come il 3-4-3 per creare un calcio fatto di corsa,  ripartenze e cambi di gioco. Nel 2008 è stato premiato con la “Panchina d’Argento”, importante premio a livello nazionale in cui gli allenatori votano un collega che ha saputo distinguersi in maniera particolare nel corso della stagione precedente.

FORMAZIONE
I Grifoni arrivano a Torino in piena emergenza, tra influenze, ricadute ed infortuni vari. Sono molti i dubbi di formazione per Gasperini, ma andiamo con ordine. In porta andrà sicuramente Marco Amelia e, davanti a lui, i tre centrali saranno quasi sicuramente Papasthatopoulos, Dainelli e Bocchetti (gli unici disponibili vista anche la squalifica di Moretti). A centrocampo partiamo dalle uniche certezze: l’ex bianconero Criscito agirà sulla corsia sinistra, mentre, per la fascia destra è ancora in dubbio Rossi, reduce da una distorsione al ginocchio. In mezzo, pare recuperato Milanetto, che dovrebbe giocare con una maschera per la botta al volto rimediata domenica scorsa, e con lui probabilmente ci sarà lo spagnolo Zapater visto che Juric non sembra poter recuperare da una distorsione alla caviglia. In attacco si è fermato ieri Palladino, mentre pare invece recuperato Sculli: tirando le somme, i tre saranno Mesto a destra, Acquafresca al centro e Sculli a sinistra.

IMPRESSIONI
Il Genoa di quest’anno è diverso da quello delle precedenti stagioni. Gli altri anni la squadra di Gasperini giocava un calcio che sfruttava molto la presenza di un attaccante centrale capace di capitalizzare al meglio la mole di gioco creata dagli esterni (Milito 24 gol lo scroso anno, e Borriello 19 l’anno prima). Quest’anno il problema vero della squadra rossoblù è stata la presenza (o assenza) di un centravanti vero, essendo il miglior realizzatore fino ad oggi Mesto con 5 reti e, dietro di lui, Palladino con 4 e Sculli con 3 (e, certamente, non sono dei centravanti). Per questo motivo sono stati presi a gennaio Acquafresca e Suazo. Il pericolo viene comunque dalla facilità di corsa e di gioco degli esterni sia di centrocampo che d’attacco, capaci di creare la superiorità numerica sulle fasce grazie a sovrapposizioni ed inserimenti continui. I centrali di centrocampo giocano invece molto di posizione, limitano gli inserimenti e sono molto bravi nei lanci e nei cambi di gioco (in particolare Milanetto). Il cambio di gioco e la ripartenza sono delle caratteristiche peculiari del calcio espresso da Gasperini, questa capacità d’inserimento degl’esterni viene sfruttata al meglio grazie alla facilità di lancio degli interni di centrocampo che, con un cambio di gioco, riescono a mettere in difficoltà le difese avversarie attaccando il loro lato “debole”.I più in forma in questo periodo mi sembrano Mesto e Rossi, i due della fascia destra, Attenzione anche ai numerosi ex, Gasperini su tutti…

Generazione di fenomeni: Andrea Ranocchia (Genoa)

andrea ranocchia bariNome: Andrea Ranocchia
Nato a: Assisi
Il: 16/02/1988
Ruolo: Difensore centrale
Cartellino: Di proprietà del Genoa, in prestito al Bari
Scadenza contratto: 2011
Valutazione: 10 mln di €

CARRIERA
Dopo aver fatto la trafila nelle giovanili dell’Arezzo, Andrea Ranocchia si mette in mostra in prima squadra a 18 anni, nella stagione 2006-07 in Serie B, dove colleziona già 24 presenze e 1 gol. Nonostante la retrocessione della squadra, Ranocchia rimane ad Arezzo e gioca titolare in Serie C1. Nel mercato estivo 2008 viene ceduto in comproprietà al Genoa che, in accordo con l’Arezzo, lo gira in prestito al Bari in Serie B. Sotto la gestione del tecnico Conte, che lo aveva già allenato ad Arezzo, viene impiegato con continuità nella seconda parte della stagione, contribuendo alla vittoria del campionato con 17 presenze e 1 gol. Il Genoa lo riscatta interamente a fine stagione, ma lo lascia nuovamente in prestito al Bari per la stagione 2009-10. Il 23 agosto 2009, a 21 anni, esordisce in Serie A nella partita Inter-Bari (1-1) disputata a San Siro. Il 18 ottobre, a Verona, realizza il suo primo gol in Serie A nella vittoria per 2-1 contro il Chievo. Con la Nazionale Under-21 esordisce a 19 anni nell’amichevole Italia-Francia (2-1) del 21 agosto 2007, in cui entra al 57′ al posto di Santacroce. È stato inserito nella lista delle 4 riserve per le Olimpiadi di Pechino, e ha esordito nella Nazionale Olimpica il 22 luglio 2008 entrando in campo durante l’ultima amichevole di preparazione al torneo, Italia-Romania (1-1), giocata a Pistoia. Viene convocato per gli Europei Under-21 in Svezia. Il 9 giugno 2009, nella partita amichevole Danimarca-Italia (0-4), realizza il suo primo gol azzurro. Il 19 giugno debutta nell’Europeo entrando nel secondo tempo della partita contro la Svezia.

CARATTERISTICHE
Andrea Ranocchia è un difensore centrale che fa del fisico la sua arma principale. Un marcantonio che se si irrobbustisse ulteriormente a livello muscolare diventerebbe realmente un armadio insuperabile. Di certo non è un fulmine di guerra, ma ha buona tecnica di base e tempismo negli interventi. Inoltre, è intelligente negli sganciamenti in avanti e sulle palle inattive è sempre molto pericoloso. Per essere un difensore, infatti, ha una buona media gol. Fino a qualche mese fa, uno dei suoi punti deboli era la marcatura stretta: sia nell’Arezzo in C1 che nel Bari in B aveva denotato qualche disattenzione, che a quanto visto fin qui nel suo primo campionato di serie A dovrebbero rimanere un lontano ricordo.

IMPRESSIONI
Ranocchia e Bonucci rappresentano una delle coppie centrali più promettenti della Serie A. I due ormai si conoscono a memoria e hanno un’intesa ben collaudata, elemento questo che ha contribuito ad accrescere anche la sicurezza di Ranocchia e di limare i limiti tecnico/tattici che aveva mostrato nelle precedenti esperienze di Arezzo e Bari. Il ragazzo è maturo e a 21 anni lo vedo bene come potenziale centrale bianconero di fianco a Chiellini, dato che Cannavaro e Legrottaglie nel breve periodo dovrebbero far posto a nuove leve. La base di partenza era ottima, ma da quando lo vidi debuttare con l’Arezzo ad oggi ha ulteriormente potenziato il proprio bagaglio e visto che non ci sono tanti difensori di livello in giro, sarebbe il caso di farci più di un pensierino. Anche perché, rispetto all’altro difensore centrale che ci viene accostato, il palermitano Kjaer, Ranocchia è nettamente più affidabile. Certo c’è da discutere con Preziosi, poiché il Genoa è proprietaria del cartellino, ma credo abbiamo in casa buone contropartite da mettere eventualmente nel pacchetto.

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Pillole di saggezza genoane..

Giuseppe-BiavaGiuseppe Sculli: “Quando vinci a cinque minuti dalla fine, è un dispiacere non portare a casa il risultato pieno, ma il calcio è questo. Gli episodi? In campo è difficile valutare. No, non ho avuto nessuna sensazione particolare in campo. Mi hanno detto che, forse, la punizione da cui è nato il 2-2 poteva non esserci ma io non mi ero reso conto di nulla. Vedremo alla televisione ma, tanto, ormai, il risultato è questo”.

Ecco, vai a vedere il tv che il fallo di Biava (il centoventesimo) era nettissimo…

Giandomenico Mesto: “Se avessimo portato a casa i tre punti, nessuno credo avrebbe potuto obiettare nulla. Speravo nella vittoria, siamo stati bravi a rimettere in equilibrio la partita, siamo stati a passare in vantaggio. Ma poi è arrivato quel gol…”.

Quei gol, prego.

Giuseppe Biava: “Noi cercavamo di tenere la linea alta, perché loro entravano e ci creavamo molti pericoli. Così è nato quel gol. E, certo, fosse arrivato da un pallone all’incrocio, sarebbe stata tutta un’altra cosa. Invece, è arrivato così e dispiace ancora di più’. Fosse fuorigioco, dispiacerebbe ancora un po’ di più. Io non mi sono accorto di un fuorigioco, ma certe cose, dal campo, quando sei concentrato, neanche le vedi. Certo, così fosse, sarebbe un dispiacere perfino maggiore. Peccato: ci stava portarci a casa la vittoria, ci stavamo facendo il gusto. Ma, signori, questa è la Juve…”.

No, questo è il Genoa in casa negli ultimi anni, caro..

Alberto Zapater: “A me questo risutato non piace. Io volevo vincere. Ci stava fare risultato pieno. Ce lo stavamo meritando, contro una delle due squadre più forti del campionato”.

Con tre tiri in porta e tre marcature a uomo? Figuriamoci se aveste giocato per difendervi!

Genoa vs Juventus 2-2 (due gol annullati ai bianconeri, uno regolarissimo)

Genoa vs JuventusLA PARTITA:
Dopo tanti anticipi, questa volta la Juventus è chiamata a chiudere il 5° turno, primo infrasettimanale della stagione. Rispetto alle altre quattro gare, tutte vinte, Ferrara cambia il modulo e opta per un 4-3-3 con Camoranesi schierato sulla stessa linea di Amauri e Iaquinta. A centrocampo solita linea a tre con Marchisio, il rientrante Melo e Poulsen. Dietro Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Grosso. Buffon tra i pali, con Chimenti in panchina a causa di un acciacco che ha fermato Manninger. L’avvio bianconero è strepitoso e al primo affondo arriva il vantaggio. Fuga di Marchisio a sinistra, centro basso, finta di Camoranesi e destro a incrociare di Iaquinta che trova in gol nella stessa porta dove aveva segnato lo scorso anno. Il Genoa fatica a reagire e i bianconeri hanno gioco facile a controllare e per poco non raddoppiano con due azioni in fotocopia di Amauri che anticipa tutti di testa su altrettanti calci piazzati dalla sinistra. I padroni di casa, mai pericolosi, trovano il pareggio alla prima occasione: cross di Sculli da sinistra e perfetto stacco aereo di Mesto che non dà scampo a Buffon. La Juventus non ci sta e torna subito in avanti. Camoranesi si procura un angolo e subito dopo una punizione che non danno esito ma che costringono i padroni di casa a restare rintanati nella propria tre quarti. Prima nel riposo non succede più nulla. Negli spogliatoi si va con un 1-1 che sta stretto ai bianconeri per quanto visto. Ripresa. Si riparte con una novità: Crespo per Floccari nel Genoa. La ripresa si apre nel segno di Marchisio. Il giovane torinese prima salta Rossi e impegna Amelia, poi pesca Iaquinta da solo a centro area, ma l’attaccante tergiversa convinto di essere in offside e il portiere rossoblu salva ancora. Gasperini fa entrare anche Papastathopoulos al posto di Modesto e, subito dopo, Kharja per Milanetto. Ma è ancora Juve con Camoranesi che prima smarca Iaquinta davanti ad Amelia e poi mette alto di testa su angolo. Sui calci piazzati, i bianconeri hanno quasi sempre la meglio. La Juve che conduce il gioco, il Genoa ci prova con una botta da lontano di Sculli che trova Buffon attento e piazzato. I bianconeri trovano anche il raddoppio con Iaquinta, ma l’assistente Papi annulla ingiustamente per un fuorigioco che non c’è. Oltre il danno arriva anche la beffa. Dall’altra parte del campo, Crespo salta e di testa supera Buffon. Ferrara perde Marchisio e al suo posto mette dentro Giovinco per tentare di riagguantare una partita in cui i bianconeri si trovano ingiustamente a rincorrere. Entra anche Trezeguet per Amauri e la scelta è azzeccata. Il francese prima innesca Chiellini per un altro gol annullato. Poi pareggia di testa su sponda proprio del difensore toscano. E’ il 41’ e la gara è ancora aperta a ogni soluzione. Giovinco ci prova in contropiede ma il risultato non cambia più. Finisce con un 2-2 che sta stretto ai bianconeri. E non solo per il gol ingiustamente annullato a Iaquinta quando la gara era tutta nelle mani della squadra di Ferrara. Ora è primato diviso con l’Inter, ma da Genova la Juventus esce con tante convinzioni in più.

IL COMMMENTO DI MIRKO NICOLINO:
Fare un’analisi della partita prescindendo dal gol regolare annullato a Iaquinta sul risultato di 1-1. Sarebbe cambiata tutta la storia della partita e credo proprio che il Genoa, in netta difficoltà nella ripresa avrebbe potuto subire tranquillamente il colpo del KO. Così non è stato e sul ribaltamento di fronte è il Genoa ad andare in vantaggio. Partita pesantemente condizionata, ma come noi ben sappiamo siamo mal visti dal resto dei tifosi italiani proprio perché “la Juve non muore mai”. Qualunque altra squadra sarebbe andata in balìa dell’avversario. Noi ci siamo rialzati e abbiamo portato a casa un pareggio preziosissimo. Certo per come è andata la partita, l’impegno dei ragazzi e la preparazione tattica perfetta del duo Maddaloni-Ferrara, ci mancano due punti in cascina. In campo con un 4-3-3, i bianconeri non hanno mai sofferto realmente il 3-4-3 di Gasperini che in casa è sempre stato micidiale. Non è un caso che i gol del Genoa siano venuti entrambi da cross in cui è stata evidente la disattenzione della difesa. Ho buone ragioni di pensare che con l’esperienza in campo di Cannavaro, almeno una delle due marcature genoane si sarebbe evitata. Detto questo, il centrocampo a tre ha tenuto benissimo, con Poulsen che almeno nel primo tempo ha dato il suo apporto, e con Melo e Marchisio davvero super. La nota preoccupante è stato Grosso che è stato quasi asfaltato da Mesto per tutti i 90 minuti. Archiviata la pratica genovese, guardiamo subito avanti, poiché domenica ci aspetta un Bologna da prendere con le pinze e un impegno decisivo con il Bayern in Champions. In attesa della coppia “magca” Alex-Diego.

IL COMMENTO DI ANTONIO CORSA:
Provo a mente fredda a cancellare la rabbia e a fare una analisi semi-lucida sulla partita pure io. Come al solito ho acceso la tv alle 20:45, quindi mi son subito ritrovato con la formazione sbattuta in campo senza prepartita. Con mio stupore (ma vi assicuro che era stupido pure Gasperini, che per 20′ ci ha capito ben poco e continuava a direi ai suoi di cambiare posizione) ho notato immediatamente che il modulo non fosse, come potevo forse inizialmente pronosticare, un 442 classico.  Ma Camoranesi era altissimo, sulla linea degli attaccanti. E dalla parte opposta Marchisio sembrava un centrocampista “inglese”, pronto cioè a giocare a tutto campo e ad inserirsi prontamente senza palla (o con la palla) puntando dritto la porta. Ci ha capito poco, dicevo, anche l’allenatore (quello “esperto” e rosicone) dei Grifoni, che ha subito messo Rossi in marcatura a uomo (l’avevate mai visti così?) su Camoranesi, e con Bocchetti che andava a turno a raddoppiare sui nostri attaccanti, che avevano dinanzi 3 difensori (più Rossi a uomo su Camoranesi) e Modesto e Zapater preoccupati più di coprire e fare le diagonali che di costruire gioco. Gli unici due dei loro che hanno disputato una buona partita sono stati Mesto (che – purtroppo – ha fatto prendere la targa a Grosso per tutta la partita) e Sculli (che veniva sempre servito nei rinvii e con lanci lunghi perchè fisicamente era l’unico che se la giocava col proprio avversario, Grygera, e cercava perciò di puntarlo sempre). Nella Juventus invece ho visto i primi 25′ stellari giocati da Felipe Melo (un muro invalicabile), un piglio da grandissima squadra, tanta voglia di giocare e di correre, di mettere la gamba, di sacrificarsi. Anche dopo il gol iniziale, avvenuto dopo 6′ (terzo assist di fila di Camoranesi, dopo i due piazzati col Livorno, questa volta senza neanche toccare palla). Al 31° loro hanno pareggiato proprio con Sculli che va via sulla sinistra e mette in mezzo per Mesto, che anticipa Grosso. Si era visto da subito: i pericoli arrivavano da loro due. Ma la Juventus ha giocato benissimo, dicevo, ed ha chiuso il primo tempo lottando, con Iaquinta e Amauri che hanno sbagliato tre gol clamorosi per andare sul 4-1, e non ci sarebbe stato nulla da dire. Nella ripresa, altra mossa a sorpresa di Ferrara, che sposta Camoranesi al centro e ridisegna un 4312 con Poulsen a destra e Marchisio a sinistra, a supporto. Ed ennesima trappola difensiva dell’ “esperto” Gasperini che piazza subito Bocchetti a uomo su Camoranesi e Milanetto a uomo su Melo liberando Rossi e passando alla difesa a 4, con l’innesto di Papastathopoulos. E’ un 4141 con due marcature a uomo a tutto campo. Champagne! La Juve atleticamente regge benissimo, loro meno. Al 22° del seconto tempo Gasperini, l’ “esperto”, ha già finito i cambi. Al 29° il primo “fattaccio”, con Iaquinta che va in gol ma l’arbitro annulla per un fuorigioco che non c’è. Capovolgimento di fronte e Crespo mette dentro un bel cross di Mesto (ancora in ritardo Grosso). La partita rischia di prendere una brutta piega per noi, e il colpo psicologico rischia di pesare. Ma Ferrara tira fuori un’altra sorpresa per il collega rosicone e ridisegna un nuovo modulo (facendo entrare Giovinco per l’infortunato Marchisio), il 4321. E subito Gasperini a mettere Rossi a uomo su Giovinco e Bocchetti a uomo su Camoranesi, con Milanetto sempre su Melo. E sono 3. Dopo aver sostituito Amauri con Trezeguet, arriva prima il gol di Chiellini, annullato, poi quello del francese, che fissa il risultato sul 2-2. Oggi non parlo dei singoli (Marchisio lo avete visto tutti): oggi parlo dell’allenatore. Il “giovane” ha dato una lezione di calcio all’ “esperto” rosicone. E guadagnato definitivamente la mia stima. Altro che camaleonte solido…

IL MIGLIORE IN CAMPO:
Ma quanto sta crescendo Claudio Marchisio partita dopo partita? Credo di non fare torto a nessuno dicendo che lui (con De Rossi) sia il presente e il futuro del centrocampo italiano. Difende, attacca, salta l’uomo, confeziona assist: questo ragazzo ormai sa fare proprio tutto. Da capolavoro l’azione che porta al 1° gol di Iaquinta: sombrero a Marco Rossi (nel secondo tempo umiliato anche con un “elastico”), sgroppata di 60 metri e passaggio preciso che grazie alla finta (stupenda) di Camoranesi manda in gol il numero 9 bianconero. Basterebbe questa azione ad incornoare il centrocampista piemontese, ma nel secondo tempo fa ancora di più diventando davvero incontenibile nel fianco destro genoano. Siamo proprio sicuri che, rientrando, Sissoko riuscirà a strappare il posto a Claudio?

TABELLINO:
GENOA-JUVENTUS 2-2 (1-1)
RETI: 6’ pt Iaquinta, 31’ pt Mesto, 30’ st Crespo, 41’ st Trezeguet.
GENOA: Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto (22’ st Kharja), Zapater, Modesto (17’ st Papastathopoulos); Mesto, Floccari (1’ st Crespo), Sculli. A disposizione: Scarpi, Esposito, Palacio, Palladino. All. Gasperini.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Marchisio (31’ st Giovinco), Felipe Melo, Poulsen; Camoranesi, Amauri (37’ st Trezeguet), Iaquinta. A disposizione: Chimenti, Zebina, Caceres, De Ceglie, Salihamidzic. All. Ferrara.
ARBITRO: Saccani di Mantova.
AMMONITI: 12’ st Bocchetti, 30’ st Iaquinta, 36’ st Felipe Melo, 49’ st Rossi

LA FOTOMOVIOLA

(Credits: per la cronaca Juventus.com)