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Ciro Immobile: l'eroe bianconero alla ribalta tra records, riconoscimenti e prospettive

ciro immobile superstarNella Juventus che vince il suo 7° torneo di Viareggio (il 5° negli ultimi 8 anni nonché il 2° consecutivo), c’è anche chi trova il tempo di battere il record di gol segnati in una edizione ed eguagliare pure quello dei gol complessivi. Si tratta di Ciro Immobile, l’uomo dei record alla Viareggio Cup. Il giovane bomber bianconero (che in questa stagione ha anche già esordito in Champions League con la prima squadra a Bordeaux) con la sua decisiva tripletta (la 2° personale in questa edizione) nella finalissima contro l’Empoli ha raggiunto quota 10 reti ed oltre ad aver vinto il titolo di capocannoniere ha pure battuto il record di gol in una edizione, superando quello di 8 dell’ex compagno di squadra Daud (che le realizzò nella scorsa vincente edizione) e di Banchelli (con la Fiorentina nel 1992). Immobile, che nella finale dello scorso anno vinta 4-1 con la Sampdoria realizzò una doppietta, è anche il primo giocatore ad aver firmato una tripletta nella finalissima. Ma il promettentissimo centravanti di Torre Annunziata non si è fermato qui andando ad eguagliare anche il record di gol complessivi al torneo di Viareggio. Questo speciale primato apparteneva solo a Renzo Cappellaro (classe 1937) che negli Anni Cinquanta, disputando 4 edizioni consecutive dal 1953 al 1956, con la maglia del Lanerossi Vicenza realizzò 14 gol. Gli stessi messi a segno dal numero 9 della Primavera della Juventus Ciro Immobile, il quale però li ha collezionati in sole 2 edizioni (4 nella scorsa del 2009 ed i già citati 10 in quella attuale del 2010). Tutto ciò gli è valso ovviamente il Premio Golden Boy 2010, il riconoscimento ufficiale ed esclusivo in favore del miglior talento del torneo (portiere compreso) assegnato da una giuria composta da: inviati di Tuttosport, Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport; redattori de Il Tirreno e La Nazione; giornalisti Rai; responsabile area comunicazione e stampa del CGC (la società organizzatrice, ndr). Ciro succede nel palmares a Guido Marilungo della Samp, vincitore dell’edizione 2009.

La dedica è per due amici che non ci sono più, almeno fisicamente. Una maglia bianca e quella scritta ‹‹Riccardo e Alessio sempre con noi››. E un dramma, quello dei due ragazzi della Beretti Riccardo Neri e Alessio Ferramosca, venuti a mancare a Vinovo il 14 dicembre 2006, che lui, Ciro Immobile, non vuole dimenticare. Un breve momento, ma intenso. Una sorta di raccoglimento, nello spiegare il senso della sua maglietta, che sembra quasi isolato rispetto alle urla di gioia, ai festeggiamenti di tutta la squadra. Poi, come giusto che sia, la gioia e i festeggiamenti coinvolgono anche lui. E lui, il centravanti Immobile, da buon napoletano dal cuore verace, distribuisce i meriti anche a tutta la squadra: ‹‹Questi tre gol sono frutto dell’impegno e della bravura dei miei compagni, che si sono impegnati al massimo per mettermi nelle condizioni ideali per segnare. E’ovvio che sia stato io a segnar così tanto, essendo, di ruolo, il finalizzatore. Ma ripeto, c’è soddisfazione perchè tutti sono stati formidabili››. Immobile non ha mai nascosto di esser legato alla Viareggio Cup, vuoi per l’importanza che questo torneo riveste a livello internazionale, vuoi per il calore del pubblico andato in visibilio ad ogni sua giocata, ad ogni suo gol. E tra il pubblico, una persona speciale, la fidanzata Annabella che, bloccata dal traffico, non è riuscita ad esser presente. Il cuore, dopo l’ennesimo gol, è tutto per lei. Immobile tra passato e futuro. Passato, ricordando i tre momenti più emozionanti nella sua carriera. ‹‹Esordio in Champions a Bordeaux e le due vittorie consecutive, 2009 e 2010, nella Viareggio Cup››. Futuro, tra la fame di vittorie che ancora non si è placata e la speranza, velata, di entrare nel giro della prima squadra: ‹‹Abbiamo altri trofei da conquistare, sia il campionato che la Coppa Italia. Cercheremo di vincere ancora perché ne abbiamo le possibilità››. Più spazio in prima squadra? ‹‹Vedremo, l’importante è continuare a far bene con la Primavera, per il futuro si vedrà››.

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Viareggio Cup: Juventus vs Empoli 4-2 (secondo Viareggio consecutivo!)

juventus premiazioneJuventus ed Empoli si sfidano per decidere chi sarà la vincitrice della sessantaduesima edizione del Torneo di Viareggio. Bianconeri che arrivavano da campioni in carica a questa manifestazione per provare a riconfermarsi. Bianconeri arrivati a questa finale dopo un percorso netto fatto di ben poche sbavature, trascinati dai goal di Immobile, dalle giocate dei trequartisti – tra cui un grande Belcastro -, dalla solidità difensiva, dal talento di Pinsoglio e dalla compattezza della squadra tutta. Qualche difficoltà in più per l’Empoli, invece, che ha dovuto terminare ben due match ai rigori per riuscire a guadagnare la finale. Ultimo atto raggiunto poi grazie ad un Addario in forma straordinaria, dimostratosi grandissimo para rigori, e ad un mix tra tenacia e talento davvero importante. Juventus che per imporsi si schiera con un 4-3-3 che può tranquillamente trasformarsi in 4-2-3-1 nel corso del match: Pinsoglio in porta, Crivello e Bamba terzini, De Paola ed Alcibiade centrali, Giandonato, Belcastro e Marrone in mediana, Iago ed Esposito esterni ed Immobile centravanti. Dal canto suo l’Empoli risponde con un modulo speculare con Addario in porta, Tognarelli e Mazzanti terzini, Tonelli e Alderotti centrali. Centrocampo composto da Signorelli, Crafa e Guitto, Lo Sicco e Pucciarelli esterni offensivi, Dumitru centravanti.

CRONACA
E’ la Juventus a rendersi subito pericolosa con Esposito: l’ala destra Bianconera scambia con un compagno al limite per poi portarsi in area e scoccare un tiro che risulta però essere molto impreciso. Subito dopo è invece Immobile a rendersi pericoloso, ma il suo diagonale dal limite sarà respinto da un attento Addario. Al tredicesimo minuto è però l’Empoli ad avere una palla goal clamorosa: Pucciarelli effettua un tunnel a Bamba con cui serve Guitto, il fantasista empolese stoppa e calcia con potenza incrociando sul secondo palo, schiantando però il pallone proprio contro il montante, a Pinsoglio praticamente battuto. Giusto il tempo di vedere la lancetta dei secondi compiere un giro completo e Dumitru è lanciato in profondità sul filo del fuorigioco, potendosi presentare a tu per tu con Pinsoglio. La punta empolese prova quindi a superare l’uscita del portiere Bianconero con un pallonetto che è però smanacciato da Pinsoglio quel tanto che basta ad agevolare il rientro della propria difesa, che libera. A differenza di quanto successo per le semifinali, quindi, la stanchezza sembra proprio non farsi sentire. Nel momento migliore dell’Empoli la Juventus guadagna un rigore: Addario interviene male non trattenendo un cross basso e Tonelli, cercando di liberare il pallone, impatta contro al piede di Iago, che si era infilato tra lui ed il portiere per impossessarsi del pallone. L’arbitro non ha dubbi e fischia il rigore. Sul dischetto si presenta Immobile che spiazza il pararigori Addario. A quel punto la partita si fa meno spettacolare ma ancora più combattuta. Se smettono di fioccare azioni da goal come all’inizio del match non scema l’interesse nei confronti di una partita che vede due ottime squadre fronteggiarsi a viso aperto e combattere su ogni pallone, in barba alla tanta stanchezza accumulata in queste due settimane fittissime di partite. Al trentottesimo minuto Guitto prova a rendersi pericoloso con il suo colpo migliore, il tiro dalla distanza. Calciando da più di venticinque metri, però, il fantasista empolese non trova la porta, con Pinsoglio che controlla in tutta tranquillità, lasciando che il pallone si spenga sul fondo. In chisura Esposito e Bamba orchestrano una buona azione sulla corsia di destra con il terzino ivoriano che riesce a crossare bene in mezzo dove non arriva la deviazione area di Immobile ma su cui si fa trovare puntuale all’appuntamento Giandonato, la cui conclusione di sinistro di prima intenzione non inquadra lo specchio della porta.

In apertura di ripresa la Juventus raddoppia: Esposito se ne va sulla destra e crossa, Addario interviene ancora in maniera rivedibile sul pallone e lo smanaccia corto, con Immobile che si piomba sul pallone e firma la propria doppietta personale. Al dodicesimo, quindi, la Juve chiude il match: Iago batte una punizione da più di venti metri. Il pallone, colpito con molto effetto, supera la barriera e corre verso l’incrocio dei pali. Addario si distende completamente e riesce anche a toccare il pallone con la punta delle dita, non riuscendo però a toglierlo dall’incrocio. 3 a 0, prodezza balistica del fantasista spagnolo. Due minuti e la Juve potrebbe rendere ancora più pesante il passivo. Battendo subito una punizione guadagnata poco oltre il limite, infatti, i Bianconeri prendono in controtempo la retroguardia empolese, non ancora schierata. Iago, trovatosi a tu per tu con Addario, non trova però la via della rete, chiusagli in faccia dal portiere avversario. Al diciannovesimo, quindi, arriva il quarto goal: Iago guadagna una punizione sul vertice destro dell’area che è lui stesso a battere. Sulla traiettoria prova ad intervenire Immobile, che sfiora e basta mettendo in difficoltà Addario, che riesce solo, ancora una volta, a respingere corto. La difesa, completamente in bambola, non lo aiuta certo (né nel respingere il cross né nel liberare dopo la respinta) ed è ancora una volta Immobile a piombare sul pallone, firmando la tripletta personale. Empoli che prova a tornare in partita, psicologicamente s’intende, al ventottesimo della ripresa quando sugli sviluppi di un angolo Tognarelli svetta più alto di tutti e sfruttando anche un’incertezza di Pinsoglio firma la rete del 4 a 1. Non contenti, quindi, gli empolesi segnano subito dopo la seconda rete della loro partita, questa volta sugli sviluppi di una punizione. In questo caso è la retroguardia juventina a pasticciare, dando la possibilità a Tonelli di firmare il 4 a 2. A cinque dal termine la Juve torna a rendersi pericolosa con Iago che mette in mostra tutta la sua qualità e la sua ottima visione di gioco dando un pallone filtrante coi giri contati a Bamba che dopo essersi infilato in area crossa radente il suolo, non trovando però nessun compagno pronto alla deviazione sotto misura. Sarebbe stato il quinto goal facile. Poco dopo è invece l’Empoli ad avere un’occasione importante, occasione che infiammerebbe gli ultimissimi minuti di gioco. I toscani, però, non dimostrano lo stesso killer instinct degli avversari e non sfruttano al meglio un’uscita a vuoto di Pinsoglio, non riuscendo ad accorciare ulteriormente il distacco. Partita che si chiude quindi al quarantottesimo, con Pinsoglio che si distende per respingere una bella punizione calciata da Brugman dalla distanza.

COMMENTO
L’inizio di partita è scoppiettante ed assolutamente all’altezza di una finale del Torneo di Viareggio. Sono i Bianconeri a partire meglio, con il proprio forte reparto offensivo a creare diversi grattacapi alla retroguardia empolese, che comunque, di riffa o raffa, riesce a non farsi bucare. Dopo un ottimo break empolese, con Guitto che colpisce anche un palo, i ragazzi di Bruni dimostrano ancora una volta tutta la propria cinicità ed esattamente come dimostrato come l’Atalanta mettono in mostra tutto il proprio killer instinct: al primo errore toscano, con Tonelli che non arriva in diagonale sul cross, Addario che non lo trattiene e Tonelli stesso che colpisce Iago nel tentativo di porre una pezza, i Bianconeri passano grazie alla freddezza di Immobile, capocannoniere del torneo. Da lì in poi le fiammate, praticamente continue fino a quel momento, si diradano, ma il ritmo resta alto. Entrambe le squadre combattono infatti su ogni pallone per portarsi a casa la vittoria. Lo spettacolo tecnico ne risente, ma il match continua a restare molto godibile soprattutto per chi apprezza l’atteggiamento gladiatorio. Nel secondo tempo sale invece l’appannamento, specialmente delle due difese. Ed è una messe di goal. Juventus che vince comunque con merito questo Torneo di Viareggio, bissando il successo dello scorso anno. Vittoria ottenuta nel segno della continuità. Della squadra scesa in campo ad inizio partita oggi, infatti, ben otto giocatori erano stati grandi protagonisti la scorsa stagione. A quando il salto di qualcuno di questi in prima squadra? Complimenti doverosi, comunque, anche ad un Empoli che dopo aver eliminato due grandi squadre come Roma e Fiorentina e la sorpresa del Torneo (la Rappresentativa di Serie D) si batte con onore anche in questa finale, non potendo arginare la maggior qualità Bianconera ma dimostrando di essere comunque una squadra importante, che potrà sicuramente integrare numerosi uomini alla prima squadra già a partire dalla prossima stagione.

MVP
Il migliore in campo non può che essere il capocannoniere del torneo, resosi decisivo anche oggi: Ciro Immobile. La punta campana gioca infatti una grandissima partita fatta di generosità ed incisività, tanto che riesce a segnare tre reti. Non proprio paglia, come si dice. Immobile che, al solito, mette in mostra grandissime qualità muovendosi tantissimo su tutto il fronte offensivo per tenere in apprensione tutta la retroguardia empolese, dialogando bene coi compagni e dimostrandosi una vera e propria macchina da goal, un killer d’altri tempi che ha ricordato oggi, sotto questo punto di vista, tal Filippo da Piacenza: Inzaghi. Oltre alla freddezza sul rigore, infatti, la punta Bianconera dimostra di essere assolutamente letale sotto porta, mettendo in mostra un fiuto del goal che ha ricordato oggi, davvero, l’attaccante Rossonero che ha fatto, in passato, anche la fortuna della società di Corso Galileo Ferraris. Immobile che, tra l’altro, aggiungendo i 10 goal di quest’anno ai 4 della scorsa stagione diventa il miglior marcatore di sempre della storia del Viareggio. Honorable mention doverosa per Iago: il fantasista iberico non gioca un Viareggio all’altezza della sua fama e delle sue possibilità, mettendo sì in mostra tutto il suo immenso talento ma non dando continuità alle sue azioni. Oggi, però, gioca una partita su buoni livelli, trovando un goal straordinario: la sua punizione disegna infatti una traiettoria perfetta che si va ad infilare giusto sotto l’incrocio alla sinistra di un incolpevole Addario, che s’allunga completamente per poter arrivare sulla palla, riuscendo però solo a sfiorarla.

TABELLINO
Marcatori: 20′ p.t. Immobile (Juv), 9′ s.t. Immobile (Juv), 13′ s.t. Iago (Juv), 21′ s.t. Immobile (Juv), 27′ s.t. Tognarelli (Emp), 31′ s.t. Tonelli (Emp)
JUVE 4-2-3-1: Pinsoglio, Bamba, Alcibiade, De Paola, Crivello, Giandonato, Marrone, Esposito (22 s.t. Boniperti), Yago, Belcastro (46′ s.t. Libertazzi), Immobile (25′ s.t. Fischnaller).
Panchina: Piccolo, Romano, Ferrero, Ferino, Boniperti, Fischnaller, Libertazzi, Pirrotta, Giovinco. All: Bruni.
EMPOLI 4-1-4-1: Addario, Mazzanti, Tonelli, Alderotti, Tognarelli, Crafa (33 p.t Shekiladze), Lo Sicco, Signorelli, Guitto, Pucciarelli, Dumitru.
Panchina: Gaffino, Pupeschi, Saponara, Brugman, Menegaz, Bianchi, Castellani, Videtta, Shekiladze. All: Donati.

(Credits: Sciabolatamorbida)

Viareggio Cup: Juventus vs Atalanta 2-0 (è Finale!)

viareggio semifinaleJuventus ed Atalanta si giocano l’accesso alla finalissima in quel di Viareggio sotto un timido sole, con delle condizioni atmosferiche quindi molto migliori rispetto a quelle avute solo due giorni prima, durante i quarti di finale. I Bianconeri, grandi favoriti della vigilia, si presentano con un ruolino di marcia intonso e potendo contare su di un grande attacco (15 reti segnate) ed una difesa quasi impenetrabile (1 rete subita). Per l’occasione Bruni schiera il solito Pinsoglio tra i pali difeso dalla coppia Alcibiade-De Paola affiancati da Crivello e Bamba sulle fasce. Giandonato e Pirrotta i mediani, Esposito, Iago e Belcastro sulla trequarti ed Immobile, capocannoniere del torneo al pari del milanista Beretta, unica punta. Dal canto suo Bonacina risponde con il suo classico 4-3-3 con Gabbiadini, eroe del quarto contro il Palermo, punta centrale supportato da Meduri e Crncic.

CRONACA
Dopo una decina scarsa di minuti è l’Atalanta a farsi vedere: Gabbiadini mette una palla in mezzo bassa su cui s’avventa Meduri che prova a girare di prima intenzione, venendo però subito contrato da Crivello che gli stoppa il pallone giusto al momento del tiro, vanificando l’azione. Tre minuti e Iago si mangia un’occasione d’oro: Esposito scende sulla destra e crossa in mezzo trovando sul secondo palo Iago, che però spizza solo il pallone non inquadrando la porta e non concretizzando un goal che sembrava fatto. Al diciassettesimo i due trequartisti Bianconeri invertono le parti, ma il copione non cambia: questa volta è Iago a vestire i panni dell’assistman e dopo una discesa centrale allarga il gioco su Esposito che, puntato il diretto avversario, si crea lo spazio per concludere, non trovando però lo specchio di porta. Giusto dieci minuti dopo il goal fallito da Iago l’Atalanta costruisce una palla goal nitida, che pareggia il conto delle occasioni d’oro: Gabbiadini prende d’infilata la retroguardia Bianconera ed una volta portatosi in area si libera di Alcibiade con una sportellata per concludere poi a botta sicura verso la porta, trovando però la pronta risposta di Pinsoglio, che fa suo il pallone. Al ventottesimo prova quindi a farsi rivedere Esposito che dopo aver ricevuto palla centralmente salta un avversario portandosi la palla sull’esterno e dopo essersi allargato, creandosi lo spazio per il tiro, batte a rete, non inquadrando però lo specchio di porta. Alla mezz’ora Gabbiadini si mangia un’altra ottima occasione: la punta bergamasca viene messa in movimento da un rimpallo avvenuto sulla trequarti, che lo libera completamente solo davanti a Pinsoglio. Ancora una volta però il centravanti atalantino dimostra di non avere un grande sangue freddo, sparando contro al portiere in uscita. Dopo trentatre minuti di gioco si fa vivo anche Immobile, piuttosto spento ed abbandonato un po’ a sè stesso fino a quel momento: dopo aver controllato al limite dell’area, quindi, la punta campana calcia con rabbia verso la porta atalantina, trovando però la pronta respinta di un Rossi piazzato ottimamente. Il goal è comunque nell’aria ed arriva sei minuti più tardi, grazie ad un buco difensivo. Su di un lancio lungo, infatti, uno dei centrali della difesa atalantina prova ad intervenire per allontanare il pallone, bucandolo però clamorosamente e spianando la strada a Iago, che a quel punto si trova a tu per tu con Rossi. Per il fantasista spagnolo è un gioco da ragazzi saltare il portiere della Dea per poi depositare tranquillamente in rete. Poco dopo è ancora Gabbiadini ad avere un’occasione d’oro: infilatosi sul filo del fuorigioco si porta in area e, con una discreta libertà, arriva a calciare verso la porta avversaria. Ancora una volta, però, il tiro è molle ed è facile preda di un Pinsoglio che deve ringraziare e non poco il centravanti avversario per i tanti errori compiuti nel primo tempo.

Dopo dodici minuti dall’inizio della ripresa è ancora un errore individuale a punire la Dea: Crncic fa un retropassaggio molto approssimativo che mette in netta difficoltà De Leidi che non raggiungendo il pallone lascia che Immobile gli si infili alle spalle in velocità per puntare la porta. Una volta entrata in area, quindi, la punta Bianconera è atterrata proprio dal centrale atalantino che dopo aver regalato il goal dell’1 a 0 a Iago regala un rigore ad Immobile e la superiorità numerica ai suoi avversari. Dagli undici metri, quindi, Immobile spiazza Rossi e festeggia il settimo goal del suo torneo, cosa questa che lo porta a diventare capocannoniere in solitaria. Al ventisettesimo Esposito ed Immobile dialogano bene ma sul passaggio di ritorno della punta Bianconera arriva la chiusura in diagonale di Colombo, che anticipa Esposito. Sulla ripartenza l’Atalanta si rende pericolosa con Pandiani, subentrato poco prima ad uno stanco Gabbiadini, che dopo aver percorso molti metri palla al piede converge in area e resistendo alla pressione di Alcibiade prova a battere Pinsoglio, che si dimostra però ancora una volta pronto a chiudere il proprio specchio di porta in faccia agli avanti Nerazzurri. Alla mezz’ora Giandonato verticalizza per Immobile che s’infila sulla trequarti avversaria e calcia con potenza, trovando però la pronta opposizione di Rossi. Un battito di ciglia ed è Esposito a provarci, ma il suo collo esterno scheggia la traversa e si spegne sul fondo. Dieci minuti più tardi è ancora Esposito a provarci quando dopo essere entrato in area di rigore va, dopo una finta, a calciare verso la porta di Rossi, venendo però contrato da un difensore. E’ comunque sempre lui a mantenere il possesso del pallone, vincendo un rimpallo. Ma sprecando tutto con un pessimo tentativo di rabona, che lo porta a cadere goffamente a terra senza nemmeno toccare il pallone. Un paio di minuti ed è Boniperti, ben liberatosi di Kone, a cercare la via del goal, ma il suo tiro di collo interno si spegne alto sulla traversa.

COMMENTO
La partita non è quel monologo Bianconero che ci si aspettava ad inizio partita. Il ruolino di marcia praticamente perfetto della Juventus unito alla non irresistibilità atalantina – che già contro il Palermo dimostrò di essere una squadra che subiva particolarmente il maggior tasso tecnico degli avversari – lasciavano preludere ad una partita che sarebbe stata dominata dalla squadra di Torino e che la Dea avrebbe potuto far propria solo dimostrando grande compattezza in fase difensiva ed unendo alla stessa qualche giocata dei singoli. Il primo tempo dà invece dimostrazione del contrario. E’ proprio l’Atalanta a partire meglio, prendendo possesso del campo da subito con il giusto cipiglio e dimostrandosi molto più prodiga nella costruzione del gioco. A mancare, quindi, sono proprio le giocate dei singoli. Quel Gabbiadini che si era dimostrato risolutore nei quarti di finale con quella splendida rete che valse l’accesso alla semifinale si mangia tre occasioni nitide, che se realizzate avrebbero chiuso il match già dopo i primi quarantacinque minuti. E proprio un altro errore di un singolo, nello specifico di De Leidi, punisce oltremodo un’Atalanta che non meritava di passare in svantaggio in quel momento: è proprio il difensore atalantino, infatti, a bucare in maniera tanto grossolana quanto clamorosa una palla su cui sarebbe dovuto intervenire con ben altra sicurezza, spianando quindi la strada a Iago. Juventus che dal canto suo pare risentire più dell’Atalanta delle fatiche di questi giorni: arrivati alla sesta partita in tredici giorni molti dei giocatori Bianconeri, Immobile su tutti, dimostrando di essere piuttosto appesantiti dai tanti match disputati in un così breve lasso di tempo. Sono proprio gli errori dei singoli, comunque, a fare la differenza: la Juventus pur giocando una partita piuttosto sottotono rispetto alle proprie possibilità gioca con grande tranquillità, senza strafare ma, soprattutto, senza commettere svarioni. Al contrario l’Atalanta si macchia di alcuni errori davvero gravi, che affossano la squadra. Gabbiadini si mangia tre occasioni nitidissime, Crncic fa un assist al bacio a… Immobile e De Leidi prima buca un pallone sanguinosissimo, poi, ma lì cercava di mettere una pezza ad un errore altrui, si fa espellere regalando un rigore allo stesso Immobile. Davvero troppo per pensare di vincere. Vivissimi complimenti, comunque, ad un’Atalanta che nonostante dimostri di non essere più, in questo momento, uno dei settori giovanili al vertice in Italia porta la sua Primavera a fare tantissima strada in questo Viareggio, probabilmente anche più di quanto da essi stessi pronosticato.

MVP
Migliore in campo oggi risulta essere Carlo Pinsoglio: il portiere Bianconero, che molti a Torino pensano possa essere l’erede di Buffon tra qualche anno (tanto che tempo fa si parlava di un interessamento per Fiorillo, poi messo a tacere proprio dalle grandi prestazioni di questo ottimo portiere), disputa infatti una grande partita risultando più volte decisivo e diventando un vero e proprio incubo per Gabbiadini che dopo aver deciso da par suo la sfida contro il Palermo trova sulla sua strada un limite invalicabile: Pinsoglio. Un portiere questo che, secondo la mia opinione, meritava già lo scorso anno il premio come miglior portiere di questa competizione, poi dato proprio a Fiorillo. Che sia questo l’anno buono? La concorrenza di Addario, comunque, potrebbe farsi sentire. Honorable mention per Simone Esposito: l’ala destra juventina è in assoluto il giocatore più brillante tra i suoi ed è quello che in più occasioni prova a pungere. I due cannonieri della squadra, Immobile e Belcastro, risultano infatti essere un po’ appesantiti dalle tante partite giocate in questi pochi giorni, mentre la stellina spagnola, Iago, dimostra ancora di non attraversare un grandissimo momento e non incanta come in altre circostanze. E’ quindi proprio lui a farsi carico di dare brio alla fase offensiva juventina, e lo fa con una buona prestazione, cui manca solo il goal. Ma quella traversa grida ancora vendetta.

Viareggio Cup: Juventus vs Sassuolo 1-0

belcastro2Pokerissimo Primavera. La squadra di Bruni continua la sua marcia spedita alla 62ª edizione della Viareggio Cup e vola in semifinale. A Quarrata, sotto pioggia e neve, i bianconeri superano 1-0 il Sassuolo e sabato si giocheranno il penultimo atto del torneo contro l’Atalanta che ha superato 1-0 ai supplementari i Campioni d’Italia del Palermo. Dopo Legia Varsavia, Vicenza e Livorno, superate in scioltezza nel girone eliminatorio, e Cesena negli ottavi, i bianconeri aggiungono anche il Sassuolo nell’elenco delle loro vittime. Emiliani battuti per la seconda volta in stagione, dopo la gara in campionato giocata a ottobre al Chisola, con lo stesso punteggio e con lo stesso protagonista: Luca Belcastro, autore del gol partita e del quarto centro nel torneo. Sabato si torna subito in campo contro l’Atalanta per dare la caccia all’ennesima finale. Continua il sogno di centrare il bis – dopo il trionfo dell’anno scorso -, ma anche la 7ª vittoria alla Coppa Carnevale.

TABELLINO
62ª Viareggio Cup – Quarti di finale
Quarrata (PT), stadio “Filippo Raciti”
Giovedì 11 febbraio

JUVENTUS-SASSUOLO 1-0 (1-0)
RETI: 29’ pt Belcastro.
JUVENTUS: Pinsoglio; Bamba, Alcibiade, De Paola, Crivello; Giandonato (36’ st Pirrotta), Marrone; Esposito, Yago (11’ st Boniperti), Belcastro; Immobile (28’ st Libertazzi). A disposizione: Kirev, Romano, Silvestri, Ferrero, Serino, Giuseppe Giovinco, Fischnaller. All. Bruni.
SASSUOLO: Gallinetta (25′ st Semeraro), Costa, Benedetti, Mitrovic, Magro, Albanese, Costa Ferreira, Frello, Jirasek, Thiam, Falcinelli. A disposizione: Semeraro, Baldaccini, Sghedoni, Conforto, Lodovisi, Dermaku, Luppi, Bellani. All. Mandelli
Arbitro: Colasanti di Grosseto.

(Credits: Juventus.com)

Viareggio Cup: Juventus vs Cesena 3-1

juventus primavera ciro immobileUn Immobile travolgente spazza via il Cesena e porta la Juventus Primavera ai quarti di finale della Coppa Carnevale. Partenza lenta dei bianconeri che passano al 38′: assist in verticale di Yago per Immobile che si accentra da sinistra e segna di piatto piazzandola sul secondo palo. Nella ripresa subito in attacco il Cesena che pareggia al 4’st con Tabanelli, bravo a inserirsi sul primo palo e a insaccare di destro un cross basso di Turchetta da destra. La Juve si riorganizza e torna in vantaggio al 15′ della ripresa: calcio d’angolo di Yago da destra a rientrare, la palla rimbalza in area, Immobile controlla di petto e segna in mezza rovesciata. L’hattrick del bomber arriva al 26′: ancora Yago protagonista, va via a sinistra, viene atterrato in area, rigore dubbio e Immobile trasforma per il 3-1 definitivo. La Juventus vola quindi ai quarti di finale e in serata, dopo il sorteggio, conoscerà il nome dell’avversaria da affrontare giovedì. Ma anche l’accoppiamento da cui uscirà l’avversaria dell’eventuale semifinale di sabato.

IL TABELLINO
MARCATORI: 38′ Immobile, 4′ st Tabanelli (C), 15′ e 26′ st (rig.) Immobile.
JUVENTUS (4-2-3-1): Pinsoglio; Bamba, Alcibiade, De Paola, Serino; Giandonato, Marrone; Esposito (dal 31′ st Boniperti), Yago (dal 37′ st Fischnaller), Belcastro; Immobile (dal 41′ st Libertazzi). A disp.: Kirev, Romano, Silvestri, Ferrero, Crivello, Giovinco. All. Bruni
CESENA (4-3-3): Teodorani; Vesi, Fabbri, Caidi, Petti; Dieng, Djuric (dal 27′ st Fall), Rossetti; Turchetta, Gavoci (dal 30′ st Ferri), Tabanelli. A disp.: Grandi, Fonte, Scarponi, Del Pivo, Mezza, Gregorio, Savelli. All. Protti.
Arbitro: Monaco di Tivoli

(Credits: Tuttosport)

Viareggio Cup: Juventus vs Livorno 4-0

filippo bonipertiLa Juventus scende in campo alla caccia della centesima vittoria al Viareggio, vittoria che garantirebbe il passaggio del turno – in realtà già al sicuro visto il risultato tra Legia e Vicenza – con girone chiuso a punteggio pieno. Per raggiungerla Bruni schiera una formazione molto rimaneggiata con Kirev in porta, Giovinco e Boniperti ali e la coppia Fischnaller-Libertazzi in attacco. L’unico superstite dei due match precedente è Alcibiade, schierato stavolta a centrocampo anziché in difesa. Allo spregiudicatissimo modulo Bianconero il Livorno risponde con un 4-4-1-1.

LA CRONACA
Dopo cinque soli minuti di gioco il Livorno ha un’occasione d’oro per passare in vantaggio: un cross basso innocuo vede Kirev uscire in maniera eufemisticamente non ottimale. Per quanto il pallone sarebbe facile preda del portiere bulgaro, infatti, finisce per scappargli clamorosamente di mano, terminando giusto tra i piedi di Simeoni che, a quel punto, dovrebbe solo calciare in porta. Il controllo dell’avanti livornese non è però dei migliori e dopo aver vinto un rimpallo con un difensore calcia a porta vuota, mettendo però clamorosamente a lato. Esattamente come successo nel match giocato tra Inter e APIA, comunque, è il maltempo a farla da padrone: freddo e pioggia battente sferzano i giocatori, che quindi ne risentono molto a livello fisico. A risentirne più di tutti, comunque, è il campo, pesante come mai prima d’ora in questa edizione del Torneo. Ed un terreno del genere, si sa, sminuisce notevolmente i valori tecnici in campo, cosa che rovina non poco lo spettacolo in campo. Poco dopo il quarto d’ora Romano lancia in fascia Boniperti che dopo aver stoppato con eleganza si libera del diretto marcatore e dell’uomo che stava arrivando in raddoppio con una bella doppia finta, per andare quindi a centrare il pallone. Sullo stesso arriva di gran carriera Libertazzi che però, forse ingannato dal rimbalzo, liscia il pallone. Un paio di minuti ed è l’altro attaccante Bianconero, Fischnaller, a provarci: liberato sui venti metri da una percussione centrale di Giuseppe Giovinco, fratello minore di Sebastian, l’ex punta dell’Alto Adige ci prova da fuori, non trovando lo specchio della porta. Poco prima della mezz’ora torna a farsi vedere il Livorno: Simeoni dà la palla dentro a Randi che infilatosi bene tra i due centrali conclude con poca forza e convinzione. La terna arbitrale annulla comunque tutto, nonostante la parata di Kirev: Randi sarebbe stato in fuorigioco. Sul ribaltamento di fronte è invece Giovinco a rendersi pericoloso: il fantasista Bianconero è infatti lanciato in area da Boniperti e cerca di superare l’estremo difensore amaranto con un pallonetto che viene però smanacciato in angolo. A cinque minuti dal termine del primo tempo la Juve passa: Kirev fa un rinvio lunghissimo che viene spizzato di testa da Giovinco. Il pallone, prolungato, termina in area dove sarebbe facile preda di Conti, che però pasticcia e finisce con l’agevolare l’intervento di Fischnaller, che segna l’1 a 0 facendogli passare la palla sotto le gambe. Allo scadere il Livorno pareggia, ma l’arbitro annulla per fuorigioco: sul tiro di Randi Remedi devia in maniera decisiva il pallone alle spalle di Kirev, tramutando una conclusione destinata sul fondo in goal. La posizione di partenza del numero 3 livornese era però al di là dell’ultimo uomo della retroguardia Bianconera. In apertura di ripresa Fischnaller riceve al limite e dopo aver stoppato scarica immediatamente in direzione di Pirrotta che calcia di prima intenzione sfiorando il palo alla sinistra di Conti che difficilmente avrebbe raggiunto il pallone fosse stato nello specchio di porta. Intorno al quarto d’ora è invece Giovinco a provarci, ma in questo caso la sua conclusione dalla distanza è messa in angolo dalla deviazione di un giocatore Amaranto. Un battito di ciglia e Fischnaller ha l’occasionissima di raddoppiare: Boniperti, sempre largo sulla destra, salta due uomini e trova il fondo, crossando in mezzo. La punta altoatesina, autrice della prima rete del match, si avventa sul pallone ma, disturbato, colpisce malamente al fondo, mettendo sul fondo. Al diciottesimo Boniperti ci prova cercando la conclusione personale: una volta ricevuto palla sulla destra, infatti, il nipote del grande Giampiero si sposta la palla sul sinistro ed accentratosi di un paio di passi calcia, non trovando però il giro giusto. Subito dopo è ancora Fischnaller a provarci, ma il tiro dalla distanza dell’ex Alto Adige termina ancora una volta a lato. Al ventesimo Alcibiade serve in profondità Giovinco che scatta sul fuori gioco per calciare verso la porta livornese, trovando però la pronta risposta di Conti. Poco prima della mezz’ora Pirrotta scende centralmente e trova un ampio varco tra i due centrali livornesi, avendo quindi, arrivato giusto al limite, tutto lo spazio per concludere a rete. Il centrocampista Bianconero, però, tentenna, continuando a portare palla sin dentro l’area e facendosi quindi chiudere da un difensore. Quando arriva la conclusione, quindi, lo specchio di porta è ormai ridotto, tanto che il giovane Bianconero finisce col calciare a lato. Il goal è comunque nell’aria e la Juventus concretizza la propria netta superiorità poco oltre la mezz’ora quando capitan Alcibiade scende in percussione sulla destra e dopo aver saltato un paio di uomini serve una palla in mezzo a Libertazzi che deve solo spingere il pallone in porta, rendendo vano il tentativo di intervento in extremis di un difensore e lasciando di sasso il malcapitato Conti. Poco dopo la rete del 2 a 0 si fa vedere, finalmente, il Livorno: Moscati riceve al limite e riesce a liberarsi al tiro, trovando però la pronta risposta di Kirev, che pur poco impegnato dimostra, dopo l’erroraccio d’inizio match, una discreta capacità di concentrazione. La Juve non accenna comunque a tirare i remi in barca. Così, al trentacinquesimo, triplica: lancio profondo su cui scatta un velocissimo Fischnaller che dopo essersi ben infilato nelle maglie della retroguardia amaranto mette in mostra un passo notevole, con cui brucia tutti gli avversari. Una volta entrato in area, quindi, calcia di prima intenzione, bucando il portiere. Ma non è ancora finita: altri due minuti e la Juventus segna la quarta rete con il nuovo entrato Belcastro, puntuale all’appuntamento con il cross basso di Libertazzi, prontamente girato in rete dal centrocampista Bianconero. Giusto in chiusura potrebbe arrivare la quinta rete: Fischnaller crossa da destra, Belcastro svetta più alto di tutti ed incorna spedendo il pallone, poi preda di Conti, sulla traversa.

IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI
La partita risente, come detto in sede di cronaca, delle condizioni meterologiche poco favorevoli oltre che della pesantezza del campo. A questo devono anche aggiungersi però altri due fattori che nulla centrano con la situazione contingente dovuta alla pioggia: il primo è il fatto che la partita perde di significato per via della vittoria del Legia sul Vicenza (non certo il massimo, da parte degli organizzatori, non far giocare le due partite in contemporanea), il secondo riguarda invece il fatto che con la qualificazione già assicurata mister Bruni effettui un ampissimo turnover, lasciando quindi a riposo i giocatori più interessanti della Primavera Bianconera. Una cosa sicuramente corretta per far sentire tutti i giocatori della rosa coinvolti, ma è indubbio che con i vari Immobile, Iago, Esposito e Marrone il livello di gioco sarebbe potuto essere notevolmente più alto. Nella ripresa il forcing juventino comunque aumenta, rendendo più piacevole un match che fino al termine della prima frazione di gioco era stato piuttosto noioso. Secondo tempo che viene dominato dai Bianconeri, schiaccianti vincitori – con merito – tanto dell’incontro di oggi quanto del proprio girone. Migliore in campo quel Manuel Fischnaller capace di mettere a segno due reti (cosa che lo porta a salire a quota tre, dove raggiunge il compagno Immobile) con cui affondare il modesto Livorno di Ruotolo. Partita molto concreta e generosa da parte della punta bolzanina che si dimostra sì implacabile sotto porta ma che, soprattutto, mette in mostra una grandissima facilità di corsa ed un’ottima resistenza: passa infatti tutti e novanta i minuti del match a correre come un matto lungo tutto il fronte di attacco mettendo in difficoltà la retroguardia amaranto ed aprendo spazi per sè ed i compagni. Honorable mention per Filippo Boniperti che disputa una partita molto solida nella quale si propone più volte sulla fascia di sua competenza risultando una vera e propria spina nel fianco della compagine livornese e mettendo in mostra una notevole facilità di dribbling e cross, tutte cose che mancano molto all’attuale prima squadra Bianconera…

IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO
Faccio una premessa: il Livorno di Ruotolo era davvero poca cosa. Detot questo credo che Bruni abbiaa disposizione un gruppo eccezionale. Pur mancando un buon numero di titolari i ragazzi hanno dimostrato compattezza, intelligenza tattica e tanta ma tanta volontà in un match che contava quasi nulla per la qualificazione. La rosa della Primavera bianconera è ampia, tanto che Libertazzi non fa rimpiangere (o quasi) Immobile, Boniperti fa il… Boniperti e Fischnaller a fare il Del Piero. Sì perché il ragazzo proveniente dal Sud tirol si è già inserito alla perfezione nel gruppo di Bruni e oggi ha fatto vedere davvero il meglio di sè. Ribadisco, l’avversario non era irresistibile ma il 18enne trentino è stato protagonista di una prestazione maiuscola con due gol (uno propiziato da un infortunio del portiere avversario) e un assist, dimostrando di saper svariare su tutto il fronte d’attacco, attaccando, ma dando allo stesso tempo una mano ai compagni in fase di ripiegamento. Sugli scudi anche Belcastro, entrato a partita in corso e un po’ tutto il pacchetto difensivo a cui Kirev è sembrato dare buona sicurezza. Il disegno tattico di questa squadra è ben congeniato e, dicevamo, anche quando mancano elementi di spicco si riesce a mantenere una certa identità tattica. Tanto che la qualificazione agli ottavi è sembrata più facile del previsto con 11 gol all’attivo e zero al passivo. Peccato per l’espulsione di Pirrotta che non potrà prendere parte al prossimo match.

IL TABELLINO
JUVENTUS (4-2-3-1): Kirev; Romano, Silvestri, Ferrero, Crivello (Serino 29′ st); Alcibiade, Pirrotta; Boniperti, Fischnaller, Giovinco (Belcastro 26′ st); Libertazzi. A disp. Piccolo, Serino, de Paola, Bamba, Yago, Immobile, Belcastro, Terrazzino, Esposito. All. Bruni.
LIVORNO (4-5-1): Contiu: Modica, Possou, Ceccherini (Moscati 11′ st), Romeo (Gorelli 1′ st – Nuzzi 25′ st); Prutsch, Remedi, Monti, Lignani, Simeoni; Randi. A disp. Barbetta, Manzella, M. Moscati, F. Moscati, Nuzzi, Del Poggetto, Nencini, Malasoma, Gorelli. All. Ruotolo.
Espulsi: Ruotolo per proteste al 23’ st e Pirrotta per doppia ammonizione al 39’ st

(Credits: SciabolataMorbida)

Viareggio Cup: Juventus vs Vicenza 4-0

viareggio juventusDue giornate e Juventus praticamente promossa agli ottavi di finale della 62ª edizione della Viareggio Cup. La Primavera conferma di meritare il titolo di campione uscente e mette una grandissima ipoteca sul superamenteo del girone eliminatorio. Dopo il 3-0 nella gara inaugurale contro il Legia Varsavia, oggi è arrivato un ancora più netto 4-0 contro il Vicenza nel match giocato a Pontedera. Questa volta è toccata a Belcastro la palma dell’uomo partita con una doppietta, Immobile ha proseguito la striscia con il terzo gol in due partite e Fischnaller ha festeggiato il primo centro dal suo arrivo in bianconero. Con sei punti e una differenza reti più che ottima (sette gol fatti e zero subiti), decisiva in caso di arrivo a pari punti, i bianconeri vivranno con più serenità il terzo e ultimo incontro del Girone A. Venerdì, alle 17, a Pistoia c’è la sfida con il Livorno, nel quale basterà solo un punto. L’occasione per mister Bruni per far rifiatare i protagonisti delle prime due gare e per gettare nella mischia tanti ragazzi che hanno voglia di mettersi in luce in una vetrina così prestigiosa.

62ª Viareggio Cup – Girone A, 2ª Giornata
Pontedera, stadio
Mercoledì 3 febbraio

JUVENTUS-VICENZA 4-0 (2-0)
RETI: 7′ pt e 8′ st Belcastro, 30′ pt Immobile, 28′ st Fischnaller.
JUVENTUS: PinSoglio; Bamba, Silvestri, De Paola, Serino; Alcibiade, Pirrotta (19′ st Fischnaller); Esposito (30′ st Boniperti), Yago, Belcastro; Immobile (14′ st Terrazzino). A disposizione: Kirev, Romano, Ferrero, Crivello, Giuseppe Giovinco, Libertazzi. All. Bruni.
VICENZA: Pampaloni; Lombardo, Menegazzo, Devoto, Antinori; Carrà (37′ st Romagna), Sandonà (14′ st Chesi), Wagner, Tenneriello; Pomiro (10′ st Semenzato); Bianconi. A disposizione: Baù, Fait, Benvegnù, Zichi, Piccioni, Frizzo. All. Miani.

Viareggio Cup: Juventus vs Legia Varsavia 3-0

immobileCon una prova degna da squadra campione uscente, la Juventus entra subito rumorosamente nella 62ª edizione della Viareggio Cup. Legia Varsavia battuto 3-0 al termine di una gara comunque combattuta e vinta nonostante quasi un tempo giocato in inferiorità numerica (espulso Marrone) e un rigore parato da Pinsoglio a fine primo tempo, sull’1-0. La prima vittoria porta la doppia firma di Ciro Immobile, a segno di testa dopo un minuto e su rigore a fine primo tempo. Sigillo finale di Alcibiade, sempre più a suo agio nel ruolo di difensore con il vizio del gol. Subito tre punti in cascina, gli stessi del Vicenza che vince con lo stesso punteggio con il Livorno e mercoledì attenderà i bianconeri in una sfida già decisiva per il successo nel Girone A.

LA CRONACA
Per la gara d’esordio nel campo centrale di Viareggio, Luciano Bruni può contare su quasi tutti i titolari. Assente il solo Fausto Rossi, fermo precauzionalmente, il tecnico manda in campo la squadra con una sorta di 4-3-3. Davanti a Pinsoglio, difesa con De Paola e Alcibiade centrali, Bamba a destra e Serino a sinistra. A centrocampo Marrone, Belcastro e Giandonato, davanti spazio alla fantasia di Yago ed Esposito e alla concretezza di Immobile. Il bomber napoletano autore di una doppietta nella finale dello scorso anno con la Sampdoria, riparte con la stessa musica. Esposito lo pesca alla perfezione in mezzo all’area: testa e 1-0. I primi 40 minuti sono tutti di marca bianconera. Esposito e Yago inventano a ripetizione, Marrone detta i giusti tempi e i polacchi non riescono quasi mai a raccapezzarsi. Solo un po’ di imprecisione sotto porta impedisce alla gara di chiudersi. Due volte Esposito, Yago e De Paola non riescono a piazzare il colpo vincente. Il Legia si fa vedere una sola volta e per poco non piazza la beffa. De Paola è costretto a mettere già l’attaccante avversario: Rocchi vede il fallo, ammonisce il centrale e concede il rigore. Ci pensa Pinsoglio, con una gran parata, a mantenere il risultato. Risultato che cambia al 43’. Fa tutto Immobile che viene fermato irregolarmente in area. Questa volta la massima punizione è per i bianconeri e l’attaccante non sbaglia firmando la doppietta del 2-0 che chiude il primo tempo. Ripresa. La squadra di Bruni parte ancora forte ma all’8’ subisce un episodio che potrebbe cambiare la partita. Marrone commette fallo fuori area su un giocatore del Legia lanciato a rete. Rocchi fischia ed espelle il capitano. Subito la contromossa: esce Yago ed entra Boniperti in una Juve che cambia modulo con un 4-4-1 più coperto per affrontare i 35 ancora da giocare. I polacchi iniziano a credere e sola la traversa salva Pinsoglio su una punizione da lunga distanza. Immobile si conferma attaccante di razza e al primo pallone toccato nella ripresa sfiora in tris con una girata di destro. Ancora più vicino al gol Esposito al 220 con tocco di destro che finisce sul palo a portiere battuto. Intorno alla mezz’ora, Bruni fa rifiatare Immobile: al suo posto Libertazzi. Boniperti sfiora il tris con un tocco di esterno destro che il portiere mette in angolo. Ma dal corner arriva il gol con Alcibiade, ancora di testa e su assist di Esposito. Per il difensore è il terzo in gol in poche settimane e per la Juve è il 3-0 che chiude la gara. Entra anche Giuseppe Giovinco al posto di Esposito. La gara è chiusa e i bianconeri possono iniziare a pensare alla gara di mercoledì con il Vicenza. Alla luce del successo dei veneti sul Livorno, la sfida in programma a Pontedera (ore 17.30) diventa già decisiva per il passaggio del turno.

IL COMMENTO DI ALESSANDRA ROVERSI
L’avventura della Juventus nell’edizione 2010 del Torneo di Viareggio è iniziata nel migliori dei modi. Ottima prova collettiva dei baby della “Signora”, che non sono mai andati in affanno contro una squadra nettamente inferiore. Se si deve riassumere la prova della Juve, si potrebbe dire che ha fatto una partita molto buona a livello tattico sfruttando la tecnica di quei 2/3 elementi “di categoria”. Passando ai singoli, nel reparto difensivo, è piaciuta la prova della coppia centrale De Paola-Alcibiade, mentre Esposito ha fatto vedere ancora che il suo più grande pregio è la visione di gioco, che abbinata ad una tecnica sopraffina fa lui un gioellino he in altri campionati sarebbe senza dubbio la riserva di Camoranesi. Discorso simile per Yago: ottima prova per uno che si sa da tempo è avanti di parecchio rispetto ai pari età. In avanti, molto bene Immobile che ormai ha imparato a sfruttare bene la sua fisicità. Due parole vanno spese su Filippo Boniperti: il nipote d’arte ha giocato uno spezzone di gara e se non ha trovato il gol è stato solo per pura sfortuna; ottima corsa, salto e perfetto senso della posizione. Mercoledì la Juventus si giocherà la qualificazione con il Vicenza, che oggi ha battuto il Livorno: la vincitrice della sfida in programma a Pontedera accederà agli ottavi di finale.

IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI
Primo tempo a senso unico: Pinsoglio non sporca nemmeno la maglia, dovendo intervenire solo sul rigore e non venendo impegnato nel corso degli altri quarantaquattro minuti di gioco. Buona mole di gioco prodotta dai giovani Bianconeri, che però dimostrano di non riuscire ad incidere negli ultimi venti metri, non capitalizzando al meglio le azioni prodotte. Nel secondo tempo le cose cambiano solo in maniera relativa: i polacchi creano sì qualcosa più rispetto alla prima frazione di gioco ma resta la Juventus, anche con un uomo in meno, ad avere il pallino del gioco. Grande prova di carattere dei giocatori Bianconeri, quindi, che dimostrano, se mai ce ne fosse stato bisogno, che non sono venuti a Viareggio per scherzare. Il man of the match non può che essere Ciro Immobile, punta Bianconera tra le più interessanti dell’intero panorama primaveristico italiano che anche oggi ha dimostrato di unire un grande cuore ed una notevole predisposizione per il lavoro oscuro ad una buona capacità di finalizzare. Le due reti, una delle quali su rigore da lui stesso guadagnato, sono quindi il coronamento di una prestazione generosa della punta nativa di Torre Annunziata che dopo aver giocato un buon torneo lo scorso anno ha iniziato l’edizione di quest’anno con ancora più decisione e fame di goal. Honorable mention per Manuel Giandonato: il centrocampista Bianconero, erede di quel Luca Castiglia che lo scorso anno giocò da capitano lì in mezzo, si spende in un grande lavoro di contenimento dimostrando anche notevole lucidità nell’impostazione dell’azione ed una capacità di lancio non indifferente.

(Credits: Juventus.com per la cronaca, SciabolataMorbida)