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Le avversarie: il Palermo di Delio Rossi

delio rossiSTATISTICHE
L’ottimo campionato svolto fino ad oggi dagli uomini di Delio Rossi (subentrato a Zenga il 23 novembre scorso) si legge nella classifica che, dopo 25 partite, vede il Palermo, con 40 punti conquistati, a dividersi il quinto posto con Napoli e Sampdoria. Merito di questa posizione va soprattutto alle prestazioni fornite dai siciliani all’interno delle “mura” del Renzo Barbera: in casa, i rosanero sono infatti (assieme ad Inter, Napoli e Sampdoria) imbattuti, con 9 vittorie e 4 pareggi; sono inoltre 9 gol i gol subiti in casa e solo Samp e Napoli hanno fatto meglio con 7 gol al passivo nelle gare casalinghe. L’altra faccia della medaglia però vede un Palermo con un andamento discontinuo ed incerto nelle prestazioni fuori casa. Solo due le vittorie lontano dal Barbera di cui un targata Walter Zenga a Livorno e l’ultima, non proprio recente, a Milano col Milan datata 13 dicembre (reti di Miccoli e Bresciano). Delle prime dieci squadre in classifica solo il Genoa ha fatto peggio in trasferta. Nelle ultime due trasferte i siciliani hanno rimediato due sonore sconfitte: 4-1 a Roma e 4-2 a Bari.

L’ALLENATORE: DELIO ROSSI
Delio Rossi allena il Palermo dalla quattordicesima giornata. Fino ad oggi ha fatto molto bene riuscendo a conquistare il quinto posto in campionato frutto soprattutto dell’ottimo gioco espresso; c’è comunque da dire che il Palermo fino a quel punto, con Walter Zenga, era riuscito a conquistare 17 punti in 13 partite. L’allenatore, nato Rimini nel 1960, è salito alla ribalta del calcio professionistico grazie all’ottimo campionato disputato dalla sua Salernitana in Serie B nella stagione 1997/98, vincendo il campionato e riuscendo a stabilire il record di punti. Una squadra, quella salernitana, che esprimeva un gioco vincente ma anche divertente fatto di velocità e di corsa. Gl’ultimi 4 anni hanno visto il tecnico fare molto bene a Roma (sponda Lazio) riuscendo a portare la squadra in Champions League nel 2007 e a conquistare una Coppa Italia lo scorso anno battendo in finale la Sampdoria (e in semifinale proprio la Juventus).

LA FORMAZIONE
“Tutti disponibili per la trasferta di Torino”: così recita il Giornale di Sicilia questa mattina. Ieri sono infatti rientrati Sirigu, Miccoli e Liverani, e i tre si sono allenati col gruppo e sicuramente saranno in campo domani sera. Il Palermo si schiererà allora col suo solito 4-3-1-2: in porta andrà Sirigu (il giovane portiere sardo sta disputando un ottimo campionato ed è sicuramente il più interessante giovane portiere della serie A); la difesa sarà quella titolare con la spinta sulle fasce degli ex Cassani e Balzaretti e la solidità in mezzo del biondo danese Simon Kjaer con Bovo al suo fianco; i tre di centrocampo saranno Migliaccio e Nocerino mezzali con Liverani nel ruolo di regista arretrato; sulla trequarti ci sarà sicuramente Pastore che potrà agire dietro il tandem d’attacco Miccoli-Cavani. Pare certo, invece, il forfait di Budan: in panchina andrà il giovane attaccante Hernandez, autore di un’ottima prestazione la settimana scorsa.

IMPRESSIONI SULLA PARTITA
Il Palermo gioca decisamente un buon calcio grazie al suo allenatore che è riuscito a dare un ottimo equilibrio al suo 4-3-1-2 che può essere un esempio per molte squadre che giocano in questa maniera, ma analizziamolo meglio. A mio avviso è di fondamentale importanza la presenza di un giocatore in mezzo al campo come Liverani, il tipico mediano che “fa gioco”, un pò come Pirlo nel Milan o il tanto desiderato D’Agostino nell’Udinese. Un giocatore capace sia della giocata semplice, ma anche del cross lungo. La sua presenza, anche se a volte troppo statica davanti la difesa, è comunque fondamentale: detta i tempi di gioco e garantisce un altissimo numero di soluzioni. Una di queste, ad esempio, può essere la spinta dei due terzini che garantiscono corsa e ampiezza alla manovra: a mio avviso oggi Cassani e Balzaretti sono fra i migliori interpreti italiani del ruolo. Le mezzali di centrocampo sono Nocerino e Migliaccio, due giocatori di quantità capaci anche di attaccare lo spazio (vedi il gol di Nocerino domenica scorsa): la loro presenza e la loro corsa garantiscono comunque equilibrio alla manovra e sempre una certa copertura sulle ripartenze avversarie. Il reparto offensivo vede tre giocatori molto rapidi ed imprevedibili. Partiamo da Pastore: il trequartista offensivo argentino, a mio parere, è un ottimo interprete del ruolo, come caratteristiche fisiche e tecniche incarna il prototipo di trequartista moderno (Kakà), un giocatore cioè forte dal punto di vista sia tecnico che atletico. Con un giocatore come Liverani una decina di metri dietro, Pastore riesce ad essere ancora piu pericoloso ed imprevedibile in avanti. Un tipo di gioco espresso molto diverso da quello della Juve che invece ha un mediano piu fisico e meno tecnico come Melo, ed un trequartista come Diego che non è decisamente portato ad attaccare gli spazi, ma è più predisposto a ricevere il pallone da fermo e impostare. Miccoli e Cavani sono due ottime punte che si completano a vicenda: il primo lo conosciamo bene, avendo giocato nella Juventus un paio di stagioni, ed è un giocatore imprevedibile che fa della rapidità e della tecnica il suo punto di forza; Cavani è invece un centravanti molto mobile, bravissimo sia nel ricevere palla che ad attaccare lo spazio. Insomma sarà davvero una partita difficile..

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Le avversarie: il Bologna di Franco Colomba

franco colomba bolognaSTATISTICHE
Il Bologna si trova in una discreta posizione di classifica con 28 punti, a 5 lunghezze dalla zona retrocessione. Il merito è soprattutto delle ultime prestazioni, avendo i rossoblu collezionato ben 11 punti nelle ultime 5 partite, ottimo ruolino di marcia per una squadra che lotta per la salvezza, e non solo. Squadra prettamente “casalinga”, il Bologna ha raccolto il maggior numero di punti in casa con 5 vittorie (contro Bari, Livorno, Siena, Palermo ed Udinese), 3 pareggi e 4 sconfitte. Gli emiliani hanno inoltre un ottimo equilibrio tra reti fatte (25) e subite (31, meglio della Juve che ne ha subite 32) e concedono molto meno fuori casa che tra le mura amiche. Non perdono dal 10 gennaio scorso (1-0 col Cagliari al Dall’Ara), sconfitta che ha chiuso il periodo peggiore della stagione per gli uomini di Colomba che venivano da un solo punto raccolto in 4 partite.

LA STORIA DEL MATCH
Il primo successo a Bologna nella storia ha visto la Juventus prevalere 1-0 e questo punteggio è diventato un classico nel corso del tempo, verificatosi in dieci circostanze. A inaugurare la serie è la rete di Munerati nel 1929/30. Il bis si ha nel 1953/54 e il match-winner è il danese Praest, che colpisce al decimo della ripresa. Due anni dopo tocca ad Angelo Caroli andare in gol nel giorno del suo esordio in maglia juventina. Il futuro scrittore-giornalista segna nei minuti iniziali del secondo tempo, in una stagione che vede i rossoblu piazzarsi prima dei bianconeri. Dieci anni dopo, nel 1966, è il brasiliano Cinesinho a decidere la sfida. La gara si fa ricordare però per ben tre cartellini rossi: escono anzitempo Leoncini per la Juve e Bulgarelli e Haller per il Bologna. Il tedesco sarà poi un elemento di spicco della Vecchia Signora negli anni a venire. Nel 1976/77 è Causio a entrare nel tabellino dei marcatori, dopo appena tre minuti di gioco. La sfida del 1990/91, che vede il ritorno dell’ex Gigi Maifredi nella città delle due torri da allenatore della Juve, si risolve dal dischetto. Roberto Baggio realizza dagli undici metri al ventesimo della ripresa. Non altrettanto fa l’ungherese Detari dieci minuti dopo. Si va poi all’aprile del 1997. Il gol che fissa il risultato è una prodezza personale di Boksic, imprendibile per la difesa avversaria. Si prosegue nel nuovo millennio con la tradizione. Il 22 febbraio 2004 il Bologna viene condannato da un’incursione vincente di Iuliano. Dieci mesi dopo è Pavel Nedved su calcio di punizione a fare la differenza. Infine, l’ultimo 1-0 favorevole alla Juventus si ha nel 2006/07, campionato di serie B. Decide Zalayeta, oggi in forza proprio al Bologna, anche se non mancano polemiche perché neanche la moviola riesce a decidere se il pallone calciato dall’uruguagio abbia effettivamente varcato per intero la linea di porta.

L’ALLENATORE
Franco Colomba allena il Bologna dal 20 ottobre scorso, essendo subentrato a mister Papadopulo dopo 8 partite; i rossoblù a quel punto avevano raccolto soltanto 6 punti. Nelle ultime 16 partite il tecnico toscano ha invece portato la squadra a conquistare 22 punti raggiungendo cosi una discreta posizione di classifica.La scorsa stagione, Colomba ha allenato l’Ascoli sostituendo mister Chiarenza (ex Primavera Juve) a dicembre, e, con una squadra che si trovava in piena zona retrocessione, è riuscito, con una serie di ottime partite, a portare i bianconeri quasi in zona playoff, rovinando però l’ottimo lavoro svolto con le ultime prestazioni di una squadra che sembrava ormai appagata dalla serie di risultati utili. Di lui si ricorda una salvezza straordinaria ottenuta con la Reggina nel 2000 e una retrocessione l’anno successivo dopo lo spareggio col Verona.

FORMAZIONE
Il Bologna gioca con un 4-4-2 molto quadrato. In porta ci sarà Viviano e davanti a lui i 4 saranno probabilmente Zenoni a destra, Portanova e Moras centrali e Raggi a sinistra (vista la squalifica di Lanna). A centrocampo, le uniche certezze sono i due interni Guana e Mudingay, mentre i dubbi riguardano le fasce laterali visto che Gimenez si è allenato a parte per tutta la settimana e Modesto è fermo per una lesione muscolare: a meno di un recupero lampo dell’uruguaiano, sulla destra agirà Buscè e a sinistra ci sarà Casarini. In attacco, il Bologna ha perso il suo uomo migliore, Marco Di Vaio, che starà fuori un mese circa per uno strappo alla coscia: al suo posto verrà impiegato con tutta probabilità l’ex Zalayeta (ancora in comproprietà con la Juve) e con lui Adailton, 5 gol per lui in questa stagione.

IMPRESSIONI
Il Bologna è una buona squadra abile nel contenere la manovra avversaria e sfruttare la velocità nel ripartire. Oggi la formazione di Colomba è una squadra decisamente solida, capace di mettere in difficoltà chiunque. Lo sanno bene Fiorentina (sconfitta in casa per 2-1) e Milan (fermato sullo 0-0 al Meazza). Quello di Colomba è un 4-4-2 molto rigido impostato su una difesa solida grazie all’esperienza di Portanova, ed un centrocampo fatto di muscoli che agisce da vero e proprio schermo con Guana e Mudingay, due giocatori molto bravi nell’interdizione che garantiscono tantissima quantità. Nelle ripartenze viene sfruttata invece la velocità degl’esterni con giocatori di corsa e di inserimento. L’imprevedibilità della manovra è data dalla posizione di Adailton (ottimo il suo agire tra le linee di centrocampo e difesa avversaria) e dalla velocità di Di Vaio abile nel dare profondità.I giocatori che hanno impressionato di più nelle ultime partite sono stati Di Vaio e Gimenez, che però con tutta probabilità entrambi non saranno del match: sicura l’assenza del centravanti, probabile quella dell’esterno. Un giocatore da tenere d’occhio è sicuramente Adailton, si muove spesso tra le linee e non dà punti di riferimento, l’attaccante brasiliano è bravissimo nell’uno contro uno e nella giocata in profondità. L’ex Zalayeta invece è un giocatore diverso da Di Vaio, più fisico e meno rapido (3 gol in 16 partite per lui quest’anno): è il classico attaccante di manovra bravissimo nella protezione della palla e nel far salire la squadra.

Le avversarie: l'Ajax di Martin Jol (Europa League)

luisito suarezLA SQUADRA
La squadra del tecnico Martin Jol, reduce dalle esperienze all’estero nel Tottenham (2004-07) e nell’Amburgo (2008-09) che si sono concluse con un esonero doloroso e un addio prematuro,  pratica il “solito” 433 che da anni a questa parte contraddistingue la squadra di Amsterdam. L’ultima partita giocata, sabato scorso in serale, è stata disputata dai Lancieri in trasferta contro l’SC Heerenveen, club del nord dell’Olanda dove nei media locali si vociferà l’anno prossimo Guus Hiddink andrà ad allenare. Costretto a rinunciare in partenza agli indisponibili Vertonghen (squalificato) ed Emanuelson (stiramento), mister Jol ha schierato la seguente formazione:

1 Stekelenburg
2 van der Wiel, 19 Alderwiereld, 3 Oleguer, 23 Anita
6 Lindgren, 40 de Zeeuw, 22 de Jong
28 Rommendahl, 9 Pantelic, 16 Suarez

Con il danese Rommendahl largo a destra e Luisito Suarez, stella e capitano della squadra, largo a sinistra, e con Oleguer, 30enne ex Barcellona, al centro della difesa assieme ad Alderwiereld. Pallino della regia a de Zeeuw, con un grande gioco sulle fasce e ripartenze veloci. A onore di cronaca, la partita non è stata brillantissima, causa anche il terreno di gioco in non perfette condizioni. Alla fine il risultato è stato 2-0, col secondo gol arrivato solo nel recupero e con gli avversari in 10 da 15 minuti. Il punto debole della squadra di Jol è sicuramente la difesa, non insuperabile, mentre centrocampo e attacco sono, come sempre, due reparti molto ben organizzati e ricchi di talento, come tradizione vuole.

I GIOCATORI
Conosciamoli meglio rapidamente:

  • STEKELENBURG: da quasi 10 anni portiere dei Lancieri. Ha raccolto di fatto l’eredità di van der Saar. Gli somiglia fisicamente, essendo altissimo (194 cm). E’ un discreto portiere, riserva in Nazionale.
  • VAN DER WIEL: terzino destro giovanissimo prodotto dal vivaio biancorosso. Discreto terzino, tiene la posizione e spinge abbastanza.
  • ALDERWIERELD: giovane centrale prodotto anche lui dal vivaio. A volte è un pò troppo sicuro di sè palla al piede, commettendo errori banali. Alto, è però superabile in velocità. Si fa saltare spesso. Non in formissima.
  • OLEGUER: lo conosciamo per il suo trascorso al Barcellona. E’ un discreto difensore, di esperienza, che ultimamente sta disputando buone prestazioni.
  • ANITA: giovane terzino di colore ex vivaio anche lui. (Molto) Basso e rapido, è stato riciclato da attaccante di destra del 433 a terzino sinistro, con discreti risultati. Raramente arriva sul fondo, preferendo difendere. Nell’ultimo match è stato però saltato con facilità da tale Roy Beerens. Insomma, non insuperabile.
  • ROMMENDAHL: esterno destro offensivo danese di grande esperienza (31 anni). Molto veloce palla al piede, mette in mezzo numerosi cross e sa anche andare a concludere, avendo realizzato due gol nelle ultime due gare disputate dall’Ajax.
  • LINDGREN: centrocampista svedese piuttosto difensivo. Tiene la posizione coprendo i compagni. Capace di lanci lunghi e precisi.
  • DE ZEEUW: se vogliamo il faro della squadra. Nonostante sia leggermente sovrappeso, è un centrocampista a tutto tondo, in grado sia di impostare sia, soprattutto, di inserirsi senza palla diventando di fatto un attaccante aggiunto a far coppia con Pantelic. Può battere le punizioni e tirare da fuori.
  • DE JONG: giovanissimo. E’ un centrocampista dalle lunghe leve in grado di ricoprire più ruoli. Sa anche inserirsi e fa tanto movimento senza palla.
  • LUIS SUAREZ: la stellina della squadra. Ama giocare largo, per sfruttare i suoi letali uno contro uno e accentrarsi. Può giocare sia a destra (quando gioca Emanuelson a sinistra) che a sinistra (con Rommendahl). Vede tantissimo la porta, avendo già realizzato 23 gol in 23 presenze stagionali (avete letto bene)
  • PANTELIC: centravanti serbo di grande esperienza, ex Herta Berlino, arrivato come parametro zero. Vede abbastanza la porta (8 gol in 15 partite) e sa anche fornire preziosi assist (suo l’assist a Rommendahl nell’ultimo match contro l’SC Heerenveen).

Questi invece i giocatori, non impiegati nell’ultimo match, ma che potrebbero giocare contro di noi:

  • VERTONGHEN: di solito è titolare fisso. Contro l’SC Heerenveen era squalificato, ma dovrebbe rientrare al posto di Oleguer al centro della difesa. Giovanissimo, belga come il compagno di reparto Alderwiereld, e anche lui prodotto del vivaio.
  • EMANUELSON: di solito titolare al posto di Rommendahl, gioca largo a sinistra con Luisito Suarez spostato a destra.
  • ENOH: il primo camerunense nella storia dell’Ajax, è stato spessissimo preferito da Martin Jol a de Jong. Ovviamente ha grande corsa e immensi polmoni, ed è uno dei favoriti del pubblico per la sua grinta e per la sua umiltà nel campo che lo porta a dare sempre tutto.

LA STAGIONE
Dopo un avvio non certo esaltante, l’Ajax, partito con l’obiettivo di vincere l’Eredivisie, si trova attualmente al terzo posto a 9 punti dalla capolista PSV e a 6 dal Twente, che ha battuto con un sonoro 3-0 all’Amsterdam ArenA 10 giorni fa. E’ in ripresa. La sua stagione è letteralmente a due facce: irresistibili in casa, si sciolgono come neve al sole in trasferta (“è un fatto psicologico”, cit. Jol). Nell’ultima gara sono finalmente riusciti a “sbloccarsi” dopo una lunga serie senza vittorie esterne, andando a conquistare i 3 punti sul difficile campo dell’SC Heerenveen. Giovedì sarà molto dura vincere all’ArenA, ma – visti i risultati in trasferta – ci potrebbe andare bene anche un bel pareggio, magari con gol.

Le avversarie: il Genoa di Gasperini

gasperini genoaSTATISTICHE
Il Genoa in classifica si trova attualmente in settima posizione assieme alla Juve con 35 punti conquistati in 23 partite. Per loro lo stesso numero di vittorie, pareggi e sconfitte dei bianconeri (rispettivamente 10-5-8). I liguri hanno però stranamente la seconda peggior difesa del campionato con 36 reti subite (dopo il Siena con 42), risultato dovuto evidentemente al tipo di calcio espresso dagli uomini di Gasperini: la squadra crea molto e concede altrettanto, sia in casa che in trasferta.  La squadra ha due facce: tra le mura amiche ha realizzato ben 8 vittorie (solo Inter e Roma hanno fatto meglio) ed hanno perso solo in un’occasione, il 5-0 con l’Inter che ricordiamo bene; in trasferta, invece, i rossoblu hanno raccolto solo due vittorie (contro Bologna e Atalanta) e due pareggi (Palermo e Napoli).

L’ALLENATORE
Gianpiero Gasperini è, a mio avviso, uno dei migliori allenatori della Serie A, facendo giocare alla sua squadra un calcio molto divertente e spettacolare. L’allenatore piemontese è cresciuto nella Juve sia come giocatore, facendo tutta la trafila nel settore giovanile che come allenatore, avendo allenato Giovanissimi, Allievi e avendo portato la Primavera bianconera a vincere il Viareggio nel 1994. E’ un allenatore molto preparato che sfrutta un modulo particolare come il 3-4-3 per creare un calcio fatto di corsa,  ripartenze e cambi di gioco. Nel 2008 è stato premiato con la “Panchina d’Argento”, importante premio a livello nazionale in cui gli allenatori votano un collega che ha saputo distinguersi in maniera particolare nel corso della stagione precedente.

FORMAZIONE
I Grifoni arrivano a Torino in piena emergenza, tra influenze, ricadute ed infortuni vari. Sono molti i dubbi di formazione per Gasperini, ma andiamo con ordine. In porta andrà sicuramente Marco Amelia e, davanti a lui, i tre centrali saranno quasi sicuramente Papasthatopoulos, Dainelli e Bocchetti (gli unici disponibili vista anche la squalifica di Moretti). A centrocampo partiamo dalle uniche certezze: l’ex bianconero Criscito agirà sulla corsia sinistra, mentre, per la fascia destra è ancora in dubbio Rossi, reduce da una distorsione al ginocchio. In mezzo, pare recuperato Milanetto, che dovrebbe giocare con una maschera per la botta al volto rimediata domenica scorsa, e con lui probabilmente ci sarà lo spagnolo Zapater visto che Juric non sembra poter recuperare da una distorsione alla caviglia. In attacco si è fermato ieri Palladino, mentre pare invece recuperato Sculli: tirando le somme, i tre saranno Mesto a destra, Acquafresca al centro e Sculli a sinistra.

IMPRESSIONI
Il Genoa di quest’anno è diverso da quello delle precedenti stagioni. Gli altri anni la squadra di Gasperini giocava un calcio che sfruttava molto la presenza di un attaccante centrale capace di capitalizzare al meglio la mole di gioco creata dagli esterni (Milito 24 gol lo scroso anno, e Borriello 19 l’anno prima). Quest’anno il problema vero della squadra rossoblù è stata la presenza (o assenza) di un centravanti vero, essendo il miglior realizzatore fino ad oggi Mesto con 5 reti e, dietro di lui, Palladino con 4 e Sculli con 3 (e, certamente, non sono dei centravanti). Per questo motivo sono stati presi a gennaio Acquafresca e Suazo. Il pericolo viene comunque dalla facilità di corsa e di gioco degli esterni sia di centrocampo che d’attacco, capaci di creare la superiorità numerica sulle fasce grazie a sovrapposizioni ed inserimenti continui. I centrali di centrocampo giocano invece molto di posizione, limitano gli inserimenti e sono molto bravi nei lanci e nei cambi di gioco (in particolare Milanetto). Il cambio di gioco e la ripartenza sono delle caratteristiche peculiari del calcio espresso da Gasperini, questa capacità d’inserimento degl’esterni viene sfruttata al meglio grazie alla facilità di lancio degli interni di centrocampo che, con un cambio di gioco, riescono a mettere in difficoltà le difese avversarie attaccando il loro lato “debole”.I più in forma in questo periodo mi sembrano Mesto e Rossi, i due della fascia destra, Attenzione anche ai numerosi ex, Gasperini su tutti…

Le avversarie: la Lazio di Davide Ballardini

lazioLE STATISTICHE
La Lazio ha raccolto finora 21 punti in 21 partite. Non vince dal 6 gennaio scorso (4-1 in casa col Livorno) e viene da due pareggi in casa (Chievo e Udinese) ed una pesante sconfitta (3-0 con l’Atalanta) fuori casa. Gli uomini di Ballardini non attraversano assolutamente un buon momento, in piena crisi sia tecnica che di risultati, ma è tutta l’annata che non sta andando come sperato. Si trovano infatti a soli due punti dalla zona retrocessione con una squadra, a sentire Lotito in piena estate, costruita per ben altri traguardi. La Lazio fuori casa ha raccolto solo 8 punti (1 vittoria, 5 pareggi e 4 sconfitte) e non vince dal 30 agosto scorso, seconda partita del girone d’andata (Chievo-Lazio 2-1). Una squadra costruita per creare molto, con due attaccanti ed un trequartista, e che oggi deve fare in conti con una realtà ben diversa: con solo 16 reti la Lazio ha il secondo peggior attacco della serie A (dopo il Livorno, 14) ed in trasferta è andata a segno solo 5 volte: due volte col Chievo (ndr ultima vittoria) e una contro Catania, Siena ed Udinese. Un pò meglio la difesa, la quarta del campionato (con Chievo Bari e Fiorentina) con soli 22 gol subiti, di cui 11 in trasferta.

COME SI PRESENTERA’
Sono due le alternative per Ballardini, o la difesa a 3 con 4 centrocampisti, un trequartista e 2 punte (3412), o la più collaudata difesa a 4 con 3 centrocampisti puri, un trequartista e due punte (4312). Il vero dubbio è rappresentato dalla presenza o meno di Lichsteiner. Nel caso di 3412 la difesa sarebbe composta da Diakitè, Stendardo e Radu (che rientra dalla squalifica) e, a quel punto, sarebbe certa la scelta dello svizzero che agirebbe da esterno destro sulla linea dei centrocampisti con Kolarov a spingere a sinistra. In mezzo sicuri Firmani e Baronio. Nel caso in cui invece Ballardini dovesse optare per la difesa a quattro, la difesa sarebbe composta da Radu e Stendardo al centro, Diakitè terzino destro e Kolarov retrocesso a terzino sinistro, con Lichsteiner sacrificato e con un centrocampo composto dai muscoli di Dabò oltre che da Baronio e Firmani. In porta è sicura la presenza di Muslera, croce e delizia della squadra di Ballardini, portiere capace di interventi incredibili e di errori grossolani che spesso sono costati punti pesanti alla squadra. Passando al reparto avanzato, il ruolo di trequartista sarà certamente ricoperto da Mauri (vista la continua indisponibilità di Matuzalem per una distrazione al polpaccio destro) e le due punte dovrebbero essere Cruz e Zarate a meno che non ci sia un recupero lampo di Floccari.

IMPRESSIONI
La Lazio sta avendo una stagione fallimentare, lo dicono le prestazioni e, sopratutto, i numeri. In alcune partite Ballardini a provato a cambiare modulo provando un’inedita difesa a tre che garantisce piu spinta dalle fasce e più protezione in fase di non possesso. La Lazio non ha un gran gioco e questo a mio avviso è anche dovuto alla sterilità di Zarate. L’argentino è un funambolico dribblomane ma troppo spesso è indisponente e poco utile alla causa. Il gioco di Ballardini ha bisogno invece di una seconda punta che sappia svariare, giocare palla negli spazi e favorire gli inserimenti del trequartista, un pò come faceva Miccoli nel suo Palermo con Simplicio. Mauri è un giocatore diverso, piu fisico e meno dinamico del brasiliano. L’attacco rimane comunque il reparto che ha destato più dubbi quest’anno: Zarate ha segnato solo due reti e Julio Cruz ne ha realizzate tre (Chievo 2 e Catania). L’acquisto di Floccari sembra però aver risolto alcuni problemi ma è quasi certo il suo forfait. Ricordiamoci, comunque, che El Jardinero è la bestia nera della Juve, con 10 gol totali realizzati contro di noi con le maglie di Inter, Bologna e Feyenoord.

(Credits: Miguelon)

Le avversarie: l'Inter di Josè Mourinho

interLE STATISTICHE
Per l’Inter è la seconda partita di Coppa Italia in questa stagione, come prevede infatti la nuova formula “all’inglese” che è in vigore dal 2008. I nerazzuri, così come la Juventus, sono entrati in gioco dagli ottavi di finale, insieme alle restanti 6 squadre impegnate nelle Coppe Europee. Agli ottavi, l’Inter ha incrociato il Livorno di Serse Cosmi al Meazza vincendo di misura per 1-0 grazie alla rete su punizione di Wesley Sneijder al 15° del secondo tempo. Nella precedente edizione, l’Inter è uscita in semifinale contro la Sampdoria perdendo 3-0 a Marassi (Cassano e doppietta di Pazzini per i blucerchiati): agli uomini di Mourinho non bastò la vittoria per 1-0 nella gara di ritorno in casa (gol di Ibrahimovic). Nei turni precedenti avevano eliminato: Roma (2-1 ai quarti) e Genoa (3-1 dopo i supplementari agli ottavi). L’ultimo precedente in Coppa Italia è datato 2008: l’Inter di Mancini batte la Juventus di Ranieri: finisce 2-2 all’andata a S.Siro grazie ai gol di Cruz (due) e ai gol di Del Piero e Boumsong; nella gara di ritorno ha la meglio l’Inter 3-2 a Torino doppietta di Balotelli e gol di Cruz su rigore per i nerazzurri, e reti di Stendardo e Del Piero per la Juve.

COME SI PRESENTERA’
Ieri Mourinho è stato chiaro nella conferenza stampa che ha preceduto la partita: “Giocano Sneijder, Lucio (squalificati in campionato, ndr) e Balotelli. Gli altri sette li scoprirete domani”. Tirando le somme, vista la presenza di Sneijder, l’Inter si dovrebbe presentare col rombo a centrocampo e con due punte in un ipotizzabile 4312. In porta andrà sicuramente Toldo che non para dal 16 dicembre (ottavi di coppa Italia contro il Livorno); la difesa vedrà al centro con tutta probabilità Materazzi accanto a Lucio e sulle fasce Maicon a destra e Santon a sinistra con Cordoba che quasi sicuramente sarà destinato a fare qualche minuto nella ripresa per ritrovare un pò di forma visto che è quasi certa la sua presenza in campionato domenica. Come già detto prima, sicura la presenza dell’olandese Sneijder come vertice alto del rombo, dietro di lui, rispetto al derby, sarà probabilmente concesso un turno di riposo al capitano Zanetti e quindi probabilmente giocheranno Cambiasso come vertice basso supportato ai lati da Thiago Motta e Muntari. Certa la presenza di Balotelli, l’unico dubbio di formazione è il suo partner. Probabilmente sarà concesso un turno di riposo a Diego Milito. Samuel Eto’o è appena rientrato dalla Coppa d’Africa e stamattina verranno valutate le sue condizioni. Restano Pandev e Arnautovic: più probabile il primo anche in un’eventuale staffetta con Milito, da escludere la presenza del secondo così come da escudere anche la presenza di Quaresma da primo minuto.

IMPRESSIONI
In uno scontro diretto dentro-fuori tutto può succedere, ovviamente. Certo l’Inter arriva in un momento psico-fisico eccezionale, dopo aver battuto in 10 il Milan nel derby e aver dato una mazzata forte al campionato contro la diretta concorrente al titolo. Certamente la Coppa Italia non è il campionato, ma Inter-Juventus è pur sempre una classica, e l’inter non perde dal 5 dicembre guarda caso proprio contro la Juventus. I giocatori piu in forma in questo momento sono sicuramente Cambiasso, Sneijder e Milito. Cambiasso in particolare, superati alcuni acciacchi è rientrato ai sui livelli e gestisce il centrocampo dando equilibrio e solidità alla squadra in un ruolo cardine davanti la difesa. Sneijder è anche lui in forma eccezionale e, nei pochi minuti disputati nel derby prima dell’espulsione, ha colpito un palo con un bellissimo tiro al volo: avrà una gran voglia di rifarsi. Milito ormai lo conosciamo bene, attaccante completo con uno spiccatissimo senso del gol: eccezionale la sua prestazione nel derby in cui si è sacrificato per 90 minuti. L’Inter senza dubbio sarà un avversario temibile da affrontare in casa loro, ma come detto prima in 90 minuti tutto può succedere. Milan-Udinese di ieri insegna. Giocata ieri sera proprio a S.Siro: chissà il campo come sarà ridotto…

(Credits: Miguelòn)