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Giovani promesse: Sebastien Corchia (Le Mans)

corchia bigData di nascita: 1 Novembre 1990
Nato a: Noisy le Sec (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Terzino destro
Club: Le Mans (FRA)
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: 2/3 mln di euro

LA CARRIERA:
Sébastien ha iniziato la sua carriera da calciatore del Camp des Loges, il centro di allenamento giovanile del PSG. Dopo 7 anni trascorsi nel club della capitale, è stato scelto per far parte della prestigiosa accademia di Clairefoitaine e, dopo un solo anno, il Le Mans gli ha fatto firmare un contratto giovanile aggregandolo alla squadra giovanile. La promozione in prima squadra è avvenuta nella stagione 2008/09, la passata, quando – il 14 febbraio 2009 – ha esordito partendo da titolare contro il Nizza giocando i suoi primi 67 minuti nella Ligue-1.  Terminerà la sua stagione d’esordio con 9 presenze. Il primo maggio 2009 ha firmato il suo primo contratto da professionista legandosi al club del Le Mans fino al 2012. Dopo un ottimo Europeo U-19 disputato coni Blues, il nuovo allenatore del Le Mans Paulo Duarte ha deciso per quest’anno di lanciarlo definitivamente come terzino destro titolare del club. Con i Blues, comunque, l’avventura era iniziata già con la U-17, per poi essere proseguita con la U-18 e la U-19. Il 27 agosto 2009, a 19 anni, è stato selezionato dalla U-21 per i match di qualificazione all’Europeo U-21 del 2011 contro la Slovenia del 4 settembre e contro l’Ucraina dell’8 settembre. E’ stato già osservato a lungo dalla Juventus, già dal 2008 durante la sua prima stagione. Il suo idolo è Paolo Maldini e sogna di vestire un giorno proprio i colori della nostra squadra.

CARATTERISTICHE:
Corchia è un terzino destro “moderno”, molto veloce, dal buon cross, che ama avanzare in attacco sovrapponendosi al compagno centrocampista per mettere in mezzo palloni invitanti e, ogni tanto, tagliare dentro e cercare la giocata. Fisicamente è alto 175 centimetri per 65 kg di peso: è leggerino, senza dubbio, e deve mettere su qualche muscolo in più. E’ però molto veloce, e questo gli permette di coprire l’intera fascia sia in attacco che in difesa. Discreto difensore, riesce a tenere l’uomo abbastanza discretamente, ed ha la grinta necessaria per sopperire alle sue lacune fisiche. Tecnicamente parlando, è un terzino molto interessante, che spesso ama scambiarsi di posizione col centrocampista destro della sua squadra o sovraggiungere da dietro mettendo immediatamente degli invitanti palloni in mezzo. Durante i corner difensivi si piazza subito fuori l’area, mentre in quelli offensivi resta arretrato per coprire il maggior spazio possibile grazie alla sua velocità. E’ un destro naturale, unico piede che usa.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Che fosse bravo lo avevo notato subito, dalla prima volta che l’ho visto giocare. Agli ultimi Europei U-19, in particolare, l’ho proposto nella Top-11 del Torneo (clicca qui) senza esitazione alcuna, perchè nel ruolo aveva davvero una marcia in più rispetto ai suoi colleghi. La Juventus come detto lo ha seguito a lungo, lui lo sa, ed è anche per questo che in ogni partita cerca di mettercela tutta. A 19 anni è già un U-21 e, vista la carenza di buoni giocatori nel ruolo, in molti scommettono che presto arriverà anche il salto nella formazione di Domenech. E’ un giocatore, lo dico chiaramente, che acquisterei senza se e senza ma, per farlo crescere progressivamente da noi (non è che abbiamo chissà quali fenomeni sulla fascia destra..) anche perchè coi francesi storicamente c’è un feeling particolare, a Torino, e lui potrebbe davvero rappresentare un bell’investimento. Piace molto a Castagnini. E pure a me.

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Giovani promesse: Ryad Boudebouz (FC Sochaux)

boudebouzData di nascita: 19 Febbraio 1990
Nato a: Colmar (FRA)
Nazionalità: Francese/Algerina
Ruolo: Trequartista centrale/esterno
Club: FC Sochaux (FRA)
Scadenza contratto: 2013
Valutazione: 2/3 mln di euro

LA CARRIERA:
Ryad è nato a Colmar, in Francia, ma si sente Algerino come i suoi genitori tanto che, recentemente, era arrivato a dichiarare che, qualora avesse ricevuto la garanzia di essere convocato in futuro tra i “grandi”, sarebbe stato disposto a cambiare Nazionale lasciando i Blues e passando a quella africana. Il passaporto è comunque doppio, per cui giocherebbe in tutta Europa come comunitario, a prescindere da questa scelta. Ha giocato a partire dall’età di 10 anni nell’ SR Colmar, squadra locale, e si è unito al centro di formazione dell’FC Sochaux, il suo attuale club, all’età di 12 anni. Con le giovanili del Sochaux ha vinto la Coppa Gambardella (l’equivalente della Coppa Italia Primavera) nel 2007. Ha firmato il suo primo contratto da professionista nell’estate del 2008 (un triennale poi rinnovato fino al 2013) e ha fatto il suo debutto in Ligue-1 il 4 ottobre 2008 allo Stade du Ray di Nizza pareggiando 1-1 (era l’ottava giornata). L’8 novembre 2008 ha segnato il suo primo gol in campionato contro il Le Mans contribuendo contemporaneamente in modo determinante alla prima vittoria della stagione alla sua squadra. Da allora, un pò a sorpresa (non se l’aspettava) è stato stabilmente convocato in prima suqadra nonostante fosse ancora 18enne ed ha finito per collezionare alla fine 25 presenze (di cui 13 da titolare) con 3 gol e attirare al solito le attenzioni di Arsenal e Manchester United. Con la Nazionale U-20 francese ha già collezionato 17 presenze (con 2 gol e 1 assist), ma è con la U-19 che si è messo in mostra al recente Europeo di Ucraina, trascinando i Blues fino alla semifinale persa contro l’Inghilterra. Per partecipare al torneo ha dovuto rifiutare la convocazione della U-21, arrivata precocemente già a 18 anni per una amichevole contro la Danimarca, ma ci tornerà a giocare sicuramente. In estate è stato colpito dalla influenza A dopo una vacanza a Miami, negli Stati Uniti, ma si è già ripreso regolarmente.

CARATTERISTICHE:
Boudabouz è un trequartista che può giocare sia a destra che a sinistra, oltre che dietro le punte. Mancino di piede (ma calcia anche col destro), è dotato di ottima tecnica, buona corsa e un buon tempismo negli inserimenti. E’ un calciatore moderno, più adatto alla fase offensiva che a quella difensiva (per capirci 1 solo cartellino giallo rimediato in 25 partite, lo scorso anno), tanto che spesso nel suo club agisce subito a ridosso degli attaccanti da fantasista vero. Nella U-19 ha giocato a destra, pur essendo mancino, per lasciar spazio da quella parte a Brahimi. Fisicamente è alto 177 centimetri per 67 kg: è assai leggerino, e muscolarmente deve lavorare ancora molto per costruirsi un vero fisico da atleta. In Francia molti lo hanno già paragonato a Ben Arfa. Come l’ex talento del Lione infatti ha un gran bel dribbling (negli ultimi 2 anni si è limitato tantissimo, escludendo dal suo repertorio tutti quei tocchi leziosi e inutili che di solito chi è dotato tecnicamente fa vedrere per mettersi in mostra) e un talento tale che ha già messo il numero 10 sulle spalle, a Montbéliard, ed è già diventato l’idolo dei tifosi.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE:
Lui ha i piedi per terra. Dopo essere stato contatto da Wenger e Ferguson, la scorsa estate, ha preferito restare a Montbéliard: nel suo programma infatti, concordato con genitori e manager, c’è il passaggio prima ad un grosso club francese come Lione, Marsiglia e Bordeaux, e poi il grande salto verso l’Inghilterra o la Spagna, i suoi tornei preferiti (l’Italia naturalmente non piace più a nessuno). Personalmente ho un debole per questo ragazzo, e me ne sono innamorato all’Europeo U-19 di Ucraina 2009, tanto da inserirlo nella top-11 della Manifestazione. Sono fermamente convinto che il ragazzo abbia un grande talento e che possa un giorno ambire a grandi palcoscenici internazionali.

Generazione di fenomeni: Etienne Capoue

Etienne CapoueData di nascita: 11 Luglio 1988
Nato a: Niort (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Libero/centrocampista difensivo
Club: Tolosa (FRA)
Scadenza contratto: 2013
Valutazione: 8/10 mln di euro

LA CARRIERA:
Étienne Capoue, 6 anni più piccolo del fratello Aurélien che gioca nel Nantes (e cugino di Jean-Michel, a Cannes negli anni ’90..), è nato a Niort, pur essendo la sua famiglia originaria della Guadalupa. Ha iniziato la carriera giocando per la squadra della sua città, la Chamois Niortais e in altre squadre minori della Deux-Sèvres, prima di essere tesserato nel 2003 dall’Angers Sporting Club de l’Oues. Qui si è messo in mostra nelle giovanili del club ed ha attirato l’attenzione di diversi clubs di Ligue-1, in particolare Lille, Auxerre, Bordeaux e Tolosa. Sono stati proprio questi ultimi a strapparlo alla concorrenza dopo avergli proposto un provino di una settimana e un contratto giovanile nell’agosto del 2005. A Tolosa, Étienne ha iniziato prima nella selezione U-18 (nel 2006) e, l’anno dopo ha collezionato 8 presenze nella squadra riserve (che in Francia milita nell’equivalente della nostra C2). A metà della stagione 2007-08 è stato promosso in prima squadra dal manager Alain Casanova, facendo il suo esordio ufficiale l’8 dicembre 2007 nella vittora per 1-0 contro il Lille, dalla panchina. La settimana dopo la conferma è avvenuta, questa volta dal primo minuto, contro il PSG in un’altra vittoria, questa volta per 2-1, ed infine poco dopo è arrivato anche il debutto in Coppa UEFA contro lo Spartak Mosca (2-1 anche qui). Continua a leggere

Generazione di fenomeni: Moussa Sissoko (Tolosa)

moussa sissoko tolosaNome: Moussa Sissoko
Nato a: Le Blanc-Mensil (Francia)
Il: 16/08/1989
Cittadinanza: Francese
Ruolo: Centrocampista difensivo
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: 20 mln di €

LA CARRIERA
Lo so, uno legge M. Sissoko, centrocampista di colore, maglia n.22, di origini Maliane, pettinatura “fantasiosa” e pensa immediatamente al nostro Momo. No, questo è un altro, si chiama Moussa ed è nato a 12km da Parigi (anche se appunto da una famiglia di origini Africane) e gioca nel Tolosa. Inizia a tirare i primi calci ad un pallone nell’US Aulnay, piccola società di Aulnay-sous-Bois, cittadina adiacente alla sua città natale; arrivatovi alla tenera età di 8 anni vi resterà per tre stagioni, prima di passare ad una società più importante dopo che era stato individuato come ragazzino potenzialmente interessante da uno scout. A 14 anni avviene il grande salto: Moussa lascia i dintorni di Parigi per trasferirsi nel sud della Francia. Accetta infatti le avances del Tolosa, club che non godendo di disponibilità economiche illimitate decide proprio ad inizio decennio di seguire il modello Arsenal, andando ad investire pesantemente sul settore giovanile (tant’è che due anni dopo verrà aggregato al settore giovanile anche Etienne Capoue, altro pezzo pregiato dell’under 21 francese). Dopo tre stagioni e mezza passate nelle giovanili del TFC, quindi, a Moussa viene fatto firmare, nel gennaio del 2007, il suo primo contratto da professionista. Il luglio successivo, poi, viene definitivamente promosso in prima squadra, cui è aggregato già a partire dalla preparazione. Il mese successivo arriva subito l’esordio in Europa, ed è un esordio importante: Moussa gioca solo 7 minuti nel terzo turno qualificatorio che il suo Tolosa affronta contro il Liverpool, ma tanto gli basta per mettere subito in mostra tutta la sua grinta, che lo porta anche a prendere un’ammonizione. Panchinaro ad inizio stagione si guadagnerà il posto grazie ad un’ottima costanza nell’impegnarsi in allenamento e ad alcune buone prove sul campo. Nel 2 a 0 contro l’Auxerre, poi, arriva anche la sua prima rete tra i professionisti. Al termine della stagione, quindi, lo score di Moussa farà segnare 30 gare disputate (22 delle quali da titolare) con una rete realizzata. La stagione successiva (la scorsa), invece, Moussa la gioca ancora meglio (il suo score conterà 34 presenze in campionato, 24 delle quali da titolare, con 4 reti realizzate più 6 presenze ed 1 rete in Coppa) tanto da meritarsi, a fine stagione, l’inserimento tra le nomination dei migliori giovani della Ligue 1 (premio che sarà vinto da Eden Hazard). Questa stagione potrebbe fungere da definitiva rampa di lancio anche per la Nazionale di Domenech. Con i Blues infatti, dopo aver collezionato diverse presenze a livello giovanile con la U-16, la U-17 e la U-18, ha esordito nel settembre 2008 con la U-21 (12 presenze e 1 gol per lui) e, nell’agosto del 2009, è arrivata la convocazione anche dei grandi per un match di qualificazione ai Mondiali del 2010 contro le Faroe.

CARATTERISTICHE
Troppe le similitudini, dal nome al fisico, per non paragonarlo al collega Juventino. Entrambi giocano infatti da mediano ma il giocatore del Tolosa può vantare una maggiore qualità nei propri piedi, maggiore propensione al lancio e al passaggio e un miglior timing negli inserimenti offensivi senza palla che lo rendono spesso pericoloso, molto più di Momo. La naturalezza con cui unisce un fisico da corazziere (186 centimetri per 83 chilogrammi di peso) ed un atletismo straripante ad una discreta capacità tecnica è impressionante. Pur essenndo un “all-arounder” di centrocampo, ad ogni modo, le sue caratteristiche migliori restano quelle di interdizione e rottura del gioco avversario, anche se impressionano pure la capacità di coordinarsi per calciare in corsa. Se riuscirà quest’anno a migliorare la sua tecnica di base, potrebbe davvero diventare una futura stellina. aspetto in cui può crescere molto. E’ già straordinario, invece, nella progressione: ha doti atletiche eccellenti e una rara potenza unità ad una velocità fuori dalla norma.

IMPRESSIONI
Ci troviamo di fronte ad un centrocampista fisicamente impressionante, in grado di spezzare le difese avversarie con azioni solitarie palla al piede (proprio come il nostro Momo, che però tende spesso a perderla..) e al tempo stesso di andare ad aggredire i possessori di palla avversaria anche in modo energico e spesso falloso. In estate il Tottenham si è fatto avanti con una offerta ufficiale di circa 14 mln di euro (avrebbe dovuto prendere il posto di Zokora nelle intenzioni di mr. Redknapp), ma si è sentito rispondere “30” (inteso come milioni). A queste cifre naturalmente non c’è mercato, ma l’anno passato lo si poteva acquistare per una decina di milioni. Ora toccherà aspettare almeno un paio di anni, perchè il Tolosa ha deciso di costruire attorno a lui e a Capoue una formazione in grado di raggiungere l’Europa, e farà di tutto per arrivarci.

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(Credits: Sciabolatamorbida, LaRoma24.it, Gazzetta.it)

Generazione di fenomeni: Blaise Matuidi

Blaise MatuidiData di nascita: 9 Aprile 1987
Nato a: Tolosa (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Centrocampista difensivo
Club: Saint Ethienne (FRA)
Scadenza contratto: 2011
Valutazione: 5 mln di eur

LA CARRIERA:
Nato da padre Angolese e madre francese, è cresciuto assieme ai suoi quattro fratelli a Fontenay-sous-Bois, nei sobborghi di Parigi. Da bambino ha cominciato a frequentare la scuola calcio del Club Olympique Vincennois. Più avanti, nel 1995, quando aveva dodici anni, è stato notato da alcuni osservatori e ha fatto l’ingresso nel centro federale di Clairefontaine. Nel 2003 ha giocato nella Primavera del Creteil e nel 2004 è stato preso dal Troyes: il 23 novembre dello stesso anno ha esordito in Ligue 2, in occasione della vittoria (2-1) sul terreno del Gueugon. Matuidi partì dalla panchina e trovò spazio nel corso della ripresa, al 18’, al posto di Nicolas Florentin. Il tecnico del Troyes era Jean-Marc Furlan, decisivo nella crescita di Matuidi. Nel 2004-05 il giovane mediano è stato impiegato soltanto due volte e ha recitato un ruolo di contorno nella promozione del Troyes. Ma l’anno seguente (2005-06), sempre alle dipendenze di Furlan, che ora guida lo Straburgo in seconda divisione, Mautidi è diventato titolare: trentuno partite in Ligue 1. Il mediano è rimasto al Troyes anche nel campionato successivo: trentacinque partite di buon livello, nonostante la retrocessione in Ligue 2 della società azzurra. Acquistato per trecentomila euro, Matuidi  si appresta a disputare la terza stagione nel Saint Etienne di Alain Perrin, ex Sochaux e Lione. Continua a leggere

Generazione di talenti: Mamadou Sakho

SakhoData di nascita: 13 Febbraio 1990
Nato a: Parigi (FRA)
Nazionalità: Francese
Ruolo: Difensore centrale/Terzino destro
Club: PSG (FRA)
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: non in vendita

LA CARRIERA:
Cresciuto nella periferia parigina da una famiglia di immigrati senegalesi, ha trovato il suo riscatto sociale nel calcio. Quarto di sette figli, infatti, lui stesso ammette di essere stato salvato da questo sport, perchè – testa dura e ribelle – a quest’ora sarebbe probabilmente in prigione (o peggio), senza una motivazione “pulita” nella vita e una educazione alle regole. Regole che ha sempre mal sopportato, rischiando più volte di essere “tagliato” dal suo club per il comportamento non certo da professionista tenuto fuori dal campo. Fondamentale per lui perciò è stato dare i primi calci ad un pallone, del Paris FC (club semiprofessionistico della capitale che milita nelle serie minori) già a 7 anni, per poi, a 12, effettuare il grande salto per i “cugini” professionisti del PSG iniziando la sua lunga avventura nel club 2 volte campione di Francia. Qui l’ambientamento è stato come detto difficile, specie quando, a 14 anni, è venuto a mancare improvvisamente suo padre, la sua guida. Dopo un periodo si sbandamento, il ragazzo ha deciso di buttarsi completamente anima e corpo nell’avventura calcistica, maturando rapidamente tanto da diventare, da bullo pericoloso e quasi sempre punito, a leader dentro e fuori dal campo. Dopo 6 anni di duro lavoro di “formazione” nella scuola del club, il talento era troppo forte per non fare il passo successivo. Continua a leggere

Olympique Marsiglia vs Bordeaux 0-0: deludenti i girondini..

Blanc e DeschampsSerata di gala per il campionato francese che proponeva oggi la sfida tra l’Olympique Marsiglia di Didier Deschamps e il Bordeaux di Laurent Blanc, pretendenti numero uno assieme al Lione per la vittoria della Ligue-1. In apertura la dedica speciale a Robert Louis-Dreyfus, storico propietario del Marsiglia, malato da tempo di leucemia e morto nel luglio scorso: molto commovente il banner a centrocampo con scritto “Merci” e la clip trasmessa nello stadio con Niang, Nasri (presente in tribuna), Deschamps e Drogba a salutare per l’ultima volta il “presidentissimo”. Il primo tempo è tutto del Marsiglia, schierato da Didì con un 433 molto offensivo (mancava Lucho, il colpo del mercato, mentre erano in panca Morientes e e Ben Arfa), che mette in difficoltà i girondini grazie soprattutto alla velocità di Niang (mio pallino da sempre) e alla potenza di Brandao. Il Bordeaux rispondeva con un insolito e abbottonatissimo 4231, con Carrasso in porta; difesa composta da destra a sinistra da Chalmè, Planus, Cianì e Tremoulinas; a centrocampo la coppia A.Diarra-Menegazzo a proteggere le tre mezzepunte Gourcuff, Wendel e Gouffran; Chamakh unica punta, con Cavenaghi in panca. Al 29′ azione bellissima dei marsigliesi con Brandao che tutto solo manca l’impatto col pallone in tuffo ad angelo; al 32′ bella parata di Carrasso su Cheyrou; al 34′ gran bel tiro da fuori del centravanti Brandao che colpisce in pieno il palo. Il primo tempo termina sullo 0-0, ma ai punti avrebbe meritato la squadra di Deschamps, molto più intraprendente. Ripresa con lo stesso copione: al 64′ ancora un palo per il Marsiglia, colpito da Cheyrou. Per il resto solo punizioni pericolose battute da Gourcuff per il Bordeaux e da Taiwo per l’Olympique.  L’ultimo brivido è all’88’ con Carrasso (che si conferma miglior portiere della Ligue-1 con una prestazione super) che anticipa Cissè e salva il risultato con un intervento superbo. La gara termina sullo 0-0. Per il Bordeax primo stop dopo 3 vittorie consecutive e 10 punti in classifica (a pari merito col Lione); il Marsiglia insegue a 8 punti. Se le giocheranno fino alla fine.

Generazione di fenomeni: Eden Hazard (Lille)

eden hazard lilleNome: Eden Hazard
Nato a: La Louvière (Belgio)
Il: 07/01/1991
Passaporto: Comunitario
Ruolo: Trequartista esterno
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: 15 mln di €

LA CARRIERA:
Eden Hazard è nato a La Louvière, Belgio, il 7 gennaio 1991, da una famiglia di calciatori: sia la madre sia il padre infatti hanno giocato a calcio a discreti livelli e anche i suoi 3 fratelli stanno provando a ripercorrerne la carriera (il più piccolo, 16 anni, gioca nel Lens, rivale storica del Lille, e pare promettere altrettanto bene). Calcisticamente Eden è cresciuto nelle giovanili dell’Association Football Clubs Tubize, ma già da quando aveva 11 anni è stato notato dal Lille, squadra della Ligue 1 francese, che lo invitò a svolgere un provino. I genitori preferirono però rimandare le cose di qualche anno e nel 2005, quando Hazard era ancora 14enne, lo iscrissero nella famosa scuola calcio del club francese, una delle migliori qualitativamente d’Europa. E’ qui che si è formato come calciatore a tutti gli effetti. Si è messo prima in mostra disputando un grandissimo Europeo U-17 in Belgio (trascindando la sua Nazionale fino alle Semifinali, battuto solo ai rigori dalla Spagna di Bojan Krkic), poi un ottimo Mondiale U-17 in . L’anno scorso ha esordito col proprio club e disputato una ottima stagione d’esordio con 30 presenze (quasi tutte partendo dalla panchina) e 4 gol guadagnandosi il riconoscimento di “miglior giovane del torneo” (primo straniero a riuscirci). Quest’anno, a 18 anni, sarà titolare. Con il Belgio, ha giocato come detto sia a livello giovanile sia, a 17 anni, con la Nazionale maggiore (esordio precoce e di successo). Il futuro è davanti a lui. Soprattutto perché è già l’oggetto dei desideri dei più grandi clubs europei: Arsenal, Manchester United, Chelsea, Inter, Barcellona, Real Madrid (Zidane: lo comprerei ad occhi chiusi) e da poco, pare, anche la Juventus. Ne sentiremo parlare sicuramente la prossima estate. Lui, intanto, ha apertamente fatto sapere di sognare di giocare nell’Arsenal (con Wenger) o nel Real, diventando un “galattico”. Occhio..

CARATTERISTICHE:
Nel Lille gioca sostanzialmente da trequartista esterno, sia destro che sinistro. Svaria su entrambe le fasce per trovare spazi, scambiandosi spesso di posizione col mancino Obraniak. Non è un costruttore di gioco classico, essendo il 29enne Balmont il vero motore della squadra (una sorta di Giovinco più tozzo, più atletico e più abile a giocare a tutto campo). Eden è un vero e proprio giocatore d’attacco, che partecipa pochissimo alla fase difensiva e che si interessa soprattutto di quella offensiva, alla costante ricerca del gol o della giocata personale. Forzando un paragone, per capirci, è un po’ simile a Cristiano Ronaldo, che gioca esterno ma che non disdegna di accentrarsi e cercare il numero e la conclusione. Come il Manchester di Ferguson, tra l’altro, anche il Lille ha tantissimi calciatori che svariano in mezzo al campo scambiandosi di posizione e non dando punti di riferimento alle difese avversarie (insomma, dove per capire se un giocatore è esterno o centrale, attaccante o centrocampista devi leggerlo su internet..). Hazard può giocare anche da seconda punta classica, in appoggio al centravanti che segna e sgomita. Di certo non gli si può chiedere di giocare spalle alla porta, non avendo il fisico e le caratteristiche adatte per fare quel tipo di gioco, ma se si corre e si gioca palla a terra, può fare danni partendo come detto largo ma tagliando spesso al centro per inserirsi alla conclusione. Per quanto riguarda i calci piazzati, le punizioni e i corner li batte tutti il mancino Obraniak, specialista della squadra. Le poche che non batte lui le batte col destro Cabayè. Durante i corner difensivi di solito resta in avanti per far ripartire subito il contropiede, in quelli offensivi si piazza invece in area pronto a ribadire in rete eventuali rimpalli. Sa dribblare, effettuare colpi di tacco, finte, doppi passi (specialità della casa), finte di corpo, passaggi no look, tiri a giro. Insomma tutto il repertorio classico dei giocatori tecnici e di classe ce l’ha. In più aggiungiamoci il fatto che sia praticamente ambidestro, e vi sarete credo fatti una idea del tipo di giocatore. Inultile dilungarsi: sa fare di tutto. Il meglio di sé lo esprime naturalmente palla al piede, quando può puntare l’uomo in dribbling e servire i compagni o liberarsi per la conclusione. Quando gioca a sinistra naturalmente sfrutta i tagli al centro portando palla col piede destro, mentre a destra di solito preferisce andare sul fondo o saltare l’uomo con tagli diagonali verso l’interno, improvvisi, magari di tacco o con giochi di prestigio. Quando parte palla al piede di solito puoi fermarlo solo acchiappandolo per la maglietta e tirandolo giù. Difetti: a volte eccede nella giocata invece di fornire semplici assist o di piazzare la palla in rete senza fronzoli. Ma è il classico “genio”, da prendere con i pro e i contro (ti sa risolvere una partita con una giocata ma al tempo stesso riesce a fare arrabbiare mezza squadra quando non la passa con i tempi giusti). Calcia a rete preferibilmente di destro, soprattutto a giro. E’ alto 1.70 m per 69 kg di peso. E’ scattante e molto veloce sia con sia senza palla a percorrere la corsia laterale e a proporsi in attacco con veloci ripartenze. Fisicamente non è particolarmente alto né muscoloso, ma è ancora un 18enne, e deve ancora formarsi. Essendo un fantasista, comunque, il suo gioco ne risente comunque poco al momento, soprattutto perché più che giocare centralmente, come detto, preferisce agire più largo, dove c’è più spazio e si gioca meno spalle alla porta, si salta meno per colpirla di testa e si preferisce il gioco in velocità soprattutto palla a terra.

IMPRESSIONE:
Se teniamo in considerazione che è poco più che un 18enne, e che gioca ormai da titolare nella Ligue 1 (e nella UEFA Europa League) da un paio d’anni, beh viene naturale etichettarlo come un grande talento da seguire. Se pensiamo che alla sua età in Italia (ma è un problema noto..) giocano al massimo nel Campionato Primavera ed è oro colato se riescono a collezionare 5’ di gloria nelle ultime 2-3 giornate (a giochi fatti), possiamo renderci conto della personalità del ragazzo, ma anche del suo talento, perché essere titolare in una squadra di fascia medio-alta della Serie A francese comunque non è da tutti, alla sua età (Brahimi, per dire, seguito nell’Europeo U-19, gioca in Serie B.. e di tutti gli altri Francesi che hanno partecipato all’evento, solo un paio erano titolari nel proprio club, di solito di basso livello). Talento molto precoce insomma, puro, cristallino, che sicuramente mi ha colpito più del nostro Yago (giocano in maniera simile) e che in un paio di anni potrebbe raggiungere livelli davvero interessanti. Nell’attuale Juventus faticherei a collocarlo tatticamente. Il problema è che Diego, trequartista centrale classico, ama appunto stazionare subito dietro le punte, catalizzando la manovra d’attacco. Delle due punte, inoltre, almeno una deve necessariamente essere molto attenta alla fase difensiva (Amauri?) e, in attacco, deve far salire la squadra. Hazard potrebbe probabilmente giocare sia da trequartista al posto di Diego (ma converrebbe acquistarlo avendo già Giovinco come riserva ed eventualmente Camoranesi o Del Piero?), ma come detto più che stazionare dietro le punte ama partire largo, puntare la porta e inserirsi alla conclusione, quindi con caratteristiche (e probabilmente anche risultati) molto diverse da quelle del brasiliano (non ha neanche la metà della visione di gioco dell’ex prodigio del Santos); più facilmente potrebbe giocare da seconda punta, sfruttando la sua rapidità e la sua tecnica per correre velocemente in avanti, aggredire gli spazi e giocare in rapidità palla a terra (anche se probabilmente risentirebbe almeno inizialmente del gap fisico con i difensori del campionato italiano..). Non ne sono molto convinto, ma lavorandoci su si potrebbe adattare proprio in quel ruolo. La verità è che, così come il nostro Yago, pare essere proprio nato per giocare in un 4321, o al limite in un 4231. L’unica soluzione realistica sarebbe allora giocare con tre trequartisti dietro Amauri, con Diego centrale, Hazard a sinistra e Camoranesi a destra. Così avrebbe sicuramente modo di mettersi in mostra per il suo reale valore. La domanda è: vale la pena rischiare un grosso investimento per un giocatore che farebbe, dopo Diego, stravolgere ulteriormente il nostro modo di giocare? Per me sì.

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