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Livorno vs Juventus 1-1 (un altro punticino)

legrottagliePartita importantissima quella che va in scena all’Armando Picchi. Per la prima volta in stagione, infatti, i Bianconeri, forti delle idee del nuovo allentore, scendono in campo con una inedita difesa a tre composta da Chiellini, Legrottaglie e Cannavaro con Caceres e Grosso ad agire sugli esterni da fluidificanti e Melo-Candreva in mediana a supporto di Diego trequartista. In attacco confermatissima, più per necessità che per meriti, la coppia Amauri-Del Piero. Grandissima curiosità quindi per vedere la prima partita di questa nuova Juve, opposta ad un Livorno che si presenta con un modulo quasi speculare con  Rubinho in porta difeso da uno schermo composto da Perticone, l’ex Knezevic e Diniz. I fluidificanti labronici sono invece Raimondi e Vitale, schierati al fianco del trio Pulzetti, Mozart e Filippini. Lucarelli e Bellucci, infine, le punte.

LA CRONACA
Dopo due soli minuti di gioco Vitale sfrutta un errore di Caceres e si infila sulla destra della difesa juventina volando palla al piede fino ad entrare in area per centrare basso un pallone su cui piomba Chiellini in chiusura: palla spazzata in angolo. E’ comunque il Livorno, nei primissimi minuti, a provarci di più: sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto sull’out sinistro i labronici recapitano la palla a Filippini che, dalla trequarti, prova a sparare direttamente in porta, non trovando però lo specchio della stessa. Giusto un paio di minuti scarsi ed è Pulzetti a provarci con un tiro dal limite che si spegne però poco a lato del palo della porta difesa dal portiere Azzurro. Sul ribaltamento di fronte Candreva effettua un break centrale che lo porta a saltare ben quattro avversari per scaricare poi all’accorrente Caceres che spreca però la grande azione del compagno con un brutto cross che termina giusto tra le braccia di Rubinho. Dopo i primissimi minuti giocati a spron battuto il ritmo di gioco cala in maniera fisiologica già poco dopo il decimo. Nonostante questo la partita resta molto maschia con Melo e Candreva su tutti protagonisti di diversi interventi ben oltre i limiti regolamentari. Al venticinquesimo arriva il goal dei padroni di casa: Vitale, tutto solo, effettua un traversone da sinistra pescando un Filippini in versione Bierhoff. Il piccolo centrocampista Amaranto, infatti, viene perso dai difensori Bianconeri e svetta al limite dell’area piccola incornando con vigore il pallone dell’1 a 0. Alla mezz’ora gli ospiti guadagnano una punizione sui venti metri, posizione centralissima. E’ capitan Del Piero ad incaricarsi della battuta: calcio piazzato battuto discretamente bene ma palla troppo lenta che è facile preda. Pochi minuti e il Livorno torna a farsi pericoloso con Bellucci che dopo aver ricevuto palla in area si coordina bene e calcia, non trovando però lo specchio di porta. Poco prima del quarantesimo la Juventus creerà una situazione di pericolo per via di un’uscita maldestra dell’estremo difensore Amaranto, che uscirà bucando un corner battuto dalla sua destra. Nessuno dei giocatori Bianconeri portatisi in area, però, riuscirà ad intervenire in maniera efficace sul pallone, sprecando quella che è una delle migliori occasioni del primo tempo juventino. La migliore in assoluto arriverà poco più di due minuti più tardi, su di una punizione battuta dalla trequarti da Diego che pennellerà un cross per Legrottaglie che svettando più alto di tutti andrà ad incornare il pallone bucando l’estremo difensore brasiliano. In apertura di ripresa la Juventus effettua il primo tiro su azione: Diego è lanciato nello spazio e dopo essere entrato in area scarica il pallone indietro in direzione dell’accorrente Candreva, il cui tiro è però facilmente parato da Rubinho. Sembra il preambolo di un secondo tempo totalmente diverso dal primo, ma è solo un fuoco di paglia: la partita tornerà infatti a scorrere su ritmi piuttosto lenti, senza grande intensità. A risentirne sarà, ovviamente, il gioco e lo spettacolo. Poco prima del sessantesimo Caceres stopperà a centrocampo una ripartenza portata da Filippini e ribalterà velocemente il fronte d’attacco con Grosso che dopo aver ricevuto palla oltre la trequarti campo pennellerà un lancio in area per Amauri che dopo aver stoppato aiutandosi con un braccio concluderà a lato con l’arbitro che, comunque, annulla la conclusione della punta verdeoro ravvisando il netto fallo della stessa. Una decina di minuti più tardi, a conferma dei ritmi non certo frenetici e della noiosità del match, è Mozart, guarda caso sugli sviluppi di un calcio piazzato, a provarci da fuori, trovando però la deviazione di Amauri in angolo. Dal corner Pulzetti si metterà in movimento palla al piede saltando Caceres e convergendo in area per scaricare poi all’accorrente Filippini che questa volta, al contrario di quanto successo nel primo tempo, non troverà la porta. A recupero inoltrato Lucarelli veste i panni di Maradona in versione mano de Dios e sugli sviluppi di un calcio piazzato prova a trovare la rete con una deviazione di braccio, non riuscendo nemmeno a trovare lo specchio di porta e venendo poi giustamente ammonito dall’arbitro. Poco più tardi Marchini si scatena e dopo aver saltato secco Chiellini va a concludere di mezza punta esterna, non riuscendo però a superare un sempre attentissimo Buffon.

IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI
Il cambio di modulo non giova al club di Corso Galileo Ferraris: la fase difensiva, nonostante i tre centrali ed i due fluidificanti con spiccate doti difensive, entra spesso in affanno contro i non irresistibili avanti Amaranto. Quella offensiva non dimostrerà di sentire i benefici del nuovo approccio tattico con i soliti problemi di Amauri e Del Piero di finalizzazione ed un Diego che, come quasi sempre in questa stagione, fatica ad incidere. Proprio per questo, e non poteva essere differente vista la qualità di gioco espressa nel primo tempo, il goal del pareggio juventino viene firmato da un difensore su calcio da fermo. Davvero non poteva essere diversamente. Se da una parte bisogna giustamente condannare quanto messo in mostra dalla Juventus nei primi quarantacinque minuti dall’altra non si può non fare i complimenti alla squadra di casa, brava a sfruttare i passaggi a vuoto degli ospiti mettendo in campo molta grinta ed ancora più voglia di vincere, fattori questi che li portano a trovare il vantaggio ed a giocare in maniera molto più convincente rispetto agli avversari la quasi totalità della prima frazione di gioco. Nella ripresa le cose cambiano, ma in peggio. Il Livorno, in qualche modo, si adegua al gioco messo in mostra dagli avversari, ciò qualcosa di tendente al nulla cosmico. Così nel secondo tempo le emozioni calano ulteriormente e va in scena una partita piuttosto monotona, bruttina e con la noia a farla da padrone. Zaccheroni che è quindi in serie positiva da quando è a Torino. Sì, è palesemente una battuta: pareggiare contro Lazio e Livorno è qualcosa di assolutamente negativo e la prospettiva di tornare in Champions si allontana sempre di più.

TABELLINO
Livorno vs. Juventus 1 – 1
Marcatori: 26′ Filippini42′ Legrottaglie
Livorno: Rubinho; Perticone, Knezevic, Diniz; Raimondi (15’st Marchini), Filippini, Pulzetti (36′ Moro), Mozart, Vitale; Lucarelli, Bellucci. A disposizione: De Lucia, Esposito, Marchini, Pieri, Bergvold, Moro, Danilevicius, Tavano. All.: Cosmi
Juventus: Buffon; Legrottaglie, Cannavaro (6’st Zebina), Chiellini; Caceres, Felipe Melo, Candreva, Grosso (34′ Grosso), Diego; Del Piero (38’st Giandonato), Amauri.  A disposizione: Manninger, Zebina, De Ceglie, Marrone, Yago, Giovinco, Paolucci. All.: Zaccheroni
Ammoniti: Mozart, Perticone, Cannavaro, Lucarelli
Espulsi: Melo (doppia ammonizione)

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(Credits: SciabolataMorbida)

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Il "nuovo" Livorno di Serse Cosmi

serse cosmiLE STATISTICHE
Con 22 punti appena, la squadra toscana si ritrova a soli 2 punti dalla zona retrocessione. Il 21 ottobre scorso il tecnico perugino Serse Cosmi è subetrato alla coppia Vittorio Russo – Gennaro Ruotolo, ma da allora la situazione non è migliorata poi molto. Gli amaranto infatti sono la terza squadra con più sconfitte della Serie A dopo Atalanta e Siena (ben 12, di cui 7 in trasferta). Sono finora 5 le squadre che sono riuscite a fare bottino pieno all’Armando Picchi (Napoli, Chievo, Inter, Palermo e Fiorentina), e l’ultima vittoria tra le mura amiche risale al 10 gennaio scorso (2-1 al Parma e ottima prestazione coronata dalle reti di Lucarelli e Tavano). L’ultima partita in casa, invece, è arrivata una sconfitta per 2-0 col Napoli di Mazzarri, col secondo gol dei partenopei realizzato solo a fine gara, dopo l’espulsione di De Lucia. I toscani vantano, se così si può dire, il peggior attacco della Serie A con appena 14 reti realizzate di cui 9 in casa; un pò meglio la difesa, solo 30 reti subite di cui 12 in casa, non è la peggiore ma è la quinta più battuta.

L’ALLENATORE: SERSE COSMI
Due settimane fa il focoso tecnico umbro è stato sul punto di essere esonerato dall’altrettanto vulcanico Presidente Spinelli e alcune voci sostengono che il non riuscire a trovare una valida alternativa (si parlava di Zeman) abbia fatto sì che il tecnico perugino sia ancora alla guida della squadra toscana. Una tregua, insomma. Cosmi è salito alla ribalta col Perugia di Gaucci che ha allenato per 4 stagioni dal 2000 al 2004: l’ex-Presidente dei grifoni lo scelse grazie ai suoi sorprendenti risultati con l’Arezzo negli anni precedenti (due promozioni). Dopo Perugia, Serse Cosmi ha alternato buone annate ad esoneri come quello rimediato con l’Udinese nel 2007 e l’ultimo col Brescia dopo appena 5 partite nel 2008.Rimane famosa, durante un Lazio-Perugia del 2003, una sua “uscita”: dopo essere stato espulso, l’allenatore gridò contro i tifosi della Lazio “Forza Roma!”. Fa capire tutto del carattere del personaggio…

LA FORMAZIONE PROBABILE
Il Livorno gioca abitualmente con un 3-5-2 molto bloccato, in cui cerca di dare velocità nelle corsie laterali e fisicità in mezzo al campo. In avanti gioca con una punta d’area abbastanza statica come Lucarelli, ed una seconda punta più vivace che garantisca imprevedibilità.In porta sicuramente andrà il nuovo acquisto Rubinho (prelevato in prestito dal Palermo): il portiere brasiliano (fratello di Ze Elias, ex centrocampista di Inter, Bologna e Genoa) sta attraversando un momento difficile e spera nel rilancio in difesa della porta amaranto.La difesa a 3 sarà sicuramente orfana di Nelson Rivas (squalificato), e si presentera con Perticone, Knezevic (vecchia conoscenza bianconera..) e Diniz. A centrocampo, vertice basso giocherà il brasiliano Mozart affiancato dai “faticatori” Moro e Filippini; sulle fasce ci saranno a destra Raimondi e a sinistra Pieri (ex Samp, reso famoso da Ranieri in una poco felice intervista post-partita). In attacco, le due punte saranno sicuramente Lucarelli e Bellucci vista l’indisponibilità dell’ultim’ora di Tavano (distorsione al ginocchio destro).

LE IMPRESSIONI
Dopo una settimana in cui si è parlato con insistenza di difesa a 3 in casa Juve, ci ritroveremo di fronte una delle poche squadre di Serie A che gioca costantemente con 3 centrali. Nonostante la posizione di classifica, il Livorno gioca un buon calcio e Serse Cosmi in questi mesi è riuscito a dare un’impronta differente alla squadra: giocano un calcio semplice e sfruttano le poche qualità che hanno al meglio. Il Livorno è una squadra povera di talenti e in avanti Lucarelli non è più il giocatore di qualche stagione fa, ed è per questo che cercano di giocare palla a terra, di chiudersi in difesa e di sfruttare la velocità sulle fasce. I problemi della squadra di Cosmi a mio avviso sono nel reparto avanzato, i numeri parlano chiaro, i 14 gol realizzati sono troppo pochi, e l’acquisto di Bellucci potrebbe essere d’aiuto. I primi realizzatori della squadra sono Lucarelli e Danilevicius entrambi con 4 reti. L’ultimo match disputato dagli amaranto è stato l’1-1 rimediato a San Siro contro il Milan. Non sarà una partita facile.

(Credits: Miguelòn)

Viareggio Cup: Juventus vs Livorno 4-0

filippo bonipertiLa Juventus scende in campo alla caccia della centesima vittoria al Viareggio, vittoria che garantirebbe il passaggio del turno – in realtà già al sicuro visto il risultato tra Legia e Vicenza – con girone chiuso a punteggio pieno. Per raggiungerla Bruni schiera una formazione molto rimaneggiata con Kirev in porta, Giovinco e Boniperti ali e la coppia Fischnaller-Libertazzi in attacco. L’unico superstite dei due match precedente è Alcibiade, schierato stavolta a centrocampo anziché in difesa. Allo spregiudicatissimo modulo Bianconero il Livorno risponde con un 4-4-1-1.

LA CRONACA
Dopo cinque soli minuti di gioco il Livorno ha un’occasione d’oro per passare in vantaggio: un cross basso innocuo vede Kirev uscire in maniera eufemisticamente non ottimale. Per quanto il pallone sarebbe facile preda del portiere bulgaro, infatti, finisce per scappargli clamorosamente di mano, terminando giusto tra i piedi di Simeoni che, a quel punto, dovrebbe solo calciare in porta. Il controllo dell’avanti livornese non è però dei migliori e dopo aver vinto un rimpallo con un difensore calcia a porta vuota, mettendo però clamorosamente a lato. Esattamente come successo nel match giocato tra Inter e APIA, comunque, è il maltempo a farla da padrone: freddo e pioggia battente sferzano i giocatori, che quindi ne risentono molto a livello fisico. A risentirne più di tutti, comunque, è il campo, pesante come mai prima d’ora in questa edizione del Torneo. Ed un terreno del genere, si sa, sminuisce notevolmente i valori tecnici in campo, cosa che rovina non poco lo spettacolo in campo. Poco dopo il quarto d’ora Romano lancia in fascia Boniperti che dopo aver stoppato con eleganza si libera del diretto marcatore e dell’uomo che stava arrivando in raddoppio con una bella doppia finta, per andare quindi a centrare il pallone. Sullo stesso arriva di gran carriera Libertazzi che però, forse ingannato dal rimbalzo, liscia il pallone. Un paio di minuti ed è l’altro attaccante Bianconero, Fischnaller, a provarci: liberato sui venti metri da una percussione centrale di Giuseppe Giovinco, fratello minore di Sebastian, l’ex punta dell’Alto Adige ci prova da fuori, non trovando lo specchio della porta. Poco prima della mezz’ora torna a farsi vedere il Livorno: Simeoni dà la palla dentro a Randi che infilatosi bene tra i due centrali conclude con poca forza e convinzione. La terna arbitrale annulla comunque tutto, nonostante la parata di Kirev: Randi sarebbe stato in fuorigioco. Sul ribaltamento di fronte è invece Giovinco a rendersi pericoloso: il fantasista Bianconero è infatti lanciato in area da Boniperti e cerca di superare l’estremo difensore amaranto con un pallonetto che viene però smanacciato in angolo. A cinque minuti dal termine del primo tempo la Juve passa: Kirev fa un rinvio lunghissimo che viene spizzato di testa da Giovinco. Il pallone, prolungato, termina in area dove sarebbe facile preda di Conti, che però pasticcia e finisce con l’agevolare l’intervento di Fischnaller, che segna l’1 a 0 facendogli passare la palla sotto le gambe. Allo scadere il Livorno pareggia, ma l’arbitro annulla per fuorigioco: sul tiro di Randi Remedi devia in maniera decisiva il pallone alle spalle di Kirev, tramutando una conclusione destinata sul fondo in goal. La posizione di partenza del numero 3 livornese era però al di là dell’ultimo uomo della retroguardia Bianconera. In apertura di ripresa Fischnaller riceve al limite e dopo aver stoppato scarica immediatamente in direzione di Pirrotta che calcia di prima intenzione sfiorando il palo alla sinistra di Conti che difficilmente avrebbe raggiunto il pallone fosse stato nello specchio di porta. Intorno al quarto d’ora è invece Giovinco a provarci, ma in questo caso la sua conclusione dalla distanza è messa in angolo dalla deviazione di un giocatore Amaranto. Un battito di ciglia e Fischnaller ha l’occasionissima di raddoppiare: Boniperti, sempre largo sulla destra, salta due uomini e trova il fondo, crossando in mezzo. La punta altoatesina, autrice della prima rete del match, si avventa sul pallone ma, disturbato, colpisce malamente al fondo, mettendo sul fondo. Al diciottesimo Boniperti ci prova cercando la conclusione personale: una volta ricevuto palla sulla destra, infatti, il nipote del grande Giampiero si sposta la palla sul sinistro ed accentratosi di un paio di passi calcia, non trovando però il giro giusto. Subito dopo è ancora Fischnaller a provarci, ma il tiro dalla distanza dell’ex Alto Adige termina ancora una volta a lato. Al ventesimo Alcibiade serve in profondità Giovinco che scatta sul fuori gioco per calciare verso la porta livornese, trovando però la pronta risposta di Conti. Poco prima della mezz’ora Pirrotta scende centralmente e trova un ampio varco tra i due centrali livornesi, avendo quindi, arrivato giusto al limite, tutto lo spazio per concludere a rete. Il centrocampista Bianconero, però, tentenna, continuando a portare palla sin dentro l’area e facendosi quindi chiudere da un difensore. Quando arriva la conclusione, quindi, lo specchio di porta è ormai ridotto, tanto che il giovane Bianconero finisce col calciare a lato. Il goal è comunque nell’aria e la Juventus concretizza la propria netta superiorità poco oltre la mezz’ora quando capitan Alcibiade scende in percussione sulla destra e dopo aver saltato un paio di uomini serve una palla in mezzo a Libertazzi che deve solo spingere il pallone in porta, rendendo vano il tentativo di intervento in extremis di un difensore e lasciando di sasso il malcapitato Conti. Poco dopo la rete del 2 a 0 si fa vedere, finalmente, il Livorno: Moscati riceve al limite e riesce a liberarsi al tiro, trovando però la pronta risposta di Kirev, che pur poco impegnato dimostra, dopo l’erroraccio d’inizio match, una discreta capacità di concentrazione. La Juve non accenna comunque a tirare i remi in barca. Così, al trentacinquesimo, triplica: lancio profondo su cui scatta un velocissimo Fischnaller che dopo essersi ben infilato nelle maglie della retroguardia amaranto mette in mostra un passo notevole, con cui brucia tutti gli avversari. Una volta entrato in area, quindi, calcia di prima intenzione, bucando il portiere. Ma non è ancora finita: altri due minuti e la Juventus segna la quarta rete con il nuovo entrato Belcastro, puntuale all’appuntamento con il cross basso di Libertazzi, prontamente girato in rete dal centrocampista Bianconero. Giusto in chiusura potrebbe arrivare la quinta rete: Fischnaller crossa da destra, Belcastro svetta più alto di tutti ed incorna spedendo il pallone, poi preda di Conti, sulla traversa.

IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI
La partita risente, come detto in sede di cronaca, delle condizioni meterologiche poco favorevoli oltre che della pesantezza del campo. A questo devono anche aggiungersi però altri due fattori che nulla centrano con la situazione contingente dovuta alla pioggia: il primo è il fatto che la partita perde di significato per via della vittoria del Legia sul Vicenza (non certo il massimo, da parte degli organizzatori, non far giocare le due partite in contemporanea), il secondo riguarda invece il fatto che con la qualificazione già assicurata mister Bruni effettui un ampissimo turnover, lasciando quindi a riposo i giocatori più interessanti della Primavera Bianconera. Una cosa sicuramente corretta per far sentire tutti i giocatori della rosa coinvolti, ma è indubbio che con i vari Immobile, Iago, Esposito e Marrone il livello di gioco sarebbe potuto essere notevolmente più alto. Nella ripresa il forcing juventino comunque aumenta, rendendo più piacevole un match che fino al termine della prima frazione di gioco era stato piuttosto noioso. Secondo tempo che viene dominato dai Bianconeri, schiaccianti vincitori – con merito – tanto dell’incontro di oggi quanto del proprio girone. Migliore in campo quel Manuel Fischnaller capace di mettere a segno due reti (cosa che lo porta a salire a quota tre, dove raggiunge il compagno Immobile) con cui affondare il modesto Livorno di Ruotolo. Partita molto concreta e generosa da parte della punta bolzanina che si dimostra sì implacabile sotto porta ma che, soprattutto, mette in mostra una grandissima facilità di corsa ed un’ottima resistenza: passa infatti tutti e novanta i minuti del match a correre come un matto lungo tutto il fronte di attacco mettendo in difficoltà la retroguardia amaranto ed aprendo spazi per sè ed i compagni. Honorable mention per Filippo Boniperti che disputa una partita molto solida nella quale si propone più volte sulla fascia di sua competenza risultando una vera e propria spina nel fianco della compagine livornese e mettendo in mostra una notevole facilità di dribbling e cross, tutte cose che mancano molto all’attuale prima squadra Bianconera…

IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO
Faccio una premessa: il Livorno di Ruotolo era davvero poca cosa. Detot questo credo che Bruni abbiaa disposizione un gruppo eccezionale. Pur mancando un buon numero di titolari i ragazzi hanno dimostrato compattezza, intelligenza tattica e tanta ma tanta volontà in un match che contava quasi nulla per la qualificazione. La rosa della Primavera bianconera è ampia, tanto che Libertazzi non fa rimpiangere (o quasi) Immobile, Boniperti fa il… Boniperti e Fischnaller a fare il Del Piero. Sì perché il ragazzo proveniente dal Sud tirol si è già inserito alla perfezione nel gruppo di Bruni e oggi ha fatto vedere davvero il meglio di sè. Ribadisco, l’avversario non era irresistibile ma il 18enne trentino è stato protagonista di una prestazione maiuscola con due gol (uno propiziato da un infortunio del portiere avversario) e un assist, dimostrando di saper svariare su tutto il fronte d’attacco, attaccando, ma dando allo stesso tempo una mano ai compagni in fase di ripiegamento. Sugli scudi anche Belcastro, entrato a partita in corso e un po’ tutto il pacchetto difensivo a cui Kirev è sembrato dare buona sicurezza. Il disegno tattico di questa squadra è ben congeniato e, dicevamo, anche quando mancano elementi di spicco si riesce a mantenere una certa identità tattica. Tanto che la qualificazione agli ottavi è sembrata più facile del previsto con 11 gol all’attivo e zero al passivo. Peccato per l’espulsione di Pirrotta che non potrà prendere parte al prossimo match.

IL TABELLINO
JUVENTUS (4-2-3-1): Kirev; Romano, Silvestri, Ferrero, Crivello (Serino 29′ st); Alcibiade, Pirrotta; Boniperti, Fischnaller, Giovinco (Belcastro 26′ st); Libertazzi. A disp. Piccolo, Serino, de Paola, Bamba, Yago, Immobile, Belcastro, Terrazzino, Esposito. All. Bruni.
LIVORNO (4-5-1): Contiu: Modica, Possou, Ceccherini (Moscati 11′ st), Romeo (Gorelli 1′ st – Nuzzi 25′ st); Prutsch, Remedi, Monti, Lignani, Simeoni; Randi. A disp. Barbetta, Manzella, M. Moscati, F. Moscati, Nuzzi, Del Poggetto, Nencini, Malasoma, Gorelli. All. Ruotolo.
Espulsi: Ruotolo per proteste al 23’ st e Pirrotta per doppia ammonizione al 39’ st

(Credits: SciabolataMorbida)

Antonio Candreva: la scheda

antonio candreva juventus

Data di nascita: 28 Febbraio 1987
Nato a: Roma
Ruolo: Centrocampista centrale/Trequartista
Cartellino: Udinese
Club attuale: Livorno (in prestito)
Scadenza contratto: 2012
Valutazione: 17 mln di euro

La Juventus e l’Udinese hanno raggiunto l’accordo per il passaggio di Antonio Candreva in bianconero fino a fine stagione, con la formula del prestito con diritto di riscatto della metà del cartellino. Il contratto verrà depositato in Lega nella mattinata di giovedì. Il centrocampista sarà aggregato alla squadra fin dal prossimo allenamento, in programma giovedì pomeriggio alle 15. Di seguito una scheda di approfondimento.

LA CARRIERA
Antonio nasce a Roma il 28 Febbraio 1987 ed inizia la sua carriera agonistica con la terza squadra della capitale, la Lodigiani, disputando la stagione 2002/03 con la formazione giovanile. Date le buone prestazioni, l’anno successivo passa alla Ternana, sempre nelle file della formazione Primavera, ma si mette subito in mostra grazie al suo destro. In Umbria, Candreva si ferma per 4 stagioni debuttando nel campionato 2004/05 in Serie B. In totale alla Ternana colleziona 47 presenze, e pur senza realizzare mai una rete, diviene presto uomo mercato anche grazie alle convocazioni abituali con la U18 prima, con la U19 poi e infine con la U20. Nella stagione 2007/08 viene acquistato dall’Udinese e arrivano anche le prime convocazioni nella Nazionale Under 21 di Pierluigi Casiraghi, che lo chiamerà anche per far parte della spedizione olimpica di Pechino in sostituzione dell’infortunato Tommaso Rocchi. Dopo una sola stagione (solo 3 presenze per lui: Pasquale Marino non lo vede…), lascia Udine e approda in prestito a Livorno, in Serie B, grazie a Franco Ceravolo che lo osserva e lo “punta”, mettendo a segno l’ennesimo colpo della sua carriera. La stagione è in salita, poichè il tecnico Acori gli lascia poco spazio ma, dopo qualche panchina, gioca il derby contro l’Empoli realizzando il goal dell’1-0. Da lì in poi le prestazioni saranno decisamente positive e a fine anno sarà promozione. Dopo essere tornato per qualche giorno alla base a fine stagione, l’Udinese decide di darlo nuovamente in prestito al Livorno per consentirgli di fare esperienza anche in Serie A, vista la felice esperienza dell’anno passato. Quest’anno, a inizio stagione c’è una vera a propria escalation di grandi prestazioni tanto che, a novembre, arriva per lui addirittura l’esordio in Azzurro con Marcello Lippi (nello 0-0 di Pescara contro l’Olanda). Da allora, però, Serse Cosmi diventa il nuovo allenatore dei toscani e per Antonio il minutaggio cala drasticamente fino a farlo finire fuori dall’11 titolare.

CARATTERISTICHE
E’ un jolly di centrocampo davvero interessante. 180 cm per 72 chilogrammi, Antonio è bravo a giocare da esterno (preferibilmente destro), ma può essere impiegato anche come centrocampista centrale o da trequartista puro. Gioca ovunque, insomma. Abbastanza attento in fase di ripiego (con le dovute proporzioni: non è Sissoko..), è molto pungente con i suoi inserimenti da dietro andando spesso al tiro in porta. La caratteristica più importante del suo repertorio è infatti la sua verticalità, il suo movimento con e senza palla alla ricerca continua di spazi per inserirsi. Per quanto riguarda il suo bagaglio tecnico, invece,  è la conclusione in porta (di potenza e tecnica) il suo punto di forza: abile nei calci da fermo, vede la porta in qualsiasi posizione del campo si trovi, anche se fino ad ora non è andato molto a segno in rapporto alle sue potenzialità.  Spinelli ha detto spesso che gli ricorda il giovane Francesco Totti per come colpisce il pallone. Nel modo di stare in campo invece somiglia di più ad un giovane Vladimir Jugovic, anche se rispetto allo slavo ex Juventus sembra leggermente più dinamico.

IMPRESSIONE E PROSPETTIVE
Pur essendo stato convocato spesso nello scorso biennio dell’Under 21 di Casiraghi, Candreva si è visto in poche apparizioni, diverse delle quali non esaltanti. Nelle prime tre partite del campionato di Serie A in corso, invece, ha iniziato alla grande: tre ottime prestazioni, di cui in particolare quella contro il Milan davvero da incorniciare, avendo fatto letteralmente ammattire Ambrosini e Flamini. Da questo scorcio di campionato sono emerse su tutto la sua duttilità tattica (spesso inizia a destra per poi svariare a sinistra) e un tiro in porta davvero, come detto, potente e preciso. Pur essendo dichiaratamente romanista (romano de Roma..) e sognando di giocare un giorno con Totti e De Rossi, i suoi due idoli, Antonio ha fatto capire chiaramente al suo procuratore che, qualora l’interesse della Juventus fosse concreto, non avrebbe esitazioni ad accettare come destinazione Torino. D’altronde, quello bianconero è un treno che passa una volta nella vita, e che non si perde.

Juventus vs Livorno 2-0 (Buffon paratutto)

IaquintaPRESENTAZIONE
Come sette giorni fa, la Juventus si godrà una domenica da capoclassifica solitaria, in attesa delle sfide di Sampdoria e Genoa. Soprattutto ai rossoblu Ciro Ferrara punterà la sua attenzione: giovedì sera, al Ferrarris, è in programma lo scontro diretto. Ferrara si affida ai ricordi. Mette fin dall’inizio la coppia Iaquinta-Trezeguet, protagonista del 5-1 nell’ultimo confronto torinese con i toscani. Per il resto, conferme per Giovinco come trequartista. In difesa torna Grygera e Legrottaglie sostituisce l’infortunato Cannavaro, Chiellini gioca la sua gara da ex, Grosso la prima casalinga in campionato. A centrocampo Camoranesi, Poulsen e Marchisio.

LA CRONACA
L’avvio è subito sprint. Nonostante il terreno scivoloso, le squadre si danno subito battaglia. Buffon deve compiere un miracolo su Tavano al 4’, ma all’8’ il gol è servito. Grygera pennella da destra, Iaquinta stacca e anticipa tutti, confermandosi bestia nera dei livornesi. La squadra della coppia Russo-Ruotolo reagisce e Buffon deve ancora intervenire su un tiro di Pulzetti deviato. E’ un continuo batti e ribatti e dopo un contropiede sui cui Giovinco non riesce a battere a rete, è Legrottaglie a fermare Tavano. Al 20’ combinazione da calcio piazzato tra Camoranesi e Trezeguet: pallone alto. L’italo-argentino è in vena e, insieme a un ispirato Giovinco, serve assist a ripetizione. Strepitoso quello che al 30’ smarca Marchisio davanti a De Lucia, ma altrettanto splendido è il tocco sotto del centrocampista che insacca il raddoppio. Per il giovane torinese, continua l’influsso positivo con le toscane: dopo i gol con Fiorentina e Siena, ora quello con il Livorno. Gli amaranto sono tutt’altro che battuti e nel giro di un minuto Buffon deve compiere due prodezze su Lucarelli e Tavano. Anche De Lucia ha modo di prendersi la sua dose di applausi nel finale, evitando il tris su tocco sottomisura di Iaquinta. Al riposo si va sul 2-0 per i bianconeri contro un buon Livorno. Ripresa. Filippini rileva Mozart nel Livorno. Il nuovo entrato si fa subito vedere in traversone su cui Buffon mette la punta delle dita per anticipare Lucarelli. Ferrara opera il primo cambio al quarto d’ora con De Ceglie al posto di Giovinco. Il valdostano ha appena il tempo di entrare e vedere da vicino un palo colpito da Trezeguet. Al 25’ la coppia Russo-Ruotolo completa i cambi con l’ingresso di Cellerino per Tavano. Buffon torna protagonista un attimo dopo salvando su colpo di testa ravvicinato di Pulzetti dopo un’azione rocambolesca in area bianconera. Nella Juventus entra anche Marrone al posto di Camoranesi. La squadra di Ferrara si piazza con un più classico 4-4-2 con Marrone e Poulsen centrali, De Ceglie e Marchisio sulle fasce. Il giovane centrocampista si mette subito in mostra procurandosi una punizione dal limite che Grosso mette fuori di poco. Trezeguet ci prova ancora e mette alto su un assist da destra di Marchisio. E’ l’ultima occasione per il francese che subito dopo lascia il posto ad Amauri. Ma ad andare vicino al gol è ancora Iaquinta, il cui colpo di testa viene fermato da De Lucia. Così come Buffon salva anche su Candreva. Nonostante i quattro minuti di recupero concessi da Pierpaoli, il risultato non cambia più. Il 2-0 sul Livorno vale il poker e un’altra domenica da capoclassifica.

IL COMMENTO DI MIRKO
Quando si vince 2-0 e il proprio portiere è il migliore in campo, vuol dire che si è ottenuto il massimo dal match e i tre punti che si portano a casa sono ora colato. Il 4-3-1-2 messo in campo da Ciro Ferrara fa soffrire e non  poco i bianconeri che si trovano davanti un Livorno che gioca la partita a viso aperto e che si affida all’inventiva di Candreva (per l’occasione schierato dietro le punte), autore anche questa volta di una partita positiva. Segno evidente che un certo tipo di modulo lo puoi fare solo se hai gli uomini giusti: se ti mancano 7 pedine, almeno 4 delle quali fondamentali meglio optare per un 4-4-2 meno “rischioso”. Altrimenti si costringono alcuni giocatori a fare gli straordinari: vedi Marchisio che si trova a dover sopperire alla prestazione del disastroso Poulsen, che continua a trotterellare per il campo ad un passo lento e costante senza mai incidere in fase offensiva né tantomeno dando una mano in fase difensiva. Se ancora ce ne volesse ulteriore conferma, anche Trezeguet rappresenta per buoni 3/4 di partita un uomo in meno: è inutile farlo rinculare affannosamente verso il centrocampo, non è il giocatore adatto a fare ciò che gli chiede Ferrara e l’unico risultato ottenuto è che il franco-argentino si trova spesso in debito di ossigeno, sbaglia 9 sponde su 10 e non è mai lucido sottoporta. Giovinco ha gettato alle ortiche il secondo di quelli che nei giorni scorsi ho definito “match point”. Non credo che avrà tante altre possibilità di dimostrare di essere realmente da Juve e, ahimè (perché nel ragazzo ho sempre creduto tanto), lo vedo già gironzolare per l’Italia alla ricerca della sua dimensione in pieno stile Miccoli. Spesso sofferente in difesa (se non ci fosse stato San Buffon, tornato il paratutto ieri sera saremmo tornati a casa con 3 gol sul groppone) e in affanno a centrocampo (anche Camoranesi non attraversa il suo migliore periodo, anche se il centrocampo a 3 gli chiede spesso gli straordinari), questa Juve deve cambiare decisamente marcia, altrimenti giovedì con il Genoa – il cui mister Gasperini pretende un calcio totale che non vedevo davvero da diversi anni – potrebbe esserci un brusco quanto triste risveglio.

IL COMMENTO DI ANTONIO
Comincio il commento ringraziando Ruotolo e il Livorno, venuti a Torino per giocare a calcio e fare la propria partita. Questo ci ha permesso di assistere ad un match frizzante, divertente, giocato a viso aperto dalle due squadre. Ma, come successo con la Roma e la Lazio, se questa Juve la lasci giocare e la affronti a viso aperto, diventa letale. Specie se dietro San Buffon torna ad abbassare la saracinesca. La Juve di quest’anno è così, prendere o lasciare. Segnerà tanto, ma sarà più vulnerabile dietro degli anni passati; giocherà a calcio ma farà giocare di più; lotterà ogni partita per segnare il gol in più, rischiando anche – buttandola sull’agonismo – di essere meno lucida del solito e di finire, come contro i toscani, con un possesso palla praticamente identico (51% a 49%. Giusto per capirci, il Milan, pur soffrendo, aveva tenuto palla più del Livorno) e con meno tiri in porta (15 a 16. Anche qui, per capirci, il Milan aveva tirato di più..). Ma il nuovo “gioco” dei bianconeri ha proprio queste caratteristiche: la concretezza, la ricerca del gol, la lotta. E la giocata di classe. Spesso in settimana si sono sentiti paragoni col Barcellona (anche ieri “illegale”, contro l’Atletico), ma il tipo di gioco è proprio filosoficamente (anche che praticamente) differente. Quando si fanno 2 gol, non se ne subiscono (Buffon è pagato per parare) e si fanno 12 punti in 4 partite, però, si ha ragione. Parlando dei singoli, oltre al già citato portiere, mi sono piaciuti molto Chiellini, Marchisio, Iaquinta e Camoranesi, autore di due assist fantastici. Giovinco avrà altre possibilità. Io, a differenza di Mirko, non ho mai amato nè i trequartisti classici (a meno che non siano “a tutto campo” e “decisivi”, come Diego), nè Giovinco in particolare (che non è un giocatore “a tutto campo” – non può essere col suo fisico – nè lo ritengo un fenomeno, onestamente), ma non sono neanche troppo critico con lui: ha fatto il suo. Certo, Diego è altra cosa.. Chiudo anche io con un pensiero: giovedì prossimo sarà secondo me un partita da registrare e rivedere più volte, tra due squadre che vogliono giocare a calcio e imporsi segnando un gol in più degli avversari. Sono molto curioso di vedere se, anche questa volta, vinceremo l’ennesima battaglia.

IL TABELLINO
JUVENTUS: Buffon, Grygera, Grosso, Legrottaglie, Chiellini, Poulsen, Camoranesi (28’st Marrone), Marchisio, Giovinco (15’st De Ceglie) Trezeguet (35’st Amauri), Iaquinta. A disp.: Manninger, Zebina, Molinaro, Caceres. All.: Ferrara
LIVORNO: De Lucia, Raimondi, Diniz, Miglionico, Pieri, Pulzetti, Mozart (1’st A.Filippini), Moro, Candreva, Tavano (23’st Cellerino), C.Lucarelli (18’st Danelivicius). A disp.: Benussi, Perticone, Marchini, Vitale, Bergvold. All.: Ruotolo
MARCATORI: 8′pt Iaquinta, 28′pt Marchisio
ARBITRO: Pierpaoli di Firenze
NOTE: spettatori 22.788 per un incasso di € 501.959,45

LA FOTOMOVIOLA

(Per la cronaca… Credits: Juventus.com)

La fotomoviola di Juventus-Livorno (c'era un rigore su Iaquinta..)

Ormai è un appuntamento fisso, quindi anche oggi non poteva mancare. I due gol bianconeri sono entrambi regolarissimi, con Iaquinta prima e Marchisio poi serviti col contagiri da Camoranesi. La protesta più grande del primo tempo avviene al 45′, con Giovinco steso da Moro che si guadagna un giallo: prima Candreva e poi Lucarelli protestano vivacemente con l’arbitro per un presunto fallo non fischiato dalla parte opposta, e negli spogliatoi l’attaccante ex Torino è talmente arrabbiato da prendersela persino con un cameramen Sky. La fotomoviola vi mostra come non ci fosse assolutamente fallo. Da notare Bergomi come abbia parlato di “una trattenuta” (poi smentito da Caressa), e di come De Grandis lo abbia più volte definito fallo (smentito da Mauro). Salvati in corner.

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C’è comunque anche un rigore per la Juventus. Iaquinta è fermato così in area da Diniz che, superato, alza il braccio e fa cadere Iaquinta. Anche in questo caso, neanche a dirlo, il duo di Sky prima dice che “non è fallo perchè Diniz era immobile in area e non ha in alcun modo provocato la caduta” e poi è costretto a ricredersi dopo questa inquadratura.

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Insomma.. anche oggi niente furti. Sarà per la prossima.