Posts Tagged ‘ Milan ’

Campionato: Juventus-Milan 0-3 (de profundis…)

ronaldinhoLA CRONACA
Finisce nel peggiore dei modi il girone d’andata bianconero. La squadra di Ferrara perde 3-0 all’Olimpico contro il Milan nel big match del 19° turno. I rossoneri passano grazie a un gol di Nesta nel primo tempo e alla doppietta di Ronaldinho nella ripresa. Serata da dimenticare per Chiellini e compagni, quasi mai pericolosi e anche sfortunati, soprattutto nelle azioni dei primi due gol, entrambi nati da calcio d’angolo. Al giro di boa, la Juventus chiude al terzo posto a pari merito con il Napoli. Proprio i partenopei saranno mercoledì a Torino per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Per l’ultima d’andata, Ferrara ripropone quella che è la Juve targata 2010, quindi con uno schieramento 4-4-1-1. Davanti a Manninger, Grygera e Cannavaro sostituiscono lo squalificato Caceres e Legrottaglie, Chiellini e Grosso confermati negli altri due ruoli di difesa. Centrocampo in fotocopia con Salihamidzic, Poulsen, Felipe Melo e Marchisio. Diego a fare da supporto ad Amauri. Tanto Brasile in campo, visto la presenza di Ronaldinho, Dida e Thiago Silva nel Milan. Contro una delle squadre più in forma del campionato, la Juventus parte molto aggressiva con pressing e raddoppio su ogni portatore di palla. I primi 10 minuti sono di studio, anche se dal piede di Diego partono un paio di piazzati che la difesa rossonera allontana a fatica. L’ex Werder è in palla e intorno al 12’ crea due azioni pericolose sfumate di un soffio. Il Milan cresce con il passare dei minuti. È Borriello il più cercato dai compagni e Chiellini e Cannavaro sono costretti ad alzare la soglia di attenzione. Ma oltre un paio di corner, i rossoneri non si fanno mai vedere dalle parti di Manninger. Ronaldinho protagonista al 28’ con un gran controllo e l’assist per Borriello, fermato in angolo da Chiellini. Dagli sviluppi del corner, arriva il gol con Nesta che insacca da distanza ravvicinata. La squadra di Ferrara parte subito al contrattacco. Conquista un paio di angoli e sul secondo si accende una mischia che Dida sbroglia con qualche affanno. Prima del riposo, è Manninger a dover intervenire sul tiro da fuori di Thiago Silva. All’intervallo è 1-0 per i rossoneri. Ripresa. I bianconeri partono a mille e sugli sviluppi di un angolo, Amauri fa la sponda per Chiellini che non trova la deviazione vincente. Il difensore livornese ci prova un attimo dopo di testa, ma Dida è piazzato. Dopo un quarto d’ora di tentativi senza effetto, Ferrara lancia nella mischia Del Piero al posto di Salihamidzic. L’ingresso del capitano dà la scossa. Marchisio si prova da fuori e si procura l’ennesimo angolo. Un attimo dopo, altro cambio ma forzato. Poulsen si fa male: dentro De Ceglie. Anche la fortuna volta le spalle ai bianconeri. Su un altro angolo, proprio De Ceglie devia il pallone nella sua porta dopo un tocco di Ronaldinho. La partita finisce qui. I bianconeri tentano almeno a riaprirla ma arriva il tris, ancora con Ronaldinho a pochi minuti dalla fine. Prima della fine, Dida evita anche il possibile 3-1 con la punizione di Del Piero. Il Milan espugna l’Olimpico e fa chiudere ai bianconeri in girone d’andata nel peggiore dei modi.

IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO
“I’so capa tost”. Parola di Ciro Ferrara. Me n’ero accorto. D’altronde non è che ci volesse poi tanto. Sono bastate un paio di settimane. Quelle iniziali, durante le quali avevamo messo a segno un buon filotto di vittorie, ma senza mostrare in campo un minimo di gioco, con limiti tecnico-tattici evidenti. E la “capa tost” è stata evidente sin da subito con l’emarginazione dalla rosa di elementi potenzialmente utili per il famoso “progetto”. Quindi delle due l’una: o abbiamo fatto una campagna acquisti fallimentare, portando a casa fior di bidoni come Felipe Melo e Diego, o Ferrara è una sorta di Re Mida alla rovescia che trasforma in melma tutto quanto gli capiti sotto le mani. Neanche la vittoria di Parma mi aveva illuso: portare a casa tre punti senza mai tirare in porta ti capita rare volte nel calcio moderno. Il vecchio/nuovo 4-4-2 con l’abulico Diego di punta (a proposito, qualcuno gli insegni cortesemente a battere i calci d’angolo) non è servito a raddrizzare la stagione. Come a Parma, sono pochi a salvarsi dal naufragio totale. Inutile fare considerazioni sui singoli allora, poiché il bilancio sarebbe impietoso: escludendo il salva tutto Chiellini, si potrebbe dire che Grosso mi fa rimpiangere Molinaro, che Melo mi fa rimpiangere Galia, Marchisio lo stiamo perdendo mandandolo sempre più per le terre, mentre Amauri sempre più predicatore del deserto ha smarrito definitivamente la retta via. Le ha provate tutte le combinazioni il buon Ciro: rombo, trapezio, cubo e cilindro. Niente da fare, l’unica costante è stata la confusione. La stessa che regna nella società di Elkann, guidata dall’uno e trino Blanc, dall’inesperto Secco e dall’espertissimo (ma in tutt’altre materi fuorché quelle calcistiche), Castagnini. Ora fa bene Ciro a non volersi dimettere, ci è stato messo su quella panchina e vuole portare a termine il suo mandato. Mandatelo via se ne siete capaci. Allo scoppio di Calciopoli, ebbi a dire che temevo che la Juventus facesse la fine della Pro Vercelli, senza mai più vincere nulla, se non dopo la cessione della società a qualcuno che a livello sportivo (puntualizziamo, per quello commerciale/amministrativo questa proprietà se la cava più che bene) ne capisca di più. Spero sempre di sbagliarmi, ma la via intrapresa è proprio quella.

IL TABELLINO
JUVENTUS-MILAN 0-3 (0-1)
RETI: 29’ pt Nesta, 27’ st e 42’ st Ronaldinho.
JUVENTUS: Manninger; Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Salihamidzic (15’ st Del Piero), Poulsen (18’ st De Ceglie), Felipe Melo, Marchisio; Diego, Amauri. A disposizione: Chimenti, Zebina, Legrottaglie, Tiago, Immobile. All. Ferrara.
MILAN: Dida; Abate, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Gattuso (20’ st Flamini), Pirlo; Ambrosini; Beckham, Borriello (39’ st Huntelaar), Ronaldinho. A disposizione: Storari, Favalli, Kaladze, Jankulovski, Inzaghi. All. Leonardo.
ARBITRO: Damato di Barletta.
AMMONITI: 31’ pt Poulsen, 28’ st Ambrosini, 34’ st Amauri.
NOTE: spettatori 24.165 per un incasso di € 703.860,29.

[nggallery id=16]

Pubblicità

Juventus-Milan: in Europa non fa share, e c'è chi preferisce le repliche della F.A. Cup…

chiellini ronaldinhoVi segnalo un bellissimo speciale realizzato per l’edizione italiana di Goal.com a cura di Sergio Chiesi.

Poco più di un mese fa il mondo intero si fermava per il Clasico di Spagna tra Barcellona e Real Madrid. I campioni di tutto contro i Galacticos, Messi contro Cristiano Ronaldo, la forza del vivaio contro quella del denaro. In una cornice semplicemente mozzafiato, tra l’altro. Praticamente un evento planetario. Un po’ come gli incontri tra Juventus e Milan di qualche anno fa. Nel 2003, addirittura, le due squadre si fronteggiarono in una finale di Champions League tutta tricolore. Sette anni e uno scandalo (Calciopoli) dopo, la musica sembra essere cambiata. A due giorni dalla grande sfida dell’Olimpico, abbiamo voluto tastare l’attesa in giro per il mondo sfruttando il network internazionale di Goal.com. Il responso della nostra Inchiesta si è rivelato ancora una volta amaro per il calcio italiano, una nuova conferma del suo costante declino…

Attenzione, però. Non si tratta di un tramonto su tutta la linea. L’appeal del calcio nostrano risulta ancora solido in nazioni meno nobili, da un punto di vista strettamente rispettivo. Laddove c’è meno tradizione, è più facile legarsi a miti e simboli stranieri. Come nel caso dell’Indonesia: “Qui Juventus-Milan è probabilmente la sfida più attesa – ci ha spiegato il nostro collega Bima Said -. Sono le due squadre più seguite, con l’Inter subito dietro”. Vale più o meno lo stesso discorso in Medio Oriente, come confermatoci da Mohammed Awaad di Goal.com Arabia: “In questo momento il calcio italiano è al secondo posto nelle preferenze del mondo arabo, Juve e Milan sono sicuramente tra i primi cinque club più stimati”. La musica non cambia in Sudafrica: “C’è ancora molto tifo per i vostri club, visto che la colonia italiana è molto folta – dice Peter Pedroncelli di Goal.com Africa -. Certo, la Premier è avanti anche in Sudafrica, ma il testa a testa con la Serie A è equilibrato. Squadre come Juventus e Milan hanno moltissimi tifosi”. Da questo punto di vista, forse, il Brasile ha pochi rivali nel mondo. E’ Andrè Baibich a descriverci lo scenario verdeoro: “Recentemente una ricerca ha dimostrato che il Milan è il club europeo con più tifosi in Brasile. L’incontro ha un grande appeal non solo per i brasiliani presenti in entrambe le squadre, ma anche perchè in questo periodo dell’anno non abbiamo competizioni in corso, quindi il focus si sposta sull’Europa”. Considerazioni che valgono un po’ per tutto il Sudamerica, come ci ricorda Martin Decaux: “Sarà un match molto seguito, perchè sono tanti i tifosi di Juve e Milan sparsi per il continente. Qui di solito gli appassionati hanno due squadre, una sudamericana e una europea. C’è da dire, però, che di questi tempi c’è più attesa per un Man Utd-Arsenal o un Real Madrid-Barcellona che per un Juve-Milan, perchè Premier e Liga sono considerati campionati più divertenti”. Eccolo, il campanello d’allarme. L’assist giusto per iniziare a parlare dell’altra faccia della medaglia…

La faccia meno piacevole della medaglia, quella che decreta il declassamento del nostro calcio da punto di riferimento ad inseguitore (in affanno) di Premier League e Liga. Partiamo proprio dall’Inghilterra, con l’analisi di Sulmaan Ahmad di Goal.com UK: “Qui Milan e Juventus sono considerate le due squadre italiane più importanti. In particolare il Milan, molto rispettato per le due Champions vinte nell’ultimo decennio. La Juve ha perso un po’ di appeal con lo scandalo Calciopoli, la conseguente retrocessione e l’assenza dall’Europa per due anni. Ma nonostante ciò la sfida non sarà seguita con grande fervore”. Idem in Spagna, seppur per motivi diversi: “La sfida si giocherà in concomitanza con Tenerife-Barcellona – ha sottolineato Juan Lirman -, dunque gli appassionati di calcio spagnolo saranno concentrati sulla lotta al vertice della Liga”. D’altronde, quando giocano quelli, il divertimento è assicurato. A proposito di spettacolo, sentite un po’ il quadro dipinto da Alexander Walraevens di Goal.com Francia: “Juve-Milan non è considerato allo stesso livello di Arsenal-Man Utd o Barcellona-Real. La sensazione è che l’Italia abbia perso la sua leadership a livello europeo, a favore di Premier League e Liga. Addirittura pensiamo che tra un po’ la Ligue1 sorpasserà il campionato italiano, a parte tre squadre il livello non è che sia molto alto”. Teoria condivisa anche in Olanda: “Vent’anni fa – ci racconta Tommy Vaneldik -, con il Milan degli olandesi, il calcio italiano era visto come il paradiso. La situazione, però, è cambiata drasticamente. La Serie A è stata scavalcata da Premier League e Liga anche qui, agli olandesi non piace più come campionato”. Ci si avvicina lentamente all’indifferenza, la parola giusta per sintetizzare il commento di Francois Duchateau dalla Germania: “Non c’è un’attesa esagerata. L’incontro non verrà trasmesso in tv, probabilmente se ne parlerà solo nei programmi sul calcio internazionale del lunedì. Un po’ di spazio in più forse ci sarà nelle riviste sportive, ma niente di clamoroso”.

Occhio a non sottovalutare cotanta diffidenza. Perchè parole e pensieri, poi, trovano immediata conseguenza nei fatti. Meno attesa vuol dire meno seguito, meno seguito vuol dire meno audience a livello televisivo in tutto il mondo. E nel calcio di oggi, un calcio poco appetibile in tv (soprattutto sul mercato estero) rappresenta un prodotto scadente. E così che si spiega in parte il gap esistente oggi tra Serie A e Premier League. In Germania, ci fa sapere Francois Duchateau, Juve-Milan non sarà trasmessa. In Spagna sì, ma come detto assieme a Tenerife-Barça: resteranno le briciole, per il big match di Torino. Non ci si aspetta un successone per la diretta su ESPN in Inghilterra: “In questa particolare circostanza la presenza di Beckham servirà per aumentare l’interesse – ci spiega Sulmaan Ahmad -, ma ad oggi nessuno sta parlando della gara e anche nel post non se ne parlerà a lungo”. Come in Francia, stando al parere di Alexander Walraevens: “La partita sarà trasmessa da Orange e Canal+, ma non saranno in molti ad assistere all’incontro. I francesi pensano che il calcio italiano sia molto noioso”. Il caso più emblematico è forse quello dell’Olanda, illustratoci da Tommy Vaneldik: “Sport1 trasmetterà l’incontro, ma non ci saranno grandi ascolti. La gente preferisce altro al calcio italiano. Pensate che proprio Sport1, ad esempio, ha scelto di ignorare il turno dell’Epifania in Italia pur di trasmettere le repliche degli incontri di FA Cup del weekend. La dice lunga sull’interesse del pubblico olandese per la Serie A”. E su quanto, evidentemente, ci si necessità di cambiare al più presto qualcosa per invertire un trend sempre più preoccupante…

Il DNA mancante (quando noi si vinceva a Milano..)

Gioie incancellabili

Gioie incancellabili

Dopo la vittoria ai mondiali tedeschi poco più di tre anni fa, ho voluto leggere il libro “La Squadra”, nel quale Mister Lippi viene intervistato e spiega il perché dei suoi trionfi non solo quello in Germania, ma anche quelli con la Juventus. Ebbene, c’è una parte nella quale il Marcello parla di quello che è il DNA delle squadre, che sarebbero quelle caratteristiche che distinguono le squadre lungo la propria storia, quel “qualcosa” che devono avere sempre per riuscire a vincere. Continua a leggere

Squalificate anche l'Olimpico? Figuriamoci…

Io sto con Clarence!

Io sto con Clarence!

Nessuno ne parla, eppure… il razzismo esiste anche oltre Torino! Continua a leggere

Visto: e allora?

Ma de che?

Visto cosa?

Loro sicuramente no, essendo impegnati contro il Maccabi. Io però sì. In replica subito dopo la Juve. Ma non capisco. A parte che gli spagnoli hanno giocato meglio e senza C.Ronaldo, e che in Spagna parlano chiaramente di “harakiri Real”, “partita regalata ad un Milan con 14 ultratrentenni” e di “culo Milan”.. Visto cosa? L’anno scorso noi abbiamo vinto 2-0, in Spagna, col tanto odiato – da Tuttosport – Ranieri. E i titoli spagnoli recitavano a memoria “Il Real si inchina alla Juventus” (con tanto di standing ovation al nostro “ultratrentenne”..) e “Real impotente davanti alla perfezione tattica bianconera”. Ed eravamo senza mezza squadra. Ma non bastò per superare gli ottavi col Chelsea e per salvare la stagione (e la panchina) ed iniziare una (ennesima) rivoluzione. Questa estate inoltre abbiamo ridato una lezione di calcio ai “galattici” (ok, era estate..) che peraltro è da un pò che umiliamo, al netto dei gol in fuorigioco.. Ma può bastare una vittoria per cambiare una stagione? Purtroppo no. Nè un 6-0 al Maccabi sarebbe stato decisivo. Il cammino nostro è purtroppo lungo, il percorso è appena iniziato (il cambio modulo ha 2 giorni di vita) e gli ostacoli più immediati da superare si chiamano Maccabi (fatto), Siena e Sampdoria. Pensiamo a noi. E ai nostri avversari. Anche perchè qualcuno potrebbe rispondere.. “Tuttosport, visto che Inter?”..

Milan: dilettantismo professionistico nel derby

GattusoVolevo porre la vostra attenzione su quanto accaduto ieri sera durante il derby di Milano. Intorno al 20° minuto del primo tempo Gattuso ha un risentimento alla caviglia dopo una sgroppata verso il fondo. Lo staff medico del Milan gli applica una fasciatura rigida addirittura all’esterno della calzatura in modo da immobilizzare la caviglia stessa. Appare evidente sin da subito che si tratta di un rimedio inutile e che dopo qualche minuto il centrocampista calabrese avrebbe dovuto lasciare il campo. Al 30° minuto c’è l’azione che porta al gol di Tiago Motta, sulla quale Gattuso appare in netta difficoltà. Inccassato il gol, il buon “Rino” fa ampi cenni verso la panchina chiedendo la sostituzione. Inizia la lenta ed estenuante vestizione di Clarence Seedorf. Dalla panchina non sembrano così preoccupati, anzi fin troppo lascivi e arroganti quasi a dire: “Fai con calma, tanto Rino anche con un piede ora gliela fa vedere a questi interisti…”. Seedorf mette su i parastinchi e tira su i calzettoni comodamente sdraiato in panchina. Nel frattempo sono passati 8 minuti… e al 38° un buco evidente tra le maglie del Milan consente ad Eto’o di involarsi verso la porta con Gattuso alle sue spalle e in netta difficoltà: il capitano del Milan si aggrappa (seppur leggermente) alla spalla sinistra del camerunense e l’arbitro fischia il rigore. Cartellino giallo per Ringhio, che nell’occasione si rivolge verso la panchina chiedendo ancora di accelerare la preparazione di Seedorf. L’olandese deve ancora dismettere la maglietta da allenamento e la pettorina: con molta calma sfila entrambe le shirts e rimane per 1-2 minuti a petto nudo. Fatali questa volta. Sì perché contro un Inter che stava letteralmente schiacciando il Milan, non puoi concedere uno zoppo a centrocampo. Così avviene che al 40° Sneijder salta di netto Gattuso che lo stende nettamente: secondo giallo e cartellino rosso. Il Milan rimane in 10 e Gattuso rientrando in panchina sputa in faccia (a Leonardo? a Seedorf? al team manager?) qualche parola irripetibile e termina il tutto con una frase che dal labiale suona tipo: “Sono 20 minuti che chiedo la sostituzione, sbrigataevi no? Porc…”. Al di là dell’ampio risultato, credo che nell’occasione lo staff tecnico del Milan abbia dato la sensazione tipica dei concorrenti di quel programma che il patron del Milan conosce bene, essendo trasmesso dalle sue reti: “Dilettanti allo sbaraglio!”.

Amichevole: Milan vs Juventus 1-1 (6-5 d.c.r) (Trofeo Luigi Berlusconi al Milan)

DiegoLA PARTITA:
Rigori croce e delizia dell’estate bianconera. Dopo aver ceduto la Peace Cup contro l’Aston Villa e ipotecato il Trofeo Tim battendo l’Inter, la Juventus non riesce a portare a casa il Trofeo Berlusconi, superato dagli undici metri dal Milan. Al 90’ era 1-1 con i gol di Diego e Pato. La serata bianconera va in archivio nel segno del brasiliano. Nuovamente in campo dopo la prima uscita di fine luglio contro il Seongnam e, oggi come allora, da protagonista. Numeri importanti, una condizione in crescendo e ancora un gol a tenere la media di uno a partita. Non male. Soprattutto alla luce del fatto che ora si fa sul serio. Al Meazza si è chiusa la stagione delle amichevoli e dei tornei. Ora sotto con il campionato. Domenica sera, all’Olimpico è atteso il Chievo Verona. In palio i tre punti, più importanti di qualsiasi trofeo estivo. Come da previsione, il Trofeo Berlusconi diventa la passerella per Diego. Il brasiliano torna in campo dopo la prima uscita in Andalusia contro il Seongnam e si piazza dietro le punte che sono Iaquinta e Trezeguet, con Amauri in panchina e Del Piero rimasto precauzionalmente a riposo per un affaticamento. Davanti a Buffon, una difesa a quattro con Grygera, Legrottaglie, Cannavaro e De Ceglie. Positivo il ritorno in campo di De Ceglie, per la prima volta titolare dopo lo spezzone offerto proprio contro il Milan pochi giorni prima a Pescara. A completare l’undici, il centrocampo formato da Salihamidzic, Felipe Melo e Marchisio. Tutti gli occhi sono puntati su Diego, anche quelli dei rossoneri che lo prendono subito di mira con interventi piuttosto decisi. Il primo cartellini arriva invece per Legrottaglie, per un fallo su Pato. E’ una sfida molto fisica, giocata soprattutto a centrocampo. A darle una scossa ci prova il Milan con Pirlo che al 18’ colpisce la traversa con un gran tiro da fuori. La Juve fa girar bene palla e al 26’ Grygera si trova smarcato a destra e crossa: Trezeguet commette fallo su Zambrotta. Due minuti dopo la Juventus passa, proprio con il suo uomo più atteso: Diego carica il destro che si incassa alle spalle di Storari grazie alla decisiva deviazione di Thiago Silva. Secondo gol in altrettante uscite per il brasiliano che si conferma un innesto azzeccato. Il Milan reagisce con una conclusione ravvicinata di Gattuso, dopo un’azione d’angolo, che finisce però a lato. Più pericoloso il tiro di Huntelaar che trova però i pugni di Buffon a negargli il pareggio. Il primo tempo si chiude così sull’1-0 per i bianconeri. Ripresa. Ferrara opera subito due cambi. Fuori De Ceglie e Iaquinta, dentro Molinaro e Amauri. Il brasiliano entra come una furia e si rende subito protagonista di un’azione personale che per poco Diego non trasforma nel raddoppio. E’ una bella Juve quella della ripresa. Diego continua a incantare e al 9’ ribalta l’azione, serve l’inserimento di Molinaro il cui tocco per Trezeguet è buono, ma il francese viene anticipato di poco. Il Milan risponde con Flamini, ma il suo destro è facile preda per Buffon. Al 12’ ci prova Marchisio con il suo inserimento da dietro ma viene fermato proprio sul dischetto del rigore. Primi cambi anche Leonardo, fuori Huntelaar e Gattuso, dentro Borriello e Abate. Forzato invece quello di Ferrara: Grygera non ce la fa, dentro Zebina. Al 24’ il Milan trova il sussulto giusto e pareggia con Pato che insacca di testa su cross proprio di Abate. Continuano i cambi. Così esce Diego, tra gli applausi, al suo posto c’è Yago. Lo spagnolo che ritrova il Milan dopo le belle cose fatte vedere pochi giorni fa al Trofeo Tim. Ci prova Salihamidzic: palla alta. Si avvicinano i rigori e Leonardo si gioca la carta Inzaghi, il top scorer assoluto del Trofeo Berlusconi. Ferrara risponde con Poulsen per Salihamidzic. Le due squadre ci provano con le forze residue ma la lucidità, complice anche il gran caldo, comincia a mancare. Allo scadere ci prova Ronaldinho ma non trova la porta. Nonostante i quattro minuti di recupero, l’1-1 non si sblocca più. Per la terza volta da inizio stagione, la Juventus si dovrà giocare un trofeo a rigori. Rigori che, come a Siviglia, non portano bene ai bianconeri. Decisivo l’errore del giovane Yago al primo tiro. Perfette le altre nove conclusioni che non cambiano così l’esito, il Trofeo Berlusconi resta a Milano.

IL COMMENTO DI NUMERO7:
La Juventus perde solo ai calci di rigore, ma dal mio punto di vista la serata bianconera è stata negativa. Per quel che riguarda il gioco la squadra si è espressa abbastanza male, e a livello tattico, io che sono stato sempre uno dei più convinti critici di Ranieri, devo dire che vedo meno certezze dello scorso anno. Mi riservo, ovviamente, di valutare l’operato di Ciro Ferrara negli appuntamenti che contano, ma il trofeo Berlusconi è stato ogni anno un banco di prova importante sia per la Juventus che per i rossoneri. Il tecnico bianconero a fine partita conferma di aver strutturato una Juventus indipendente da Diego, ma il campo ieri sera ha detto esattamente il contrario. Al di là del fantasista brasiliano (autore con la collaborazione di Tiago Silva del vantaggio, immeritato, dei bianconeri), la Juventus ha fatto davvero poco, di fronte ad un Milan tutt’altro che trascendentale. La costruzione di gioco dei bianconeri è stata molto lenta e in fase d’attacco spesso la squadra è salita in blocco (e male), prestando il fianco agli ispirati Ronaldinho e Pato (quest’ultimo ha letteralmente umiliato Legrottaglie in più di un’occasione). Disastrosa la prestazione di Felipe Melo (a sua discolpa ci sono i frequenti viaggi e i numerosi match a cui è stato costretto negli ultimi tempi) che ha fatto vedere davvero il peggio di sé: come gli ho spesso visto fare l’anno scorso si è reso protagonista di un paio di passaggi in orizzontale al limite dell’area (roba che ti insegnano a non fare sin dai pulcini) e di dribbling al limite della follia a partire dall’area piccola di Buffon (al quarto tentativo, il brasiliano è riuscito a consegnare il pallone ai rossoneri che hanno ringraziato e insaccato con Pato). Nel reparto difensivo la nota lieta è stato un Cannavaro letteralmente super, che ha in più di un’occasione salvato il risultato con interventi miracolosi degni di un atleta integro sia dal punto di vista fisico che mentale; mentre i laterali (Grygera e De Ceglie prima, e Zebina e Molinaro poi) hanno sofferto in fase difensiva e non hanno mai inciso in fase offensiva (se si esclude una sgroppata nel finale di Molinaro servito da uno scatenato Diego). Al di là della sconfitta ai rigori, ribadisco, la Juventus ha creato poco gioco e non ha mai servito a dovere le punte: Trezeguet è stato praticamente un ectoplasma (si è fatto notare solo per un paio di palloni ciccati) e Iaquinta molto generoso, ma poco concreto. Il solo Amauri – entrato al primo minuto della ripresa al posto dell’attaccante calabrese – ha preso qualche iniziativa interessante (sempre in collaborazione con Diego), ma dopo qualche minuto Tiago Silva gli ha preso le misure e l’entusiasmo infuso alla squadra dall’italo-brasiliano è andato presto scemando. Uscito Diego, poi, sostituito dal giovane Yago (che sbaglierà anche il rigore decisivo ai fini dell’assegnazione del trofeo) si è spenta definitivamente la luce.

IL MIGLIORE IN CAMPO:
Diego Ribas Da Cuna è solo al 50% della condizione, ma è sicuramente la nota più positiva della serata. Pur conoscendone le qualità, nessuno immaginava che, nonostante le condizioni fisiche precarie, riuscisse ad incidere così tanto nel match. Mobile all’inverosimile, arretra spesso quasi fino al limite dell’area per prendere palla e portare su la squadra. Nell’1 contro 1 è devastante (chiedere la conferma a Gattuso che ancora lo sta rincorrendo per il campo) ed oltre ad  essere un maestro nella gestione della palla, è anche forte fisicamente: non perde un contrasto e lo stesso Ferrara rimarca a fine gara lo strapotere fisico di questo talento alto solo un paio di centimetri in più di Giovinco.

IL TABELLINO:
MILAN (4-3-1-2): Storari; Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski (25′ st Antonini); Gattuso (14′ st Abate), Pirlo, Flamini; Ronaldinho; Pato (33′ st Inzaghi), Huntelaar (14′ st Borriello). A disposizione: Roma, Onyewu, Favalli, Kaladze, Oddo. All. Leonardo.
JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Grygera (14′ st Zebina), Cannavaro, Legrottaglie, De Ceglie (1′ st Molinaro); Marchisio, Felipe Melo, Salihamidzic (38′ st Poulsen); Diego (26′ st Yago); Trezeguet, Iaquinta (1′ st Amauri). A disposizione: Manninger, Ariaudo. All. Ferrara.
Arbitro: Orsato
Marcatori: 28′ Diego, 24’st Pato
Ammoniti: Legrottaglie (J)
I Rigori: Yago (J) parato, Pirlo (M) gol, Trezeguet (J) gol, Ronaldinho (M) gol, Felipe Melo (J) gol, Borriello (M) gol, Marchisio (J) gol, Inzaghi (M) gol, Amauri (J) gol, Thiago Silva (M) gol.

LE INTERVISTE POST-PARTITA:
Ciro Ferrara: «I miei ragazzi sono venuti qui per vincere. Non ci siamo riusciti ai rigori ma è stata una partita equilibrata e credo che il risultato di parità sia giusto. Usciamo a testa alta e abbiamo ritrovato un giocatore importante come Diego. Diego ha grandissime qualità sia in fase di possesso palla e anche in fase di non possesso. È anche molto potente dal punto di vista fisico. Stasera non poteva essere al 100% della condizione ma è andato deciso nei contrasti e ha dimostrato di essere un duro. Del Piero ha avuto un fastidio alla schiena prima dell’ultima partita. Sembrava stesse meglio ma abbiamo preferito non rischiarlo».
Marcello Lippi: «La Juventus quest’anno vincerà lo scudetto»

Guarda gli highlights del match.
Guarda l’intervista a Ciro Ferrara.
Guarda le interviste a David Trezeguet e Vincenzo Iaquinta.
Guarda l’intervista ad Amauri.

Amichevole: Trofeo Tim con Juventus, Inter e Milan (Juventus 5 pt vincitrice)

Trofeo TIMLa Juventus si è aggiudicato per la prima volta il Trofeo Tim e, al di là del gioco, ha dimostrato una solidità caratteriale, quasi autoritaria, che può risultare determinante nel corso di una stagione. Questo aspetto è quello che ha maggiormente caratterizzato le due mini sfide con Inter e Milan; proprio grazie a una maggiore “calma mentale”, infatti, i bianconeri sono riusciti ad avere ragione prima dell’Inter – seppure in maniera fortunosa – e poi di un Milan che non è riuscito mai a metterli in difficoltà. Difesa attenta, centrocampo solido, attacco ficcante: questa la Juventus che ha impressionato contro i rossoneri, seppur priva di Diego e Del Piero. Contro l’Inter non è stato così perchè la squadra di Mourinho ha più grinta e gioco dei rossoneri ed ha messo spesso in difficoltà gli juventini, tanto che ai punti si sarebbe aggiudicata il confronto con i bianconeri. Ma ciò che fa difetto all’Inter è, in questo momento, quel controllo dei nervi – o quella calma – che, invece, hanno consentito ai vincitori del Trofeo di aggiudicarsi entrambi i confronti. Complessivamente l’Inter ha dimostrato di essere la squadra da battere nella corsa allo scudetto, ma deve stare attenta a controllarsi, a cominciare dal tecnico, troppo impulsivo. Però ha gioco e personalità e gli inserimenti di Etòo e Lucio (stasera mancava anche Zanetti) non possono che incrementare il suo alto potenziale. La Juventus può darle molto fastidio e potrebbe sfruttare l’imprevedibilità dei suoi giovani, apparsi di valore anche questa sera e capaci di inserirsi con personalità in un contesto nel quale non mancano fuoriclasse. Chi sta peggio di tutti è il Milan. Leonardo invoca ancora pazienza e ripete che la preparazione è stata viziata da tournee certamente remunerative, ma inopportune sotto il profilo tecnico. C’è molta verità in questo, ma c’è ancora moltissimo da lavorare sia sul campo sia in fase di rafforzamento. Il gioco è sempre prevedibile; Ronaldinho continua a non convincere e le “spinte laterali” invocate dal tecnico non si sono ancora viste. L’impressione è che non basteranno l’avanzamento di Pirlo e l’intesa – che sembra esserci – tra Pato e Huntelaar. Nella serata che ha riservato poche stelle – tutte e tre le squadre hanno lasciato alcuni pezzi da novanta a riposo – ha brillato Amauri, autore di due reti. Ma hanno fatto molto bene anche Balotelli (ancora nervoso, ma sempre stupidamente fischiato dai pochi, soliti antisportivi) e Iaquinta. Note positive anche da Nesta, che appare sulla strada del recupero completo. Dei due debuttanti in assoluto nel calcio italiano, Roma e Huntelaar, il primo ha destato qualche perplessità mentre il secondo ha fornito un’impressione migliore. Ciro Ferrara soddisfatto dopo il successo del trofeo Tim: «La serata è andata molto bene per noi al di là del risultato. Abbiamo incontrato due squadre che saranno in lotta per il campionato. Il risultato non deve ingannare: Ho visto un Inter molto, molto forte. Gol subiti? Ne abbiamo presi quattro in una partita. Oggi solo uno. Comunque io sono soddisfatto abbiamo fatto un mese di lavoro molto buono e intenso. La squadra si è comportata bene». (Tuttosport.com)

Le nostre avversarie: Bayern vs Milan 4-1 (Semifinale AudiCup 2009)

BayernPRESENTAZIONE
All’Allianz Arena di Monaco la squadra di casa e il Milan si affrontano per la semifinale dell’AudiCup 2009. Partita secca: chi vince raggiunge giovedì in finale il Manchetser United di Sir Alex Ferguson. Chi perde, affronterà il Boca Juniors nella finale di consolazione.

IL COMMENTO DI NUMERO7
Molto peggio di quanto mi aspettassi il Milan di Leonardo. Sbadato in difesa, improduttivo a centrocampo e innocuo in attacco. Il Bayern di Monaco si presenta in campo con una formazione rimaneggiata e priva della stella Ribery, ma con il ventenne Tomas Muller a scorrazzare pericolosamente verso tutto il versante avversario. Lo stesso Muller impiega poco a capire che la difesa rossonera equivale al burro e la infila facilmente su un cross proveniente della destra. Dopo aver preso il gol il Milan sbanda ancora pericolosamente: Altintop, che non è un fulmine di guerra, parte palla al piede pericolosamente ed in un’occasione riesce addirittura a saltare 4 uomini (Nesta ridicolizzato), ma Storari ci mette una pezza (e non solo in questa occasione). Il Bayern insomma fa il bello e il cattivo tempo: Ronaldinho non punge e Pato sembra quasi giocare con il freno a mano tirato; Abate prova a fare alcune delle sue solite sgroppate ma si infrange spesso contro il muro alemanno. Flamini viene spesso preso di filata dagli avversari e Pirlo, lento e impacciato, non riesce a produrre azioni di qualità per la sua squadra. Dall’altra parte del campo, invece, c’è un Van Bommel che è il vero dominatore del fulcro del gioco: costruisce e spezza, molto spesso anche con le cattive. Ottima la prestazione di Lahm (il motivo principale che mi ha spinto a guardare il match, prima di scoprire Muller) che con il compagno di fascia fanno letteralmente impazzire i malcapitati Jankulowski e Favalli. Gomes, che non è un fulmine di guerra, salta spesso troppo facilmente i centrali rossoneri e Leonardo sembra guardare lo spettacolo impotente dalla panchina. Nel secondo tempo Borriello rileva Ronaldinho, entra Gattuso e i centrali difensivi lasciano il posto a Kaladze e Onyewu: stesso risultato. Anzi peggio. Il Milan subisce 3 gol nella ripresa intervallati solo dalla punizione di Pirlo che si insacca centrale solo grazie alla netta complicità del portiere Butt. C’è poco altro da aggiungere, il Milan non c’è: 5 sconfitte nelle ultime 5 gare contro avversari di un certo livello, non avvengono per caso. Leonardo (o Tassotti, chi guidi davvero la squadra non è ben definito) non sa che pesci pigliare; la società, invece, saprebbe che pesci pigliare, ma non ha i soldi per farlo.

IL MIGLIORE: Tomas Muller
Mi metto davanti al televisore per studiare Lahm e invece… Scopro questa seconda punta classe 1989, 1.86 m di altezza che fa letteralmente impazzire la difesa del Milan. All’inizio mi sembra legnoso e gracile fisicamente, una brutta copia del già non bellissimo Peter Crouch. Con il passare dei minuti mi accorgo, però, che il ragazzo ha grinta da vendere e soprattutto qualità. Segna il gol dell’1-0 con un netto anticipo sul difensore milanista, fa il vice Ribery, porta palla con personalità e serve in alcuni frangenti degli ottimi palloni a Gomes (che ne l frattempo faceva ballare la difesa rossonera neanche fosse Ibrahimovic) e chiude il match con il 4-1. Il giovane parte da lontano, ma sa anche finalizzare, ha buona tecnica di base e se si irrobustisce fisicamente ci troveremo davvero molto presto di fronte ad un campione a tutti gli effetti.

IL PEGGIORE: Ronaldinho
A differenza di quanto visto nelle precedenti uscite, Leonardo lo piazza in attacco di fianco a Pato, anche se nel corso del match arretra spesso per dettare il passaggio. Il risultato, comunque, non cambia: non salta un uomo che è uno, non incide con i suoi passaggi e non sembra mai riuscire ad impensierire i difensori tedeschi. In alcuni frangenti addirittura spaesato e intimorito. Un ectoplasma.

IL TABELLINO
BAYERN MONACO (4-3-1-2): Butt 5; Lahm 7, Van Buyten 6.5 (19′ st Demichelis 6), Badstuber 6.5 (19′ st Breno 6), Braafheid 6 (1′ st Schweinsteiger 7); Altintop 6.5 (19′ st Tymoschuk 6), Van Bommel 6 (19′ st Ottl 6), Pranjic 6; Sosa 6.5; Gomez 6 (35′ st Sene 6.5), Muller 7.5. All. Van Gaal (A disposizione: Rensing, Gorlitz)
MILAN (4-4-2): Storari 5.5; Zambrotta 5.5 (29′ st Antonini 6), Nesta 5 (19′ st Onyewu 5.5), Thiago Silva 5 (29′ st Kaladze 5), Favalli 5 (19′ st Oddo); Abate 6 (19′ st Di Gennaro), Flamini 6, Pirlo 6, Jankulovski 5 (1′ st Gattuso 6); Pato 5, Ronaldinho 5 (1′ st Borriello 6). All. Leonardo
Marcatori: 12′ pt e 45′ st Muller (BM), 34′ st Schweinsteiger (BM), 36′ st Pirlo (M), 44′ st Sene (BM)
Ammonito: Van Bommel (BM)

Guarda la sintesi della partita.

Le nostre avversarie: Milan vs Inter 0-2 (cronaca fino al colpo di sonno…)

militoPRESENTAZIONE:
Prestigiosa amichevole negli States: di fronte le principali antagoniste della Juventus per la conquista dello Scudetto. Mourinho schiera Julio Cesar in porta; in difesa Maicon a destra molto alto come al solito, J. Zanetti a sinistra, Chivu e il neo-acquisto Lucio al centro; a metà campo è Cambiasso regista arretrato a comandare il gioco, con Muntari, Stankovic e Motta davanti a lui a cambiarsi costantemente di posizione; in attacco Milito è accoppiato con Balotelli, anche loro molto mobili. Risponde il Milan di Leonardo con Kalac in porta; difesa composta da Zambrotta e Jankulovski esterni, Onyewu e Thiago Silva centrali; a metà campo Pirlo regista con Ambrosini e Gattuso a proteggerlo; in avanti Ronaldinho dietro Borriello e Pato.

LA PARTITA:
Pronti via e Milito, subito in palla, serve magnificamente Muntari sul secondo palo, ma il Ghanese manca l’impatto col pallone. Un minuto dopo ci prova Pato da fuori, Julio Cesar non è sicurissimo ma respinge in qualche modo. Al 4’ subito il gol che decide il primo tempo: El Principe Milito riceve in area da posizione defilata, va verso il fondo, rientra, poi di nuovo verso il fondo e diagonale che buca Kalac. Gol identico a quello segnato nel pomeriggio da Bojan Krkic all’Al-Ahly, solo che segnato dalla parte opposta (e contro una formazione un po’ più forte. Forse). Nell’occasione l’americano Onyewu fa la conoscenza del calcio italiano: benvenuto, ragazzo! Al 9’ si vede Lucio con una buona chiusura difensiva. Al 19’ è Stankovic che prova la conclusione da lontano tirando fiacco sul portiere. Al 23’ ancora grandi numeri di Milito che si libera in area con un grande dribbling ma sbaglia l’assist. Al 28’ è Balotelli a tirare centrale da lontano. Al 33’ si vede il Milan con una punzione di Ronaldinho dalla sua mattonella: il tiro è deviato da un interista in corner. Dinho protesta per un tocco di mano e l’arbitro lo ammonisce, uscendo però fuori per errore il cartellino rosso. Siparietto divertente e imbarazzante al tempo stesso. Al 42’ è Maicon che asfalta Jankulovski con una facilità irrisoria ma sbaglia il cross (ste cose però contro Grygera e Molinaro non le fa, al Milan so’ messi proprio male..). Nella ripresa fuori Pirlo e Borriello per Abate e Zigoni. Al 47’ altra punizione di Dinho e questa volta Julio Cesar deve superarsi per respingere l’insidioso tiro del brasiliano. Al 53’ Gattuso si fa umiliare per l’ennesima volta da Milito e pensa bene di fermarlo con una manata (fosse stato in Italia sarebbe stato da prova-tv). Assistere al match senza addormentarsi, vista anche l’ora, diventa sempre più impresa da uomini veri. Al 61’ ci pensa Mourinho a rianimarla inserendo Vieira per Motta: vedere dei giocatori che credevi fossero scomparsi è comunque interessante, o no? Nel Milan entrano Nesta (altro fantasma), Antonini e Oddo (mr. Oddo x Trezeguet!) al posto di Onyewu, Jankulovski e Zambrotta (ridicoli tutti e tre). L’unico a destare interesse è Ronaldinho sui calci piazzati (quando non deve correre è ancora bravo): al 57’ una bella punizione finisce di poco fuori. Leonardo però, giustamente, lo toglie al 68’ assieme a Gattuso per far spazio a Odu (!) e Flamini. Nell’Inter si vede un altro fantasma, Mancini, che entra assieme a Santon. Al 70’, sfinito, alzo bandiera bianca: basta così. Poi ci ripenso preso dai sensi di colpa, accendo di nuovo il pc e vedo Stankovic correre palla al piede, asfaltare quella specie di difesa messa in campo dal Milan in maniera amatoriale (no comment davvero!), servire Milito che, dopo aver messo a sedere un difensore, fa il 2-0 di classe. Rispengo definitivamente (anche perché Mourinho, cattivo, toglie subito Milito reo di giocare troppo bene e continua a mettere in campo fantasmi come Quaresma e Materazzi..).

COMMENTO:
Molto bene l’Inter nei primi 45’. I centrocampisti cambiano spesso posizione: Cambiasso è il perno basso, ma davanti a lui c’è un movimento e uno scambio di posizioni impressionante. Muntari lo trovi a sinistra e l’azione dopo a destra, Stankovic gioca tra le linee senza dare riferimenti e Thiago Motta idem. Il vantaggio è meritato, e tra Mourinho e Leonardo tatticamente c’è ancora, al momento, un abisso (ma anche fra le due squadre, eh!). Nel Milan “brilla” solo Ronaldinho, ed ho detto tutto.. Davvero l’impressione è che siano alla frutta, stavolta. Le facce di Leonardo e Tassotti in panchina parlavano più di mille parole (e, per la cronaca, il bottino dell’esperienza USA recita 3 partite e 3 sconfitte..). L’Inter si conferma invece squadra che ci darà fastidio (e mancavano Eto’o e Hleb…). Glisso volontariamente sul secondo tempo dei rossoneri. Diciamo che quello che dovevo vedere (sarà lotta a due) l’ho visto..

I SINGOLI:
Nel primo tempo in evidenza Javier Zanetti (intramontabile) e Maicon nell’Inter, oltre a Milito autore di un grandissimo gol. Nel Milan invece a finire dietro la lavagna quasi tutta la squadra (davvero poco da salvare, forse il solo Ronaldinho). Il secondo tempo non lo commento nemmeno.

Guarda la sintesi del match