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La coerenza non è di questo mondo (calcistico)…

pulcinellaIL PATTO

«E’ stata una sentenza ridicola, ci sarebbero molte cose da dire. Ringrazio Abete per la coerenza subito manifestata dopo la telefonata che abbiamo avuto domenica. Riscontro davvero tanta sensibilità nei confronti di una squadra che deve rappresentare l’Italia in Champions League. Il presidente federale ha fatto in modo che la nostra vigilia fosse il più tranquilla e serena possibile. Adesso sì che potremo essere sereni per la Coppa…»

Così Massimo Moratti martedì scorso, subito dopo aver appreso delle sentenze del giudice sportivo Tosel. Con una bella faccia tosta. Perchè uno poi si domanda: ma se ci tenevano così tanto a far restare la squadra tranquilla in vista dell’importantissimo match clou di “Coppa” contro il Chelsea perchè hanno poi incoerentemente fatto tutto questo “rumore” (modalità diplomatica ON)? Passi per la foga agonistica dei calciatori (Samuel e Cordoba. Ma anche Milito, su!), che può anche essere interpretata come una “eccessiva voglia di arrivare per primi sul pallone” (mettiamola così.. per restare in modalità diplomatica!), ma qui stiamo parlando di altro, signori miei. Stiamo parlando di un dirigente interista (Oriali, un esperto in materia…) che si è fatto deferire per dichiarazioni censurabili sull’operato arbitrale. Un dirigente, non un Balotelli qualsiasi. E stiamo parlando dell’allenatore dell’Inter – colui che più di tutti avrebbe dovuto avere interesse (ma ce l’aveva?) a far restare la squadra tranquilla e serena (e che a Balotelli lo tratta spesso da bambino scemo) – che è stato squalificato per 3 giornate per aver fatto uno show di 90 (novanta) minuti tra aizzamenti alla folla, gesti mimati delle manette, sorrisi ironici e provocatori, proteste ad ogni fischio. E che, mentre i suoi giocatori scendevano nello spogliatoio imprecando contro l’arbitro (Muntari) e prendendo a pugni un avversario (Cambiasso), era intento a continuare nel suo show personale davanti alle telecamere. Evidentemente, la voglia di far restare la squadra calma, serena e concentrata già sul successivo match di Coppa, era poca. Minore della dolcissima voglia di apparire Special a tutti i costi, anche nelle proteste. Con quale coerenza allora Moratti può parlare di mancanza di coerenza (anche ammesso) di Abete? E mi limito ad osservare questo, senza entrare nei… “dettagli” (chiamiamoli così!), e cioè discutendo del fatto che telefonare al presidente della FIGC per chiedere che il giudice sportivo, terzo e imparziale (così ha voluto proprio Moratti in una sua battaglia post-Calciopoli, a proposito di coerenza..), potesse ammorbidire o comunque posticipare una sentenza (solo per l’Inter, ovviamente) per far restare la sua squadra “calma” in vista di un imminente impegno sia un comportamento non lecito. Ma, si sà, sono dettagli. Moratti le telefonate le fa “cordiali”, e i suoi “vergognoso” sono pieni di classe e onestà intellettuale.

IL MORALIZZATORE

«Meglio non parlare di campionato. Se parlo di campio­nato mi danno 2-3 partite in più di squalifica ed è meglio non farlo. Questo perché mi hanno detto che si è ripetuto quello che è successo a Bari. Stavolta però, nonostante il mio italiano stentato, ho senti­to parole nuove, ovvero “abbas­siamo i toni”. Già, abbassiamo i toni: è così che voi italiani ave­te costruito una storia che mi ha fatto vergognare come uo­mo di calcio. Quando ho sapu­to di Calciopoli, mi sono vergo­gnato terribilmente di dare da mangiare alla mia famiglia con i soldi del calcio. Però ades­so abbassiamo i toni… L’Italia non mi cambierà: sono arriva­to onesto, me ne andrò via one­sto».

Così invece si è espresso ieri l’altra “testa pensante” dell’Inter, ovvere Josè Mourinho. Che, nonostante l’arbitro avesse appena negato due rigori solari al Chelsea, ha trovato – non sia mai – il modo di prendersela ovviamente  col Palazzo. Uno che però arriva a vergognarsi di dare da mangiare alla propria famiglia col calcio avendo “saputo” (prima o dopo aver firmato per l’Inter?) di Calciopoli, per poter dire una cosa simile, deve avere una mezza aureola in testa ed essere inattaccabile. Lo è? No, perchè ad informarsi bene poi si scopre che il suo Porto, l’anno in cui divenne campione di Portogallo conquistando il diritto alla Champions che poi vinse con lo stesso tecnico portoghese alla guida, venne penalizzato di 6 punti per lo scandalo «fischietti d’oro» e che il suo presidente Pinto da Costa venne accusato di maneggi arbitrali e di acquisto di favori sessuali (a base di orge con  le immancabili escort) e squalificato per due anni sempre in seguito a quella complessa vicenda giudiziario-politico-sportiva che sconvolse il Portogallo tra il 2006 e il 2009. L’unica cosa di cui ci si dovrebbe vergognare semmai è che lì le cose le hanno fatte per bene: intercettazioni (e ci siamo), processi penali (e non ci siamo più), poi la giustizia sportiva che non ha potuto utilizzare le intercettazioni (e siamo distanti anni luce) e, dulcis in fundo, l’UEFA che – invece di vendicarsi in chissà quale modo – ha eccepito l’impossibilità di entrare nel merito ammettendo il Porto all’attuale Champions League, nonostante l’illecito accertato. E’ vero, Calciopoli è una vergogna. Ma in altri sensi. Ed è vero, Mourinho dovrebbe vergognarsi del suo stipendio, per il semplice fatto che non passa settimana che lo rinfacci a mezzo mondo. Insomma a farci la morale è un allenatore che ha vinto, in Portogallo, uno Scudetto con l’asterisco. Ma onesto a prescindere. Perfetto per l’Inter.

I FASTIDIOSI

«Sono arrabbiato. E indignato. Ieri è accaduto qualcosa di scandaloso. Dopo Monaco pensavo di aver visto tutto. Invece si è andati oltre. Se c’è un criterio nelle scelte, come si può mandare Rosetti in una partita come quella di ieri? Con quei precedenti? Spero che Collina o Abete un giorno me lo possano spiegare, ma so che queste risposte non arriveranno mai. Dopo tutti questi anni in cui siamo arrivati in Champions League forse diamo noia a qualcuno. Con quanto accaduto ieri la speranza di arrivare quarti è svanita del tutto. Voglio capire cosa ha fatto di male questa Fiorentina. Il rigore su Montolivo era troppo netto, e non vengano a parlarci di strane regole del vantaggio. Rosetti non alza le braccia, ma fa segno chiaramente al nostro capitano di rialzarsi. E’ stata toccata la nostra dignità, quella della squadra e della città di Firenze; che come sempre ha risposto in maniera civile. I tifosi viola sappiano che la società è presente e vigilerà attentamente su quanto sta accadendo”.

Senza entrare nel merito (vorrei solo ricordare ai Della Valle che sono l’ultima squadra della parte “sinistra” della classifica, e che domenica rischiano di passare “a destra”, se non fanno 3 punti..), ricordo a tutti come Riccardo Montolivo, proprio lui, aveva commentato così alla vigilia la scelta di Rosetti da parte di Collina: “Non c’è nessun problema, per me Rosetti è uno dei migliori arbitri italiani”. Non serve aggiungere altro, parlando di coerenza. Anzi sì, una cosa sola, a proposito di… pelati! Noi Ovrebo lo conosciamo da prima di loro. Già, perchè, come dimostrato nella “fotomoviola” di allora, concesse al Bordeaux un gol in fuorigioco nella prima giornata di Champions di quest’anno. Facendoci perdere 2 punti. E Platini era (anche allora) juventino.

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La fotomoviola: non era rigore, però dateci un taglio!

Cominciamo subito dalla posizione di Del Piero:

rigore revised 4

E’ regolare, come risulta chiaramente da questa diapositiva (il buon Gasperini cambi moviolista). Passiamo quindi rapidamente al motivo del rigore:

rigore del piero 01

Purtroppo questa è l’unica inquadratura “laterale” di Sky, l’unica che permetta di vedere il contatto. Già, perchè se si fanno vedere 4-5 replay tutti frontali, in nessuno di questi si potrà vedere cosa succede dietro al sedere di Del Piero, evidentemente non trasparente. Ad ogni modo, zoommando sull’inquadratura lontana, il contatto, come si può notare, c’è, ed è fra il ginocchio destro di Papastathopoulos e il tallone sinistro di Del Piero. Detto questo, ma non c’era bisogno di fotomoviola, è chiaro che sia un metro fuori dall’area, e che non fosse rigore.

rigore del piero 03

Ultimo fotogramma dedicato alla veemente reazione dei rossoblù che – come si vede dal contributo esclusivo – hanno assalito l’arbitro Mazzoleni in 50, spingendolo, indicando tutti la posizione di Del Piero fuori dall’area, schiaffeggiando il capitano della Juve per simulazione, ecc ecc… Vero? No? Dite che si vede Dainelli sconsolato (allargherà le braccia a dire “non è possibile!”) e Bocchetti che guarda con aria schifata Papasthatopoulos? Sarà un montaggio..

Però tanto è bastato a mezza Italia, da Gasperini a Preziosi passando per gli immancabili (non sia mai!) Mourinho e Serse Cosmi per parlare di tuffi, gomblotti (aridatece Biscarde!), stile Juve e sistema Moggi. E per dire che Del Piero avrebbe dovuto dire che era fuori area (quando neanche il difensore greco se n’è accorto in diretta).

Cabaret.

Ufficiale: Alberto Zaccheroni, ma… (il vizio non ce lo togliamo)

alberto zaccheroniE’ noto a tutti il gusto perverso tutto italiano del volare con la fantasia, sempre in là, sempre oltre. “Stamattina sul tardi Alberto Zaccheroni ha firmato il contratto che lo legherà alla Juventus”. Basterebbe metterci un punto, magari in grassetto, che si vede di più. E invece no, a noi piacciono le virgole. E allora ci dobbiamo aggiungere un “, ma da giugno ci sarà Benitez”. Oppure Hiddink. O Lippi. O scegliete voi, vanno bene tutti. Anche una “x”, variabile. E’ più forte di noi, non ci riusciamo proprio! E poco importa di oggi, già si preparano gli scoop estivi, alla ricerca disperata dell’ “io l’ho detto/scritto prima!”. E sarà così fino a giugno, con voci di mercato su presunti giocatori che “piacciono a Rafa”, piuttosto che al Marcello Nazionale. Non è così che dovrebbe andare. Per rispetto verso allenatori sotto contratto, e soprattutto per rispetto verso Ciro Ferrara prima e Alberto Zaccheroni poi. Ma non ci riusciremo mai. E allora teniamoci pure la “lezione di stile” rifilataci ieri sera dal portoghese Josè Mourinho. Lui non è italiano, ma ha imparato a conoscerci in fretta. Buon lavoro, Zac!


Mourinho si conferma Special One: quattro espulsioni nel 2009

Buffone di corte

Buffone di corte

Josè Mourinho non poteva scegliere partita migliore per stabilire il record: mai nessun allenatore italiano infatti era riuscito a collezionare quattro espulsioni in così poco tempo. A fine partita lo staff tecnico nerazzurro tace per protesta e così il clima pre-Champions si fa incandescente. Mou esplode al 20′ del primo tempo. I bianconeri hanno appena segnato e il portoghese si arrabbia per il fallo concesso a Del Piero, in contrasto con Samuel, da cui nasce la punizione del gol juventino. Applaude l’arbitro Saccani e gli urla anche un ironico «Bravo». Continua a leggere

Mourinho e Moratti, non così!

I moralizzatori..

I moralizzatori..

Stamattina mi è capitato di leggere il bellissimo editoriale di Tuttosport a firma dell’ottimo Alvaro Moretti (giornale molto interessante nel complesso quello di oggi, che tratta molto bene questa tematica e che quindi consiglio di acquistare), e non posso che sottoscriverlo. Esistono le regole, dice il tecnico portoghese. Vero. Però è giusto anche dire quali e poi applicarle, senza tirarle in ballo a casaccio con toni quasi minacciosi. Vediamole assieme.. Continua a leggere

Inter-Palermo: qualcuno deve pur dirlo…

L'erede..

L'erede..

Bella partita quella di San Siro ieri sera…. Otto goal, grandi azioni, grandi protagonisti, telecronisti entusiasti e applausi a scena aperta per tutti. Talmente bella che c’e’ la fastidiosa impressione che piu’ che a una partita di calcio si sia assitito ad un recita ben orchestrata. Io non sono uno che ama i complotti, non mi piace andare a indagare nelle pieghe di una partita, non considero i fuorigioco millimetrici e i rigori “televisivi”. Preferisco guardare una partita nel suo complesso e cerco di fare le mie deduzioni su cio’ che si vede in campo e da quando si discosta da un andamento che ritengo “normale”. L’impressione che molte squadre italiane di livello medio/basso (come il Palermo) si “scelgano” in anticipo le partite in cui impegnarsi l’ho sempre avuta. E se si esaminano una diecina di campionati e’ anche molto facile capire quali siano e pure come le varie “alleanze” cambino con il tempo. Il patto di ferro Udinese/Milan e’ certificato (oltre che dall’osservazione di molte partite) anche da intercettazioni telefoniche. Il piu’ recente accordo tra Genoa e Inter e’ anch’esso sotto gli occhi di tutti e si evita di parlarne apertamente solo per evitare guai. Cosi’ come non erano sfuggite all’attenzione della gente le “carinerie” reciproche tra il Siena e la Juventus della triade. Ma torniamo a Inter-Palermo; si era subito cominciato male, grazie a quel birbaccione di Mourinho che non perde occasione per fare i suoi “mind games”. C’era poi anche l’orribile precedente dell’anno scorso in cui Zenga regalo’ di fatto le due partite che gioco’ contro l’Inter da allenatore del Catania (e che gli sono di fatto costate il posto). Ma veniamo alla partita. La prima cosa strana e’ la formazione del Palermo; come tutti sanno Balzaretti e’ infortunato e bisogna sostituirlo. Anche perche’ da quelle parti incrocera’ la maggiore arma offensiva dell’Inter, cioe’ Maicon. Che cosa fa Zenga? Sostituisce Balzaretti con uno sconosciuto giovane rumeno, il povero Melinte, che e’ palesemente inadeguato al ruolo; infatti il ragazzo commette un rigore assurdo al 4′ e poi praticamente scompare, consentendo a Maicon di agire per tutto il primo tempo come attaccante aggiunto (e il 4-0 alla fine del primo tempo e’ persino una punizione lieve). Attenzione stiamo parlando di un tempo intero, quando dopo 5′ e’ chiaro a tutti che da quella parte il Palermo ha un buco grande quanto un cratere lunare. Ed e’ estremamente strano che un allenatore scafato come Zenga non si accorga di questo, ne’ provi in alcun modo a rimediare per un tempo intero. Continua a leggere

Come volevasi dimostrare…

In Champions diventa "Normal One"

In Champions diventa "Normal One"

Come ho avuto modo di dire una paio di giorni fa commentando la nostra partita con la Fiorentina la differenza sostanziale tra Juventus e Inter, al di là di qualsiasi tipo di discorso tecnico/tattico e moduli vari, è di convinzione e di abitudine a vincere. I nerazzurri in campionato si possono adagiare sugli allori non trovando una vera e propria concorrente in grado di impensierirli. Una convinzione maturata nel primo triennio post calciopoli e che i bianconeri invece hanno smarrito, prima nei meandri della B e poi nella quasia agiatezza di un terzo e un secondo posto ottimi, ma che non devono sviare da quello che è nel DNA della Juventus: la vittoria. Quanto fin qui detto trova l’ennesima conferma nelle prestazioni dei nerazzurri in Champions League, ultimi nel loro girone, ma la cui qualificazione a mio avviso alla fine arriverà. Quale che sia l’avversario incontrato – la squadra attualmente più forte al mondo o un team dell’Est europeo che molti definirebbero “squadra materasso” – gli uomini di Mourinho scendono immediatamente dall’Olimpo per diventare la più battibile delle squadre. Spesso in confusione, i nerazzurri mettono in campo internazionale tutte le ansie del loro allenatore e di una storia che li condanna a mirare ad ottenere qualcosa per la quale non sembran oessere portati. Al di là di qualsiasi discorso sul livello attuale del calcio italiano nei confronti dei maggiori campionati d’oltre confine, l’Inter e Mourinho a livello internazionale si dissolvono come neve al sole, ma quel che è peggio, perdono completamente la bussola tattica (vedere Materazzi fare l’attaccante ha qualcosa di fantascientifico). Segno evidente che se in campionato ci fosse “qualcuno” pronto a inanellare una serie di vittorie e ad impensierirli “da vicino” il castello di sabbia potrebbe iniziare a sgretolarsi in men che non si dica. Battiamo il Maccabi Haifa (cosa non scontata) e poi potremo concentrarci sul campionato. Il banco di prova rimane la Champions, e la Champions restituisce un Inter e un “Normal One” fragili e vulnerabili. Non importa come, ma dobbiamo stargli il più vicino possibile – le qualità le abbiamo! – il resto verrà da sé.

Scolari? Macchè! Vince sempre il Mou!!

Primo!Come si sono permessi quegli stupidi inglesi anche solo a pensare che Scolari, fresco della firma con gli uzbeki del Bunyodkor, sia al momento l’allenatore più pagato al mondo! Uno smacco inconcepibile! E ora chi glielo dice a Mourinho? Tranquilli, ci ha già pensato la Gazzetta dello Sport. Prontissimi gli 007 in rosa hanno indagato e hanno scoperto il trucco (c’è voluto addirittura un quotidiano portoghese di nome “Economico”, pensate…): sono 13,7 milioni per 18 mesi, non per 12. Il che rapportato ad un anno significa “solo” 9,13 milioni di euro. Briciole, a confronto degli 11,5 dell’uomo di Setubal. Bene, ora posso andare a dormire tranquillo. Notte. P.S. Chi glielo spiega poi a Moratti  che Guardiola ha vinto tutto prendendo 1,45 milioni di euro?

Tuttosport: Ranieri rinunciò a Diego. Gazzetta: no, fu Mourinho!

DiegoLe liti fra “The Special One” ed il “Camaleonte” di Testaccio sono famose, e francamente anche… noiose! Ma questa è divertente. Qualche giorno fa Camillo Forte, giornalista di Tuttosport, rivelò in esclusiva al Processo di Biscardi che la Juventus bloccò Diego già nel giugno 2008, ma fu Ranieri a far saltare l’acquisto (così come quelli di Xabi Alonso e Van Der Vaart). Bene. Oggi sfoglio la Gazzetta dello Sport e cosa ci ritrovo? Un articolo di Carlo Laudisa in cui viene scritto, addirittura nei dettagli, che fu invece l’Inter di Moratti, nel giugno 2008, a bloccare Diego (con tanto di incontro di giocatore e padre procuratore nella sede della Saras col patron). Branca raggiunse un accordo per 20 milioni di euro, ma.. chi si oppose? Sì, proprio lui, l’uomo da 11 milioni netti l’anno. Motivo? Voleva un’ala (Quaresma, nello specifico). E’ proprio vero… litigano su tutto! Ma questa sul “chi l’ha scartato prima” ci mancava.

Il vero "Special One" su DVD..

Damned UnitedIeri sera ho visto un film, “The Damned United” (con un fantastico Michael Sheen), che racconta la storia di Brian Clough, il più grande manager della storia del calcio britannico. Il suo nome probabilmente non vi dice molto, almeno ai più giovani di voi, ma se provate a chiedere a qualcuno nato negli anni ‘60 sono sicuro che ne sentirete parlare, eccome. Se poi andate in Inghilterra, magari nella parte centrale del paese, dalle parti di Derby e Nottingham, il suo nome è ormai leggenda, con tanto di statue e tribune a lui dedicate. Ve lo consiglio davvero, qusto film. Credo sia il più bel film sul calcio realizzato negli ultimi 10 anni, senza dubbio. Viene tra l’altro anche menzionata la Juventus, a metà film. Con dedica speciale a Mourinho.

Clicca qui per vedere un trailer del film.