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Scarica gratis "Il libro marrone dell'accusa" (Giulemanidallajuve)

giulemaniE’ da oggi disponibile – cortesia dell’Associazione Giulemanidallajuve – un fantastico regalo che ogni juventino dovrebbe immediatamente scaricare, stampare e diffondere con ogni mezzo possibile: un libro in PDF intitolato “Il libro marrone dell’accusa” contenente le trascrizioni del processo penale noto come il processo alla “cupola moggiana”. Da Nucini a Dal Cin, da Carraro a Paparesta: dirigenti, aribitri e presidenti che hanno contribuito a smontare le tesi dei pubblici ministeri. Un lavoro davvero “importante”, che va premiato dandogli il massimo risalto possibile. Davvero consigliato.

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Vi riporto la premessa del libro e una rapida descrizione dell’Associazione e dei suoi obiettivi.

«Questo processo crea un intralcio enorme alla sezione, ci sono anche delle cause serie» è la frase con cui il giudice Teresa Casoria, presidente del collegio della IX sezione del Tribunale di Napoli, è divenuta famosa al “grande pubblico” grazie ad una stampa che aveva colto questa occasione per ridestarsi dal torpore e denunciare l’accaduto. Come se la presunta “cupola moggiana” potesse essere realmente importante quanto i processi alla camorra, quelli per omicidio, per traffico d’armi o di droga. La stessa stampa che durante il corso del 2009 ha fornito, come già accaduto per la farsa sportiva del 2006, un’informazione sommaria e distorta delle udienze, estrapolando le poche frasi comode all’accusa ed ignorando quasi completamente tutto il resto. Se oggi conosciamo tutto quanto sta accadendo in quel processo è merito delle registrazioni che Radio Radicale pubblica sul suo sito. Grazie ai resoconti, alle trascrizioni, che noi elaboriamo ma che Voi avete avuto cura di assorbire e diffondere. Per molti tifosi bianconeri (ma non solo) le indagini della “squadra off-side”, le conclusioni dei PM Beatrice e Narducci, tutto ciò che ha portato a questo processo, nonché le udienze dello stesso, hanno rappresentato un conoscere come operano gli organi di polizia giudiziaria e certa magistratura. Un capire quanto sia facile trasformare qualcuno in un mostro, sbatterlo in prima pagina e non avere in mano nulla di concreto. Senza voler anticipare, nei dettagli, nulla di quanto andrete a leggere, il processo “ad Ambrosino Marcello ed altri” è stato definito un processo indiziario, cioè un processo in cui tanti indizi, delle tracce, dovrebbero andare a formare delle prove nel corso del dibattimento. I fatti ci dicono che tutti i testimoni chiamati dall’accusa non avevano in mano né indizi né tantomeno prove ma dei “si dice”, cioè le voci che giravano nell’ambiente e che erano poi le stesse che alimentavano qualche sfottò nei bar di tutta Italia. E c’è di più! Più si va avanti nella lettura e più cresce l’idea che i verbali redatti dal gruppo di carabinieri che ha partecipato all’operazioni siano stati più che un semplice riportare i sentito dire dei testimoni, quanto un tentare di formare delle testimonianze credibili, qualcosa da dare in pasto alla stampa. Come spiegare altrimenti le manipolazioni dei risultati di alcune partite o delle presunte ammonizioni mirate (Sembra incredibile ma è successo anche questo. Le informative dei carabinieri sono piene di “errori” grossolani, come risultati riportati erroneamente o diffide inesistenti. “Errori” che, casualmente, servirono per tenere viva un’inchiesta altrimenti morta in partenza. Gli stessi “errori” utilizzati per condannare Giraudo in primo grado. Condannato per aver fatto diffidare dei calciatori che in realtà diffidati non erano)? Come spiegare l’esistenza di quei famosi “specchietti”, cioè di quegli schemini che mostravano centinaia di contatti intercorsi nel prepartita tra sim – anonime – che i Ros avevano «verosimilmente» associato a Moggi e a questo o quell’arbitro? Gli stessi specchietti che sono stati ritenuti poco attendibili, nel corso di questo processo, non dalle difese ma dalla stessa accusa! Allora perché farli? Perché allegarli alle informative se non per darle in pasto alla stampa e tenere vivo l’interesse sull’inchiesta? Questi non sono indizi, questi sono fatti, è tutto quanto già successo sotto gli occhi di tutti, solo che nessuno l’ha sottolineato; nessuno l’ha fatto notare. E cosa dire delle famose “sim svizzere”? Un teorema che vacillava in origine e che già questa prima parte di processo ha cancellato. Nessuna verifica approfondita è stata fatta sugli incroci delle celle e chi aveva il compito di esaminare i tabulati ha reso manifesta una conoscenza a dir poco superficiale dell’argomento. La pietra tombale l’hanno messa infine gli stessi Ros che, presi da non si sa bene quale incombenza, andarono ad acquisire i dati relativi alle sim direttamente in Svizzera, senza rogatoria! È stato realmente un atto di totale incoscienza o su quelle sim è stato fatto un lavoro di cui era meglio tenere all’oscuro la polizia svizzera? Questo, forse, non lo sapremo mai. Su queste inesattezze, su questi “si dice”, sulle confuse informative e su zero – z.e.r.o. – perizie tecniche, i pubblici ministeri Beatrice e Narducci hanno costruito le loro accuse. Sullo stesso materiale il giudice De Gregorio ha rinviato a giudizio gli imputati di questo processo e condannato, tra gli altri, l’ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo. Meglio di loro seppe fare solo la “giustizia” sportiva che, nell’evidenziare l’assenza di illeciti sportivi, coniò (per bocca di Borrelli) il termine “illecito strutturato”, un reato che non esiste e che consisterebbe nell’alterare la classifica finale senza pilotare alcuna partita. Insomma, per assurdo, il semplice giocare a calcio potrebbe essere un illecito, perché vinci le partite regolarmente ma finisci senza ombra di dubbio per alterare la classifica quando fai dei punti. E tutto questo vi è stato presentato dai mass media come un qualcosa di serio, di fondato, di assolutamente giusto. Nelle pagine che seguiranno leggerete sempre più virgolettati sino ad arrivare alle vere e proprie trascrizioni delle udienze. Abbiamo voluto esimerci sempre di più dal commentare per dare ai lettori l’occasione di farsi una propria di idea. Di comprendere su cosa si basano realmente le accuse e chi sono i personaggi che hanno portato avanti l’inchiesta. Tra le altre cose, scoprirete anche il vero motivo per cui l’inter non è stata coinvolta nel processo ed a dirvelo saranno gli stessi testimoni chiamati dall’accusa, non un gruppo di “rancorosi” juventini. A chi si lascia facilmente scoraggiare dal numero di pagine diciamo che questo volume è composto per ¾ da semplici dialoghi. Dialoghi per lo più farseschi di testimoni a volte accecati dall’odio ed altre quasi imbarazzati nel trovarsi in un’aula di tribunale per riportare voci e nient’altro che voci. Il tutto “arbitrato” da un giudice che è costretto ad invitare continuamente i PM a citare più testimoni, perché non vuole terminare le udienze nel giro di poche ore e vuole arrivare il prima possibile ad emettere l’attesa sentenza. Non ci resta quindi che augurarvi una buona lettura e darvi appuntamento sul nostro sito per le prossime udienze.

Giùlemanidallajuve nasce nel maggio 2006 per contrastare quella che fin da subito fu riconosciuta come la più grande farsa ordita ai danni di un club di calcio: la Juventus. Prima tra le Associazioni sorte a difesa del sogno bianconero, è oggi l’unica che può restituire quei titoli e quell’onore di cui siamo stati privati durante la farsa targata estate 2006. E’ infatti pendente un ricorso al Consiglio di Stato, sono state depositate svariate denuncie ed esposti presso alcune Procure della Repubblica ed, infine, è pendente un ricorso alla Commissione Europea attraverso il più importante legale in Europa (colui che ha rivoluzionato il mondo del calcio con la sentenza Bosman), l’Avv. Luc Misson. L’attività sociale è indipendente da ogni influenza proveniente da partiti politici, da organizzazioni sindacali e da ogni confessione religiosa. L’Associazione ha lo scopo di:

* promuovere tutte le iniziative presso qualsiasi Autorità, giudiziaria, e/o amministrativa e/o sportiva, Istituzioni, Organi, Enti Pubblici e/o Privati, atte a tutelare gli interessi degli associati, azionisti, tifosi-simpatizzanti della “Juventus Football Club SpA”, allo scopo di ottenere tutti i possibili miglioramenti di tutela giuridica a difesa dei loro interessi economici, finanziari, morali e di immagine degli stessi, nonchè di tutte le problematiche tecnico-giuridiche connesse;
* tutelare gli interessi degli associati, azionisti, tifosi-simpatizzanti della “JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.P.A.”, rappresentandoli nei confronti di enti ed organismi pubblici e privati e associazioni di categoria;
* L’Associazione si prefigge  lo scopo di tutelare anche gli interessi ed i diritti dei propri iscritti quali fruitori e consumatori dei servizi e delle manifestazioni sportive nonchè quali utenti e contraenti degli abbonamenti forniti dalle squadre di calcio e dalla varie televisioni a pagamento che rappresentano le manifestazioni sportive.

Gli scopi dell’associazione sono anche quelli di rappresentare e tutelare, sia individualmente che collettivamente gli interessi di tutti indistintamente gli associati intesi come consumatori e utenti di servizi pubblici e privati,  in quanto soggetti svantaggiati per la posizione di debolezza negoziale e per l’asimmetria informativa che pagano nei confronti dei professionisti e del mercato, difendendo – se del caso anche dinanzi all’Autorità Giudiziaria e amministrativa e agli organismi internazionali di volta in volta competenti – i loro diritti e assistendoli nei rapporti con i fornitori di beni e servizi pubblici e privati, relativi soprattutto alle manifestazioni sportive.
Esperire nei confronti di chiunque la cosiddetta “class action” ai sensi delle relative disposizioni in materia.

(Credits: Giulemanidallajuve.com)

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