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Chiarenza: "Alla Juve tornerei. Con Ferrara parlavano in troppi, meglio con Zac"

vincenzo chiarenza primaveraRiporto una interessantissima intervista realizzata da Luciano Zanardini per IlSussidiario.net, seguita da un mio piccolo commento:

Juventus-Genoa non è soltanto una sfida che in questo momento può valere un posto in Europa, ma è anche, soprattutto, un match fra ex. Oltre ai vari Sculli e Milanetto, è interessante e al tempo stesso significativo rintracciare nelle rispettive rose alcuni fra i giovani più interessanti cresciuti all’ombra della Vecchia Signora. Da questo punto di vista chi meglio di Vincenzo Chiarenza, in esclusiva per ilsussidiario.net, con i suoi 15 anni nel settore giovanile juventino può tracciare un profilo di una generazione di aspiranti fenomeni che militano nelle due compagini: Palladino e Criscito da una parte e Marchisio, Giovinco, De Ceglie e Paolucci dall’altra. Chiarenza affronta anche da tifoso la situazione della Juve di oggi non senza qualche considerazione sulla gestione Ferrara. In particolare Chiarenza ha evidenziato una certa confusione: in campo i giocatori devono avere un unico punto di riferimento, l’allenatore, e non sentire le voci e le interpretazioni dello staff. A buon intenditor poche parole.

Sfogliando l’album dei ricordi di Vincenzo Chiarenza escono molti giovani giocatori che oggi militano in Juventus e Genoa, quali sono le sue sensazioni?
Ho avuto la fortuna di allenare giocatori con grosse qualità tecniche, fisiche e tattiche. Il mio compito è stato, oltre a quello tattico-tecnico, di insegnare loro il modo di comportarsi in campo, di trasmettere una cultura sportiva.

Il rapporto con questi giocatori prosegue anche oggi?
Sì, ci sentiamo tramite sms o in occasione delle feste

Alcuni, si pensi a Giovinco o allo stesso Paolucci, non sono ancora esplosi del tutto, è d’accordo?
Sono tutti giovani del 1986 o del 1987 e hanno ampi margini di crescita. Non bisogna dimenticare, e anche il passato l’ha dimostrato, che nel calcio si migliora fino a trent’anni. I giovani devono crescere sotto l’aspetto caratteriale per saper gestire anche le situazioni esterne, cioè l’ambiente, i media o i tifosi.

Proviamo a dare un giudizio tecnico su questi giocatori. Partiamo da Palladino
Straordinario. Può giocare anche da prima punta perché tiene palla e sa far salire la squadra. Fa partecipare gli altri giocatori alla manovra e ha un grosso dribbling. Assomiglia un po’ a Ronaldo del Real.

Criscito in bianconero è stato bocciato
Può giocare centrale in una difesa a tre o, come al Genoa, esterno alto a sinistra. Ha qualità tecniche, ma deve migliorare sotto l’aspetto fisico. Con me giocava nella difesa a tre e nella difesa a quattro.

Marchisio
Sta dimostrando le sue grandi qualità tecniche e caratteriali come del resto aveva già fatto con la Primavera. E’ un leader nella Juve e, speriamo, possa diventarlo anche in Nazionale.

L’ultimo ritorno, criticato dai tifosi, è quello di Paolucci
Una prima punta che vede molto bene la porta: è un attaccante completo che calcia di destro e di sinistro. Deve migliorare la qualità di testa.

In molti si aspettavano qualcosa in più da De Ceglie
Forse volevano vederlo giocare di più. E’ il tipico giocatore di fascia (esterno alto) con il cambio di passo e la resistenza. Ha qualità nel cross e si esprime al meglio con il passare dei minuti.

Si può scommettere sulla formica atomica Giovinco?
Una classica mezzapunta che può partire sia da destra che da sinistra. Quando è stato chiamato in causa ha reso, forse, di più di Diego. Uno contro uno dà il massimo.

Non c’è che dire, evidentemente avete lavorato bene…
C’è stata una programmazione incominciata ancora con Leopardi e poi proseguita con De Nicola. Fino al 2002 alla guida della Primavera c’è stato Gasperini e, quindi, il merito è anche suo. Dal 2003 al 2008 ho avuto l’opportunità di allenare la Primavera, di vincere (fra gli altri due Tornei di Viareggio, nda) e di far esordire nella squadra maggiore diversi giovani. Merito della programmazione e degli allenatori, molti di questi, ad esempio Storgato, avevano fatto la trafila nel settore giovanile.

E oggi quali sono le prospettive di Chiarenza?
Avrei voluto restare a vita alla Juventus, ma purtroppo i programmi di Blanc e di Ferrara non convergevano con i miei. Ad Ascoli ho fatto, nonostante tutto, un’esperienza positiva: sono arrivato in un momento di contestazione.

Sarebbe pronto a rientrare alla casa madre?
Sì, mi piacerebbe avere un ruolo di responsabilità nel settore giovanile: posso dire che, dopo 15 anni, è questa la specificità del mio lavoro.

Ci tolga una curiosità. In questi due anni la Juve ha dovuto fare i conti con molti infortuni, qualcuno, anche piuttosto autorevole, ha individuato il problema nei campi di Vinovo. Conferma questa tesi?
E’ una grande balla. I campi di Vinovo sono uno più bello dell’altro. Ci sono sei terreni in erba e i giocatori possono di volta in volta scegliere tra quello più morbido o quello più duro.

E allora cosa sta succedendo?
I tanti infortuni possono voler dire due cose: una grande sfortuna o qualcosa che va rivisto nella preparazione atletica.

Come sta vivendo da tifoso questa stagione?
Giusto precisare che, dopo 10 anni da giocatore e 15 da dirigente, sono il primo tifoso di questa squadra. Ad oggi la Juve non ha avuto una sua identità di gioco.

Può cambiare qualcosa con Zaccheroni?
Me lo auguro. E’ un uomo di calcio, esperto, con il suo staff preparato. Si esprime bene e soprattutto parla solo lui in campo.

Mentre prima non succedeva?
Mi sembra di aver capito che anche gli altri membri dello staff dicevano la loro. Il giocatore deve avere un unico punto di riferimento nel tecnico. Con Zaccheroni ci sono i presupposti per fare bene.

(Credits: IlSussidiario.net)

Alcune risposte sono davvero interessanti: innanzitutto quella su Vinovo, che spazza via credo definitivamente il mistero sui campi troppo duri o troppo morbidi (personalmente avevo pochi dubbi). Ma le due domande più interessanti probabilmente sono le ultime due: è una voce che mi hanno nel tempo raccontato in tantissimi, e trova la prima conferma indiretta in questa intervista… Mi riferisco al fatto che, secondo molti, troppi nello staff di Ciro Ferrara dicevano la loro, dirigevano gli allenamenti, discutevano con i giocatori, insegnavano gli schemi. Addirittura, pare, litigavano e alzavano la voce. Evidentemente la squadra – che per l’uomo Ciro Ferrara nutre stima smisurata – non ha reagito bene.

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Ufficiale: preso Carlos Garcia per la Primavera (cinguettata a buon fine)

carlos garciaUn altro baby talento per la Juventus: dopo l’attaccante Manuel Fischnaller (già anticipato in una cinguettata su VS l’estate scorsa), per la difesa della Primavera è in arrivo il giovanissimo (16 anni) Carlos Garcia, promettente centrale degli svedesi del Djungarden. Già in passato erano circolate voci sull’interesse della Juve per questo difensore che dice di ispirarsi all’ex del Real Madrid, Fernando Hierro. In particolare, ce ne parlò l’uccellino su VS sempre la scorsa estate, in anteprima ed esclusiva. Due colpi “anticipati” e realizzati.

Ufficiale: Manuel Fischnaller acquistato in prestito per la Primavera

sudtirolManuel Fischnaller è nato a Bolzano il 20 luglio 1991, ma abita da otto anni a Signato. Cresciuto in una famiglia di sportivi (il fratello Hannes gioca in 2° Divisione mentre la mamma, Waltraud Mattedi, era un’ottima atleta, primatista provinciale di lancio del giavellotto. Anche Manuel era un talento dell’atletica. Alcuni anni fa si é laureato campione provinciale dei 100 ostacoli. A livello calcistico è cresciuto nella società bolzanina Neugries, seguito dal padre Alfred, responsabile del settore giovanile. Sei anni fa si è trasferito all’FC Südtirol. Nel 2004 ha esordito nei Giovanissimi, per poi giocare regolarmente negli Allievi. L’anno scorso avrebbe dovuto disputare il Campionato Berretti, ma mister D’Angelo lo ha portato in ritiro a Nova Levante, facendolo poi sempre giocare con la prima squadra del FC Südtirol. In 31 partite di campionato ha realizzato quattro reti. Anche in Coppa Italia ha segnato contro la Sambonifacese. E’ stato inoltre convocato nella Nazionale Italiana Under 20. Il selezionatore azzurro Francesco Rocca lo ha schierato nel “Torneo quattro nazioni” contro l’Austria e la Germania. Il giovane attaccante era anche nella rosa allargata dei Giochi del Mediterraneo e del Mondiale Under 20, ma in maggio si è infortunato alla clavicola nella partita esterna contro il Como ed è dovuto restare fermo per tre mesi. Anche quest’anno il 18enne è riuscito a conquistare un posto da titolare con mister Sebastiani. In 17 partite di campionato ha raccolto 842 minuti di presenze, non riuscendo però a segnare. “Naturalmente siamo orgogliosi di aver portato con Manuel Fischnaller dopo Michael Cia ed Andrea Seculin un altro giovane giocatore dell’FCS in una squadra di Serie A. A fine stagione la Juventus avrà un’opzione sulla metà del cartellino di Manuel”, ha affermato il presidente dell’FCS Walter Baumartner. Come testimoniato in esclusiva (ricorderete la cinguettata del “dirigente biondino del Südtirol” in Sede…), il giocatore era seguito da tempo, e c’erano già stati degli incontri con l’ex DS del Südtirol Werner Seeber. Dopo averlo seguito in questa parte di stagione, è arrivata dunque la firma. Al ragazzo va il nostro in bocca al lupo.

Il personaggio: Luciano Bruni

Luciano BruniCHI E’ LUCIANO BRUNI
Nato a Livorno il 24 dicembre 1960, Luciano Bruni è stato calciatore negli anni ’70 e ’80 (“ero un centrocampista piuttosto tenico e grintoso”, dice). Ha iniziato nelle giovanili della squadra della sua città, per poi approdare alla Fiorentina appena maggiorenne. A soli 18 anni vince con i Viola il Torneo di Viareggio (che sia di buon auspicio?) ed esordisce in Campionato in occasione di Fiorentina-Lazio 3-0. Era il 1978. Un anno dopo arriva anche la soddisfazione, a 19 anni, della convocazione nella Under 21 (aveva già militato in tutte le nazionali giovanili dalla prescolastica alla juniores). Dopo tre stagioni a buoni livelli, passa prima un anno alla Pistoiese e poi al Ravenna, in B, per essere ceduto nel 1983 al Verona, il club nel quale ha militato più a lungo. Dopo ben 6 anni e oltre 100 presenze condite dal meraviglioso e irripetibile Scudetto della stagione 1984/85, ha giocato per Lucchese, Siena, Arezzo e Castelfiorentino prima di ritirarsi definitivamente nel 1994 a 34 anni. Ha iniziato praticamente subito la carriera da allenatore: per lui c’è stato immediatamente il ritorno a Firenze, dove ha allenato la formazione Primavera, per poi allenare quelle di Piacenza (due anni fa proprio la squadra emiliana allenata da Bruni eliminò dal Viareggio la Juve dei vari Marchisio, De Ceglie, Lanzafame e Giovinco) e Siena (oltre ad aver allenato per un breve periodo la Rondinella in Serie D). Lo scorso anno era vice-allenatore del Verona, nella ex C1.

COSA FA NELLA JUVENTUS
E’ stato chiamato da Castagnini per succedere a Maddaloni sulla panchina della Juventus Primavera. Ha ben chiaro sia l’importanza del suo ruolo (“La Primavera della Juventus non è uguale alle altre: allenarla significa allenare una formazione di C di prima fascia, se non addirittura di Catetteria..”), sia il modulo tattico che intenderà adottare (“sono anche io come Maddaloni un fautore del 4231 o al limite del 433”), sia cosa gli viene chiesto (“possiamo e dobbiamo fare bene in ogni competizione”). L’importante è che i ragazzi non si montino la testa e restino con i piedi per terra. A Luciano il difficile compito.

(Credits: Hurrà Juventus)

Torneo "Tirreno e|Sport": la Primavera perde ai rigori con il Palermo ed è quarta.

Si arrende di nuovo al Palermo la Primavera della Juve, che dai rosane­ro ( poi campioni) era stata eliminata nei quarti delle finali scudetto della scor­sa stagione. Nella finale per il terzo posto del tor­neo Tirreno e Sport la sconfitta è arrivata ai ri­gori, dopo che la Juve non era riuscita a mantenere il vantaggio ottenuto nel pri­mo tempo: «Abbiamo fatto una buona partita – spiega il tecnico Luciano Bruni, che ha dato spazio ai ra­gazzi più giovani della for­mazione bianconera – ma dobbiamo lavorare ancora molto. Dobbiamo giocare con più cattiveria agoni­stica e con più spirito di gruppo e di sacrificio». A porta­re in vantaggio la Juve è stato proprio il più giova­ne della formazione bian­conera, Alberto Libertazzi ( classe 1992). A rifinire l’a­zione, nata sulla destra, è stato Giuseppe Giovinco che ha messo in mezzo al­l’area palermitana un cross tagliato, su cui Li­bertazzi si è avventato di testa in mezzo ai due di­fensori centrali battendo Polizzi. La squadra di Bru­ni, a tratti troppo leziosa al momento di concludere, non è però riuscita a rad­doppiare e nella ripresa ha subito il gol del pareg­gio del Palermo, arrivato al 18’. La difesa biancone­ra è salita al momento sbagliato, lasciando filtra­re una palla dalla trequar­ti, della quale ha approfit­tato Conti, bravo a smar­carsi in area. Il risultato non si è più sbloccato e ai rigori hanno pesato gli er­rori di Belcastro e Liber­tazzi. Il torneo Tirreno e Sport si concluderà stase­ra, con la finale che alle 19 a Santa Marinella vedrà sfidarsi la Fiorentina e la Lazio. La partita sarà tra­smessa in diretta su Rai­sport. (Tuttosport)

Questo il tabellino dell’incontro:
PALERMO- JUVENTUS 5- 3 DCR ( 1- 1)
PALERMO ( 4- 3- 3): Polizzi; Cor­sini, Ardizzone, Siragusa, Per­golizzi; Carioto, Cappelletti, Pitarresi; Piazza ( 24’ pt Malte­se), Giovio, Conti. A disp. Di Gregorio, Silvestri, Mineo, Pellegrini, Bufi, Adamo, Testa. All. Pergolizzi JUVENTUS ( 4- 2- 3- 1): Piccolo; Romano, Silvestri, Ferrero, Crivello; Giandonato, Belca­stro; Boniperti ( 8’ st Bamba), Giovinco (1’ st Yago), Terrazzi­no ( 30’ st Serino); Libertazzi. A Disp. Bodrito, De Paola, Pir­rotta, Immobile, Pinsoglio. All. Bruni ARBITRO: Di Virgilio di Roma MARCATORI: pt 17’ Libertazzi; st 18’ Conti NOTE: ammonito Cappelletti SEQUENZA RIGORI: Belcastro parato; Pitarrese gol; Giando­nato gol; Maltese gol; Liber­tazzi parato; Carioto gol; Cri­vello gol; Conti gol.

Torneo "Tirreno e|Sport": sconfitta in Semifinale con la Lazio

Sconfitta senza attenuanti (la seconda in tre gare) per la Primavera di mister Bruni nella semifinale svoltasi ieri al torneo “Tirreno e|Sport”. I bianconeri sono stati superati 2-0 dalla Lazio (ancora un gol a freddo all’inizio, poi il raddoppio a metà ripresa), che ha meritatamente guadagnato l’accesso alla finale ai nostri danni (già salvati da una vittoria a tavolino contro l’Inter). L’avventura però alla 1ª edizione del torneo del litorale laziale non finisce qui. La squadra di Bruni dovrà ancora giocarsi la finale per il 3° e 4° posto. In campo già sabato pomeriggio, a Manziana, contro il Palermo Campione d’Italia che ha perso 1-0 contro la Fiorentina. Sarà quindi la prima rivincita con i rosanero che, nel cammino verso il tricolore, lo scorso giugno avevano eliminato proprio la Juventus allora guidata da Massimiliano Maddaloni. Un modo come un altro per rendere meno amara l’avventura in Lazio e trovare stimoli e convinzione in più.

Torneo "Tirreno e|Sport": Juventus in Semifinale con la Lazio

PrimaveraOggi pomeriggio alle 18:30 Lazio-Juventus a Santa Marinella e Palermo-Fiorentina a Civitavecchia saranno, a sorpresa, le semifinali del torneo “Tirreno e|Sport”. Rosanero e viola erano finiti rispettivamente miglior prima e miglior seconda della fase preliminare pur appartenendo allo stesso Girone (A), un risultato che dava la possibilità di definire gli incontri di semifinale anche tramite sorteggio. I dirigenti delle società interpellati dall’organizzazione hanno deciso di mantenere il quadro e gli incroci tra le quattro squadre derivati dagli incontri della fase preliminare a gironi. Palermo e Fiorentina si ritroveranno dunque di fronte dopo il 2-2 ottenuto sul campo di Manziana il 18 agosto: questa volta però si giocheranno l’accesso alla finalissima. Nell’altra semifinale toccherà alla Lazio difendere i colori della regione che ospita il Torneo contro la Juve prima qualificata a sorpresa del “girone di ferro” con Roma e Inter dove determinante nella classifica finale è stato lo 3-0 a tavolino inflitto all’Inter che nella partita coi bianconeri (finita 1-1) aveva effettuato 5 cambi invece dei 3 previsti dal regolamento e la vittoria, ieri pomeriggio, dei nerazzurri (1-0) sulla Roma, eliminata per la peggiore differenza reti. Stessa sorte è capitata alla Sampdoria nell’altro girone.

Il personaggio: Massimo Carrera

CarreraCHI E’ MASSIMO CARRERA:
Cresciuto nella Pro Sesto, in Serie D, è passato in C2 nell’Alessandria e in B con Pescara e col Bari. Nel 1989 la promozione con i pugliesi in A, e i due campionati ad alti livelli che gli valgono, nel 1991, la chiamata nella squadra di cui da sempre è tifoso sfegatato: la Juventus. In bianconerò giocherà 5 stagioni collezionando 114 presenze ed 1 gol. A 32 anni, dopo aver vinto Scudetto, Coppa UEFA, Coppa Italia, Supercoppe varie e Champions League, è finito a Bergamo, nell’Atalanta, per altri 7 anni, per poi giocare nel Napoli da 39enne in B. A 40 anni suonati, è arrivata l’esperienza al Treviso e, dal 2005 al 2008, quella nella Pro Vercelli, in C2, nella quale ha giocato fino alla veneranda età di 44 anni, record (oltre 900 gare ufficiali disputate). Per lui anche una presenza in Nazionale, simbolica ma significativa. L’anno scorso, dopo un anno sabbatico trascorso con la famiglia, ha conseguito il patentito da allenatore di seconda categoria ed è tornato alla base, al suo vecchio amore.

DI COSA SI OCCUPERA’:
L’incarico che gli è stato affidato è quello di coordinatore tecnico del settore giovanile (prenderà il posto di Dodo Sormani, passato in prima squadra assieme a Ciro Ferrara). Sarà il responsabile di tutti gli allenatori del settore giovanile dalla Primavera ai Giovanissimi, fungendo da supervisore. Dovrà insomma impostare il lavoro delle squadre, ma anche, a rotazione, affiancare i vari allenatori durante gli allenamenti per curare sia il gesto tecnico dei singoli giocatori, ma anche i movimenti dei vari reparti. Un “insegnante”, insomma, in piena regola, che si occuperà di tutto il settore giovanile. Un compito che ha accettato al volo, nonostante paresse inizialmente più intenzionato ad allenare direttamente in prima persona. E non è detto che in futuro…

Torneo "Tirreno e|Sport": Juventus vs Inter 1-1

YagoDopo la sconfitta del giorno precedente con la Roma, la Primavera di Bruni è tornata in campo al torneo “Tirreno e|Sport” affrontando l’Inter a Bracciano. I bianconeri hanno giocato una buona partita, soprattutto nel primo tempo, mentre nella ripresa è sopraggiunta un pò di stanchezza per la gara del giorno prima. Il gol di Yago, che ha portato in vantaggio la Juventus, è stato pareggiato dai nerazzurri nel finale grazie ad un’autorete del bianconero Bamba. La partita è finita 1-1, ma il risultato è sub iudice. In mattinata il verdetto. (Juventus.com)

Torneo "Tirreno e|Sport": Juventus vs Roma 1-2 (ora bisogna vincere con l'Inter..)

CarreraSi è disputata ieri pomeriggio la prima giornata del “Tirreno e|Sport”, torneo giovanile prestigioso che si disputa sul litorale laziale e che durerà fino al 24 agosto. I ragazzi di Luciano Bruni, inseriti nel girone C con Roma e Inter, hanno affrontato alle 18.30 a Civitavecchia i giallorossi, perdendo per 2-1. La Roma è passata immediatamente in vantaggio dopo soli 3′ con Montini, per poi raddoppiare al 15′ con Florenzi. La Juventus non ha saputo più reagire psicologicamente, accusando il colpo e riuscendo a sbloccarsi solo a 3′ dalla fine del match con una bellissima punizione di Giuseppe Giovinco, fratello di Sebastian. Questi gli 11 scesi in campo: Pinsoglio, Bamba, Serino, Marrone, Alcibiade, De Paola, Esposito, Pirrotta, Immobile, Giovinco, Boniperti. Nelle altre partite, il Palermo ha battuto 5-1 la Cisco Roma e la Sampdoria, che anche quest’anno sembra essere molto ben attrezzata, ha battuto i padroni di casa della Lazio 2-1 con gol di Anier e Soriano. Ora la situazione per la Juventus si complica, visto che accedono alle semifinali solo le prime classificate di ognuno dei tre gironi e la miglior seconda: contro l’Inter, a Bracciano, serviranno già oggi i 3 punti, o sarà eliminazione.

Segui il torneo sul sito ufficiale della manifestazione.