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Pillole varie dal mondo del pallone..

capello terryTra il tragico e il comico..

VIAREGGIO – Stiamo seguendo come blog la manifestazione, e in particolare le partite della Juventus. Ma ieri è accaduta una cosa grave, che dovrebbe far riflettere tutti. La partita tra Sampdoria e Club Nacional di Montevideo disputata presso il campo La Sciorba di Genova è iniziata nonostante la richiesta dei giocatori di rimandarla per le condizioni ostili (vento, freddo polare e neve). L’arbitro ha deciso di farla disputare ugualmente nonostante i -2° e il risultato è stato che due giocatori sono finiti in ospedale e tre curati dal medico della Sampdoria per principio di assideramento. Tecnicamente si chiama “gelicidio” (pioggia ghiacciata, acqua che tocca terra e ghiaccia all’istante, insieme al vento), ma si è sfiorato un altro…. cidio! La Samp, intanto, ha già comunicato che non si presenterà alla gara programmata per oggi alle 15 presso lo stadio “Benelli” di Lido di Camaiore con inizio dal 1′ del primo tempo. Questo per tutelare la salute e l’integrità fisica dei propri calciatori. Applausi. E non ce ne vogliano gli amici del Siena, vittime sacrificali di tale protesta.

TERRY – In Inghilterra è da diversi giorni che impazza la “questione Terry”. Il capitano dei Blues e dei Leoni inglesi è stato colto in fallo (..) avendo portato avanti per mesi una relazione extraconiugale con la moglie di Wayne Bridge, suo ex compagno di squadra nel Chelsea al quale fece anche da testimone di nozze. Una brutta storia. Certo, conoscendo JT non una storia imprevedibile, viste le 8 (accertate) relazioni extraconiugali consumate negli ultimi 18 mesi, e visto il background familiare non proprio esaltante (il padre è stato colto a spacciare, mentre la madre a rubare in un supermarket.. e lui stesso pare sia un malpagatore, con debiti ovunque e un comportamento non certo esaltante). Ma il punto è un altro: John gode di un carisma illimitato,  a Londra. Tutto sembra essergli permesso. Queste cose si sapevano da tempo.. ma nessuno ha mai pensato realmente potesse essere messo in discussione. Lui stesso, fino a ieri mattina, continuava a dirsi sicuro di mantenere la fascia di capitano, nonostante la convocazione ufficiale di Capello che chiedeva chiarimenti. Alle 15 il famoso incontro con l’ex tecnico bianconero si è consumato a Wembley. Dodici minuti, c’è chi li ha contati. Alcuni dicono undici. Sono comunque bastati al tecnico friulano per liquidarlo. “Sacked”, in inglese. “Dopo una lunga riflessione, ho deciso di togliere a John la fascia di capitano dell’Inghilterra. Come capitano della nazionale, ha sempre tenuto un comportamento estremamente positivo. Ma ci sono altri fattori di cui ho dovuto tener conto e ho preso questa decisione per tutelare la squadra”. Comunicato ufficiale compreso. Benvenuto nel meraviglioso mondo di “Don” Fabio Capello, John. A proposito: il nuovo capitano scelto da Capello è Rio Ferdinand del Manchester United. Per non farsi mancare nulla, ecco l’elenco delle sue malefatte riportato dalla Gazzetta…

RANIERI – A proposito di Capello, sottolineo con un pizzico di malizia come Ranieri sia arrivato a quota 18 partite consecutive senza sconfitte: 15 vittorie e 3 pareggi. Liedohlm a parte (ma era un altro calcio, altri tempi), il record lo detiene proprio Fabio Capello, stagione 2003/04, con 20 partite utili consecutive. Che dire.. meglio non dire niente!

FAIR PLAY IRANIANO – Guardate questo video. Il protagonista si chiama Amin Motavassel Zadeh, nome che scorderemo dopo 10 secondi. Il gesto però è di quelli che fanno riflettere. Col portiere a terra a seguito di uno scontro di gioco, l’attaccante – invece di approfittarne – butta il pallone fuori. Applausi-bis. Però poi uno si ferma un secondo, riflette, ripensa alle motivazioni lette nel sito degli Ju29ro sul giudizio in rito abbreviato a Giraudo e il pensiero torna a quel gol di Mannini con De Santis a terra, segnato nonostante tutto. E alla rissa del dopo-partita, culminata con un pugno di Jankulovski ad un giocatore del Brescia. Per i giudici fu un rosso “premeditato” richiesto dalla “Cupola”. Solo in Italia.

NEURONI – «Lui ha tanti milioni di neuroni e allenandosi insieme a Zanetti, Cambiasso, Materazzi e Samuel può solo che migliorare. Se uno lavora con loro e non riesce ad imparare vuol dire che ha un solo neurone». Così uno straordinario Mourinho descrive McDonald Mariga. Chiaro il riferimento a Mario Balotelli. Suggerimento per gli ultras bianconeri: “Balotelli ha 1 neurone” si può dire, non è razzismo. C’è il precedente. Grazie Mou.

CONFUSIONE – Daspo di un anno: questo il provvedimento scelto dal questore di Sassari nei confronti del giocatore dell’Olbia Giuseppe Giglio, dopo l’aggressione al portiere Simone Aresti avvenuta nell’intervallo del derby tra Alghero e Olbia. Ma Giglio di mestiere fa il calciatore, e quindi potrà continuare a giocare regolarmente. Niente spalti, ma solo in campo. Geniale.

PROCURE – «Proporrò l’istituzione di una commissione di inchiesta su Calciopoli». Marco Beltrandi, parlamentare del Partito Democratico (Radicale), ha annunciato l’iniziativa nel corso della trasmissione ‘La Juve è sempre la Juve’, in onda su T9, e condotta dagli amici Antonello Angelini e Massimo Zampini (per stavolta la pubblicità è gratuita…). Il deputato, ha spiegato: «Ho intenzione di presentare alla commissione cultura della Camera, che si occupa di sport, un progetto di legge per istituire una commissione di inchiesta su Calciopoli. Su una vicenda di questo rilievo, anche la politica, non sovrapponendosi ai processi, deve chiarire cosa è successo». Nelle scorse settimane Beltrandi aveva presentato una interrogazione in commissione vigilanza, sulla mancata presenza dell’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo nelle trasmissioni Rai che si sono occupate del processo di Napoli. Ne parlavo oggi al bar con il solito barista interista: “In Parlamento dovrebbero occuparsi di cose più serie”. Facile la risposta: “Perchè, in Procura?”.

TAMPONAMENTO – È cominciata male la trasferta della Juventus a Livorno. Ieri sera il pullman che trasportava la squadra bianconera all’Hotel Palazzo, dove è alloggiata, ha tamponato una volante della polizia che la stava scortando lungo il tragitto urbano sulla Variante Aurelia. Nello scontro, come riporta stamani il quotidiano Il Tirreno, hanno avuto la peggio i poliziotti, uno dei quali si è fatto refertare in ospedale per un colpo di frusta. Nessun danno, invece, a bordo del pullman tra i giocatori e lo staff dei bianconeri. L’incidente è stato provocato dalla stessa volante della polizia che ha improvvisamente arrestato la marcia per un guasto meccanico e l’autista del pullman, Riccardo Scaletta, non ha fatto in tempo a frenare urtandola piuttosto violentemente sul retro. Chi ben comincia…

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Il pesce puzza dalla testa

blanc elkannMe lo ripeteva sempre, mio nonno: “Antonio caro, il pesce puzza dalla testa…”. Quanto c’aveva ragione! Mi riferisco al fatto che, se una Società non è forte, compatta, energica, decisa, non si può pretendere lo siano i suoi “dipendenti”. Scoperta dell’acqua calda, sicuramente, ma intanto lo scrivo. Anno 2009, marzo. La Juventus di Claudio Ranieri esce dalla Champions League, eliminata in casa dal Chelsea. Fino ad allora lo spogliatoio, guidato dai senatori, era rimasto coeso, legato dalla voglia di provare a portare a casa un trofeo prestigioso. C’erano problemi eh, ma si era deciso di metterli da parte fino a fine stagione, per il bene della squadra. L’eliminazione dalla Coppa, perciò, fa venire meno anche l’ultimo motivo per non litigare. Si scoperchia il vaso di Pandora, e lo spogliatoio si spacca definitivamente. Non tutti, ma alcuni, cominciano ad attaccare, anche duramente, le scelte dell’allenatore. Uno su tutti (ma non sarà l’unico), David Trezeguet, attacca il mister di Testaccio per averlo sostituito contro i londinesi. La Società non interviene. Ranieri sì e, il giorno dopo, convoca una conferenza stampa e risponde così: «Un po’ mi sento tradito, più dall’uomo Trezeguet che dal giocatore, ed è la cosa peggiore. Inspiegabile, da bambino viziato». La Società, ancora una volta, muta. Il giorno dopo, parla il presidente Giovanni Cobolli Gigli: «Trezeguet resterà certamente, ha un contratto, ed è uno dei quattro campioni del nostro attacco». Ranieri, intanto, autonomamente, lo mette di fatto fuori rosa, facendolo allenare ma non facendolo più giocare. Passa qualche giorno e lo strappo, pubblico, si consuma con Mauro German Camoranesi. Stessa situazione. Si arriva alla semifinale di Coppa Italia, per molti (fra gli altri per il membro del CdA e del comitato sportivo Montali) sarà decisivo vincere questo trofeo, per tornare ad assaporare la gioia di un trionfo, anche se il meno prestigioso possibile. Ranieri, uno che allena calcio da 30 anni, lascia fuori per scelta tecnica Del Piero, Trezeguet e Camoranesi, con la squadra già dilaniata (come per tutto l’anno) dagli infortuni. Ovviamente alla “scelta tecnica” non ci crede nessuno. A due dalla fine, eliminati da tutto anche dalla Coppa nazionale, Jean-Claude Blanc prende la decisione di esonerare il tecnico romano, che pur aveva ancora tutta la possibilità (e contro le riserve di Lazio e Siena ci sarebbe riuscito) di centrare il terzo o addirittura, come fatto poi da Ferrara, il secondo posto in Campionato (ricordo a tutti che all’ultima giornata c’era pur sempre lo scontro tra le dirette concorrenti Milan e Fiorentina, che matematicamente ci avrebbe avvantaggiato verso una delle due).

Comincia l’era Ferrara. Poi proseguita anche in estate, con la conferma per la stagione in corso e la promozione del suo staff made in Naples.

E’ passato qualche mese, ma pare, almeno a leggere Tuttosport, la situazione sia nuovamente compromessa, con una spaccatura dello spogliatoio e gente che non dà tutto per il mister. Ancora una volta, la Società non interviene, se non, timidamente, per confermare la fiducia all’allenatore. Certo, dopo 18 CdA, dopo riunioni tecniche, summit anti-crisi, proposte imbarazzanti di tutors e cose varie, ma non si conoscono, ad oggi, decisione “punitive” prese verso alcun componente della rosa giocatori, nè dello staff tecnico. Siamo nel periodo forse più buio degli ultimi 30-40 anni, eppure a colpirmi è proprio questo silenzio, più che i risultati (quelli fanno parte del calcio: puoi perdere, pareggiare o vincere. O, nel caso dell’Inter, vincere perdendo, ma loro sono speciali..).

E allora la domanda è: ma siamo stati sfortunati a beccare due allenatori (non parliamo di Deschamps: lui ci ha pensato da solo a farsi fuori) malvisti dallo spogliatoio? E’ solo, come nel caso degli infortuni, una terribile “sfiga”?

Oppure c’è dell’altro? Vi lascio con una domanda/provocazione: Don Fabio Capello da Londra credo sia universalmente riconosciuto come l’allenatore più “con gli attributi” in giro al mondo. Il vero “sergente di ferro”. Secondo voi senza una dirigenza schierata energicamente dalla sua parte e pronto a proteggerlo sempre e comunque avrebbe potuto, faccio un esempio, mettere in panca Del Piero? O fare entrare a metà ripresa Camoranesi e toglierlo dopo 5′ con tanto di umiliazione pubblica? (e schierarlo poi la partita dopo, facendolo correre come un pazzo?). Avrebbe potuto dire a Buffon che si sarebbe dovuto riguadagnare il posto? O ad Appiah lo avrebbe potuto cancellare dalla rosa per mesi? Queste cose le avrebbe potute fare solo “perchè è un duro”? O lo spogliatoio se lo sarebbe “mangiato vivo” anche a lui, senza qualcuno che, allenamento dopo allenamento, facesse capire che forse non sarebbe stato opportuno? Se con Ranieri e Ferrara la situazione è stata “tesa”, con Capello è stata una polveriera, e i giocatori tutti giocavano solo per i trofei, chiedendo in molti casi la cessione a fine campionato. Eppure si è vinto. Eppure è uscito poco o niente di quel periodo. Eppure la Società ha saputo trasformare la “rabbia” in qualcosa di propositivo, in voglia di dimostrare qualcosa.

Con questa dirigenza, secondo voi, con Capello in panchina, come sarebbe andata a finire?

Tuttosport: Ranieri rinunciò a Diego. Gazzetta: no, fu Mourinho!

DiegoLe liti fra “The Special One” ed il “Camaleonte” di Testaccio sono famose, e francamente anche… noiose! Ma questa è divertente. Qualche giorno fa Camillo Forte, giornalista di Tuttosport, rivelò in esclusiva al Processo di Biscardi che la Juventus bloccò Diego già nel giugno 2008, ma fu Ranieri a far saltare l’acquisto (così come quelli di Xabi Alonso e Van Der Vaart). Bene. Oggi sfoglio la Gazzetta dello Sport e cosa ci ritrovo? Un articolo di Carlo Laudisa in cui viene scritto, addirittura nei dettagli, che fu invece l’Inter di Moratti, nel giugno 2008, a bloccare Diego (con tanto di incontro di giocatore e padre procuratore nella sede della Saras col patron). Branca raggiunse un accordo per 20 milioni di euro, ma.. chi si oppose? Sì, proprio lui, l’uomo da 11 milioni netti l’anno. Motivo? Voleva un’ala (Quaresma, nello specifico). E’ proprio vero… litigano su tutto! Ma questa sul “chi l’ha scartato prima” ci mancava.

Spalletti verso l'addio, Ranieri verso la Roma (e ripartono gli attacchi..)

RanieriFrancamente ci troviamo dinanzi ad una situazione per me imbarazzante, inconcepibile. Che Ranieri abbia commesso degli errori (da Capanna a Zebina, da Criscito a Poulsen, passando per Giovinco, il modulo, Trezeguet e compagnia) è assodato. Che abbia fallito a tenere in mano la squadra fino alla fine è un dato di fatto. Che si sia messo alcuni senatori importanti contro pure. Che non abbia avuto mai mezza parola di conforto dalla Società che lo ha esonerato a 2 dalla fine dopo averlo confermato il giorno prima pure. Come sarebbe finita tra la squadra e Capello senza la protezione continua di Moggi e Giraudo, che gli permettevano ad esempio di far entrare Camoranesi a partita in corso e di sostituirlo con disgusto 10′ dopo senza creare spaccature ma con anzi una minaccia di multa e cessione al giocatore in caso di ribellione? O di far scaldare Del Piero per poi far entrare Kapo? O di mettere fuori rosa Appiah per un errore di gioco? O di far giocare sempre gli stessi ignorando gli altri? Credete sia stata la “bravura” di Capello a permetterlo o quella di Moggi e Giraudo? Io sono convinto della seconda ipotesi. Così come sono convinto, nel caso di Ranieri, che la spaccatura così grave ci sia stata per colpa dell’immobilismo della Società, incapace di prendere posizione e schierarsi col tecnico e contro alcuni veterani. E’ per questo che sono contro tutti questi accanimenti nei confronti del tecnico di Testaccio: non ha fatto niente di male, non è venuto alla Juventus puntando una pistola contro Blanc (stessa cosa di Andrade, Tiago, Poulsen, ecc..), è un professionista che ha svolto il suo lavoro in condizioni obiettivamente non facili, e che ha commesso diversi errori, alcuni gravi, che probabilmente hanno giustificato il “cambio” con Ferrara e lo sdoganamento di Secco nel mercato. Ma non gli insulti. Ciò premesso, sono sempre più insistenti le voci di possibili dimissioni di Luciano Spalletti (giusto in tempo, visto che contro noi in 20 partite ne ha vinta solo 1 in Coppa Italia e le ha perse quasi tutte.. ma questa è cattiva!), al quale va la mia ammirazione per il lavoro svolto nella Capitale (e non era facile succedere ad un certo Fabio Capello..) e per l’onestà e la coerenza che l’ha sempre distinto dentro e fuori dal campo. Si riparla allora di Claudio Ranieri, e subito Tuttosport – tramite la bocca di Camillo Forte – ritorna all’attacco accusando l’ex tecnico bianconero di aver rifiutato lui un anno fa Diego – già virtualmente acquistato – e di aver rifiutato in precedenza uno tra Xabi Alonso e Van Der Vaart, preferendo Poulsen. Ora, al di là del fatto che ciò possa anche essere vero, trovo il timing sbagliato, e trovo questo atteggiamento persecutorio. Ranieri è il passato, abbiamo voltato dolorosamente pagina (perchè questa è una macchia che ci porteremo dietro, l’esonero) e siamo tutti strafelici per una grandissima campagna acquisti e per i 6 punti in due partite conquistati dalla formazione di Ferrara. Davvero, non c’è bisogno di ulteriori polemiche. Ognuno per la propria strada. Soprattutto perchè abbiamo ancora sotto contratto l’ex tecnico per una stagione, e proprio in queste ore probabilmente società e legali di Ranieri cercheranno di trovare un accordo (pare veloce e sereno) per liberare da subito il tecnico romano e permettergli di realizzare il suo sogno da sempre, e cioè di allenare la squadra della città in cui è nato. Mi spiace, non lo rimpiango sulla panchina, ma non riesco ad avere tutta la cattiveria che leggo in giro e che noto in molti di voi. Ci vuole classe anche in questo.