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Il minuto di silenzio per i messinesi? Un optional.

Lo facciamo simbolicamente noi

Lo facciamo simbolicamente noi

Quando l’ho letto non ci volevo credere, eppure.. è tutto assurdamente vero. Solamente in 3 campi su 10 di Serie A è stato fatto osservare il minuto di silenzio in onore delle vittime dell’alluvione di Messina. Per un “difetto di coordinamento”, lo hanno effettuato solo le due siciliane (che hanno giocato col lutto al braccio) e lo ha fatto effettuare l’arbitro Rocchi in Atalanta-Milan, per “errore” (lo dava poverino per scontato).  Senza parole. Anzi, la parola va ad Abete: “C’è stato un difetto di coordinamento. Il 2 ottobre è stato disposto il minuto di silenzio solo sul territorio siciliano. Se si commettono degli errori, bisogna ammetterli. Chi è a capo di un’organizzazione deve assumersi la responsabilità. Il mondo del calcio affronta determinate tragedie con spirito di solidarietà, questo non deve essere messo in dubbio”

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Randazzo: quando lo scandalo non fa notizia..

AtalantaOrmai la conosciamo tutti la storia: se c’è di mezzo la Juventus, anche una multa per divieto di sosta non pagata da un nostro tesserato diventa un caso nazionale, da portare in Parlamento. Quando invece ci sono vicendo sospette di partite vendute e irregolarità sportive barra illeciti riguardanti altre squadre.. un bel “chissenefrega” è il commento più elegante. Lo sappiamo, noi siamo diversi. E ci piace così, temuti perchè migliori. Però, per dovere di cronaca, registro come l’ex storico DG dell’Atalanta, Giacomo Randazzo, abbia tirato fuori in un suo libro celebrativo dei trentanni passati lavorando per la società bergamasca, un episodio risalente al 2000. Riassumo. Partita di Coppa Italia: Atalanta-Pistoiese, risultato 1-1. L’ufficio indagini della Figc mandò a processo i giocatori Banchelli, Doni, Siviglia, Gallo e Zauri. La sen­tenza di primo grado fu di colpevolezza per tutti tranne per Doni che fu assolto, ma l’appello ribaltò tutto con l’assoluzio­ne di tutti i calciatori coinvolti. L’Atalan­ta commentò: «Giustizia è fatta» e tra i suoi dirigenti c’era proprio Randazzo. Ma l’ex direttore scrive nel suo libro: “In tutta chiarezza ho il grandis­simo dubbio che l’illecito sia stato com­messo e, aggiungo, che sia stato com­messo con il coinvolgimento di altri gio­catori e, forse degli stessi allenatori del­le due squadre”. Quanto dovevo vi ho detto. Ora lo possiamo dire pure in coro: chissenefrega!

(Credits: Tuttosport)

L'UEFA mette sotto inchiesta Eduardo: mi schiero controcorrente.

EduardoLo so, sono un tifoso dell’Arsenal, e probabilmente accusabile per questo di non essere oggettivo. Ma quello che sta succedendo ad Eduardo ha dell’incredibile, e mi andava di condividerlo con voi correndo il rischio. Prendetelo perciò come lo “sfogo” di un tifoso (sia dell’Arsenal che del giocatore). Cosa è successo: dopo un penalty molto dubbio (diciamolo pure: inesistente) concesso nel ritorno del terzo turno di qualificazione per la Champions League contro il Celtic, e dopo che l’Arsenal ha concluso la doppia sfida con 5 gol realizzati e 1 solo subito, la UEFA ha deciso ufficialmente di aprire una inchiesta contro l’attaccante brasiliano, reo di aver simulato e indotto all’errore l’arbitro. Questo, oltre ad essere pericoloso sotto diversi punti di vista (es. come si comporteranno gli arbitri d’ora in poi con il giocatore che l’UEFA ha etichettato come “tuffatore”?), e a turbare i Gunners alla vigilia del big match contro il Manchester United (ma questi sì, sono discorsi “da tifoso”, lo capisco), è anche una novità assoluta per il calcio: per la prima volta infatti si va contro la decisione dell’arbitro (che ha visto, giudicato penalty, e confermato l’impressione nel dopo-gara ai due allenatori), e la si “scavalca” a tavolino, condannando in una botta sola sia il direttore di gara che l’attaccante simulatore. Per la cronaca, il portiere del Celtic tocca il piede destro Eduardo, il quale accentua la caduta e forse la anticipa, tuffandosi. Non era rigore, ok, ma non è il primo e non sarà l’ultimo. Ma il calcio a volte è ipocrita: Martin Taylor, per il suo intervento assassino che costò la gamba proprio ad Eduardo, si beccò tre giornate di squalifica. Tre. Due meno di quante se ne becchò Nedved per aver schiacciato il piede a Farina, o Cassano per aver insultato e minacciato Pierpaoli; 1 meno di Zebina, che litigò con un addetto alla cartellonistica del Cagliari. Ora Eduardo rischia una squalifica di 2 o più giornate, magari 3 quante quelle scontate da Taylor. Quando in gara, se l’arbitro avesse fischiato correttamente, si sarebbe beccato un cartellino giallo, al massimo. Arbitro (tra l’altro uno che ha anche al suo attivo una Finale di Champions arbitrata, non l’ultimo arrivato) che naturalmente non verrà invece sanzionato. No, questo non è calcio, è ipocrisia. Intendiamoci: sono contro i simulatori pure io, ma – come giustamente detto da Wenger – se l’intenzione è realmente quella di combattere le scorrettezze, allora perchè non approvare una volta per tutte la moviola in campo, lasciando decidere al direttore di gara, in diretta, se concere o meno rigore? (ed eventualmente giallo all’attaccante?). Che senso ha convalidare un rigore inesistente e poi, dietro una scrivania, 10 giorni dopo, intervenire con un provvedimento disciplinare? Ed ancora: se passa il principio che anche l’arbitro può sbagliare e che una sua decisione può essere corretta “a tavolino”, perchè non farlo direttamente, in campo, correggendo e prevenendo l’errore più che punendo il furbo? Che senso ha aspettare? Serve solo a farsi belli e sceriffi dopo la figuraccia? Tra l’altro immagino come possa sentirsi Wenger, uno che da sempre si batte contro i bilanci in rosso dei vari clubs, che si ritrova a lottare contro squadre con passivi di 400 mln di sterline l’una, che quando prende un giocatore (es. Merida) da una “cantera” straniera sfruttando un cavillo giudiziario si vede condannato a pagare, mentre quando non riesce a tesserare un calciatore (es. Angel Di Maria), già acquistato, perchè in Inghilterra vige un assurdo regolamento per cui il permesso di soggiorno viene concesso solo a giocatori nel giro della Nazionale maggiore, è costretto a vederselo sfuggire verso paesi dove si accoglie chiunque senza distinzioni.. o magari verso la Spagna, dove gli Africani sono considerati “comunitari” (nella Liga)? Pensasse a questo, l’UEFA. Che sono queste le cose che rovinano il calcio, più di un tuffo (che c’è sempre stato e ci sarà per sempre). Oh, comunque gli attaccanti (e mi riferisco soprattutto ai vari Lavezzi, C.Ronaldo, Drogba, Lampard, Torres, Gilardino, ecc..) sono avvisati: la prossima volta che chiedete un rigore e non ve lo concedono attenti all’UEFA, e sperate che youtube oscuri in tempo i filmati.. Vi lascio con un video, sperando di non vedere più scene simili.. (o quantomeno sperando Eduardo non sia il solo a dover pagare per tutti, perchè una squadra, il Celtic, non accetta di perdere sul campo).

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