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Serdar Tasci: la scheda

serdar tasciRuolo: Difensore centrale
Squadra: Stoccarda (Ger)
Cartellino: 8-10 mln
Contratto: 30 giugno 2014
Procuratore: Uli Ferber

Il suo nome è balzato prepotentemente nelle cronache bianconere la scorsa estate quando, causa contratto in scadenza, la Juventus si interessò parecchio a lui. Era uno dei giovani difensori emergenti del campionato tedesco, già Nazionale, titolare di un club di prestigio come lo Stoccarda. Oggi, come ammesso dal suo procuratore Uli Ferber, la Società bianconera sembra essere ripiombata sul giovane centrale turco-tedesco per sostituire Fabio Cannavaro. Vediamo perciò di conoscerlo meglio..

LA CARRIERA
Serdar Taşçı (si pronuncia “Taschi”) è nato il 24 aprile 1987 ad Esslingen am Neckar, cittadina di 92mila abitanti non distante da Stoccarda, nel sud della allora Germania Ovest. Figlio di genitori turchi, possiede la doppia cittadinanza anche se, calcisticamente parlando, nell’ottobre del 2006 ha scelto definitivamente quella tedesca debuttando con la maglia della U-21, nonostante le forti pressioni della Federazione Turca. Si sente tedesco (lo è a tutti gli effetti). Ha cominciato a giocare a calcio nelle giovanili del SC Altbach, poi degli Stuttgarter Kickers e, dal luglio 1999 in poi, per l’VfB di Stoccarda, il suo attuale club. Fino alla stagione 2005/06, ha militato nel secondo team del club, nella Regionalliga (in terza divisione), per poi essere promosso la stagione successiva in prima squadra, in Bundesliga. Nel massimo campionato tedesco ha debuttato il 20 agosto 2006 contro l’Arminia Bielefeld (3–2); il suo primo gol invece è arrivato solo 7 giorni dopo, nel match contro il Borussia Dortmund (sconfitta 1–3). Dopo 3 stagioni da titolare e l’esordio in Nazionale (20 agosto 2008), a lui si sono interessati diversi club fra cui la Juventus, attirati soprattutto dalla sua situazione contrattuale (contratto in scadenza nel giugno 2010). Il 29 agosto 2009, dopo un periodo iniziale di incomprensioni, ha prolungato il contratto col club della sua città fino al 2014. Nel frattempo è diventato un elemento ormai fisso della rosa di Joachim Löw, e la sua convocazione per i prossimi Mondiali di Sud Africa 2010 dovrebbe essere scontata.

CARATTERISTICHE
Nato come centrocampista difensivo, è stato poi spostato in difesa dal 2006, e da lì non si è più mosso. E’ molto duttile tatticamente (può giocare anche a destra, all’occasione). Lo Stoccarda gioca con la difesa a 4 dietro, in linea, con Tasci centrale di destra e Delpierre centrale di sinistra (da gennaio inoltre a sinistra gioca il “nostro” Cristian Molinaro). La marcatura è spesso a zona, e la linea di difesa è generalmente alta. Sui calci d’angolo difensivi i tedeschi marcano a uomo (di solito Tasci prende l’attaccante più bravo di testa), mentre in quelli offensivi e nei calci di punizione di seconda Serdar sale sempre per andare a colpire di testa. La squadra del tecnico Gross non pratica con continuità il fuorigioco, ma comunque pur non essendo uno specialista, Tasci pare cavarsela. Per quanto riguarda invece le sovrapposizioni offensive sulla fascia destra ne fa poche. Ogni tanto, però, anche se raramente, decide di “staccarsi” e avanzare sia palla al piede che senza palla con discreti risultati. E’ alto 1.86 m e pesa 80 kg circa. Molto forte di testa, potente, dotato di un discreto allungo sui quindici metri e di buona rapidità. E’ un destro. Preferisce sempre appoggiare al compagno di reparto più vicino, non gettando mai la palla in avanti a casaccio. Se pressato non soffre più di tanto (si vede che era un centrocampista), e riesce con calma a fare la cosa più semplice. Non fa partire l’azione, lasciando il compito ai compagni centrocampisti. Non fa lanci lunghi. Non ama portare palla, preferendo servire subito i centrocampisti smarcati. I rinvii e le punizioni nella zona difensiva li batte il compagno di reparto Delpierre, più “educato” con i piedi. Ha una ottima capacità di non farsi superare dall’uomo, ottimo nell’anticipo, buona posizione (corre poco ma è sempre al posto giusto nel momento giusto, caratteristica molto importante per un difensore). E’ straordinario nella difesa della palla (quando va verso la linea di fondo o laterale) potendo in quelle situazioni sfruttare a pieno la sua potenza. E’ un ragazzo dalla forte personalità (grande autostima, sa di essere forte, lo dice e non ha paura di confrontarsi), ma anche piuttosto riservato nella vita privata, tranquillo, raramente lo si è visto protagonista di vita mondana a Stoccarda.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Molto pulito, deciso, senza fronzoli. Non è scattante, ma riesce comunque grazie ad un discreto allungo e al sapiente uso del fisico a non farsi anticipare quasi mai. Protegge magnificamente la palla. Se l’anno scorso poteva sembrare probabilmente un pò acerbo per fare da subito il titolare in un grande club come la Juventus, quest’anno pare ormai pronto al grande salto. Con Chiellini sul centro-sinistra potrebbe davvero formare una buona coppia ed esplodere definitivamente. Credo molto in questo ragazzo, già da tempo, ed è un gran bel prospetto che consiglierei senza esitazioni.

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Camilo Zuniga: la scheda

Camilo ZunigaData di nascita: 14 dicembre 1985
Nato a: Chigorodó (COL)
Nazionalità: Colombiana
Ruolo: Terzino/centrocampista di destra
Club: Napoli
Cartellino: scambio con De Ceglie o Molinaro?
Scadenza contratto: 2014
Procuratore: Riccardo Calleri

LA CARRIERA:
Juan Camilo Zúñiga Mosquera è nato a Chigorodó (Colombia) il 14 dicembre 1985. E’ cresciuto nelle giovanili dell’Atlètico Nacional di Medellìn, squadra con la quale ha disputato 7 stagioni prima di fare il grande salto in Europa acquistato per 3 milioni di euro dal Siena nel 2008. Con i toscani colleziona 28 presenze in Campionato e si impone all’attenzione dei media grazie a prestazioni sempre convincenti. Nel luglio del 2009 è stato acquistato dal Napoli di De Laurentis firmando un quinquennale. Esordisce con la maglia partenopea il 23 agosto 2009 nella prima di campionato contro il Palermo, subentrando a Jesús Dátolo. Con la Nazionale colombiana ha invece esordito a soli 20 anni, nel 2005, ed ha disputato la Copa America del 2007. E’ attualmente titolare fisso della selezione sudamericana, dove si disimpegna principalmente da esterno alto di centrocampo, a destra. Dopo che era stato per tutta l’estate scorsa un serio candidato per vestire la maglia bianconera, si è riparlato di un suo possibile arrivo a Torino viste le difficoltà trovate dal colombiano nel Napoli (spesso impiegato impropriamente a sinistra), e vista l’abbondanza di terzini sinistri (soprattutto Molinaro e De Ceglie) della Juventus, che potrebbe decidere di investire in uno scambio che avvantaggerebbe entrambi i clubs. Continua a leggere

Marcell Jansen: la scheda

Data di nascita: 4 Novembre 1985
Nato a: Mönchengladbach (GER)
Nazionalità: Tedesca
Ruolo: Terzino sinistro
Club: Amburgo (GER)
Scadenza contratto: 2011
Valutazione: 10/15 mln di euro
Procuratore: Gerd Vom Bruck

LA CARRIERA
E’ nato il 4 novembre 1985 a Mönchengladbach (Germania). Calcisticamente è un prodotto proprio delle giovanili del Borussia Mönchengladbach, col quale per 9 anni ha fatto la trafila delle giovanili sino ad arrivare all’esordio da beniamino locale nel 2004. Ad inizio stagione viene infatti inizialmente inserito nella squadra amatoriale di quarta divisione, finchè il nuovo allenatore della prima squadra Dick Advocaat gli diede la possibilità di esordire nella Bundesliga nel dicembre. Da lì, complice anche l’infortunio del titolare Christian Ziege, il giovane riesce a superare il belga Filip Daems come sostituto di Ziege, e a disputare una brillante stagione di esordio che gli assicura il posto nella Nazionale Under 21. La sua seconda stagione da professionista lo vede diventare sempre piu importante per il suo club e debutta anche nella nazionale maggiore. Diventato un giocatore chiave della squadra, nell’estate del 2006 le piu grandi squadre europee, Barcelona, Arsenal, Bayern Munich e Amburgo cercano di acquistarlo ma il nuovo manager Jupp Heynckes lo dichiara incedibile e fuori mercato. Al termine della sua terza stagione al Borussia, coincisa con la retrocessione della squadra in seconda divisione, viene ceduto al Bayern Monaco per 9 milioni di Euro. Nella prima stagione a Monaco vince i primi titoli della sua carriera, Bundesliga, Coppa di Germania e Coppa di Lega, disputando in totale 30 gare con il debutto in Coppa UEFA. Il 28 agosto 2008 passa a titolo definitivo all’Amburgo. Con la Nazionale debutta col c.t. Jürgen Klinsmann nel settembre del 2005. Viene anche convocato per la fase finale del Campionato Mondiale del 2006 durante il quale la magnifica forma del pari ruolo Philipp Lahm lo costringe alla panchina fino alla finale valida per il terzo posto della competizione contro il Portogallo, che gioca interamente. Nell’estate del 2008 viene convocato dal c.t. Löw per l’Europeo in Svizzera ed Austria.

CARATTERISTICHE
E’ un terzino sinistro. Nell’Amburgo (così come nel Bayern e nel Borussia prima) gioca in una difesa a 4, assieme ai due centrali Mathijsen e Gravgaard, e all’altro terzino Boateng. Davanti a lui come esterno gioca di solito Trochowski, che è molto offensivo e tende anche ad accentrarsi, quindi si trova spesso in uno contro uno ed è abituato ad “arrangiarsi”, spesso e volentieri. Ma i due terzini dell’Amburgo sono abituati a spingere spesso, per questo molto spesso Jansen si trova a scalare al centro, come centrale. In questi frangenti, mette in mostra tutta la sua abilità nel gioco aereo (è altissimo) riuscendo spesso a respingere i cross provenienti dall’altra fascia. Durante i corner offensivi, invece, stranamente resta spesso indietro come ultimo uomo, preferendo Jol sfruttare la sua velocità e la sua altezza per “coprire” più terreno possibile. E’ un mancino puro. In fase di copertura, di solito attende l’avversario senza cercare di rubare palla, ma portandolo col corpo sul fondo. Si presta però così a dribbling e tunnell, anche se è di solito lesto a recuperare la posizione. Durante i contrasti, usa le lunghe leve per anticipare l’avversario arpionando il pallone, e non disdegna neanche l’entrata “dura”, in scivolata. La sua discreta velocità mista ad una grandissima potenza gli permette di andare raramente sotto nell’allungo, e di essere abbastanza efficace in copertura. In fase di attacco, non effettua quasi mai dribbling per liberarsi dell’avversario, ma piuttosto, alla Zambrotta, mette la freccia e parte come un treno sfruttando anche le sue possenti spalle per resistere ai contrasti. E’ dotato di un discreto cross, anche in corsa, sempre e solo di sinistra. Spinge abbastanza in fase di non possesso palla. Alto addirittura 1.91 m per 84 kg, Marcell è fisicamente imponente. E’ inoltre dotato di una discreta velocità mista a grande potenza, con la quale riesce spesso a “tenere” il duello contro le ali avversarie. Ha delle gambe lunghissime, ed è molto forte di testa, sia in elevazione che in acrobazia.

IMPRESSIONI
Marcell Jansen è un discreto terzino, in rampa di lancio. E’ assolutamente atipico, essendo molto molto alto, forte fisicamente, poco tecnico ma molto concreto. Francamente mi ricorda come modo di giocare il nostro Molinaro, anche se probabilmente (non ci vuole moltissimo..) i piedi sono un pò più educati. Come Cristian, è bravo infatti nelle diagonali difensive, è forse meno bravo nell’uno contro uno ma riesce comunque a sfruttare a dovere la sua altezza quando scala centrale, e in generale direi che rappresenta un giocatore su cui poter fare affidamento sulla sinistra. Le richieste sono comunque elevate, e non so se sia un “fenomeno” sul quale investire. Certo però come alternativa a Molinaro e a Paolo De Ceglie lo vedrei molto bene, ammesso ad Amburgo siano davvero propensi a privarsene. Discreto giocatore. Non un fenomeno, ma nel suo ruolo di fenomeni veri ce ne sono davvero pochi.

Gaetano D'Agostino: la scheda

Gaetano D'AgostinoData di nascita: 3 Giugno 1982
Nato a: Palermo
Ruolo: Regista arretrato
Club: Udinese
Scadenza contratto: 2014
Valutazione: 15/20 mln di euro
Procuratore: Franco Zavaglia

LA CARRIERA:
Gaetano è nato a Palermo il 3 giugno 1982. Per 8 anni cresce calcisticamente proprio nelle giovanili rosanero, fino a passare nel 1998 alla Roma Primavera, dopo una annata strepitosa con i siciliani. Nei giallorossi si impone subito come una delle giovani stelline più promettenti, assieme a De Rossi e Aquilani. Gioca trequartista, e fra i tre era probabilmente considerato il più forte, allora. Zdenek Zeman, allora allenatore della prima squadra, lo convoca spesso nonostante fosse ancora giovanissimo (16-17 anni), credendo molto in lui. Anche Capello, dalla stagione 2000-01, lo convoca in prima squadra facendolo anche esordire. Nell’estate del 2001, viene ceduto al Bari nell’affare Cassano, e nella squadra pugliese, in B, trova molto spazio per mettersi in mostra. Da lì però comincerà un percorso che, dopo un breve e poco convincente ritorno alla Roma, lo porterà a girare l’Italia prima a Messina e poi, dal 2006, a Udine. Con la Nazionale partecipa da protagonista alle spedizione che nel 2004 conquista il titolo europeo U21, mentre con la selezione di Marcello Lippi riesce ad esordire solamente nel giugno del 2007, a 27 anni appena compiuti. Continua a leggere

Giuseppe Rossi: la scheda (2009)

Giuseppe Rossi

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Data di nascita: 1 Febbraio 1987
Nato a: Teanek (USA)
Nazionalità: Italiana
Ruolo: Seconda punta
Squadra: Villarreal (Spa)
Scadenza: 2013
Valutazione: 25 mln di euro
Clausola rescissoria: 40 mln di euro
Procuratori: Federico e Andrea Pastorello

LA CARRIERA:
Giuseppe Rossi è nato a Teanek, negli Stati Uniti (New Jersey), il 1 febbraio 1987. Ha vissuto in America fino al 2000, quando il Parma lo ha convinto ad effettuare un provino, superato. Nell’estate del 2004, a 17 anni, è stato acquistato dal Manchester United (a 18 anni Fergusson l’ha fatto esordire in prima squadra), è poi andato in prestito al Newcastle e per metà campionato proprio al Parma (9 gol in metà campionato, e salvezza incredibile raggiunta anche grazie al lavoro di Claudio Ranieri). Da due stagioni è al Villareal che l’ha acquistato dal Manchester United per 11 milioni circa (Sir Alex dice di vantare un diritto di opzione sul calciatore, e di poterlo riacquistare pareggiando qualsiasi offerta, ma la situazione non è mai stata chiarita del tutto). Lippi l’ha già fatto esordire in Nazionale, dopo che ha fatto tutta la trafila nelle giovanili azzurre (compresa l’Olimpica di Pechino). La sua clausola rescissoria è di 40 milioni di euro.

CARATTERISTICHE:
Gioca come attaccante di solito al fianco di Llorente, punta alta ma comunque dotato di ottima falcata. Non ha una posizione predefinita, anche se di solito preferisce partire da sinistra. La caratteristica principale del gioco offensivo del Villarreal è comunque quella di giocare molto senza palla, in velocità, con continui tagli dentro e scambi di posizione tra le punte, per non dare mai riferimenti alle difese avversarie. Di solito, Giuseppe non partecipa alla costruzione del gioco, tornando raramente ad impostare. Il compito è lasciato a Senna, il regista della squadra, e soprattutto all’argentino Ibagaza, un trequartista classico impiegato a sinistra per esigenze tattiche (ma che comunque si accentra praticamente ad ogni azione offensiva del Villa, giocando di fatto dietro le punte). Non partecipa alla fase difensiva. Durante i corner offensivi si piazza dentro l’area di rigore solitamente tagliando verso il primo palo, mentre in quelli difensivi si apposta assieme all’altro “nanetto” Ibagaza subito fuori dall’area di rigore, pronto a chiudere eventualmente sui passaggi corti o a far ripartire immediatamente l’azione. A differenza della quasi totalità delle seconde punte in circolazione, Rossi non rallenta quasi mai il gioco chiedendo palla sui piedi e cercando di saltare l’uomo: come detto è invece in grado di dare immediatamente profondità tagliando dentro, e anche quando viene servito corre immediatamente palla al piede in attacco senza perdere tempo. E’ insomma l’ideale se si vuole giocare con verticalizzazioni veloci, avendo un trequartista (noi ad esempio abbiamo Diego) in grado di valorizzarne il movimento senza palla, e sarebbe perfettamente compatibile con questo tipo di giocatore, chiedendo poco la palla tra i piedi ma preferendo riceverla in corsa. Il ragazzo è alto 1.73 m e pesa 73 kg circa. E’ bassino e non particolarmente muscoloso, ma come detto basa il proprio gioco sulla rapidità e sulla corsa continua, per cui non soffre particolarmente la fisicità dei difensori avversari (certo non lo vedrete mai andare a vincere un contrasto di pura forza, questo è ovvio). Corre sempre senza stancarsi, e anche nell’allungo è capace di lasciare sul posto in parecchi. E’ un mancino. La caratteristica principale di Rossi è quella di provare immediatamente la conclusione, anche da lontano, appena ne ha la possibilità. Come dimostrato con l’Italia contro gli Stati Uniti, la tecnica di tiro è invidiabile, e riesce persino a segnare qualche gol di destro (il secondo contro gli USA era davvero difficile). Se anche non lo avete visto giocare spesso e cercate una sua compilation su Youtube, noterete immediatamente tre cose: 1) corre sempre, 2) tira benissimo anche da lontano, 3) ha sempre la testa alta per guardare la porta. Pochi fronzoli, pochissimi dribbling inutili, mai una volta che tenga palla rallentando inutilmente il gioco per tentare una giocata inutile. Non batte le punizioni (nel Villarreal se ne occupano Senna e Ibagaza). Palla al piede è rapidissimo, passo corto, baricentro basso, pallone sempre attaccato al piede.

IMPRESSIONI E CARATTERISTICHE:
Considerata l’età, e l’esperienza già accumulata, a mio modo di vedere l’acquisto di Giuseppe Rossi sarebbe davvero uno dei più importanti a livello europeo assieme a quello – già perfezionato – del brasiliano Diego. C’è poco da aggiungere, si tratta di un calciatore che – pur avendo caratteristiche come descritto molto diverse – potrebbe tranquillamente raccogliere l’eredità di Alex Del Piero e diventare un punto di riferimento della Juventus e della Nazionale per il prossimo decennio.

Mahamadou Diarra: la scheda

diarraRuolo: Mediano difensivo/Regista basso
Squadra: Real Madrid (Spa)
Cartellino: 15-20 mln circa
Scadenza: 2011
Procuratore: Frederic Guerra

PRESENTAZIONE
Mahamadou Diarra è nato a Bamako (Mali) il 19 maggio 1981. E’ stato portato in Europa dall’OFI di Creta, per poi trasferirsi nel Vitesse in Olanda. Nel 2002 è avvenuto il passaggio che ha cambiato la sua carriera: è stato infatti acquistato dal Lione, che con lui ha vinto tutto a livello francese, senza però mai riuscire ad importi in Europa. Nell’estate del 2006 è stato strappato a suon di milioni (26) dal Real Madrid di Capello mandando su tutte le furie Houllier. Col tecnico italiano ha iniziato da titolare, per poi perdere il posto. Ha comunque siglato il gol più importante della stagione che ha consegnato ai Blancos il titolo di Spagna. L’anno scorso ha iniziato nuovamente titolare con Schuster, ma si è infortunato sul finire del 2008, e da allora di fatto non è più tornato in campo sostituito dal neoacquisto Lassana Diarra, prelevato proprio per ovviare alla sua assenza. Dovrebbe comunque essere nuovamente disponibile a settembre, per l’inizio dell’attività agonistica. Essendo Africano, quest’anno dovrebbe mancare per disputare la Coppa d’Africa col suo Mali.

TATTICA
Di solito si piazza subito davanti alla difesa a proteggerla, senza quasi mai abbandonarla per incursioni offensive. Con Capello nel Real Madrid giocava di solito – prima di perdere il posto in favore di un centrocampista più offensivo – in coppia con un altro centrocampista difensivo, di solito Emerson, in un 442 piuttosto abbottonato, mentre con Schuster ha spesso giocato come vero e proprio regista basso, unico centrocampista “puro” davanti alla difensa con al fianco una serie di trequartisti dai piedi buoni. E’ infatti in grado benissimo di svolgere il ruolo di vertice basso in un centrocampo a rombo, o comunque di fare il regista basso, possedendo anche delle discrete qualità tecniche. Gioca principalmente senza mai superare la linea di metà campo e senza fare pressing alto, ma piuttosto tiene la posizione ed aspetta gli avversari davanti alla difesa. Anche se spesso paragonato al nostro Sissoko, lo ricorda ben poco, avendo la metà del suo dinamismo, essendo molto più ordinato tatticamente (Momo è uno splendido anarchico sotto quel punto di vista), meno brillante nelle sgroppate palla al piede, ma più abile nella impostazione e nella protezione della difesa. Per molti versi è più simile a Poulsen e Cristiano Zanetti. Durante i corner sia d’attacco che di difesa si butta nella mischia in area per sfruttare la sua elevazione nei colpi di testa.

QUALITA’ FISICHE
E’ un armadio alto 1.83 m x 78 kg. E’ un ottimo colpitore di testa (sia come elevazione che come tecnica), ottima resistenza, ma non è velocissimo sia negli scatti che nell’allungo. E’ questo se vogliamo il suo difetto principale. Ha imparato comunque ad ovviarlo con un grande della posizione.

CARATTERISTICHE
Come detto, si fa sempre vedere dai difensori del Real per iniziare lui l’azione. Sa aprire il gioco indistintamente sia di destro (piede preferito) che di sinistro. Sa anche lanciare discretamente d’esterno destro e verticalizzare, e tira delle sassate da fuori area anche qui sia col destro che col sinistro. Nonostante si porti dietro una ingiustificata reputazione di “piede di fabbro”, è invece abbastanza ordinato, non soffre il pressing avversario, gioca sempre pulito e – qualora richiesto – è in grado giocando basso di far ripartire l’azione. Pur essendo un centrocampista difensivo, difficile da superare e molto rognoso, è relativamente abbastanza disciplinato, venendo raramente sanzionato con dei cartellini.

IMPRESSIONE GENERALE
Purtroppo gli infortuni hanno condizionato prepotentemente l’ascesa di questo ragazzo verso l’Olimpo del calcio. Non gioca infatti da 6 mesi circa (più o meno dallo splendido – per noi – Real Madrid-Juventus 0-2 di Champions dello scorso anno), e pare ormai essere stato scavalcato definitivamente dal più giovane (ma a mio avviso più scarso) Lassana Diarra. Secondo me come valore assoluto se la gioca con il miglior Poulsen (che a Torino non si è mai visto, lo specifico), ed è leggermente inferiore a Cristiano Zanetti in forma (ma anche qui, a Torino non lo si vede da parecchio purtroppo), che personalmente adoro. Potrebbe perciò tranquillamente giocarsi il posto con entrambi di regista basso, e sostituire eventualmente anche Momo Sissoko formando una coppia “stile Capello” con due mediani in mezzo al campo. Gli unici dubbi sono appunto legati alla condizione fisica. A mio avviso sarebbe un buon acquisto (condizioni fisiche permettendo) qualora fossimo alla ricerca di un vertice basso, soprattutto perchè purtroppo su Zanetti non si può fare affidamento in partenza, e perchè Poulsen finora non ha ancora fatto vedere ciò di cui è capace.

David Silva: la scheda

david silvaRuolo: Trequartista centrale/Trequartista sinistra
Squadra: Valencia (Spa)
Cartellino: 25-30 mln circa
Contratto: 2013
Procuratori: Julio Llorente e Amadeo Rangel
Intermediario: Josè Segui

LA CARRIERA
David Josuè Jimènez Silva è nato ad Arguineguìn, in Spagna, nelle isole Canarie (stesso paesino che ha dato i natali a Juan Carlos Valeròn, trequartista del Deportivo) l’8 gennaio 1986. Calcisticamente è un prodotto della cantera del Valencia. Dopo alcune apparizioni nel Valencia B, per due anni il ragazzo è andato a giocare in prestito prima all’Eibar e poi al Celta Vigo, per poi tornare nel 2006 prepotentemente con i “pipistrelli” e conquistare contemporaneamente anche un posto nella Nazionale di Aragonès. Con le Furie Rosse ha giocato e vinto l’Europeo U19 di categoria, ha collezionato 9 presenze (con 7 gol!) nella U21 ed ha vinto il Campionato Europeo di Austria e Svizzera del 2008 giocando da titolare come esterno sinistro. E’ considerato una delle stelle del calcio spagnolo, nonostante la giovane età. Si è parlato a lungo di un interesse della Juventus verso di lui, ma alla fine Alessio Secco gli ha preferito Diego.

CARATTERISTICHE
David è una “media punta” che gioca fra le linee. Può essere utilizzato indistintamente largo a sinistra (così ha giocato con la Spagna nell’ultimo Europeo), così come centrale. Nel Valencia lo scorso anno è stato spostato da Unai Emery sulla trequarti subito dietro l’unica punta David Villa, per far spazio a sinistra alla crescita prepotente di Mata (Joaquìn a destra). E’ perfetto in entrambi i ruoli (sinistra e centro) del 4231, ma può giocare all’occorrenza anche come seconda punta in un 442, subito dietro la prima punta. Non ama stazionare in area di rigore, ma preferisce costruire il gioco, andare a prendere palla indietro e scambiare con un compagno lanciandosi dentro sfruttando la sua rapidità. Molto spesso si scambia di posizione con Mata, finendo a sinistra, ma quasi sempre è al centro, a dirigere la manovra d’attacco. Quando gioca al centro, torna diligentemente in difesa dietro la linea della palla tenendo la posizione mentre, da esterno – come ha dimostrato durante l’Europeo – è in grado anche di difendere la fascia e – all’occorrenza – aiutare il terzino. Certo, non è sempre costante nella fase difensiva, ma comunque si applica. Per quanto riguarda i corner d’attacco, spesso li batte col mancino, altrimenti si apposta generalmente fuori dall’area per sfruttare l’ottimo tiro da fuori. Sui corner difensivi resta avanti per dare profondità alla squadra. E’ alto all’incirca 1.70 m e pesa 67 kg circa. Non è altissimo, come quasi tutti i giocatori di classe. Ma è molto veloce, corre molto e ha un ottimo allungo. E’ dotato di un ottimo dribbling in corsa, gioca sempre a testa alta, gran crossatore, in grado anche di servire i compagni con verticalizzazioni da trequartista puro. Sa battere le punizioni, anche se non è la specialità della casa. Le batte soprattutto di potenza, avendo un gran tiro da fuori. E’ un mancino, ma è in grado di usare anche il destro, in certe situazioni. Sa calciare splendidamente anche a giro. Non è un grande realizzatore. E’ bravissimo sia nello scambiare in corsa con i compagni (grandissima l’intesa con Mata e Villa), sia ad allargarsi e ad andare sul fondo mettendo dentro cross spesso precisi. Ha un grande tempismo negli inserimenti da dietro, ed è un contropiedista di grandissimo livello.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Già oggi – fosse acquistato dalla Juventus – sarebbe la stellina della squadra e potrebbe tranquillamente giocare titolare fisso, anche come “numero 10”. Come detto per me potrebbe tranquillamente giocare seconda punta (raccogliendo l’eredità di Del Piero) o esterno a sinistra (ma non chiedetegli anche di difendere! Per quello c’è gente più adatta..). Le cinque stelline tendo a darle solo a una mezza dozzina di calciatori al mondo, già esplosi del tutto, ma il ragazzo ha tutte le carte in regola per essere anche in futuro una grande stella internazionale. Sono assolutamente innamorato di lui, anche se Diego – pur con caratteristiche differenti – è ugualmente eccitante e di prospettiva. Chi lo prende fa un colpaccio.

Eduardo Salvio: la scheda

salvioRuolo: Trequartista destro/Seconda punta
Squadra: Lanus (Arg)
Cartellino: 10 mln circa
Scadenza: ?
Procuratore: Augustin Jimenez & Gerardo Magdalena
Intermediario: Salvatore Bagni

LA CARRIERA
Eduardo Antonio Salvio detto “Toto” è nato ad Avellaneda, Argentina, il 13 maggio 1990. E’ il nome nuovo del futbol albiceleste, almeno a leggere i giornali. Ha partecipato con l’Argentina ai Sudamericani U15 del 2005, a quelli U17 del 2007 e, a inizio 2009, ha preso parte al torneo con la U20, emergendo come stella assoluta della squadra ed erede naturale dei vari Aguero e Messi. Il 20 maggio 2009 – a 19 anni appena compiuti – è infine arrivata anche la convocazione nella Nazionale maggiore per una amichevole vinta 3-1 contro il Panama, con i complimenti di Diego Armando Maradona. Una carriera in ascesa verticale, pronta a decollare definitivamente con un futuro inevitabile sbarco in Europa, magari più fortunato di quello del suo idolo Riquelme (Toto è tifoso del Boca).

CARATTERISTICHE
Come un po’ tutti gli Argentini di talento è difficilmente collocabile tatticamente. Diciamo che è un giocatore d’attacco, e tatticamente è difficile aggiungere altro. Può giocare sia come seconda punta che da mezzapunta esterna, largo a destra. Non staziona quasi mai nell’area di rigore aspettando la palla spalle alla porta, ma preferisce arrivare da dietro, spesso decentrato. In Europa potrebbe adattarsi come esterno in un 4231 o in un 433 (ma non in un 442 classico) o come seconda punta dietro un centravanti classico al quale di solito lascia molto spazio per giocare in mezzo all’area di rigore. Come detto ama giocare più arretrato (subito fuori dall’area) e decentrato, prendendo parte alla costruzione del gioco (se necessario anche tornando a prendersi palla a centrocampo). Quasi mai si scambia di fascia con l’esterno sinistro, stazionando quasi sempre sul centrodestra. Quando la sua squadra difende, di solito arretra a dare una mano in difesa fino alla metà campo, se necessario (se gioca attaccante), o fino alla trequarti difensiva di destra (se gioca esterno), senza però andare a coprire la fascia fino alla linea di fondo o aiutando il terzino compagno di squadra. Deve essere uno dei centrocampisti difensivi a fare quel movimento di aiuto. Per quanto riguarda i corner d’attacco, a volte li batte lui personalmente, altrimenti staziona dentro l’area, nel mucchio, cercando una deviazione, o subito fuori l’area di rigore. Durante i corner difensivi, invece, resta avanti scattando subito in attacco e dando immediatamente profondità alla squadra. Come al solito altezza e peso sul web variano, ma ad occhio dovrebbe essere alto poco più di 1.70 m e pesare più di 70 kg (abbondanti, direi). E’ dotato di una buona velocità nel breve e nell’allungo, pur non essendo paragonabile in queste caratteristiche ai vari Messi e Lavezzi, letteralmente imprendibili quando partono. Ha un buon dribbling, un cambio di direzione col pallone tra i piedi impressionante, ed è in grado di mettere in mezzo delle palle invitanti per i compagni. Vede anche benissimo la porta, essendo un buon realizzatore. Come detto, pur essendo un destro, non ama cambiare fascia, né tagliare in diagonale verso il centro palla al piede (piuttosto punta l’uomo dritto per dritto). Dotato di un ottimo controllo di palla e di un notevole stop al volo, è ideale per giocare uno-due veloci in spazi stretti, sia come passatore che come ricevitore. Non è ancora un gran calciatore di punizioni.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Non sono un fan dei campionati sudamericani (ingiudicabili per la pochezza tattica), ma ho seguito il ragazzo nell’ultimo U20 Sudamericano, in tutto il torneo. La mia impressione è che Salvio si porti dietro una reputazione probabilmente ancora ingiustificata, al momento (c’è chi lo paragona già a Messi e Aguero, ma siamo distanti). E’ il classico talento argentino che fa il fenomeno con i parietà e che – in un campionato dove la tattica è sostanzialmente meno approfondita che qui in Italia (eufemismo..) – può avere la libertà di giocare dove e come vuole, senza troppe pressioni (parlo di tattica). Intendiamoci: è un talentino vero, pronto a sbocciare. Ma sinceramente preferirei vederlo combinare qualcosa di buono in Europa, prima di buttarmici a capofitto, magari per una cifra esosa. Dovessi giudicarlo ora, direi che non sarebbe ancora pronto per sfondare immediatamente in una squadra di livello come la Juventus con un ruolo da protagonista assoluto. Ma il talento c’è, anche se manca la continuità. Ci si potrebbe lavorare.