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Campionato: Juventus vs Palermo 0-2 (torna la sconfitta…)

palermo miccoliJuventus e Palermo scendono in campo per provare a contendersi tre punti fondamentali per la corsa Champions. Per cercare di arrivare alla vittoria Zaccheroni si affida ad un 4-3-1-2 con Manninger e Trezeguet al posto degli infortunati Buffon ed Amauri. Dal canto suo Rossi risponde con un 4-3-1-2 con Sirigu, neo convocato da Lippi in nazionale, in porta e la coppia Miccoli-Hernandez di punta.

CRONACA
E’ la Juve a farsi vedere in apertura: al settimo minuto prima è Candreva liberato da Diego e chiuso in angolo dalla scivolata di un difensore, poi è Melo sugli sviluppi di un angolo. Entrambe le occasioni si risolvono però in un nulla di fatto. Cinque minuti più tardi sono invece due ex juventini ad imbastire un’azione interessante: Balzaretti porta palla a sinistra e centra basso per Nocerino che dopo aver stoppato palla calcia centralmente dal limite, non mettendo in grande difficoltà il portiere austriaco che sostituisce Buffon. Al ventunesimo la Juventus va vicinissima al vantaggio: Candreva si allarga sulla destra per crossare in mezzo. Il centrocampista ex Livorno colpisce però male il pallone e ne esce una traiettoria che invece di tagliare l’area di rigore si dirige dritta e filata verso il primo palo, mettendo in seria difficoltà Sirigu. Che, però, riesce a recuperare la posizione e distendendosi a mano aperta salva la sua porta. Alla mezz’ora è invece Diego a provarci sugli sviluppi di un’iniziativa di Del Piero. Il trequartista brasiliano, appena dentro il limite dell’area, calcia però di interno provando a piazzare il pallone ma scoccando un tiro molle facile preda del portiere Rosanero. In apertura di ripresa la Juventus prova a farsi vedere subito. E’ Sissoko a ricevere al limite e scoccare un tiro verso la porta avversaria, che non trova però però lo specchio. Al cinquantacinquesimo arriva la prima grande occasione della partita: a costruirla sono gli ospiti con una ripartenza fulminante. Un errore in fase di appoggio da parte di Candreva libera infatti il contropiede Rosanero con Miccoli che lancia nello spazio Pastore il quale giunto in area calcia con potenza verso la porta juventina, trovando però la pronta respinta di Manninger, molto reattivo nel salvarsi in angolo. Il goal è comunque nell’aria ed arriva cinque minuti più tardi: Miccoli riceve al limite dell’area e scocca un tiro che un tempo avremmo definito alla Del Piero, facendo girare la palla giusto sotto il secondo incrocio, freddando Manninger e togliendo la ragnatela da sotto la traversa. Tre soli minuti e la Juventus pareggerebbe: sugli sviluppi di un corner Cannavaro riuscirebbe infatti a girare in porta il pallone dell’1 a 1. Il tutto non ci fosse stato Del Piero in posizione di fuorigioco davanti a Sirigu. Dopo un attimo di esitazione l’arbitro annulla giustamente il goal del capitano Azzurro. Altri tre minuti ed è Chiellini, questa volta, a provarci. Ben coordinatosi, però, il centrale Bianconero non riuscirà a trovare lo specchio della porta, riuscendolo solo a sfiorare. Al settantesimo è invece Del Piero a provarci, da qualcosa più di venti metri. Il suo tiro fa però terminare il pallone sulla parte esterna della rete, non trovando la via del goal. Quattro minuti e il Palermo arriva vicino al raddoppio: Miccoli serve Cavani largo sulla destra, la punta uruguagia dopo essere rientrata prova a calciare di sinistro, spedendo però il pallone alto oltre la traversa. All’ottantesimo, quindi, il Palermo chiude la partita: Grygera riceve palla in zona difensiva e sentendosi pressato sente il pallone scottare tra i suoi piedi provando quindi ad offrirlo a Manninger. Il suo passaggio è però troppo corto e sul pallone si avventa Budan che salta facilmente il portiere austriaco per entrare poi in porta col pallone.

COMMENTO
Partita bruttina e monotona quella disputatasi in serata a Torino. Le due squadre, ma in particolare quella di casa, mancano infatti di intensità ed il gioco che ne esce è piuttosto lento e molle, sicuramente non godibile. Il Palermo si prodiga nel provare a costruire qualcosa di più, anche grazie alla buona forma dei propri fluidificanti, per altro entrambi ex della partita. Però nel farlo non riesce comunque a costituire vero pericolo per la retroguardia Bianconera, tanto che nel corso dei primi quarantacinque minuti non riuscirà a costruire vere e proprie palle goal. Stessa cosa dicasi, per altro, per la Juventus: l’occasione più pericolosa del primo tempo è infatti un cross sbagliato da Candreva. Bene ma non benissimo, direbbe qualcuno. Nel secondo tempo la partita sale un po’ di tono e cominciano a vedersi le prime palle goal. Due di queste vengono concretizzate da Miccoli (autore di una conclusione balistica di pregevolissima fattura) e Budan (lestissimo ad approfittare di una leggerezza in fase di disimpegno di Grygera. Palermo che raggiunge quindi una vittoria tutto sommato meritata e che, soprattutto, grazie a questi tre punti sale al quarto posto a quota 43 punti, superando proprio i malcapitati Bianconeri. Rosanero che sarebbero quindi oggi qualificati alla prossima edizione della Champions League.

MVP
Dopo aver realizzato un goal del genere il titolo di migliore in campo non si può che dare ad uno dei tanti ex di questo match: il Romario del Salento, Fabrizio Miccoli. La punta di Nardò disputa infatti una partita molto solida dando un grande contributo alla sua squadra e realizzato un goal, come detto, di pregevolissima fattura. Un tiro di interno destro pilotato atto ad infilarsi proprio sotto all’incrocio dei pali, battendo senza appello il malcapitato Manninger.

TABELLINO
Serie A 2009/10 – 7ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 28 gennaio 2010

JUVENTUS-PALERMO 0-2 (0-0)
RETI: 15’ st Miccoli, 36’ st Budan.
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (35’ st Grosso); Candreva, Felipe Melo, Sissoko; Diego (44’ st Zebina); Del Piero (35’ st Paolucci), Trezeguet. A disposizione: Pinsoglio Legrottaglie, Marrone, Immobile. All. Zaccheroni.
PALERMO: Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Migliaccio (40’ st Blasi), Liverani, Nocerino; Pastore; Miccoli (35’ st Budan), Hernandez (23’ st Cavani). A disposizione: Benussi, Goian, Bertolo, Simplicio. All. Rossi.
ARBITRO: Valeri di Roma.
AMMONITI: 6’ pt Candreva, 21’ st Cassani, 29’ st Sissoko.

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Juventus vs Roma 1-2 (ormai non fa più notizia…)

roma juventusAll’Olimpico di Torino si scontrano due squadre che attraversano momenti molto diversi: da una parte la Juventus è in grossa crisi tanto che dopo un inizio quantomeno accettabile è finita addirittura fuori dalla zona Champions. Dall’altra, invece, una Roma cui la cura Ranieri ha dato i suoi frutti tanto da iniziare a macinare gioco e risultati. Per lo scontro contro la sua ultima squadra, quindi, Ranieri decide di schierare la coppia Juan-Burdisso a difesa di Julio Sergio e Vucinic in supporto a Toni. Per provare a ritrovare la via della vittoria, invece, Ferrara rimette in campo Grygera terzino destro e ritrova Sissoko in mediana. Panchina, invece, per il nuovo arrivato Candreva.

LA CRONACA
Dopo meno di tre minuti di gioco Toni fa un gesto verso la panchina. L’espressione del suo volto dice tutto: il polpaccio non gli permette di continuare. La partita è appena iniziata, quindi, e Ranieri si trova subito a dover sprecare un cambio. All’ottavo minuto è Salihamidzic, un po’ a sorpresa titolare al posto del più quotato Candreva, a farsi vedere: il bosniaco riceve palla sulla trequarti e punta la porta, arrivando a calciare poco oltre il limite dell’area. Conclusione però infelice, con il pallone che termina piuttosto lontano dallo specchio di porta. Tre minuti più tardi è invece Vucinic che riceve palla sul vertice destro dell’area e dopo essersi liberato bene di un avversario conclude in maniera discreta, non trovando però la porta e colpendo solo l’esterno della rete. Al tredicesimo è invece Marchisio a rendersi pericoloso: la mezz’ala Bianconera riceve in area e conclude un’azione insistita dei suoi con un bel tiro a giro che non trova la porta solo di poco, sfiorando il palo e spegnendosi sul fondo. Sulla traiettoria, tra l’altro, stava per intervenire Del Piero la cui deviazione sarebbe probabilmente stata decisiva. Cinque minuti ed è Totti, subentrato all’infortunato Toni, a farsi vedere: il tiro scoccato dal Pupone, però, termina alto sulla traversa e non impensierisce un attento Gigi Buffon cui il freddo, a giudicare dalla maglietta smanicata che indossa, non sembra fare alcuna paura. Subito dopo è la Juventus, in questa sorta di ping-pong iniziale, a farsi vedere: Grygera crossa in mezzo dove Amauri è però disturbato da Cassetti e non riesce a trovare la porta di testa. Al venticinquesimo è invece Juan a salvare la Roma: Diego prova infatti a tagliare la difesa Giallorossa con un ottimo filtrante a giro che terminerebbe giusto sul piede dell’accorrente Amauri. Il centrale romanista, però, non ci sta ed anticipa il proprio connazionale in angolo. L’azione successiva è ancora Bianconera: questa volta è Del Piero ad avere l’intuizione giusta, ma Marchisio non riesce a raggiungere il pallone. Alla mezz’ora Grosso scodella un ottimo cross in mezzo all’area su cui è Amauri a svettare. La sua testata, però, spinge la palla oltre il palo. Un paio di minuti ed è Salihamidzic a provarci, sempre di testa, sugli sviluppi di un angolo. Il risultato è però lo stesso. Al trentasettesimo è da una punizione battuta da Diego che nascono i pericoli per la retroguardia Giallorossa: sul cross effettuato dal trequartista brasiliano, infatti, è Del Piero a spizzare con la fronte, non riuscendo però a deviare la palla di quel tanto che serva a far terminare il pallone nello specchio della porta. Ad un paio di minuti dal termine la Juve segna, ma l’arbitro annulla per fuorigioco (che sembra esserci). L’azione, comunque, è davvero meritevole e va raccontata: Marchisio vede Del Piero partire tagliando alle spalle dei difensori e lo serve con un ottimo lancio che pesca il capitano Bianconero in area. Alessandro stoppa quindi magistralmente il pallone per poi battere Julio Sergio con un tocco morbido. Tutto inutile, ma azione davvero pregevole. La ripresa si apre con lo stesso equilibrio che aveva aperto la prima frazione. A spezzarlo, però, ci pensa Del Piero: Diego dà dentro, Juan devia il passaggio facendo impennare il pallone che finisce giusto al capitano Bianconero, implacabile nel battere il portiere avversario siglando l’1 a 0. Di lì in poi resta comunque un equilibrio discreto per diverso tempo, con la Juve che non riesce più a essere padrona del campo come buona parte del primo tempo, riuscendo a costruire ancora meno. Al sessantasettesimo il fattaccio: Chiellini esce palla al piede allungandosi troppo il pallone e permettendo il recupero del pallone da parte romanista. Verticalizzazione immediata per Taddei che entrato in area punta Grosso, venendo atterrato dal terzino Azzurro. Sul dischetto si presenta quindi Totti che segna nonostante Buffon intuisca la traiettoria arrivando a sfiorare il pallone. Due goal in questa frazione di gioco, ma partita la cui intensità è calata fortemente all’intervallo tanto da diventare, nonostante le segnature, molto più monotona del primo tempo. Al settantacinquesimo Marchisio scocca un tiro dal limite, il tutto sugli sviluppi di un’azione insistita da parte dei Bianconeri. Il centrocampista torinese, però, non trova la porta. Poco dopo è invece ancora Amauri, sempre di testa, a provarci. Nessuna difficoltà per Julio Sergio, però, che para sicuro. A otto minuti dal termine la Juventus resta in dieci: la Roma parte in contropiede e Riise si infila tra le maglie della difesa avversaria costringendo Buffon ad uscire quasi sulla trequarti intervenendo senza pensarci due volte. Il fallo è netto, l’espulsione sacrosanta. Del Piero deve quindi lasciare spazio a Manninger. Totti realizza il rigore del pareggio. In pieno recupero, quindi, la Roma colpisce: Pizarro recupera palla a centrocampo e crossa lungo, pescando Riise sul secondo palo. Il terzino norvegese salta quindi indisturbato di testa bucando il malcapitato Manninger.

IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI
Vittoria in extremis per la Roma, sconfitta pesante, pur immeritata, per la Juventus. I padroni di casa hanno infatti giocato un primo tempo sicuramente più gagliardo rispetto agli avversari, andando via via a guadagnare metri fino a prendere il dominio più o meno netto del campo. Dominio che, però, non si tramuta in goal, lasciando quindi le due squadre in perfetta parità sino al termine della prima frazione. Nella ripresa l’intesità della gara scende e così anche l’interesse nei confronti della stessa. Nonostante questo arrivano comunque tre reti. La faccia dei giocatori juventini tanto al goal di Riise quanto al triplice fischio finale è significativa: gli sguardi vacui stanno a dimostrare il senso di smarrimento di tutto un ambiente che non sa più che pesci pescare. Per quanto io sia ampiamente contrario alla politica sempre più in voga nello Stivale degli esoneri facili penso che sia ormai davvero lapalissiano: Ferrara, che già andava rimosso dopo la pesantissima sconfitta contro il Bayern con relativa eliminazione, va sostituito, anche solo per dare una scossa all’ambiente. Prima vittoria contro i Bianconeri, invece, per Ranieri, che mai prima di oggi era riuscito, nel corso della sua lunga carriera, a battere la Juventus. Ed è sicuramente una vittoria dolcissima per lui, che non deve aver preso benissimo, per quanto mascheri ottimamente il tuo con il suo inconfondibile aplomb, l’esonero dello scorso anno. Difficile trovare un migliore in campo, a maggior ragione dopo la mediocrità vista nella ripresa da parte di entrambe le squadre. E se anche Chiellini, notoriamente sempre tra i migliori in campo quest’anno, si lascia andare ad uno svarione non indifferente non si sa davvero più a che santo votarsi. La palma da MVP se la aggiudica, quindi, Pizarro. Partita certo non sopra le righe la sua, che fa comunque in maniera discreta il suo compitino. Risultando però assolutamente decisivo: sul primo goal è lui a rubare palla a Chiellini verticalizzando per Taddei, che andrà a guadagnare il rigore del pareggio. Sempre lui, poi, si ripeterà a fine partita su Sissoko, pennellando poi un cross perfetto per Riise. Più che sufficiente a renderlo il migliore in campo, oggi.

IL TABELLINO
JUVENTUS-ROMA 1-2
RETI: 6’ st Del Piero, 23’ st rig. Totti, 48’ st Riise.
JUVENTUS: Buffon; Grygera (31’ st Candreva), Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Sissoko, Marchisio, Salihamidzic; Diego; Amauri (45’ st Paolucci), Del Piero (38’ st Manninger). A disposizione: Zebina, Cannavaro, De Ceglie, Yago. All. Ferrara.
ROMA: Julio Sergio; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Taddei, De Rossi, Pizarro; Perrotta; Vucinic, Toni (8’ pt Totti). A disposizione: Doni, Mexes, Motta, Brighi, Cerci, Menez. All. Ranieri.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
ELPULSI: 38’ st Buffon.
AMMONITI: 15’ st De Rossi, 16’ st Burdisso, 22’ st Grosso, 26’ st Taddei, 41’ st Salihamidzic.

(Credits: SciabolataMorbida)

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Il silenzio che fa rumore

microfonoOre 22:35, l’arbitro Tagliavento fischia la fine del match: la Roma espugna l’Olimpico di Torino dopo 9 anni. Si aggiornano i record: prima vittoria contro la Juventus di Claudio Ranieri, primo gol di Francesco Totti a Torino, ottava sconfitta nelle ultime undici gare disputate dai bianconeri. Il periodo più buio della storia del club. Nel dopo-partita le telecamere di Sky inquadrano per un secondo il volto di Fabio Grosso: perso nel vuoto. Buffon al solito saluta tutti, col suo sorriso. Negli spalti un clima surreale, con i tifosi della Juve che sono rimasti in pochissimi, e quelli della Roma che esultano senza fine al grido di “tornerete in Serie B”. I giocatori della Roma vanno sotto lo spicchio riservato ai tifosi ospiti a salutarli e ringraziarli: scene di gioia intensa, “cinque” da tutte le parti, abbracci, orgoglio. Persino Totti intervistato come Uomo Sky che azzecca 2 congiuntivi e ci definisce “una grande squadra”. Si aspetta tutti qualche dichiarazione da parte dei bianconeri. La dirigenza è chiusa nello spogliatoio, dicono. Esce Ferrara, e chiede il processo breve. Ringrazia i ragazzi, ma non molla. Si aspetta Bettega, o Blanc. Si aspetta… si aspetta ancora un pò.. ore 23:00… nessuno esce, alla fine anche Sky si rassegna: nessun dirigente della Juve parlerà. Lo fa Del Piero, che dice che la Juve dovrebbe ridimensionare i propri obiettivi senza prendere in giro nessuno, e – a specifica domanda – risponde che nessuno della dirigenza è entrato nello spogliatoio per parlare con la squadra, avendolo fatto solo Ferrara. John Elkann, al 92′, si alza arrabbiato e lascia l’Olimpico in tutta fretta: anche per lui, scortatissimo, nessuna dichiarazione. Il tutto mentre l’amico Stefano Discreti intervista, dopo Maifredi, anche Marchesi. Per chiergli un’analisi della situazione della Juve e come venirne fuori.

E il silenzio diventa assordante.

Chievo vs Juventus 1-0 (…)

juventus chievoLa vittoria di mercoledì in Coppa Italia sul Napoli resta solo una parentesi. La Juventus non si riprende in campionato e va ko anche a Verona. Per la prima volta nella sua storia, il Chievo riesce nell’impresa di battere i bianconeri. Meritatamente per quello visto al Bentegodi. La squadra di Di Carlo gioca meglio per tutto il primo tempo e trova il gol partita con Sardo al 34’. Del Piero e compagni provano ad attaccare a testa bassa per tutta la ripresa ma senza mai impensierire Sorrentino, nonostante i tanti calci piazzati conquistati. Ora anche la classifica si complica. In attesa del posticipo del Napoli, la Roma batte il Genoa e opera il sorpasso. A sei giorni dallo scontro diretto in programma sabato a Torino.

LA CRONACA
Per l’inizio del girone di ritorno, Ferrara presenta subito la novità dell’ultimo minuto. Michele Paolucci, arrivato sabato a Torino, titolare insieme a Del Piero con Diego alle loro spalle. L’altra novità è quella di Buffon, nuovamente tra i pali dopo l’operazione al menisco. Dietro giocano Grygera, Cannavaro, Chiellini e Grosso. A centrocampo Marchisio, Felipe Melo e De Ceglie. La partenza è a mille all’ora e dopo neppure un minuto Buffon deve subito entrare in clima partita con una grande parata su Abbruscato. La sfida vive fin dall’inizio sul filo dell’equilibrio. I bianconeri cercano molto Paolucci che conferma tutte le sue doti di movimento e di protezione palla, tanto da riuscire a guadagnarsi spesso il fallo. I padroni di casa ci provano con trame manovrate e cercare le punte e gli inserimenti dei centrocampisti. Proprio su un’entrata di Rigoni, ci vuole un grande intervento di Felipe Melo per evitare guai.  Al 28’, il Chievo va in gol per un’autorete di Chiellini, ma il gioco è fermo per un netta trattenuta di Abbruscato sul difensore livornese rilevata dal guardalinee Copelli. Due minuti dopo, primo cambio obbligato. Grygera, ancora intontito dopo una botta al naso subita in apertura, lascia il posto a Zebina. Al 34’ il Chievo passa. Merito di Sardo che trova un angolo incredibile con un destro rasoterra da fuori area che non dà scampo a Buffon. La Juventus prova a reagire ma solo da calcio piazzato arrivano i pericoli. Tra angoli e punizione dal limite, i bianconeri ne conquistano a ripetizione, ma a parte qualche mischia davanti a Sorrentino non nascono grandi pericoli. Al riposo si va così con il Chievo avanti 1-0.  Ripresa. Si torna in campo con la stessa squadra e con la necessità di dover recuperare lo svantaggio. I bianconeri provano a imbastire azioni pericolose. Anche Chiellini si spinge spesso in avanti a dare il suo aiuto ma è dura arrivare dalle parti di Sorrentino. Ferrara si gioca anche la carta Salihamidzic, in campo per Grosso. Il Chievo si difende spesso in 11 e la Juve deve ricorrere ai calci piazzati per arrivare in area. Del Piero si prova dalla stessa posizione da cui aveva segnato la stagione scorsa, ma Sorrentino blocca. Angoli e punizioni dalle fasce non si contano più ma il pareggio non arriva. Granoche diventa protagonista in negativo. Dopo aver messo ko Grygera, costringe a bordo campo Zebina e Cannavaro, entrambi feriti al volto e costretti a rientrare con vistose fasciature. La Juventus continua a provarsi ma a parte la conquista dei soliti calci piazzati non riesce quasi mai ad arrivare dalle parti di Sorrentino. Ferrara si gioca il tutto per tutto mandando dentro Immobile al posto di Marchisio. Ma è il Chievo a farsi pericoloso con Pinzi, il cui tiro è respinto da Zebina. Con le ultime energie residue, i bianconeri si gettano in avanti per sfruttare anche i cinque minuti di recupero. Ma Sorrentino non deve mai intervenire il fischio di chiusura di Valeri sancisce una meritata vittoria del Chievo.

IL COMMENTO DI…
Lasciamo perdere, va.

TABELLINO
CHIEVO-JUVENTUS 1-0
RETI: 34’ pt Sardo.
CHIEVO VERONA: Sorrentino; Sardo (38’ st Frey), Mandelli, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni, Marcolini; Pinzi; Abbruscato (41’ st Ariatti), Granoche (23’ st De Paula). A disposizione: Squizzi, Morero, Bentivoglio, Bogdani. All. Di Carlo.
JUVENTUS: Buffon; Grygera (30’ pt Zebina), Cannavaro, Chiellini, Grosso (13’ st Salihamidzic); Marchisio (38’ st Immobile), Felipe Melo, De Ceglie; Diego; Del Piero, Paolucci. A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Giandonato, Rossi. All. Ferrara.
ARBITRO: Valeri di Roma.
AMMONITI: 15’ st Granoche, 19’ st Yepes, 23’ st Zebina, 29’ st Felipe Melo, 46’ st Ariatti.

(Credits: Juventus.com)

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Campionato: Juventus-Milan 0-3 (de profundis…)

ronaldinhoLA CRONACA
Finisce nel peggiore dei modi il girone d’andata bianconero. La squadra di Ferrara perde 3-0 all’Olimpico contro il Milan nel big match del 19° turno. I rossoneri passano grazie a un gol di Nesta nel primo tempo e alla doppietta di Ronaldinho nella ripresa. Serata da dimenticare per Chiellini e compagni, quasi mai pericolosi e anche sfortunati, soprattutto nelle azioni dei primi due gol, entrambi nati da calcio d’angolo. Al giro di boa, la Juventus chiude al terzo posto a pari merito con il Napoli. Proprio i partenopei saranno mercoledì a Torino per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Per l’ultima d’andata, Ferrara ripropone quella che è la Juve targata 2010, quindi con uno schieramento 4-4-1-1. Davanti a Manninger, Grygera e Cannavaro sostituiscono lo squalificato Caceres e Legrottaglie, Chiellini e Grosso confermati negli altri due ruoli di difesa. Centrocampo in fotocopia con Salihamidzic, Poulsen, Felipe Melo e Marchisio. Diego a fare da supporto ad Amauri. Tanto Brasile in campo, visto la presenza di Ronaldinho, Dida e Thiago Silva nel Milan. Contro una delle squadre più in forma del campionato, la Juventus parte molto aggressiva con pressing e raddoppio su ogni portatore di palla. I primi 10 minuti sono di studio, anche se dal piede di Diego partono un paio di piazzati che la difesa rossonera allontana a fatica. L’ex Werder è in palla e intorno al 12’ crea due azioni pericolose sfumate di un soffio. Il Milan cresce con il passare dei minuti. È Borriello il più cercato dai compagni e Chiellini e Cannavaro sono costretti ad alzare la soglia di attenzione. Ma oltre un paio di corner, i rossoneri non si fanno mai vedere dalle parti di Manninger. Ronaldinho protagonista al 28’ con un gran controllo e l’assist per Borriello, fermato in angolo da Chiellini. Dagli sviluppi del corner, arriva il gol con Nesta che insacca da distanza ravvicinata. La squadra di Ferrara parte subito al contrattacco. Conquista un paio di angoli e sul secondo si accende una mischia che Dida sbroglia con qualche affanno. Prima del riposo, è Manninger a dover intervenire sul tiro da fuori di Thiago Silva. All’intervallo è 1-0 per i rossoneri. Ripresa. I bianconeri partono a mille e sugli sviluppi di un angolo, Amauri fa la sponda per Chiellini che non trova la deviazione vincente. Il difensore livornese ci prova un attimo dopo di testa, ma Dida è piazzato. Dopo un quarto d’ora di tentativi senza effetto, Ferrara lancia nella mischia Del Piero al posto di Salihamidzic. L’ingresso del capitano dà la scossa. Marchisio si prova da fuori e si procura l’ennesimo angolo. Un attimo dopo, altro cambio ma forzato. Poulsen si fa male: dentro De Ceglie. Anche la fortuna volta le spalle ai bianconeri. Su un altro angolo, proprio De Ceglie devia il pallone nella sua porta dopo un tocco di Ronaldinho. La partita finisce qui. I bianconeri tentano almeno a riaprirla ma arriva il tris, ancora con Ronaldinho a pochi minuti dalla fine. Prima della fine, Dida evita anche il possibile 3-1 con la punizione di Del Piero. Il Milan espugna l’Olimpico e fa chiudere ai bianconeri in girone d’andata nel peggiore dei modi.

IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO
“I’so capa tost”. Parola di Ciro Ferrara. Me n’ero accorto. D’altronde non è che ci volesse poi tanto. Sono bastate un paio di settimane. Quelle iniziali, durante le quali avevamo messo a segno un buon filotto di vittorie, ma senza mostrare in campo un minimo di gioco, con limiti tecnico-tattici evidenti. E la “capa tost” è stata evidente sin da subito con l’emarginazione dalla rosa di elementi potenzialmente utili per il famoso “progetto”. Quindi delle due l’una: o abbiamo fatto una campagna acquisti fallimentare, portando a casa fior di bidoni come Felipe Melo e Diego, o Ferrara è una sorta di Re Mida alla rovescia che trasforma in melma tutto quanto gli capiti sotto le mani. Neanche la vittoria di Parma mi aveva illuso: portare a casa tre punti senza mai tirare in porta ti capita rare volte nel calcio moderno. Il vecchio/nuovo 4-4-2 con l’abulico Diego di punta (a proposito, qualcuno gli insegni cortesemente a battere i calci d’angolo) non è servito a raddrizzare la stagione. Come a Parma, sono pochi a salvarsi dal naufragio totale. Inutile fare considerazioni sui singoli allora, poiché il bilancio sarebbe impietoso: escludendo il salva tutto Chiellini, si potrebbe dire che Grosso mi fa rimpiangere Molinaro, che Melo mi fa rimpiangere Galia, Marchisio lo stiamo perdendo mandandolo sempre più per le terre, mentre Amauri sempre più predicatore del deserto ha smarrito definitivamente la retta via. Le ha provate tutte le combinazioni il buon Ciro: rombo, trapezio, cubo e cilindro. Niente da fare, l’unica costante è stata la confusione. La stessa che regna nella società di Elkann, guidata dall’uno e trino Blanc, dall’inesperto Secco e dall’espertissimo (ma in tutt’altre materi fuorché quelle calcistiche), Castagnini. Ora fa bene Ciro a non volersi dimettere, ci è stato messo su quella panchina e vuole portare a termine il suo mandato. Mandatelo via se ne siete capaci. Allo scoppio di Calciopoli, ebbi a dire che temevo che la Juventus facesse la fine della Pro Vercelli, senza mai più vincere nulla, se non dopo la cessione della società a qualcuno che a livello sportivo (puntualizziamo, per quello commerciale/amministrativo questa proprietà se la cava più che bene) ne capisca di più. Spero sempre di sbagliarmi, ma la via intrapresa è proprio quella.

IL TABELLINO
JUVENTUS-MILAN 0-3 (0-1)
RETI: 29’ pt Nesta, 27’ st e 42’ st Ronaldinho.
JUVENTUS: Manninger; Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Salihamidzic (15’ st Del Piero), Poulsen (18’ st De Ceglie), Felipe Melo, Marchisio; Diego, Amauri. A disposizione: Chimenti, Zebina, Legrottaglie, Tiago, Immobile. All. Ferrara.
MILAN: Dida; Abate, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Gattuso (20’ st Flamini), Pirlo; Ambrosini; Beckham, Borriello (39’ st Huntelaar), Ronaldinho. A disposizione: Storari, Favalli, Kaladze, Jankulovski, Inzaghi. All. Leonardo.
ARBITRO: Damato di Barletta.
AMMONITI: 31’ pt Poulsen, 28’ st Ambrosini, 34’ st Amauri.
NOTE: spettatori 24.165 per un incasso di € 703.860,29.

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Campionato: Juventus vs Catania 1-2 (Notte fonda)

Banchetta anche il Catania

Banchetta anche il Catania

Clima teso in casa bianconera: la squadra, infatti, è contestata sia nel momento dell’arrivo allo stadio (dove i giocatori, sul proprio pullman, sono oggetto di insulti e lancio di uova da parte di una ventina di tifosi) che all’interno dello stesso (con i tifosi in curva che danno le spalle al campo al momento dell’inizio del match). Clima che non è certo il massimo per disputare un match di campionato in una situazione già delicata. E da subito è chiara la differenza di tranquillità tra le due squadre: nonostante occupi l’ultimo posto in classifica, infatti, il Catania gioca con calma olimpica Continua a leggere

Campionato: Bari vs Juventus 3-1 (Lezione provinciale)

Alle stelle!

Alle stelle!

La Juventus si presenta a Bari per riscattare la cocente delusione portata dall’ultimo match giocato contro il Bayern Monaco e che ha sancito, con una pesantissima sconfitta, l’eliminazione bianconera dalla Champions. Per farlo, quindi, Ferrara si affida ad Amauri e Trezeguet in avanti con Diego a supporto. A centrocampo, invece, viene schierato un po’ a sorpresa Tiago come mezz’ala sinistra, al fianco di Poulsen e Marchisio. In difesa, infine, Caceres continua saldamente ad occupare la corsia di destra, con Molinaro schierato sull’out opposto. Continua a leggere

Juventus vs Napoli 2-3 (brutta battuta d'arresto)

La Juve scivola col Napoli..

La Juve scivola col Napoli..

PRESENTAZIONE
Ferrara ripropone il modulo e gran parte della squadra protagonista della cinquina sulla Sampdoria. Un 4-2-3-1 con Buffon in porta (a poche ore dalla nascita di David Lee), difesa con Grygera, Fabio Cannavaro, Chiellini e Grosso. Felipe Melo e Poulsen subito davanti. Confermato il “trio fantasia” formato da Camoranesi, Diego e Giovinco, schierato alle spalle dell’unica punta che è Trezeguet.

CRONACA
L’avvio bianconero è veemente e dopo neppure 20 secondi Giovinco si presenta solo davanti a De Sanctis ma non trova la porta con il diagonale sul palo lontano. Il Napoli reagisce e crea due mezzi pericoli con Lavezzi che pesca prima Denis e poi Maggio, ma i suoi compagni non sono all’altezza della giocata dell’argentino. La gara diventa equilibrata con accelerazioni da una parte e dall’altra. Il Napoli prova a pescare il jolly con un gran sinistro di Aronica destinato al sette, ma Buffon è pronto e salva da campione. Una parata provvidenziale alla luce di quello che succede al 35’: Grygera calibra il cross da destra e Trezeguet incorna da fuoriclasse, senza dare scampo a De Sanctis. Un gol arrivato dopo che Ferrara era stato costretto al primo cambio. Camoranesi fuori per un taglio al capo dopo uno scontro aereo e dentro Tiago, al rientro. Al riposo si va quindi sull’1-0 per i bianconeri. Ripresa. Si parte con gli stessi 22 che avevano finito la prima frazione. Il Napoli ha una fiammata, fermata da Grygera, ma deve salvarsi su un tocco sottomisura di Tiago pescato da Giovinco. Il portoghese ci riprova dopo una combinazione con Felipe Melo, ma De Sanctis para. Il raddoppio arriva però subito dopo, all’8’. Trezeguet crossa da sinistra, Contini sbaglia completamente il rinvio di testa mettendo il pallone sui piedi di Giovinco che insacca col destro da due passi. Mazzarri prova a correre ai ripari. Toglie Campagnaro (appena ammonito per un fallaccio su Giovinco) e mette Datolo. Il cambio porta bene e dopo pochi secondi arriva il 2-1 con Hamsik che si fa trovare libero sul secondo palo e batte senza scampo Buffon. È il 14’: gara riaperta. Più che mai riaperta al 20’ quando proprio Datolo trova il modo di spingere la palla in rete dopo una prodezza di Buffon su azione d’angolo. Ferrara allora gioca la carta Amauri (un ex) per Poulsen. Ma a colpire è ancora una volta il Napoli con Hamsik che insacca la doppietta dopo un contropiede portato avanti da Lavezzi. Il tempo a diposizione per trovare un nuovo pareggio è poco e i bianconeri si gettano in avanti ma è difficile trovare spazi. Entra anche De Ceglie per Giovinco. I bianconeri tentano fino all’ultimo minuto dei cinque minuti di recupero, ma rimediano solo l’espulsione di Amauri dopo una rissa accesasi nell’area partenopea. La squadra di Ferrara conosce la prima sconfitta interna, proprio alla vigilia della fondamentale trasferta di martedì a Tel Aviv contro il Maccabi.

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