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Campionato: Juventus vs Palermo 0-2 (torna la sconfitta…)

palermo miccoliJuventus e Palermo scendono in campo per provare a contendersi tre punti fondamentali per la corsa Champions. Per cercare di arrivare alla vittoria Zaccheroni si affida ad un 4-3-1-2 con Manninger e Trezeguet al posto degli infortunati Buffon ed Amauri. Dal canto suo Rossi risponde con un 4-3-1-2 con Sirigu, neo convocato da Lippi in nazionale, in porta e la coppia Miccoli-Hernandez di punta.

CRONACA
E’ la Juve a farsi vedere in apertura: al settimo minuto prima è Candreva liberato da Diego e chiuso in angolo dalla scivolata di un difensore, poi è Melo sugli sviluppi di un angolo. Entrambe le occasioni si risolvono però in un nulla di fatto. Cinque minuti più tardi sono invece due ex juventini ad imbastire un’azione interessante: Balzaretti porta palla a sinistra e centra basso per Nocerino che dopo aver stoppato palla calcia centralmente dal limite, non mettendo in grande difficoltà il portiere austriaco che sostituisce Buffon. Al ventunesimo la Juventus va vicinissima al vantaggio: Candreva si allarga sulla destra per crossare in mezzo. Il centrocampista ex Livorno colpisce però male il pallone e ne esce una traiettoria che invece di tagliare l’area di rigore si dirige dritta e filata verso il primo palo, mettendo in seria difficoltà Sirigu. Che, però, riesce a recuperare la posizione e distendendosi a mano aperta salva la sua porta. Alla mezz’ora è invece Diego a provarci sugli sviluppi di un’iniziativa di Del Piero. Il trequartista brasiliano, appena dentro il limite dell’area, calcia però di interno provando a piazzare il pallone ma scoccando un tiro molle facile preda del portiere Rosanero. In apertura di ripresa la Juventus prova a farsi vedere subito. E’ Sissoko a ricevere al limite e scoccare un tiro verso la porta avversaria, che non trova però però lo specchio. Al cinquantacinquesimo arriva la prima grande occasione della partita: a costruirla sono gli ospiti con una ripartenza fulminante. Un errore in fase di appoggio da parte di Candreva libera infatti il contropiede Rosanero con Miccoli che lancia nello spazio Pastore il quale giunto in area calcia con potenza verso la porta juventina, trovando però la pronta respinta di Manninger, molto reattivo nel salvarsi in angolo. Il goal è comunque nell’aria ed arriva cinque minuti più tardi: Miccoli riceve al limite dell’area e scocca un tiro che un tempo avremmo definito alla Del Piero, facendo girare la palla giusto sotto il secondo incrocio, freddando Manninger e togliendo la ragnatela da sotto la traversa. Tre soli minuti e la Juventus pareggerebbe: sugli sviluppi di un corner Cannavaro riuscirebbe infatti a girare in porta il pallone dell’1 a 1. Il tutto non ci fosse stato Del Piero in posizione di fuorigioco davanti a Sirigu. Dopo un attimo di esitazione l’arbitro annulla giustamente il goal del capitano Azzurro. Altri tre minuti ed è Chiellini, questa volta, a provarci. Ben coordinatosi, però, il centrale Bianconero non riuscirà a trovare lo specchio della porta, riuscendolo solo a sfiorare. Al settantesimo è invece Del Piero a provarci, da qualcosa più di venti metri. Il suo tiro fa però terminare il pallone sulla parte esterna della rete, non trovando la via del goal. Quattro minuti e il Palermo arriva vicino al raddoppio: Miccoli serve Cavani largo sulla destra, la punta uruguagia dopo essere rientrata prova a calciare di sinistro, spedendo però il pallone alto oltre la traversa. All’ottantesimo, quindi, il Palermo chiude la partita: Grygera riceve palla in zona difensiva e sentendosi pressato sente il pallone scottare tra i suoi piedi provando quindi ad offrirlo a Manninger. Il suo passaggio è però troppo corto e sul pallone si avventa Budan che salta facilmente il portiere austriaco per entrare poi in porta col pallone.

COMMENTO
Partita bruttina e monotona quella disputatasi in serata a Torino. Le due squadre, ma in particolare quella di casa, mancano infatti di intensità ed il gioco che ne esce è piuttosto lento e molle, sicuramente non godibile. Il Palermo si prodiga nel provare a costruire qualcosa di più, anche grazie alla buona forma dei propri fluidificanti, per altro entrambi ex della partita. Però nel farlo non riesce comunque a costituire vero pericolo per la retroguardia Bianconera, tanto che nel corso dei primi quarantacinque minuti non riuscirà a costruire vere e proprie palle goal. Stessa cosa dicasi, per altro, per la Juventus: l’occasione più pericolosa del primo tempo è infatti un cross sbagliato da Candreva. Bene ma non benissimo, direbbe qualcuno. Nel secondo tempo la partita sale un po’ di tono e cominciano a vedersi le prime palle goal. Due di queste vengono concretizzate da Miccoli (autore di una conclusione balistica di pregevolissima fattura) e Budan (lestissimo ad approfittare di una leggerezza in fase di disimpegno di Grygera. Palermo che raggiunge quindi una vittoria tutto sommato meritata e che, soprattutto, grazie a questi tre punti sale al quarto posto a quota 43 punti, superando proprio i malcapitati Bianconeri. Rosanero che sarebbero quindi oggi qualificati alla prossima edizione della Champions League.

MVP
Dopo aver realizzato un goal del genere il titolo di migliore in campo non si può che dare ad uno dei tanti ex di questo match: il Romario del Salento, Fabrizio Miccoli. La punta di Nardò disputa infatti una partita molto solida dando un grande contributo alla sua squadra e realizzato un goal, come detto, di pregevolissima fattura. Un tiro di interno destro pilotato atto ad infilarsi proprio sotto all’incrocio dei pali, battendo senza appello il malcapitato Manninger.

TABELLINO
Serie A 2009/10 – 7ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 28 gennaio 2010

JUVENTUS-PALERMO 0-2 (0-0)
RETI: 15’ st Miccoli, 36’ st Budan.
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (35’ st Grosso); Candreva, Felipe Melo, Sissoko; Diego (44’ st Zebina); Del Piero (35’ st Paolucci), Trezeguet. A disposizione: Pinsoglio Legrottaglie, Marrone, Immobile. All. Zaccheroni.
PALERMO: Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Migliaccio (40’ st Blasi), Liverani, Nocerino; Pastore; Miccoli (35’ st Budan), Hernandez (23’ st Cavani). A disposizione: Benussi, Goian, Bertolo, Simplicio. All. Rossi.
ARBITRO: Valeri di Roma.
AMMONITI: 6’ pt Candreva, 21’ st Cassani, 29’ st Sissoko.

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Campionato: Bologna vs Juventus 1-2 (e siamo quarti…)

candreva zittisce bolognaLa Juventus arriva a Bologna per provare a prolungare la propria striscia positiva dopo le vittorie con Genoa ed Ajax. Per farlo, quindi, confermatissimo il ritrovato tandem offensivo Amauri-Del Piero, supportati dal solito centrocampo a cinque con i due fluidificanti e Diego trequartista. Il Bologna risponde invece con un 4-5-1 con il solo Zalayeta di punta, supportato da Adailton libero di svariare alle sue spalle lungo tutto il fronte dell’attacco.

LA CRONACA
La Juventus ci mette solo quattro minuti a sbloccare il risultato: Diego entra centralmente e calcia giusto dal limite, con Viviano che risponde senza riuscire a trattenere il pallone, mettendo però una pezza di piede anche sul tap-in di Amauri. Sull’ennesima ribattuta, quindi, è Diego stesso ad avventarcisi, ribadendo il pallone in rete firmando l’1 a 0. E’ comunque solo una fiammata. Le due squadre, infatti, si limitano per lo più a controllarsi, con la Juventus che costruisce qualcosa di più, ma senza strafare né pungere con continuità. Bisogna quindi aspettare il diciannovesimo minuto per trovare un’altra fiammata. Questa volta è il Bologna a rendersi pericoloso sugli sviluppi di un’azione insistita che porta Zalayeta a colpire di tacco al volo dal limite dell’area piccola, non trovando però lo specchio di porta. La partita inizia però a scaldarsi. Tre minuti e la Juve ha una doppia occasione: la prima è sui piedi di Marchisio che calcia da fuori trovando però la pronta risposta di Viviano che ancora una volta, però, non trattiene il pallone. Ci pensa così, esattamente come una ventina di minuti prima, Diego a piombare sulla respinta, anche se questa volta la sua conclusione colpisce prima il palo e poi la coscia del portiere felsineo che, con non poca fortuna, si rifugia in angolo. Poco oltre la mezz’ora è invece Buscè a rendersi pericoloso su di una punizione battuta da Adailton. L’ex capitano empolese, però, non arriva sul pallone, mettendo solo paura alla retroguardia Bianconera. E’ allora lo stesso Adailton, al trentacinquesimo, a provarci: il suo calcio di punizione da qualcosa meno di venticinque metri fredda Buffon, infrangendosi però contro la traversa. L’altra occasionissima della prima frazione di gioco giunge nel recupero: Buscè attacca dalla destra ed offre un cross basso all’accorrente Guana che batte praticamente un rigore in movimento, non trovando lo specchio di porta. Il 4 è il numero magico di questa partita: al quarto minuto era arrivato il goal di Diego, al quarto minuto della ripresa arriva il pareggio di Buscè: Raggi crossa da sinistra senza che nessuno, attaccanti né difensori, intervengano sul pallone. Nel contempo De Ceglie si dimentica di Buscè che può quindi arrivare sul secondo palo a ribadire in rete una respinta del montante stesso, bucando Buffon. Nonostante il pareggio, comunque, il ritmo non sale. La Juventus, infatti, limita al massimo il suo pressing, non andando mai a pressare il portatore di palla. Così al sessantatreesimo il Bologna costruisce una comoda palla goal: lancio in area per Zalayeta che dopo una lotta serrata con Chiellini libera Gimenez con un bel tacco il quale dopo aver saltato Buffon calcia a porta vuota, colpendo però il palo e trovando l’opposizione in scivolata di Grygera, con Buffon che torna poi con un colpo di reni ad anticipare il tap-in della punta avversaria. Passano due minuti e la Juventus torna in vantaggio: Del Piero torna, dopo Amsterdam, a vestire le vesti dell’assistman e dopo aver ricevuto al limite taglia dentro il pallone per Candreva che si infila nella difesa avversaria per bucare poi Viviano con un bel diagonale che non lascia scampo al portiere bolognese. Al settantesimo la Juventus chiuderebbe i conti con Felipe Melo, ma l’arbitro giudica influente la posizione di Del Piero, che aveva fatto scorrere il passaggio di Amauri proprio per il centrocampista carioca, ed annulla per fuorigioco. A dieci dal termine è invece Candreva, liberato da un lancio di un compagno, ad avere la possibilità di chiudere il match. Entrato in area palla al piede, però, tenta un pallonetto improbabile con Viviano che gli si stava parando davanti, riuscendo quindi a disinnescargli la conclusione. L’ultima occasione, quella che chiude proprio il match, l’ha quindi Amauri che dopo aver controllato palla in area ruota sul piede perno per calciare verso la porta bolognese, trovando però la pronta risposta, in due tempi, di Viviano.

COMMENTO
Il facile vantaggio juventino può aver illuso qualcuno. La realtà dei fatti è che dei passi avanti rispetto all’epoca Ferrara sono stati fatti, ma non così consistenti da portare questa squadra ad essere una Squadra. La Juventus, infatti, ha poco gioco e fatica ad esprimersi. La fatica dell’impegno di Europa League, tra l’altro, inizia a farsi sentire moltissimo nel secondo tempo, tanto che dopo il pareggio molti giocatori sembrano assolutamente statici e bloccati sulle proprie gambe. Il tutto fino a che Alessandro Del Piero, ancora lui, tira fuori un altro numero dal cilindro, servendo Candreva e sbloccando il risultato. Da lì la partita, che sarebbe potuta cambiare se Gimenez non avesse fallito un’occasionissima a porta vuota, è tutta in discesa e sarà la Juventus a farsi più pericolosa, riuscendo a sfruttare i varchi creatisi nella retroguardia felsinea.

MVP
Questa volta, rispetto al solito, voglio premiare non un giocatore ma quella persona che non può far altro che limitarsi a dare indicazioni dalla panchina. Perché è indubbio, la cura Zaccheroni, foss’anche solo per l’impatto psicologico dato dal cambiare allenatore, sta funzionando. In più Zac ha un merito: aver azzeccato i cambi. Uno, in particolare. Perché a decidere il match è un giocatore, Candreva, che aveva iniziato la partita in panchina.

TABELLINO
Bologna vs. Juventus 1 – 2
Marcatori: 4′ Diego, 49′ Buscè, 65′ Candreva
Bologna: Viviano; Zenoni (28′ st Savio), Portanova, Moras, Raggi; Buscé, Guana, Mudingayi, Casarini; Adailton (15′ Gimenez), Zalayeta. A disp.: Colombo, Santos, Britos, Mingazzini, Succi. All.: Colomba.
Juventus: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini; Salihamidzic, Melo, Marchisio (9′ st Sissoko), De Ceglie; Diego (15′ st Candreva); Amauri, Del Piero (42′ st Camoranesi). A disp.: Manninger, Cannavaro, Grosso, Trezeguet. All.: Zaccheroni.
Arbitro: Banti
Ammoniti: Marchisio (J), Portanova (B)
Espulsi: 45′ st Raggi (B) per fallo violento

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Tifoso, ma quanto mi costi…

contestazione ultrasFin qui è stata una stagione nera per la Juventus. Abbiamo collezionato record negativi a go-go, siamo usciti anzitempo dalla Champions, abbiamo messo a rischio la qualificazione per la prossima manifestazione “regina”, la Champions, e… chi più ne ha più ne metta! Devo dire che tra tutte le spine che pungono il mio cuore bianconero in questi giorni, quella che sicuramente fa più male, perchè davvero non c’entra nulla con lo sport e con la civiltà, è il primato negativo della nostra tifoseria. I nostri supporters – perdonatemi se non mi ci metto in mezzo ma quando vado allo stadio tengo tutt’altro comportamento – hanno fatto “guadagnare” alla società ben 12 sanzioni pecuniarie per un totale di 145.500 euro. Una cifra ragguardevole, ma che lascia il tempo che trova se paragonata all’aspetto più culturale ed educativo della cosa. Il periodo della società è buio, inutile negarlo, e la tifoseria è molto delusa. Incazzata. Si deve essere proprio ora critici, più che mai. Severi. Ma non incivili. Se poi ci sono altri fattori, altre incomprensioni tra establishment societario e gruppi organizzati, allora credo sia giunto il momento di dirimerli una volta per tutti (o forse è proprio l’avvicinamento al “trasloco” nel nuovo stadio il problema?). Da tifoso bianconero, accetto tutti i tipi di record negativi, ma quello dell’inciviltà proprio no.

Di seguito la classifica con le tifoserie più “virtuose” in fatto di multe:

Juventus, 145.500 €
Inter, 94.000 €
Roma, 87.000 €
Atalanta, 81.000 €
Genoa, 67.000 €
Napoli, 62.000 €
Lazio, 60.000 €
Cagliari, 57.000 €
Livorno, 45.000 €
Bari, 25.500 €
Sampdoria, 22.000 €
Milan, 20.000 €

Juventus-Milan: in Europa non fa share, e c'è chi preferisce le repliche della F.A. Cup…

chiellini ronaldinhoVi segnalo un bellissimo speciale realizzato per l’edizione italiana di Goal.com a cura di Sergio Chiesi.

Poco più di un mese fa il mondo intero si fermava per il Clasico di Spagna tra Barcellona e Real Madrid. I campioni di tutto contro i Galacticos, Messi contro Cristiano Ronaldo, la forza del vivaio contro quella del denaro. In una cornice semplicemente mozzafiato, tra l’altro. Praticamente un evento planetario. Un po’ come gli incontri tra Juventus e Milan di qualche anno fa. Nel 2003, addirittura, le due squadre si fronteggiarono in una finale di Champions League tutta tricolore. Sette anni e uno scandalo (Calciopoli) dopo, la musica sembra essere cambiata. A due giorni dalla grande sfida dell’Olimpico, abbiamo voluto tastare l’attesa in giro per il mondo sfruttando il network internazionale di Goal.com. Il responso della nostra Inchiesta si è rivelato ancora una volta amaro per il calcio italiano, una nuova conferma del suo costante declino…

Attenzione, però. Non si tratta di un tramonto su tutta la linea. L’appeal del calcio nostrano risulta ancora solido in nazioni meno nobili, da un punto di vista strettamente rispettivo. Laddove c’è meno tradizione, è più facile legarsi a miti e simboli stranieri. Come nel caso dell’Indonesia: “Qui Juventus-Milan è probabilmente la sfida più attesa – ci ha spiegato il nostro collega Bima Said -. Sono le due squadre più seguite, con l’Inter subito dietro”. Vale più o meno lo stesso discorso in Medio Oriente, come confermatoci da Mohammed Awaad di Goal.com Arabia: “In questo momento il calcio italiano è al secondo posto nelle preferenze del mondo arabo, Juve e Milan sono sicuramente tra i primi cinque club più stimati”. La musica non cambia in Sudafrica: “C’è ancora molto tifo per i vostri club, visto che la colonia italiana è molto folta – dice Peter Pedroncelli di Goal.com Africa -. Certo, la Premier è avanti anche in Sudafrica, ma il testa a testa con la Serie A è equilibrato. Squadre come Juventus e Milan hanno moltissimi tifosi”. Da questo punto di vista, forse, il Brasile ha pochi rivali nel mondo. E’ Andrè Baibich a descriverci lo scenario verdeoro: “Recentemente una ricerca ha dimostrato che il Milan è il club europeo con più tifosi in Brasile. L’incontro ha un grande appeal non solo per i brasiliani presenti in entrambe le squadre, ma anche perchè in questo periodo dell’anno non abbiamo competizioni in corso, quindi il focus si sposta sull’Europa”. Considerazioni che valgono un po’ per tutto il Sudamerica, come ci ricorda Martin Decaux: “Sarà un match molto seguito, perchè sono tanti i tifosi di Juve e Milan sparsi per il continente. Qui di solito gli appassionati hanno due squadre, una sudamericana e una europea. C’è da dire, però, che di questi tempi c’è più attesa per un Man Utd-Arsenal o un Real Madrid-Barcellona che per un Juve-Milan, perchè Premier e Liga sono considerati campionati più divertenti”. Eccolo, il campanello d’allarme. L’assist giusto per iniziare a parlare dell’altra faccia della medaglia…

La faccia meno piacevole della medaglia, quella che decreta il declassamento del nostro calcio da punto di riferimento ad inseguitore (in affanno) di Premier League e Liga. Partiamo proprio dall’Inghilterra, con l’analisi di Sulmaan Ahmad di Goal.com UK: “Qui Milan e Juventus sono considerate le due squadre italiane più importanti. In particolare il Milan, molto rispettato per le due Champions vinte nell’ultimo decennio. La Juve ha perso un po’ di appeal con lo scandalo Calciopoli, la conseguente retrocessione e l’assenza dall’Europa per due anni. Ma nonostante ciò la sfida non sarà seguita con grande fervore”. Idem in Spagna, seppur per motivi diversi: “La sfida si giocherà in concomitanza con Tenerife-Barcellona – ha sottolineato Juan Lirman -, dunque gli appassionati di calcio spagnolo saranno concentrati sulla lotta al vertice della Liga”. D’altronde, quando giocano quelli, il divertimento è assicurato. A proposito di spettacolo, sentite un po’ il quadro dipinto da Alexander Walraevens di Goal.com Francia: “Juve-Milan non è considerato allo stesso livello di Arsenal-Man Utd o Barcellona-Real. La sensazione è che l’Italia abbia perso la sua leadership a livello europeo, a favore di Premier League e Liga. Addirittura pensiamo che tra un po’ la Ligue1 sorpasserà il campionato italiano, a parte tre squadre il livello non è che sia molto alto”. Teoria condivisa anche in Olanda: “Vent’anni fa – ci racconta Tommy Vaneldik -, con il Milan degli olandesi, il calcio italiano era visto come il paradiso. La situazione, però, è cambiata drasticamente. La Serie A è stata scavalcata da Premier League e Liga anche qui, agli olandesi non piace più come campionato”. Ci si avvicina lentamente all’indifferenza, la parola giusta per sintetizzare il commento di Francois Duchateau dalla Germania: “Non c’è un’attesa esagerata. L’incontro non verrà trasmesso in tv, probabilmente se ne parlerà solo nei programmi sul calcio internazionale del lunedì. Un po’ di spazio in più forse ci sarà nelle riviste sportive, ma niente di clamoroso”.

Occhio a non sottovalutare cotanta diffidenza. Perchè parole e pensieri, poi, trovano immediata conseguenza nei fatti. Meno attesa vuol dire meno seguito, meno seguito vuol dire meno audience a livello televisivo in tutto il mondo. E nel calcio di oggi, un calcio poco appetibile in tv (soprattutto sul mercato estero) rappresenta un prodotto scadente. E così che si spiega in parte il gap esistente oggi tra Serie A e Premier League. In Germania, ci fa sapere Francois Duchateau, Juve-Milan non sarà trasmessa. In Spagna sì, ma come detto assieme a Tenerife-Barça: resteranno le briciole, per il big match di Torino. Non ci si aspetta un successone per la diretta su ESPN in Inghilterra: “In questa particolare circostanza la presenza di Beckham servirà per aumentare l’interesse – ci spiega Sulmaan Ahmad -, ma ad oggi nessuno sta parlando della gara e anche nel post non se ne parlerà a lungo”. Come in Francia, stando al parere di Alexander Walraevens: “La partita sarà trasmessa da Orange e Canal+, ma non saranno in molti ad assistere all’incontro. I francesi pensano che il calcio italiano sia molto noioso”. Il caso più emblematico è forse quello dell’Olanda, illustratoci da Tommy Vaneldik: “Sport1 trasmetterà l’incontro, ma non ci saranno grandi ascolti. La gente preferisce altro al calcio italiano. Pensate che proprio Sport1, ad esempio, ha scelto di ignorare il turno dell’Epifania in Italia pur di trasmettere le repliche degli incontri di FA Cup del weekend. La dice lunga sull’interesse del pubblico olandese per la Serie A”. E su quanto, evidentemente, ci si necessità di cambiare al più presto qualcosa per invertire un trend sempre più preoccupante…

Campionato: Juventus vs Catania 1-2 (Notte fonda)

Banchetta anche il Catania

Banchetta anche il Catania

Clima teso in casa bianconera: la squadra, infatti, è contestata sia nel momento dell’arrivo allo stadio (dove i giocatori, sul proprio pullman, sono oggetto di insulti e lancio di uova da parte di una ventina di tifosi) che all’interno dello stesso (con i tifosi in curva che danno le spalle al campo al momento dell’inizio del match). Clima che non è certo il massimo per disputare un match di campionato in una situazione già delicata. E da subito è chiara la differenza di tranquillità tra le due squadre: nonostante occupi l’ultimo posto in classifica, infatti, il Catania gioca con calma olimpica Continua a leggere

Cagliari vs Juventus 2-0 (nello sci sarebbe "discesa libera")

Claudio Marchisio impiegato trequartista..

Claudio Marchisio trequartista mancato..

I bianconeri impegnati a Cagliari sono chiamati a riscattare la sconfitta di Bordeaux e a preparare al meglio la partita di sabato prossimo con la capolista Inter mettendo pressione sui nerazzurri con una grande prestazione e soprattutto con una vittoria che dia morale: nulla da fare. Si torna a casa con 0 punti e con un distacco di 8 punti che ormai appare incolmabile. Continua a leggere

Atalanta vs Juventus 2-5 (Camoranesi fa il Mago)

Camoranesi spettacolare

Camoranesi spettacolare

PRESENTAZIONE
Ferrara ripropone ancora il 4-2-3-1. Davanti a capitan Buffon, Caceres confermato a destra, Cannavaro in campo per la 400ª volta in Serie A, Chiellini e Grosso completano il reparto. Davanti alla difesa ancora Poulsen e Felipe Melo. Giovinco ritorna a fianco di Diego e Camoranesi, schierati dietro l’unica punta Trezeguet.

CRONACA
La sfida inizia sotto la pioggia e all’insegna dell’equilibrio. Anche nelle occasioni da rete. Il primo tiro è di Camoranesi da fuori area: Consigli mette in angolo. La risposta atalantina è con Tiribocchi che mette a lato sull’uscita di Buffon. La Juventus cresce con il passare dei minuti. La prima scossa arriva intorno alla mezz’ora quando Trezeguet insacca di testa su perfetto cross di Caceres, ma il francese è in fuorigioco. Tutto rimandato di poco. I bianconeri piazzano un uno-due da ko. Anzi, Camoranesi piazza un uno-due da ko segnando una doppietta nel giro di appena un minuto (tra il 36’ e il 37’), prima di testa su cross di Grosso, poi con il destro a giro dal limite. Per l’italo-argentino continua il gran momento dopo le reti con Sampdoria e Maccabi e la sua uscita prematura con il Napoli si è fatta sentire non poco sette giorni fa. Al riposo si va così con il doppio vantaggio, anche grazie a Buffon che salva su un tiro da fuori di Guarente. Ripresa. Non ci sono cambi all’inizio. L’Atalanta prova a partire forte, ma è soprattutto una Juve che gioca in scioltezza a fare la partita. L’avvio è una girandola di emozioni. A innescarla è l’Atalanta che riapre la gara con Valdes che parte da solo in contropiede e batte Buffon. La squadra di Ferrara vuole esorcizzare subito il fantasma di una nuova rimonta subita e si getta in avanti. In tre minuti, i bianconeri segnano per ben tre volte. I primi due gol sono annullati per fuorigioco, prima a Felipe Melo e poi a Poulsen. Ma il terzo è buono ed è un capolavoro, ancora di Felipe Melo che insacca con una gran botta da fuori area: 1-3.  L’Atalanta paga un po’ il conto. Tra i bergamaschi sembra che il solo Valdes non si arrenda. Proprio da un suo tiro che esce di poco parte la reazione dei padroni di casa che al 26’ trovano il 3-2 con Ceravolo che si inserisce da destra e trova l’angolo lontano. Ferrara opera il primo cambio. Esce Giovinco ed entra De Ceglie. I timori svaniscono subito dopo il 40’. Ancora un uno-due, questa volta da ko definitivo. Prima segna Diego, con un esterno sinistro su cross di Camoranesi. Poi arriva la rete più attesa, quella di David Trezeguet, la numero 167 in bianconero, come l’icona Omar Sivori. Una ricorrenza in più per rendere ancora più speciale la serata bergamasca. Continua a leggere

Juventus vs Napoli 2-3 (brutta battuta d'arresto)

La Juve scivola col Napoli..

La Juve scivola col Napoli..

PRESENTAZIONE
Ferrara ripropone il modulo e gran parte della squadra protagonista della cinquina sulla Sampdoria. Un 4-2-3-1 con Buffon in porta (a poche ore dalla nascita di David Lee), difesa con Grygera, Fabio Cannavaro, Chiellini e Grosso. Felipe Melo e Poulsen subito davanti. Confermato il “trio fantasia” formato da Camoranesi, Diego e Giovinco, schierato alle spalle dell’unica punta che è Trezeguet.

CRONACA
L’avvio bianconero è veemente e dopo neppure 20 secondi Giovinco si presenta solo davanti a De Sanctis ma non trova la porta con il diagonale sul palo lontano. Il Napoli reagisce e crea due mezzi pericoli con Lavezzi che pesca prima Denis e poi Maggio, ma i suoi compagni non sono all’altezza della giocata dell’argentino. La gara diventa equilibrata con accelerazioni da una parte e dall’altra. Il Napoli prova a pescare il jolly con un gran sinistro di Aronica destinato al sette, ma Buffon è pronto e salva da campione. Una parata provvidenziale alla luce di quello che succede al 35’: Grygera calibra il cross da destra e Trezeguet incorna da fuoriclasse, senza dare scampo a De Sanctis. Un gol arrivato dopo che Ferrara era stato costretto al primo cambio. Camoranesi fuori per un taglio al capo dopo uno scontro aereo e dentro Tiago, al rientro. Al riposo si va quindi sull’1-0 per i bianconeri. Ripresa. Si parte con gli stessi 22 che avevano finito la prima frazione. Il Napoli ha una fiammata, fermata da Grygera, ma deve salvarsi su un tocco sottomisura di Tiago pescato da Giovinco. Il portoghese ci riprova dopo una combinazione con Felipe Melo, ma De Sanctis para. Il raddoppio arriva però subito dopo, all’8’. Trezeguet crossa da sinistra, Contini sbaglia completamente il rinvio di testa mettendo il pallone sui piedi di Giovinco che insacca col destro da due passi. Mazzarri prova a correre ai ripari. Toglie Campagnaro (appena ammonito per un fallaccio su Giovinco) e mette Datolo. Il cambio porta bene e dopo pochi secondi arriva il 2-1 con Hamsik che si fa trovare libero sul secondo palo e batte senza scampo Buffon. È il 14’: gara riaperta. Più che mai riaperta al 20’ quando proprio Datolo trova il modo di spingere la palla in rete dopo una prodezza di Buffon su azione d’angolo. Ferrara allora gioca la carta Amauri (un ex) per Poulsen. Ma a colpire è ancora una volta il Napoli con Hamsik che insacca la doppietta dopo un contropiede portato avanti da Lavezzi. Il tempo a diposizione per trovare un nuovo pareggio è poco e i bianconeri si gettano in avanti ma è difficile trovare spazi. Entra anche De Ceglie per Giovinco. I bianconeri tentano fino all’ultimo minuto dei cinque minuti di recupero, ma rimediano solo l’espulsione di Amauri dopo una rissa accesasi nell’area partenopea. La squadra di Ferrara conosce la prima sconfitta interna, proprio alla vigilia della fondamentale trasferta di martedì a Tel Aviv contro il Maccabi.

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Juventus vs Sampdoria 5-1 (Meravigliosi!)

Due gol e un assist per Amauri

Due gol e un assist per Amauri

PRESENTAZIONE
Ferrara recupera Felipe Melo e, a distanza di una settimana dalla gara con il Maccabi, ripropone il 4-2-3-1. Amauri unica punta, alle sue spalle un trio tutto fantasia formato da Camoranesi, Diego e Giovinco. Sissoko e Felipe Melo davanti alla difesa, formata per l’occasione da Grygera, Cannavaro, Chiellini e Grosso. Buffon in porta, ancora con la fascia da capitano al braccio.

LA CRONACA
I bianconeri dimostrano subito di voler fare propria la partita e schiacciano gli ospiti nella propria area. Nei primi minuti si accendono un paio di mischie e Castellazzi compie un miracolo su colpo di testa di Chiellini. I blucerchiati si fanno vedere per la prima volta al 13’ con Ziegler fermato da Buffon e Grygera. I tre piazzati da Ferrara alle spalle di Amauri – Giovinco, Diego e Camoranesi – garantiscono giocate importanti per Amauri, ma anche inserimenti verso la porta ligure. A forza di provarci, la Juve passa. Al 26’, sull’ennesimo angolo di Diego, Amauri controlla e batte Castellazzi. Per il brasiliano e il terzo gol di fila in campionato. Il vantaggio galvanizza ancora di più la squadra di Ferrara che, spinta dal pubblico, continua ad attaccare. Castellazzi para un destro a giro da fuori di Giovinco. Del Neri prova a dare una scossa alla Samp, mettendo dentro Bellucci al posto di Zauri. Una squadra più offensiva che ora può contare su Cassano, Pazzini e il nuovo entrato. Ma a colpire è ancora la Juve. Chiellini strepitoso: recupera palla, la porta al limite dell’area doriana, segue l’azione di Amauri e insacca da due passi. Tutto splendido e 2-0 al 42’. Risultato con cui le squadre vanno al riposo. Juve dominatrice anche a inizio di ripresa. Castellazzi apre la frazione con un altro miracolo sul tocco all’indietro di Lucchini che anticipa Amauri. Del Neri cambia ancora e manda in campo anche Padalino al posto di Tissone. Ma ancora una volta la mossa non porta bene, almeno dal punto di vista scaramantico. Arriva il tris. Merito del trio dei trequartisti: Diego apre, Giovinco buca la difesa e centra per Camoranesi che insacca col piatto. Ferrara inizia a pensare ai prossimi impegni e toglie Sissoko al 7’, al suo posto Poulsen. La sostanza non cambia e per poco non arriva il poker con Giovinco che mette a lato dopo una discesa a sinistra. Ci prova anche Grosso: Castellazzi c’è. L’esterno vuole festeggia la nascita del secondogenito Giacomo e ci prova un attimo dopo, con il pallone che esce di pochissimo. Del Neri opera il terzo cambio: Stankevius rilevato da Cacciatore. Ma evidentemente non è serata per il tecnico friulano perché la Juve punisce ancora. Amauri firma la sua doppietta il poker con un colpo di testa su cross di Camoranesi. La Samp reagisce e trova il gol con Pazzini che insacca con un gran colpo di testa. Dopo il 4-1 è Ferrara a mettere mano alla sua squadra. Due cambi in un colpo solo. L’applauditissimo Amauri lascia il posto a Trezeguet, Felipe Melo a De Ceglie. Il francese ha subito una palla gol dopo l’ennesima incursione di Giovinco a sinistro ma non trova la porta con la volée. Ma Trezegol ha modo di rifarsi prima della fine e insacca il 5-1 con un perfetto colpo di testa su cross da sinistra di Grosso. Continua a leggere

Siena vs Juventus 0-1 (decide la "solita" incornata)

Continua il digiuno di Amauri

Due gol in due partite per Amauri

PRESENTAZIONE
Ferrara per la gara contro i toscani torna in avvio al 4-3-1-2, schierando diverse novità, per dosare le energie in un momento di tanti impegni tra campionato e Champions League. Il tecnico bianconero rispetto ai convocati della vigilia non può contare su Iaquinta, vittima di un risentimento muscolare accusato nell’ultimo allenamento. L’attaccante si accomoda in tribuna, lasciando spazio a Trezeguet e Amauri. A sostengo delle punte il brasiliano Diego, mentre a centrocampo oltre a Poulsen e Felipe Melo c’è De Ceglie, preferito a Camoranesi. In difesa riposa Cannavaro, sostituito da Legrottaglie che fa coppia con Chiellini. Confermato Grygera a destra, sulla sinistra torna Molinaro. Il Siena presenta una formazione molto simile a quella prevista alla vigilia, anche per Giampaolo (squalificato e sostituito in panchina da Micarelli) un 4-3-1-2, con l’unica novità di Terzi in difesa preferito a Rosi. In attacco la coppia Maccarone-Calaiò.

LA CRONACA
Nei primi minuti di gioco si vede poco o nulla, a parte qualche tentativo di rendersi pericolosa da parte della squadra di Ferrara, i cui attaccanti però vengono pescati in fuorigioco in più di un’occasione, mentre sull’altro fronte è Calaiò a provare a mettere in difficoltà la difesa bianconera, che però fa buona guardia, in particolare con Chiellini che al 18’ si esibisce in un bell’anticipo sull’attaccante senese. Dopo i primi venti minuti piuttosto blandi, il ritmo comincia a crescere e la Juventus prova a rendersi pericolosa. Al 23’ Amauri arretrato al limite dell’area serve De Ceglie che avanza verso la porta, l’aggancio non è facile, l’esterno bianconero ce la fa, ma poi di sinistro manda fuori. De Ceglie è uno dei più attivi in fase offensiva e dai suoi piedi parte pochi minuti dopo una buona azione che però sfuma su tiro impreciso di Diego dal limite dell’area. Nel momento in cui la Juventus aumenta la pressione, Jajalo riesce a smarcarsi e prova la conclusione da circa trenta metri che termina di poco alta sopra la traversa. Al 41’, su una punizione di Diego, Chiellini, che dopo il gol in Champions anche oggi avanza spesso sui calci piazzati, prova a battere il portiere, ma il suo colpo di testa finisce sul fondo. Un primo tempo senza grosse emozioni termina con un brivido finale: Jajalo smarca Ekdal che in area prova il pallonetto per superare Buffon, ma il numero uno risponde da par suo. La ripresa inizia con Caceres in campo al posto di Grygera. L’uruguaiano si mette subito in evidenza per un bell’anticipo in area su Jajalo, uno dei giocatori più vivaci nella manovra offensiva del Siena. Altro cambio per Ferrara al 9’: esce Molinaro, la cui posizione viene subito occupata da De Ceglie, ed entra Camoranesi. La Juventus prova ad avanzare con insistenza, ma grossi pericoli per la porta di Curci non ce ne sono, a parte il palo colpito nei primi minuti di gioco sugli sviluppi di un colpo di testa di Amauri che Chiellini cerca di mandare in porta, ma l’arbitro aveva fermato tutto per fuorigioco. Al 18’ Chiellini, uno dei migliori in campo sia in fase offensiva che difensiva, anticipa in modo perfetto Calaiò, su un contropiede messo in moto dall’ex Ekdal. Al 26’ la svolta: su punizione di Diego, Amauri di testa mette in rete il gol del vantaggio bianconero (1-0). Il Siena sostituisce Calaiò con Reginaldo, che prova subito a rilanciare la manovra dei toscani, ma viene fermato da Chiellini, come poi Maccarone da Caceres. La Juventus però si tiene stretti i tre punti e nell’ultima frazione di gara mantiene un buon possesso palla e prova ad arrotondare il punteggio con Trezeguet che fa movimento in avanti e Diego che, prima di uscire nel finale per lasciare spazio a Sissoko, prova una conclusione che però viene deviata incidentalmente dallo stesso Trezeguet e termina sul fondo.

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