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Amichevole: Milan vs Juventus 1-1 (6-5 d.c.r) (Trofeo Luigi Berlusconi al Milan)

DiegoLA PARTITA:
Rigori croce e delizia dell’estate bianconera. Dopo aver ceduto la Peace Cup contro l’Aston Villa e ipotecato il Trofeo Tim battendo l’Inter, la Juventus non riesce a portare a casa il Trofeo Berlusconi, superato dagli undici metri dal Milan. Al 90’ era 1-1 con i gol di Diego e Pato. La serata bianconera va in archivio nel segno del brasiliano. Nuovamente in campo dopo la prima uscita di fine luglio contro il Seongnam e, oggi come allora, da protagonista. Numeri importanti, una condizione in crescendo e ancora un gol a tenere la media di uno a partita. Non male. Soprattutto alla luce del fatto che ora si fa sul serio. Al Meazza si è chiusa la stagione delle amichevoli e dei tornei. Ora sotto con il campionato. Domenica sera, all’Olimpico è atteso il Chievo Verona. In palio i tre punti, più importanti di qualsiasi trofeo estivo. Come da previsione, il Trofeo Berlusconi diventa la passerella per Diego. Il brasiliano torna in campo dopo la prima uscita in Andalusia contro il Seongnam e si piazza dietro le punte che sono Iaquinta e Trezeguet, con Amauri in panchina e Del Piero rimasto precauzionalmente a riposo per un affaticamento. Davanti a Buffon, una difesa a quattro con Grygera, Legrottaglie, Cannavaro e De Ceglie. Positivo il ritorno in campo di De Ceglie, per la prima volta titolare dopo lo spezzone offerto proprio contro il Milan pochi giorni prima a Pescara. A completare l’undici, il centrocampo formato da Salihamidzic, Felipe Melo e Marchisio. Tutti gli occhi sono puntati su Diego, anche quelli dei rossoneri che lo prendono subito di mira con interventi piuttosto decisi. Il primo cartellini arriva invece per Legrottaglie, per un fallo su Pato. E’ una sfida molto fisica, giocata soprattutto a centrocampo. A darle una scossa ci prova il Milan con Pirlo che al 18’ colpisce la traversa con un gran tiro da fuori. La Juve fa girar bene palla e al 26’ Grygera si trova smarcato a destra e crossa: Trezeguet commette fallo su Zambrotta. Due minuti dopo la Juventus passa, proprio con il suo uomo più atteso: Diego carica il destro che si incassa alle spalle di Storari grazie alla decisiva deviazione di Thiago Silva. Secondo gol in altrettante uscite per il brasiliano che si conferma un innesto azzeccato. Il Milan reagisce con una conclusione ravvicinata di Gattuso, dopo un’azione d’angolo, che finisce però a lato. Più pericoloso il tiro di Huntelaar che trova però i pugni di Buffon a negargli il pareggio. Il primo tempo si chiude così sull’1-0 per i bianconeri. Ripresa. Ferrara opera subito due cambi. Fuori De Ceglie e Iaquinta, dentro Molinaro e Amauri. Il brasiliano entra come una furia e si rende subito protagonista di un’azione personale che per poco Diego non trasforma nel raddoppio. E’ una bella Juve quella della ripresa. Diego continua a incantare e al 9’ ribalta l’azione, serve l’inserimento di Molinaro il cui tocco per Trezeguet è buono, ma il francese viene anticipato di poco. Il Milan risponde con Flamini, ma il suo destro è facile preda per Buffon. Al 12’ ci prova Marchisio con il suo inserimento da dietro ma viene fermato proprio sul dischetto del rigore. Primi cambi anche Leonardo, fuori Huntelaar e Gattuso, dentro Borriello e Abate. Forzato invece quello di Ferrara: Grygera non ce la fa, dentro Zebina. Al 24’ il Milan trova il sussulto giusto e pareggia con Pato che insacca di testa su cross proprio di Abate. Continuano i cambi. Così esce Diego, tra gli applausi, al suo posto c’è Yago. Lo spagnolo che ritrova il Milan dopo le belle cose fatte vedere pochi giorni fa al Trofeo Tim. Ci prova Salihamidzic: palla alta. Si avvicinano i rigori e Leonardo si gioca la carta Inzaghi, il top scorer assoluto del Trofeo Berlusconi. Ferrara risponde con Poulsen per Salihamidzic. Le due squadre ci provano con le forze residue ma la lucidità, complice anche il gran caldo, comincia a mancare. Allo scadere ci prova Ronaldinho ma non trova la porta. Nonostante i quattro minuti di recupero, l’1-1 non si sblocca più. Per la terza volta da inizio stagione, la Juventus si dovrà giocare un trofeo a rigori. Rigori che, come a Siviglia, non portano bene ai bianconeri. Decisivo l’errore del giovane Yago al primo tiro. Perfette le altre nove conclusioni che non cambiano così l’esito, il Trofeo Berlusconi resta a Milano.

IL COMMENTO DI NUMERO7:
La Juventus perde solo ai calci di rigore, ma dal mio punto di vista la serata bianconera è stata negativa. Per quel che riguarda il gioco la squadra si è espressa abbastanza male, e a livello tattico, io che sono stato sempre uno dei più convinti critici di Ranieri, devo dire che vedo meno certezze dello scorso anno. Mi riservo, ovviamente, di valutare l’operato di Ciro Ferrara negli appuntamenti che contano, ma il trofeo Berlusconi è stato ogni anno un banco di prova importante sia per la Juventus che per i rossoneri. Il tecnico bianconero a fine partita conferma di aver strutturato una Juventus indipendente da Diego, ma il campo ieri sera ha detto esattamente il contrario. Al di là del fantasista brasiliano (autore con la collaborazione di Tiago Silva del vantaggio, immeritato, dei bianconeri), la Juventus ha fatto davvero poco, di fronte ad un Milan tutt’altro che trascendentale. La costruzione di gioco dei bianconeri è stata molto lenta e in fase d’attacco spesso la squadra è salita in blocco (e male), prestando il fianco agli ispirati Ronaldinho e Pato (quest’ultimo ha letteralmente umiliato Legrottaglie in più di un’occasione). Disastrosa la prestazione di Felipe Melo (a sua discolpa ci sono i frequenti viaggi e i numerosi match a cui è stato costretto negli ultimi tempi) che ha fatto vedere davvero il peggio di sé: come gli ho spesso visto fare l’anno scorso si è reso protagonista di un paio di passaggi in orizzontale al limite dell’area (roba che ti insegnano a non fare sin dai pulcini) e di dribbling al limite della follia a partire dall’area piccola di Buffon (al quarto tentativo, il brasiliano è riuscito a consegnare il pallone ai rossoneri che hanno ringraziato e insaccato con Pato). Nel reparto difensivo la nota lieta è stato un Cannavaro letteralmente super, che ha in più di un’occasione salvato il risultato con interventi miracolosi degni di un atleta integro sia dal punto di vista fisico che mentale; mentre i laterali (Grygera e De Ceglie prima, e Zebina e Molinaro poi) hanno sofferto in fase difensiva e non hanno mai inciso in fase offensiva (se si esclude una sgroppata nel finale di Molinaro servito da uno scatenato Diego). Al di là della sconfitta ai rigori, ribadisco, la Juventus ha creato poco gioco e non ha mai servito a dovere le punte: Trezeguet è stato praticamente un ectoplasma (si è fatto notare solo per un paio di palloni ciccati) e Iaquinta molto generoso, ma poco concreto. Il solo Amauri – entrato al primo minuto della ripresa al posto dell’attaccante calabrese – ha preso qualche iniziativa interessante (sempre in collaborazione con Diego), ma dopo qualche minuto Tiago Silva gli ha preso le misure e l’entusiasmo infuso alla squadra dall’italo-brasiliano è andato presto scemando. Uscito Diego, poi, sostituito dal giovane Yago (che sbaglierà anche il rigore decisivo ai fini dell’assegnazione del trofeo) si è spenta definitivamente la luce.

IL MIGLIORE IN CAMPO:
Diego Ribas Da Cuna è solo al 50% della condizione, ma è sicuramente la nota più positiva della serata. Pur conoscendone le qualità, nessuno immaginava che, nonostante le condizioni fisiche precarie, riuscisse ad incidere così tanto nel match. Mobile all’inverosimile, arretra spesso quasi fino al limite dell’area per prendere palla e portare su la squadra. Nell’1 contro 1 è devastante (chiedere la conferma a Gattuso che ancora lo sta rincorrendo per il campo) ed oltre ad  essere un maestro nella gestione della palla, è anche forte fisicamente: non perde un contrasto e lo stesso Ferrara rimarca a fine gara lo strapotere fisico di questo talento alto solo un paio di centimetri in più di Giovinco.

IL TABELLINO:
MILAN (4-3-1-2): Storari; Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski (25′ st Antonini); Gattuso (14′ st Abate), Pirlo, Flamini; Ronaldinho; Pato (33′ st Inzaghi), Huntelaar (14′ st Borriello). A disposizione: Roma, Onyewu, Favalli, Kaladze, Oddo. All. Leonardo.
JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Grygera (14′ st Zebina), Cannavaro, Legrottaglie, De Ceglie (1′ st Molinaro); Marchisio, Felipe Melo, Salihamidzic (38′ st Poulsen); Diego (26′ st Yago); Trezeguet, Iaquinta (1′ st Amauri). A disposizione: Manninger, Ariaudo. All. Ferrara.
Arbitro: Orsato
Marcatori: 28′ Diego, 24’st Pato
Ammoniti: Legrottaglie (J)
I Rigori: Yago (J) parato, Pirlo (M) gol, Trezeguet (J) gol, Ronaldinho (M) gol, Felipe Melo (J) gol, Borriello (M) gol, Marchisio (J) gol, Inzaghi (M) gol, Amauri (J) gol, Thiago Silva (M) gol.

LE INTERVISTE POST-PARTITA:
Ciro Ferrara: «I miei ragazzi sono venuti qui per vincere. Non ci siamo riusciti ai rigori ma è stata una partita equilibrata e credo che il risultato di parità sia giusto. Usciamo a testa alta e abbiamo ritrovato un giocatore importante come Diego. Diego ha grandissime qualità sia in fase di possesso palla e anche in fase di non possesso. È anche molto potente dal punto di vista fisico. Stasera non poteva essere al 100% della condizione ma è andato deciso nei contrasti e ha dimostrato di essere un duro. Del Piero ha avuto un fastidio alla schiena prima dell’ultima partita. Sembrava stesse meglio ma abbiamo preferito non rischiarlo».
Marcello Lippi: «La Juventus quest’anno vincerà lo scudetto»

Guarda gli highlights del match.
Guarda l’intervista a Ciro Ferrara.
Guarda le interviste a David Trezeguet e Vincenzo Iaquinta.
Guarda l’intervista ad Amauri.

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