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Finale Europeo U-19: Ucraina vs Inghilterra 2-0

UcrainaPRESENTAZIONE:
Ultimo atto dei Campionati Europei U-19: di fronte i padroni di casa dell’Ucraina e la favorita Inghilterra (assieme alla Spagna favorita assoluta della vigilia). Le due squadre si erano già affrontate nella fase a gironi pareggiando 2-2 (doppietta di Petrov per gli Ucraini e gol di Lansbury e Gosling per i britannici). Per l’Ucraina tornano a disposizione il regista Rybalka e l’attaccante Kaverin, importantissimi. Per l’Inghilterra Mattock dall’inizio per Murphy, deludente contro la Francia. Queste le formazioni:

1 Levchenko (p)
19 Chaykovskiy, 2 Kushnirov, 4 Kryvtsov, 3 Partsvaniya
8 Petrov,
9 Garmash, 15 Rybalka, 14 Shakhov
7 Korkishko, 17 Kaverin

7 Welbeck
16 Bennett, 11 Lansbury, 10 Delfouneso
8 Drinkwater
4 Gosling
3 Mattock, 18 Briggs, 5 Walker, 2 Trippier
1 Steele (p)

LA PARTITA:
Si comincia con un minuto di silenzio per ricordare “Sir” Bobby Robson, ex allenatore dell’Inghilterra (anche U-19). Dopo 5′, così come successo contro la Serbia, è subito l’Ucraina a passare in vantaggio: corner di Korkishko, Gosling – ancora lui – si fa trovare in area e al volo di destro insacca su dormita generale degli inglesi. La partita è bruttina, e stenta a decollare. L’unico altro episodio degno di nota avviene al 17′ quando Gosling pesca in area Delfouenso con un bellissimo lob, il n.10 inglese insacca di testa anticipando il portiere (goffo come sempre) Levchenko uscito a farfalle e insacca, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Al replay sembrava regolare (davvero sfortunata con gli arbitri l’Inghilterra). Al 46′ giallo a Mattock per proteste. La temperatura è molto sopra i 30°, e i ritmi sono bassissimi. Ci pensa Korkishko ad infiammare i 25.000 dell’Olympiyskiy Stadium di Donetsk al 50′ segnando direttamente su calcio di punizione. Gli inglesi proveranno timidamente a recuperare, senza riuscirci.

MVP DEL TORNEO:
Denys Garmash, centrocampista ucraino che ha realizzato i due gol che hanno steso la Serbia in Semifinale e il gol dopo pochi minuti che ha piegato l’Inghilterra. Probabilmente non diventerà un fenomeno, ma merita di essere eroe almeno per un giorno.

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I migliori talenti dell'Europeo U-19 di Ucraina 2009: saranno famosi!

Questa la mia personale Top-11 della manifestazione con i giocatori che suggerirei di seguire perchè potrebbero avere un futuro importante. Alcuni hanno giocato alla grande, altri hanno deluso, ma continuerò personalmente ad osservarli anche in futuro, nella speranza che qualcuno di loro “sbocci” definitivamente.

Pillot (FRA) (p)
Corchia (FRA), N’Diaye (FRA), Petrov (UKR), Makonda (FRA)
Boudebouz (FRA), Ljajić (SER)
Fràn Merida (SPA), Lansbury (ING), Brahimi (FRA)
Aleksić (SER)

Questi i giocatori descritti uno per uno (le stelline da 1 a 5 indicano un mix tra il livello di popolarità già raggiunto dai vari giocatori e le prospettive per il futuro).

Remì PILLOT (FRA): probabilmente l’unico portiere al quale non ho visto fare papere. La sua partita migliore è stata contro l’Inghilterra, nonostante i 3 gol subiti. E’ di proprietà del Nancy, anche se il titolare dell’ex club di Platini è Gennaro Bracigliano.

Sébastien CORCHIA (FRA): terzino destro “moderno”, molto veloce, dal buon cross, che ama avanzare in attacco sovrapponendosi al compagno centrocampista per mettere in mezzo palloni invitanti e, ogni tanto, tagliare dentro. Ha già esordito nel Le Mans, nella Ligue 1, nel maggio scorso, collezionando ben 7 presenze nelle ultime giornate. In rampa di lancio. Per lui un Europeo discreto, rovinato dall’espulsione rimediata contro l’Inghilterra che è costata la finale ai Blues. E’ già stato osservato dalla Juventus.

Alfred N’DIAYE (FRA): giocatore “alla Desailly”, in grado di giocare sia davanti alla difesa che nei quattro dietro, come centrale. Non velocissimo, ma ha grande leadership e un grande fisico (1.87m x 87 kg) che, specie a questi livelli, si fanno sentire. Ha già preso parte con la Francia ai Mondiali U-17, e con il suo club ha già collezionato 16 presenze.

Kyrylo PETROV (UKR): capitano dell’Ucraina padrona di casa. Ha messo a segno due gol pur essendo un difensore, ed ha emotivamente trascinato la sua Nazionale fino all’ultimo atto. Quest’anno dovrebbe progressivamente trovare spazio nella Dynamo Kiev, club proprietario del suo cartellino.

Triply MAKONDA (FRA): terzino sinistro di colore, molto veloce, potente, attento in copertura. Può giocare anche a centrocampo, più avanzato. Ha già esordito col PSG sia in Campionato (4 presenze) sia un Coppa UEFA, contro il Wolfsburg.

Ryad BOUDEBOUZ (FRA): centrocampista francese di origini algerine (come Lui, sì..). Può giocare sia centrale che esterno. E’ un mancino dotato di buona tecnica, buona corsa e un ottimo tempismo negli inserimenti. Centrocampista moderno, più adatto alla fase offensiva che a quella difensiva. Nella U-19 ha giocato spesso a destra, pur essendo mancino, per lasciar spazio da quella parte a Brahimi. Prima di prender parte all’Europeo, era stato convocato addirittura nella U-21 francese, ma ha rifiutato preferendo disputare il torneo per il quale aveva lavorato nelle qualificazioni. Col suo club ha già collezionato 18 presenze segnando 3 gol e in Francia è già considerato una piccola stellina.

Adem LJAJIC (SER): il talento di Novi Pazar è probabilmente il giocatore più elegante visto nell’intera manifestazione. Stellina assoluta del Partizan di Belgrado (24 presenze e 5 gol per lui), è stato acquistato già dal Manchester United che però ha deciso di parcheggiarlo ancora in Serbia fino al gennaio 2010, per permettergli di giocare con continuità. E’ un numero 10 molto tecnico, in grado di costruire l’azione da dietro, di allargarsi sulla fascia e di supportare il gioco d’attacco. Pericolosissimo su calci piazzati e corner, discreta corsa, ottimo dribbling.

Fran MERIDA (SPA): atteso come stella assoluta della manifestazione, ha saltato la prima gara contro la Turchia per squalifica e nelle altre due prove non è riuscito a brillare, deludendo. Era e resta comunque l’uomo copertina della manifestazione, nonostante le prestazioni sottotono. Talento assoluto cresciuto nella cantera del Barcellona e strappato dall’Arsenal di Arsene Wenger (come Cesc Fabregas), è un trequartista mancino dal lancio telecomandato e in grado di giocare sia esterno che dietro le punte. Può fare molto di più e sono sicuro che in futuro saprà dimostrare il suo valore come già fatto con la U-17.

Henri LANSBURY (ING): talentino di proprietà dell’Arsenal anche lui, è un trequartista “alla Gerrard”, moderno, in grado di correre, se serve picchiare, ma anche di tirare da fuori, battere le punizioni e inserirsi a rete. Nel gennaio scorso è stato prestato allo Scunthorpe United, nella B inglese, e, dopo aver segnato al suo debutto, ha collezionato 16 presenze e 4 gol. Già stellina della U-17, ha segnato 7 gol in 11 partite con la U-19, dimostrando ancora una volta di avere ottima confidenza col gol.

Yacine BRAHIMI (FRA): la vera sorpresa della manifestazione. E’ un trequartista che gioca esterno a sinistra, che ama puntare e saltare l’uomo con finte e doppi-passi, molto tecnico, veloce, bravo anche nel servire i compagni con deliziosi assist. Ha fornito delle prestazioni superlative imponendosi a sorpresa all’attenzione dei media. E’ di proprietà del Rennes, che a luglio lo ha ceduto in prestito in B, al Clermont Foot (probabilmente neanche loro si aspettavano tale esplosione). Da seguire con attenzione.

Danijel ALEKSIC (SER): l’attaccante che probabilmente più ha impressionato nel torneo. Segnatevi il nome perchè ne risentiremo parlare. E’ di proprietà del FK Vojvodina, club della Serie A Serba, ed ha già collezionato ben 36 presenze e 6 reti. Vanta anche una precoce convocazione nella U-21, dove già lo aspettano a fine torneo per aprire un nuovo ciclo. E’ considerato in Patria come il futuro del calcio Serbo assieme a Ljajić e, come per il talento dello United, sono sicuro che ne sentiremo presto riparlare.

Altri giocatori degni di menzione:

San Martin (SPA), Welbeck (ENG)
Delfouneso (ENG)
Jordi (SPA), M’Vila (FRA), Garmash (UKR)
Mattock (ENG), Milanovic (SER), Briggs (ENG), Gosling (ENG)
Steele (ENG) (p)

IL MIGLIOR GIOCATORE:
Yacine Brahimi, il fantasista francese di proprietà del Rennes.

LE DELUSIONI:
Un pò tutta la Spagna, capitanata dalle stelline annunciate Iago Falquè (Juventus) e Fran Merida (Arsenal), che hanno davvero disputato un torneo che non fa onore alla loro fama e bravura.

Semifinale Europei U-19: Ucraina vs Serbia 3-1

GarmashPRESENTAZIONE:
Seconda Semifinale dell’Europeo U-19 che vede di fronte i padroni di casa dell’Ucraina, qualificatisi con un gol allo scadere contro la Svizzera, e la sorprendente Serbia, passata a sorpresa ai danni della quotatissima Spagna di Iago Falquè e Fran Merida, battuta in rimonta 2-1. Per l’Ucraina due assenti pesantissime: la coppia di attacco formata da Rybalka e Kaverin, entrambi squalificati. La qualificazione alla Finale sarebbe una prima assoluta per entrambe le Nazionali, vere Cenerentole del torneo. Queste le formazioni scese in campo (magari sarebbe stato bello farle pervenire al cronista di Eurosport, che ha inspiegabilmente mischiato le carte scambiando un pò i ruoli a tutti):

12 Kirovski (p)
2 Miljković, 5 Crnoglavac, 3 Blagojević
13 Cvetković, 15 Milanović, 4 Medojević, 14 Matić
7 Aleksić, 9 Milić, 10 Ljajić

7 Korkishko, 11 Shevchuk
19 Chaykovskiy, 14 Shakhov, 9 Garmash, 18 Yeremenko
2 Kushnirov, 4 Kryvtsov, 8 Petrov, 3 Partsvaniya
1 Levchenko (p)

LA PARTITA:
Pronti via e c’è subito il gol dei padroni di casa dopo meno di un minuto: punizione battuta da Korkishko da 35 metri, respinta del portiere serbo Kirovski troppo centrale e Shakhov ribadisce in rete da fuori area con un destro che si insacca all’angolino. Freddata la Serbia e delirio dei 12.600 spettatori. I rossi di Stanojević si sono però già trovati sotto di un gol contro Francia e Spagna, riuscendo sempre a reagire: lo fanno anche contro l’Ucraina e, al 22′, Dejan Blagojević crossa in mezzo, il portiere Levchenko respinge malamente proprio su Aleksić che realizza solo soletto il terzo gol personale in questa competizione. Altro gol, altra papera del portiere. Al 35′ è ancora la Serbia vicinissima al gol con Medojevic che devia una punizione del solito Ljajić sfiorando il palo di qualche centimetro. A 6′ dalla fine del primo tempo però il gol che riaggiusta le cose per l’Ucraina porta la firma di Garmash che riceve da Korkishko e spara un missile da lontano che sorprende Kirovski. Ad inizio ripresa la Serbia sostituisce Matić, piuttosto deludente, con Pršo. All’86’ arriva il terzo gol in contropiede ancora con Garmash che in tuffo ribadisce in rete un bellissimo passaggio di Yeremenko. Negli ultimi minuti la Serbia manda in campo Djuričić e Bubalo per Cvetković e Milić, mentre i padroni di casa concedono il gettone a Karnoza che entra al posto di Shevchuk, ma la partita è già virtualmente conclusa.

I SINGOLI:
Le due stelline serbe sono senza dubbio il numero 10 Adem Ljajić, fantasista già in forza al Manchester United, e Danijel Aleksić, attaccante dal doppio passaporto Serbo-Croato, che già si è messo in mostra con la U-17 e che è considerato in Patria l’erede naturale di Žigić e Pantelić come prossimo attaccante della Nazionale. Il primo è un trequartista classico, in grado sia di tornare a prendersi palla, sia di agire da esterno (soprattutto a sinistra) o attaccante. Probabilmente è il giocatore più elegante dell’intera manifestazione: i suoi tocchi sono sempre felpati, le punizioni pericolosissime, i corner tesi e a giro. Aleksic è invece una seconda punta molto rapida, bravo nel giocare negli spazi e, soprattutto, in grado di trasformare in gol ogni cosa tocchi. Milanovic a centrocampo (2 gol alla Spagna), spilungone fortissimo di testa, è il terzo giocatore interessante dei Serbi. Nell’Ucraina hanno impressionato il n.7 Korkishko, attaccante rapido molto bravo in contropiede, Petrov, il capitano nonchè miglior marcatore dell’Ucraina, e Garmash, centrocampista dall’ottimo tiro da fuori, molto intraprendente, autore dei due gol decisivi quest’oggi. Pessimi i due portieri.

Semifinale Europei U-19: Francia vs Inghilterra 3-1 (dts)

Brahimi contrastato da DrinkwaterPRESENTAZIONE:
Prima Semifinale dell’Europeo U-19 tra la sorpresa, la Francia, e una conferma, l’Inghilterra. Entrambe le formazioni giungono alla fase ad eliminazione diretta imbattute. Inghilterra favorita per i bookmakers, ma Francia che, come ho già avuto modo di osservare, è squadra di buona fattura con ottime individualità. La vincente si giocherà il titolo contro Ucraina o Serbia.

16 Pillot (p)
3 Corchia, 14 Peybernes, 5 El Kaoutari, 12 Makonda
13 Boudebouz, 15 Guilavogui, 4 N’Diaye, 18 Brahimi
9 Riviere, 11 Gueye

7 Welbeck
10 Delfouneso, 11 Lansbury, 12 Murphy
4 Gosling, 8 Drinkwater
16 Bennett, 18 Briggs, 5 Walker, 2 Trippier
1 Steele (p)

LA PARTITA:
Francia padrona del centrocampo in avvio grazie alla coppia di centrali dalle doti fisiche straordinarie per questi livelli formate da N’Diaye e Guilavogui, molto fisici. Il gioco si sviluppa soprattutto sulla sinistra dalle parti di Brahimi, vera stellina della manifestazione. L’Inghilterra, molto più tecnica a centrocampo, fatica a trovare gioco e per tutto il primo tempo riesce ad arrivare alla conclusione solo su punizione. Il primo gol arriva meritato in apertura dopo 8′ con Brahimi che riceve largo a sinsitra, si accentra, doppio passo a superare Walker e palla comoda comoda in mezzo per Gueye che in diagonale di sinistra insacca. Davvero un bel giocatore il n.18 francese di proprietà del Rennes, destinato a mio avviso ad una bella carriera. Al 35′ punizione dal limite battuta per l’Inghilterra ed erroraccio dell’arbitro che vede un fallo di mano in barriera ed estrae il giallo sbagliando uomo: il tocco era stato di Peybernes, già ammonito proprio in occasione del fallo di punizione. Sugli sviluppi della stessa, al 37′, è proprio il gioiellino dell’Arsenal a trovare una sassata dal limite che si insacca nel sette e porta il risultato in parità. La Francia sente il colpo psicologicamente, ma il risultato non cambia e si va al riposo. Nel secondo tempo la Francia sostituisce Guilavogui, irruento e già ammonito, con Le Tallec, un attaccante, passando ad un modulo con tre attaccanti e due mezzepunte col solo ‘Diaye a proteggere la difesa. Dopo un paio di azioni pericolose non conretizzate dalla Francia, è l’Inghilterra, al 60′, a mostrare finalmente le doti tecniche superiori dei suoi centrocampisti con Drinkwater che chiede e ottiene un uno-due al limite dell’area con Welbeck (piede educato nonostante la stazza) e di sinistro impegna Pillow che con un miracolo devia in corner. Al 63′ l’Inghilterra sostituisce un negativo Murphy, mai visto, con Joseph Mattock (tatticamente non cambia nulla) mentre la Francia ridisegna la squadra con Partouche, esterno destro di centrocampo, che prende il posto dell’autore del goal Gueye. E’ un 442 con Partouche a destra, N’Diaye e Boudebouz in mezzo e Brahimi a sinistra, e con Riviere e Le Tallec in avanti. In pratica la formazione vista contro la Spagna. Al 64′ è Welbeck che si vede in area: finta, controfinta dalla sinistra e tiro-cross fortissimo messo in mezzo dagli sviluppi del quale ancora Lansbury impegna Pillow. Un minuto dopo è ancora il centravanti dello United protagonista: chiede e ottiene un uno-due con Lansbury al limite dell’area, riceve in area ma viene anticipato da Peybernes (in maniera regolare secondo il direttore di gara). L’azione prosegue con la palla che giunge a Delfouenso praticamente a due passi dalla linea di porta, ma l’arbitro interrompe per fuorigioco: la regia Ucraina non ama le moviole, ma ad occhio il fuorigioco non sembrava esserci, essendo stato l’ultimo tocco del difensore. Altro errore grave dell’arbitro ai danni dell’Inghilterra, penalizzata abbastanza quest’oggi. Al 73′ la possibile svolta del match: Corchia, già ammonito, stende Drinkwater al limite dell’area (infortunandosi anche ad una spalla) e  viene espulso lasciando la Francia in 10 per i restanti 20 minuti circa, con Partouche che scala a fare il terzino destro. La punizione è ancora una volta battuta da Lansbury, il migliore dei suoi, che impegna un ottimo Pillow che devia in tuffo. Tra il 76′ e l’81’ tre cambi: escono Welbeck e Briggs per l’Inghilterra ed entrano Ranger e Hoyte; nella Francia entra Nelson per Peybernes. L’Inghilterra, forte della superiorità numerica, cercherà invano fino alla fine dei regolamentari il gol della vittoria, che non arriverà. Si va ai supplementari. Pronti via ed è subito gol: Mattock chiede palla in area, la riceve, gran controllo, tiro, ennesimo miracolo di Pillow e palla respinta che giunge sui piedi di Delfouenso, fino a quel momento da prendere a schiaffi, che diventa – miracolo del calcio – l’eroe di giornata. E lo diventa ancora di più quando, sul finire del primo supplementare, riceve in area e salta come birilli prima il numero 5 francese, poi il portiere, realizzando un gol da fenomeno quale viene dipinto. Francia eccessivamente penalizzata dal rosso, e Inghilterra che si sveglia in tempo per aggiudicarsi la Finale. Il calcio sa essere spietato, lo sappiamo.

I SINGOLI:
Nella Francia da segnalare l’ottima prova di Pillow, il portiere, autore di una grande partita. Un altro giocatore che conoscevo e che mi aveva impressionato è Corchia, terzino destro (nonostante indossi la casacca numero 3) molto offensivo che ama inserirsi, sovrapporsi e andare al cross. Oggi non una grande partita per lui, bloccato molto in difesa. Tra l’altro ha rimediato un doppio-giallo al 70′ e un infortunio alla spalla (che non sembra grave). Giornata storta. Interessante a sinistra Makonda, terzino sinistro di colore molto rapido, attento in difesa. Buoni anche i due centrocampisti centrali, N’Diaye (ricorda Desailly) e Guilavogui (più simile al nostro Sissoko), entrambi con una stazza impressionante per i pari-età. Infine mi hanno impressionato il mancino (ma gioca a destra per lasciare la corsia sinistra a Brahimi) Boudebouz, molto tecnico e completo e naturalmente la stella assoluta Brahimi. Da apprezzare il sacrificio diRiviere, centravanti “alla Iaquinta”, un motorino perpetuo sempre a cercare la profondità, pronto a fare a spallate e a fare reparto da solo. Ha giocato poco ma è da seguire anche l’esterno destro Partouche, rapidissimo, già visto altre volte. Nell’Inghilterra gli unici due ad impressionarmi sono stati il centravanti Welbeck e Lansbury: il primo è un centravanti di colore di proprietà del Manchester United che ha già trovato spazio (specie in F.A. Cup) nei Red Devils l’anno scorso, il secondo è un trequartista centrale “moderno” (gran tiro, buona corsa, tanto movimento.. alla Gerrard, per capirci) di proprietà dell’Arsenal di Wenger. L’altra stella della squadra, Delfouenso, è da prendere a schiaffi per 90′ ma nel supplementare decide il match con due gol. Che dire: i giocatori di classe sono quelli capaci proprio di imprese simili. Evidentemente lo è davvero.

MIGLIORE IN CAMPO:
Nel primo tempo, specie in avvio, è stato ancora una volta Brahimi a salire in cattedra per la Francia. Un assist davvero bello per lui e tante giocate di classe. L’impressione, ogni volta che tocca palla, è che possa costituire un “danno” per le difese avversarie. Cala nel secondo tempo, ma lascia comunque il segno. Per la Francia bene anche Pillow, il portiere, autore di 2-3 interventi salva-partita. Nell’Inghilterra, come detto, i migliori sono Lansbury e Wellbeck, davvero bravi quest’oggi. E naturalmente Delfouenso.

Europei U-19: Spagna vs Francia 0-1 (Osservato Iago Falquè)

BrahimiPRESENTAZIONE:
Terza ed ultima gara del girone all’Italiana “Robin” degli Europei U-19 in svolgimento in Ucraina. Di fronte la Francia e la Spagna, due delle grandi favorite (specie le furie rosse) per la vittoria finale. Francia obbligata a vincere dopo i due pareggi con Serbia e Turchia, Spagna che potrebbe accontentarsi anche di un pari forte dei 3 punti incassati contro i turchi. Per la Francia mister Jean Gallice manda in campo Pillot in porta; difesa con Makonda a sinistra, Corchia a destra, Nelson e N’Diaye centrali; a metà campo capitan M’Vila e Boudebouz davanti alla difesa, Brahimi a sinistra e Partouche a destra; in attacco Rivierè e Le Tallec. La Spagna di Luis Milla risponde con Diego Marino in porta; difesa composta da Perez e Morgado esterni, Pulido e Rochela centrali; a centrocampo il play del Barca Oriol affiancato da capitan Jordi e Sielva; in avanti il centravanti San Martin con Iago Falquè e Fran Merida a supporto.

LA PARTITA:
Al 23′ prima grande occasionissima del match costruita da Rivierè che riceve palla e con una magia serve in profondità il compagno di reparto Le Tallec che solo contro il portiere si fa stregare e gli tira addosso. Al 26′ è Oriol che al limite dell’area effettua una buona finta per liberarsi ma tira debolmente. Al 27′ il gol della Francia col migliore in campo Brahimi che chiede e ottiene un uno-due in area da Boudebouz e batte il portiere di destro sul secondo palo. Al 29′ ancora Brahimi velocissimo viene servito da Le Tallec in contropiede e batte violento ma centrale. Al 43′ è sempre e solo Francia: Corchia, ottimo primo tempo, mette in mezzo un cross vellutato per Le Tallec che di testa colpisce in pieno la traversa. Nella ripresa Milla butta dentro l’esordiente Canales per Sielva. La Spagna ovviamente prova a pareggiare, ma la Francia tiene piuttosto bene il campo e non subisce il gioco. Al 65′ esce la delusione del torneo, Fran Merida (due partite giocate, entrambe male). La Spagna non riesce proprio a rendersi pericolosa ed è anzi la Francia che nel finale in contropiede si divora due gol incredibili con Gueye e Brahimi soli contro il portiere.

COMMENTO:
Spagna davvero molto deludente: a differenza di altre volte le furie rosse non riescono mai a rendersi pericolose. Non riescono nemmeno a tenere palla, soffrendo la fisicità e la velocità dei francesi. Francia che sfrutta la grande giornata di Brahimi e la qualità dei due davanti Le Tallec e Rivierè. Vittoria e passaggio del turno assolutamente meritato, niente da dire.

I SINGOLI:
Per la Francia un nome due gradini sopra tutti: Yacine Brahimi. Impressionante, sulla sinistra: salta benissimo l’uomo, buona tecnica, amante del doppio passo e molto veloce. Davvero un buon elemento da seguire, soprattutto perchè ali sinistre buone vecchio stile (che saltano l’uomo) ce ne sono poche. Bene anche Corchia sulla destra, gran bel terzino dai piedi educati. Per la Spagna malissimo le stelline attese Fran Merida e Iago Falquè. Disastro per Perez che soffre terribilmente Brahimi. Si salva Oriol del Barca in mezzo al campo.

L’OSSERVATO SPECIALE:
Ovviamente il nostro Iago Falquè. All’11’ si vede per la prima volta quando mette in mezzo un cross teso su contropiede ma è troppo sul portiere (era comunque difficile). Sarà anche l’unica palla che in pratica toccherà per tutto il primo tempo. Al 48′ altra palla toccata e altro cross sul portiere. Al 76′ l’unica conclusione in porta, fiacca. Sembrerà incredibile ma la sua partita si riassume praticamente qui. Per lui, come per l’altra stellina Fran Merida, un torneo sotto le aspettative.

Europei U-19: Spagna vs Serbia 1-2 (Osservato Iago Falquè)

San MartinPRESENTAZIONE:
Seconda gara del Gruppo B del Campionato Europeo U-19 in svolgimento in Ucraina tra la Spagna, vincitrice di 4 delle ultime 7 edizioni e grande favorita anche in questa edizione, e la Serbia di Ljajic. Nella prima gara la Spagna contro la Turchia, senza lo squalificato Fran Merida, aveva recuperato con Iago Falquè un gol di svantaggio e poi San Martin si era reso protagonista del gol del definitivo 2-1. La Spagna di mister Luis Villa si è schierata con De Egea in porta; difesa composta da Morgado, Rochela, Pulido e Perez; centrocampo con Oriol playmaker basso, il capitano Jordi e Sielva (partono da lui tutte le azioni); in avanti San Martin unica punta con il nostro Iago Falquè a sinsitra e Fran Merida a destra, dietro di lui. La Serbia ha risposto con Kirovski in porta; in difesa Blagojevic, Medojevic, Crnoglavac, Miljkovicc; a centrocampo Matic, Djuricic, Aleksic, Milanovic; in attacco Milic assieme al talentuoso Ljajic.

LA PARTITA:
Nel primo tempo si è visto il solito possesso palla orizzontale della Spagna, che ha fatto vedere pochissimo la palla ai Serbi. Il gol arriva in apertura dopo 6′ grazie al centravanti San Martin: palla messa in mezzo da Iago che scavalca tutti, Pulido effettua un controcross dentro per Oriol che di testa in tuffo colpisce il palo, la palla giunge all’attaccante del Celta che insacca di opportunismo dopo una respinta di Kirovski. Al 18′ ancora Spagna vicinissima al raddoppio con Fran Merida che riceve da Sielva subito dentro l’area di rigore ma spara su Kirovski. Al 22′ angolo della Serbia battuto da Ljajic con il playmaker spagnolo Oriol che di testa anticipa il suo attaccante ma colpisce in pieno la traversa sfiorando l’autogol. La Serbia si rende pericolosa solo sui calci piazzati, sfruttando la superiorità fisica. E’ proprio da una punizione battuta da Ljajic che arriva infatti al 35′ il gol del pari, su papera del portiere dell’Atletico Madrid De Egea che non trattiene respingendo sui piedi di Milanovic che ringrazia e fa 1-1. Al 44′ si vede finalmente Iago che tira violentemente col sinistro da posizione decentrata ma non trova la porta.

Secondo tempo non trasmesso da SportItalia causa perdita del segnale dal satellite. Il gol del definitivo 2-1 è comunque arrivato al 51′ con ancora i soliti Ljajic e Milanovic protagonisti: corner battuto dal fantastista serbo e stacco dell’altissimo centrocampista che anticipa tutti e insacca.

I SINGOLI:
Parlando dei singoli, limitatamente al primo tempo, ho visto una grande partita di Sielva che è stato il vero ispiratore di ogni azione, bene anche capitan Jordi. In avanti ha destato grande impressione il centravanti del Celta Vigo San Martin, alto ma al tempo stesso dotato di ottima tecnica individuale. Un pò deludenti i due giocatori più attesi: Iago e Fran Merida (meglio il gioiellino dell’Arsenal del nostro juventino). Nella Serbia in evidenza il fantasista Ljajic, l’unico in grado di accendere la luce per la sua squadra.

L’OSSERVATO SPECIALE:
Naturalmente non poteva che essere il nostro Iago Falquè. Gioca come al solito solo col sinistro, e di tecnica. Per tutto il match ha giocato largo a sinistra cercando costantemente l’uno contro uno e il cross in mezzo. 3-4 buone conclusioni. Ma è apparso piuttosto in ombra, peggio di altre volte.