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Viareggio Cup: Juventus vs Empoli 4-2 (secondo Viareggio consecutivo!)

juventus premiazioneJuventus ed Empoli si sfidano per decidere chi sarà la vincitrice della sessantaduesima edizione del Torneo di Viareggio. Bianconeri che arrivavano da campioni in carica a questa manifestazione per provare a riconfermarsi. Bianconeri arrivati a questa finale dopo un percorso netto fatto di ben poche sbavature, trascinati dai goal di Immobile, dalle giocate dei trequartisti – tra cui un grande Belcastro -, dalla solidità difensiva, dal talento di Pinsoglio e dalla compattezza della squadra tutta. Qualche difficoltà in più per l’Empoli, invece, che ha dovuto terminare ben due match ai rigori per riuscire a guadagnare la finale. Ultimo atto raggiunto poi grazie ad un Addario in forma straordinaria, dimostratosi grandissimo para rigori, e ad un mix tra tenacia e talento davvero importante. Juventus che per imporsi si schiera con un 4-3-3 che può tranquillamente trasformarsi in 4-2-3-1 nel corso del match: Pinsoglio in porta, Crivello e Bamba terzini, De Paola ed Alcibiade centrali, Giandonato, Belcastro e Marrone in mediana, Iago ed Esposito esterni ed Immobile centravanti. Dal canto suo l’Empoli risponde con un modulo speculare con Addario in porta, Tognarelli e Mazzanti terzini, Tonelli e Alderotti centrali. Centrocampo composto da Signorelli, Crafa e Guitto, Lo Sicco e Pucciarelli esterni offensivi, Dumitru centravanti.

CRONACA
E’ la Juventus a rendersi subito pericolosa con Esposito: l’ala destra Bianconera scambia con un compagno al limite per poi portarsi in area e scoccare un tiro che risulta però essere molto impreciso. Subito dopo è invece Immobile a rendersi pericoloso, ma il suo diagonale dal limite sarà respinto da un attento Addario. Al tredicesimo minuto è però l’Empoli ad avere una palla goal clamorosa: Pucciarelli effettua un tunnel a Bamba con cui serve Guitto, il fantasista empolese stoppa e calcia con potenza incrociando sul secondo palo, schiantando però il pallone proprio contro il montante, a Pinsoglio praticamente battuto. Giusto il tempo di vedere la lancetta dei secondi compiere un giro completo e Dumitru è lanciato in profondità sul filo del fuorigioco, potendosi presentare a tu per tu con Pinsoglio. La punta empolese prova quindi a superare l’uscita del portiere Bianconero con un pallonetto che è però smanacciato da Pinsoglio quel tanto che basta ad agevolare il rientro della propria difesa, che libera. A differenza di quanto successo per le semifinali, quindi, la stanchezza sembra proprio non farsi sentire. Nel momento migliore dell’Empoli la Juventus guadagna un rigore: Addario interviene male non trattenendo un cross basso e Tonelli, cercando di liberare il pallone, impatta contro al piede di Iago, che si era infilato tra lui ed il portiere per impossessarsi del pallone. L’arbitro non ha dubbi e fischia il rigore. Sul dischetto si presenta Immobile che spiazza il pararigori Addario. A quel punto la partita si fa meno spettacolare ma ancora più combattuta. Se smettono di fioccare azioni da goal come all’inizio del match non scema l’interesse nei confronti di una partita che vede due ottime squadre fronteggiarsi a viso aperto e combattere su ogni pallone, in barba alla tanta stanchezza accumulata in queste due settimane fittissime di partite. Al trentottesimo minuto Guitto prova a rendersi pericoloso con il suo colpo migliore, il tiro dalla distanza. Calciando da più di venticinque metri, però, il fantasista empolese non trova la porta, con Pinsoglio che controlla in tutta tranquillità, lasciando che il pallone si spenga sul fondo. In chisura Esposito e Bamba orchestrano una buona azione sulla corsia di destra con il terzino ivoriano che riesce a crossare bene in mezzo dove non arriva la deviazione area di Immobile ma su cui si fa trovare puntuale all’appuntamento Giandonato, la cui conclusione di sinistro di prima intenzione non inquadra lo specchio della porta.

In apertura di ripresa la Juventus raddoppia: Esposito se ne va sulla destra e crossa, Addario interviene ancora in maniera rivedibile sul pallone e lo smanaccia corto, con Immobile che si piomba sul pallone e firma la propria doppietta personale. Al dodicesimo, quindi, la Juve chiude il match: Iago batte una punizione da più di venti metri. Il pallone, colpito con molto effetto, supera la barriera e corre verso l’incrocio dei pali. Addario si distende completamente e riesce anche a toccare il pallone con la punta delle dita, non riuscendo però a toglierlo dall’incrocio. 3 a 0, prodezza balistica del fantasista spagnolo. Due minuti e la Juve potrebbe rendere ancora più pesante il passivo. Battendo subito una punizione guadagnata poco oltre il limite, infatti, i Bianconeri prendono in controtempo la retroguardia empolese, non ancora schierata. Iago, trovatosi a tu per tu con Addario, non trova però la via della rete, chiusagli in faccia dal portiere avversario. Al diciannovesimo, quindi, arriva il quarto goal: Iago guadagna una punizione sul vertice destro dell’area che è lui stesso a battere. Sulla traiettoria prova ad intervenire Immobile, che sfiora e basta mettendo in difficoltà Addario, che riesce solo, ancora una volta, a respingere corto. La difesa, completamente in bambola, non lo aiuta certo (né nel respingere il cross né nel liberare dopo la respinta) ed è ancora una volta Immobile a piombare sul pallone, firmando la tripletta personale. Empoli che prova a tornare in partita, psicologicamente s’intende, al ventottesimo della ripresa quando sugli sviluppi di un angolo Tognarelli svetta più alto di tutti e sfruttando anche un’incertezza di Pinsoglio firma la rete del 4 a 1. Non contenti, quindi, gli empolesi segnano subito dopo la seconda rete della loro partita, questa volta sugli sviluppi di una punizione. In questo caso è la retroguardia juventina a pasticciare, dando la possibilità a Tonelli di firmare il 4 a 2. A cinque dal termine la Juve torna a rendersi pericolosa con Iago che mette in mostra tutta la sua qualità e la sua ottima visione di gioco dando un pallone filtrante coi giri contati a Bamba che dopo essersi infilato in area crossa radente il suolo, non trovando però nessun compagno pronto alla deviazione sotto misura. Sarebbe stato il quinto goal facile. Poco dopo è invece l’Empoli ad avere un’occasione importante, occasione che infiammerebbe gli ultimissimi minuti di gioco. I toscani, però, non dimostrano lo stesso killer instinct degli avversari e non sfruttano al meglio un’uscita a vuoto di Pinsoglio, non riuscendo ad accorciare ulteriormente il distacco. Partita che si chiude quindi al quarantottesimo, con Pinsoglio che si distende per respingere una bella punizione calciata da Brugman dalla distanza.

COMMENTO
L’inizio di partita è scoppiettante ed assolutamente all’altezza di una finale del Torneo di Viareggio. Sono i Bianconeri a partire meglio, con il proprio forte reparto offensivo a creare diversi grattacapi alla retroguardia empolese, che comunque, di riffa o raffa, riesce a non farsi bucare. Dopo un ottimo break empolese, con Guitto che colpisce anche un palo, i ragazzi di Bruni dimostrano ancora una volta tutta la propria cinicità ed esattamente come dimostrato come l’Atalanta mettono in mostra tutto il proprio killer instinct: al primo errore toscano, con Tonelli che non arriva in diagonale sul cross, Addario che non lo trattiene e Tonelli stesso che colpisce Iago nel tentativo di porre una pezza, i Bianconeri passano grazie alla freddezza di Immobile, capocannoniere del torneo. Da lì in poi le fiammate, praticamente continue fino a quel momento, si diradano, ma il ritmo resta alto. Entrambe le squadre combattono infatti su ogni pallone per portarsi a casa la vittoria. Lo spettacolo tecnico ne risente, ma il match continua a restare molto godibile soprattutto per chi apprezza l’atteggiamento gladiatorio. Nel secondo tempo sale invece l’appannamento, specialmente delle due difese. Ed è una messe di goal. Juventus che vince comunque con merito questo Torneo di Viareggio, bissando il successo dello scorso anno. Vittoria ottenuta nel segno della continuità. Della squadra scesa in campo ad inizio partita oggi, infatti, ben otto giocatori erano stati grandi protagonisti la scorsa stagione. A quando il salto di qualcuno di questi in prima squadra? Complimenti doverosi, comunque, anche ad un Empoli che dopo aver eliminato due grandi squadre come Roma e Fiorentina e la sorpresa del Torneo (la Rappresentativa di Serie D) si batte con onore anche in questa finale, non potendo arginare la maggior qualità Bianconera ma dimostrando di essere comunque una squadra importante, che potrà sicuramente integrare numerosi uomini alla prima squadra già a partire dalla prossima stagione.

MVP
Il migliore in campo non può che essere il capocannoniere del torneo, resosi decisivo anche oggi: Ciro Immobile. La punta campana gioca infatti una grandissima partita fatta di generosità ed incisività, tanto che riesce a segnare tre reti. Non proprio paglia, come si dice. Immobile che, al solito, mette in mostra grandissime qualità muovendosi tantissimo su tutto il fronte offensivo per tenere in apprensione tutta la retroguardia empolese, dialogando bene coi compagni e dimostrandosi una vera e propria macchina da goal, un killer d’altri tempi che ha ricordato oggi, sotto questo punto di vista, tal Filippo da Piacenza: Inzaghi. Oltre alla freddezza sul rigore, infatti, la punta Bianconera dimostra di essere assolutamente letale sotto porta, mettendo in mostra un fiuto del goal che ha ricordato oggi, davvero, l’attaccante Rossonero che ha fatto, in passato, anche la fortuna della società di Corso Galileo Ferraris. Immobile che, tra l’altro, aggiungendo i 10 goal di quest’anno ai 4 della scorsa stagione diventa il miglior marcatore di sempre della storia del Viareggio. Honorable mention doverosa per Iago: il fantasista iberico non gioca un Viareggio all’altezza della sua fama e delle sue possibilità, mettendo sì in mostra tutto il suo immenso talento ma non dando continuità alle sue azioni. Oggi, però, gioca una partita su buoni livelli, trovando un goal straordinario: la sua punizione disegna infatti una traiettoria perfetta che si va ad infilare giusto sotto l’incrocio alla sinistra di un incolpevole Addario, che s’allunga completamente per poter arrivare sulla palla, riuscendo però solo a sfiorarla.

TABELLINO
Marcatori: 20′ p.t. Immobile (Juv), 9′ s.t. Immobile (Juv), 13′ s.t. Iago (Juv), 21′ s.t. Immobile (Juv), 27′ s.t. Tognarelli (Emp), 31′ s.t. Tonelli (Emp)
JUVE 4-2-3-1: Pinsoglio, Bamba, Alcibiade, De Paola, Crivello, Giandonato, Marrone, Esposito (22 s.t. Boniperti), Yago, Belcastro (46′ s.t. Libertazzi), Immobile (25′ s.t. Fischnaller).
Panchina: Piccolo, Romano, Ferrero, Ferino, Boniperti, Fischnaller, Libertazzi, Pirrotta, Giovinco. All: Bruni.
EMPOLI 4-1-4-1: Addario, Mazzanti, Tonelli, Alderotti, Tognarelli, Crafa (33 p.t Shekiladze), Lo Sicco, Signorelli, Guitto, Pucciarelli, Dumitru.
Panchina: Gaffino, Pupeschi, Saponara, Brugman, Menegaz, Bianchi, Castellani, Videtta, Shekiladze. All: Donati.

(Credits: Sciabolatamorbida)

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Campionato: Juventus vs Genoa 3-2 (prima vittoria di Zac…)

amauriLa Juventus scende in campo davanti al proprio pubblico per provare a porre fine ad un periodo di crisi nerissima. I Bianconeri, infatti, non hanno ancora trovato la vittoria in questo girone di ritorno: l’ultima partita terminata portandosi a casa i tre punti risale addirittura al 6 gennaio scorso, penultima di andata, quando arrivò il 2 a 1 di Parma. Ancora peggio vanno le cose se pensiamo all’ultima vittoria casalinga, che risale ad un mese prima: era il 6 dicembre e la Juve s’impose col medesimo risultato sull’Inter. Per provare ad interrompere questa serie assolutamente negativa di risultati Zaccheroni schiera i suoi con l’ormai classico 3-4-1-2 che vede il solito Buffon in porta ed una linea composta da Zebina, Legrottaglie e Chiellini a protezione del portierone della nazionale. I fluidificanti sono invece Caceres e De Ceglie mentre in mediana vengono posti Sissoko e Candreva. Il trequartista è, ovviamente, Diego, mentre in attacco sono confermatissimi, nonostante il loro rendimento sia ampiamente insufficiente quest’anno, Amauri e Del Piero. Il Genoa, di contro, giunge a Torino per provare a continuare la propria striscia positiva, giunta a tre partite: dopo la sconfitta della prima giornata di ritorno contro la Roma, infatti, sono arrivate le vittorie con Atalanta e Chievo, inframezzate dal pareggio di Napoli. Per provare ad allungare questa striscia, quindi, Gasperini schiera il suo tipico 3-4-3 con Amelia tra i pali protetto da Papastathopoulos, Dainelli e Bocchetti. Criscito e Mesto i fluidificanti, Zapater e Rossi i mediani. Sculli e Suazo sono invece gli esterni offensivi, con Acquafrsca unica vera punta. Gasperini che dimostra anche di credere molto nei giovani della Primavera aggregandone ben tre alla propria panchina: Polenta, difensore uruguagio che può giocare tanto centrale quanto terzino sinistro, Gucher, centrale di centrocampo appena acquistato dal Frosinone, ed El Shaarawy, trequartista o esterno offensivo, stellina dell’under 17 Azzurra.

LA CRONACA
Dopo poco più di due minuti di gioco il Genoa si rende subito pericoloso: Papastathopoulos scende arrembantemente sulla destra e dopo aver superato in velocità Chiellini, che non riesce a stargli dietro, crossa un pallone sul secondo palo su cui ci si fionda Acquafresca, anticipato però in angolo da Zebina. Al nono i Rossoblù vanno vicinissimi al goal: capitan Rossi riceve ad una ventina di metri dalla porta difesa da Buffon e dopo aver stoppato scocca un fendente che si schianta, dritto per dritto, poco sotto l’incrocio dei pali, graziando il portierone Azzurro che pur essendosi allungato in tuffo non era riuscito a raggiungere il pallone. Il goal è comunque nell’aria ed arriva al quindicesimo minuto di gioco: la difesa Bianconera si fa infilare come fosse burro, Acquafresca riceve palla in area e scarica poco più indietro in direzione di Rossi che calcia di prima intenzione e beffa un non certo impeccabile Buffon, firmando l’1 a 0. Tre minuti e la Juventus ci prova, flebilmente: sugli sviluppi di un angolo è Candreva a provarci da fuori, ma il suo tiro è scoccato senza potenza e risulta essere facile preda di Amelia. Al ventitreesimo è invece Sissoko a provarci. Il suo fendente dalla distanza non trova lo specchio della porta. A quel punto il Genoa prova a chiudere il match: Sculli e Bocchetti scambiano a velocità supersonica sulla fascia con l’esterno offensivo Rossoblù che porta un cross in mezzo su cui piomba Acquafresca, la cui girata non inquadra la porta. Sul ribaltamento di fronte la Juventus guadagna una punizione da più di 25 metri. Del Piero si incarica della battuta, ma il suo tiro è centrale e viene parato con tranquillità e sicurezza da Amelia. A dieci minuti dal termine Amauri effettua un’azione caparbia portandosi in area palla al piede. Venuto a contatto, spalla a spalla, con un difensore si lascia andare, recriminando poi per un rigore, inesistente, non concessogli. Ammonizione sacrosanta per simulazione che non gli viene però comminata. Amauri che si fa comunque perdonare a tre minuti dal termine: Caceres si libera di due avversari e pennella un cross in mezzo su cui arriva di gran carriera la punta carioca che svetta più alto di tutti ed incorna con rabbia bucando Amelia.

In apertura di ripresa il neo entrato Fatic guadagna una punizione dopo aver provato a spuntare in velocità su Zebina, che non ha potuto far altro che fermarlo fallosamente. Sugli sviluppi del calcio piazzato Papastathopoulos va a colpire in area, senza però riuscire a trovare la porta. Al sessantunesimo è però la Juventus a passare: dopo aver riconquistato palla con una caparbietà d’altri tempi chiude un triangolo al limite con Diego, bravissimo a restituirgli il pallone con un tacco filtrante. Giunto a tu per tu con Amelia, quindi, il tocco d’esterno e la gioia per un goal giunto in una partita giocata sin lì non certo su alti livelli dal capitano Juventino. Il Genoa però pareggia subito, sfruttando un erroraccio di Buffon che non trattenendo un cross che gli era terminato tra le braccia facilita l’intervento di Rossi, abile a segnare la doppietta. La Juve però non ci sta. Al sessantaquattresimo è quindi Sissoko a piombare su di una respinta corta della difesa genoana, arrivando a titare di prima intenzione senza però trovare lo specchio di porta. Dieci minuti più tardi è invece Dainelli a cercare  la via della rete ma il colpo di testa dell’ex capitano Viola, giunto sugli sviluppi di un corner, termina a lato. Al settantaseiesimo il fattaccio: Del Piero è lanciato in profondità, ma sembra partire in fuorigioco. La terna comunque non fischia ed il capitano Bianconero si lancia verso l’area avversaria venendo toccato alle spalle da Papastathopoulos. Fuori area. L’arbitro, però, decide di assegnare un rigore che sembra proprio non esserci e pare essere frutto di due errori del direttore di gara. Sul dischetto si presenta Del Piero stesso, Amelia intuisce ma non arriva sul pallone. 3-2. Un battito di ciglia e Diego prova a chiudere il match: ricevuto palla al limite dell’area si accentra per poi scaricare un destro verso la porta Rossoblù, che viene però neutralizzato da Amelia. A cinque dal termine Zapater effettua un cross da destra che attraversa tutta l’area di rigore senza che né Buffon né gli avanti Rossoblù riescano ad intervenire sul pallone, con la palla che scorre sino a spegnersi sul fondo. Il forcing finale da parte del Genoa si esaurirà quindi in un nulla di fatto e i Bianconeri potranno festeggiare, dopo più di due mesi, il ritorno alla vittoria davanti al proprio pubblico.

IL COMMENTO
Il goal subito dopo un solo quarto d’ora di gioco è una doccia fredda per la Juventus e, soprattutto, i suoi tifosi. E’ proprio in quel momento, infatti, inizia a montare un malcontento strisciante che di lì a qualche minuto si trasforma in aperta contestazione che porta i supporters Bianconeri ad iniziare un fitto lancio di ordigni esplosivi diretti al settore di stadio occupato dai tifosi Rossoblù. L’arbitro, colpevolmente, non interrompe la partita provando a riportare la calma sulle gradinate. Certo che con queste condizioni ambientali non c’è da stupirsi se la gente abbandona gli stadi… In chiusura di tempo, però, le cose si calmano un po’, con il pareggio firmato da Amauri. La ripresa scorre poi su di un livello discreto, con le due squadre che dimostrano di voler ottenere entrambe il bottino pieno e s’inseguono per tutti e quaranticinque gli ultimi minuti di gioco. Alla fine a fare la differenza risulta essere un erroraccio dell’arbitro, che regala il rigore della vittoria ai Bianconeri. Juventus che torna quindi alla vittoria dopo poco più di un mese, e chissà che questa cosa non sblocchi la squadra di Corso Galileo Ferraris.

MVP
Migliore in campo, nonostante la sconfitta, risulta essere Marco Rossi, capitano del Genoa. Il centrocampista nativo di Seravezza viene schierato interno di centrocampo anziché fluidificante destro e gioca una gran partita mischiando con grande sapienza qualità e quantità. Rossi che parte subito fortissimo e dopo nove soli minuti di gioco sfiora il goal, colpendo un palo dalla distanza che fa tremare la porta e tutti i supportes juventini. La doppietta che segnerà poi ne suggellerà quindi la grande prestazione, che lo porterà, appunto, ad essere il migliore in campo.

TABELLINO
Juventus vs. Genoa 3-2
Marcatori: 15′ e 63′ Rossi, 42′ Amauri, 61′ e 77′ Del Piero
Juventus: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Caceres, Candreva (21′ st Marchisio), Sissoko, De Ceglie; Diego (35′ st Salihamidzic); Amauri (47′ st Giovinco), Del Piero. A disposizione: Manninger, Grygera, Grosso, Paolucci. All.: Zaccheroni
Genoa: Amelia; Papasthatopoulos, Dainelli, Bocchetti; Mesto, Rossi, Zapater, Criscito (44′ st Aleksic); Sculli, Acquafresca (1′ st Fatic), Suazo (22′ st El Shaarawy). A disposizione: Scarpi, Gucher, Polenta, Milanetto. All.: Gasperini
Arbitro: Mazzoleni
Ammoniti: Bocchetti, Rossi, Acquafresca, Papasthatopoulos, Sissoko, Candreva, Amauri, Zebina, Salihamidzic

(Credits: SciabolataMorbida)

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Coppa Italia: Juventus vs Napoli 3-0 (e ora pronti per l'Inter..)

del piero napoli Nel momento più difficile, la Juve ritrova se stessa e offre una prestazione da applausi. Napoli spazzato via e quarti di finale di Coppa Italia contro l’Inter conquistati. All’Olimpico è la serata di Diego e Del Piero. Il brasiliano segna il primo gol davanti ai suoi tifosi, colpisce un palo, apre l’azione del raddoppio e si procura il rigore del tris. E proprio contro il Napoli, squadra che ha avuto un altro Diego (Maradona) il suo idolo. Il capitano firma la doppietta in pochi minuti e chiude i giochi, prima su imbeccata di Caceres e poi dal dischetto. Un ottimo segnale in vista della gara di domenica a Verona in cui sarà chiamato a sostenere l’attacco vista l’assenza di Amauri.

LA CRONACA
Per l’esordio nel trofeo nazionale, Ciro Ferrara deve fare i conti con tante assenze e le scelte sono quasi obbligate. Si torna al rombo con Diego dietro le punte che sono Del Piero e Amauri. Davanti a Manninger, difesa a quattro con Caceres, Legrottaglie, Chiellini e Grosso. A centrocampo, Salihamidzic, Felipe Melo e De Ceglie. L’avvio è di marca ospite ma il primo pericolo è tutto bianconero. Sugli sviluppi di un angolo, si accende una mischia davanti a Iezzo. C’è anche il dubbio che il pallone sia anche entrato, ma Romeo fa proseguire e poi annulla un gol di Diego per fuorigioco. Al 15’ ci prova Del Piero su punizione: palla a lato. La pressione iniziale dei partenopei si fa meno decisa e i bianconeri prendono metri importanti di campo. Alla fine, al 24’, arriva il gol del vantaggio. De Ceglie e Salihamidzic costruiscono un’azione che Diego finalizza con un sinistro da appena dentro l’area. Per il brasiliano è il primo gol all’Olimpico. Il gol è un toccasana per i bianconeri che non si accontentano. Sugli sviluppi di una punizione, ci prova Grosso ma non trova la porta con il sinistro. Più clamorosa l’occasione capitata a Del Piero alla mezz’ora. Rinaudo commette lo stesso errore di Contini nella gara di campionato rinviando tra i piedi del capitano che però batte debolmente tra le braccia di Iezzo. Al 40’ altro guizzo. Diego di tacco per Caceres che sgroppa a destra e crossa ma il tocco è troppo lungo per Amauri. Il primo tempo finisce 1-0 a favore di una buona Juve. Ripresa. Ferrara cambia Grosso con Grygera. I bianconeri partono bene e si procurano subito un angolo con Caceres. Diego si conferma in serata e al 4’ fa ammonire Cigarini dopo una discesa personale. Il Napoli ha un sussulto ma Denis non trova la deviazione vincente a due passi da Manninger. La risposta è affidata due volte a Del Piero. Il capitano ci prova prima con il sinistro e poi con un difficile colpo di tacco che non trova la porta. Al quarto d’ora, Mazzarri corre ai ripari. Fuori l’ultimo arrivato Dossena e dentro Hamsik, protagonista dell’ultima sfida giocata a Torino in campionato. Ma è la Juve a farsi vedere: gran discesa di De Ceglie che impegna Iezzo, Del Piero prova sulla respinta ma non trova la porta. Al 20’ altro cambio: fuori Hofer e dentro Maggio. Ma ancora una volta sono i bianconeri a rendersi pericolosi. Legrottaglie per Del Piero che smista di tacco per Diego che sfiora la doppietta e colpisce un clamoroso palo a portiere battuto. Stessa sorte per il bolide di Hamsik che si stampa sulla traversa nonostante il disperato tentativo di Manninger. L’occasione mette in allarme la squadra di Ferrara e Felipe Melo va vicino al raddoppio, fermato proprio al momento di battere a rete. Intanto Mazzarri butta dentro anche Quagliarella al posto di Campagnaro, un difensore, per cercare il tutto per tutto. Ma il gol arriva nella porta di Iezzo. Diego apre per Caceres che centra uno splendido cross basso su cui si avventa Del Piero: 2-0 e qualificazione più vicina. Il Napoli si getta in avanti e con Quagliarella conquista un angolo. Ma con gli ampi spazi che si creano la Juve va a nozze. Diego parte da solo, Contini lo mette giù in piena area: rigore ed espulsione del difensore. Del Piero non sbaglia e chiude definitivamente in conti quando manca meno di dieci minuti alla fine. Ferrara manda dentro Zebina per un ottimo Caceres e subito dopo Immobile per Del Piero. Finisce 3-0. Proprio come l’anno scorso, la Juve inizia la corsa in Coppa Italia con un tris (nel 2009 al Catania) ed estromette nuovamente i partenopei dal trofeo. Ora sotto con l’Inter al Meazza, a fine mese.

IL TABELLINO
Coppa Italia 2009/10 – ottavi di finale, gara unica
JUVENTUS-NAPOLI 3-0 (1-0)
RETI: 24’ pt Diego, 31’ st e 37’ st rig. Del Piero
JUVENTUS: Manninger; Caceres (38’ st Zebina), Legrottaglie, Chiellini, Grosso (1’ st Grygera); Salihamidzic, Felipe Melo, De Ceglie; Diego; Del Piero (40’ st Immobile), Amauri. A disposizione: Chimenti, Fabio Cannavaro, Giandonato, Rossi. All. Ferrara.
NAPOLI: Iezzo; Campagnaro, Rinaudo, Contini; Zuniga, Gargano, Cigarini, Dossena (15’ st Hamsik);
Hoffer (20’ st Maggio), Denis, Datolo. A disposizione: Gianello, Paolo Cannavaro, Pazienza, Aronica, Quaglierella. All. Mazzarri.
ARBITRO: Romeo di Verona.
ESPULSI: 38’ st Contini.
AMMONITI: 25’ pt Contini, 26’ pt Salihamidzic, 42’ pt De Ceglie, 4’ st Cigarini.

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(Credits: Juventus.com)